Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

“Lo scandalo sulle false emissioni dichiarate dalla Volkswagen su alcuni dei suoi modelli diesel rappresenta un motivo più che valido per avviare una class action nei confronti della casa automobilistica che, lo ricordiamo, si è rifiutata di incontrare, come da noi richiesto con lettera formale, le Associazioni Consumatori”.

Eddy Locati, segretario generale di ADICONSUM Bergamo, presenta così l’iniziativa lanciata a livello nazionale e da oggi disponibile anche in provincia, grazie all’assistenza della sede bergamasca di ADICONSUM.

I consumatori che vorranno aderire alla class action potranno farlo scaricando il Modulo presente nella sezione “Noi x te” del nostro sito www.adiconsum.it, oppure recandosi presso la sede territoriale ADICONSUM più vicina. Dopo aver compilato tutti i campi del Modulo basterà cliccare su “Invia” ed il Modulo sarà acquisito dai nostri sistemi.


L’Environmental Protection Agency (EPA) statunitense ha recentemente rilevato che il gruppo Volkswagen Auto s.p.a. ha abusivamente utilizzato per le proprie autovetture un software installato appositamente nella centralina del motore per ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea con i parametri richiesti per i veicoli diesel. Per effetto di tale software nella normale guida su strada le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelle dichiarate.

 
La Volkswagen Auto s.p.a. ha riconosciuto l’esistenza e l’utilizzo di questo software fraudolento e dal 1° settembre 2015 Volkswagen Italia ha sospeso la vendita, l’immatricolazione e la consegna di tutti i veicoli con il motore diesel Euro 5, informando anche i concessionari Audi, Seat, Skoda e veicoli commerciali di sospendere la vendita e l’immatricolazione dei soli veicoli equipaggiati con motori diesel Euro 5 tipo EA 189.

Al momento Volkswagen Auto non ha fornito una lista ufficiale delle auto interessate: si ritiene che esse siano quelle con motore 2.0 Tdi EA 189 commercializzate dal 2009 in poi e probabilmente quelle con motore 1.6 Tdi.

I modelli coinvolti sarebbero complessivamente 20, così ripartiti:
 
1) Otto con il marchio Audi (A1, A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5);
2) Tre con il marchio Seat (Leon, Altea e Alhambra);
3) Tre con il marchio Skoda (Yeti, Octavia e Superb);
4) Sei con il marchio Volkswagen (Golf, Passat, Maggiolino, Sharan, Tiguan e Touran);
5) Pare possibile anche il coinvolgimento dei veicoli commerciali Volkswagen Caddy e Multivan e del pick-up Amarok.
 
In data 2 ottobre 2015 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un procedimento istruttorio, ipotizzando l’esistenza di pratiche commerciali scorre tte, nei confronti di Volkswagen Auto s.p.a. e della sua filiale per la distribuzione di autoveicoli del Gruppo in Italia, ovvero Volkswagen Group Italia s.p.a.
Di fronte a possibili danni generalizzati lo strumento apprestato dal nostro ordinamento è quello della c.d. Class action, definita meglio dall’art. 140-bis del codice del consumo di cui al d.lgs. 205/2006 come “Azione di classe”.

L’Azione di classe consiste in una richiesta che una “collettività” rivolge al giudice al fine di ottenere un provvedimento favorevole in caso di danni derivanti da un medesimo fatto illecito. In buona sostanza, più soggetti, titolari di interessi omogenei, chiedono l’accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.

Nella fattispecie in esame, qualora si intendesse agire in via di class action, sarebbe urgente formalizzare alla Volkswagen Group Italia, e a cascata ai singoli concessionari, che rappresentano soggetti più facilmente aggredibili, sia pure mediante azione individuale caso per caso, alcune preliminari richieste, così sintetizzabili:
 
1. l’immediata comunicazione dei dati relativi alle reali emissioni di NOx di tutti i modelli commercializzati interessati dalla condotta illecita denunciata;
2. l’immediata cessazione dell’attività di commercializzazione di autovetture che installino il software illecito e il ritiro di quelle circolanti;
3. la comunicazione dei dati relativi alle automobili commercializzate che presentino caratteristiche difformi da quelle promesse, dichiarate e/o pubblicizzate ai consumatori.
4. l’immediata attivazione in favore di tutti i consumatori acquirenti delle autovetture interessate dalla condotta illecita in oggetto di adeguati rimedi consistenti nella sostituzione del veicolo con altro veicolo rispondente a tali caratteristiche o nella restituzione del relativo prezzo, o – qualora possibile – nella modifica del veicolo così da renderlo conforme alle caratteristiche dichiarate e da adeguarne l’omologazione.
 
I danni che si possono ipotizzare nella fattispecie all’esame, alla luce delle sommarie informazioni finora disponibili e anche in presenza di una condotta riparatoria da parte di Volkswagen Group Italia, si sostanziano:
a) nel danno patrimoniale derivante dalla svalutazione dell’autoveicolo e ciò sia nel caso in cui esso sia riportato all’omologazione originaria Euro 5, sia che esso passi, previa installazione di nuovo software e componenti meccaniche, all’omologazione Euro 6. In entrambi i casi, infatti – come riconosciuto dalla stessa Casa produttrice – si determinerebbe una diminuzione della potenza e delle prestazioni dell’autovettura, e di conseguenza una svalutazione del valore commerciale del bene;
b) nel danno patrimoniale consistente nel ritiro e nel fermo delle autovetture coinvolte ai fini degli interventi di riparazione, essendo le vetture sottratte alla disponibilità degli interessati;
c) nel danno patrimoniale derivante dalla pubblicità ingannevole di cui è stato vittima il consumatore, orientato nella sua scelta di acquisto da dati falsi, frutto di illecita manipolazione;
d)  nel  danno  non  patrimoniale,  di  natura  ambientale,  consistente  nell’aver  immesso nell’ambiente sostanze inquinanti in quantità superiore a quella consentita (sebbene vada avvertita la difficoltà di far valere in giudizio un tale interesse di natura collettiva);
e) nel danno alla salute, di natura non patrimoniale, consistente nell’aver esposto lo stesso consumatore a una fonte di inquinamento di consistenza diversa da quella dichiarata e omologata.
 
Gli  interessati  potranno  partecipare  alla  class  action, in  caso di valutazione  positiva sull’ammissibilità della domanda

FIRMA LA CLASS ACTION


 

Pubblicato in Comunicati

E’ assurdo che sul provvedimento di aumento della soglia del contante che il governo si accinge a varare vi siano espressioni di taumaturgico rilancio dei consumi o di grande conquista di libertà. Non ci risulta che oggi in Italia vi sia gente comune che si sente frustrata perché ha una limitazione fino a 1.000 euro per acquistare un bene, anziché pagarlo con carta di credito o bancomat. Viceversa ai nostri sportelli la gente arriva perché non riesce a fare la spesa, perché non ha capacità di reddito, perché non c’è il lavoro, perché ha la pensione al minimo”.

Così Carlo Piarulli, presidente di ADICONSUM Lombardia, sul provvedimento di aumento di soglia del contante da 1.000 a 3.000 euro. “Il contante, in quanto mezzo anonimo e non tracciabile, alimenta la possibilità di sviluppare l’economia sommersa e quindi ridurne la quantità in circolazione, e non aumentarla, è una delle chiavi per la lotta all’evasione - aggiunge -. Non è un caso se dal 1° settembre in Francia il limite è esattamente 1.000 euro, “per rafforzare la lotta contro i circuiti finanziari illeciti che fanno ricorso a mezzi di pagamento anonimi» sostiene il governo francese”.

In Italia, sostiene ADICONSUM Lombardia, invece di cambiare le leggi che moltiplicano strettoie e balzelli, si mette il cittadino vessato nelle condizioni di utilizzare una scappatoia illecita. “Sono maturi i tempi per l’utilizzo diffuso della moneta elettronica – afferma Piarulli -. Incrementarla ha un impatto positivo sulla riduzione del sommerso e sull’evasione fiscale, oltre che sul costo della gestione del contante che è di 4 miliardi l’anno per il settore bancario e 8 miliardi anno per il sistema Paese”.

Utilizziamo quanto si spende per la gestione del contante - conclude il presidente di ADICONSUM Lombardia - nella direzione dell’alfabetizzazione digitale dei consumatori, nell’incentivare l’utilizzo della moneta elettronica (bancomat e carta di credito) che va sostenuto abbattendo i costi ai mini termini sia per il consumatore che per l’esercente”.

Pubblicato in Comunicati

Gentilissimi
Presidente di ATB Servizi
Presidente di SAB Autoservizi
Sindaco del Comune di Bergamo
Presidente della Provincia di Bergamo,

da qualche tempo ci vengono segnalati problemi e disservizi nei trasporti locali che in questi giorni  trovano rilievo anche sulla stampa locale. I problemi sono diversi a seconda della tipologia dei trasporti, ma hanno un denominatore comune: la sempre più frequente maleducazione di alcuni  viaggiatori che importunano i compagni di viaggio e la diffusa sensazione che molti viaggiatori siano sprovvisti del biglietto con evidenti conseguenze sui bilanci delle aziende e danno ai cittadini. 


Su alcune linee locali, negli orari mattutini, i bus sono stracolmi all’inverosimile tanto da mettere a rischio l’incolumità delle persone, in molti casi i viaggiatori non possono salire sui bus per l’eccessiva calca e sono costretti a prendere il bus successivo con la conseguenza di arrivare in ritardo al lavoro o a scuola. All’uscita dalla scuola gli studenti non trovano un numero adeguato di bus che permetta loro di prendere in tempo la coincidenza per recarsi a casa. Caso emblematico la situazione degli studenti dell’Istituto alberghiero di San Pellegrino Terme.

Inoltre, con grande sorpresa e preoccupazione abbiamo anche letto sugli organi di stampa e sul sito dell’azienda SAB che durante le vacanze natalizie ci sarà un blocco dei trasporti locali con grave danno per gli utenti e conseguente aumento del traffico privato.

Tenendo conto di quanto brevemente esposto, convinti che la collaborazione tra le nostre associazioni e le aziende dei trasporti possa contribuire a mantenere un servizio corrispondente a quanto scritto nelle rispettive Carte della mobilità ed eviti l’innescarsi di contenzioso, si chiede un incontro per fare il punto della situazione sui problemi segnalati e condividere possibili soluzioni.

Federconsumatori

Umberto Dolci

Adiconsum

Eddy Locati

Adoc

Maurizio Regazzoni



Pubblicato in Comunicati
Lunedì, 20 Luglio 2015 00:00

L’estate e l’anziano: truffe in agguato

Le truffe agli anziani sono sempre più frequenti, soprattutto d’estate, quando sono più soli. E sono estremamente dolorose, perché al danno e alla rabbia si aggiunge la vergogna di dover confessare la propria fragilità. La fantasia degli impostori, poi, è vulcanica: chiedono denaro fingendosi amici dei figli; vendono polizze farlocche; simulano incidenti d’auto; assillano con ricerche di mercato in cui registrano dati sensibili; si approfittano degli ingenui del web.

Il fenomeno della microcriminalità ai danni degli anziani è diventato un vero e proprio problema sociale e dal momento che tale fenomeno non può essere contrastato solo tramite la repressione dei reati, la segreteria del sindacato FNP CISL Bergamo ha ritenuto necessario intraprendere la ristampa del vademecum “Pericolo Malviventi”, redatto in collaborazione con l’ADICONSUM, “consapevole che una corretta e puntuale informazione sia un efficace strumento per salvaguardare le persone più a rischio”.

Le truffe e i raggiri, sono “esperienze” che segnano a tal punto l’anziano da renderlo più diffidente e attento. Cresce la paura, l’anziano si chiude sempre più nel privato, non aprendo la porta a nessuno o non accettando di parlare al telefono con estranei. Ma solo in tre casi su 20, le vittime dei raggiri denunciano tali fatti alle forze di polizia. Una reticenza dovuta in buona parte alla tendenza degli anziani ad attribuire l’accaduto alla propria debolezza e vulnerabilità, che sfocia addirittura nella convinzione di essere in qualche misura causa del proprio male. È lo stato d’animo che vivono molti anziani derubati dai finti impiegati delle aziende telefoniche o del gas che si intrufolano nelle loro case.

Il libretto “Pericolo malviventi”, ristampato in occasione dell’estate 2015, vuole suggerire al cittadino, soprattutto a quello più debole ed indifeso, quale sia il comportamento più consono da adottare in determinate situazioni al fine di evitare spiacevoli sorprese. Quattro anziani su 10, in Italia, non si sentono sicuri. Le donne avvertono più degli uomini questa sensazione (41,4% contro il 36,8%), provocata nel 40% dei casi da un problema di salute.

Tra i problemi di salute si fa rientrare nel 47% dei casi la perdita dell’autosufficienza. Ma tra i motivi del manifestarsi dell’insicurezza figurano anche il pensionamento, la morte del coniuge, la consapevolezza di non essere più in grado di difendersi e l’aver subito una violenza o un reato.

Nella nostra società sempre più spesso le persone anziane finiscono per vivere da sole – dice Mina Busi, della segreteria provinciale FNP -. E questo risulta essere il campo nel quale si muovono persone spregiudicate che attentano alla sicurezza e al patrimonio di coloro che vedono meno sostenuti da reti di solidarietà socialeLa prevenzione di questi reati passa sia attraverso la conoscenza dei metodi applicati, sia dalla sicurezza indotta dalla certezza che le Forze di polizia, le istituzioni e le Organizzazioni sociali del territorio sono presenti e attive per contrastare efficacemente questo fenomeno. E tale prevenzione sarà tanto più efficace quanto più saremo in grado di prenderci cura delle persone fragili e in stato di difficoltà. È perciò importante conoscere come e a chi rivolgersi quando si sospetta di essere oggetto di una truffa o di un raggiro”.

Alla sede FNP di Bergamo giungono quotidianamente persone che hanno subito furti o sono state raggirate. “L’invito che rivolgiamo agli anziani – continua Busi - è di denunciare alla autorità qualunque attività criminale ai loro danni, diffidando di chi non si conosce ed evitando di soffermarsi con estranei in luoghi isolati. Bisogna poi tenere in memoria i numeri di soccorso nei propri telefonini e impostare la funzione chiamata di emergenza”.


Scarica il vademecum

 

Pubblicato in Comunicati
Martedì, 23 Giugno 2015 07:06

Il decalogo Adiconsum per i saldi 2015

I saldi, così come sono ora – dichiara Eddy Locati, presidente di ADICONSUM Cisl Bergamo -, non hanno più senso di esistere. La normativa, poi, viene disattesa dagli stessi commercianti che, attraverso sms e mail, promuovono vendite dedicate ai clienti più assidui, mettendo loro a disposizione la merce migliore e i capi con tutte le taglie, creando in tal modo una discriminazione tra gli acquirenti”.

Per questo l’associazione consumatori del sindacato CISL Bergamo, anche quest’anno, come accade da qualche tempo, chiede l’apertura di un Tavolo concertativo con le Associazioni dei Commercianti  che affronti il tema di una reale liberalizzazione del settore per una maggiore tutela dei consumatori e delle aziende sane.

Per ADICONSUM, sono tre le regole per evitare di venire truffati in periodo di saldi: verificare i prezzi almeno una settimana prima dell’inizio ufficiale dei saldi; fare attenzione ai saldi con percentuali troppo elevate, e  diffidare degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale.

ADICONSUM ricorda inoltre che la normativa sui saldi ubbidisce a precise regole che i commercianti sono tenuti ad osservare e che spetta anche ai consumatori far rispettare: in caso di mancato rispetto della normativa sui saldi, occorre rivolgersi alla Polizia Municipale e segnalare l’accaduto sia alle sedi territoriali ADICONSUM , sia al Gruppo Facebook dell’Associazione “SOS saldi”; il periodo di saldi non sospende la normativa di legge in vigore a tutela dei consumatori sulla garanzia dei beni di consumo.

Il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione (se la riparazione risulta impossibile, troppo complicata o troppo costosa), alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto con la restituzione del bene e la restituzione di quanto pagato. La garanzia di conformità è una garanzia legale con durata biennale.


Condividi il decalogo del consumatore attento

 

Pubblicato in Comunicati

Non bastano quelli che vanno in giro a vendere gli aggeggi per rilevare le fughe di gas, assolutamente non obbligatori; in questi giorni girano, per la Provincia di Bergamo,  diversi giovani con al petto tanto di cartellino indicante “ENEL” che, con metodi niente affatto corretti, cercano di far passare gli utenti dal mercato tutelato al mercato libero”. L’allarme è di Eddy Locati, presidente di Adiconsum Cisl Bergamo, alle prese con l’ennesimo tentativo di circonvenzione ai danni dei consumatori bergamaschi, soprattutto quelli più deboli.

Ma, in questo caso, gli aspetti interessanti sono di più. “Quello che è grave è che, in effetti, molti di loro fanno parte di Società che hanno avuto da ENEL ENERGIA questo mandato, ovviamente non gratis. Ricordiamo che ENEL ENERGIA si è dotata di un “sales code”, cioè di un codice di vendita, fissando delle regole ben precise, proprio per regolare le modalità attraverso le quali i Partner contattano i clienti”.

In particolare nel codice si dice, nella parte dedicata agli obblighi, che il personale deve mantenere, nei rapporti con il Cliente, un atteggiamento rigorosamente rispettoso della dignità e della libertà della persona, con particolare attenzione ai soggetti da considerarsi socialmente “vulnerabili”, per “debolezza” informativa e fascia d'età; deve esporre al Cliente, in modo trasparente, le regole del mercato libero, in particolare evidenziando al Cliente che è ancora servito in Regime di tutela che la conclusione di un contratto di fornitura nell'ambito del mercato libero comporta l'uscita dal regime di tutela e la conseguente applicazione di condizioni economiche e contrattuali diverse da quelle stabilite dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il GAS; deve descrivere al cliente in modo chiaro ed inequivocabile le condizioni economiche e contrattuali dell'offerta, e assicurare la riconoscibilità del Personale commerciale.

Tutto questo purtroppo il più delle volte non avviene! – chiosa Locati -. Ecco perché, mentre chiediamo a ENEL ENERGIA di essere più assidua e convincente nel pretendere il rispetto del “sales code”, a cominciare dai cartellini che questi venditori portano al petto e indicano una appartenenza a ENEL del tutto fuori luogo,  ci sentiamo di invitare i consumatori a stare attenti, a non firmare nulla senza prima aver verificato bene quanto proposto, a comunicarci tempestivamente situazioni del genere  e a denunciare alle Autorità eventuali comportamenti scorretti”.


Pubblicato in Comunicati

A tutti i clienti Telecom stanno arrivando bollette con allegate «comunicazioni importanti», con le quali si informa che dal maggio 2015 , in concomitanza con il superamento dei marchi di linea fissa e mobile, Telecom Italia e Tim confluiranno in un solo brand e Tim diverrà l’unico marchio, per tutti i servizi di telefonia fissa, mobile e internet. "Di fatto - precisa Adiconsum Cisl Bergamocambierà unilateralmente il portafoglio di offerta dedicato alla linea di casa". Leggi di più.

Pubblicato in Archivio News

A tutti i clienti Telecom stanno arrivando bollette con allegate «comunicazioni importanti», con le quali si informa che dal maggio 2015 , in concomitanza con il superamento dei marchi di linea fissa e mobile, Telecom Italia e Tim confluiranno in un solo brand e Tim diverrà l’unico marchio, per tutti i servizi di telefonia fissa, mobile e internet. Di fatto, cambierà unilateralmente il portafoglio di offerta dedicato alla linea di casa.

Molti si vedranno cambiare il loro contratto e, a seconda dei casi, ci potrebbero essere vantaggi o svantaggi economici. «Quello che ci preoccupa in particolare – avverte Eddy Locati, presidente di Adiconsum Bergamo - è ciò che potrebbe accadere alle fasce più deboli dei clienti, gli anziani, che usano il telefono quasi solo per ricevere e pochissimo per telefonare».

Oggi questi clienti, segnalano dall’associazione consumatori della Cisl orobica, pagano non più di 38 € al bimestre, ma se non telefonano al 187, da maggio si ritroveranno a pagarne 58 con un aumento di circa il 53%Ogni interessato dovrà chiamare per usufruire della nuova offerta “Voce” che costa 19 euro al mese (38 bimestrali), perché Telecom sembra orientata a passare automaticamente a questo tipo di contratto solo coloro che non hanno avuto traffico fonia verso fissi o mobili nazionali nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2014.

« In pratica, basta aver fatto una telefonata e non aver chiamato il 187 che, dall'1 maggio, scatterà il forte aumento sopra descritto», precisa Locati. Ovviamente, come sempre succede in questi casi, il cliente «è libero» di recedere dall’attuale contratto, dandone comunicazione scritta entro il 31 maggio 2015.

«Ma il problema vero è che le persone anziane difficilmente leggeranno le “comunicazioni importanti” – continua Locati - e si ritroveranno a pagare molto di più a fronte di “chiamate illimitate verso tutti i fissi e cellulari nazionali” che mai faranno... Chiediamo perciò a Telecom e all’Autorità Garante di rivedere questa posizione, passando tutti gli interessati automaticamente alla offerta “Voce” : saranno i clienti a decidere autonomamente se vorranno cambiare il tipo di contratto».

La comunicazione a Telecom va fatta scrivendo all’indirizzo: Telecom Italia Servizio Clienti Residenziali, casella postale n.211 – 14100 Asti o via fax al numero gratuito 800.000.187.

 

Pubblicato in Comunicati
Venerdì, 27 Febbraio 2015 00:00

Attenzione ai predatori della luce e del gas

In questi giorni stanno arrivando a casa telefonate di vari venditori di luce e gas che “pretendono” di far cambiare i contratti in essere, passando dal mercato di maggior tutela al  mercato libero. Ciò sulla base del recente “decreto concorrenza” che tra l'altro non è ancora legge e che in realtà ha spostato al 2018 l'abolizione del mercato di maggior tutela.

“Noi consumatori – dice Eddy Locati, presidente di ADICONSUM Cisl Bergamo - non siamo contrari per partito preso alle liberalizzazioni, purchè queste avvengano nel massimo della chiarezza e soprattutto portino ad una effettiva concorrenza nel mercato. Sono proprio quegli atteggiamenti aggressivi e scorretti di certi venditori di luce e gas e quanto già successo in passato in diverse “liberalizzazioni” (una per tutte quella dell'assicurazione RCA), che invece di portare ad una riduzione dei prezzi hanno sortito l'effetto contrario, che ci rendono cauti nell'accettare il superamento del mercato di maggior tutela nel settore della energia elettrica e del gas”.

Il fatto che il Decreto Concorrenza approvato dal Consiglio dei Ministri, abbia modificato le tempistiche prima previste (30 giugno 2015 per il gas e 30 giugno 2016 per l'elettricità), spostando il tutto al 2018, ha significato da un lato la presa di coscienza di quanto denunciato dalle Associazioni di Consumatori, ma dall'altro deve permettere appunto una informazione più corretta di cosa significhi una liberalizzazione di quel mercato, a partire dalle motivazioni per cui  chi è già passato al mercato libero si è spesso venuto a trovare con bollette più salate.

“È quindi falso e scorretto, da parte dei venditori di luce e gas, fare pressioni sui consumatori – copntinua Locati -, soprattutto i più deboli, per convincerli a passare da subito al mercato libero. Chi si trova bene nel mercato di maggior tutela può continuare a rimanerci almeno fino al 2018 e se proprio vuole verificare cosa significa passare al mercato libero, legga bene le proposte contrattuali che vengono fatte”.

Pubblicato in Comunicati
Venerdì, 13 Febbraio 2015 16:01

Mercato gas e acqua: le solite disfunzioni

Rimanere senza acqua e gas non è mai piacevole, ancor meno in inverno. Tre casi di malfunzionamento e cattiva comunicazione tra utenti e gestori che ADICONSUM Cisl Bergamo ha risolto, ma che aprono, per Eddy Locati, presidente dell’associazione consumatori, “una necessaria riflessione sul ruolo della gestione dei servizi pubblici e di un modo di operare diverso”. Comunicato.

Pubblicato in Archivio News