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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 12 Ottobre 2016 07:01

Caos sulle esenzioni ticket: fila all'Adiconsum

Sarebbero almeno 25 mila i bergamaschi titolari di esenzioni ticket non veritiere. Questo risulta dai dati del Ministero delle Finanze all’attenzione dell’ATS provinciale nel quadro della riorganizzazione dei servizi e delle tariffe.

I cittadini chiedono come comportarsi

Da qualche giorno sì è scatenato il caosdice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo. - Dopo la marea di contestazioni sui ticket stiamo ricevendo numerose telefonate dai cittadini che chiedono spiegazioni su come comportarsi”. Nelle cassette della posta di molti pensionati bergamaschi arrivano richieste di rimborso di qualche migliaio di euro. Infatti, mentre prima il pagamento dei ticket per visite specialistiche, esami e farmaci veniva fatto sulla base di un’autocertificazione, ora, il diritto all’esenzione viene certificato di norma dal Distretto Sanitario mediante il rilascio di un attestato o tesserino di esenzione, quindi per far valere il diritto all’esenzione specialmente per quelle più favorevoli per reddito previste dalla nostra Regione bisogna necessariamente rivolgersi all’ATS di competenza.

Le cartelle inviate senza la verifica del reddito

Con il passaggio alla ricetta elettronica, infatti, il codice della fascia economica certificata, che risulta dalla banca dati delle Entrate e dell’Inps, riportato dal medico prescrittore, sarà automaticamente presente nella ricetta. “Sostanzialmente le cartelle che i cittadini stanno ricevendo riguardano coloro che hanno un reddito tra il 36150 euro e i 38500 euro (oltre questa fascia non si ha più diritto all’esenzione e quindi se si supera e si godeva del beneficio va comunicato all’ATS per evitare future contestazioni). Mentre i redditi di riferimento per “patologia” la cui esenzione viene richiesta dallo specialista sono di euro 46600 individuale incrementato in funzione della composizione del nucleo familiare. E’ comunque assurdo che la Regione Lombardia abbia inoltrato 25000 cartelle, senza verificare il reddito dei propri cittadini, che è noto all’Agenzia delle Entrate”.

Adiconsum a disposizione per aiutare i cittadini

Il disguido nasce dal fatto – continua Busi - che quando un cittadino compie 65 anni e va a chiedere l‘esenzione gli viene rilasciata quella del cod. E01 che fa riferimento al reddito nazionale, mentre in Lombardia il reddito di riferimento familiare complessivo (moglie-marito e familiari a carico) è 38500 euro, con il cod. E05. Invitiamo quindi i cittadini over 65anni con reddito inferiore a 38500 euro a farsi rilasciare il codice E05 e coloro che hanno superato tale soglia regionale a fare una richiesta di pagamento all’ATS per evitare future sanzioni”. Gli uffici dell’ADICONSUM sono a disposizione per aiutare i cittadini che necessitano di ricorso o chiarimenti avverso tali provvedimenti. Per chi ritiene di soddisfare i requisiti ai fini dell’esenzione, o viceversa che la rispettiva fascia economica non sia esatta, si delinea la possibilità di presentare un’autocertificazione presso l’ATS e qui ritirare il certificato nominativo di esenzione.


Le condizioni per avere diritto all'esenzione

 

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Venerdì, 29 Luglio 2016 08:42

Il tormentone estivo del Canone Rai

Non finisce di procurare grattacapi il canone RAI e le modalità previste da quest’anno per il pagamento. ADICONSUM Bergamo, all’alba dei primi arrivi di bollette dell’energia elettrica contenenti anche la quota di canone, ha cominciato a accogliere cittadini e ricevere telefonate per svariati motivi, ma al centro c’è sempre l’abbonamento alla TV. I rimborsi proposti da aziende fornitrici di energia per un cambio di gestore e le ipotesi di risarcimento da parte dell’agenzia delle entrate per canone non dovuto sono al centro delle attenzioni dei consumatori.

Le offerte allettanti del mercato libero

Per quanto riguarda le aziende elettriche, “in questi giorni stiamo ricevendo telefonate da diversi utenti che si vedono proporre il totale o il parziale rimborso del canone tv da molte aziende energetiche del mercato libero che è legato all’attivazione o meno di nuove forniture di luce e gas dice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo. "Noi chiediamo di valutare attentamente la proposta prima di sottoscrivere il contratto. Vedersi restituito in tutto o in parte quanto richiesto per canone Rai, la tassa più odiata dagli italiani, è un’offerta allettante, ma attivare una nuova fornitura comporterà poi un risparmio in generale sui costi della bolletta? Lo sconto una volta erogato non si ripeterà, ma il nuovo contratto di fornitura rimarrà! Prima di sottoscrivere qualsiasi contratto bisogna esaminare con attenzione e valutare attentamente tutte le condizioni, dal prezzo dell’energia, alla durata del contratto, ai vincoli in caso di disdetta”.

Attenzione agli importi delle bollette

In merito poi ai casi in cui invece i consumatori ricevono bollette con addebiti non dovuti o errati, l’Agenzia delle Entrate precisa che “per conoscere le modalità per richiedere il rimborso del canone addebitato in bolletta e non dovuto è necessario attendere un apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, in corso di emanazione”. In pratica prima si paga e poi si chiede il rimborso… Invece, sostiene Busi, “si può non pagare il canone tv in bolletta se si ritiene che l’addebito fatto non sia corretto”. Se sulla bolletta della luce viene addebitato il canone Rai e tuttavia non si rientra tra coloro che devono pagarlo, si può decurtare l’importo dal bollettino e versare solo la quota dovuta per la luce, senza temere che venga staccata la luce o che arrivi un accertamento fiscale con la relativa sanzione. Lo ha chiarito in questi giorni, in un continuo ping-pong di circolari, la stessa Agenzia delle Entrate.

La richiesta di rimborso del canone

Se il contribuente ha invece già pagato l’intera somma richiesta nella bolletta dalla società della luce, dovrà chiedere il rimborso dell’importo non dovuto.Dal punto di vista tecnico – chiarisce il presidente dell’associazione Consumatori del sindacato Cisl Bergamo - le società elettriche che riceveranno il pagamento di una bolletta parziale avranno solo il compito di inserire i dati del clienti all’interno del Sistema informativo integrato (Sii). La pratica poi passerà nelle mani dell’Agenzia delle entrate, che gestirà la segnalazione”.


ADICONSUM è a disposizione per ogni aiuto necessario.

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Capita che progetti, sogni e aspettative legate a un viaggio e a un soggiorno vengono turbati da disguidi, voli cancellati, alberghi fatiscenti, disservizi vari e assenza del promesso livello di svago. In questo caso, si determina un danno che dovrà essere riconosciuto al turista-consumatore.

Cambio di norme per il rimborso al turista

Il “danno da vacanza rovinata”, appunto, consiste nel disagio psico-fisico patito dal turista-consumatore conseguente alla mancata realizzazione, in tutto o in parte, della vacanza programmata. Se la vacanza è stata acquistata tramite un tour operator sarà questo soggetto il responsabile dei disservizi dell'albergo e del volo, e quindi la vertenza può essere promossa contro quest'ultimo.

ADICONSUM Bergamo informa che dal primo luglio sono cambiate le norme e il rimborso al turista-consumatore passa direttamente dal tour operator. Infatti, se è stato acquistato un pacchetto turistico prima del 1° luglio, in caso di problemi, l’eventuale rimborso avverrà attraverso il Fondo nazionale di garanzia. Dal 1° luglio in poi invece, in caso di criticità dovute al tour operator, il turista scontento sarà rimborsato dalla polizza dell’agenzia di viaggio.

Il punto di Adiconsum Bergamo

Infattidice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo -, in attesa del recepimento della Direttiva europea 2015/2302 prevista per il 1° gennaio 2018, dal 1° luglio sono già entrate in vigore due importanti norme per i consumatori: l’abrogazione del Fondo e l’obbligo per i tour operator di sottoscrivere una polizza assicurativa che intervenga in caso di insolvenza o fallimento. Questa deve garantire il rimborso al consumatore in caso di insolvenza o fallimento dell’agenzia del prezzo del pacchetto turistico e il rimpatrio del turista".

"Ricordiamo - conclude Busi - che i tour operator sono tenuti ad avere anche una polizza di responsabilità civile. Naturalmente a ogni azione corrisponde una reazione, che in qualche modo si rifletterà sul consumatore: potrebbero esserci dei rincari nel prezzo dei pacchetti. L’obbligo di accensione delle polizze comporta un maggior esborso per le agenzie di viaggio che potrebbe essere sui consumatori".


Le sedi ADICONSUM sono sempre a disposizione degli iscritti per qualsiasi tipo di assistenza

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Continuano a infuriare le polemiche sulla gestione e i costi del parcheggio all’Ospedale di Bergamo: sindacati e associazioni dei consumatori da tempo si battono perché la questione venga discussa e risolta con una discussione che veda partecipai anche le parti sociali, che nell’autunno del 2013 raccolsero le firme di oltre 7500 cittadini che aderirono alle proposte di ADICONSUM, ADOC e FEDERCONSUMATORI per la revisione del sistema tariffario in corso.

Oggi, “approfittando” del confronto in atto tra Bhp e Provincia per ridiscutere il Piano economico finanziario, le tre associazioni ribadiscono che, assieme ai cittadini, “non chiediamo un trattamento gratuito o assistenziale, ma la modifica di un sistema tariffario che consideriamo iniquo e penalizzante. Ad esempio – sostengono Mina Busi, Umberto Dolci e Maurizio Regazzoni, presidenti di ADICONSUM, FEDERCONSUMATORI e ADOC Bergamo -, in quanto riteniamo la possibilità di parcheggiare all’Ospedale un “servizio pubblico”, proponiamo una tariffazione diversamente articolata”.

La proposta dei consumatori (elaborata in linea con quanto avviene nella gran maggioranza degli ospedali pubblici della Lombardia) prevede, innanzitutto, l’eliminazione del pagamento corrispondente a un’ora di parcheggio fruito per ogni frazione d’ora; parcheggio gratuito fino a 20 minuti per ritiro referti, consegna buste e altre attività veloci; costi di 50 centesimi all’ora per le prime due ore; 1 euro dalla terza alla quinta e gratuite le soste che eccedono alla quinta ora.

Inoltre, si propone una tariffa “serale” (dalle 20 alle 07) massima di 2 Euro; abbonamenti mensili a scalare fino a 2 ore al giorno per 20 Euro; mensile (senza limiti di tempo) a 50 Euro, e una card per 10 ingressi fino a 3 ore al giorno a 15 Euro. Infine, i consumatori di CGIL CSIL UIL propongono l’esenzione del pagamento per l’accesso alla camera mortuaria e per i trattamenti medici prolungati di tipo oncologico, pediatrico e per i dializzati.

Tutto questo – insistono i tre presidenti – perché riteniamo che il parcheggio in questione sia un “servizio” a disposizione di chi ha la necessità di accedere al luogo di cura (pubblico), e non una qualunque attività imprenditoriale che deve seguire il criterio della redditività”.

ADICONSUM ADOC e FEDERCONSUMATORI di Bergamo chiedono inoltre un’attenta valutazione, e verifica, delle condizioni originali descritte dal disciplinare di attuazione della convenzione sottoscritta nel 2000 tra Azienda Ospedaliera e Provincia di Bergamo nell’ambito dell’accordo di programma per la realizzazione del Nuovo Ospedale di Bergamo. Medesima attenzione e considerazione dovrebbe essere riservata a quanto contenuto nel documento deliberato dalla Giunta Provinciale nel 2013 e relativo al contratto per il parcheggio.

Di queste questioni vorremmo si facessero carico coloro che stanno riesaminando il piano economico finanziario. E, se possibile, risolvessero il problema della gestione affidata ad un Privato di un servizio indirizzato al pubblico, su un suolo pubblico, con garanzie di ripianamento dei conti tramite risorse pubbliche”.

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Canone RAI: sai esattamente quanto devi pagare?È la domanda che ADICONSUM Bergamo pone in questi giorni ai cittadini, in vista dell’avvio della sperimentazione del pagamento del canone Rai nella bolletta della luce, mentre Agenzia delle Entrate rende noti i costi dovuti.

Si avvicina infatti l’arrivo della prima bolletta della corrente che comprenderà anche la quota relativa all’abbonamento RAI e si moltiplicano le preoccupazioni per eventuali errori. In provincia di Bergamo, secondo una stima fatta dal CAF CISL provinciale, infatti il 3% delle famiglie ha consegnato l’autocertificazione per il mancato possesso del televisore, mentre sono diverse le quote che ogni abbonato dovrà pagare in base al tempo di possesso del televisore.

Siamo ancora in una fase farraginosa, essendo il primo anno di sperimentazione dice Mina Busi, presidente provinciale dell’associazione consumatori del sindacato Cisl Bergamo - Per questo ADICONSUM si sta attrezzando per poter accogliere ogni richiesta e risolvere eventuali contenziosi che si apriranno con l’Agenzia delle Entrate, e a tal proposito ha redatto un veloce “vademecum” utile a chi riscontrasse errori nella bolletta”.

Ricordiamo - precisa Busi – che in caso di contenzioso, sarà l’Agenzia delle Entrate ad occuparsene, ma per qualsiasi dubbio o per ricevere assistenza, ADICONSUM sarà a disposizione in ognuna delle sedi CISL della provincia.


Cosa fare in caso di importi errati

1) Fai un reclamo (preferibilmente scritto) direttamente alla tua compagnia elettrica;
2) Il gestore elettrico, una volta ricevuto il reclamo, appurerà la correttezza o meno dell’addebito e, nel caso accerti l’errore, ti comunicherà di rivolgerti all’Agenzia delle Entrate. Il modulo per la richiesta di rimborso sarà però approvato con un decreto il 3 agosto;
3) L’Agenzia delle Entrate esaminerà la richiesta e, in caso di istruttoria favorevole, trasmetterà, entro 60 giorni, le informazioni per il rimborso all’Acquirente Unico che autorizzerà la società elettrica ad effettuare il rimborso;
4) La società elettrica ti accrediterà la somma sulla prima bolletta utile oppure “con altre modalità” che al momento non sono note. Dovrai ottenere il rimborso entro un termine massimo di 45 giorni dalla ricezione;
5) Nel caso in cui il rimborso non ti venga effettuato dal fornitore di energia, questi dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni necessarie per consentire il pagamento del rimborso direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate.


Pubblichiamo due tabelle redatte dall’Agenzia delle Entrate sugli importi dovuti, a seconda della rateizzazione scelta e dell’avvio dell’abbonamento.

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Nonostante le denunce e le azioni intraprese negli ultimi mesi, che nel caso di pratiche seguite dalla nostra associazione hanno prodotto buoni risultati, ancora troppe segnalazioni di comportamenti scorretti da parte di Green Network (fornitori di energia elettrica e gas per privati e aziende) arrivano ai nostri uffici”.

Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo, ha preso carta e penna e spedito una nuova denuncia per pratica commerciale scorretta alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo di valutare l’inottemperanza delle norme da parte della Green Network.

Nonostante i provvedimenti sanzionatori operati nei confronti di Green Network – scrive Busi nella denuncia -, desideriamo segnalarvi la reiterazione delle pratiche commerciali scorrette poste in essere dalla società”. Negli ultimi mesi, infatti, ADICONSUM continua a ricevere numerose segnalazioni da parte di consumatori, a dimostrazione del fatto che Green Network continua a operare in maniera scorretta e illegale.

Abbiamo istruito pratiche di recesso di persone particolarmente anziane che vengono contattate con modi poco urbani, pretenziosi e con modalità poco chiare, con attivazione di contratti contro il loro consenso, generando non pochi problemi di stress”.

Coloro che si rivolgono all'Associazione in tempo riescono entro 15 giorni a bloccare il passaggio, “ma molte persone che avevano negato il consenso sottovalutano le carte di contratto che ricevono e si vedono trasferire l'utenza”, racconta Busi.

La battaglia contro Green Network data già qualche mese, da quando le prime segnalazioni hanno invaso centralino e uffici dell’Associazione dei consumatori della CISL, lamentando i metodi spicci e poco lineari della società. Gli uffici ADICONSUM di via Carnovali e delle sedi CISL in provincia sono a disposizione per quanti abbiano subito il “trattamento” indesiderato e che vogliano far partire la pratica di “disconoscimento” del contratto estorto.

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Mercoledì, 04 Maggio 2016 00:00

Mina Busi nuovo presidente di Adiconsum Bergamo

ADICONSUM Bergamo ha un nuovo presidente. Dopo “l’era” Locati, infatti, Mina Busi è stata eletta alla massima carica dell’associazione Consumatori della CISL. Eddy Locati ha infatti concluso la sua carriera da presidente, “non certo l’attività in ADICONSUM – ha precisato – dove continuerò a seguire le cause da volontario”.

Il consiglio generale ha così scelto Mina Busi, componente della segreteria FNP, eletta con ampia maggioranza di consensi. “Arrivo a questo nuovo incarico – ha detto Busi all’atto della elezioni - con la consapevolezza di entrare in un gruppo coeso e preparato ad affrontare le problematiche del consumismo e questo grazie al lavoro svolto da Eddy Locati. Sarà un'esperienza importante e farò in modo che questo servizio così importante di difesa dei consumatori sia sempre un luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno”.

Mina Busi, è entrata nella CISL nel 1969, in occasione degli scioperi alla Italcementi, azienda presso la quale ha lavorato per oltre 13 anni svolgendo attività sindacale di rappresentanza nel Consiglio di fabbrica. Ha fatto anche parte della segreteria territoriale della FILCA CISL. “Voglio esprimere – ha sottolineato - tutta la mia solidarietà ai lavoratori che stanno lottando per il loro posto di lavoro”.

Nel 1981 è passata in Banco di Napoli, dove ha continuato a svolgere attività sindacale negli organismi aziendali nazionali e anche in segreteria territoriale della FIBA. Da pensionata, per alcuni anni ha collaborato con ADICONSUM, poi è entrata nella Segreteria provinciale della FNP CISL.

Dopo quasi dodici anni, quindi, Eddy Locati lascia il timone dell’associazione dei Consumatori della CISL di Bergamo. “Dal 2004 a oggi – ha raccontato - c’è stata una continua crescita nell’attività: eravamo 5 operatori, adesso siamo in 16.

"E naturalmente - precisa Locati - è cresciuto molto l’ambito di impegno. Lo scorso anno abbiamo “intercettato” oltre 11 mila persone e avviato 2.150 pratiche. In maggioranza si tratta di contenziosi che riguardano in particolare due grandi ambiti: le telecomunicazioni, soprattutto la telefonia e l’energia, cioè gas, elettricità e acqua. Adesso siamo impegnatissimi sul fronte del canone Rai”.


L'intervista di Eddi Locati su l'Eco di Bergamo

 

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Martedì, 12 Aprile 2016 07:44

Canone RAI: confusione senza fine

Continua a suscitare interrogativi e problemi il meccanismo individuato da Governo per il pagamento del canone RAI. Nei giorni scorsi è stato infatti pubblicato il Modulo relativo alla autocertificazione da fare quando si ritiene di non dover pagare il canone RAI, perché non si possiede alcun televisore, “né alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione”. Secondo ADICONSUM Bergamo, le spiegazioni fornite dalla Agenzie delle entrate rischiano di creare confusione sempre maggiore.

Ci giungono segnalazioni di informazioni confuse e sbagliate – dice Eddy Locati, presidente dell’associazione dei consumatori del sindacato CISL Bergamo. - Il caso più eclatante è quello delle doppie case: se una famiglia ha la residenza anagrafica in una casa, mentre nelle eventuali seconde case non c'è alcuna residenza, non deve fare alcuna autocertificazione! Infatti, per stabilire dove pagare il canone si fa riferimento alla bolletta elettrica dove c'è la residenza anagrafica e chi dà informazioni diverse, sbaglia, costringendo una persona a spendere soldi inutilmente”.

Ma lo stesso si può dire per quella famiglia che, nella sede della sua residenza anagrafica, ha sempre pagato il canone intestato , per esempio al marito, mentre la bolletta elettrica è intestata alla moglie o altro componente della famiglia anagrafica.

Anche in questo caso non serve fare alcuna autocertificazione! Così come per chi , oltre ad avere il contatore per i consumi per “residenti” ha anche un contatore solo per le scale o le parti comuni, che , di solito, prevede il pagamento di energia “per consumi diversi”.

Il quadro B del modulo per il canone, avvisa ADICONSUM , “in sostanza, va compilato solo nel caso in cui, nella casa di residenza anagrafica, ci siano più contatori per consumi per “residenti”, intestati a diverse persone della stessa famiglia anagrafica, cosa che potrebbe portare al pagamento di due o più canoni RAI. Tutto questo ci è stato confermato dagli esperti della RAI che vengono anche a Bergamo".

"Di fronte a questa caotica situazione ADICONSUM ha chiesto, a livello Nazionale, di prorogare la presentazione della dichiarazione sostitutiva al 31 Maggio. Inoltre ha chiesto di depenalizzare le dichiarazioni mendaci, prevedendo che le conseguenze penali vengano trasformate in sanzione amministrativa ,perché, pur essendo contro l'evasione del canone RAI, non si può rischiare la galera per un'autocertificazione molto complicata quale quella in questione”.

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ADICONSUM Bergamo informa che l'Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato il modulo da utilizzare per la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato. Sul sito www.canone.rai.it si trova infatti il modulo che deve essere utilizzato esclusivamente da parte dei contribuenti titolari di utenza di fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale, per presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio TV, secondo le varie casistiche riportate nelle apposite istruzioni.

Quest'anno (primo anno della nuova normativa) - informa Eddy Locati, presidente ADICONSUM Bergamo - la dichiarazione va presentata tramite servizio postale entro il 30 aprile e per via telematica entro il 10 maggio, per avere effetto per l'intero canone dovuto per l'anno 2016. Negli anni successivi (compreso quindi il 2017), la dichiarazione dovrà comunque essere ripetuta a partire dal 1° luglio dell'anno precedente ed entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento stesso, per avere effetto a partire dal 1° gennaio di un dato anno di riferimento".

Non ci sono ancora delle istruzioni relative a chi, pur possedendo un televisore, è esente per età e reddito. Comunque chiunque avesse difficoltà ad operare attraverso il sito RAI citato, può rivolgersi ai nostri uffici (orari e recapiti).


Scarica il modello e le istruzioni.

 

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Si apre un nuovo fronte all’ADICONSUM di Bergamo. Da tempo, numerose persone si sono presentate agli uffici dell’associazione dei consumatori del sindacato CISL di via Carnovali per lamentarsi dell’operato della “Green network” di Roma, società specializzata nella fornitura di gas e energia elettrica, ma anche, a quanto pare, in metodi spicci e poco lineari.

Il racconto dei consumatori che si rivolgono a ADICONSUM parla di telefonate di call center che si presentano in “modo poco chiaro”: “La telefonataspiega Silvano Giossi di Dalmine che si è rivolto all’associazione - di solito comincia con l’affermazione che sto pagando più del dovuto e che la loro Società è invece in grado di far pagare circa 200 euro di meno. Poi chiedono il codice Pdr, che purtroppo, imprudentemente, ho fornito, e, nonostante abbia continuato a dire che non intendevo cambiare fornitore, dopo circa una decina di giorni mi son visto recapitare a casa un plico contenente il presunto nuovo contratto”.

Ovviamente, all'arrivo dei plichi, seguendo il consiglio di ADICONSUM, si scrive immediatamente alla “Green network”, per disconoscere il presunto contratto e comunque per avvalersi del diritto di ripensamento, ma spesso quella Società non si ferma e manda avanti il passaggio dal vecchio fornitore a loro.

Abbiamo segnalato all'Autorità competente il comportamento di tale Società -  spiega Eddy Locati, presidente dell’associazione - e ancora una volta invitiamo i cittadini a non fidarsi mai di simili telefonate e soprattutto di non dare mai per telefono dati sensibili, come, in questo caso, il Pdr”.

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