contratto dell’edilizia bergamasca

La piattaforma sindacale per il contratto dell’edilizia bergamasca

È stato avviato questa mattina il percorso di confronto per il rinnovo del Contratto provinciale dell’edilizia bergamasca, sia artigiana che dell’industria, un settore che complessivamente coinvolge in provincia 13.833 lavoratori (iscritti alle due Casse edili secondo il dato di settembre 2020) a cui si aggiungono circa 2.000 impiegati, in un totale di 2.469 imprese.

La Piattaforma con le richieste dei sindacati di categoria FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL, è stata illustrata alle controparti ANCE, Confartiagianato, CNA e Lia di Bergamo. Il contratto precedente, siglato nel giugno del 2018, è scaduto a maggio 2020. Il prossimo confronto dovrebbe essere fissato per metà gennaio.

Apriamo oggi un percorso importante con la consapevolezza che, rispetto al rinnovo del 2018, ci troviamo in un contesto politico, sindacale ed economico davvero diverso e più difficileha dichiarato Simone Alloni, segretario generale FILCA CISL Bergamo -. Nel 2018 dal punto di vista economico eravamo a una svolta, con il settore che iniziava a dare segnali di stabilizzazione grazie a un trend di crescita incoraggiante nelle due Casse che, dopo anni, ci avevano fatto intravedere l’uscita dalla crisi. La pandemia, a inizio anno improvvisa e devastante, ha destabilizzato quel trend di crescita che nel 2020 avrebbe visto il suo apice, evidenziando tutti i limiti del nostro paese sia a livello sanitario, ma anche infrastrutturale. È stata una crisi sanitaria che, in controtendenza con quello che sta accadendo nel manifatturiero, ha colpito ma non ‘affondato’ il nostro comparto, che ha saputo reagire e tornare a livelli pre-crisi dopo il lockdown. Rispetto, infatti, alle previsioni di aprile l’anno Cassa si è chiuso (a settembre) con un gap che si assesterà attorno al -13%, -15%. Questo conferma come l’edilizia rimanga ancora oggi un settore strategico per l’economia del paese e bergamasca. Per questo riteniamo che il rinnovo del Contratto provinciale debba essere stimolo per traghettare il comparto verso una nuova visione di sviluppo di medio e lungo termine”.

In Piattaforma si chiede il consolidamento dell’elemento variabile della retribuzione; l’aumento dell’indennità di mensa e trasporto; l’aggiornamento delle percentuali di indennità di trasferta, di guida e di quella per i lavori disagiati; l’inserimento di una nuova indennità di chiamata, e l’adeguamento delle prestazioni dei lavoratori da parte delle Casse edili in linea con le esigenze attuali.

Insieme a FENEAL e FILLEA, riteniamo che per rendere più attrattivo il settore edile, oltre che puntare sulla formazione professionale, sia necessario redistribuire ai lavoratori maggiori risorse – prosegue Alloni -. Oltre al fatto che è un settore che sta invecchiando, i lavoratori assunti nell’ultimo decennio sono addensati ai livelli più bassi della scala parametrale (operaio comune e qualificato). Per questo riteniamo di assoluta importanza che la Scuola Edile diventi sempre più lo strumento per garantire l’accesso di giovani qualificati, con competenze aggiornate, necessarie ad affrontare la sfida dell’innovazione. Occorre, poi, dare una spinta maggiore al contratto di apprendistato, quale primo approccio dei giovani al mondo del lavoro, reintroducendo nel Contratto provinciale accordi già presenti nel passato in cui si riconosce una retribuzione di partenza maggiore rispetto al Contratto nazionale per coloro che frequentano i corsi alla scuola edile”.

In tema di salute e sicurezza la Piattaforma chiede che “sia valorizzato il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) implementando le ore di formazione in modo da renderli consapevoli dell’importante azione che svolgono. Si chiede un aumento di 8 ore della formazione in ingresso che si aggiungono alle 16 già previste dal Contratto nazionale. Va valorizzato il sistema di sorveglianza sanitaria che negli anni è diventato anche luogo di ricerca e studio sulle malattie professionali degli edili”.

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