piaga degli infortuni

Contro la piaga degli infortuni serve una nuova cultura del lavoro

 “Purtroppo la nostra provincia segna ancora numeri importanti che riguardano gli infortuni anche mortali e le malattie professionali – dice Danilo Mazzola, segretario Cisl Bergamo. Quando si analizzano i dati si cerca sempre di intravedere i volti che si celano dietro al singolo numero e la sofferenza fisica, morale e psicologica che un infortunio lascia nelle persone che lo subiscono e nei loro cari quando purtroppo l’infortunio è mortale. Sicuramente la situazione che stiamo affrontando non può che essere considerata come una vera ‘strage nazionale’ visto quanto accaduto nei giorni scorsi con 14 vittime sul lavoro”.

Anche per Bergamo la situazione non è delle migliori, con consistenti dati Inail sulle denunce fino ad agosto 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, che al netto delle denunce da Covid19 vedono aumentare sia gli infortuni e gli infortuni mortali. In aumento anche le denunce di malattia professionale che evidenziano come di lavoro ci si ammali ancora oggi. In provincia, i casi mortali sono cresciuti rispetto al 2020 in modo esponenziale: togliendo l’incidenza delle morti per Covid19, infatti, si passa da un solo evento mortale a 7 nel volgere di 12 mesi. Le denunce di infortunio (anche queste “pulite” dai dati Covid19) sono salite di 1613 eventi registrati.

“Una questione che assume sempre più i contorni di una strage che funesta l’ambiente economico e psicologico del paese” , secondo le parole del Presidente del Consiglio Draghi. “Da questo ci attendiamo provvedimenti conseguenti  – continua Mazzola –, che mettano in campo, se necessario anche con un Decreto Legge, le misure condivise con CGIL, CISL e UIL nazionali nell’incontro di lunedì 27 settembre 2021”.

Più controlli, nuovi ispettori e medici del lavoro, un migliore coordinamento tra i vari soggetti della sicurezza (ATS, INL, INAIL e INPS), sanzioni più severe e nel caso di inadempienze gravi prevedendo la sospensione dell’attività economica e più formazione specifica alla mansione che si è chiamati a svolgere, sono le richieste dei sindacati.

Da tempo chiediamo l’introduzione della patente a punti – conclude Mazzola – da collegare all’applicazione reale dei contratti e ai criteri di accesso alla provvidenze pubbliche ed alle gare d’appalto. Ora, va messa in atto una campagna di sensibilizzazione attraverso i mass media e i giornali che riporti il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a condizione primaria per poter garantire un lavoro dignitoso e sicuro. Sicuramente, un periodo complicato anche per la nostra provincia, che ha visto il tema della sicurezza del lavoro legato a doppio filo all’emergenza Covid19, con Bergamo che ha pagato un prezzo altissimo di lavoratori che si sono contagiati e hanno perso la vita al servizio della comunità e del bene comune”.

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