23 febbraio 2021, sindacato in piazza per la cultura

Sale cinematografiche e teatri ancora vuoti, niente concerti né altri spettacoli: mentre la pandemia prosegue con varianti difficili da arginare, il settore dello spettacolo e della cultura resta ancora fermo con perdite gravissime, chiusure definitive, lavoratori in ginocchio e perdita di molte professionalità. Per esprimere la loro preoccupazione e per avanzare precise richieste, i lavoratori del comparto e le sigle sindacali FISTEL CISL e SLC CGIL provinciali aderiscono alla giornata di mobilitazione proclamata a livello nazionale per martedì 23 febbraio, quando, dalle ore 15, si terrà un presidio con volantinaggio di fronte al Teatro Donizetti di Bergamo.

In provincia di Bergamo i sindacati stimano che siano centinaia le persone con rapporto di lavoro atipico nel comparto dello spettacolo, in compagnie e laboratori teatrali, a cui vanno aggiunti i circa 60 dipendenti stabili e anche gli oltre 150 i dipendenti impiegati nelle sale cinematografiche (di cui circa 70  nelle sole multisala UCI di Curno e Orio al Serio).

È passato un anno e questo settore sta morendoha commentato Luca Legramanti, segretario generale di FISTEL CISL Bergamo -. Con tutte le sicurezze del caso, occorre riaprire. Sollecitiamo l’attenzione da parte della politica e delle istituzioni nazionali e locali sulle difficoltà prolungate del comparto e anche sulla necessità di interventi non più rinviabili. Da troppo tempo larga parte del mondo del lavoro dello spettacolo vive condizioni di instabilità e precarietà. Occorre una riforma strutturale che preveda un intervento pubblico e finanziamenti del settore, con modalità e tempi certi di erogazione e un monitoraggio costante sui fondi; ma servono anche un recovery plan straordinario con investimenti nuovi e strutturali nel tempo per la Cultura e un sistema di protezione sociale con ammortizzatori adeguati per sostenere il lavoro, sviluppare l’occupazione e riconoscere le professionalità nel settore. Infine si pensi a un sistema normativo di rafforzamento e tutela sulla previdenza e l’assistenza. La Cultura è un bene comune e va ad ogni conto salvaguardato non solo per chi ci lavora ma per tutti i cittadini di questo paese”.

Con la manifestazione di martedì si chiederà di garantire ammortizzatori e sostegni fino alla fine dell’emergenza; di riaprire in sicurezza i luoghi di cultura; di salvaguardare la produzione e l’occupazione; di riformare dal punto di vista legislativo il settore dello spettacolo, e di prevedere risorse per un recovery plan straordinario per cinema, teatri e spettacolo dal vivo.

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