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Unione Sindacale di Bergamo

La Banca Popolare di Bergamo, per via delle vicissitudini societarie, ha cambiato il proprio IBAN. Niente di particolare, se non fosse che molti correntisti dell’istituto di credito orobico sono anche clienti di UNIACQUE e che quest’ultima, a differenza di altre società erogatrici di servizi, non ha gestito il cambio direttamente con la banca, ma sta chiedendo a ogni cliente, uno a uno di fornire nuovamente l’IBAN, o recandosi di persona allo sportello o con una telefonata.

La fila delle proteste agli sportelli Adiconsum

In questi giorni, come è consuetudine, la fila di consumatori arrabbiati o almeno preoccupati fuori dagli sportelli ADICONSUM si è allungata. “Stiamo ricevendo molte telefonate e molte visite piene di lamentele. dice Mina Busi, presidente dell’associazione di consumatori legata alla CISL - Innanzitutto, sconsigliamo la procedura telefonica, perché non si può mai sapere chi si trova dall’altra parte. Poi, considerando l’ampia platea di utenti coinvolti, non si capisce come mai i due soggetti interessati (Banca e Uniacque) non abbiano proceduto alla voltura del nuovo IBAN, così come successo con altre società erogatrici di servizi, come la telefonia o l’elettricità”.

Nessuna risposta da Uniacque

A parte il disagio che tale procedura comporta per utenti di varie età, abbiamo il problema è stato segnalato ad UNIACQUE chiedendo di risolvere direttamente con la Banca la questione, ma al momento non abbiamo avuto risposta” “Altro motivo di contestazione da parte degli utenti è la sospensione del MAV, che comporta ulteriori aggravi di costi per l’utente. Se Uniacque voleva inimicarsi i propri utenti, con questi atteggiamenti c’è riuscita! Auspichiamo – conclude Busi - che a breve si trovi una soluzione tecnica non impossibile da trovare”.

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Venerdì, 17 Febbraio 2017 10:40

Parte la campagna per forniture di luce e gas

C’è tempo fino a giugno 2018 per cambiare fornitura e regime tariffario nel mercato dell’energia, e soprattutto per abbandonare il regime tutelato e passare al libero mercato. Lo ha deciso il Ddl Concorrenza, alla faccia del fatto che quasi il 75% delle famiglie italiane paga luce e gas con il regime di “maggior tutela”.

Caccia grossa e scorretta al cliente

Attualmente esistono due mercati per la fornitura di energia elettrica e gas: il regime di maggior tutela ed il mercato libero. Nel primo caso il prezzo viene fissato dall’autorità; nel secondo, invece, gli operatori si fanno concorrenza tra loro: la quota energia, voce importante del costo che si paga in bolletta, oscilla di prezzo a seconda delle tariffe praticate dal gestore. Salvo ulteriori proroghe, dunque, l’abolizione della maggior tutela sarà effettiva tra circa un anno e mezzo. E questa prospettiva ha già aperto la “caccia al cliente”. Lo rende noto ADICONSUM Bergamo, già allertato da numerosi soci, tartassati da continue telefonate di fantomatiche agenzie che spingono a aderire da subito al nuovo sistema, perché a detta loro, sarebbe già obbligatorio.

Cittadini tartassati di telefonate poco chiare

Ogni giorno le famiglie, soprattutto ovviamente quelle che sono ancora nel mercato tutelato, ricevono telefonate che propongono il passaggio ad altri contratti più o meno vantaggiosi . “Chi telefona usa i mezzi più truffaldini per “convincere” il malcapitato ad accettare il nuovo contratto nel mercato libero – dice Mina Busi, presidente della associazione consumatori della CISL Bergamo -. Ci si presenta come addetti di qualche grossa Società; si afferma che “c’è già da ora l’obbligo di cambiare”; si promettono grandi risparmi senza però illustrare effettivamente i vincoli del nuovo contratto. Insomma, come al solito, le famiglie vengono tartassate di telefonate insistenti e niente affatto chiare, in barba all’obbligo, non solo morale, di dire chiaramente cosa si sta proponendo”.

Un modo discutibile di fare mercato

Adiconsum invita le famiglie bergamasche a essere molto prudenti: “innanzitutto c’è tempo per cambiare; se poi uno vuole entrare nel mercato libero, non faccia il contratto per telefono! Si faccia mandare prima un contratto cartaceo, in modo da poterlo visionare e capire bene cosa prevede; esiste il diritto di ripensamento da far valere entro 14 giorni. La scelta del gestore luce e gas è estremamente importante: risparmiare sulle bollette per un consumo responsabile è la priorità di chi punta a ridurre le spese mensili. Per sapere se conviene aderire ad una determinata offerta commerciale bisogna leggere attentamente non solo il prezzo finale del servizio, ma tutte le possibili voci di spesa. In più, è necessario informarsi sui diritti e obblighi (ad esempio, quanto dura il contratto, ogni quanto verrà letto il contatore, la frequenza delle bollette, etc). “Alle Società – conclude Busi - non possiamo che ribadire il nostro disappunto per questo modo di fare mercato”.

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Mercoledì, 15 Febbraio 2017 09:45

Bollette dell’acqua con consumi certi

Quante volte abbiamo incontrato e assistito consumatori che si sono visti recapitare bollette esose per letture non effettuate o addirittura bollette che chiedono più del dovuto. Finalmente si dovrebbe pagare per quello che si consuma. ADICONSUM Bergamo informa che adesso le fatturazioni dovranno essere sempre più rispondenti ai consumi effettivi di acqua grazie a nuovi obblighi di lettura.

Bollette più precise dall’inizio dell’anno

Dallo scorso gennaio, infatti, le bollette dell’acqua sono più precise e corrispondenti ai consumi effettivi grazie a nuovi obblighi di lettura e ai nuovi incentivi per l’autolettura deliberati dall’Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico. Le nuove misure introducono una disciplina uniforme a livello nazionale che garantisce più certezza nella determinazione dei consumi di acqua in bolletta, promuovendo anche un utilizzo più efficiente della risorsa idrica, per la riduzione degli sprechi e una maggiore consapevolezza nelle scelte di consumo.

I nuovi obblighi dei gestori

È questo lo spirito della Delibera 218 disposta dall’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, entrata in vigore lo scorso 1 gennaio, e che prevede una serie di obblighi per i gestori. Innanzitutto, la lettura del contatore. “L’Autorità comunica Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - ha previsto che per gli utenti, le famiglie o i condomini con consumi medi fino a 3.000 metri cubi, le letture del contatore vengano fatte almeno 2 volte l’anno, distanziate da almeno 150 giorni solari l'una dall'altra. Inoltre, per chi supera i 3.000 mc, l’obbligo sale ad almeno 3 tentativi, distanziati almeno di 90 giorni" . I dati di misurazione devono essere conservati per 5 anni in caso di verifiche.

Autolettura attraverso Sms e Chat

Per le attivazioni delle utenze, nella delibera si legge che l’azienda erogatrice è tenuta ad effettuare un tentativo di raccolta della misurazione entro 6 mesi dalla data di inizio della fornitura, oltre che a dotarsi di modalità che mettano a disposizione la misura espressa dal totalizzatore, raccolta e utilizzata per la fatturazione. Per promuovere l’utilizzo dell’autolettura, il gestore dovrà consentire agli utenti di comunicarla attraverso messaggi Sms, telefono o via web-chat sul proprio sito internet, rendendo i sistemi disponibili tutto l’anno, 24 ore su 24.Il gestore dovrà inoltre fornire immediato riscontro all’utente sulla corretta presa in carico dell’autolettura, al momento stesso della comunicazione ed entro 9 giorni lavorativi in riferimento alla validazione dei dati”. Già dallo scorso settembre, infine, è previsto che i gestori abbiano predisposto un registro elettronico delle utenze con le misure e i tentativi di lettura, utile per comunicare ogni anno all’Autorità i dati relativi ai contatori (ammontare, tipologia, funzionamento) e le operazioni di raccolta avvenute ai fini di un monitoraggio periodico delle attività.

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Sono circa 2.600 i risparmiatori lombardi (450 i bergamaschi) coinvolti dal flop del Fondo immobiliare Irs, collocato da Poste Italiane. È quanto emerso a margine dell'incontro tra associazioni dei consumatori e Poste, tenutosi a Roma nell'ambito della procedura di conciliazione. Nel dettaglio sono circa 1.500 i rapporti di deposito titoli che hanno acquistato quote del Fondo, circa 2.600 i clienti, distribuiti sul territorio lombardo. Nella percentuale, Bergamo è la seconda provincia “colpita” ( 17%) dopo Milano.

Sul totale, il 10% dei clienti è ultra80enne. A loro, Poste riconoscerà, grazie all'intesa con le associazioni dei consumatori, il rimborso immediato dei 2.500 euro del valore nominale originario della quota del Fondo. Agli altri sarà offerta la sottoscrizione di una polizza vita quinquennale a costo zero, per raggiungere il valore dell'investimento iniziale. L'allargamento della platea dei beneficiari del rimborso diretto è stata al centro del primo incontro della Commissione di conciliazione paritetica, svoltosi ieri a Roma.

Abbiamo chiesto che si prendano in considerazione le casistiche di famiglie a basso reddito e in situazioni economiche difficili – spiega Carlo Piarulli, presidente ADICONSUM Lombardia -. Poste Italiane, del resto, ha la possibilità di fare di più, dato che ha ampiamente beneficiato delle commissioni ricavate dal collocamento del Fondo”. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane.

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Venerdì, 20 Gennaio 2017 13:07

Canone RAI: per il 2017 nuove regole

Per il secondo anno consecutivo il canone Rai è stato abbassato: quest’anno si dovranno pagare 90 euro. Lo ricorda ADICONSUM, aggiungendo che la somma verrà addebitata sulla bolletta elettrica in dieci rate nell’arco dell’anno.

Le indicazioni di Adiconsum

Dal 2016 vale la presunzione che in un’abitazione di residenza si trovi anche un apparecchio televisivo. Chi non detiene alcun apparecchio, lo deve comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2017avverte Mina Busi, presidente ADICONSUM BergamoI moduli si trovano sul sito www.canone.rai.it. Questa dichiarazione va rinnovata ogni anno. Se una famiglia possiede un televisore, ma nessun contratto elettrico di tipo “domestico residenziale” (questa informazione si trova sulla bolletta, di solito nella parte superiore della prima pagina, dove sono riepilogate le caratteristiche della fornitura), deve pagare il canone tramite modello F24. È possibile effettuare il versamento in banca o in posta. Anche per questa incombenza il termine è fissato al 31 gennaio 2017. Anche i fac-simile si trovano sul sito”.

L’esenzione per per gli over 75

L’associazione consumatori della Cisl ricorda che, da qualche anno, i cittadini ultra 75enni con un reddito inferiore a 6.713 euro possono chiedere l’esenzione dal pagamento del canone. Nel caso in cui questa dichiarazione sia stata già presentata, e i requisiti permangono, la dichiarazione non va presentata nuovamente. I moduli si trovano a questo link

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Giovedì, 19 Gennaio 2017 08:58

Sempre più persone si affidano ad Adiconsum

Sempre più cittadini si rivolgono agli sportelli ADICONSUM. Un trend in crescita da diverse stagioni, aumentato sensibilmente dagli anni di crisi. Oltre 11.000 consumatori, nel corso del 2016, hanno richiesto l’intervento dell’associazione di via Carnovali, ottenendo in molti casi il riconoscimento dei loro diritti.

Un potenziamento della presenza sul territorio

Dal bilancio dell’anno appena trascorso, presentato ai consiglieri bergamaschi dell’associazione consumeristica legata alla CISL, infatti, si nota che quasi 4000 utenti si sono rivolti di persona ai dieci sportelli ADICONSUM diffusi sul territorio bergamasco (Bergamo, Treviglio, Romano, Ponte S. Pietro, Grumello del Monte, Gazzaniga, Zogno, Trescore Balneario, Costa Volpino e Lovere, oltre ai recapiti di Almenno S. Salvatore, Sarnico e Seriate), mentre più di 8.000 bergamaschi hanno contattato l’associazione telefonicamente o online, mentre le pratiche aperte superano la quota di 2000. Il lavoro dell’Associazione Consumatori della CISL anche quest’anno si è concretizzato nel potenziare la presenza sul territorio per la tutela individuale dei consumatori, sviluppare nuove iniziative e campagne per uno stile di vita consapevole, oltre che educare i cittadini ad un consumo responsabile e informato.

Un’assistenza per tutelare la fasce più vulnerabili

Nei 30 anni della nostra attivitàha detto Mina Busi, presidente ADICONSUM provinciale - abbiamo assistito ad una veloce evoluzione dei modelli di consumo: abbiamo visto crescere la consapevolezza dei consumatori, abbiamo visto il mercato liberalizzarsi, globalizzarsi, lo abbiamo visto smaterializzarsi con l’avvento del commercio elettronico. In ogni cambiamento ci sono nuove sfide e possibili insidie, occorre pertanto attrezzarsi al meglio per tutelare i soggetti e le fasce sociali più vulnerabili. Nella nostra assistenza abbiamo spaziato a 360 gradi sulle varie tematiche e siamo stati visibili sui media. Nell’erogazione di servizi di informazione ed assistenza individuale, pur con le difficoltà derivanti dai limiti di risorse umane e finanziarie, abbiamo assicurato una copertura del territorio e credo un’assistenza generalmente efficiente”.

Temi caldi: telefonia ed energia

L’attività di ADICONSUM ha toccato, naturalmente, i temi più sensibili ai consumatori. Nel campo delle telecomunicazioni, ad esempio, gli oltre 750 casi hanno prodotto 115 conciliazioni (il 99% trova soluzione). I problemi hanno riguardato “i soliti casi di addebiti non dovuti, di servizi mai richiesti, di difficoltà da parte degli utenti a cambiare gestore senza costi aggiuntivi”. C’è poi il settore dell’energia, con 1000 casi giunti agli sportelli. Dalla metà del 2018 parte il mercato libero i cui vantaggi per i consumatori in questi anni non si sono ancora visti. Peraltro 2/3 dei consumatori sono ancora nel mercato protetto che Adiconsum continua a caldeggiare.Il consumatore si fida e sottoscrive contratti proposti da scaltri venditori non sempre corretti che si presentano anche a nome del gestore in atto. Assistiamo a molte morosità dovute soprattutto a difficoltà economiche che cerchiamo di gestire concordando dilazioni di pagamento”.

Le difficoltà con le rate dei mutui

Sui servizi bancari e finanziari (250 casi), permangono le difficoltà di pagamento delle rate di mutuo e di finanziamento al consumo che si sono generate dalla perdita del posto di lavoro anche di uno solo dei mutuatari ed hanno esaurito la possibilità di sospensione delle rate. “A tale proposito – segnala Busi - molte case oramai sono all’asta e stiamo cercando di attivare un servizio di incontro con possibili acquirenti per concordare un saldo con gli Istituti ed evitare pignoramenti di stipendi per tutta la vita”. Da ultimo si sono aperte tutta una serie di problemi per investimenti fatti con Banche e Poste che hanno generato perdite di risparmio di clienti che probabilmente non avevano la conoscenza del tipo di rischio sottoscritto. Le polizze assicurative hanno comportato la presa in carico di oltre 150 situazioni. “Le trappole che il contraente sottovaluta compromettono spesso la possibilità di rimborso. Va detto che le Compagnie ci provano ma hanno anche maggiore forza rispetto a quella dell’assicurato perché i contratti sono formulati con termini ostici ed incomprensibili per i non addetti ai lavori”. La pratica sul “diritto di recesso” ha comportato la presa in carico di oltre 200 casi.

In aumento i casi di truffe online e offline

Continuano le truffe on-line di gente che acquista e non riceve la merce. Ma le truffe sono anche per strada e in casa, dove vengono fatte firmare delle carte con il pretesto di offrire un buono mentre di fatto si tratta di acquisto di prodotti. Il ripensamento deve essere esercitato nei 14 giorni e riguarda solo gli acquisti fuori dai locali. La garanzia legale è di 2 anni. Per l’usato il contenzioso è più forte la discussione verte soprattutto sui difetti di conformità e sull’usura”. Poi… vacanze rovinate , canone Rai, cartelle Equitalia, ticket sanitari: “il mondo consumieristico, e i suoi diversi problemi, è entrato negli uffici ADIC0NSUM, uscendone molto spesso con attenzioni ricevute e soluzioni”.

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Chi disdetta un contratto di telefonia oggi si trova a dover pagare i cosiddetti “costi di disattivazione” che, nei fatti, hanno sostituito le vecchie penali eliminate a suo tempo dal decreto Bersani.

Il recesso non comparta costi

Abbiamo sempre contestato tale prassidice Eddy Locati, di ADICONSUM Bergamo -, ma fino ad oggi c’era poco da fare, perché l’Autorità per le comunicazioni l’aveva considerata legittima. Ma recentemente è stata emessa una sentenza che apre spiragli alle nostre posizioni”. Il recesso da un contratto stipulato con operatori di telefonia, infatti, non può comportare per legge dei costi, comunque denominati e neanche indiretti. La sentenza n. 2707 del 28 settembre scorso, arriva dal Tribunale di Taranto, in composizione monocratica, e prende le mosse dall’art. 1, comma III della legge n. 40/2007, che convertiva il decreto legge n. 7-2007, meglio noto come decreto Bersani.

La sentenza del Tribunale di Taranto

Nelle motivazioni della sentenza si legge che i contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia “devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto e di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore”. Per il Tribunale, infatti, l’intento del legislatore è quello di favorire la concorrenza piena nel mercato della telefonia eliminando i costi correlati al recesso operato dall’utente, parte debole del rapporto.Come reso palese dalla lettera della norma, ma soprattutto dall’intenzione del legislatore, il recesso in parola non deve quindi comportare costi – insiste Locati - Il costo di disattivazione o, come nella circostanza in esame, di migrazione, posto che in quest’ultimo caso si ha un passaggio dell’utente ad altro operatore, di per sé non può giustificarsi perché si finirebbe per rendere oneroso il recesso, che invece la legge ha voluto gratuito”.

Contestare i costi di disattivazione

L’applicazione di tali costi svuoterebbe la norma del decreto Bersani del contenuto precettivo. Per il Tribunale, l’espressione usata dal legislatore: “e senza spese non giustificate dai costi dell’operatore”, non può essere interpretata nel senso di privare di contenuto precettivo la prima parte, il “senza spese”, attraverso l’espressione, apparentemente contraddittoria, “non giustificate dai costi dell’operatore”; altrimenti attraverso quest’ultima breccia si farebbe passare di tutto, come faceva l’appellante: anche i costi della Rete Telecom, come se non fossero invece causalmente collegati al canone. “Alla luce di questa Sentenza, intendiamo quindi contestare i “costi di disattivazione” e invitiamo tutti coloro che si troveranno in bolletta simili addebiti a contattarci per iniziare un contenzioso nei confronti delle Società telefoniche che lo applicheranno”.

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Giovedì, 20 Ottobre 2016 08:07

Occhio alla truffa dei finti buoni su Whatsapp

Una nuova truffa si sta diffondendo in questi giorni tramite Whatsapp: sui cellulari di molte persone, infatti, arriva un semplice e allettante messaggio ( “Per te, un buono spesa Carrefour di 100 euro”).

La classica catena di San’Antonio

Si tratta di una truffa. E’ il classico metodo delle catene di Sant’Antonio. Gira di telefonino in telefonino nella speranza che lo stesso si traduca nel bonus di spesa promesso, in occasione del 60° anniversario della catena di supermercati Carrefour che, va detto, è del tutto estranea all’accaduto. “E’ una delle ultime truffe che corrono sul filo del cellularedice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - Spesso capita di leggere sui cellulari offerte e “vincite” allettanti, ma si tratta anche in questo caso di un raggiro che può già contare su un buon numero di vittime”.

Hacker pronti a prendervi informazioni

Il meccanismo è semplice: un contatto dell’utente condivide un questionario da compilare per ottenere il buono spesa del Carrefour. Si tratta di un semplice ‘copia e incolla’, porta a credere che già lui abbia partecipato con successo all’operazione. In effetti, è un link esterno che porta direttamente alla pagina web dove è ospitato il questionario. Qui, l’hacker che sta gestendo l’operazione sarà in grado di immagazzinare tutte le vostre informazioni personali (nome, indirizzo, numero di telefono, e-mail).

Nessuno regala qualcosa per niente

ADICONSUM mette in guardia i consumatori – continua Busi - ricordando che nessuno regala qualcosa senza avere niente in cambio, quindi è opportuno non lasciarsi ingannare da offerte incredibili, senza dimenticare che si può anche incorrere in virus che danneggiano il sistema del telefonino”.

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Martedì, 18 Ottobre 2016 08:04

Ingiustificati aumenti dei conti correnti

A seguito dei maggiori oneri sopportati dalle banche per la partecipazione ai fondi di risoluzione previsti dalla direttiva europea 59/2014, alcuni istituti di credito hanno deciso di incrementare a carico della clientela i costi di gestione dei rapporti di conto corrente.

Decisione inopportuna e inelegante

Carlo Piarulli, presidente di ADICONSUM Lombardia parla di "una decisione inopportuna ed inelegante in quanto il giustificato motivo che può indurre una banca a modifiche unilaterali del contratto di conto corrente, incrementandone i costi, si identifica solo a fronte di imprevedibili mutamenti del quadro macro economico generale. L’applicazione di una direttiva del maggio 2014 è tutt’altro che fatto imprevedibile, urgente e tale da rendere inevitabile il provvedimento!”. “Se la logica dei meccanismi di gestione dei fallimenti delle banche – aggiunge - è evitare che i costi vengano scaricati sulla collettività, con un nuovo addebito dei contributi al Fondo da parte degli istituti di credito ai correntisti di fatto si torna a far partecipare tutti alla crisi!!

Possibilità di recesso entro 60 giorni dall'aumento

ADICONSUM Lombardia ricorda che il consumatore può recedere dal contratto entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di incremento unilaterale dei costi di gestione e cercare un’altra banca che offra condizioni di miglior favore. La portabilità del conto corrente e del deposito titoli è gratuita e le banche sono tenute ad attivare la richiesta entro 12 giorni pena una sanzione a carico della banca.I consumatori – conclude Piarulli - oltre la possibilità di recesso, possono tutelarsi chiedendo alla banca la rinegoziazione delle condizioni, controllando scrupolosamente tutti i mesi l’estratto conto, confrontando periodicamente le condizioni con altri istituti, attivando anche l’alternativa del conto on line con costi decisamente meno onerosi e tenendo sul conto corrente meno denaro possibile ovvero la liquidità necessaria a far fronte alle spese mensili della famiglia”.

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Lunedì, 17 Ottobre 2016 07:04

Canone RAI: finale con sorpresa

Per quanto riguarda il Canone RAI siamo agli sgoccioli (finalmente) di una avventura che ha tenuto tanta gente col fiato sospeso, o almeno in apprensione, con controlli continui e spasmodici delle bollette della luce per controllare che ogni cosa fosse andata a posto. Ma, come spesso accade, la sorpresa arriva alla fine.

E se il Canone non c’è in bolletta?

Ebbene, a qualcuno è successo che l’addebito non sia stato calcolatoinforma Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo -, ma questo non significa che lo stesso sia esentato dal pagamento. Anzi, chi non ha ancora ricevuto l’addebito nella bolletta della luce deve pagarlo in unica soluzione entro il 31 ottobre con modello F24, utilizzando i codici tributo “TVRI - Canone per rinnovo abbonamento TV uso privato”, oppure “TVNA - Canone per nuovo abbonamento TV uso privato”. In sede di compilazione del modello F24 il codice tributo va segnato nella sezione “Erario”, esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” 2016”.

Decine di segnalazioni ad Adiconsum

Decine di persone si sono rivolte agli uffici dell’associazione consumatori della CISL di Bergamo segnalando il fatto. Il rischio, ora, è che se non si paga entro fine mese siano addebitate sovrattasse. “Anche se il ministero dello Sviluppo economico, stabilisce che nei casi di tardività non imputabili all’utente non si proceda all’applicazione delle sanzioni e interessi a suo carico – continua Busi -, non è però ancora chiaro, quali siano le cause non imputabili al contribuente. L’Agenzia delle Entrate, nelle Faq del sito, riporta che in caso di mancato addebito, occorre verificare il tipo di contratto e controllare se il canone viene addebitato nella bolletta successiva. In caso contrario, l’importo dovuto deve essere versato entro il 31 ottobre 2016 utilizzando il modello F24”.

Ma chi deve pagare?

Di seguito, ADICONSUM segnala il dettaglio di coloro che detenendo un apparecchio televisivo sono tenuti alla pagamento del canone entro il 31 ottobre (o tutti i 100 € in unica soluzione o una quota residua del canone):

1) Chi non ha ancora ricevuto il canone in bolletta. Se nessun componente della famiglia anagrafica ha ancora ricevuto il canone in bolletta e si detiene un televisore, deve provvedere al pagamento, in unica soluzione, di tutti i 100 euro, entro il 31 ottobre.

2) Quando nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale: a) case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano più famiglie (genitori e figli sposati oppure fratelli vari). In questo caso la famiglia titolare di contratto elettrico paga mediante bolletta, le altre famiglie versano il canone, se dovuto, mediante modello F24; b) Gli inquilini che risiedono in una casa in affitto e l’utenza elettrica risulta ancora intestata al proprietario. Ricordiamo che gli inquilini devono pagare il canone anche se la tv è del proprietario dell’appartamento. Conta, infatti, la detenzione dell’apparecchio tv, non la proprietà; c) Bidelli che vivono nelle scuole; Portieri che risiedono nella casa data a disposizione dal condominio, titolare dell’utenza elettrica; d) Figli che abitano nella seconda casa dei genitori e hanno lì la residenza, ma la luce è intestata ad uno dei genitori. I figli, avendo la residenza anagrafica nella seconda casa dei genitori, costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e sono, quindi, tenuti al pagamento del canone. Ma essendo la luce intestata ai genitori, devono pagare in unica soluzione.

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