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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 16 Febbraio 2015 08:02

Spiragli occupazionali per la Ardes

Qualcosa si muove nella vicenda Ardes, fabbrica di Ponte Nossa, in Valle Seriana, che occupa 75 dipendenti e che produce piccoli elettrodomestici, da qualche tempo alle prese con una pesante crisi produttiva. A seguito della firma dell'accordo di Cassa Straordinaria che darà copertura fino al prossimo 31 gennaio, si stanno concretizzando interessamenti per una parte del settore commerciale con  possibilità di rioccupazione per almeno una decina di persone.

Comunque positivo per una situazione che inizialmente non vedeva spiragli di alcun genere” dice Giancarlo Carminati, che segue l’azienda per il sindacato Fim Cisl Bergamo. L'azienda già faticava a stare nel mercato dell'elettrodomestico ampiamente in crisi, ma la situazione è esplosa improvvisamente all'inizio di gennaio con un portafoglio ordini insufficiente a sostenere un organico di 75 persone. L'interessamento di un'azienda locale alla commercializzazione del marchio Ardes – continua Carminati - presume la necessità che qualcuno questi elettrodomestici li produca. La FIM CISL è fortemente impegnata affinché questa produzione resti in Valle Seriana e dia spazio occupazionale al maggior numero di persone”.

Questi lavoratori che fino a ieri non vedevano prospettive occupazionali, oggi possono infatti sperare in una ricollocazione magari in qualche azienda del territorio interessata alla realizzazione dei "piccoli elettrodomestici" oggi prodotti a Ponte Nossa.

Ritengo che un anno di cassa straordinaria ci darà il tempo necessario per trovare opportunità occupazionali per un numero interessante di persone coinvolte nella crisi. Nell'accordo di Cassa Integrazione Straordinaria abbiamo condiviso impegni alla formazione professionale e alla fattiva ricerca da parte dell'azienda di sbocchi occupazionali. Una formazione professionale orientata all'occupazione e  nuovi sgravi economici per chi assume inseriti nel Jobs Act  - conclude Carminati -potrebbero essere la leva per ridare speranza se non a tutti almeno a molti”.

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Venerdì, 13 Febbraio 2015 14:14

Tenaris: quali prospettive per il futuro?

Il coordinamento Fim Cisl di Tenaris si è riunito il 13 febbraio a Arcore, per confrontarsi sulla situazione del gruppo nei diversi stabilimenti italiani. Erano presenti Enrico Civillini, segretario generale del sindacato FIM CISL Monza Brianza Lecco, e le delegazioni di Dalmine, Sabbio, Piombino, Arcore e Costa Volpino.

L’attenzione dei metalmeccanici CISL è per le prospettive del gruppo, “per il mantenimento dell’occupazione e del lavoro nei diversi siti nazionali, anche nei prossimi anni”, dice Emanuele Fantini, coordinatore del gruppo e membro della segreteria di Bergamo. Per questo, il coordinamento FIM chiederà nelle prossime ore un incontro ai coordinamenti di FIOM e UILM per fare arrivare alla direzione aziendale una richiesta unitaria di riunione, con tutte le direzioni territoriali della Tenaris, per fare il punto della situazione e sulle prospettive del gruppo in Italia, e per iniziare la discussione sul rinnovo del contratto integrativo, scaduto nel dicembre scorso.

“Sono convinto – conclude Fantini - che nel breve periodo ci sia una risposta positiva da parte delle altre Organizzazioni, con le quali, da subito, troveremo modi e tempi per incontrare l’azienda”.

 

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Dopo numerosi incontri di trattativa, durata circa 8 mesi, presso la sede dell’Aib, è stato sottoscritto il 12 febbraio tra la Lucchini R.S., i sindacati della Fim Cisl e della Uilm Uil di Bergamo (tra le Organizzazioni Sindacali si è sottratta alla firma la Fiom Cgil di Vallecamonica Sebino e quella regionale), nonché tutta la RSU aziendale (compresi i delegati FIOM presenti) un “documento di sintesi” di accordo relativo alla parte economica, riguardante il rinnovo del contratto aziendale per il triennio 2015-2017.

Il documento definisce tutta la parte di incrementi economici a favore dei lavoratori, che insieme a tutta la parte normativa già definita e discussa nell’ambito dei vari incontri aziendali comporranno il testo dell’accordo che verrà definitivamente sottoscritto a seguito delle assemblee informative, in programma il 19 febbraio, e della consultazione con i lavoratori.

L’accordo siglato ieri  prevede in particolare:

a) In tema di welfare aziendale la definizione di un “buono carburante” o “buono spesa” a regime del valore di 250,00 €  annui
b) L’incremento, sempre  a regime del Pdr di 150,00 €
c) Una “una tantum” di 150,00 € erogata nel 2015 (di cui una parte in welfare aziendale per utilizzare le opportunità di detassazione presenti)
d) 2,28 € giornaliere per il cosiddetto “tempo tuta”  per un importo individuale 600,00 € (comprensivo di 60,00 € di incidenza sul premio di Risultato) per tutti i lavoratori interessati (la grande maggioranza)
e) L’istituzione, l’incremento e l’allargamento ai lavoratori che ne erano sprovvisti delle indennità  di disagio per il lavoro su sabato e domenica, con meccanismi di salvaguardia nei confronti di quanti già godevano di tali indennità, interessati complessivamente oltre 900 dipendenti
f) Incremento della contribuzione aziendale, e del numero dei dipendenti interessati, sull’abbonamento  al parcheggio sottostante il campo sportivo nelle adiacenze della Lucchini
g) Altre misure di parificazione (vedasi su trasferta e indennità chiamata)

Da sottolineare sul versante normativo l’incremento delle ore a favore degli Rls, la disponibilità a definire misure di implementazione del programma “Garanzia Giovani” come attenzione alle tematiche territoriali, il rilancio della partecipazione in azienda attraverso incontri specifici su bilancio, politiche di investimento, professionalità dei lavoratori e confronto continuo con la RSU.

Una buona soluzione  - sottolinea Alessandro Poni, della segreteria bergamasca della Fim Cisl Bergamo - si è individuata e trovata in merito a numero delle RSU e del monte ore dei permessi sindacali, soluzione che permette, pur in una azione di revisione degli accordi precedenti del 1990, di garantire l’esercizio e l’agibilità della rappresentanza sindacale aziendale, che continua a rimanere il vero soggetto protagonista delle relazioni industriali in azienda”.

Siamo soddisfatti del risultato raggiunto-  dichiara Poni -, a cui abbiamo teso, anche caparbiamente, sin dall’inizio, consapevoli delle difficoltà che la trattativa poneva, sia rispetto agli scenari economici generali e aziendali in profondo cambiamento, sia rispetto ai temi che l’azienda ha posto sul tavolo della trattativa (cambio tuta e riduzione dei permessi sindacali). In tale contesto un accordo non era garantito, e siamo riusciti a determinare un buon accordo, che si innesta su quello precedente, sia sugli aspetti economici che su quelli normativi, mettendo nel contempo l’azienda in grado di avere le condizioni per poter operare nei prossimi anni al consolidamento ed allo sviluppo aziendale, rimanendo punto di riferimento fondamentale per il territorio e per l’occupazione locale”.

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Giovedì, 12 Febbraio 2015 13:33

RSU: la Fim Cisl Bergamo “sbanca” in Bodega

Trionfo della Fim Cisl Bergamo alle elezioni RSU in Bodega, fabbrica di estrusioni in alluminio, che da lavoro a 230 persone divise in tre stabilimenti a Cisano Bergamasco. Le ultime votazioni si sono svolte nel 1994, e allora le urne consegnarono un delegato a ognuna delle Organizzazioni Sindacali presenti (FIM, FIOM, UILM).

Oggi, i 174 votanti hanno consegnato alla FIM CISL il 75% delle preferenze (130 voti) e alla FIOM 41 voti, permettendo così l’elezione di Domenico Romeo (delegato uscente), Daniela Petteni, Andrea Casiraghi, Mahamoudou Comparore, Gianfranco Calcopietro e Francesco Proscia per i metalmeccanici della CISL, e Manuel Manzoni (anche lui nella precedente RSU) per la CGIL. La FIM è riuscita anche a ribaltare i rapporti di forza all’interno del sito principale, nel quale è sempre stata minoranza.

“Abbiamo registrato una ottima partecipazione, segnale tangibile di voglia di sindacato – dichiara Andrea Donegà, della segreteria FIM CISL di Bergamo -. Approfitto per ringraziare tutti quanti si siano spesi nella nostra campagna elettorale. Siamo molto soddisfatti del risultato, perché premia un percorso di lavoro iniziato qualche anno fa, imbastito per ricostruire un’identità e una partecipazione dopo troppi anni in cui ci si era disabituati al voto”.

 

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Lunedì, 09 Febbraio 2015 08:09

Alla Lupini Targhe firmato l'accordo

“Tutti salvi”. L’accordo firmato ieri alla Ex Lupini Targhe, oggi Fim International, riassorbe ognugno dei 197 lavoratori ancora in forza all’azienda di Pognano. È la miglior conclusione possibile di una vicenda che sembrava indirizzata in altro senso: prima il fallimento e poi due affitti di ramo d’azienda da parte di due diverse proprietà.

“Assolutamente inaspettato – dice Massimo Lamera, del sindacato Fim Cisl Bergamo -, soprattutto in un periodo difficile come questo, in cui soprattutto le aziende metalmeccaniche fanno fatica a reggersi sul mercato: salvaguardare tutti i posti di lavoro e mantenere i trattamenti economici è stato sicurametne un risultato straordinario, e anche una presa di responsabilità da parte del sindacato: non si è certo trattato di un’intesa sottoscritta a cuor leggero”.

“L’auspicio è che anche i clienti ora possano ricevere segnali di maggiore stabilità, consolidando così il rapporto con la nuova proprietà”.

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Venerdì, 06 Febbraio 2015 00:00

La “Solidarietà” torna al 70%

Con l'emendamento approvato il 4 febbraio 2015 in Commissione Bilancio e Affari Costituzionali della Camera al decreto legge Milleproroghe, è riconosciuto per tutto il 2015 il ripristino del contributo nella misura del 70% per i Contratti di Solidarietà già stipulati nel 2014.

"È un provvedimento atteso - dichiara Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo, tra i primi a lanciare l’allarme sulla riduzione dell’assegno - che accoglie le richieste della FIM e della CISL, perché valorizza uno strumento, i contratti di solidarietà, fondamentale per la tutela occupazionale garantendo al contempo una adeguata integrazione alla perdita salariale sulle ore non lavorate. Nei giorni scorsi, anche Regione Lombardia ha rinnovato il finanziamento per la richiesta di contributo aggiuntivo alla integrazione dei contratti di solidarietà. Una notizia che sarà accolta con soddisfazione dagli oltre 2700 lavoratori bergamaschi che a oggi utilizzano questo ammortizzatore . Era una scelta sbagliata e ingiusta!”.

Una scelta perlomeno azzardata, considerando la forte spinta che questa ammortizzatore sociale sta avendo negli ultimi anni di questa crisi che attanaglia l’industria dal 2008. Bergamo, tra l’altro, a livello regionale è una delle provincie nelle quali il CdS è maggiormente utilizzato, e quello meccanico è il settore che da sempre ha privilegiato questo strumento rispetto a altri. A Bergamo, all’inizio del 2015, sono attivi 30 contratti di solidarietà in altrettante aziende meccaniche, per un totale di 2700 lavoratori coinvolti su 3200.

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Mercoledì, 04 Febbraio 2015 13:43

Industria: non si vede la fine del tunnel

Nonostante qualche timido segnale di ripresa, l’industria lombarda non riesce a vedere la fine del tunnel della crisi. Sono 1.633 le aziende che anche nel 2° semestre 2014 hanno ricorso agli ammortizzatori sociali. Oltre 40mila i lavoratori coinvolti e di questi, 5.843 licenziamenti. Dati emersi dal 38° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi presentato dalla Fim Lombardia. Comunicato

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Mercoledì, 04 Febbraio 2015 13:23

Impennata di licenziamenti nel 2° semestre 2014

Nonostante qualche timido segnale di ripresa, l’industria lombarda non riesce a vedere la fine del tunnel della crisi. Sono 1.633 le aziende che anche nel secondo semestre 2014 hanno dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali. Oltre 40mila i lavoratori coinvolti e di questi ben  5.843 sono stati licenziati. E' quanto emerge dal 38° Rapporto congiunturale sulle situazioni di crisi, presentato oggi a Milano dalla Fim Lombardia, che ogni sei mesi rileva sistematicamente i dati nelle circa 7.000 aziende industriali che impiegano oltre 550.000 lavoratori della regione.

“L’utilizzo della cassa integrazione  è leggermente diminuito – afferma Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia – ma si registra una preoccupante impennata dei licenziamenti, in aumento del 72% rispetto a fine giugno (erano 3.397) e del 42% rispetto fine 2013”. “Complessivamente sono 9.240 i lavoratori messi in mobilità e quindi licenziati nel 2014 - aggiunge -. E’ un segno delfatto che la crisi che colpisce le piccole imprese ma anche della crescente deresponsabilizzazione di diverse aziende rispetto all’impatto sociale delle loro scelte”.  

La cassa integrazione straordinaria vede interessati negli ultimi sei mesi 12.690 lavoratori rispetto ai 17.091 del semestre precedente (-25,7%), ma il valore assoluto dei sospesi si mantiene molto elevato, intorno alle 30mila unità annue. Il 13,79% degli interventi di cigs è costituito dalla cassa integrazione in deroga, che cala (-39,5%) ma solo a causa della maggiore selettività dei requisiti. In lieve diminuzione anche la cassa integrazione ordinaria (-9,3%), che nel semestre interessa 22.082 lavoratori, contro i 24.348 rilevati a fine giugno.

“Va osservato l'utilizzo sempre elevato di cigs e mobilità - sottolinea Alberta -, che evidenzia la persistenza della crisi di natura strutturale, con sospensioni di lungo periodo e assenza di prospettive e addirittura di drastica interruzione dei rapporti di lavoro, che complessivamente coinvolge ben 685 aziende e 18.533 lavoratori”.
Fa da controtendenza il costante aumento dei contratti di solidarietà: 47 aziende e 7.186 lavoratori in più rispetto al semestre precedente. Sono quindi ben 253 gli accordi di solidarietà stipulati negli ultimi 24 mesi, per 30.934 lavoratori, che portano a salvare oltre 9.000 posti di lavoro.

“Purtroppo persistono gli interventi di carattere strutturale, a conferma della straordinaria difficoltà in cui versa l'industria metalmeccanica – commenta il segretario generale della Fim Lombardia -. Occorre avviare al più presto un confronto in Regione sul rilancio del settore manifatturiero, per attuare strategie di sviluppo, favorire l'accesso al credito per gli investimenti industriali e le innovazioni”. “Bisogna tutelare sempre di più il lavoro – aggiunge Alberta - vincolando le imprese alla presentazione di piani sociali per l'occupazione, rafforzando adeguatamente la cassa integrazione in deroga, per assicurare protezione ai lavoratori delle piccole aziende, e favorendo l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria nelle procedure fallimentari, per consentire la continuità produttiva e il subentro di nuovi imprenditori”.

Dal punto di vista locale, il 38° Rapporto della Fim lombarda evidenzia che nel semestre i territori maggiormente coinvolti sono quelli di Milano (23,58% delle sospensioni),  Brianza (17,36%), Bergamo (15,57%) e Brescia (14,86%). I dati mostrano la preponderanza dell’intervento di cassa integrazione ordinaria nei diversi territori, ad eccezione della Brianza, di Brescia, Como e Pavia, dove si registra la prevalenza degli interventi di cassa integrazione straordinaria. La mobilità è particolarmente accentuata a Milano e in Brianza, mentre coesistono i diversi interventi di sospensione nelle altre aree fortemente industrializzate di Bergamo, Brescia e Varese.


Dichiarazione di Luca Nieri, segretario generale FIM CISL Bergamo
“Bergamo è la provincia più colpita dalla crisi a livello regionale. Registriamo anche adesso un aumento dei licenziamenti, e la diminuzione del ricorso agli ammortizzatori sociali è dovuta soltanto al fatto che sono finite le settimane a disposizione della Cassa Ordinaria e si sono alzati i parametri di accesso alla Deroga. Le priorità sono due: occorre favorire l’utilizzo degli strumenti conservativi (solidarietà, staffetta generazionale e part time), tutti disponibili ma sempre poco sfruttati, soprattutto quest’ultimo, dalle aziende, per cercare di salvaguardare il più possibile il mantenimento sul posto di lavoro del maggior numero di lavoratori possibile. Poi, è sempre più necessario entrare nell’ottica di rilanciare gli investimenti: a tal proposito, le istituzioni, locali e no, devono fare la loro parte, prendendosi responsabilità oggi non più rimandabili, e favorire una ripresa del tessuto economico”.

 


Scarica la Nota della Fim Lombardia



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Alla Rubini Sintered potrebbe toccare la stessa sorte toccata alla Fema Chemical, fallita dopo che una sentenza del Tribunale ha accolto la richiesta del curatore, che ha così lasciato 54 persone sulla strada, con la sola mobilità come ammortizzatore sociale per affrontare  in qualche modo i prossimi mesi”.

Massimo Lamera, del sindacato Fim Cisl Bergamo, ipotizza orizzonti foschi per l’azienda di Cortenuova. Ha infatti appena assistito all’udienza presso il Tribunale per la Rubini, e teme che la storia si possa ripetere. “E questo nonostante si stia parlando di un’azienda che negli ultimi tre anni è passata da 80 a 114 dipendenti, che continua a trovare commesse, ha un bilancio in utile. E soprattutto abbia espresso la volontà di assorbire una quindicina di ex lavoratori FEMA”.

I giudici di Bergamo sono riuniti in camera di consiglio e nei prossimi giorni comunicheranno la sentenza, ma il precedente FEMA non lascia tranquilli. La fabbrica dirimpettaia della Rubini, infatti, ha subito una sentenza di fallimento, a seguito della richiesta presentata dal curatore fallimentare, che non ha ritenuto sufficienti le garanzie presentate. “ riteniamo che ci sia stata scarsa attenzione all’impatto sociale della decisione: 54 lavoratori sono rimasti a casa proprio quando il periodo nero sembrava finito, e si iniziava a vedere spiragli importanti. Non comprendiamo nemmeno oggi, quindi – sottolinea Lamera – che un’azienda possa essere chiusa per fallimento quando lavora e cresce. Oggi più che mai la FIM sostiene le ragioni dei lavoratori. Questioni meramente finanziarie non possono compromettere in questo modo il lavoro e la serenità di molte famiglie”. L’auspicio della FIM, quindi, è che i giudici riescano a trovare una soluzione che non comprometta l’assetto occupazionale di un territorio già provato dalla crisi.

 “Non ci capacitiamo di cosa sta succedendo – ha detto Tarcisio Cucchi, uno dei delegati - : lavoriamo, aumentiamo il giro dei clienti, e corriamo il rischio di vederci chiudere l’azienda”. “In questi anni – gli fa eco la collega Sara Lamera – abbiamo manifestato e anche litigato con la proprietà per molti motivi. Adesso che sembravamo fuori da ogni pericolo, ci casca addosso questa tegola, da un passato che appariva superato….”.

Nei prossimi giorni, la Fim Cisl Bergamo incontrerà i lavoratori Rubini per presentare i nodi della situazione e decidere eventuali azioni da mettere in campo.

 

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Venerdì, 23 Gennaio 2015 07:54

Fallimento Fema: licenziati 54 lavoratori

Si è svolto il 22 gennaio 2015 l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali e i curatori fallimentari e i loro consulenti per definire i dettagli circa gli ammortizzatori per i lavoratori della FEMA di Cortenuova, fallita a seguito di una sentenza del tribunale di Bergamo. Nessuna possibilità di Cassa, ma solo mobilità: tutti i 54 lavoratori, infatti verranno licenziati, e non si profila all’orizzonte alcun impresa interessata a rilevare lo stabilimento.

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