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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 27 Maggio 2015 00:00

I Giovani FIM CISL leggono i dati OCSE

In Italia il tasso di occupazione dei giovani tra 15 e 29 anni è sceso di quasi 12 punti percentuale tra il 2007 e il 2013, passando dal 64,33% al 52,79%, il secondo peggior dato tra i Paesi Ocse, dietro alla sola Grecia (48,49%). È quanto risulta dall’ultimo Rapporto Ocse su Giovani e occupazione pubblicato oggi.

In Italia i giovani “Neet”, non occupati né iscritti a scuola o in apprendistato, sono il 26,09% degli under 30, quarto dato più elevato tra i Paesi Ocse. Con questi numeri, dice Andrea Donegà, della segreteria bergamasca e coordinatore Giovani FIM CISL, “la retorica del  patto generazionale è una favoletta a cui la matematica dei numeri non dà scampo, un dramma”.

In generale, riferisce la tabella Ocse per la misurazione dell’occupabilità dei giovani, il nostro Paese è al di sotto della media per le competenze dei giovani, i metodi di sviluppo di queste competenze negli studenti e la promozione del loro utilizzo sul posto di lavoro.

Un numero intollerabile di giovani rassegnati per la mancanza di prospettive – continua Donegà -, quando invece dovrebbero rappresentare l'energia e la spinta vitale per il Paese. Noi non ci arrendiamo all’orizzonte pessimistico dei numeri e a chi predica sempre il peggio, ma è evidente, che il patto generazionale debba essere rifondato sui valori della solidarietà e della giustizia, chiudendo una volta per tutte il libro della favola dei diritti acquisiti che rischia di perpetrare, come per le pensioni, sperequazioni non più tollerabili”.

Il rilancio del Paese – conclude il coordinatore dei giovani metalmeccanici della CISL - non può prescindere da una vera e piena valorizzazione delle giovani generazioni, a partire da un sistema formativo adeguato, che favorisca lo scambio e la continuità tra istruzione e mondo del lavoro e un sistema pensionistico che esprima solidarietà verso le nuove generazioni”.

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Lunedì, 25 Maggio 2015 00:00

Il Tribunale chiude la Rubini di Cortenuova

La Rubini è fallita. Il tribunale di Bergamo ha emesso nei giorni scorsi la sentenza, che oggi 25 maggio diventa di dominio pubblico. Il curatore fallimentare questo pomeriggio ha incontrato lavoratori e sindacato, soprattutto per un sopralluogo all’interno dello stabilimento. L’intenzione è quella di valutare se e come è possibile proseguire l’attività, “anche se il curatore non ha dato eccessive speranze – dice Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo -, ma solo una minima possibilità”, per cui l’apposizione dei sigilli è rimandata almeno per qualche giorno.

Intanto, per tutta la giornata i dipendenti dell’azienda di Cortenuova, un centinaio di lavoratori, si sono interrogati e confrontati con i propri rappresentanti per capire quale futuro si possa aprire e quali iniziative eventualmente organizzare per far volgere la situazione nel verso più favorevole possibile.

“Adesso aspettiamo di sapere quali saranno le decisioni del curatore – continua Lamera -, ben sapendo che chiudere una fabbrica che fattura 1 milione di euro al mese rimane una follia… Dovremmo anche capire a chi eventualmente rivolgerci per pensare all’attivazione di ammortizzatori sociali, in attesa, o nella speranza, che qualcuno possa fiutare l’affare…chissà a quali condizioni”.
“Percepisco comunque la scarsa volontà di adoperarsi per una soluzione positiva – conclude Lamera -. La situazione rimane disperata”.


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Giovedì, 21 Maggio 2015 00:00

Az Fiber cambia nome e cassa a zero ore

“Electromechanical Solutions Arcene Srl”. “Se non è uno scioglilingua poco ci manca. Però, pare l’unica vera novità che la vicenda AZ Fiber abbia prodotto in tutto questo lungo periodo di trattativa, che adesso pare sempre più indirizzata verso il fallimento della società”. Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo non nasconde disappunto né amarezza per una situazione nata ingarbugliata e finita peggio.

Una situazione – continua Nieri – che poteva avere soluzioni semplici e veloci, per la quale l’azienda ha invece fatto ben poco, a partire dall’incarico alla Meccano per finire con l’invenzione di una nuova ragione sociale che sembra fatta apposta solo per portare i libri in tribunale”. Intanto, per i circa 70 operai si profilano 2 settimane di cassa a zero ore, al termine delle quali non si capisce quali prospettive ci siano.

Nei giorni scorsi, la FIM CISL ha incontrato i propri iscritti nella fabbrica di Arcene e ha raccolto impressioni e valutazioni sulla vertenza. “È chiaro che il primo sentimento sia quello dell’amarezza, per una prospettiva tutt’altro che positiva. Poi, la rabbia, per una gestione delle relazioni sindacali che hanno permesso a una sigla di fare il bello e cattivo tempo in una fabbrica dalle alte potenzialità, ma dalle basse capacità manageriali.

Oggi, ci troviamo a fare i conti con una situazione che ci preoccupa molto, ma che avevamo facilmente preconizzato, date le modalità con le quali AZ si è sempre mossa: dal permettere incontri su tavoli separati, all’incarico “fittizio” inventato per prendere tempo. Adesso, con il cambio di nome, i brevetti ancora spendibili sul mercato sono al sicuro. I lavoratori, dopo il fallimento, chissà…quegli stessi lavoratori, tra l’altro, che hanno dimostrato un attaccamento all’azienda superiore a quello palesato dall’AZ stesa in questi mesi di trattativa
”.

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Dichiarazione di Andrea Donegà, coordinatore nazionale giovani FIM CISL

Se spariscono i giovani dal mercato del lavoro, spaziamo via il futuro e la speranza del Paese. 
In un momento in cui si riaccende il dibattito sulla solidarietà intergenerazionale e le sue evidenti contraddizioni, l'Istat dipinge un quadro sconcertante della situazione del Paese. Dal 2008 al 2014 sono stati 2 milioni i giovani under 35 a perdere il posto di lavoro. Una cifra spaventosa in un contesto che non accenna a migliorare dove le chisure aziendali sono ancora all'ordine del giorno, come dimostra l'inaccettabile passo indietro di Whirlpool che oggi annuncia l'incremento degli  esuberi.

Una situazione del genere è il risultato di un'inesistente politica industriale che persevera da anni e che restringe sempre più le opportunità lavorative per i giovani, costretti a lasciare il Paese o a parcheggiarsi ai margini della società.

Noi che non crediamo alla favola dei diritti “acquisiti” e che puntiamo ad allargare la possibilità di un lavoro e di una vita dignitosa per tutti, in un'ottica di giustizia ed equità, non accetteremo mai questo declino. Le nuove generazioni devono tornare a essere energia e forza di cambiamento nonché fulcro delle politiche sociali e di lavoro. Ogni errore e sottovalutazione   commessi oggi rappresentano l'innesco di una bomba sociale destinata ad esplodere tra qualche anno.

 

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Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:00

Rsu Ime di Urgnano. Fim Cisl ha la maggioranza

Ribaltamento dei rapporti di forza alla Imequadri Duestelle SpA di Urgnano, azienda produttrice di quadri elettrici. Nelle elezioni delle RSU, infatti, il sindacato FIM CISL Bergamo conquista la maggioranza assoluta delle preferenze e due delegati, invertendo il risultato della precedente consultazione.

Nei giorni scorsi, nella fabbrica che occupa 76 lavoratori, la FIM CISL ha ottenuto 32 voti, la FIOM 28 e un delegato. Sono risultati eletti Claudio Castelli e Fabrizio Patelli per la FIM, e Federico Taiocchi della FIOM.

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Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:00

Rubini: operai in visita al giudice

È stato un incontro molto cordiale e positivo”. Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo, sintetizza così la visita che una delegazione di operai Rubini Sintered di Cortenuova ha avuto con Mauro Vitiello oggi 20 maggio 2015. All’ordine del giorno c’era la situazione della fabbrica, che da lavoro a circa 110 persone e che da qualche tempo si trova a dover fare i conti con una istanza di fallimento per la quale entro una settimana il Tribunale dovrà decidere.

Naturalmente – continua Lamera - il giudice non ci ha dato notizie circa quella che sarà la decisione finale, ma ha assicurato che l’attenzione maggiore della sezione del Tribunale sarà quella dell’occupazione e della sua tutela”. Abbiamo ritenuto utile incontrare il giudice – dicono Sara Lamera, Tarcisio Cucchi e Chiara Pizzetti, della RSU della fabbrica – per chiedere di dare continuità all’impresa, che negli ultimi tempi ha saputo dimostrare di poter stare sul mercato, in attesa che si trovi la soluzione che possa accontentare le troppe parti in causa”.

La Rubini è un’azienda nata nel 1981 a Cortenuova, come produttrice di cuscinetti in bronzo e ferro sinterizzato. Si sta parlando di un’azienda che negli ultimi anni è passata da 80 a 130 dipendenti, assorbendo anche parte dei lavoratori usciti dal fallimenti di FEMA (azienda parte del gruppo con lo stabilimento dirimpettaio della Rubini), che continua a trovare commesse e ha un bilancio in utile. “Anche per le incredibili difficoltà occupazionali del territorio in cui insiste la fabbrica – concludono i lavoratori -, chiudere una realtà di questo tipo per questioni meramente finanziarie sarebbe un delitto”.

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Martedì, 19 Maggio 2015 00:00

Sciopero e Presidio alla Exide di Romano

Ancora un’ora di sciopero e un presidio per testimoniare la vicinanza e la solidarietà con i colleghi dello stabilimento di Fumane, in provincia di Verona. Questo pomeriggio (19 maggio 2015), fuori dall’Exide di Romano di Lombardia, gli operai della fabbrica hanno scioperato e manifestato all’esterno dei cancelli, in concomitanza con l’incontro che, in Confindustria a Verona, esaminava la situazione del sito veneto del gruppo, dove sono stati dichiarati 33 esuberi.

“Qui da Bergamo si guarda con ansia e preoccupazione a quanto sta succedendo ai colleghi di Verona – dice Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo. La preoccupazione per un comportamento che si traduce, anche a Romano, in condizioni altalenanti, che speriamo siano al più presto ricondotte verso relazioni serene e costruttive”.

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Domani mattina 20 maggio 2015, una delegazione di lavoratori della Rubini Sintered chiederà di incontrare il giudice Vitiello, titolare della causa di fallimento dell’azienda di Cortenuova. Dovrebbe infatti giungere a sentenza la vicenda di questa fabbrica che, da qualche tempo, vive sotto la “spada di Damocle” del fallimento “nonostante - ricorda Massimo Lamera che segue la fabbrica per il sindacato FIM CISL Bergamo - si stia parlando di un’azienda che negli ultimi tre anni è passata da 80 a 114 dipendenti, che continua a trovare commesse, ha un bilancio in utile. E soprattutto abbia assorbito alcuni degli ex lavoratori FEMA”.

Proprio il precedente FEMA non lascia tranquilli. La fabbrica dirimpettaia della Rubini, infatti, ha subito nello scorso gennaio una sentenza di fallimento, a seguito della richiesta presentata dal curatore fallimentare, che non ha ritenuto sufficienti le garanzie presentate.

“Oggi più che mai – , dice Lamera, che guiderà la delegazione- la FIM sostiene le ragioni dei lavoratori. Questioni meramente finanziarie non possono compromettere in questo modo il lavoro e la serenità di molte famiglie”. L’auspicio della FIM, quindi, è che i giudici riescano a trovare una soluzione che non comprometta l’assetto occupazionale di un territorio già provato dalla crisi.

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Un’ora e mezzo di sciopero con presidio dei cancelli: questa mattina, 8 maggio 2015, l’Exide di Romano di Lombardia ha “ospitato” la manifestazione di protesta contro la chiusura dello stabilimento di Fumane, in provincia di Verona, e il conseguente licenziamento dei 33 dipendenti. I colleghi bergamaschi hanno voluto testimoniare la propria solidarietà e manifestare la preoccupazione per una trattativa in corso per la riorganizzazione del sito della “bassa”.

Massima solidarietà ai lavoratori di Fumane – dice Massimo Lamera del sindacato FIM CISL Bergamo –. Non potevamo restare indifferenti a queste decisioni unilaterali senza mostrare il nostro disappunto. Giovedì prossimo continueremo il confronto con l’azienda per l’ipotesi di ridimensionamento del personale, al momento attestato sulle 490 persone, considerando strano il comportamento di Exide, che continua a richiedere interinali per i picchi dell’alta stagione e al contempo lavora alla riorganizzazione interna. Al momento si parla di qualche unità di dipendenti. La nostra proposta, invece, prevedrebbe che gli esuberi di Verona vengano impiegati al posto degli interinali”.

Quella degli interinali – dice Luca Mori, della FIM di Verona – è solo una delle contraddizioni di Exide: da un lato riduce la propria forza lavoro e fa ricorso agli esterni, dall’altro in sede europea dice di voler reimpiegare a Romano gli esuberi di Fumane, mentre in Italia nega questa possibilità”.

Exide, comunque, ha già comunicato la chiusura di Fumane e l’avvio della procedura di mobilità, ponendo così vincoli temporali stretti. “L’incontro del 14 maggio, a Verona e a Romano – concordano i due sindacalisti della FIM – servirà almeno per stabilire quali spazi di manovra ci saranno consentiti”.

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Sabato, 02 Maggio 2015 00:00

Expo: un’occasione per il paese

Milano: il lavoro e la dignità non hanno nulla a che fare con i teppisti e i delinquenti. l’Expò un’occasione per il paese

Mentre i lavoratori festeggiavano il Primo Maggio del lavoro e della solidarietà in tutte le piazze d'Italia e veniva inaugurato l’Expo, nel pomeriggio a Milano andava in scena il peggio con devastazioni e atti vandalici ingiustificabili. 

Episodi del genere non sostengono il lavoro, la dignità e i diritti ma, al contrario, li affossano. Prendano esempio, se ci riescono, i teppisti che hanno devastato Milano, dalla dignità con cui i metalmeccanici hanno sostenuto le proprie battaglie per il lavoro: lotte dure, come le vertenze Ast, Alcoa e ora Whirlpool, solo per citarne alcune, che non sono mai sfociate in violenza, restando nel solco della democrazia e del rispetto. 

Noi continueremo l'impegno per sottrarre i giovani dalle mani del populismo, anche di matrice politica, che semina odio e paura, testimoniando quotidianamente ai ragazzi l'importanza, più che mai attuale, di organizzarsi nel Sindacato, presidio di educazione, responsabilità e partecipazione consapevole e strada maestra per la costruzione di un futuro migliore. 

Le nuove generazioni devono tornare a essere energia e forza di cambiamento. Quelli di ieri sono sfascisti per la restaurazione.

(Dichiarazione del coordinatore Giovani Fim Cisl Andrea Donegà).

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