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Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 10 Marzo 2015 08:30

Elezioni RSU: la CISL tiene

In questa tornata elettorale il sindacato Cisl Fp Bergamo ottiene il consenso di tantissime lavoratrici e lavoratori pubblici, in misura decisamente superiore al numero degli iscritti”. E' questo il primo soddisfatto commento di Mario Gatti, segretario generale della Cisl Fp di Bergamo. Si è conclusa una campagna elettorale RSU tesa e complicata, tanto da far dire al segretario Annamaria Furlan, che si è svolta “in un contesto sociale e lavorativo difficile, a volte anche  avverso". 

L’affluenza al voto è stata mediamente del 65%, con punte dell'70%, degli aventi diritto nel nostro territorio” dichiara Gatti. “Impegno e partecipazione sono il vero messaggio di questa tornata elettorale. Dimostra che la grande maggioranza dei lavoratori bergamaschi non dà ascolto alle sirene della rabbia e della disillusione, e riconosce ancora nel sindacato confederale un soggetto credibile capace di trasformare le esigenze in proposte, le competenze in leve di potenziamento della produttività e dell’innovazione. Un importante messaggio alla politica perché si ritrovi nel confronto e nella partecipazione con la rappresentanza dei lavoratori la via per la realizzazione di un nuovo modello dei servizi pubblici di qualità ed efficienza per cittadini e imprese, rispettosa del lavoro e delle professionalità dei lavoratori”.

Con oltre 14.300 lavoratori aventi diritto al voto nei 300 enti e agenzie, 9.400 votanti, la CISL FP ottiene oltre 3.500 voti e 350 seggi, la Cisl Fp si conferma anche nel nostro territorio  un sindacato forte e autorevole, profondamente radicato in tutte le realtà del lavoro pubblico, e capace di raggiungere e convincere anche tanti non iscritti”.

I voti parlano di una leggera predominanza CGIL, ma nel conto dei seggi la CISL avanza di parecchie unità ogni altra sigla sindacale. Tanti donne e uomini si sono riconosciuti nel nostro progetto: un progetto d coerenza all’attualità, che punta a salvaguardare e valorizzare le professionalità come motore del cambiamento organizzativo per rispondere meglio ai cittadini e imprese, a riqualificare la spesa degli enti per moltiplicare gli investimenti in qualità e produttività, ad investire nella formazione e nel turnover generazionale. E soprattutto a sbloccare la contrattazione, come riconoscimento tangibile della dignità e del valore del lavoro pubblico, che tiene insieme le nostre comunità locali

 Nella competizione riservata alla scuola, invece, la CISL stacca di quasi dieci punti la CGIL. La CISL Scuola “trionfa”, raccogliendo più di 5000 voti e vincendo in quasi tutti i plessi della provincia.

Profonda soddisfazione di fronte allo straordinario risultato ottenuto dalla CISL SCUOLA Bergamo – dichiara Salvo Inglima, segretario generale della categoria -, che è andata ben oltre la conferma del precedente consenso maggioritario, incrementando  il precedente dato elettorale nonostante il proliferare (ben 8 liste) di altre organizzazioni sindacali. La CISL Scuola Bergamo con oltre   5100 preferenze,  pari al 42% del totale dei voti,  ha "staccato" di ben 9 punti il secondo sindacato più rappresentativo, cioè la FLC Cgil. A tutto il personale della scuola, in particolare, a quanti si sono resi disponibili all’impegno nelle nostre liste e nei seggi elettorali, e a quanti ci hanno dato loro il convinto consenso, va il nostro più vivo ringraziamento e la conferma che il nostro impegno a lavorare per acquisire il dovuto riconoscimento sociale e politico, ad un lavoro di eccezionale valenza sociale, non verrà mai meno.

Al vero protagonista di questa tornata elettorale, il personale della scuola, che con la propria ampia e diffusa partecipazione al voto  ha voluto ribadire la propria presenza e la propria fiducia nelle persone che ritiene “rappresentative”, va tutto il nostro plauso”. Ma questi risultati, per Inglima, hanno soprattutto dato un segnale politico preciso. Le recenti elezioni hanno fatto registrare una massiccia partecipazione del personale della scuola al voto per le RSU (otre il 75%). Partecipazione che ha, e non può non avere, un importante significato politico”. “A fronte di tutti i tentativi operati dal potere politico di marginalizzare, screditando, le rappresentanze sindacali, il personale della scuola ha reagito ribadendo la propria fiducia nel sindacato e nella sua capacità di raccogliere le proprie istanze: tocca ora al Governo tradurre in atti concreti le risposte adeguate a far sì che le risorse umane della scuola siano sollecitate a continuare a mettere in campo tutte le loro energie per far sì che la scuola italiana possa essere al passo con i tempi e costituire quel volano indispensabile per favorire lo sviluppo de diritti-doveri di cittadinanza e la crescita di tutto il Paese”.

 È stato valorizzato il grande impegno delle categorie della Scuola e del Pubblico Impiego”. Così il segretario generale della Cisl Bergamo, Ferdinando Piccinini, “celebra” il risultato alla elezione RSU. Nonostante la campagna mediatica scatenata contro i lavoratori pubblici e il blocco dei contratti, i tantissimi eletti, donne e uomini, nelle liste CISL dimostrano la bontà delle nostre proposte e la volontà di perseguire il tema della valorizzazione del lavoro pubblico”.


Le votazioni nella Scuola
Le votazione nella Pubblico Impiego

 

Pubblicato in Comunicati Stampa
Venerdì, 06 Marzo 2015 13:20

Si fa presto a dire 8 marzo

A Bergamo risiedono 559.000 donne. Di tutte le età, di tante provenienze, scolarizzazioni, ceti sociali e ognuna con le proprie aspirazioni. Domenica prossima, ognuna di loro a suo modo celebrerà la giornata della donna, istituita da decenni per combattere, cercare di farlo, almeno, le difficoltà che nascono dalle disparità di trattamento relativo al genere di un essere umano.

“Possiamo dire che ad oggi tanta è la strada fatta, ma senza alcun dubbio è ancora molta quella da percorrere. Oggi, sempre più, quella che siamo soliti chiamare “questione di genere” va analizzata in chiave “culturale” e proprio per questo richiede tempi lunghi e grandi energie collettive”. Gabriella Tancredi, segretaria provinciale del sindacato Cisl Bergamo analizza la “condizione femminile” alla vigilia della Giornata internazionale della Donna, usando alcuni dati raccolti dall’organizzazione.

L’Eurostat ci ricorda, alla vigilia dell’8 marzo che in Italia la disparità economica tra uomo e donna – se relativa agli stipendi erogati – è del 45%. Parliamo di valori medi, calcolati su tutti i cittadini, quindi il dato tiene conto anche delle tantissime donne che in Italia non lavorano. Proprio la loro presenza allarga il fossato. e per la prima volta ci consoliamo con il fatto che in Europa non va meglio, ma negli Stati del Nord ad abbassare i guadagni al femminile è la forte diffusione del part time.. A Bergamo la situazione non cambia. E la FNP provinciale ci ricorda anche che le pensioni medie si attestano intorno ai 1300 € lordi per gli uomini e 670 per le donne.

La distanza tra i generi in campo economico – sociale è ancora lontana da trovare una soluzione : 45 sindaci donna su 250 comuni; nessuna presidente di comunità montana. Nelle associazioni di categoria, se possibile sono ancora meno. Nei sindacati, nelle posizioni “politiche”, 10 donne occupano posti in segreteria generale (1 in CISL) o sono segretari generali di categorie (0 in CISL) su 54 posti disponibili; diversa la situazione nei “servizi”, dove la presenza femminile diventa preponderante.  In politica la situazione non migliora. Due parlamentari elette e due consigliere regionali, con pattuglie di decine di uomini.

Negli Enti pubblici della provincia c’è una sola dirigente donna. Nel mondo del lavoro la situazione è da tempo cristallizzata: nell’ultima ricerca compiuta dalla Provincia solo l’1,2 per cento delle donne lavoratrici bergamasche è un quadro, e addirittura solo lo 0,1 per cento ha raggiunto la qualifica di dirigente. Il 41,3% delle donne ha una qualifica generica, il 27,9% è qualificato, il 20,2% è impiegata, il 4,1% è specializzato. Di pari opportunità in azienda si parla molto, ma i fatti sono un’altra cosa. Gli occupati maschi sono 263.000 (il 70% del totale), le donne 184 mila (51); la disoccupazione femminile è dell’8,2 %, quella maschile del 6,8.

“Le donne – continua Tancredi - sono presenti, in alcuni settori anche in maniera preponderante rispetto alla presenza maschile, ma non arrivano ancora ad occupare posizioni di rilievo politico-gestionale nello stesso numero o anche solo appena sotto quello della presenza maschile. Perché? Senza dubbio perché la società tutta non è organizzata sulle esigenze delle Donne (e di tutti gli uomini che fanno le stesse cose) che si occupano di più ambiti, tutti importanti contemporaneamente (lavoro e famiglia, ad esempio). Un esempio su tutti: nella nostra società i tempi di lavoro, di cura, dei servizi (come per i mezzi di trasporto pubblico ma non solo), degli uffici pubblici, delle scuole di ogni ordine e grado non sono spesso fra loro compatibili e costringono tutti a destreggiarsi fra mille ostacoli per riuscire ad utilizzarli.

Questo è ancora più pressante per le donne, che si occupano di differenti realtà e ambiti ( la famiglia propria, quella di provenienza, il lavoro, gli interessi e le necessità dei figli ed i propri...). Questo succede anche nel sindacato, dove, ad esempio, i tempi delle attività (pensiamo alle riunioni di apparato che si svolgono sempre per tutta la giornata e si chiudono ben oltre le ore pomeridiane) spesso non tengono conto delle esigenze di chi, appunto, non è impegnato solo nell'attività sindacale, ma ha un ruolo importante di cura anche nella propria famiglia.

E succede che, nonostante le importanti modifiche statutarie, che prevedono le cosiddette “quote rosa”, le donne non riescono ad impegnarsi come vorrebbero in quella complessa attività che è l'attività sindacale. E di fronte a queste difficoltà, che si sommano a quelle proprie dell'attività stessa, decidono di scegliere di dedicarsi solo ai ruoli che storicamente caratterizzano il mondo che gli è proprio. Il problema è certamente molto complesso, così come la sua soluzione.  Ma averlo ben chiaro davanti ai nostri occhi, proprio nella sua complessità, lo rende affrontabile e soprattutto pensarlo come un problema di tutti e non solo del genere femminile rappresenta già un radicale passo avanti rispetto al passato”.


La mostra alla Cisl Bergamo

“Dall’8 marzo in poi…la maternità nell’arte”. Un allestimento all’interno della sede CISL di via Carnovali con pannelli e fotografie che illustreranno il tema della maternità nel mondo e la legislazione che la regola in Italia. Lo ha deciso il Coordinamento Donne della CISL di Bergamo per celebrare la Giornata internazionale della donna, ricorrenza istituita per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.

Da venerdì 6 a lunedì 9 marzo, quindi, sarà possibile realizzare un viaggio nel mondo (con le fotografie che illustrano attesa e maternità nei vari angoli del pianeta) e nel tempo (dalla legge 1204/1971 al Jobs Act) capace di consegnare immagini e emozioni assolutamente in linea con lo spirito delle celebrazioni. Per l’occasione, inoltre, il coordinamento Donne della CISL di Bergamo consegnerà il primo versamento (oltre 5000 €) del Progetto Parrucche, all’associazione “Cancro Primo Aiuto Onlus”.

L’associazione ha infatti dato vita a un progetto di solidarietà sociale a favore delle donne che, per contrastare il cancro, sono sottoposte a trattamenti chemioterapici, con conseguente calvizie, e non possono permettersi l’acquisto di una parrucca di buona fattura, che le aiuti a riconquistare un’immagine di sé positiva per affrontare con speranza e normalità la loro quotidianità e le relazioni sociali.

Il coordinamento Donne – ricorda Gabriella Tancredi, segretaria provinciale - ha condiviso il progetto e attivata una raccolta fondi all’interno della struttura. La CISL ha voluto intitolare questa iniziativa alla memoria di Maria Teresa Gritti, collega e amica, la cui vita è stata spezzata da questa terribile malattia. Il progetto ha ottenuto una buona adesione, sia da parte delle categorie che di singoli lavoratori. Sono stati raccolti più 5.000€, con i quali sarà possibile finanziare la produzione di un buon numero di parrucche”.

Le immagini esposte

Pubblicato in Comunicati Stampa

“Dall’8 marzo in poi…la maternità nell’arte”. Un allestimento all’interno della sede del sindacato Cisl Bergamo di via Carnovali con pannelli e fotografie che illustreranno il tema della maternità nel mondo e la legislazione che la regola in Italia. Lo ha deciso il Coordinamento Donne della CISL Bergamo per celebrare la Giornata internazionale della donna, ricorrenza istituita per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.

Da venerdì 6 marzo a lunedì 9 marzo sarà possibile realizzare un viaggio nel mondo (con le fotografie che illustrano attesa e maternità nei vari angoli del pianeta) e nel tempo (dalla legge 1204/1971 al Jobs Act) capace di consegnare immagini e emozioni assolutamente in linea con lo spirito delle celebrazioni. Per l’occasione, inoltre, il coordinamento Donne della CISL di Bergamo consegnerà il primo versamento (oltre 5000 €) del Progetto Parrucche, all’associazione “Cancro Primo Aiuto Onlus”.

L’associazione ha infatti dato vita a un progetto di solidarietà sociale a favore delle donne che, per contrastare il cancro, sono sottoposte a trattamenti chemioterapici, con conseguente calvizie, e non possono permettersi l’acquisto di una parrucca di buona fattura, che le aiuti a riconquistare un’immagine di sé positiva per affrontare con speranza e normalità la loro quotidianità e le relazioni sociali.

Il coordinamento Donne – ricorda Gabriella Tancredi, segretaria provinciale - ha condiviso il progetto e attivata una raccolta fondi all’interno della struttura. La Cisl Bergamo ha voluto intitolare questa iniziativa alla memoria di Maria Teresa Gritti, collega e amica, la cui vita è stata spezzata da questa terribile malattia. Il progetto ha ottenuto una buona adesione, sia da parte delle categorie che di singoli lavoratori. Sono stati raccolti più 5.000 €, con i quali sarà possibile finanziare la produzione di un buon numero di parrucche”.

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Mercoledì, 11 Marzo 2015 00:00

Confronto sul futuro delle Banche Popolari

La segreteria del sindacato Cisl Bergamo e della Fiba Cisl Bergamo hanno organizzato un'iniziativa sul tema delle banche popolari e del decreto governativo che rischia di stravolgere un sistema del credito fondamentale per il paese e per i nostro territorio. L'appuntamento è previsto per l'11 marzo 2015 nella Sala Galeotti dell'Università di Bergamo (sede di via dei Caniana, 2). Sono previsti contributi importanti: Giulio Romani (Segretario Generale Fiba Cisl nazionale), Giulio Sapelli (Docente di Storia Economica, Università degli Studi di Milano) e Mario Masini (Docente di Economia degli Intermediari Finanziari - UniBg). 


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Lunedì, 02 Marzo 2015 09:00

Bergamo “solo” 550 mobilità

C’è un leggero calo, ma il numero dei licenziati è sempre alto per la provincia di Bergamo. Gli ultimi rilevamenti della Regione, infatti, parlano di 550 procedure di mobilità avviate tra gennaio e febbraio. L'auspicio è che il miglioramento di alcuni dati macro economici producano anche in Bergamsca la spinta necessaria per avviare una ripresa graduale e meno lenta possibile. Comunicato

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Lunedì, 02 Marzo 2015 08:55

A Bergamo “solo” 550 mobilità

C’è un leggero calo, ma il numero delle persone licenziate è sempre elevato per la provincia di Bergamo. Gli ultimi rilevamenti della Regione, infatti, parlano di 550 procedure di mobilità avviate tra gennaio e febbraio. Nello stesso periodo del 2014 furono 578. Sempre a Bergamo, solo a Dicembre sono state 1035. Tra le cause della crescita anomala del Dicembre scorso vi è sicuramente anche quella della riduzione dei periodi nei quali viene riconosciuto l'indennità di mobilità a partire dall'anno in corso, secondo le modalità introdotte dalla legge Fornero.

Molte aziende, quindi, hanno probabilmente deciso, in alcuni casi anche con l'accordo sindacale, di accelerare le procedure di licenziamento collettivo per permettere ai lavoratori di percepire la mobilità senza i tagli che decorrono da quest'anno ( da 24 a 18 mesi per chi ha un'età fra i 40 e 49 anni, 24 mesi anziché 36 per chi ha più di 50 anni, mentre si confermano i 12 mesi per chi ha meno di 39 anni). Va ricordato che la collocazione in mobilità tramite la legge 223, riguarda i lavoratori delle aziende medio grandi. I licenziati delle piccole imprese, che godono di minor copertura sociale, nel 2014 furono 5.016. questi ultimi.

Questo minimo dato di miglioramento conferma la controtendenza registrata nel 2014 sul 2013 degli avviamenti rispetto alle cessazioni nel settore manifatturiero pari al 18%. L'auspicio – dice Giacomo Meloni della segreteria del sindacato Cisl Bergamo - è che il miglioramento di alcuni dati macro economici, quali l'intervento della BCE, il calo del prezzo del petrolio, la svalutazione dell'euro sul dollaro, associati alle nuove regole sul contratto a tutele crescenti e gli incentivi previsti a favore delle imprese, producano anche a Bergamo e provincia la spinta necessaria per avviare una ripresa graduale e meno lenta possibile, non solo dei pur importanti dati di produzione, ma sopratutto dell'occupazione, prospettiva che purtroppo gli ultimi 406 esuberi annunciati alla Tenaris Dalmine complica.

Servono poi interventi urgenti, come propone la CISL che avvierà nei prossimi giorni la raccolta di firme per un progetto di legge di iniziativa popolare in favore di un fisco più equo e giusto, con la proposta di un bonus di 1.000 euro annui a tutti i contribuenti  con  un reddito  individuale fino a 40.000 Euro e un bonus di ammontare decrescente per chi ha redditi compresi fra i 40 e i 50.000 euro”.

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"Non c’è la svolta che auspicavamo sulla effettiva cancellazione delle altre forme di precarietà selvaggia, sottopagate e senza tutele che sono proliferate in questi anni nel mondo del lavoro. La Cisl per quanto ci riguarda continuerà a battersi per affidare le materie del lavoro alla contrattazione, che è oggi lo strumento più efficace per favorire gli investimenti, la produttività, le riorganizzazioni aziendali e garantire l’ingresso stabile dei giovani nel mondo del lavoro"

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Roberto Zappa, presidente di Federmeccanica Bergamo, ha presentato nei giorni scorsi alcuni dati sulla situazione economica del settore in provincia, “festeggiando” un ritorno alla situazione pre-crisi, ma lamentando le solite difficoltà con burocrazia e le “….continue rivendicazioni sindacali. Come dimostrano gli otto mesi di trattativa alla Brembo, per rinnovare il contratto, nel quale si pretende di contrattare tutto, anche le sfumature. Ma questo significa ingessare un’azienda, quando invece le imprese hanno bisogno di flessibilità. In Germania i sindacati sono più pragmatici: fanno meno politica e partono dai problemi aziendali per risolverli insieme alle imprese”.

La Fim Cisl Bergamo respinge innanzitutto con forza la fotografia fatta del “Pensiamo – dichiara Luca Nieri, segretario generale dei metalmeccanici di via Carnovali - non sia nè opportuno nè intellettualmente onesto fare di tutta l'erba un fascio, scaricando le colpe dell'ingessatura delle relazioni industriali su tutto il Sindacato. La FIM da sempre è proiettata nel portare valore ai rapporti tra imprese e sindacato, evitando l'abbraccio alle ideologie politiche, stando sempre sul merito delle questioni per ricercare le migliori soluzioni in grado di coniugare il benessere aziendale, la continuità occupazionale, le tutele dei lavoratori. Gli ultimi contratti nazionali sono la dimostrazione che quando si è pragmatici si può giungere a risultati positivi che non penalizzano nessuna delle parti in campo. Se Zappa auspica un sindacato "alla tedesca" noi siamo pronti a patto che anche le aziende si aprano a relazioni partecipative, proprio come si fa nella Germania industriale tanto invocata: non si può pretendere che il Sindacato cambi approccio quando poi, nei fatti, alcune aziende rincorrono ancora logiche poco dinamiche e innovative rincorrendo, invece, proprio quei rapporti di forza di cui poi ci si lamenta. Noi pensiamo che solo con più contrattazione, ed esempi virtuosi ce ne sono su tutto il territorio nazionale, si possa scrollarsi di dosso la crisi”.

Il sindacato della Fim è pronta da tempo a lanciare l'azionariato aziendale che porti i lavoratori a stare nei consigli di amministrazione e di sorveglianza, incidendo nelle decisioni aziendali, che impattano comunque sulle loro vite, in un'ottica finalmente di responsabilità e rispetto reciproco.

La fase che abbiamo davanti – continua Nieri -può essere certamente un'opportunità che deve spingere tutte le parti in campo a ricercare soluzioni innovative, coraggiose e responsabili, sgombrando il campo da pregiudizi e paure. La scadenza del Contratto Nazionale deve diventare l'appuntamento per una svolta e un'elevazione delle relazioni industriali in questa direzione”.

Sulle questioni che ingessano l'industria nazionale, poi, Nieri vuole ricordare a Zappa che la Fim, unica organizzazione sindacale, ha manifestato il 30 settembre scorso davanti al Parlamento per spronare il Governo a sciogliere i nodi che soffocano il tessuto industriale. “Faremo la stessa cosa nelle prossime settimane a livello regionale. Certamente gli imprenditori devono tornare a fare investimenti importanti soprattutto nei settori che possono diventare trainanti per tutto il sistema paese”.

Infine, i dati che Zappa ha presentato ai giornali dicono che l'industria metalmeccanica è tornata ai livelli del 2008, “il nostro osservatorio non indica i medesimi risultati. In ogni caso, non hanno ancora dato la scossa necessaria alla ripresa occupazionale. Ma prendendo per buono lo scenario di Federmeccanica Bergamo– conclude il segretario generale di Fim Cisl Bergamo - diciamo fin da subito di esser pronti a rinnovare tutti i contratti aziendali in scadenza e a implementarli nelle imprese dove questo ancora non c'è”. La sfida è lanciata.

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Giovedì, 19 Febbraio 2015 10:58

Maurizio Petriccioli (Cisl Nazionale) a Bergamo

Nella giornata conclusiva degli ATTIVI DI ZONA organizzati dal sindacato Cisl Bergamo, per discutere di lavoro, fisco e pensioni interverrà il segretario nazionale, Maurizio Petriccioli. L'occasione (lunedì 23 febbraio alle 14.30 nel salone Riformisti del Lavoro nella sede Cisl di Bergamo) è sicuramente interessante per approfondire i temi e le proposte della Cisl su fisco e previdenza. Comunicato.

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Lunedì, 16 Febbraio 2015 08:26

Licenziata perché senza titolo

Pilar Mayolas Taboada è stata licenziata perché il titolo di studio non sarebbe stato idoneo al lavoro, nonostante le raccomandazioni che la pratica di equipollenza fosse già partita. E tutto questo dopo 7 anni di lavoro nella stessa azienda. Tre anni perduti tra scartoffie e rimpianti. Poi la lettera che riconosce il titolo di studio anche grazie all'intervento della Cisl Bergamo. Il comunicato.

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