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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:00

Rubini: operai in visita al giudice

È stato un incontro molto cordiale e positivo”. Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo, sintetizza così la visita che una delegazione di operai Rubini Sintered di Cortenuova ha avuto con Mauro Vitiello oggi 20 maggio 2015. All’ordine del giorno c’era la situazione della fabbrica, che da lavoro a circa 110 persone e che da qualche tempo si trova a dover fare i conti con una istanza di fallimento per la quale entro una settimana il Tribunale dovrà decidere.

Naturalmente – continua Lamera - il giudice non ci ha dato notizie circa quella che sarà la decisione finale, ma ha assicurato che l’attenzione maggiore della sezione del Tribunale sarà quella dell’occupazione e della sua tutela”. Abbiamo ritenuto utile incontrare il giudice – dicono Sara Lamera, Tarcisio Cucchi e Chiara Pizzetti, della RSU della fabbrica – per chiedere di dare continuità all’impresa, che negli ultimi tempi ha saputo dimostrare di poter stare sul mercato, in attesa che si trovi la soluzione che possa accontentare le troppe parti in causa”.

La Rubini è un’azienda nata nel 1981 a Cortenuova, come produttrice di cuscinetti in bronzo e ferro sinterizzato. Si sta parlando di un’azienda che negli ultimi anni è passata da 80 a 130 dipendenti, assorbendo anche parte dei lavoratori usciti dal fallimenti di FEMA (azienda parte del gruppo con lo stabilimento dirimpettaio della Rubini), che continua a trovare commesse e ha un bilancio in utile. “Anche per le incredibili difficoltà occupazionali del territorio in cui insiste la fabbrica – concludono i lavoratori -, chiudere una realtà di questo tipo per questioni meramente finanziarie sarebbe un delitto”.

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Martedì, 19 Maggio 2015 00:00

Sciopero e Presidio alla Exide di Romano

Ancora un’ora di sciopero e un presidio per testimoniare la vicinanza e la solidarietà con i colleghi dello stabilimento di Fumane, in provincia di Verona. Questo pomeriggio (19 maggio 2015), fuori dall’Exide di Romano di Lombardia, gli operai della fabbrica hanno scioperato e manifestato all’esterno dei cancelli, in concomitanza con l’incontro che, in Confindustria a Verona, esaminava la situazione del sito veneto del gruppo, dove sono stati dichiarati 33 esuberi.

“Qui da Bergamo si guarda con ansia e preoccupazione a quanto sta succedendo ai colleghi di Verona – dice Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo. La preoccupazione per un comportamento che si traduce, anche a Romano, in condizioni altalenanti, che speriamo siano al più presto ricondotte verso relazioni serene e costruttive”.

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Domani mattina 20 maggio 2015, una delegazione di lavoratori della Rubini Sintered chiederà di incontrare il giudice Vitiello, titolare della causa di fallimento dell’azienda di Cortenuova. Dovrebbe infatti giungere a sentenza la vicenda di questa fabbrica che, da qualche tempo, vive sotto la “spada di Damocle” del fallimento “nonostante - ricorda Massimo Lamera che segue la fabbrica per il sindacato FIM CISL Bergamo - si stia parlando di un’azienda che negli ultimi tre anni è passata da 80 a 114 dipendenti, che continua a trovare commesse, ha un bilancio in utile. E soprattutto abbia assorbito alcuni degli ex lavoratori FEMA”.

Proprio il precedente FEMA non lascia tranquilli. La fabbrica dirimpettaia della Rubini, infatti, ha subito nello scorso gennaio una sentenza di fallimento, a seguito della richiesta presentata dal curatore fallimentare, che non ha ritenuto sufficienti le garanzie presentate.

“Oggi più che mai – , dice Lamera, che guiderà la delegazione- la FIM sostiene le ragioni dei lavoratori. Questioni meramente finanziarie non possono compromettere in questo modo il lavoro e la serenità di molte famiglie”. L’auspicio della FIM, quindi, è che i giudici riescano a trovare una soluzione che non comprometta l’assetto occupazionale di un territorio già provato dalla crisi.

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Un’ora e mezzo di sciopero con presidio dei cancelli: questa mattina, 8 maggio 2015, l’Exide di Romano di Lombardia ha “ospitato” la manifestazione di protesta contro la chiusura dello stabilimento di Fumane, in provincia di Verona, e il conseguente licenziamento dei 33 dipendenti. I colleghi bergamaschi hanno voluto testimoniare la propria solidarietà e manifestare la preoccupazione per una trattativa in corso per la riorganizzazione del sito della “bassa”.

Massima solidarietà ai lavoratori di Fumane – dice Massimo Lamera del sindacato FIM CISL Bergamo –. Non potevamo restare indifferenti a queste decisioni unilaterali senza mostrare il nostro disappunto. Giovedì prossimo continueremo il confronto con l’azienda per l’ipotesi di ridimensionamento del personale, al momento attestato sulle 490 persone, considerando strano il comportamento di Exide, che continua a richiedere interinali per i picchi dell’alta stagione e al contempo lavora alla riorganizzazione interna. Al momento si parla di qualche unità di dipendenti. La nostra proposta, invece, prevedrebbe che gli esuberi di Verona vengano impiegati al posto degli interinali”.

Quella degli interinali – dice Luca Mori, della FIM di Verona – è solo una delle contraddizioni di Exide: da un lato riduce la propria forza lavoro e fa ricorso agli esterni, dall’altro in sede europea dice di voler reimpiegare a Romano gli esuberi di Fumane, mentre in Italia nega questa possibilità”.

Exide, comunque, ha già comunicato la chiusura di Fumane e l’avvio della procedura di mobilità, ponendo così vincoli temporali stretti. “L’incontro del 14 maggio, a Verona e a Romano – concordano i due sindacalisti della FIM – servirà almeno per stabilire quali spazi di manovra ci saranno consentiti”.

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Sabato, 02 Maggio 2015 00:00

Expo: un’occasione per il paese

Milano: il lavoro e la dignità non hanno nulla a che fare con i teppisti e i delinquenti. l’Expò un’occasione per il paese

Mentre i lavoratori festeggiavano il Primo Maggio del lavoro e della solidarietà in tutte le piazze d'Italia e veniva inaugurato l’Expo, nel pomeriggio a Milano andava in scena il peggio con devastazioni e atti vandalici ingiustificabili. 

Episodi del genere non sostengono il lavoro, la dignità e i diritti ma, al contrario, li affossano. Prendano esempio, se ci riescono, i teppisti che hanno devastato Milano, dalla dignità con cui i metalmeccanici hanno sostenuto le proprie battaglie per il lavoro: lotte dure, come le vertenze Ast, Alcoa e ora Whirlpool, solo per citarne alcune, che non sono mai sfociate in violenza, restando nel solco della democrazia e del rispetto. 

Noi continueremo l'impegno per sottrarre i giovani dalle mani del populismo, anche di matrice politica, che semina odio e paura, testimoniando quotidianamente ai ragazzi l'importanza, più che mai attuale, di organizzarsi nel Sindacato, presidio di educazione, responsabilità e partecipazione consapevole e strada maestra per la costruzione di un futuro migliore. 

Le nuove generazioni devono tornare a essere energia e forza di cambiamento. Quelli di ieri sono sfascisti per la restaurazione.

(Dichiarazione del coordinatore Giovani Fim Cisl Andrea Donegà).

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Martedì, 05 Maggio 2015 00:00

Reindustrializzazione Schneider

Finalmente raggiunto l’accordo complessivo al MiSE che consentirà di avviare rapidamente l’intervento di reindustrializzazione del sito di Rieti in seguito alla decisione di chiusura annunciata più di due anni or sono da parte di Schneider.

Dopo molti incontri di approfondimento, susseguitisi nei mesi scorsi per verificare l’attendibilità dei soggetti  imprenditoriali che gestiranno l’intervento di reindustrializzazione attraverso una Newco, e la definizione dei notevoli impegni finanziari in capo a Schneider Electric per favorire questo intervento, attraverso la messa a disposizione dello stabilimento, degli impianti necessari, dei supporti con percorsi formativi, è stato anche disposto un significativo incentivo per ogni lavoratore Schneider che verrà riassunto dalla Newco alle condizioni economiche e normative già definite dalle OO. SS. con la nuova società, ed un decisivo apporto in termini di fatturato attraverso l’assegnazione di forniture che nel periodo di start-up e nei successivi tre anni garantiva volumi per almeno 29 milioni di €.

Entro il 15 maggio gli 81 lavoratori Schneider rimasti in forza alla S.E.I.I. saranno chiamati a dare il loro assenso alla disponibilità a rioccuparsi nella nuova società. Il MiSE si farà garante di un’azione di monitoraggio per tutta la fase di avvio del progetto come previsto dal verbale sottoscritto nei giorni scorsi.

FIM, FIOM e UILM – dice il coordinatore nazionale del gruppo, Valentino Gervasoni - chiedono a tutti i lavoratori di aderire a questa iniziativa imprenditoriale che consentirà di mantenere a Rieti un importante presidio occupazionale, perché uno degli elementi decisivi del progetto, che potrà contare anche sul l’accordo di programma definito a sostegno dello sviluppo del territorio reatino, è il parere positivo di un congruo numero di lavoratori, possibilmente tutti. E’ tempo di mettere da parte le legittime recriminazioni sulla decisione ormai irreversibile di chiusura da parte di Schneider per  lavorare alla costruzione di una nuova e indispensabile avventura imprenditoriale e di lavoro”.


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Coinvolgerà anche i pensionabili dei siti di Arcore e Costa Volpino il riconteggio dei pensionabili Tenaris in grado di ridurre l'impatto degli esuberi nel polo di Dalmine. Nell'incontro che l'azienda ha avuto con i coordinamenti sindacali di FIM, FIOM e UILM di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo, la direzione Tenaris ha presentato i nuovi prospetti riveduti, nei quali è stato anche sottolineato come siano stati riconfermati 21 dei 25 apprendisti a cui scadeva il contratto in questi giorni.

"Un tema che abbiamo particolarmente a cuore - sottolinea Emanuele Fantini del sindacato FIM CISL  Bergamo - e sul quale abbiamo insistito nei mesi scorsi. L'azienda ha capito che gli apprendisti rappresentano il futuro della Dalmine".

Oltre a questo, "importanti sono state le aperture che Tenaris sta facendo nella gestione di questa crisi. Anche ricercare ogni possibilità di rendere il più morbida possibile l'uscita degli esuberi, testimonia di un lavoro di relazione che azienda e sindacato hanno tessuto e che inizia a dare i suoi frutti. I numeri degli esuberi - conclude Fantini - rimangono invariati, ma aumenta quello dei pensionabili. Allargando anche ai lavoratori degli altri siti lombardi la possibilità di aderire volontariamente, l'azienda potrebbe trovare una trentina di dipendenti che se accettassero potrebbero ridurre il numero di esuberi su Dalmine".

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Martedì, 21 Aprile 2015 08:04

AZ Fiber di Arcene: trattativa anacronistica

La trattativa alla AZ Fiber di Arcene rischia il ridicolo, se non ci fossero di mezzo 60 persone, in attesa di conoscere il loro futuro occupazionale”. Due tavoli separati che si convocano in giorni separati. Per  Luca Nieri, Segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo “trattare a questo modo e ricercare soluzioni è davvero difficile, se non impossibile”. Comunicato.

 

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Martedì, 21 Aprile 2015 07:53

AZ Fiber di Arcene: trattativa anacronistica

Anche oggi, 20 aprile, è andata in scena una situazione anacronistica: la trattativa alla AZ Fiber rischia di sfociare nel ridicolo, se non ci fossero di mezzo la drammaticità delle prospettive di 60 persone, in attesa di conoscere il futuro occupazionale”.  Due tavoli separati che si convocano in giorni separati. “Trattare a questo modo e ricercare soluzioni è davvero difficile, se non impossibile”, dice Luca Nieri, Segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo, all’uscita dall’ennesima riunione in Confindustria per l’azienda di Arcene.

Sono incontri che non procedono di pari passo, per cui noi discutiamo di cose che al tavolo della FIOM hanno già superato. Qui non c’è uguale dignità, e è irrispettoso nei confronti di chi ha scelto si farsi rappresentare dalla nostra organizzazione”.

Intanto, comunque, la trattativa sugli esuberi ha avuto un’evoluzione: a oggi, sarebbero 42 i dipendenti AZ che traghetterebbero nella Newco che rileverà parte della produzione, anche attraverso l’accettazione di contratti part-time o interventi sulle retribuzioni.

Rimarrebbero 14 esuberi, per cui l’azienda mette a disposizione  4500 €. “Una cifra irrispettosa e quantomeno indegna – dice Nieri -. Noi ancora oggi ribadiamo la nostra richiesta di vedere tutti i lavoratori in Fiber o ricollocati nelle aziende del territorio. Non ci interessano trattative sui cento euro in più. Di questi tempi, perdere il lavoro ha un valore estremamente maggiore. Tra l’altro, la responsabilità sociale della AZ è tutta da vedere: non è nemmeno più presente alle riunioni con il sindacato, dimostrando cattivo gusto. Sul progetto industriale della Meccano, poi, nutriamo ancora grosse perplessità. Mancano prospettive serie e durature: non ci si può affidare esclusivamente a un prodotto e a una clientela. Tutto il progetto Meccano sembra fatto per una speculazione in tempi brevi”.

L’ultimo aspetto poco chiaro riguarda la lista dei 42. “Noi non abbiamo ancora visto nessuna lista dei possibili ricollocati, e non vorremmo che questo documento si trasformi in una lista di proscrizione, visto che la momento il confronto riguarda la sola FIOM”.

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Mercoledì, 15 Aprile 2015 00:00

Faac di Grassobbio, si continua a trattare

Si è svolta il 15 aprile 2015 una nuova assemblea dei lavoratori della FAAC di Grassobbio, che hanno ricevuto dagli operatori sindacali le novità relative all’ultimo incontro avuto con l’azienda, nelle trattative seguite all’annuncio di chiusura del sito bergamasco.

Il mandato dei lavoratori ai sindacati di trattare con la direzione FAAC per il ricollocazione e per le risorse destinate a incentivi all’esodo, all’integrazione e al sostegno dei redditi, non è stata messa in discussione da nessuno, nemmeno nell’assemblea di oggi. Quindi – annuncia Marco Tebaldi,  del sindacato  FIM CISL Bergamo-,  continueremo a trattare su tutti questi aspetti”, anche nel prossimo incontro con l’azienda, in programma per mercoledì 22, sempre in Confindustria a Bergamo.

È chiaro – continua Tebaldi - che i lavoratori si aspettano un impegno vero sulla ricollocazione con progetti seri, di prospettiva e con risorse adeguate. Così come dignitose dovranno essere le risorse che FAAC vorrà mettere sul tavolo, a salvaguardia dell’impatto sociale della scelta aziendale,  per gli incentivi all’esodo, il sostegno o l’integrazione al reddito dei pensionandi o dei fruitori di ammortizzatori sociali”.

Al momento le posizioni delle parti restano distanti.

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