Scelte aziendali, spazio ai lavoratori

Francesco Corna: “Scelte aziendali, spazio ai lavoratori”

Siamo in un momento storico straordinario nel quale anche il ruolo dei lavoratori può diventare più partecipativo delle scelte aziendali“, Francesco Corna, segretario di Cisl Bergamo, interviene nel dibattito attuale auspicando nuove relazioni industriali con la partecipazione attiva di tutti i protagonisti, lavoratori compresi, per sfruttare al meglio le opportunità di ripresa economica e sociale nel post pandemia.

In un clima di rinnovata fiducia – quasi tutti i principali indicatori economici vedono l’Italia come “locomotiva dell’Europa” – i fondi erogati dall’Unione Europea per l’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza daranno finalmente copertura a tutte quelle riforme che vengono rimandate da decenni. “La situazione politica attuale congiuntamente alle risorse stanziate con il Pnrr – dice Corna – forniscono le migliori condizioni possibili per attuare in Italia riforme importanti. Ognuno di noi, nel proprio ruolo e con le proprie rappresentanze, è chiamato a partecipare in maniera proattiva alla ripresa. Da sempre la Cisl si richiama ai valori partecipativi più che di antagonismo tra le parti sociali. Oggi, vorremmo fare un passo avanti perché crediamo che i lavoratori debbano avere parte attiva nel decidere le sorti dell’azienda partecipando, o compartecipando sul modello tedesco, agli organi decisionali».

Il modello tedesco

In Germania Il modello di partecipazione dei lavoratori, noto come «Mitbestimmung», è la forma di governance più diffusa fra le aziende tedesche. La cogestione non è obbligatoria, ma se sussistono i requisiti previsti dalla legge, non può essere negata dal datore di lavoro. “I lavoratori – prosegue Costa – sono i primi ad avere interesse che l’azienda abbia strategie sostenibili nel medio e lungo periodo. Una maggior partecipazione della forza lavoro ai processi decisionali porterebbe ad una responsabilità diffusa riguardo al destino del proprio luogo di lavoro e, naturalmente, del proprio territorio”. Circa un nuovo modello italiano di relazioni industriali, più partecipato anche a chi presta la propria opera di lavoro, Corna guarda a Stellantis (la fusione tra i gruppi automobilistici Fca e Psa) come ad un’occasione mancata: “In Stellantis ci sono rappresentanti dei lavoratori francesi ma non di quelli italiani. Si è persa una grande opportunità di sperimentare nuove forme partecipative perché ancora una volta è prevalsa l’idea che l’azienda è solo l’azionista di riferimento“.

Un buon esempio di partecipazione attiva potrebbe venire proprio da municipalizzate e partecipate. “Abbiamo proposto – dice il segretario – partecipando ad un tavolo in Camera di commercio sul tema ‘Bergamo-Brescia capitale della cultura’ che la cultura del lavoro, che ha portato questi territori ad essere la più grande manifattura d’Europa, diventi cultura di partecipazione. Le amministrazioni di Bergamo e Brescia potrebbero mettere in opera una buona pratica dando un ruolo più partecipe ai lavoratori nelle controllate“.

L’invito a Confindustria

Come Cisl – conclude Corna – crediamo sia giunto il momento di ragionare su questi temi affinché i lavoratori possano concorrere al destino della propria azienda. Serve un confronto anche sul territorio, al quale invitiamo Confindustria, per formare nuove relazioni industriali che abbiano al centro: partecipazione, responsabilità, produttività, ambiente, lavoro e sicurezza“.

da l’Eco di Bergamo del 6 10 2021, firmato da Cristina Signorelli

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