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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 16 Febbraio 2015 08:06

Licenziata perché senza titolo

Licenziata perché il titolo di studio non sarebbe stato idoneo al lavoro, nonostante suppliche e raccomandazioni che la pratica di equipollenza fosse già partita. E tutto questo dopo 7 anni di lavoro nella stessa azienda e nella stessa mansione. Tre anni perduti tra scartoffie e rimpianti. Poi la lettera che riconosce il titolo di studio. E adesso i rimpianti, se possibile, sono anche di più.
La storia di Pilar Mayolas Taboada, una donna di origine spagnola, ormai italiana, da anni residente in provincia di Bergamo, si può facilmente riassumere così, se non fosse che tutta questa vicenda ha segnato profondamente la sua storia.

Tre anni fa, una ispezione dell’ASL in un asilo nido del comune di Bergamo trovava tra i documenti della cooperativa che gestiva il servizio il titolo di studio che Pilar aveva conseguito in Spagna, circa 40 anni fa, di educatrice per l’infanzia. Con questo titolo, Pilar, svolgeva la sua mansione in Italia da circa 10 anni; con questo titolo, era stata assunta 7 anni prima dalla stessa cooperativa… “Nessuno mi aveva mai parlato di inadeguatezza del titolo, e comunque, subito dopo l’ispezione, ho assicurato che avrei richiesto l’equipollenza del diploma, ma l’ASL non ha voluto sentire ragioni, e la cooperativa ha deciso di sospendermi dal servizio”.

“Non si contesta l'applicazione di una legge – sostiene Mimma Pelleriti, responsabile delle politiche migratorie nello staff di segreteria alla CISL -, l'ASL ha fatto il suo lavoro. La domanda è : la cooperativa poteva accettare un percorso diverso? Per la Cisl sì”.

Pilar si è rivolta al sindacato della Cisl Bergamo, alla FISASCAT e all’ANOLF, dove ha incontrato Mimma Pelleriti che su questa storia ha investito molto del suo tempo. “Abbiamo fatto partire le pratiche per l’equipollenza, e chiesto alla cooperativa di attendere la risposta del Ministero della Salute, – racconta Pelleriti, -, un atteggiamento che ritenevamo dovuto nei confronti di una dipendente che per sette anni ha dato il suo contributo; inoltre avevamo individuato il percorso che avrebbe dato il riconoscimento del titolo. Nonostante i nostri sforzi, però, la cooperativa non ha voluto sentire ragioni. Così, anche perché lo stress si stava accumulando, Pilar ha deciso di non impugnare il licenziamento e di procedere alla conciliazione: è stata in parte “ricompensata” economicamente, ma è chiaro che questo capitolo è stato chiuso molto amaramente”.

“Mi sono sentita disconosciuta – ricorda Pilar -…eppure quella cooperativa mi aveva affidato anche incarichi di responsabilità. Per la mia madrelingua, ho tessuto io i rapporti con la comunità sudamericana, che negli ultimi tempi è stata quella più numerosa nel nido”. I mesi successivi sono stati un continuo viavai tra la Spagna e i ministeri a Roma. Nei giorni scorsi, però, la storia ha dato la svolta che ci si attendeva: è arrivato il decreto di riconoscimento dell’equipollenza del titolo: in pratica Pilar può lavorare con i bambini dell’asilo nido.

“Sono stati tre anni di inferno, di disagio, di dignità calpestata – dice oggi Pilar; alla mia età non sarà facile rientrare al lavoro”. “È stata recuperata la storia, in un periodo difficile per le storie umane – conclude Mimma Pelleriti. Adesso serve che le istituzioni che possono, riconoscano a Pilar il diritto a riacquistare la sua storia in pieno. È per questo che lancio un appello al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, affinché si adoperi a ridare dignità a Pilar attraverso il lavoro”.


Il servizio di Bergamo Tv

 

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Nel numero di febbraio 2015 del notiziario redatto dal sindacato Cisl Bergamo e diretto da Ferdinando Piccinini troviamo: 1) Più forza al lavoro con il voto Rsu alla Cisl; 2) Le proposte della Cisl in campo fiscale e previdenziale; 3) Gli editoriali di Mario Gatti (Segretario Generale Cisl FP Bergamo) e Salvo Inglima (Segretario Generale Cisl Scuola Bergamo). Scarica il pdf

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Venerdì, 13 Febbraio 2015 00:00

Rsu Day Cisl 2015 con Annamaria Furlan

Partecipare, contrattare, rappresentare" è lo slogan del Rsu Day Cisl 2015, giornata regionale di lancio della campagna per le elezioni delle Rsu dei lavoratori del pubblico impiego e della scuola (3/4/5 marzo). La mattinata si apre alle 9.30, all'auditorium Giorgio Gaber (Palazzo Pirelli), con gli interventi di Luca Comodo, direttore divisione politico-sociale di Ipsos Pubblic Affairs, e Elena Zuffada, docente alla facoltà Economia della Cattolica di Piacenza. Seguono interviste ai candidati alle rsu nei posti di lavoro e l'intervento di Annamaria Furlan, segretario generale del sindacato Cisl. Coordina i lavori Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia. Partecipano inoltre: Giuseppe De Biase, segretario generale Fir Cisl, Giovanni Faverin, segretario generale Cisl Fp, Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università, Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, Maurizio Bernava, segretario confederale Cisl.

Scarica la locandina

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Venerdì, 06 Febbraio 2015 10:28

La Cisl Bergamo è più forte della crisi

Un’organizzazione vitale, che ha saputo reggere all’urto della crisi e che, in un momento difficile come questo, ha saputo fornire servizi e assistenza a un numero sempre crescente di persone, iscritte e no, che all’interno della CISL hanno cercato, e spesso trovato, accoglienza e competenza, grazie anche alla rete territoriale che con le nostre sedi abbiamo saputo creare negli anni”. Così Ferdinando Piccinini, segretario generale, presenta il panorama che la campagna tesseramento 2014 consegna al sindacato Cisl Bergamo. 

Un tesseramento che nel settore manifatturiero sconta la crisi e le numerose vertenze occupazionali che hanno ancora interessato l’anno appena concluso, mentre in quello del terziario registra un incremento sostanziale, con la FISASCAT che segna il massimo storico, con 310 tessere in più.

Inoltre, il Tesseramento Cisl Bergamo del 2014 registra la continua crescita dei sindacati FIM (metalmeccanici), che rimane uno dei sindacati più rappresentativi dell’intera penisola; la piccola “impennata” della FAI (agroalimentari); i regolari incrementi della SCUOLA. Crescono anche la FIT (trasporti), la FLAEI (elettrici), la FNS (sicurezza) e la FISTEL (grafici e cartai), mentre segna una sostanziale tenuta la SLP (postali) e una flessione la FEMCA (tessile e chimico), la FP (pubblico impiego), la FIBA (bancari) la FNP (pensionati) e la FILCA, categoria degli edili, che più di ogni altro settore, in provincia, ha pagato dazio alla crisi straordinaria che da tempo si è accanita sull’intero sistema economico-occupazionale. Via Carnovali, comunque, chiude la campagna con una sostanziale tenuta: 126.704 iscritti, che danno alla CISL ancora il primato della rappresentanza in provincia e, ancora, uno dei risultati più ampi a livello nazionale.

Questi dati sono un segnale di assoluta importanza per fedeltà e attaccamento degli iscritti ai valori sindacali che la CISL esprime. Il dato associativo è per noi fondamentale – ha detto Ferdinando Piccinini -, perché rappresenta il libero contributo alle politiche sindacali che quasi 127.000 persone danno volontariamente come quota del proprio stipendio o pensione per la nostra attività”.

Anche sul versante dei servizi offerti ai soci, la proposta della CISL di Bergamo rimane su livelli assolutamente alti: CAF, INAS, ANOLF, ADICONSUM, Vertenze hanno incontrato più di mezzo milione di persone. Il Patronato INAS ha effettuato più di 43.000 pratica senza finanziamento; al Servizio Fiscale sono stati raccolti e compilati 136.000 moduli 730 e oltre 26.000 dichiarazioni ISEE; ADICONSUM ha assistito 14.000 cittadini alle prese con i “guasti” della burocrazia e del consumerismo; l’ANOLF ha prestato assistenza a più di 40.000 persone.

“La scheda delle attività dei servizi – sottolinea Francesco Corna, segretario organizzativo di Cisl Bergamo - segnala ancora una volta la grande attenzione al bisogno che la CISL di Bergamo è capace di esprimere attraverso i suoi sportelli, sia in via Carnovali che nelle sedi decentrate: il numero di pratiche non finanziate, istruite sia per tesserati che per non iscritti, testimonia questa nostra attenzione e sprona l’intera organizzazione a innalzare ulteriormente il livello qualitativo delle nostre proposte. Importante per noi sarà quest’anno vedere l’impatto delle novità introdotte dal Governo in materia fiscale e continuare la battaglia per  la salvaguardia del Patronato INAS e dei suoi servizi gratuiti, nei cui confronti la manovra dell’Esecutivo pesa come un macigno”.

I numeri del tesseramento e dei servizi

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Nel  2014, le aziende dell’Alto Sebino hanno perso più di 200 occupati, il doppio lo avevano registrato nel 2013. Il CPI ha “censito” quasi 2000 iscritti. Negli ultimi 2 anni il numero delle aziende è sceso di quasi 70 unità. Per questo, il sindacato Cisl Bergamo “intende proporre un osservatorio territoriale per favorire l’ intreccio tra domanda e offerta di lavoro”. Comunicato.

 

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Nell’ultimo anno, le aziende dell’Alto Sebino hanno perso più di 200 occupati, il doppio lo avevano registrato nell’anno precedente. Il Centro per l’impego di Lovere (CPI) ha “censito” quasi 2000 iscritti. Negli ultimi due anni il numero stesso delle aziende è sceso di quasi 70 unità. Per questo, il sindacato Cisl Bergamo “intende proporre un osservatorio territoriale per favorire l’ intreccio tra domanda e offerta di lavoro, anche con l’ausilio di un sito internet territoriale dedicato, e la cabina di regia dei soggetti presenti e disponibili”.

Da questi numeri e da queste proposte parte l’analisi che la Cisl Bergamo ha fatto sull’area dell’Alto Sebino, per costruire condizioni per un nuovo sviluppo territoriale, salvaguardando le attività attualmente presenti, industriali e non solo, anche con adeguati sostegni politico/amministrativi. Nei prossimi giorni, la segreteria provinciale incontrerà i delegati territoriali per un attivo centrato sui temi dell’occupazione, del fisco e della previdenza, ma l’attenzione cadrà obbligatoriamente anche sulla situazione economica di quest’area, sulle sue prospettive, soprattutto nel campo del lavoro.

Il lavoro si salvaguarda – dice Giacomo Meloni, segretario territoriale della Cisl Bergamo - salvaguardando le imprese del territorio (Tenaris, Saltzgitter e Lucchini, per citare le maggiori). Diventa necessaria un’azione convinta delle istituzioni dell’area, per sviluppare adeguate politiche di attrattività territoriale  per offrire qualificate opportunità di lavoro,  che vadano dalla promozione dei servizi alla persona, (  progetti locali per partecipare ai bandi regionali e/o di fondazioni bancarie CARIPLO, sul welfare)   alle imprese,  al turismo, all'ambiente, alle fonti di energia rinnovabile, alla cultura, alla formazione, alla maggior integrazione possibile fra scuola e lavoro”.

Stiamo parlando di un territorio composto da 10 comuni, con 31.301 abitanti,  di cui 19.789   della fascia in età lavorativa, pari al 63,22% ; 7000 in quella oltre i 65. Qui, l'incremento della popolazione negli ultimi anni è stato del 2%, contro una media provinciale del 6: in pratica, quindi significa che per ogni ragazzo sotto i 14 anni ci sono 1,6 persone anziane sopra i 65 anni. 

“Questo dato deve essere approfondito, in previsione di un progetto sociale e occupazionale volto alla promozione di servizi alla persona”.

La popolazione immigrata è pari 3.773 persone (l' 8,53 della popolazione totale, mentre nella fascia di età da 0 a 3 i figli di immigrati sono 322, il 27,90% del totale. Nel 2013, gli avviamenti al lavoro sono stati 4.058, le cessazioni 4.477, con un saldo negativo di 419 unità. Nell’anno appena concluso, i lavoratori in mobilità nelle grandi aziende sono 54;  a questi vanno aggiunti i 177 lavoratori in mobilità con la L.236, e cioè licenziati dalle piccole imprese , per un totale di  231 persone. Attualmente, sono iscritti al Centro per l’impiego 1975 persone, il 9,98% della popolazione in età lavorativa, mentre sono 1200 quelli che hanno reso dichiarazione di disponibilità al lavoro (erano 982 nel 2010).

Per quanto riguarda il quadro delle  attività e delle imprese – dice Meloni -scontiamo il fatto di non avere tutti i  dati aggiornati, ma quelli di cui siamo in possesso sono comunque utili per farci un’ idea delle attuali possibilità di occupazione e quali settori di possibile sviluppo esistano nell'Alto Sebino, quali vocazioni oltre all'industria e al turismo vanno salvaguardati e rilanciati. Nel corso del 2013 si sono ridotte di 48 unità il numero delle imprese attive sul territorio, è possibile ipotizzare nel 2014 un ulteriore calo di almeno 15/20 attività.

Dall'ultima rilevazione CCIA disponibile risultavano, 4.883 occupati in società di capitale; 1.506 in società di persone; 2.383 in ditte individuali; 1.246 altre forme per un totale di 9.161 occupati. 905 erano le imprese artigiane con dipendenti, pari a 2.480 addetti”. È chiaro  - conclude Meloni -che vogliamo assumere con coraggio questa sfida e lavorare per proporre l’area come territorio in grado di produrre progetti e sperimentazioni che incentivino nuovi investimenti: per fare questo, occorre esprimere un alto grado di fra tutti i soggetti interessati. Istituzioni locali, CCIA, sistema creditizio e parti sociali devono assumere ognuno precisi compiti e responsabilità”. 

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Mercoledì, 04 Febbraio 2015 13:43

Industria: non si vede la fine del tunnel

Nonostante qualche timido segnale di ripresa, l’industria lombarda non riesce a vedere la fine del tunnel della crisi. Sono 1.633 le aziende che anche nel 2° semestre 2014 hanno ricorso agli ammortizzatori sociali. Oltre 40mila i lavoratori coinvolti e di questi, 5.843 licenziamenti. Dati emersi dal 38° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi presentato dalla Fim Lombardia. Comunicato

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Mercoledì, 04 Febbraio 2015 10:39

Cisl Bergamo: al via gli attivi di zona 2015

Continuano gli attivi di zona 2015 programmati dalla Segreteria del sindacato Cisl Bergamo. I temi che verranno affrontati sono il lavoro, le pensioni e il fisco. Ecco il calendario: dopo Treviglio e Ponte San Pietro restano Grumello del Monte (13/2), Gazzaniga (17/2), Lovere (18/2), San Pellegrino (20/2), Bergamo/Dalmine (23/2) dove parteciperà Maurizio Petriccioli, Segretario nazionale Cisl. Scarica la locandina.

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Mercoledì, 28 Gennaio 2015 15:39

Furlan a Bergamo per il Consiglio generale Cisl

Annamaria Furlan, Segretario Generale della Cisl nazionale, parteciperà, giovedì 29 gennaio (partendo dalle ore 9.00), al Consiglio Generale del sindacato Cisl Bergamo, convocato alla Sala Borsa Merci di via Petrarca a Bergamo. La Furlan concluderà l'incontro dedicato alle "proposte e iniziative della CISL per un rinnovato protagonismo contrattuale e sindacale". Introdurrà i lavori, Ferdinando Piccinini, Segretario Generale Cisl Bergamo.

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Lunedì, 26 Gennaio 2015 08:51

Quanti errori in questo decreto

Il via libera del consiglio dei ministri alla riforma delle banche popolari va considerato come un autentico blitz. Le popolari hanno superato gli stress test, alcune anche meglio delle Spa, e il sistema ha radici profonde visto che le prime banche cooperative sono nate con l’Unità d’Italia. Dove sono i requisiti di necessità e di urgenza?”. Così Carlo Piarulli, presidente di ADICONSUM Cisl Lombardia, l’associazione promossa dalla Cisl per la tutela dei consumatori.

È necessario avviare al più presto una profonda riflessione - aggiunge - , poiché l’obbligo di trasformazione in Spa, anche se solo per le popolari con attivi oltre gli 8 miliardi di euro, meriterebbe un dibattito più approfondito in Parlamento e nella società civile, che non quello consentito da un decreto. Se non altro per rispetto alla loro storia e al contributo che hanno dato alla crescita di un’economia tutta giocata su piccole e medie imprese e all’attenzione verso il terzo settore”. Secondo Piarulli, i provvedimenti adottati sul sistema cooperativo “non vanno nella direzione di migliorare il rapporto banche-consumatori”. La cancellazione del voto capitario, poi,  è un “colpo deflagrante, che cambia completamente il volto del settore”.

Fra le ragioni esposte dal presidente del Consiglio, ricorda ADICONSUM Cisl Lombardia, c’è la necessità di far arrivare più credito alle aziende. “Renzi sbaglia clamorosamente – afferma Carlo Piarulli -. Il sistema cooperativo e popolare sul fronte dell’erogazione del credito ha poco da farsi perdonare. Le sole Popolari negli anni della crisi hanno alzato il livello dei finanziamenti di 30 miliardi portando la loro quota di mercato dal 21,6 al 26%. Uno sforzo pagato con l’esplosione delle sofferenze e per ricostituire il patrimonio non hanno chiesto contributi allo stato. I soci, nel 2014, hanno effettuato aumenti di capitale per oltre 5 miliardi di euro”. Cancellare o modificare i modelli di governance che, come quello cooperativo,  favoriscono l’erogazione del credito, dunque è sbagliato. “Si rischia di farsi del male – conclude il presidente di ADICONSUM Lombardia - spingendo il nostro sistema bancario a fare più finanza e ancor meno credito tradizionale, allontanandolo dalla vera mission”.

Il sostegno delle Banche Popolari nei confronti dei territori e delle realtà del Terzo Settore, secondo ADICONSUM Lombardia è una chiara dimostrazione del fatto che esse, rimanendo salde alla loro vocazione, hanno continuato ad impegnarsi in questi anni verso le comunità. “Il credito erogato dalle Popolari al Terzo Settore supera oggi i 3 miliardi di euro, e rappresenta l'1% degli impieghi totali a clientela ordinaria, per una quota di mercato che sfiora il 30% - ricorda Piarulli -. Inoltre, dall'inizio della crisi i finanziamenti delle Popolari al terzo settore sono aumentati del 60%, un dato superiore di tre volte a quello del resto del sistema, che ha fatto registrare soltanto un incremento del 22%! Il numero dei clienti, indicatore che rappresenta bene la valenza e il legame tra Banche Popolari e Terzo Settore, evidenzia la presenza nel complesso della clientela di 270 mila imprese e associazioni no-profit pari al 2% di quella complessiva. Tale dato raggiunge per le altre banche l'1.3%”.

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