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Unione Sindacale di Bergamo

“Il paese ha bisogno di speranza – dice Andrea Donegà, della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo, alla lettura dei dati ISTAT e Caritas sui Neet (giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano) distribuiti oggi. In Italia sono due milioni e mezzo. Si tratta del 26% degli under 30, più di 1 su 4. In Ue peggio fa solo la Grecia (28,9%). Ne abbiamo il triplo della Germania (8,7%) e quasi il doppio della Francia (13,8%). In provincia di Bergamo la situazione e le proporzioni non cambiano.

“Sono dati sconcertanti – continua Donegà - che dimostrano quanto siano rassegnati i nostri giovani. E è un brutto sintomo per il futuro del paese. Diventa sempre più necessaria una riforma della scuola che colleghi formazione e mondo del lavoro, come accade in Germania. Occorre lanciare definitivamente l’apprendistato, che nell’era delle “tutele crescenti” rischia di scomparire, perché le aziende continuano a vedere la formazione sempre più spesso come costo piuttosto che come investimento”.

 

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Giovedì, 19 Febbraio 2015 07:55

A scuola con il lavoro e il sindacato

Favorire l’incontro tra scuola e lavoro è l’obiettivo di chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani, soprattutto in una fase storico-economica come questa, nella quale le prospettive si fanno di giorno in giorno sempre più nebulose. A questo bisogno cerca di rispondere il progetto dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, “Scuola e Lavoro: studiare oggi per lavorare domani”, al quale il sindacato Fim Cisl Bergamo ha dato adesione immediata. il progetto ha preso avvio nei gironi scorsi e che occuperà circa 400 ragazzi in 7 scuole fino al prossimo maggio.

Il Progetto dell’Ufficio Diocesano intende promuovere occasioni di incontro e confronto sui temi del lavoro per i ragazzi delle scuole superiori, per condividere con il mondo della scuola il valore di percorsi etici, ponte fra la vita da studente e quella da lavoratore; per riflettere con i giovani sull’etica del lavoro e dell’ambiente, recuperando i valori di fondo presenti nel loro mondo quali la solidarietà, l’impegno, il lavoro. È soprattutto l’etica l’aspetto su cui questo progetto maggiormente punta: etica del lavoro per lo sviluppo dell’uomo; l’etica nell’economia finanziaria e in tema di sicurezza sul lavoro.

Le lezioni si svolgono tra relazioni e dibattiti, testimonianze di persone esperte e la partecipazione attiva degli studenti a stages, avendo sempre presenti, come sottolinea don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, “i principi orientativi del progetto, che sono quelli della dottrina sociale della Chiesa; la visione organica e solidaristica della società umana; la salvaguardia dei valori di solidarietà, libertà e partecipazione dentro un’organizzazione sociale;  il valore del denaro e la funzione sociale della ricchezza, e la centralità della persona umana”.

La FIM da sempre considera strategico il ruolo della scuola nella costruzione di una società migliore – dice Andrea Donegà, della segreteria provinciale Fim Cisl Bergamo-. Per questo riteniamo una grossa opportunità quella di incontrare i ragazzi che si stanno per affacciare al mondo del lavoro. Oltre a essere un momento importante di educazione civica, è anche il momento per far conoscere quel che il Sindacato fa nella quotidianità, sfatando alcuni luoghi comuni che ne offuscano l'immagine anche per colpa di un sindacalismo urlante troppo presente in tv e poco tra le persone. Il Sindacato ha bisogno di avvicinarsi ai giovani, di parlare un linguaggio nuovo e di raccogliere i loro bisogni dandone la giusta rappresentanza. Il mondo del lavoro sta cambiando e il Sindacato deve battersi per costruire più opportunità per i ragazzi, risorsa e futuro per il Paese. La FIM – conclude Donegà -ha a cuore tutto ciò ed è orgogliosa di partecipare a un progetto importante di questo tipo”.

Il progetto è promosso dall’ Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro con la collaborazione degli Uffici del Vicariato per i Laici e per la Pastorale della Diocesi di Bergamo; MIUR Ufficio X - Ambito territoriale di Bergamo; Provincia di Bergamo - Assessorato all’Istruzione, Formazione lavoro e Pari Opportunità; ASL Provincia di Bergamo, e si svolge in 7 scuole della provincia: Patronato San Vincenzo, ITGS Quarenghi di Bergamo; scuola di Vilminore di Scalve; Liceo Sant’Alessandro; Istituto S. Famiglia di Comonte; Istituto Maironi da Ponte; Istituto Turoldo di Zogno.

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Si è svolta il 18 febbraio 2015 la giornata mondiale per il diritto allo sciopero. Il sindacato Fim Cisl Bergamo, che ha aderito alla iniziativa dell'OIL, ha organizzato in alcune fabbriche della provincia una serie di assemblee e presidi per spiegare i contenuti della manifestazione e distribuire il materiale preparato per l'occasione. Tra le occasioni di confronto organizzate una delegazione della segreteria Fim Cisl, con Pier Capelli, responsabile del settore Internazionale, ha incontrato la direzione di Confindustria, consegnando a Stefano Malandrini copia della lettera dell' Organizzazione Internazionale del Lavoro nella quale si richiede impegno per il diritto allo sciopero.

La manifestazione è una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e dei Governi. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero.

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Mercoledì, 18 Febbraio 2015 00:00

Giornata mondiale per il diritto allo sciopero

La Fim Cisl Bergamo aderirà all’azione promossa in tutto il mondo dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC/CSI), di cui la CISL è tra i padri fondatori. E’ una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e deiGoverni. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero. Raccogliendo l’appello di IndustriALL Global Union la FIM-CISL di Bergamo parteciperà alla giornata di Mercoledì organizzando volantinaggi per sostenere l’iniziativa; informando i lavoratori e i media sull’origine del conflitto e l’importanza della difesa di un diritto fondamentale per la libertà sindacale, e disseminando i social networks con le notizie sulla Giornata di Azione Globale in difesa del diritto di sciopero.

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Martedì, 17 Febbraio 2015 08:34

Giornata mondiale per il diritto allo sciopero

Mercoledì 18 febbraio 2015, anche il sindacato Fim Cisl Bergamo aderirà all’azione promossa in tutto il mondo dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC/CSI), di cui la CISL è tra i padri fondatori. E’ una risposta agli attacchi senza precedenti da parte degli imprenditori e di diversi Governi (l’Italia non figura tra questi) contro il diritto di sciopero, fino al punto di trasformarlo in un reato! È quanto sta succedendo in Spagna, dove 5 rappresentanti sindacali UGT di Arcelor-Mittal sono stati condannati recentemente da 3 a 5 anni di carcere per un’azione di picchettaggio durante uno sciopero generale. E dove sono in corso oltre 80 procedimenti giudiziari penali e amministrativi contro 300 lavoratori e sindacalisti per partecipazione a scioperi e proteste.

“Considerare lo sciopero un’azione illecita – sottolinea Pier Capelli, della segreteria Fim Cisl Bergamo - e, come tale, sanzionabile sul piano civile e penale costituisce una restrizione inaccettabile alla libertà sindacale e alla possibilità di promuovere e difendere gli interessi deipropri rappresentati (articolo 10 della Convenzione OIL n.87). Il diritto di sciopero è, invece, un elemento essenziale della negoziazione collettiva e di relazioni industriali basate sull’autonomia delle parti sociali. Non è un caso che lo sciopero è proibito e perseguito penalmentesolo nei regimi autoritari e nei sistemi totalitari”.

Nei suoi cento anni di storia l’OIL ha sostenuto l’applicazione delle sue Convenzioni e Raccomandazioni con il pieno appoggio dei rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori e deiGoverni. Invece dal 2012 il Gruppo Imprenditori nell’OIL ha iniziato a mettere in discussione questo sistema condiviso, sferrando un’offensiva al diritto di sciopero. Raccogliendo l’appello di IndustriALL Global Union la FIM-CISL di Bergamo parteciperà alla giornata di Mercoledì organizzando volantinaggi per sostenere l’iniziativa; informando i lavoratori e i media sull’origine del conflitto e l’importanza della difesa di un diritto fondamentale per la libertà sindacale, e disseminando i social networks con le notizie sulla Giornata di Azione Globale in difesa del diritto di sciopero.


Il documento dell'iniziativa

 

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Lunedì, 16 Febbraio 2015 08:02

Spiragli occupazionali per la Ardes

Qualcosa si muove nella vicenda Ardes, fabbrica di Ponte Nossa, in Valle Seriana, che occupa 75 dipendenti e che produce piccoli elettrodomestici, da qualche tempo alle prese con una pesante crisi produttiva. A seguito della firma dell'accordo di Cassa Straordinaria che darà copertura fino al prossimo 31 gennaio, si stanno concretizzando interessamenti per una parte del settore commerciale con  possibilità di rioccupazione per almeno una decina di persone.

Comunque positivo per una situazione che inizialmente non vedeva spiragli di alcun genere” dice Giancarlo Carminati, che segue l’azienda per il sindacato Fim Cisl Bergamo. L'azienda già faticava a stare nel mercato dell'elettrodomestico ampiamente in crisi, ma la situazione è esplosa improvvisamente all'inizio di gennaio con un portafoglio ordini insufficiente a sostenere un organico di 75 persone. L'interessamento di un'azienda locale alla commercializzazione del marchio Ardes – continua Carminati - presume la necessità che qualcuno questi elettrodomestici li produca. La FIM CISL è fortemente impegnata affinché questa produzione resti in Valle Seriana e dia spazio occupazionale al maggior numero di persone”.

Questi lavoratori che fino a ieri non vedevano prospettive occupazionali, oggi possono infatti sperare in una ricollocazione magari in qualche azienda del territorio interessata alla realizzazione dei "piccoli elettrodomestici" oggi prodotti a Ponte Nossa.

Ritengo che un anno di cassa straordinaria ci darà il tempo necessario per trovare opportunità occupazionali per un numero interessante di persone coinvolte nella crisi. Nell'accordo di Cassa Integrazione Straordinaria abbiamo condiviso impegni alla formazione professionale e alla fattiva ricerca da parte dell'azienda di sbocchi occupazionali. Una formazione professionale orientata all'occupazione e  nuovi sgravi economici per chi assume inseriti nel Jobs Act  - conclude Carminati -potrebbero essere la leva per ridare speranza se non a tutti almeno a molti”.

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Venerdì, 13 Febbraio 2015 14:14

Tenaris: quali prospettive per il futuro?

Il coordinamento Fim Cisl di Tenaris si è riunito il 13 febbraio a Arcore, per confrontarsi sulla situazione del gruppo nei diversi stabilimenti italiani. Erano presenti Enrico Civillini, segretario generale del sindacato FIM CISL Monza Brianza Lecco, e le delegazioni di Dalmine, Sabbio, Piombino, Arcore e Costa Volpino.

L’attenzione dei metalmeccanici CISL è per le prospettive del gruppo, “per il mantenimento dell’occupazione e del lavoro nei diversi siti nazionali, anche nei prossimi anni”, dice Emanuele Fantini, coordinatore del gruppo e membro della segreteria di Bergamo. Per questo, il coordinamento FIM chiederà nelle prossime ore un incontro ai coordinamenti di FIOM e UILM per fare arrivare alla direzione aziendale una richiesta unitaria di riunione, con tutte le direzioni territoriali della Tenaris, per fare il punto della situazione e sulle prospettive del gruppo in Italia, e per iniziare la discussione sul rinnovo del contratto integrativo, scaduto nel dicembre scorso.

“Sono convinto – conclude Fantini - che nel breve periodo ci sia una risposta positiva da parte delle altre Organizzazioni, con le quali, da subito, troveremo modi e tempi per incontrare l’azienda”.

 

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Dopo numerosi incontri di trattativa, durata circa 8 mesi, presso la sede dell’Aib, è stato sottoscritto il 12 febbraio tra la Lucchini R.S., i sindacati della Fim Cisl e della Uilm Uil di Bergamo (tra le Organizzazioni Sindacali si è sottratta alla firma la Fiom Cgil di Vallecamonica Sebino e quella regionale), nonché tutta la RSU aziendale (compresi i delegati FIOM presenti) un “documento di sintesi” di accordo relativo alla parte economica, riguardante il rinnovo del contratto aziendale per il triennio 2015-2017.

Il documento definisce tutta la parte di incrementi economici a favore dei lavoratori, che insieme a tutta la parte normativa già definita e discussa nell’ambito dei vari incontri aziendali comporranno il testo dell’accordo che verrà definitivamente sottoscritto a seguito delle assemblee informative, in programma il 19 febbraio, e della consultazione con i lavoratori.

L’accordo siglato ieri  prevede in particolare:

a) In tema di welfare aziendale la definizione di un “buono carburante” o “buono spesa” a regime del valore di 250,00 €  annui
b) L’incremento, sempre  a regime del Pdr di 150,00 €
c) Una “una tantum” di 150,00 € erogata nel 2015 (di cui una parte in welfare aziendale per utilizzare le opportunità di detassazione presenti)
d) 2,28 € giornaliere per il cosiddetto “tempo tuta”  per un importo individuale 600,00 € (comprensivo di 60,00 € di incidenza sul premio di Risultato) per tutti i lavoratori interessati (la grande maggioranza)
e) L’istituzione, l’incremento e l’allargamento ai lavoratori che ne erano sprovvisti delle indennità  di disagio per il lavoro su sabato e domenica, con meccanismi di salvaguardia nei confronti di quanti già godevano di tali indennità, interessati complessivamente oltre 900 dipendenti
f) Incremento della contribuzione aziendale, e del numero dei dipendenti interessati, sull’abbonamento  al parcheggio sottostante il campo sportivo nelle adiacenze della Lucchini
g) Altre misure di parificazione (vedasi su trasferta e indennità chiamata)

Da sottolineare sul versante normativo l’incremento delle ore a favore degli Rls, la disponibilità a definire misure di implementazione del programma “Garanzia Giovani” come attenzione alle tematiche territoriali, il rilancio della partecipazione in azienda attraverso incontri specifici su bilancio, politiche di investimento, professionalità dei lavoratori e confronto continuo con la RSU.

Una buona soluzione  - sottolinea Alessandro Poni, della segreteria bergamasca della Fim Cisl Bergamo - si è individuata e trovata in merito a numero delle RSU e del monte ore dei permessi sindacali, soluzione che permette, pur in una azione di revisione degli accordi precedenti del 1990, di garantire l’esercizio e l’agibilità della rappresentanza sindacale aziendale, che continua a rimanere il vero soggetto protagonista delle relazioni industriali in azienda”.

Siamo soddisfatti del risultato raggiunto-  dichiara Poni -, a cui abbiamo teso, anche caparbiamente, sin dall’inizio, consapevoli delle difficoltà che la trattativa poneva, sia rispetto agli scenari economici generali e aziendali in profondo cambiamento, sia rispetto ai temi che l’azienda ha posto sul tavolo della trattativa (cambio tuta e riduzione dei permessi sindacali). In tale contesto un accordo non era garantito, e siamo riusciti a determinare un buon accordo, che si innesta su quello precedente, sia sugli aspetti economici che su quelli normativi, mettendo nel contempo l’azienda in grado di avere le condizioni per poter operare nei prossimi anni al consolidamento ed allo sviluppo aziendale, rimanendo punto di riferimento fondamentale per il territorio e per l’occupazione locale”.

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Giovedì, 12 Febbraio 2015 13:33

RSU: la Fim Cisl Bergamo “sbanca” in Bodega

Trionfo della Fim Cisl Bergamo alle elezioni RSU in Bodega, fabbrica di estrusioni in alluminio, che da lavoro a 230 persone divise in tre stabilimenti a Cisano Bergamasco. Le ultime votazioni si sono svolte nel 1994, e allora le urne consegnarono un delegato a ognuna delle Organizzazioni Sindacali presenti (FIM, FIOM, UILM).

Oggi, i 174 votanti hanno consegnato alla FIM CISL il 75% delle preferenze (130 voti) e alla FIOM 41 voti, permettendo così l’elezione di Domenico Romeo (delegato uscente), Daniela Petteni, Andrea Casiraghi, Mahamoudou Comparore, Gianfranco Calcopietro e Francesco Proscia per i metalmeccanici della CISL, e Manuel Manzoni (anche lui nella precedente RSU) per la CGIL. La FIM è riuscita anche a ribaltare i rapporti di forza all’interno del sito principale, nel quale è sempre stata minoranza.

“Abbiamo registrato una ottima partecipazione, segnale tangibile di voglia di sindacato – dichiara Andrea Donegà, della segreteria FIM CISL di Bergamo -. Approfitto per ringraziare tutti quanti si siano spesi nella nostra campagna elettorale. Siamo molto soddisfatti del risultato, perché premia un percorso di lavoro iniziato qualche anno fa, imbastito per ricostruire un’identità e una partecipazione dopo troppi anni in cui ci si era disabituati al voto”.

 

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Lunedì, 09 Febbraio 2015 08:09

Alla Lupini Targhe firmato l'accordo

“Tutti salvi”. L’accordo firmato ieri alla Ex Lupini Targhe, oggi Fim International, riassorbe ognugno dei 197 lavoratori ancora in forza all’azienda di Pognano. È la miglior conclusione possibile di una vicenda che sembrava indirizzata in altro senso: prima il fallimento e poi due affitti di ramo d’azienda da parte di due diverse proprietà.

“Assolutamente inaspettato – dice Massimo Lamera, del sindacato Fim Cisl Bergamo -, soprattutto in un periodo difficile come questo, in cui soprattutto le aziende metalmeccaniche fanno fatica a reggersi sul mercato: salvaguardare tutti i posti di lavoro e mantenere i trattamenti economici è stato sicurametne un risultato straordinario, e anche una presa di responsabilità da parte del sindacato: non si è certo trattato di un’intesa sottoscritta a cuor leggero”.

“L’auspicio è che anche i clienti ora possano ricevere segnali di maggiore stabilità, consolidando così il rapporto con la nuova proprietà”.

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