Rinnovato il contratto dei dipendenti degli enti locali

Nel pomeriggio del 4 agosto è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali il contratto nazionale di lavoro del comparto Funzioni locali che rappresenta i dipendenti dei Comuni, delle Province, della Regione, della Camera di commercio oltre che delle case di riposo (ex IPAB) e delle aziende speciali. In provincia di Bergamo il settore rappresenta circa 5.100 dipendenti dei settori pubblici e altri 1.100 che lavorano nelle case di riposo o nei servizi offerti dalle aziende pubbliche.

Il contratto sottoscritto, che arriva al termine di un lungo confronto e dopo la stipula del contratto delle Funzioni Centrali e della Sanità, rappresenta un grosso passo avanti in termini di valorizzazione del personale e di incremento economico. Ora occorrerà attendere l’iter previsto dalla legge per vedere riconosciuti in busta paga gli incrementi economici ovvero il benestare della Corte dei Conti ed il parere del governo e della conferenza Stato–Regioni: nonostante la crisi di governo, ci attendiamo a breve la conclusione del percorso perché gli aumenti abbiano effetto già da dicembre 2022.

A partire dalla fine dell’anno i dipendenti degli enti territoriali vedranno riconosciuti incrementi dello stipendio tabellare da un minimo di 81,95 euro ad un massimo di 104,28 euro al mese ed un arretrato da un minimo di 1.490 euro ad un massimo di 2.770 euro. Il contratto prevede anche un aumento degli incentivi alla produttività media 170 euro per dipendente per finanziare gli importi delle indennità del personale che vengono incrementati.

È un contratto innovativo che non si limita a riconoscere degli aumenti di stipendio ma rivede l’ordinamento professionale del personale dopo 23 anni: i dipendenti non saranno più inquadrati in categorie ma verranno suddivisi tra l’area degli operatori, operatori esperti, istruttori e funzionari a seconda delle attività svolte. Un aggiornamento necessario a rispondere alle esigenze di attuazione dei piani del PNRR che ricadranno in gran parte sui Comuni. Si mettono quindi a disposizione delle risorse (pari allo 0,55% della spesa del personale 2018) per permettere ai dipendenti con almeno 5 anni di esperienza di progredire nella propria carriera e riconoscere le professionalità interne anche se non in possesso del titolo di studio.

Vengono inoltre riconosciuti degli incrementi economici al personale operante nei servizi educativi, nella Polizia Locale o che abbiano la necessità di essere iscritti ad un albo per svolgere la propria professione (ad esempio gli assistenti sociali) e vengono finalmente inquadrati correttamente nella categoria dei funzionari, la più alta, sia gli infermieri operanti nelle case di riposo che il personale educativo.

Viene introdotto un sistema di scatti nello stipendio (chiamato differenziali stipendiali) dove, accanto alla valutazione del personale, si aggiunge un meccanismo che valorizza l’anzianità di servizio e la formazione.

Altri importanti passi avanti sono fatti nella tutela del personale estendendo il periodo in cui non scatta il licenziamento per chi si deve sottoporre a terapie salvavita e nella definizione di regole per il lavoro agile che diventa una diversa modalità di rendere la propria prestazione senza ridurre il servizio alla cittadinanza e senza ledere i diritti dei dipendenti che ne usufruiscono.

Un contratto che consegna alle organizzazioni sindacali e alle amministrazioni gli strumenti per valorizzare il personale, che da anni lavora negli enti locali e che ha garantito un alto standard dei servizi con una perenne carenza di personale.

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