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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 26 Febbraio 2015 14:50

No al saccheggio della previdenza complementare

Il sindacato della Fim Cisl Bergamo esprime forte contrarietà e preoccupazione per i continui attacchi a cui viene sottoposta la previdenza complementare da parte del Governo. Prima l'aumento della tassazione sulle rendite da previdenza complementare che sale al 20%, poi la possibilità di ricevere il TFR mensilmente in busta paga tassato con aliquota ordinaria, opzione che scatta dal mese di marzo e che vede tra la platea dei potenziali beneficiari anche gli aderenti a forme di previdenza complementare, che rischierebbero di veder scendere il capitale e diminuire il potere contrattuale e, conseguentemente, le tutele per gli aderenti.

Ora si aggiunge il provvedimento contenuto nel "decreto concorrenza" che tratta i fondi di previdenza complementare alla stregua di prodotti finanziari. Nella nostra provincia gli aderenti al Fondo Cometa (previdenza complementare dei metalmeccanici della grande industria) sono 20.584, una percentuale che si aggira intorno al 45% sul totale degli addetti.

Un numero importante  - sottolinea Luca Nieri, segretario generale Fim Cisl Bergamo -, ma che necessiterebbe di una maggior spinta visti gli scenari pensionistici che ci troveremo davanti, in particolare a favore dei giovani il cui totale di aderenti fino ai 35 anni è di 3.366. Invece gli ultimi provvedimenti vanno nella direzione opposta. La portabilità è un altro assist alle banche a discapito dei risparmi dei lavoratori, finalizzati ad avere una pensione dignitosa domani e un attacco alla contrattazione collettiva, che fissava condizioni e opportunità per gli aderenti ai Fondi negoziali e che oggi corre il rischio di contrattare salario e tutele di cui poi potrebbero beneficiare banche e finanziarie.

Il Governo
– conclude Nieri - farebbe meglio ad ascoltare chi ancora respira il profumo delle fabbriche, anziché esercitarsi in inutili e dannosi saccheggi e picconaggi della previdenza complementare e dei risparmi pensionistici dei lavoratori”.

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Mercoledì, 25 Febbraio 2015 00:00

L'integrativo Lucchini passa con il referendum

L’ipotesi di intesa per il contratto aziendale integrativo alla Lucchini RS di Lovere è stata approvata con il referendum del 25 febbraio 2015 indetto dalla RSU: il 63% dei lavoratori ha infatti espresso il proprio parere positivo sull’accordo. Al voto hanno partecipato 771 lavoratori su circa 1130 dipendenti (899 quelli presenti nei tre giorni di votazioni): i si sono stati 481, i no 287.

“L’esito del referendum - dichiara Alessandro Poni della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo – rende onore al lavoro svolto dalla FIM in questi mesi per portare l’azienda e l’intera Rsu all’accordo, contro quanti, soprattutto la FIOM territoriale e regionale, avrebbero voluto invece un esito diverso, nel tentativo di inserire logiche estranee ed incoerenti con la storia sindacale di buone relazioni partecipative presenti in azienda, relazioni che hanno portato ad oggi ad erogare mediamente tramite la contrattazione aziendale oltre 4 mila euro di premi a cui si devono aggiungere le importanti indennità di disagio turno presenti, e a quanto altro viene acquisito con questo accordo. 

I lavoratori hanno apprezzato la concretezza della contrattazione svolta ed i buoni risultati in termini di welfare, di incremento del Premio di Risultato e delle indennità turno e della buona soluzione sul cosiddetto cambio tuta, in particolare.

Viene premiato il sindacato che fa sindacato al 100% che con le proprie proposte coglie opportunità e risultati concreti e sconfitto per l’ennesima volta il “sindacato” che, rifuggendo il confronto concreto, alimenta e mantiene vivi valori e obiettivi che si pongono ormai fuori dai contesti e dai cambiamenti in corso. Un ringraziamento va a tutti i lavoratori che ci hanno sostenuto, confermandoci la fiducia pur in un contesto di una trattativa difficile e non scontata nel suo risultato”.

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Lunedì, 23 Febbraio 2015 08:17

Le crisi non si superano coi licenziamenti

Le crisi arrivano e passano. Una grande azienda non le risolve con i licenziamenti collettivi, che finiscono col privarla della ricchezza formativa e di esperienza che negli anni il suo personale ha maturato. Per superare le difficoltà ci sono gli Ammortizzatori Sociali”. Emanuele Fantini, della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo vuole mettere in chiaro alcuni passaggi che nelle dichiarazioni di Rocca alla stampa delineerebbero nel futuro della Tenaris scelte che il sindacato farebbe fatica a comprendere.

La situazione dell’azienda è complessa, legata in parte a situazioni macro-economiche che Tenaris può solo subire. Ma altre questioni – puntualizza Fantini – sono in capo alla azienda e al suo management. Nella riunione con i dipendenti di settimana scorsa, sembrerebbe essersi appalesata la possibilità che non venga riconfermato il contratto degli apprendisti. Così facendo, Tenaris annullerebbe un investimento sul quale ha puntato negli ultimi anni, per il quale anche il sindacato ha profuso energie. Sarebbe una mossa impensabile, per noi sicuramente difficile da comprendere”.

Per colpa dell’andamento del greggio sui mercati, è infatti previsto un rallentamento dell’attività anche negli stabilimenti bergamaschi del gruppo: “ancora non c’è cassa integrazione, ma i lavoratori di Dalmine e Costa Volpino stanno smaltendo le ferie. Inoltre, non è stato rinnovato il contratto a una trentina di lavoratori interinali, mentre, appunto, si sta discutendo sulla stabilizzazione di 130 apprendisti. Eppure quest’anno è atteso meno utile, ma utile….

Se si deve pensare a un ridimensionamento della forza lavoro, sarebbe più comprensibile pensare all’accompagnamento alla pensione con adeguati strumenti economici”,  insiste Fantini. "Mi aspetto che all’incontro con le Organizzazioni Sindacali del 25 febbraio, l’azienda venga con idee buone, capaci di superare le difficoltà e in grado di gestire la ripresa, che anche Rocca intravede. Il 2015 sarà un anno delicato, nel quale, tra l’altro dovremo anche metter mano al contratto aziendale. Anche le nostre attenzioni sono concentrate sulle prospettive dell’azienda, ma non dovrà essere secondario affrontare anche questo tema. Da sempre, qui, si è proceduto  al rinnovo dell’integrativo con soluzioni di buon senso…

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Roberto Zappa, presidente di Federmeccanica Bergamo, ha presentato nei giorni scorsi alcuni dati sulla situazione economica del settore in provincia, “festeggiando” un ritorno alla situazione pre-crisi, ma lamentando le solite difficoltà con burocrazia e le “….continue rivendicazioni sindacali. Come dimostrano gli otto mesi di trattativa alla Brembo, per rinnovare il contratto, nel quale si pretende di contrattare tutto, anche le sfumature. Ma questo significa ingessare un’azienda, quando invece le imprese hanno bisogno di flessibilità. In Germania i sindacati sono più pragmatici: fanno meno politica e partono dai problemi aziendali per risolverli insieme alle imprese”.

La Fim Cisl Bergamo respinge innanzitutto con forza la fotografia fatta del “Pensiamo – dichiara Luca Nieri, segretario generale dei metalmeccanici di via Carnovali - non sia nè opportuno nè intellettualmente onesto fare di tutta l'erba un fascio, scaricando le colpe dell'ingessatura delle relazioni industriali su tutto il Sindacato. La FIM da sempre è proiettata nel portare valore ai rapporti tra imprese e sindacato, evitando l'abbraccio alle ideologie politiche, stando sempre sul merito delle questioni per ricercare le migliori soluzioni in grado di coniugare il benessere aziendale, la continuità occupazionale, le tutele dei lavoratori. Gli ultimi contratti nazionali sono la dimostrazione che quando si è pragmatici si può giungere a risultati positivi che non penalizzano nessuna delle parti in campo. Se Zappa auspica un sindacato "alla tedesca" noi siamo pronti a patto che anche le aziende si aprano a relazioni partecipative, proprio come si fa nella Germania industriale tanto invocata: non si può pretendere che il Sindacato cambi approccio quando poi, nei fatti, alcune aziende rincorrono ancora logiche poco dinamiche e innovative rincorrendo, invece, proprio quei rapporti di forza di cui poi ci si lamenta. Noi pensiamo che solo con più contrattazione, ed esempi virtuosi ce ne sono su tutto il territorio nazionale, si possa scrollarsi di dosso la crisi”.

Il sindacato della Fim è pronta da tempo a lanciare l'azionariato aziendale che porti i lavoratori a stare nei consigli di amministrazione e di sorveglianza, incidendo nelle decisioni aziendali, che impattano comunque sulle loro vite, in un'ottica finalmente di responsabilità e rispetto reciproco.

La fase che abbiamo davanti – continua Nieri -può essere certamente un'opportunità che deve spingere tutte le parti in campo a ricercare soluzioni innovative, coraggiose e responsabili, sgombrando il campo da pregiudizi e paure. La scadenza del Contratto Nazionale deve diventare l'appuntamento per una svolta e un'elevazione delle relazioni industriali in questa direzione”.

Sulle questioni che ingessano l'industria nazionale, poi, Nieri vuole ricordare a Zappa che la Fim, unica organizzazione sindacale, ha manifestato il 30 settembre scorso davanti al Parlamento per spronare il Governo a sciogliere i nodi che soffocano il tessuto industriale. “Faremo la stessa cosa nelle prossime settimane a livello regionale. Certamente gli imprenditori devono tornare a fare investimenti importanti soprattutto nei settori che possono diventare trainanti per tutto il sistema paese”.

Infine, i dati che Zappa ha presentato ai giornali dicono che l'industria metalmeccanica è tornata ai livelli del 2008, “il nostro osservatorio non indica i medesimi risultati. In ogni caso, non hanno ancora dato la scossa necessaria alla ripresa occupazionale. Ma prendendo per buono lo scenario di Federmeccanica Bergamo– conclude il segretario generale di Fim Cisl Bergamo - diciamo fin da subito di esser pronti a rinnovare tutti i contratti aziendali in scadenza e a implementarli nelle imprese dove questo ancora non c'è”. La sfida è lanciata.

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È stato rinnovato il 19 febbraio 2015 il contratto aziendale alla Oscartielle di Treviolo, azienda metalmeccanica che produce banconi frigorifero e che occupa 130 persone. L’assemblea dei lavoratori ha approvato all’unanimità, oggi, in assemblea quanto concordato da Sindacati e azienda, “a conferma della bontà dei contenuti – dice Emanuele Fantini, della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo. L’accordo dura tre anni, e rimarrà valido fino a nuova intesa.

“Abbiamo raggiunto un accordo importante, che ci dà molta soddisfazione, che conferma le capacità contrattuali della FIM e che premia i lavoratori”. Nell’accordo approvato quest’oggi, è stato inserito un aumento di 100 euro su ogni gradino del Premio di Risultato, già negli anni passati ha oscillato tra i 2000 e 2500 €. Il premio legato alla qualità è stato portato da 400 a 500 euro all’anno; viene introdotto un “ticket compliment” pari a 220 euro all’anno.

Il nuovo contratto aziendale ha elevato il “fondo Cometa” al 2%; viene mantenuto il “ticket restaurant” a 5,29 per ogni dipendente; il premio professionalità passa da 280 a 400 € all’anno, mentre il premio di produzione è stato confermato al valore passato. Il nuovo integrativo, infine, contiene diversi aspetti normativi che riguardano formazione e sicurezza.

 

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“Il paese ha bisogno di speranza – dice Andrea Donegà, della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo, alla lettura dei dati ISTAT e Caritas sui Neet (giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano) distribuiti oggi. In Italia sono due milioni e mezzo. Si tratta del 26% degli under 30, più di 1 su 4. In Ue peggio fa solo la Grecia (28,9%). Ne abbiamo il triplo della Germania (8,7%) e quasi il doppio della Francia (13,8%). In provincia di Bergamo la situazione e le proporzioni non cambiano.

“Sono dati sconcertanti – continua Donegà - che dimostrano quanto siano rassegnati i nostri giovani. E è un brutto sintomo per il futuro del paese. Diventa sempre più necessaria una riforma della scuola che colleghi formazione e mondo del lavoro, come accade in Germania. Occorre lanciare definitivamente l’apprendistato, che nell’era delle “tutele crescenti” rischia di scomparire, perché le aziende continuano a vedere la formazione sempre più spesso come costo piuttosto che come investimento”.

 

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Giovedì, 19 Febbraio 2015 07:55

A scuola con il lavoro e il sindacato

Favorire l’incontro tra scuola e lavoro è l’obiettivo di chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani, soprattutto in una fase storico-economica come questa, nella quale le prospettive si fanno di giorno in giorno sempre più nebulose. A questo bisogno cerca di rispondere il progetto dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, “Scuola e Lavoro: studiare oggi per lavorare domani”, al quale il sindacato Fim Cisl Bergamo ha dato adesione immediata. il progetto ha preso avvio nei gironi scorsi e che occuperà circa 400 ragazzi in 7 scuole fino al prossimo maggio.

Il Progetto dell’Ufficio Diocesano intende promuovere occasioni di incontro e confronto sui temi del lavoro per i ragazzi delle scuole superiori, per condividere con il mondo della scuola il valore di percorsi etici, ponte fra la vita da studente e quella da lavoratore; per riflettere con i giovani sull’etica del lavoro e dell’ambiente, recuperando i valori di fondo presenti nel loro mondo quali la solidarietà, l’impegno, il lavoro. È soprattutto l’etica l’aspetto su cui questo progetto maggiormente punta: etica del lavoro per lo sviluppo dell’uomo; l’etica nell’economia finanziaria e in tema di sicurezza sul lavoro.

Le lezioni si svolgono tra relazioni e dibattiti, testimonianze di persone esperte e la partecipazione attiva degli studenti a stages, avendo sempre presenti, come sottolinea don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, “i principi orientativi del progetto, che sono quelli della dottrina sociale della Chiesa; la visione organica e solidaristica della società umana; la salvaguardia dei valori di solidarietà, libertà e partecipazione dentro un’organizzazione sociale;  il valore del denaro e la funzione sociale della ricchezza, e la centralità della persona umana”.

La FIM da sempre considera strategico il ruolo della scuola nella costruzione di una società migliore – dice Andrea Donegà, della segreteria provinciale Fim Cisl Bergamo-. Per questo riteniamo una grossa opportunità quella di incontrare i ragazzi che si stanno per affacciare al mondo del lavoro. Oltre a essere un momento importante di educazione civica, è anche il momento per far conoscere quel che il Sindacato fa nella quotidianità, sfatando alcuni luoghi comuni che ne offuscano l'immagine anche per colpa di un sindacalismo urlante troppo presente in tv e poco tra le persone. Il Sindacato ha bisogno di avvicinarsi ai giovani, di parlare un linguaggio nuovo e di raccogliere i loro bisogni dandone la giusta rappresentanza. Il mondo del lavoro sta cambiando e il Sindacato deve battersi per costruire più opportunità per i ragazzi, risorsa e futuro per il Paese. La FIM – conclude Donegà -ha a cuore tutto ciò ed è orgogliosa di partecipare a un progetto importante di questo tipo”.

Il progetto è promosso dall’ Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro con la collaborazione degli Uffici del Vicariato per i Laici e per la Pastorale della Diocesi di Bergamo; MIUR Ufficio X - Ambito territoriale di Bergamo; Provincia di Bergamo - Assessorato all’Istruzione, Formazione lavoro e Pari Opportunità; ASL Provincia di Bergamo, e si svolge in 7 scuole della provincia: Patronato San Vincenzo, ITGS Quarenghi di Bergamo; scuola di Vilminore di Scalve; Liceo Sant’Alessandro; Istituto S. Famiglia di Comonte; Istituto Maironi da Ponte; Istituto Turoldo di Zogno.

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Si è svolta il 18 febbraio 2015 la giornata mondiale per il diritto allo sciopero. Il sindacato Fim Cisl Bergamo, che ha aderito alla iniziativa dell'OIL, ha organizzato in alcune fabbriche della provincia una serie di assemblee e presidi per spiegare i contenuti della manifestazione e distribuire il materiale preparato per l'occasione. Tra le occasioni di confronto organizzate una delegazione della segreteria Fim Cisl, con Pier Capelli, responsabile del settore Internazionale, ha incontrato la direzione di Confindustria, consegnando a Stefano Malandrini copia della lettera dell' Organizzazione Internazionale del Lavoro nella quale si richiede impegno per il diritto allo sciopero.

La manifestazione è una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e dei Governi. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero.

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Mercoledì, 18 Febbraio 2015 00:00

Giornata mondiale per il diritto allo sciopero

La Fim Cisl Bergamo aderirà all’azione promossa in tutto il mondo dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC/CSI), di cui la CISL è tra i padri fondatori. E’ una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e deiGoverni. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero. Raccogliendo l’appello di IndustriALL Global Union la FIM-CISL di Bergamo parteciperà alla giornata di Mercoledì organizzando volantinaggi per sostenere l’iniziativa; informando i lavoratori e i media sull’origine del conflitto e l’importanza della difesa di un diritto fondamentale per la libertà sindacale, e disseminando i social networks con le notizie sulla Giornata di Azione Globale in difesa del diritto di sciopero.

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Martedì, 17 Febbraio 2015 08:34

Giornata mondiale per il diritto allo sciopero

Mercoledì 18 febbraio 2015, anche il sindacato Fim Cisl Bergamo aderirà all’azione promossa in tutto il mondo dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC/CSI), di cui la CISL è tra i padri fondatori. E’ una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e deiGoverni. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero. Raccogliendo l’appello di IndustriALL Global Union la FIM-CISL di Bergamo parteciperà alla giornata di Mercoledì organizzando volantinaggi per sostenere l’iniziativa; informando i lavoratori e i media sull’origine del conflitto e l’importanza della difesa di un diritto fondamentale per la libertà sindacale, e disseminando i social networks con le notizie sulla Giornata di Azione Globale in difesa del diritto di sciopero.


Il documento dell'iniziativa

 

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