Dalla crisi energetica si esce insieme

Dalla crisi energetica si esce insieme. Il confronto tra Cisl, istituzioni e tecnici

Per un anno o due tamponare la situazione, diversificando le forniture e puntando su nuovi prelievi, sull’uso anche delle centrali a carbone. Intanto, siamo già passati da 1 a 6 gigawatt di energia rinnovabile, settore da incrementare ulteriormente. Poi, stimolare comportamenti virtuosi da parte di cittadini e pretenderli dalle istituzioni: diminuire leggermente il consumo da parte di tutti e avviare “politiche virtuose” da parte degli enti pubblici faciliterà il risparmio e il benessere dell’ambiente”. Secondo Antonello Pezzini, membro della segreteria tecnica del ministero della Transizione Ecologica, non esiste un’alternativa al ritorno dell’ austerity, sul modello degli anni ’70, ma la situazione potrebbe essere meno cruenta.

Intanto, l’attuale crisi energetica, smodatamente ingigantita dalla guerra in atto, non lascia scampo alle abitudini delle famiglie e alla fame energetica delle nostre aziende?  La CISL di Bergamo se lo è chiesto e lo ha chiesto a tecnici e politici, alla ricerca della “Energia del futuro”,  alla ricerca di un nuovo sviluppo e di una nuova sostenibilità energetica sul territorio.

Nella nostra provincia gioca un ruolo molto importante l’energia prodotta da impianti idroelettrici che in questo periodo soffrono di carenza di precipitazioni. Nella provincia di Bergamo si stima che le medio-grandi imprese operanti nei settori maggiormente esposti, tra cui la chimica e la metallurgia, siano circa 400 e impieghino 61.000 addetti. Quelle a elevato consumo di energia elettrica sono circa 200. Nel 2019, i dati sui consumi di gas naturale dell’industria mostrano che la provincia di Bergamo ha consumato una quantità di gas naturale pari a 529,1 milioni Sm3  contro i 2.695 milioni della Lombardia e i 14.453,3 milioni dell’Italia. In pratica, il 19,8% del gas naturale distribuito in Lombardia, collocandosi come prima provincia per consumi tra quelle lombarde, e il 3,7% di quanto distribuito in Italia, collocandosi come quinta provincia a livello nazionale.

Nel 2019, in provincia di Bergamo, la manifattura, che conta complessivamente 10.409 unità locali, 133.947 addetti, un fatturato di 34.370 milioni di euro e un valore aggiunto di 9.837 milioni di euro ha consumato 4.797 GWh; il 92,8% dei consumi di energia elettrica si concentra in dieci settori manifatturieri, cioè metallurgia, chimica, prodotti in metallo, gomma e materie plastiche, lavorazione di minerali non metalliferi, tessile, apparecchi elettrici, alimentari, meccanica e autoveicoli. I rischi che corre l’economia della provincia sono quelli della interruzione energetica, dei costi eccessivi  che rischiano di erodere la competitività delle nostre aziende – l’energia verrà garantita dove indispensabile come ospedali e servizi pubblici non alle imprese.

Da tempo  – ha detto Francesco Corna, Segretario generale Cisl Bergamo, nell’introduzione al convegno che si è svolto alla Casa del Giovanesi cerca la svolta verso un energia più pulita, rinnovabile e sostenibile. Ancor di più oggi, il nostro paese è chiamato a trovare soluzioni e a mettere in campo azioni mirate per far fronte a queste problematiche. Il nostro paese è pesantemente deficitario dal punto di vista energetico, importiamo la gran parte dell’energia che ci serve dall’estero, energia nucleare e combustibili fossili petrolio e gas in particolare”.

Il “Sistema Italia” non può insistere con impostazioni ideologiche e irrealistiche, è stato detto dai partecipanti all’incontro della CISL. Il prezzo del gas aumenta dell’800%, l’emergenza pandemica ed economica continueranno, come gli effetti inevitabili sui nostri sistemi economici delle sanzioni alla Russia.

Allora, dice l’assessore regionale Guido Guidesi, “ … abbiamo bisogno di cose fondamentali: l’impegno dei governo centrali, con i quali la discussione deve essere focalizzata sul prezzo dell’energia, sennò rischiamo la chiusura di un numero altissimo di aziende. La Regione Lombardia – ha continuato il titolare dell’assessorato allo sviluppo economico – ha messo in campo strumenti di efficientamento energetico, ma già oggi,  per calmierare l’aumento dei costi avremmo bisogno di 18 miliardi di euro”.

Intanto, servirà un giusto periodo per adeguare e sostituire gli impianti, per riconvertire la forza lavoro, per rivedere il sistema di formazione professionale. “Per questo servirà una scelta chiara per i prossimi 25/30 anni sostiene Paolo Ronchi, segretario generale di FEMCA CISL Lombardia -, che sia compatibile con gli obiettivi di riduzione dei fossili, ma che non deprima le capacità produttive del Paese, in virtù soprattutto degli attuali limiti propri delle Fonti di Energia Rinnovabile: la non programmabilità della continuità del servizio e le difficoltà di accumulo”.

La FLAEI sa che non ci sono soluzioni facili per nessunoha ribadito Cristiano Mazzucotelli, segretario generale FLAEI CISL Lombardia -, ma sappiamo che l’Italia è in una situazione peggiore degli altri paesi. Senza avere il nucleare, il Paese ha voluto fare il primo della classe con la decarbonizzazione. La FLAEI è favorevole alle rinnovabili, ma bisogna rifare la rete elettrica di distribuzione, ci vogliono tempi lunghi e risorse ingenti e non possiamo lasciare questa evoluzione strategica per il Paese in mano a operatori privati”.

“Per continuare ad essere un paese con una capacità produttiva manifatturiera e per essere al passo con un modello di sviluppo sostenibile e avanzato – ha concluso Corna – dobbiamo dotarci di un’autonomia energetica basata su fonti diversificate e sostenibili che ci permettano di sviluppare le nostre strategie produttive futura in tranquillità. Le varie fonti energetiche hanno delle prerogative sulle quali è bene che si discuta in maniera diffusa e approfondita, per favorire l’approfondimento della conoscenza di questi temi vitali per il futuro del nostro paese. Bisogna agire in maniera diversificata e non vi sono oggi soluzioni definitive nell’immediato che possano sostituire le fonti fossili, ma possiamo fare alcune valutazioni sulle varie possibilità”.

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