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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 13 Febbraio 2015 13:48

Mercato gas e acqua: le solite disfunzioni

Rimanere senza acqua e gas non è mai piacevole. Ancor meno in inverno, e la cosa diventa veramente irritante se il taglio delle forniture avviene per un errore del fornitore. È quanto successo in questi giorni in provincia, tre casi di malfunzionamento e cattiva comunicazione tra utenti e gestori che ADICONSUM Cisl Bergamo ha risolto, ma che aprono, secondo Eddy Locati, presidente dell’associazione consumatori del sindacato Cisl Bergamo, “una necessaria riflessione sul ruolo della gestione dei servizi pubblici e di un modo di operare diverso”.

I casi di disservizio partono dalla storia della famiglia di Valentina Breviario di Bonate Sopra: il 4 febbraio “scopre” che non gli arriva più il gas! Chiama la GDF Suez, suo fornitore, e viene a sapere che c'era  una fattura di circa 300 euro mai pagata. Ma la fattura non era mai pervenuta al cliente, perché, nonostante  le svariate comunicazioni fatte al call center per modificare l'indirizzo della residenza,  la stessa era stata spedita a Ponte S. Pietro. Fatto sta che per questo disguido, imputabile alla GDF Suez,  la fornitura di gas viene staccata.

La cliente ha pagato subito la fattura, inviando fax alla Società venditrice e chiedendo l'immediato riallaccio. Ma sorge un altro problema: il riallaccio della fornitura non è compito di chi vende il gas, ma del distributore, cioè di chi gestisce la linea, e questo, finché non riceve l'input dalla Società venditrice, non può intervenire. “Per fortuna – dice Locati -, in questo caso, siamo riusciti a far accelerare i tempi e, anche grazie ai responsabili del distributore (la 2i Rete gas), la famiglia Breviario ha avuto riallacciato il gas nella mattinata del 7 febbraio. Però è scandaloso che una famiglia con una bimba di 22 mesi e con la mamma gravida da 4 mesi e mezzo, per un disguido causato dal venditore sia rimasta senza gas, in pieno inverno, per tre giorni!”

Meno fortuna ha avuto Jinna Dat Khan di Stezzano. A casa sua è stato tagliato il gas lunedì scorso, 9 febbraio,  per morosità dovuta a fatture mai pervenute.  Lo stesso giorno, Jinna va in posta e paga immediatamente quanto dovuto ( € 1.692,00) alla  e.on, Società con la quale ha un contratto di fornitura. Sempre lo stesso giorno, si reca in ADICONSUM e chiede di essere assistito affinché la fornitura di gas venga ripristinata il più presto possibile.

“Chiamiamo al Numero verde di e-on – racconta Locati - e ci assicurano che il pagamento è stato fatto  e che nel giro di 48 ore il gas sarebbe stato riallacciato. Poiché a ieri, giovedì 12 febbraio, nulla era successo, abbiamo  chiamato  il distributore, in questo caso la Società Sime Comm e ci è stato detto che non potevano intervenire perché e-on non aveva ancora dato il segnale di ripristino.

Con grande disappunto abbiamo risentito e-on e finalmente oggi, venerdì 13 febbraio, la fornitura verrà ripristinata, ancora una volta grazie al pronto intervento del distributore. Sorge una domanda: sono questi i “vantaggi” della liberalizzazione  del mercato del gas e della divisione tra venditore e distributore?”.

Nel terzo caso, la famiglia di  Alessandro Imberti di Martinengo, anch'essa con un bimbo di un anno, ha avuto invece un problema con Uniacque, per la fornitura di acqua. L’erogazione è stata interrotta per una morosità di circa 150 euro. “Per fortuna, attraverso il nostro intervento nei confronti dei responsabili di Uniacque – dice Locati -, siamo riusciti a far ripristinare il servizio di erogazione dell'acqua. Resta tuttavia il fatto che non si può tagliare l'acqua per 150 euro! Su questo, abbiamo chiesto immediatamente un incontro ad Uniacque, assieme alle altre Associazioni di Consumatori, per definire un modo di operare diverso, che tenga conto dell'entità delle morosità, ma anche delle condizioni familiari”.

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Martedì, 10 Febbraio 2015 08:18

Adiconsum Cisl contro le Poste

Sono in continuo aumento i disagi segnalati dai cittadini lombardi che si recano in Posta. Code interminabili, uffici improvvisamente chiusi per guasti tecnici, sovraffollamento degli sportelli, sistemi informatici spesso in tilt: sono solo alcuni dei disservizi registrati dalle sedi di ADICONSUM Lombardia, l'associazione promossa dalla CISL per la tutela dei consumatori.

“Nel corso dell'ultimo anno lamentele e segnalazioni da parte dei cittadini sono aumentate in misura esponenziale – afferma Carlo Piarulli, presidente di ADICONSUM Lombardia –. A fronte di una situazione già tanto difficile è inaccettabile che Poste preveda per la Lombardia la chiusura definitiva di ben 61 uffici postali e l'apertura a giorni alterni per altri 121”. “E' una chiara scelta dettata dall'intenzione di concentrare la presenza di Poste Italiane solo nelle zone più ricche – aggiunge - rischiando di minare ulteriormente la coesione sociale, creando ulteriori disagi per la clientela che vede aumentare i tempi di attesa e la qualità dei servizi erogati e di azzerare le grandi opportunità che la rete, fisica e infrastrutturale, potrebbe offrire ai cittadini e all'intera economia regionale”. 


Secondo Piarulli, Poste Italiane si muove “quasi esclusivamente verso i settori che creano profitto, come finanza, assicurazioni e telefoni, sottovalutando sempre di più che il recapito della corrispondenza spetta a tutti i cittadini”. “Non bisogna poi dimenticare – sottolinea - le persone più anziane o di chi comunque vive nei piccoli centri montani e rurali della Lombardia, in aree già penalizzate da una scarsa distribuzione dei servizi, che da anni fanno affidamento sui servizi postali e per i quali i disagi dovuti alla chiusura degli sportelli saranno molto più gravi. Se a ciò aggiungiamo gli aumenti dei costi messi in campo, veramente non riusciamo a comprendere la scelta che l’azienda sta attuando”. 


Sulle problematiche aperte dalla riorganizzazione di Poste Italiane, ADICONSUM Lombardia sollecita l'apertura di un tavolo di confronto con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, ma anche degli enti locali. “Vogliamo scongiurare – conclude Piarulli - un piano di tagli lineari applicando semplicemente parametri standardizzati ed uguali per tutti”.

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Adiconsum Lombardia, CittadinanzAttiva e Movimento Consumatori proseguono le azioni di “Risparmia(ti) lo spreco”, un progetto patrocinato dal Comitato scientifico di Expo, per indagare il rapporto tra famiglie lombarde e gestione delle eccedenze alimentari, prima con un questionario somministrato a quasi 3000 famiglie, ora attraverso il diario di bordo. “Decine di famiglie, tra novembre e dicembre 2014 - dice Carlo Piarulli Presidente di Adiconsum Lombardia - si sono prestate a compilare per quattro settimane un diario di bordo dei loro consumi alimentari facendo attenzione ai possibili sprechi”.

“In media, si buttano via alimenti non più commestibili per un valore di circa 3 euro la settimana – continua Piarulli – e la quantità di spreco varia nelle settimane: è minima quando si fa la “spesa grande”, cresce nelle altre settimane. I prodotti freschi sono i più a rischio, in particolare frutta, verdure e latticini. Chi ha più tempo per fare tante, piccole spese spreca di meno. Questi dati confermano puntualmente quanto emerso dal questionario: lo spreco non abita nelle case delle famiglie lombarde! “.

Lo spreco di alimenti, che avviene soprattutto a tavola, è dovuto soprattutto a ~porzioni superiori al necessario, al numero di coperti non sempre prevedibile, alla presenza di ospiti. ~Detto altrimenti: si spreca perché si fatica a programmare, si spreca perché lo stile di vita delle famiglie, soprattutto quelle con figli adolescenti è complesso. Avere eccedenze, però, non significa buttare via: i piatti vengono riproposti nei pasti successivi, rielaborati in nuove preparazioni oppure congelati.

Se la scadenza è il criterio di acquisto più gettonato, i dati raccolti evidenziano che la decisione di buttare via dipende dall’educazione delle persone: dalla loro conoscenza dei prodotti e dalla consapevolezza dei loro comportamenti. Educazione e consapevolezza che le associazioni intendono promuovere attraverso la distribuzione ai consumatori di speciali liste della spesa che permettano di tenere sotto controllo non solo cosa manca in casa, ma anche cosa si spreca. “Educazione e consapevolezza – conclude Carlo Piarulli - nutrono la vita e, con buona pace di chi vive di slogan, sono la vera energia del pianeta”.

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Lunedì, 26 Gennaio 2015 08:51

Quanti errori in questo decreto

Il via libera del consiglio dei ministri alla riforma delle banche popolari va considerato come un autentico blitz. Le popolari hanno superato gli stress test, alcune anche meglio delle Spa, e il sistema ha radici profonde visto che le prime banche cooperative sono nate con l’Unità d’Italia. Dove sono i requisiti di necessità e di urgenza?”. Così Carlo Piarulli, presidente di ADICONSUM Cisl Lombardia, l’associazione promossa dalla Cisl per la tutela dei consumatori.

È necessario avviare al più presto una profonda riflessione - aggiunge - , poiché l’obbligo di trasformazione in Spa, anche se solo per le popolari con attivi oltre gli 8 miliardi di euro, meriterebbe un dibattito più approfondito in Parlamento e nella società civile, che non quello consentito da un decreto. Se non altro per rispetto alla loro storia e al contributo che hanno dato alla crescita di un’economia tutta giocata su piccole e medie imprese e all’attenzione verso il terzo settore”. Secondo Piarulli, i provvedimenti adottati sul sistema cooperativo “non vanno nella direzione di migliorare il rapporto banche-consumatori”. La cancellazione del voto capitario, poi,  è un “colpo deflagrante, che cambia completamente il volto del settore”.

Fra le ragioni esposte dal presidente del Consiglio, ricorda ADICONSUM Cisl Lombardia, c’è la necessità di far arrivare più credito alle aziende. “Renzi sbaglia clamorosamente – afferma Carlo Piarulli -. Il sistema cooperativo e popolare sul fronte dell’erogazione del credito ha poco da farsi perdonare. Le sole Popolari negli anni della crisi hanno alzato il livello dei finanziamenti di 30 miliardi portando la loro quota di mercato dal 21,6 al 26%. Uno sforzo pagato con l’esplosione delle sofferenze e per ricostituire il patrimonio non hanno chiesto contributi allo stato. I soci, nel 2014, hanno effettuato aumenti di capitale per oltre 5 miliardi di euro”. Cancellare o modificare i modelli di governance che, come quello cooperativo,  favoriscono l’erogazione del credito, dunque è sbagliato. “Si rischia di farsi del male – conclude il presidente di ADICONSUM Lombardia - spingendo il nostro sistema bancario a fare più finanza e ancor meno credito tradizionale, allontanandolo dalla vera mission”.

Il sostegno delle Banche Popolari nei confronti dei territori e delle realtà del Terzo Settore, secondo ADICONSUM Lombardia è una chiara dimostrazione del fatto che esse, rimanendo salde alla loro vocazione, hanno continuato ad impegnarsi in questi anni verso le comunità. “Il credito erogato dalle Popolari al Terzo Settore supera oggi i 3 miliardi di euro, e rappresenta l'1% degli impieghi totali a clientela ordinaria, per una quota di mercato che sfiora il 30% - ricorda Piarulli -. Inoltre, dall'inizio della crisi i finanziamenti delle Popolari al terzo settore sono aumentati del 60%, un dato superiore di tre volte a quello del resto del sistema, che ha fatto registrare soltanto un incremento del 22%! Il numero dei clienti, indicatore che rappresenta bene la valenza e il legame tra Banche Popolari e Terzo Settore, evidenzia la presenza nel complesso della clientela di 270 mila imprese e associazioni no-profit pari al 2% di quella complessiva. Tale dato raggiunge per le altre banche l'1.3%”.

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Anche nel 2014 l’Associazione a difesa dei Consumatori della Cisl Bergamo ha rappresentato un “porto sicuro”  per 12.000 persone contro truffe, soprusi e storture burocratiche. Più di 4.000 si sono rivolte direttamente agli sportelli Cisl sul territorio bergamasco mentre quasi 8.000 hanno contattato Adiconsum telefonicamente. Il comunicato - La relazione di Eddy Locati

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Quasi 12 mila persone hanno usufruito dei servizi di Adiconsum Cisl Bergamo nel corso dell’anno appena concluso. Anche nel 2014, dunque, l’Associazione a difesa dei Consumatori della Cisl Bergamo ha rappresentato un “porto sicuro” contro truffe, soprusi e storture burocratiche spesso pronte a colpire i cittadini in diversi campi. Più di 4.000 sono state le persone che si sono rivolte direttamente agli sportelli Cisl di Bergamo, Treviglio, Romano, Ponte San Pietro, Grumello del Monte, Gazzaniga, Zogno, Trescore Balneario, Costa Volpino e Lovere, mentre quasi 8.000 hanno contattato Adiconsum telefonicamente.

Oltre a dare informazioni immediate, gli uffici dell’associazione hanno aperto più di 2.500 pratiche, su vari aspetti, tra i quali quelli che risultano ancora più “gettonati” riguardano l’energia, le telecomunicazioni, i servizi bancari e finanziari e le vendite fuori dai locali.

Particolarmente importante, per la vita dell’associazione, sono state la causa vinta contro la Going SrL per vacanze rovinate, la “sfortunata” raccolta firme per il parcheggio dell’Ospedale, e la partecipazione all'iniziativa contro il Gioco d'Azzardo, sostenendo la ricerca avvenuta tramite un questionario rivolto alle persone anziane.

Insomma, come dice Eddy Locati, segretario generale di Adiconsum Cisl Bergamo, “E' stato un anno vissuto al fianco dei consumatori, un anno importate, di duro lavoro che ha portato ad ottimi risultati.La presenza costante sul territorio sicuramente ha fatto la differenza. Per raggiungere obbiettivi tangibili, è necessario un impegno costante, un’incentivazione degli sportelli, una continuità dei rapporti con le Istituzioni e un’adeguata comunicazione al pubblico”.

Scarica la relazione di Eddy Locati

 

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Martedì, 30 Dicembre 2014 08:33

Manca una reale liberalizzazione sui saldi

Come ogni anno, comincia la stagione dei Saldi, e come ogni anno, comincia con le polemiche. ADICONSUM Bergamom, l'associazione dei consumatori del sindacato Cisl Bergamo segnala che, come è cattiva abitudine, molti commercianti hanno predisposto una sorta di pre-saldi per i clienti “affezionati”, “mettendo loro a disposizione la merce migliore e i capi con tutte le taglie, creando in tal modo una discriminazione tra gli acquirentiLa normativa sui saldi – denuncia Eddy Locati, segretario provinciale di Adiconsum Cisl Bergamo -viene così disattesa dagli stessi commercianti, anche se la nostra associazione dice da tempo che i saldi, così come sono ora, non hanno più senso di esistere!”

Infatti, ADICONSUM chiede da tempo di affrontare il tema di una reale liberalizzazione del settore per una maggiore tutela dei consumatori e delle aziende sane. Comunque, considerando che dal prossimo 2 gennaio si aprirà ufficialmente la stagione dei saldi, ADICONSUM Cisl Bergamo rinnova alcune avvertenze ai consumatori.

La normativa sui saldi ubbidisce a precise regole che i commercianti sono tenuti ad osservare e che spetta anche ai consumatori far rispettare: il periodo di saldi non sospende la normativa di legge in vigore a tutela dei consumatori sulla garanzia dei beni di consumo. Il consumatore – dice ancora Locati - ha diritto alla riparazione o alla sostituzione (se la riparazione risulta impossibile, troppo complicata o troppo costosa), alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto con la restituzione del bene e la restituzione di quanto pagato. La garanzia di conformità è una garanzia legale con durata biennale. È sempre meglio verificare i prezzi almeno una settimana prima dell'inizio ufficiale dei saldi”.

Anche quest’anno è attivo il gruppo Facebook “SOS Saldi” per la segnalazione di problemi occorsi durante gli acquisti.


IL DECALOGO da seguire per evitare di venire truffati in periodo di saldi:

01) Sull'oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d'origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale. Diffidate degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale;

02) È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;

03) Fate attenzione all'eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;

04) Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;

05) È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà  presentato in negozio;

06) Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici

07) Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;

08) Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);

09) È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa;

10) Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso alle sedi territoriali Adiconsum di Bergamo  e al gruppo Facebook “SOS SALDI”

IL DECALOGO IN UN VIDEO

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Martedì, 25 Novembre 2014 00:00

Spettacolo teatrale "Il guadagno del cartolaio"

Adiconsum Lombardia ha organizzato per martedì 25 novembre (ore 17.30) con la Banca Popolare di Bergamo uno spettacolo dal titolo "Il guadagno del cartolaio - note sul denaro e il risparmio". La rappresentazione prevede il monologo di Massimo Bertani, capo dipartimento Credito di Adiconsum Lombardia, nonchè docente di Economia a Firenze,  intervallato da canzoni interpretate da Lee Colbert, co-protagonista della compagnia di Moni Ovadia. Un'iniziativa che punta a sensibilizzare sulla tematica del risparmio, che tocca tutti noi e la cui gestione deve essere responsabile e consapevole.

Per chi decide di partecipare allo spettacolo comunichi nome e cognomevia mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Affrettatevi perchè la Sala Funi contiene 90 posti e per motivi di sicurezza la capienza non può essere superata. 

Scarica la locandina

 

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Risparmiare e gestire i propri risparmi in modo consapevole è una condizione ricercata specialmente in periodi di crisi come quella che si sta attraversando. “La Fnp Cisl di Mozzo (il sidacato Cisl Bergamo dei pensionati) – dice Eddy Locati, del consiglio direttivo della sezione - ha ricevuto numerosi input dai propri tesserati su questo argomento e ha deciso di dedicare una delle sue tradizionali assemblee proprio a come tutelare i propri risparmi, soprattutto nella fase del passaggio generazionale. I risparmi di tutta una vita sono importanti: per questo è necessario capire con chiarezza quali sono i rischi e le opportunità degli strumenti finanziari che utilizziamo per investire i nostri soldi. Occorre seguire con costanza l'andamento degli investimenti – consiglia Locati -, evitando deleghe in bianco”.

La Fnp Cisl di Mozzo ha così organizzato per venerdì 14 novembre, alle 15, presso la sala consiliare del Municipio, un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza e in particolare a tutte le Associazioni che si occupano degli Anziani. La condizione è affidata a Giuseppe Floccari, esperto nella gestione del risparmio. Al termine dell’incontro, seguirà il rinfresco offerto dai Pensionati Cisl di Mozzo.

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Mercoledì, 29 Ottobre 2014 08:56

Molto "salate" le nuove regole per le caldaie

Arrivano i primi freddi e, puntuali, le prime polemiche sulla gestione delle caldaie. Quest’anno, per di più, la concomitanza delle nuove regole per la manutenzione e l’installazione degli impianti, entrate in vigore lo scorso 15 ottobre, contribuisce a creare “calde” polemiche. In particolare, alla prima manutenzione utile delle caldaiette domestiche, i manutentori dovranno sostituire i vecchi libretti di impianto, con dei nuovi libretti, oltre a procedere alla targatura degli impianti.

La polemica nasce dal fatto che, nel sito della Provincia di Bergamo, entrando nella pagina relativa agli “Impianti termici, novità”, si fa riferimento alla illustrazione avvenuta a Palafrizzoni fatta dai rappresentanti della Provincia e del Comune di Bergamo e si legge che : “È importante precisare che per i proprietari degli impianti si tratta di una operazione a costo zero, ossia, per compiere le attività previste dalla legge, gli installatori e manutentori bergamaschi non richiederanno nulla al cliente”.

Questa dichiarazione fa infuriare le associazioni dei consumatori del sindacato Cisl Bergamo. In un comunicato, infatti, Adiconsum sostiene che “Non è così! Sono ormai molte le segnalazioni che ci pervengono – dichiara Eddy Locati, segretario generale di Adiconsum Cisl Bergamo Bergamo - e che denunciano il fatto che gli installatori e manutentori bergamaschi stanno chiedendo dai 5 ai 15 euro per la consegna del nuovo libretto, che fra l'altro si può scaricare gratuitamente dal sito del CURIT della Regione Lombardia.
Abbiamo chiesto un urgente incontro alla Provincia e al Comune di Bergamo per affrontare questa problematica, a partire da una evidente dicotomia tra quanto scritto dalla Provincia e quanto stanno facendo gli installatori e manutentori bergamaschi. Siamo in attesa di risposta”.

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