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Unione Sindacale di Bergamo

“È stato un mese di lavoro intenso, che ha coinvolto circa 300 aziende e quasi undicimila persone, un numero importante di lavoratori”. Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo sintetizza così il risultato del referendum sulla piattaforma di FIM e UILM per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, presentato in una conferenza stampa unitaria insieme al collega Angelo Nozza.

Alla consultazione hanno partecipato 10297 iscritti alle due federazioni sindacali: tra questi più del 95% ha espresso il proprio gradimento alla piattaforma da presentare al confronto con Federmeccanica, che partirà nei prossimi giorni. “È stata una importante soddisfazione, anche perché il voto è arrivato anche da molti non iscritti – dice Nozza -, e in alcune aziende abbiamo avuto anche il 100% di votanti, segna tangibile che la nostra contrattazione è apprezzata dai lavoratori”.

“Abbiamo ottenuto un grande riconoscimento del lavoro e delle idee inserite nella nostra ipotesi – continua Nieri -, ma soprattutto abbiamo avuto la consapevolezza che fra la gente è invalsa l’idea che siamo un sindacato serio che rinnova i contratti, un contratto, questo, che potrebbe anche guidare il settore verso l’uscita dalla crisi”.

“Tanti contenuti innovativi per tante situazioni nuove – continua Nozza -, per le quali si sono cercate risposte e tutele per i lavoratori”. Tra le pieghe della piattaforma, per Nieri, “ci sono soluzioni e ricerche di relazioni moderne e responsabili, che cercano di colmare il gap competitivo che molte aziende, anche nel nostro territorio pagano per i mancati investimenti attuati in questo periodo”.

 

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Mercoledì, 16 Settembre 2015 08:22

Faac: polemiche e distinguo estivi

Ha ripreso vigore e importanza, negli ultimi giorni, la discussione attorno alla FAAC di Grassobbio, azienda che chiuderà per essere delocalizzata nell’Est Europa. Il fatto che la Curia di Bologna sia proprietaria del gruppo industriale di Bologna, ha contribuito a scatenare una delle tante polemiche estive, sollevate a arte da qualcuno e subito raccolte, a favore mediatico da altri.

Col senno di poi, son tutti più bravi – dice Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo -, mentre noi non siamo abituati a polemizzare, ma più propensi a dare risposte concrete”.

La vicenda FAAC, ex Genius di Grassobbio, non è il primo caso in provincia di ristrutturazioni o chiusure nella sola logica del profitto. “Anche noi nella fase iniziale confidavamo nello spirito caritatevole della proprietà FAAC e nel suo management, ci siamo invece confrontati con una decisione irremovibile dell’azienda.

Però – continua Nieri - all’interno della discussione, sono stati coinvolti tutti i lavoratori anche con due richieste di voto specifiche, per decidere il tipo di percorso da attivare; è stato sottoscritto un accordo unitario dalla RSU, dalla FIM e dalla FIOM, con cui si è cercato di mettere in campo risposte al problema che si stava presentando, sia  per gli ammortizzatori sia per gli incentivi a sostegno della permanenza in cassa che a un successivo esodo.

Ma soprattutto sono state promosse azioni di politiche attive che prevedevano l’utilizzo della struttura e la sua riconversione con assorbimento di diversi lavoratori, la possibilità di affittare a titolo gratuito il capannone, la ricollocazione sul territorio, interventi di formazione per la ricollocazione esterna….”.

Sicuramente oggi, il rispetto degli impegni presi appare un po’ lontano, ma “il problema non è finito qui, dobbiamo andare avanti per trovare imprenditori e imprese interessati a questa opportunità bisogna cercare di coinvolgere tutti quanti per dare un seguito concreto… apprezziamo l’ impegno del vescovo, che abbiamo incontrato nei giorni scorsi…, mentre sottolineiamo che i distinguo di chi partecipato alla trattativa e di parte del mondo politico dei vari schieramenti ci sembra molto strano… chi vuole dare una mano è ben accetto, con aiuti concreti”.

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Martedì, 11 Agosto 2015 00:00

Stipendi Cisl: la Fim prende le distanze

Viste le notizie circolate oggi sui media riguardanti stipendi di dirigenti nazionali di alcune categorie e strutture della Cisl, la FIM CISL di Bergamo prende le distanze da quanto emerso. Nei giorni scorsi, appena iniziavano a trapelare notizie, la Segreteria della Fim Cisl di Bergamo, con un documento interno, ha sollecitato ai vari livelli immediate e opportune verifiche di quanto emerso. È chiaro che se il tutto dovesse esser confermato non esiteremo a chiedere le dimissioni delle persone coinvolte. Servono scelte forti in discontinuità con il recente passato.

Non possiamo fare a meno di ricordare a tutti che il rispetto del regolamento è sempre stato un obbligo e non un'indicazione e che gli stipendi dei sindacalisti devono necessariamente rispondere anche a principi di etica che impongo una giusta e corretta proporzionalità con gli incarichi ricoperti, certamente, ma anche con le condizioni economiche e occupazionali dei propri iscritti, patrimonio prezioso e fondamentale della Cisl. Per questo vanno fatte le opportune verifiche all'interno di tutte le strutture affinché emergano eventuali e ulteriori casi di abuso e scorrettezza nei confronti delle risorse economiche della Cisl e, nel caso, occorre intervenire sanzionandole.

È positivo che la Cisl abbia rivisto il proprio regolamento rendendo più stringenti le norme in materia salariale e di non cumulabilità dei compensi. Non ci basta, tuttavia, dire che tutti si adegueranno alle nuove norme e regolamenti improntati alla trasparenza se prima non viene perseguito chi, eventualmente, abbia ad oggi abusato di ruoli e rendite economiche.

La Fim Cisl è un'Organizzazione sana, fatta da migliaia di delegati che ogni giorno, gratuitamente, portano avanti i valori della Fim e della Cisl. La Fim Cisl, a tutti i livelli, è sempre stata rispettosa dei regolamenti a partire dalla dichiarazione dei redditi del Segretario Generale Nazionale Marco Bentivogli disponibile sul sito www.fim-cisl.it e raffiguarante un compenso che risponde sia al regolamento che all'etica, diversamente dalle cifre circolate a riguardo di altre persone.

Nell'ottica di una efficace trasparenza, la Fim Cisl ha deciso di pubblicare le dichiarazioni dei redditi di tutti i sindacalisti a tempo pieno. Non permetteremo che la disonestà di pochi infanghi la gloriosa storia della Nostra Organizzazione che, ancora oggi, cammina sulle gambe di tantissime persone oneste e sui valori di solidarietà e dignità.


DICHIARAZIONE DI LUCA NIERI, SEGRETARIO GENERALE FIM CISL BERGAMO

Da quando è emersa la vicenda Bonanni si è sbagliato a non andare a fondo nell'indagare eventuali altre anomalie che, alla fine, sono emerse.  Certamente, chi ha commesso degli abusi deve essere perseguito in maniera esemplare, senza sconti per nessuno, fino ad arrivare, se necessario, all'espulsione. Le mele marce devono esser tolte dalla cassetta per evitare che contagino la parte sana della Cisl che è ancora la maggioranza assoluta.
Chi ha approfittato del proprio ruolo per arricchirsi personalmente non è degno di rappresentare i valori della Cisl. L'applicazione dei regolamenti deve essere corretta e rigorosa senza alcuna distorsione.

Nella Fim di Bergamo gli stipendi medi vanno dai 1400 ai 1600 euro netti per quel che riguarda gli operatori. I segretari sono attorno ai 1700 euro e il segretario generale 1900 euro al mese. Stipendi di cui non ci lamentiamo ma che sottendono un impegno costante e quotidiano che ci tiene parecchie ore lontano da casa, sacrificando tempo nei confronti della propria famiglia. Per questo la spinta motivazionale e la passione sono decisivi in una quotidianità che abbiamo scelto e che, per noi, è più una "mission" che un lavoro. È sbagliato, quindi, fare di tutta l'erba un fascio. La Cisl è sana e ha ancora molto da dare ai lavoratori e al Paese. Ecco perchè non possiamo tollerare questi comportamenti e abusi.

La trasparenza e i trattamenti economici sono un passo in avanti. Adeguarsi a questo un dovere ma non deve costituire la sanatoria per gli abusi del passato. Il concetto di etica, moralità e la schiena dritta devono accompagnare sempre i sindacalisti della Cisl.

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Si discuterà di contratto nazionale nel consiglio direttivo della Fim Cisl previsto per il 30 luglio, alla Casa del Giovane di via Gavazzeni a Bergamo. Parteciperà il segretario nazionale Ferdinando Uliano per illustrare i contenuti della piattaforma per il rinnovo del contratto ai lavoratori, che a Bergamo superano quota 50 mila, considerando solo le aziende aderenti a Federmeccanica. «Oggi inizia anche per noi un percorso difficile – ha detto Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo -. Quella che proponiamo è una piattaforma che guarda al futuro e a nuove relazioni costruttive di reciproca responsabilità. Una piattaforma che costruisce presupposti per uscire dalla crisi, con la partecipazione, la formazione professionale e la gestione dell’organizzazione del lavoro. Richiederemo anche alle aziende lo stesso senso si responsabilità, soprattutto per uscire dagli schemi che il rilancio del settore manifatturiero passi dalla riduzione del costo del lavoro e non da processi di coinvolgimento dei lavoratori e di chi li rappresenta».

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Nel corso del 2014, in Bergamasca sono stati firmati, dal sindacato Cisl Bergamo e dalle sue categorie, 49 accordi che hanno contemplato il salario variabile. Di questi, 3 nel settore agro alimentare (dalla FAI Cisl), 22 in quello chimico e tessile (la FEMCA Cisl), 3 nel campo degli enti locali (da FP Cisl) e 20 in aziende metalmeccaniche (Fim Cisl). L’Osservatorio regionale CISL per la contrattazione, diretto dal bergamasco Giorgio Caprioli, ha distribuito nei giorni scorsi il proprio bollettino annuale, nel quale sono stati analizzati 204 accordi raggiunti in tutta la Lombardia.

L'analisi sull'andamento della contrattazione aziendale a Bergamo nel 2014, riconferma quanto analizzato anche nel corso della recente fiera della contrattazione territoriale in particolare per quanto riguarda il numero di contratti e le quantità economiche che hanno risentito inevitabilmente della grave situazione di crisi – dice Giacomo Meloni, segretario della CISL Bergamo -. I segnali  relativi alla contrattazione aziendale dei primi mesi del 2015, rimarcano una inversione di tendenza positiva a partire da significativi accordi in realtà industriali quali la Lucchini RS di Lovere, la Brembo, la San Pellegrino, dove anche l'incremento della componente economica ha trovato corrispondenza”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei contratti aziendali, in provincia di Bergamo la media del premio è di oltre 1300 €, contro i 1100 lordi della Lombardia, anche se con una discesa notevole rispetto allo scorso anno di circa 400 euro, “per colpa della crisi – sottolinea Caprioli”. Il numero degli accordi è aumentato soprattutto grazie al maggior impegno di alcune categorie, tra le quali FEMCA e FAI.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti – dice ancora Caprioli - non notiamo scostamenti significativi, permane a larghissima maggioranza la pratica di firmare accordi che prevedono premi uguali per tutti”. Sopra le firme della CISL, infatti, si scrivono contratti che “premiano” anche lavoratori interinali e a tempo determinato, in una misura sempre maggiore rispetto al passato. Anche se “c'è ancora molta strada da fare”. È vero che nella definizione dei “dipendenti” sono compresi anche i tempi determinati e che il contratto nazionale dei somministrati prevede, come del resto la legge, l'inclusione dei somministrati nella distribuzione del premio; ma i “silenzi” o le formulazioni poco chiare possono dar adito a contenziosi infiniti. E' presente anche, in alcuni accordi, l'esclusione esplicita dal beneficio del premio variabile di queste tipologie di lavoratori”.

Si nota che solo il 13,5% degli accordi si ricorda di citare sia i tempi determinati che gli interinali, con una diminuzione notevolissima (dal 24,7% al 13,5%). In compenso aumentano molto le citazioni, dirette o indirette, dei soli tempi determinati (dal 30% al 59,5%) e diminuiscono molto i casi di dimenticanza assoluta (dal 27,3% al 13,8%)”. Analizzando lo stesso fenomeno per le tre categorie che hanno inviato più accordi notiamo che la più “ugualitaria” è la FAI, seguita dalla FIM e, a molta distanza, dalla FEMCA”.

I premi legati alla presenza sono in aumento rispetto alla scorsa rilevazione: sono infatti il 44,6% rispetto al 39,3%. Comunque il dato oscilla intorno al 40%, senza oscillazioni significative da alcuni anni. Ai primi posti tra gli indicatori che regolano i premi aziendali, ci sono ancora indicatori “classici” come la qualità, l'assenteismo e la produttività. E' in ascesa la produzione che, insieme al fatturato, mostra come la crisi sia originata da una ridotta capacità di vendita dei prodotti. Si mantiene “in quota” la sicurezza, volta a premiare i comportamenti virtuosi che, insieme a un'adeguata manutenzione degli impianti e alle altre misure a cui l'azienda deve provvedere, contribuisce a abbattere il fenomeno tragico degli infortuni sul lavoro.

Questa ricerca servirà da stimolo per il confronto sulla riforma del modello contrattuale – continua Meloni -, perché si ponga fra gli altri l'obiettivo di ridurre il numero dei contratti, oltre 700 quelli registrati nel nostro paese. Serve nella riforma del modello contrattuale un rafforzamento della contrattazione aziendale sul premio di risultato legato ad obiettivi di miglioramento, di produttività, qualità, professionalità, redditività. accordi che vanno sostenuti con il ripristino della defiscalizzazione che il Governo ha inopinatamente sospeso nel corso del 2015.

Con una cura particolare da dedicare non solo alla qualità e alla bontà dell'accordo, tema per altro fondamentale, ma parimenti alla trasparenza dei dati aziendali, al loro aggiornamento tramite un lavoro se possibile di commissioni o gruppi di lavoro paritetico, per dare l'adeguata credibilità al dato tecnico e per una gestione partecipata del premio di risultato


Scarica la tabella del salario variabile 2014
Articolo l'Eco di Bergamo

 

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La FIM CISL Bergamo, con il segretario Pier Capelli, esprime il più forte cordoglio per la lavoratrice morta questo pomeriggio a Medolago, nell’incidente alla Gatti Precorvi. “L’accertamento di quanto avvenuto sarà un passaggio fondamentale per chiarire le dinamiche di questa tragedia. Da parte nostra, poi, faremo il possibile perché il tema della sicurezza diventi fondamentale nelle relazioni con l’azienda, come da tempo chiediamo”.


La cronaca dell'incidente (da l'Eco di Bergamo del 16 luglio 2015)

 

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Entro fine mese si terranno i direttivi di FIM e UILM a Bergamo. Da quei giorni, le fabbriche metalmeccaniche della provincia saranno interessate dalle assemblee per la presentazione e l’approvazione della piattaforma che i sindacati meccanici di CISL e UIL hanno approvato oggi per il CCNL di categoria 2016/2018. “Abbiamo già fatto approvare 6 contratti negli ultimi 14 anni, di questi 4 separati dalla FIOM – dice Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo - Contiamo di riuscirsi anche con il settimo, sebbene ci sia dispiaciuto non riuscire a formulare una piattaforma unitaria con i colleghi della CGIL: ma trattative lunghe sette mesi e un atteggiamento sempre pregiudiziale della FIOM hanno complicato il percorso.

Poi – dice ancora Nieri – la presentazione di una piattaforma separata della scorsa settimana è stato un fulmine a ciel sereno, e uno sgarbo nei confronti della comunicazione e collaborazione tra le sigle, nonostante si siano cercate le condizioni per l’unità”.

I consigli nazionale e generale di FIM e UILM hanno quindi presentato e approvato oggi il testo per la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico per il triennio 2016-2018. La piattaforma, si legge in una nota, si colloca nel dibattito sulla riforma del modello contrattuale assumendo la necessità di una innovazione: conferma del livello nazionale come soglia di tutela minima dei salari per tutto il settore e come riferimento per le normative e specializzazione del secondo livello (aziendale e territoriale) destinato a distribuire premi legati alla crescita della produttività nella direzione della partecipazione dei lavoratori, nuove forme di welfare aziendale, formazione professionale, politiche del lavoro con richiesta di stabilizzazione dei contratti precari.


Testo piattaforma
Slide presentazione piattaforma
Rassegna stampa

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Dal 2008 al 2013, i contribuenti tra i 15 e i 24 anni sono calati, a livello nazionale, di oltre 400.000 unità. Il loro stipendio è sceso di circa 1000 €. È quanto si ricava da una ricerca di Datagiovani, elaborata su dati del MEF.  Bergamo è ottava tra i territori per numero assoluto di contribuenti nella “fascia giovane” (sono 32.430), e seconda, dopo Sondrio, tra le provincie per reddito medio (nell’anno di imposta 2013 hanno denunciato 8881 €) tra i contribuenti tra 15 e 24 anni. Dati assolutamente “onorevoli”, se non si conta che nella ricerca precedente datata 2008, Bergamo annoverava 38.346 contribuenti under 25, e la media di reddito era di 9.136 €, quota che la poneva al primo posto della graduatoria.

Oggi, la media nazionale per questi contribuenti è meno di 550 euro al mese, a Bergamo poco più di 740. Secondo il report, lo stipendio degli under 25 viaggia su medie di “pura sussistenza”. Al Nord, solo due ragazzi su dieci producono un reddito da indipendenza economica (sopra i 15.000 €). I paragoni con il resto d'Europa sono difficili. Ma un neolaureato tedesco può avere contratti anche da 40mila euro annui.

Forse c’è qualcosa che non tornadice Andrea Donegà, della segreteria bergamasca del sindacato FIM CISL Bergamo e responsabile nazionale dei Giovani FIMIl fatto che il numero di under 25 con un reddito, e quindi con un lavoro, sia calato sensibilmente evidenzia quanto il sistema scolastico non sia in grado di traghettare gli studenti nel mondo del lavoro, un passaggio fondamentale se vogliamo favorire l'accesso dei giovani dalla scuola alla “fabbrica” garantendo loro reddito e, soprattutto, l'adeguata preparazione e professionalità che il mercato del lavoro, con l'avvicinarsi dell'industria 4.0, richiederà sempre più. A ciò si aggiunga il fatto che sempre più giovani, in quella fascia di età, lasciano il nostro Paese in cerca di maggiori opportunità in altri paesi: i dati ci dicono che, quest'anno, potrebbero essere più di 4500 persone a lasciare la provincia di Bergamo e, tra loro, molti giovani.

L'altro tema riguarda i Neet, giovani che non studiano e non lavorano, presenti in maniera importante anche a Bergamo: certamente è preoccupante che a fronte di una diminuzione dei giovani al lavoro non sia cresciuta, almeno, la percentuale di giovani sui banchi di scuola mantenendo alta la percentuale di Neet e basso il tasso di scolarizzazione in provincia di Bergamo.

Non possiamo, infine, tralasciare l'aspetto previdenziale. Oggi si stanno costruendo le condizioni per innescare, tra qualche anno, un disastro sociale: il sistema contributivo terrà conto dei contributi versati in tutta la carriera lavorativa e, dunque, è chiaro che redditi bassi incideranno in maniera marginale sul calcolo degli assegni pensionistici. Ma non solo, risulta chiaro che i giovani, con redditi bassi, stiano pagando oggi le pensioni anche a chi guadagna molto di più rispetto a quanto versato per poi percepire, a loro volta, pensioni pari al 46% dell'ultima retribuzione raggiunti i 70 anni di età: non c'è dubbio che tutto ciò sia un'ingiustizia da contrastare e che il patto generazionale debba essere riscritto”. 

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Nuova assemblea e nuovo presidio, questa mattina (16 giugno 2015), alla Rubini di Cortenuova, dove i lavoratori, a quasi un mese dalla dichiarazione di cessata attività, hanno voluto nuovamente manifestare il proprio disagio, dettato soprattutto dalla mancanza di azioni tempestive da parte del curatore fallimentare.

“Sappiamo infatti che due o tre interessamenti seri e concreti si sono manifestati – dice Massimo Lamera che segue la fabbrica per il sindacato FIM CISL Bergamo -: in questi giorni gli imprenditori interessati e il curatore si stanno incontrando, per valutare le possibilità di un ingresso nella Rubini. A questo punto, chiediamo che siano attivate le richieste per gli ammortizzatori sociali, necessari a garantire una continuazione della forza lavoro nell’azienda, e anche a dare un orizzonte più sereno ai lavoratori”.

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Lunedì, 15 Giugno 2015 07:49

FIM Bergamo sfila a Varese per la Whirpool

“Siamo in duemila, tutti uniti contro un piano industriale inaccettabile”. Così una delegata sindacale della Whirlpool della Lombardia, ha dato una stima dei lavoratori, arrivati da tutta Italia, che hanno sfilato venerdì 12 giugno in corteo da Gavirate a Comerio (Varese), sede di uno degli stabilimenti del gruppo, contro il piano dell'azienda.

Alla manifestazione ha partecipato anche un nutrito gruppi dell sindacato FIM CISL Bergamo, che per solidarietà con i colleghi degli impianti Whirlpool, ha contribuito a rendere “imponente la mobilitazione programmata da FIM FIOM UILM per dare una spallata a una trattativa complicata

“La Whirlpool – ha detto Marco Bentivogli, segretario generale di FIM CISL - deve far rientrare lavoro e missioni industriali specifiche per tutti i siti italiani. Senza questa condizione non ci saranno percorsi, né tantomeno accordi con la FIM”.

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