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Unione Sindacale di Bergamo

Continua la serie di incontri informativi che la sezione FNP CISL di Mozzo organizza per la popolazione. Venerdì 18 marzo, alle 15, presso la Sala Consiliare del Comune di Mozzo, si svolgerà l’assemblea dedicata alle “Novità fiscali per il 2016, tra detrazioni e Bonus”.

In particolare – spiegano dalla FNP di Mozzo -, come noto, da quest'anno non si pagherà più la TASI e sono previste riduzioni delle tasse su fabbricati dati in uso gratuito. Inoltre nel 2016 ci sarà il blocco delle aliquote.

Sono stati prorogati al 31 dicembre 2016 misure e limiti delle detrazioni Irpef del 50% sulle spese di semplice ristrutturazione edilizia e del 65% sulle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli immobili o sugli interventi che portano beneficio in termini di risparmio energetico come la sostituzione di impianti termici (caldaie) o elettrici.

Rinnovata e ampliata a nuovi soggetti, la detrazione Irpef del 50% delle spese, per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare una casa ristrutturata. Svincolato dalla ristrutturazione della casa, il bonus mobili per le famiglie degli under 35 e le giovani copie. Infine avremo modo di parlare del nuovo Canone RAI”.

Di questo e altro si parlerà nell’assemblea aperta a tutta la cittadinanza, ed in particolare a tutte le Associazioni che si occupano di Anziani. Interverrà Candida Sonzogni, responsabile del Servizio Fiscale CISL di Bergamo.

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Siamo preoccupati della lentezza con la quale si sta attuando la riforma sanitaria, e la nostra preoccupazione cresce dopo la vicenda della corruzione che ancora colpisce il pianeta sanità in Lombardia. Ma soprattutto, la nostra attenzione va all’utenza: che fine faranno i servizi e i presidi socio-sanitari nella nuova riorganizzazione geografica?  E la residenzialità per anziani, completamente abbandonata da questa riforma…?

Onesto Recanati, della segreteria del sindacato FNP CISL Bergamo, fa il punto sulla riforma sanitaria di Maroni, a due mesi dall’avvio. “Manca ancora un’idea chiara di integrazione del sociale con il sistema sanitario, sui cui invece la Regione ha riversato la grande maggioranza delle attenzioni”, sottolinea il sindacalista bergamasco, “e iniziano a emergere problemi di compatibilità con la legge nazionale e il Servizio sanitario Nazionale”.

Recanati, in questo caso, fa riferimento alle considerazioni che il Ministero della Salute ha sollevato sulla riforma regionale, che, secondo il dicastero, “introduce definizioni che non appaiono coerenti con quelle previste dalla normativa statale in materia di servizio sanitario nazionale”, mentre “permangono tutt’ora esigenze di unitarietà e uniformità del sistema, necessarie per garantire adeguati livelli di tutela della salute sull’intero territorio nazionale”. In pratica, il Ministero chiede affinché la legge regionale in esame “non incorra in censure di costituzionalità, che sia ammessa solo a condizione che si qualifichi come sperimentale e soggetto a verifica”, e chiede che “l’articolazione in ASST e ATS del servizio sanitario e sociosanitario regionale avvenga in via sperimentale per un periodo di cinque anni”, per una successiva valutazione della “sperimentazione”.

La preoccupazione, poi, sale a leggere i documenti ufficiali: come informa la rivista Lombardia Sociale, infatti, “nelle regole di esercizio 2016, nella declinazione della ripartizione di competenze tra Asst e Ats, il riferimento all’integrazione con i Comuni è indicato – letteralmente – con un punto interrogativo, ad evidenziare che oggi non sono ancora chiari nemmeno i luoghi in cui tale integrazione debba essere definita”.

Si fa poi riferimento a un gruppo di lavoro “interassessorile”  che valuti le possibilità di integrazione con l’area socio-assistenziale, al quale partecipi anche ANCI. “È praticamente tutto rimandato a organismi che ancora non esistono”, si lamenta Recanati.

Ci sono poi i “costi della riforma”, almeno quelli sociali, relativi a stress e incertezza per gli operatori, “che devono operare in un nuovo contesto, e per gli utenti e i segnali che arrivano dal territorio ne danno conferma: chi si interfaccia con il nuovo mondo delle ATS e Asst spesso non trova più i referenti abituali e non conosce ancora quelli nuovi. Lo stesso personale delle vecchie ASL e dei servizi sociosanitari non conosce ancora il proprio destino, dove sarà collocato, con quali mansioni e con che ruolo. Le regole indicavano nel 28 febbraio il termine entro cui i vertici avrebbero dovuto ridefinire l’organizzazione interna di ATS e Asst. L’ultimatum è passato….”.

La riorganizzazione della geografia socio-sanitaria, in considerazione dell'ampliamento dei confini territoriali e dei bacini di popolazione – continua Recanati - , evidenzia la necessità di assicurare presidi di prossimità per i cittadini e le comunità”. La riforma prevede l’istituzione di POT (presidi ospedalieri Territoriali) e PRESST (Presidi socio-sanitari territoriali), ma non ne ha ancora chiarito né dislocazione né funzioni.

Le regole di esercizio hanno infine confermato con molta chiarezza che l’anno in corso sarà un “tempo di transizione” impiegato nel passaggio alla costruzione del nuovo assetto istituzionale ed in particolare alla nuova organizzazione gestionale  cioè a dare forma ai nuovi “contenitori” del welfare sociosanitario. 

In pratica, potrebbe succedere che un servizio venga trasferito altrove più per soddisfare esigenze organizzative di dirigenza e personale che non per andare incontro a necessità dell’utenza. Si tratta, ricordiamolo, di presidi assistenziali del “calibro” di Consultorio familiare, CPS, Ser.T….tutte strutture che hanno un’utenza debole e comunque, non necessariamente dotata di ogni possibilità di trasportarsi in angoli diversi della provincia.

Quanto alle liste d’attesa, secondo una ricerca di Cittadinanzattiva, quasi un cittadino su dieci rinuncia a curarsi per motivi economici e liste di attesa. Il 7,2 per cento dei residenti rinuncia alle cure a causa delle liste d’attesa e dei ticket. Il 5,1 per cento, ossia 2,7 milioni di persone, secondo quanto emerge dai dati dell’osservatorio, sceglie di farlo per motivi economici, gli altri invece per i tempi lunghi imposti dalle liste. In una ricerca CENSIS commissionata a Bergamo dalla FNP, risulta che la lunghezza delle liste di attesa è un problema per l’84% degli ultra 65enni.

Come tropo spesso accade, le ristrutturazioni di servizi badano più a risparmi, a soddisfare esigenze e ambizioni manageriali e dirigenziali, e non esitano a oltrepassare con estrema nonchalance i bisogni dell’utenza, spesso non servita da adeguati servizi di trasporto. La FNP CISL chiede che, nella definizione di ambiti e servizi, venga dato un livello di attenzione superiore a quanto accaduto nelle precedenti riforme alle esigenze della popolazione, così da non sottoporla a esodi e trasferte che rischierebbero di compromettere la “tenuta” e l’accoglienza stessa dei servizi”.

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Lunedì, 11 Gennaio 2016 12:55

Pensioni: nessun aumento per il 2016

È necessario un intervento governativo per fare in modo che venga scongiurato il rischio di povertà che, come dimostrano i dati Istat riferiti al 2013, rimane elevato tra i pensionati che vivono da soli (circa il 22,3%) e per coloro che, con il loro reddito pensionistico, sostengono anche il peso dei propri congiunti che non riescono a trovare un’occupazione. Quindi ci auguriamo che i prossimi incontri col ministro Poletti abbiano, tra gli altri obiettivi, anche la rivalutazione delle pensioni per consentire ai nostri pensionati condizioni di vita più dignitose”.

Così una nota della segreteria del sindacato FNP CISL Bergamo, alla luce dell’ultima circolare dell’INPS con la quale si ufficializza che per il 2016 non ci sarà alcun aumento per le pensioni, anzi. In alcuni casi, gli assegni potranno anche scendere, seppur in misura minima. È il risultato della “riparametrazione del conguaglio”, termine burocratese per spiegare che l’INPS in qualche modo si riprenderà la differenza tra l’inflazione programmata e quella reale.

Il timore che vi fosse un conguaglio da restituire all’INPS sul 2015 è oggi però congelato. Nell’anno 2014, infatti, l’inflazione non è cresciuta secondo le stime (0.3) ma dello 0,2. Secondo il meccanismo della perequazione, l’INPS avrebbe potuto applicare un conguaglio con la restituzione da parte dei pensionati dell’importo maggiore liquidato rispetto al dovuto. “La Legge di stabilità, anche per l’intervento sindacale e dei Pensionati CISL in particolare, ha stabilito di rinviare la perequazione al 2017; il consolidamento della ripresa economica e la ripartenza dei consumi potrebbero infatti determinare un rialzo del costo della vita che a consuntivo dell’anno riassorbirebbe quanto dovuto dai pensionati in restituzione all’INPS”.

In pratica, dunque, i pensionati non dovranno restituire la differenza, ma non avranno nemmeno alcuna “perequazione”. Con il termine ‘perequazione’ si intende infatti quel procedimento mediante il quale l’importo della pensione viene indicizzato al costo della vita e, dunque, all’inflazione. Nel 2015 non è aumentato il costo della vita e dunque non c’è alcun aggiornamento nel primo assegno pensionistico del 2016. Con un tentativo molto parziale si cerca in questo modo di contenere gli effetti dell’inflazione negativa sul potere di acquisto delle pensioni.

La FNP e la CISL nella proposta legislativa presentata al Parlamento hanno chiesto  l'estensione anche ai pensionati del bonus fiscale di 80 Euro come per i lavoratori dipendenti, per ridare reddito ad una categoria, quella dei pensionati, che ha subito nel 2012-2013 un blocco significativo e  che negli ultimi 15 anni ha perso più del  30% del potere d'acquisto”.

Il testo approvato – si legge nella nota della segreteria FNP di Bergamo - conferma il nostro totale dissenso rispetto alla scelta di finanziare la proroga della cosiddetta “opzione  donna” con il  prolungamento della penalizzazione della rivalutazione sulle pensioni. In ogni caso, per poter andare in pensione nel 2016 con l'opzione donna, secondo le nuove disposizioni, sarà necessario aver maturato entro il 31dicembre scorso il requisito di 57 anni e 3 mesi di età in caso di posizione per lavoratrici dipendenti e  di 58 anni e 3 mesi in caso di gestioni degli autonomi”


E si apre anche il fronte “no tax area”

Altro fronte di inizio anno per la FNP CISL è caratterizzato dalla “No Tax Area”, o meglio dall’intervento del Governo pensato per anticipare al 2016 l’incremento della “no tax area” per i pensionati. Anche qui, infatti, emergono alcuni problemi.

L'equiparazione con i lavoratori dipendenti , a partire dal 2016, della “No tax area” dei pensionati di età superiore  a 75 anni (con redditi fino a € 8000) e  l’aumento dell’attuale soglia per i pensionati di età inferiore a 75 anni  (€ 7750) consente infatti di dare una risposta solo parziale  alle aspettative di riduzione del carico fiscale dei pensionati  considerando il fatto che sopra un reddito complessivo di 15000 non ci sarà alcun beneficio fiscale”.

Ad esempio, per un pensionato minore di 75 anni – senza familiari a carico - con un reddito di 7.750 euro, il risparmio IRPEF è di 74 euro/anno.  A titolo di esempio immaginiamo che il pensionato abiti in provincia di  BERGAMO (il cui comune applica un' aliquota addizionale comunale 0,4% e regionale 1,23%): in questo caso il risparmio è di 31 euro/anno di addizionale comunale e 95 euro/anno di regionale. Il risparmio di imposta totale è di 200 euro/anno.

Sopra la soglia dei 7750 paga l'IRPEF e quindi in toto anche le addizionali comunali e regionali, mentre si riduce con l'aumento del reddito il beneficio IRPEF nazionale.

Ci auguriamo che il dialogo col governo – conclude la nota FNP CISL Bergamo – possa arrivare davvero a rispondere ai bisogni dei pensionati, anche attraverso l’adozione di un nuovo sistema di rivalutazione delle pensioni, sul quale tema speriamo di riprendere presto il confronto col ministro”.


Gli importi al 2016 riferiti ai principali trattamenti previdenziali e assistenziali: 

Trattamento minimo ed incrementi
trattamento minimo € 501,89
trattamento minimo con incremento di cui all’art. 5, comma 5, della L. n. 127/2007 € 638,33

Trattamenti assistenziali
pensione sociale € 369,26;
assegno sociale € 448,07.

Trattamenti indennità di invalidità civile
indennità di accompagnamento  € 512,34
indennità accompagnamento ciechi assoluti  € 899,38
indennità speciale ai ciechi parziali   € 206,59

Per le pensioni con Indennità Integrativa Speciale, l’indicizzazione è calcolata separatamente sull’indennità e sulla pensione. Pertanto, la nuova I.I.S. sarà pari a € 768,60, mentre la tredicesima mensilità sarà pari a € 748.60.

La somma aggiuntiva, (cd quattordicesima), non viene incrementata, mentre viene indicizzato il limite di reddito che dà diritto alla stessa. Per il 2016 i limiti di reddito per il diritto sono:
€ 9.786,86 limite di reddito entro il quale la somma aggiuntiva spetta per intero;
€ 10.122,86 limite di reddito corrispondente alla prima fascia di contribuzione;
€ 10.206,86 limite di reddito corrispondente alla seconda fascia di contribuzione;
€ 10.290,86 limite di reddito corrispondente alla terza fascia di contribuzione.

Cumulo delle pensioni ai superstiti con redditi del beneficiario (tab. F legge 335/95)
La legge n. 335/95 ha previsto la riduzione delle pensioni in presenza di determinati limiti reddituali, che, per l’anno 2016, sono:
fino ad € 19.573, 71 non è prevista alcuna riduzione;
oltre € 19.573,72 e fino a € 26.098,28, è prevista lariduzione del 25%;
oltre € 26.098,29 e fino a € 32.622,85, è prevista lariduzione del 40%;
oltre € 32.622,86, è prevista lariduzione del 50%.

Proroga perequazione Letta
Per concorrere alla copertura degli oneri derivanti dalla proroga del pensionamento tramite il meccanismo dell’opzione donna,  viene prorogata al 2018 (in luogo del 2016) l’applicazione dell’art. 1 comma 483 legge 147/2013 che ha disciplinato la perequazione delle pensioni secondo criteri più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge 388/2000 che, in assenza di modifiche,  sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2017

 

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Venerdì, 20 Novembre 2015 00:00

Guida rapida per difendersi da truffe e raggiri

Anche a Bergamo e nella sua provincia c'è un pericolo che incombe maggiormente su anziani e pensionati: quello di restare vittime di truffe o raggiri. Le persone che rischiano maggiormente di essere coinvolte in queste disavventure hanno in media più di 65 anni e quasi sempre sono sole e per questo sono più a rischio di altre. C

Conscia dell'esigenza di informare i meno giovani dei rischi che corrono tutti i giorni, il sindacato Cisl Bergamo, la Fnp Cisl Bergamo e l'Adiconsum Bergamo hanno organizzato un convegno ad hoc dal titolo “Pericolo malviventi: guida rapida da truffe e raggiri”.

Il convegno si svolge venerdì 20 novembre 2015 presso l'oratorio Corti di Costa Volpino. Un'occasione per ascoltare preziosi consigli su come difendersi il più possibile da truffe, furti e raggiri, ma anche per sapere come reagire una volta essere caduti vittime dei malintenzionati.

Coordinati da Augusto Lorandi (Fnp Cisl Costa Volpino) i lavori saranno aperti da Vincenzo D'Acunzo (Cisl Bergamo - Alto Sebino). Eddy Locati, Presidente Adiconsum Bergamo descriverà poi quali sono le truffe più comuni e fornirà utili consigli per cercare di non essere raggirati. Conclude il convegno Michele Bettoni (Segretario Generale Fnp Cisl Bergamo). 

Al convegno sono invitati in qualità di relatori un rappresentante delle Forze dell’Ordine e dell’Amministrazione comunale di Costa Volpino.


Scarica la locandina - Leggi il comunicato

 

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La FNP CISL di Bergamo intitola (la cerimonia il 23 ottobre alle 14.30) la sede locale del sindacato pensionati a Mario Mazzoleni, storico collaboratore della FNP morto la scorsa primavera a seguito di un incidente di moto. Mazzoleni fondò la sede di Ardesio nel lontano 1980, da segretario di sezione, e qui, per anni, ha svolto ogni tipo di mansione, da agente sociale e dirigente.

Il legame tra noi, anche scherzoso, è sempre stato di grande stima e considerazione – ricorda oggi Michele Bettoni, segretario generale FNP CISL Bergamo -. Ricordiamo i numerosi progetti e iniziative condivisi insieme per tanti anni. Mario era un sindacalista vero, per molti di noi è stato un maestro di vita, insostituibile. Ci mancherà”.

La cerimonia si svolgerà alle 14.30, presso la sede di via Marconi a Ardesio, con la benedizione della targa, e proseguirà in oratorio, alle 15, con l’assemblea nella quale si parlerà di richieste sindacali su fisco e previdenza e della legge sanitaria regionale.

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Giovedì, 15 Ottobre 2015 07:11

La Carta di Milano. Incontro a Mozzo

Chi visita il Padiglione Italia all'EXPO 2015 ha la possibilità di sottoscrivere la “Carta di Milano”, assumendo così un grande atto di impegno per affermare il diritto al cibo come diritto umano fondamentale, nella consapevolezza che una delle maggiori sfide dell'umanità è quella di nutrire una popolazione in costante crescita senza danneggiare l'ambiente, al fine di preservare le risorse anche per le generazioni future.

Solo la nostra azione collettiva in quanto cittadine e cittadini, assieme alla società civile, alle imprese e alle istituzioni locali, nazionali e internazionali potrà consentire di vincere questa grande sfida.

La sezione FNP CISL di Mozzo organizza a tal proposito un incontro per illustrare contenuti e potenzialità del documento alla base di EXPO 2015. Lo fa venerdì 16 ottobre 2015 alle 15, presso la Sala Consiliare del Comune, con un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza, e in particolare a tutte le Associazioni che si occupano degli Anziani.

Interverrà Don Cristiano Re, dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo e delegato diocesano all'EXPO.  Al termine dell’incontro, seguirà un rinfresco, offerto dai Pensionati Cisl di Mozzo.

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Venerdì sera, 9 ottobre, si è tenuta a Lovere, presso l’Auditorium di Villa Milesi, la conferenza sul tema “Pinocchio, un capolavoro ancora attuale”, organizzato da CISL, FNP e ANTEAS di BergamoDopo la presentazione dei presenti al tavolo, effettuata da Rina Delasa, e i saluti di Carlo Biava che, a nome dell’ANTEAS, ha socializzato ai numerosi presenti gli obiettivi dell’Associazione che spaziano dall’impegno sociale alle iniziative culturali, e di Vincenzo D’Acunzo,  che ha richiamato l’attenzione sulla importante scelta della CISL di rendere centrale la propria azione sul territorio per cogliere più da vicino i bisogni del mondo del lavoro,  la Coordinatrice dei lavori ha dato la parola al relatore della conferenza.

Il prof. Danilo Falsoni, docente di Storia e Letteratura presso l’I.S. “Lunardi” di Brescia, ha condotto un’avvincente analisi del celeberrimo testo (il secondo più tradotto nel mondo dopo la Bibbia), individuandone, nuclei tematici di estrema attualità, che hanno trovato, nel vasto pubblico presente in sala, un’attenzione inusitata. In particolare ha richiamato l’interesse su aspetti satirico-polemici dell’opera di Collodi nei confronti di usi e istituzioni dell’epoca postunitaria che trovano un riscontro, e appaiono ancor più pungenti, nelle vicende dell’attualità politica e sociale dell’Italia d’oggi. (Ad esempio, il pareggio di bilancio che ha generato allora e genera oggi diffuse povertà).

Sono stati messi in rilievo, inoltre, non solo i tratti caratteristici dei personaggi principali (Pinocchio, il Gatto, la Volpe e Lucignolo) ma anche gli aspetti attualissimi dell’opera inerenti le tematiche sempre delicate e urgenti dell’educazione di ragazzi e dei giovani in generale, soprattutto oggi, un’epoca che vede le nuove generazioni più che mai esposte a condizionamenti e distrazioni d’ogni genere. L’incontro è stato seguito da un dibattito che ha fatto emergere, da un lato, il vivo bisogno di spaziare negli orizzonti della cultura per vivere momenti di riflessione, confronto e scambio di opinioni, dall’altro, il desiderio di incontro e socializzazione: così, anche la letteratura si pone come strumento di crescita e di riconoscimento all’interno di una comunità che vuole essere partecipe e non spettatrice passiva dei fatti che la coinvolgono.

L’iniziativa, che si è rivelata di straordinario interesse da parte tutti i presenti, ha evidenziato la lungimiranza degli organizzatori che hanno scommesso su un argomento che poteva apparire, di primo acchito, come superato o limitato all’universo infantile.

A conclusione, la Coordinatrice, Rina Delasa, dopo aver ringraziato  tutti i presenti per la partecipazione, e il Prof. Falsoni per la chiarezza e lo spessore culturale della relazione, annuncia che Cisl, FNP e ANTEAS continueranno a proporre, nel prossimo futuro, iniziative volte a coinvolgere il più possibile non solo i lavoratori delle varie categorie e i pensionati, ma anche tutta la cittadinanza perché “abitare il territorio” vuol dire favorire incontri tra le persone, costruire legami, ed offrire occasioni di confronto arricchenti per tutti.

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L’evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo è a un passo dalla sua definitiva “consacrazione”. Nelle prossime settimane, infatti diventerà operativa la ristrutturazione delle ASL e delle Aziende Ospedaliere decisa dalla giunta Maroni nell’agosto scorso. In pratica, Asl e AO si fonderanno in un’unica struttura provinciale, che però, a sua volta – e per quanto riguarda Bergamo – si “trimezzerà” in ASST del capoluogo, di Bergamo Est e di Bergamo Ovest, andando a ridisegnare la presenza territoriale dei diversi servizi che prima gestiva l’ASL e che erano fruiti da una popolazione che automaticamente si troverà i confini di competenza variati dall’ennesima riorganizzazione.

La riorganizzazione della geografia socio-sanitaria, in considerazione dell'ampliamento dei confini territoriali e dei bacini di popolazione – aveva avuto già modo di dire Paola Gilardoni, Segretario USR CISL Lombardia - , evidenzia la necessità di assicurare presidi di prossimità per i cittadini e le comunità. Il testo approvato invece non prevede l'articolazione distrettuale. Si rischia in tal modo di indebolire il rapporto tra nuove strutture e territorio, e le sue rappresentanze, limitando inoltre l'accesso dei cittadini ai servizi dell'Agenzia. A tal fine è necessario strutturare la rete d’accesso ai servizi del territorio, riprogettando gli ambiti distrettuali, che possono essere ridotti pur prevedendo maggiori punti di erogazione”.

Questa preoccupazione è stata sollevata anche durante la Assemblea Organizzativa della FNP CISL di Bergamo. Segreteria e delegati hanno infatti sottolineato quanto sia importante chiedere che sulla riforma sanitaria il sindacato sia coinvolto.

In pratica, potrebbe succedere che un servizio venga trasferito altrove più per soddisfare esigenze organizzative di dirigenza e personale che non per andare incontro a necessità dell’utenza. Si tratta, ricordiamolo, di presidi assistenziali del “calibro” di Consultorio familiare, CPS, Ser.T….tutte strutture che hanno un’utenza debole e comunque, non necessariamente dotata di ogni possibilità di trasportarsi in angoli diversi della provincia. Facciamo un esempio: nella nuova ASST Bergamo EST, Seriate, che ne sarà “capoluogo”, non ha il Ser.T, così come mancano altri presidi sociali, perché venivano forniti dalla città. Fino a ieri, dunque, gli utenti di questo servizio andavano a Bergamo, Gazzaniga o Lovere. “Potranno continuare a farlo – si chiede Michele Bettoni, segretario generale FNP CISL Bergamo -, o saranno costretti a rivedere le proprie giornate in base a una nuova divisione territoriale?

Come tropo spesso accade, infatti, le ristrutturazioni di servizi badano più a risparmi, a soddisfare esigenze e ambizioni manageriali e dirigenziali, e non esitano a oltrepassare con estrema nonchalance i bisogni dell’utenza, spesso non servita da adeguati servizi di trasporto. Già con l’attuale organizzazione, gli utenti del Ser.T di Gazzaniga arrivavano anche da Vilminore di Scalve; Lovere gestisce una popolazione che giunge anche da Sarnico…la CISL, quindi, chiede che nella definizione di ambiti e servizi, venga dato un livello di attenzione superiore a quanto accaduto nelle precedenti riforme alle esigenze della popolazione, così da non sottoporla a esodi e trasferte che rischierebbero di compromettere la “tenuta” e l’accoglienza stessa dei servizi”.

A livello regionale – conclude Bettoni – Giunta e Organizzazioni Sindacali hanno firmato un accordo per affrontare attraverso il confronto sindacale, ricadute su operatori, modelli organizzativi e servizi. Naturalmente, la CISL ha espresso grande soddisfazione per un confronto di condivisione che, auspichiamo, permetterà di governare le conseguenze sul personale della riorganizzazione del sistema socio sanitario regionale , a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e dei servizi ai cittadini. Ci auspichiamo che ciò avvenga anche a livello locale”.


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Venerdì, 09 Ottobre 2015 00:00

Pinocchio: un capolavoro ancora attuale

Il prof. D. Falsoni prendendo spunto dal testo letterario più tradotto nel mondo, nato come romanzo per l’infanzia, ma che rivela una straordinaria vivacità e attualità anche e soprattutto per gli adulti, delineerà la pluralità di significati di situazioni e personaggi del romanzo, che esprimono problematiche politico-sociali ancora scottanti  nel presente e invitano a una seria riflessione sui giovani, sull’educazione, sui rapporti generazionali, sulla società attuale.

L'appuntamento a Villa Milesi di Loreve alle 20.15. Con il prof. Danilo Falsoni interverrano Vincenzo D’Acunzo, Rina Delasa e Beppe Della Chiesa.


Scarica la locandina dell'evento

 

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