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Unione Sindacale di Bergamo

Bergamo registra un netto miglioramento nell’andamento della gestione degli ammortizzatori sociali nel corso dell’ultimo semestre. Nella rilevazione del 2015 compiuta dalla FIM CISL regionale, infatti, sul territorio bergamasco si registrava quasi il 32% di ricorso alle Casse Integrazione della Lombardia. Oggi sono “solo” il 19,22.

È uno dei dati emersi dalla conferenza stampa che il segretario generale regionale dei metalmeccanici CISL, Enrico Civillini, ha tenuto il 9 febbraio 2016 per presentare il quarantesimo rapporto semestrale sull’andamento dell’industria metalmeccanica lombarda.

Per quanto riguarda Bergamo, l’analisi ha monitorato 168 aziende colpite in qualche modo dalla crisi. In queste, su 7000 addetti, più di 5200 hanno usufruito di ammortizzatori sociali; l’84% delle aziende ha attivato Casse ordinarie, l’11% Straordinarie, e in 9 aziende si ha fatto ricorso alla mobilità per 181 lavoratori.

Dai dati si evidenzia sostanzialmente un miglioramento – sottolinea Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM Cisl Bergamo -, anche se il numero delle persone coinvolte è ancora significativo. Serve cautela nel valutare i dati, e è prematuro parlare di ripresa. Sarebbe più corretto  definire questa situazione un’inversione di tendenza. D’altronde, le nostre aziende viaggiano a due velocità: quelle che si rivolgono ai mercati esteri stanno ottenendo risultati significativi, ponendo davvero le basi per una ripartenza efficace; chi invece sfrutta solo il mercato interno patisce il ristagno della domanda”.

Dall'inizio dell'anno, inoltre, è partita la nuova disciplina relativa agli ammortizzatori sociali che, nei fatti, renderà più stringenti le possibilità di utilizzo e, in particolare per ciò che riguarda le situazioni di cessazione definitiva delle attività, non consentirà più l'utilizzo della cassa straordinaria. Queste modifiche, venendo a mancare uno strumento che fino a oggi ha consentito di gestire alcune situazioni delicate, potrebbero secondo la FIM Lombardia accelerare nel 2016  l'incremento dei licenziamenti.  Anche per questo motivo diventa urgente attivare un serio sistema di politiche attive al fine di favorire la riqualificazione e il ricollocamento del personale espulso” ha affermato Civillini.

Il 2016 sarà comunque l’anno della verifica, insiste Nieri, “tenendo presente che i mercati importanti di riferimento, i cosiddetti BRICS, mostrano forti e preoccupanti segnali di rallentamento. In questo, anche l’andamento negativo delle borse potrebbe incidere negativamente sui segnali che oggi registriamo, anche se  la preoccupazione più grande riguarda le aziende più piccole, che hanno mercati locali e che oggi soffrono maggiormente  e faticano a agganciarsi alla ripresa.

Non tutti i settori, poi, sono ripartiti allo stesso modo: nel 2015 il settore Auto ha ripreso a correre, mentre altri sono ancora fermi al palo. Per questo – conclude Nieri - serve monitorare l’evoluzione del nostro territorio. Diventa importante a questo scopo attivare percorsi congiunti con Federmeccanica, che possano aiutare le aziende a scelte future più consapevoli.


 

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Giovani in Formazione per il cambiamento. Con questo spirito, il sindacato FIM CISL Bergamo si apre ai giovani in un'ottica di vero rinnovamento del sindacato. E lo fa con un progetto, realizzato dalla FIM Nazionale e “adottato” a livello provinciale, rivolto a chi ha meno di 35 anni, diplomato o laureato, che porterà a un’esperienza all’interno del sindacato del metalmeccanici della durata 9 mesi, con tirocini retribuiti.

“Il tutto – spiegano Luca Nieri, segretario generale della FIM orobica, e Andrea Donegà, responsabile nazionale di FIM giovani - va nell'ottica di rinnovamento e ringiovanimento del Sindacato. La FIM si apre ai giovani per accoglierli e farsi contaminare dall'entusiasmo e dalla freschezza delle nuove idee”.

“Il percorso formativo – insiste Nieri – partirà naturalmente dalla storia e dai valori fondativi del Sindacato, dalle sue conquiste e dalla valorizzazione della memoria, per approdare a un rinnovamento che non suoni come rottamazione, ma come sviluppo di una identità da condividere e aggiornare”.

L’intento della FIM bergamasca è quello di aprirsi “ a chi è già attivo nel sociale, nell'associazionismo e nell'impegno civile per mantener vivo e sempre più importante quel senso di partecipazione civica che ha fatto grande il Sindacato. In un mondo del lavoro profondamente mutato – è l’idea di Donegà -diventa importante avvicinare i ragazzi e permettere loro di vivere un'esperienza di militanza sindacale per comprendere l'importanza e il ruolo fondamentale che la nostra organizzazione svolge. In molti parlano di giovani, noi vogliamo renderli protagonisti del futuro e spalancare loro le porte del Sindacato”.

“Siamo impegnati – concludono - perché il Sindacato torni quel luogo pubblico dove si realizzano le migliori aspirazioni dei giovani per costruire, insieme, un luogo sensibile ai cambiamenti e al passo coi tempi, in grado di interpretare le esigenze delle persone e costruire una società più giusta”.

Il progetto dei tirocini FIM, nella fase di selezione, presterà una particolare attenzione al fine di sviluppare una maggiore presenza femminile nell’organizzazione; saranno privilegiati i percorsi formativi svolti nelle facoltà di Giurisprudenza, Economia, Sociologia, Scienze Politiche, Scienze della comunicazione, Scienze della Formazione; saranno tenute in debito conto le esperienze di impegno sociale nel volontariato, nell’associazionismo politico, sociale, civile ecc.

I ragazzi scelti saranno protagonisti di momenti formativi specifici anche presso la nostra scuola di formazione ad Amelia, fiore all'occhiello nel campo della formazione FIM. Chi è interessato può mandare il curriculum Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure chiamare il sindacato FIM CISL Bergamo 035.324.391 entro il 15 gennaio 2016.

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Dopo Parigi; mentre continua l’esodo dalla Siria verso l’Europa; mentre in provincia si discute di “accoglienza diffusa” e partecipano 22 comuni su 242... il sindacato Fim Cisl Bergamo entra nella discussione su immigrazione e accoglienza, consapevole che “la riflessione ed il dibattito assumono oggi una valenza ancor più forte e ricca di significato per come il tema dell’immigrazione impatta sugli aspetti dell’ accoglienza e dell’integrazione  in un mondo sempre più globalizzato”.

In FIM CISL a Bergamo il 19% degli iscritti ed il 9% dei delegati è costituito da immigrati (donne e uomini). La sensibilità del sindacato dei metalmeccanici in questo campo è sempre stata alta. Per questo, la FIM orobica organizza per martedì prossimo, 24 novembre, l’incontro “Dal passato al presente per migrare nel futuro”, una riflessione “dinamica” sul tema delle migrazioni di ieri e di oggi, da e verso l’Italia, per una vita migliore, per lavoro, per studio e per la ricerca di nuove opportunità.

L’iniziativa, che nasce da un’idea del Gruppo Immigrati della FIM, in collaborazione con l’Anolf CISL di Bergamo - Giovani di Seconda Generazione, si svolgerà il 24 novembre, a partire dalle 9, presso l’Auditorium della Casa del Giovane.

La relazione introduttiva sarà tenuta da Gian Antonio Stella, scrittore e giornalista del Corriere della Sera, che offrirà il suo contributo di studioso sul campo, comprendendo anche il punto di vista di quando ad emigrare nel passato erano i nostri connazionali, per arrivare ai temi dell’attualità,  con le  sue complessità e contraddizioni.

Lo spunto della relazione darà il via al dibattito, che vedrà protagonisti i delegati di fabbrica, immigrati e non, i volontari dell'ANOLF e gli studenti delle scuole ENGIM Lombardia di Brembate di Sopra, dell’Istituto Tecnico Commerciale Belotti di Bergamo, del Liceo Scientifico Galilei di Caravaggio, dell’IPSSAR di San Pellegrino Terme e dell’Istituto Tecnico Commerciale Romero di Albino, che dibatteranno oltre che con Stella, anche con Ferdinando Piccinini, Segretario Generale della CISL Bergamo, e Eugenio Torrese, sociologo e Direttore dell’Agenzia per l’Integrazione di Bergamo.

Le conclusioni sono affidate a Marco Bentivogli, Segretario Generale della FIM CISL Nazionale che approfondirà anche  le relazioni esistenti  tra i temi dell’immigrazione ed i cambiamenti, derivanti dalla globalizzazione, intervenuti sull’economia e sulle società sviluppate e meno sviluppate.


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Aumentano i contratti aziendali in Lombardia, e aumentano, pur se in misura ridotta, anche in provincia di Bergamo. Nel 2014, secondo i dati dell’osservatorio CISL regionale coordinato da Giorgio Caprioli, ne sono stati firmati 508, 194 in più rispetto all’anno precedente. A Bergamo gli “aziendali” sono stati 68, 6 in più rispetto al 2013, segno evidente, sottolinea Caprioli che “la contrattazione è in ripresa quantitativa, seppur lenta, e in trasformazione qualitativa”.

Dallo studio dell’Osservatorio CISL “appare chiaro che continua la tendenza a contrattare maggiormente gli effetti della crisi e che si restringono gli spazi di contrattazione “tradizionale” a vantaggio di quella difensiva e di scambio”. Infatti,  colpisce l'aumento molto forte (+131,9%) della contrattazione di ristrutturazioni. Seguono le prerogative sindacali (+115,9%), che stanno ad indicare “un aumento di attenzione e di controllo dei sindacati e delle RSU alle politiche aziendali”. Poi, la formazione professionale e il mercato del lavoro, a testimonianza di “una crescente attenzione ai temi delle politiche attive del lavoro”.

Solo all'8° e 9° posto abbiamo i più tradizionali argomenti della contrattazione: retribuzioni e orario. Stessa cosa si può dire, anche se in termini più ridotti, per l'orario (24,1%), che perde anch'esso più di 6 punti percentuali di peso specifico. Discorso a parte merita il welfare, che si piazza al 10° posto (18,6%). La crisi si fa sentire anche su questo tema, che però in questi anni è molto cresciuto.

Il contributo delle categorie CISL nella stipula di questi contratti, vede primeggiare, come da tradizione, la FIM (metalmeccanici), con 245 accordi, seguita da FEMCA (tessili e chimici) con 107 e, a grande istanza la FIT (trasporti) che ha messo la propria firma su 31 contratti aziendali.

I dati a consuntivo del 2014 sulla contrattazione aziendale confermano tutte le difficoltà derivanti anche da un anno che è stato particolarmente difficile sul versante della recessione economica – dice Giacomo Meloni, segretario provinciale CISL. Le prime stime sulla contrattazione aziendale  per l'anno in corso pare confermino una tendenza al miglioramento. Dei contenuti della contrattazione un’ attenzione particolare va posta al tema welfare aziendale, dove a fianco di imprese lungimiranti e accordi innovativi, troviamo molti ritardi nel cogliere l'opportunità di accordi volti a diffondere i contenuti del welfare, quali contributi aziendali per i fondi di previdenza integrativa o sanitaria, diritto allo studio per i figli, permessi per la cura dei famigliari, asili nido, smart working, permessi per la cura dei famigliari e per i neo padri”.

L'auspicio è che un impulso positivo alla contrattazione aziendale e allo sviluppo del welfare lo possano dare i provvedimenti previsti nella legge di stabilità 2016, che prevede la reintroduzione, come da tempo chiede la CISL, della detassazione al 10% dei premi di produttività fino a 2000 euro, tetto che andrebbe alzato almeno ai 3000 euro, oltre che voucher totalmente detassati per il welfare aziendale. Sono buone opportunità da cogliere per rilanciare e sviluppare la contrattazione di secondo livello dopo stagioni di estrema difficoltà sia sul versante lavoro e occupazione come pure per la contrattazione”. 



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“È stato un mese di lavoro intenso, che ha coinvolto circa 300 aziende e quasi undicimila persone, un numero importante di lavoratori”. Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo sintetizza così il risultato del referendum sulla piattaforma di FIM e UILM per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, presentato in una conferenza stampa unitaria insieme al collega Angelo Nozza.

Alla consultazione hanno partecipato 10297 iscritti alle due federazioni sindacali: tra questi più del 95% ha espresso il proprio gradimento alla piattaforma da presentare al confronto con Federmeccanica, che partirà nei prossimi giorni. “È stata una importante soddisfazione, anche perché il voto è arrivato anche da molti non iscritti – dice Nozza -, e in alcune aziende abbiamo avuto anche il 100% di votanti, segna tangibile che la nostra contrattazione è apprezzata dai lavoratori”.

“Abbiamo ottenuto un grande riconoscimento del lavoro e delle idee inserite nella nostra ipotesi – continua Nieri -, ma soprattutto abbiamo avuto la consapevolezza che fra la gente è invalsa l’idea che siamo un sindacato serio che rinnova i contratti, un contratto, questo, che potrebbe anche guidare il settore verso l’uscita dalla crisi”.

“Tanti contenuti innovativi per tante situazioni nuove – continua Nozza -, per le quali si sono cercate risposte e tutele per i lavoratori”. Tra le pieghe della piattaforma, per Nieri, “ci sono soluzioni e ricerche di relazioni moderne e responsabili, che cercano di colmare il gap competitivo che molte aziende, anche nel nostro territorio pagano per i mancati investimenti attuati in questo periodo”.

 

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Mercoledì, 16 Settembre 2015 08:22

Faac: polemiche e distinguo estivi

Ha ripreso vigore e importanza, negli ultimi giorni, la discussione attorno alla FAAC di Grassobbio, azienda che chiuderà per essere delocalizzata nell’Est Europa. Il fatto che la Curia di Bologna sia proprietaria del gruppo industriale di Bologna, ha contribuito a scatenare una delle tante polemiche estive, sollevate a arte da qualcuno e subito raccolte, a favore mediatico da altri.

Col senno di poi, son tutti più bravi – dice Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo -, mentre noi non siamo abituati a polemizzare, ma più propensi a dare risposte concrete”.

La vicenda FAAC, ex Genius di Grassobbio, non è il primo caso in provincia di ristrutturazioni o chiusure nella sola logica del profitto. “Anche noi nella fase iniziale confidavamo nello spirito caritatevole della proprietà FAAC e nel suo management, ci siamo invece confrontati con una decisione irremovibile dell’azienda.

Però – continua Nieri - all’interno della discussione, sono stati coinvolti tutti i lavoratori anche con due richieste di voto specifiche, per decidere il tipo di percorso da attivare; è stato sottoscritto un accordo unitario dalla RSU, dalla FIM e dalla FIOM, con cui si è cercato di mettere in campo risposte al problema che si stava presentando, sia  per gli ammortizzatori sia per gli incentivi a sostegno della permanenza in cassa che a un successivo esodo.

Ma soprattutto sono state promosse azioni di politiche attive che prevedevano l’utilizzo della struttura e la sua riconversione con assorbimento di diversi lavoratori, la possibilità di affittare a titolo gratuito il capannone, la ricollocazione sul territorio, interventi di formazione per la ricollocazione esterna….”.

Sicuramente oggi, il rispetto degli impegni presi appare un po’ lontano, ma “il problema non è finito qui, dobbiamo andare avanti per trovare imprenditori e imprese interessati a questa opportunità bisogna cercare di coinvolgere tutti quanti per dare un seguito concreto… apprezziamo l’ impegno del vescovo, che abbiamo incontrato nei giorni scorsi…, mentre sottolineiamo che i distinguo di chi partecipato alla trattativa e di parte del mondo politico dei vari schieramenti ci sembra molto strano… chi vuole dare una mano è ben accetto, con aiuti concreti”.

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Martedì, 11 Agosto 2015 00:00

Stipendi Cisl: la Fim prende le distanze

Viste le notizie circolate oggi sui media riguardanti stipendi di dirigenti nazionali di alcune categorie e strutture della Cisl, la FIM CISL di Bergamo prende le distanze da quanto emerso. Nei giorni scorsi, appena iniziavano a trapelare notizie, la Segreteria della Fim Cisl di Bergamo, con un documento interno, ha sollecitato ai vari livelli immediate e opportune verifiche di quanto emerso. È chiaro che se il tutto dovesse esser confermato non esiteremo a chiedere le dimissioni delle persone coinvolte. Servono scelte forti in discontinuità con il recente passato.

Non possiamo fare a meno di ricordare a tutti che il rispetto del regolamento è sempre stato un obbligo e non un'indicazione e che gli stipendi dei sindacalisti devono necessariamente rispondere anche a principi di etica che impongo una giusta e corretta proporzionalità con gli incarichi ricoperti, certamente, ma anche con le condizioni economiche e occupazionali dei propri iscritti, patrimonio prezioso e fondamentale della Cisl. Per questo vanno fatte le opportune verifiche all'interno di tutte le strutture affinché emergano eventuali e ulteriori casi di abuso e scorrettezza nei confronti delle risorse economiche della Cisl e, nel caso, occorre intervenire sanzionandole.

È positivo che la Cisl abbia rivisto il proprio regolamento rendendo più stringenti le norme in materia salariale e di non cumulabilità dei compensi. Non ci basta, tuttavia, dire che tutti si adegueranno alle nuove norme e regolamenti improntati alla trasparenza se prima non viene perseguito chi, eventualmente, abbia ad oggi abusato di ruoli e rendite economiche.

La Fim Cisl è un'Organizzazione sana, fatta da migliaia di delegati che ogni giorno, gratuitamente, portano avanti i valori della Fim e della Cisl. La Fim Cisl, a tutti i livelli, è sempre stata rispettosa dei regolamenti a partire dalla dichiarazione dei redditi del Segretario Generale Nazionale Marco Bentivogli disponibile sul sito www.fim-cisl.it e raffiguarante un compenso che risponde sia al regolamento che all'etica, diversamente dalle cifre circolate a riguardo di altre persone.

Nell'ottica di una efficace trasparenza, la Fim Cisl ha deciso di pubblicare le dichiarazioni dei redditi di tutti i sindacalisti a tempo pieno. Non permetteremo che la disonestà di pochi infanghi la gloriosa storia della Nostra Organizzazione che, ancora oggi, cammina sulle gambe di tantissime persone oneste e sui valori di solidarietà e dignità.


DICHIARAZIONE DI LUCA NIERI, SEGRETARIO GENERALE FIM CISL BERGAMO

Da quando è emersa la vicenda Bonanni si è sbagliato a non andare a fondo nell'indagare eventuali altre anomalie che, alla fine, sono emerse.  Certamente, chi ha commesso degli abusi deve essere perseguito in maniera esemplare, senza sconti per nessuno, fino ad arrivare, se necessario, all'espulsione. Le mele marce devono esser tolte dalla cassetta per evitare che contagino la parte sana della Cisl che è ancora la maggioranza assoluta.
Chi ha approfittato del proprio ruolo per arricchirsi personalmente non è degno di rappresentare i valori della Cisl. L'applicazione dei regolamenti deve essere corretta e rigorosa senza alcuna distorsione.

Nella Fim di Bergamo gli stipendi medi vanno dai 1400 ai 1600 euro netti per quel che riguarda gli operatori. I segretari sono attorno ai 1700 euro e il segretario generale 1900 euro al mese. Stipendi di cui non ci lamentiamo ma che sottendono un impegno costante e quotidiano che ci tiene parecchie ore lontano da casa, sacrificando tempo nei confronti della propria famiglia. Per questo la spinta motivazionale e la passione sono decisivi in una quotidianità che abbiamo scelto e che, per noi, è più una "mission" che un lavoro. È sbagliato, quindi, fare di tutta l'erba un fascio. La Cisl è sana e ha ancora molto da dare ai lavoratori e al Paese. Ecco perchè non possiamo tollerare questi comportamenti e abusi.

La trasparenza e i trattamenti economici sono un passo in avanti. Adeguarsi a questo un dovere ma non deve costituire la sanatoria per gli abusi del passato. Il concetto di etica, moralità e la schiena dritta devono accompagnare sempre i sindacalisti della Cisl.

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Si discuterà di contratto nazionale nel consiglio direttivo della Fim Cisl previsto per il 30 luglio, alla Casa del Giovane di via Gavazzeni a Bergamo. Parteciperà il segretario nazionale Ferdinando Uliano per illustrare i contenuti della piattaforma per il rinnovo del contratto ai lavoratori, che a Bergamo superano quota 50 mila, considerando solo le aziende aderenti a Federmeccanica. «Oggi inizia anche per noi un percorso difficile – ha detto Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo -. Quella che proponiamo è una piattaforma che guarda al futuro e a nuove relazioni costruttive di reciproca responsabilità. Una piattaforma che costruisce presupposti per uscire dalla crisi, con la partecipazione, la formazione professionale e la gestione dell’organizzazione del lavoro. Richiederemo anche alle aziende lo stesso senso si responsabilità, soprattutto per uscire dagli schemi che il rilancio del settore manifatturiero passi dalla riduzione del costo del lavoro e non da processi di coinvolgimento dei lavoratori e di chi li rappresenta».

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Nel corso del 2014, in Bergamasca sono stati firmati, dal sindacato Cisl Bergamo e dalle sue categorie, 49 accordi che hanno contemplato il salario variabile. Di questi, 3 nel settore agro alimentare (dalla FAI Cisl), 22 in quello chimico e tessile (la FEMCA Cisl), 3 nel campo degli enti locali (da FP Cisl) e 20 in aziende metalmeccaniche (Fim Cisl). L’Osservatorio regionale CISL per la contrattazione, diretto dal bergamasco Giorgio Caprioli, ha distribuito nei giorni scorsi il proprio bollettino annuale, nel quale sono stati analizzati 204 accordi raggiunti in tutta la Lombardia.

L'analisi sull'andamento della contrattazione aziendale a Bergamo nel 2014, riconferma quanto analizzato anche nel corso della recente fiera della contrattazione territoriale in particolare per quanto riguarda il numero di contratti e le quantità economiche che hanno risentito inevitabilmente della grave situazione di crisi – dice Giacomo Meloni, segretario della CISL Bergamo -. I segnali  relativi alla contrattazione aziendale dei primi mesi del 2015, rimarcano una inversione di tendenza positiva a partire da significativi accordi in realtà industriali quali la Lucchini RS di Lovere, la Brembo, la San Pellegrino, dove anche l'incremento della componente economica ha trovato corrispondenza”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei contratti aziendali, in provincia di Bergamo la media del premio è di oltre 1300 €, contro i 1100 lordi della Lombardia, anche se con una discesa notevole rispetto allo scorso anno di circa 400 euro, “per colpa della crisi – sottolinea Caprioli”. Il numero degli accordi è aumentato soprattutto grazie al maggior impegno di alcune categorie, tra le quali FEMCA e FAI.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti – dice ancora Caprioli - non notiamo scostamenti significativi, permane a larghissima maggioranza la pratica di firmare accordi che prevedono premi uguali per tutti”. Sopra le firme della CISL, infatti, si scrivono contratti che “premiano” anche lavoratori interinali e a tempo determinato, in una misura sempre maggiore rispetto al passato. Anche se “c'è ancora molta strada da fare”. È vero che nella definizione dei “dipendenti” sono compresi anche i tempi determinati e che il contratto nazionale dei somministrati prevede, come del resto la legge, l'inclusione dei somministrati nella distribuzione del premio; ma i “silenzi” o le formulazioni poco chiare possono dar adito a contenziosi infiniti. E' presente anche, in alcuni accordi, l'esclusione esplicita dal beneficio del premio variabile di queste tipologie di lavoratori”.

Si nota che solo il 13,5% degli accordi si ricorda di citare sia i tempi determinati che gli interinali, con una diminuzione notevolissima (dal 24,7% al 13,5%). In compenso aumentano molto le citazioni, dirette o indirette, dei soli tempi determinati (dal 30% al 59,5%) e diminuiscono molto i casi di dimenticanza assoluta (dal 27,3% al 13,8%)”. Analizzando lo stesso fenomeno per le tre categorie che hanno inviato più accordi notiamo che la più “ugualitaria” è la FAI, seguita dalla FIM e, a molta distanza, dalla FEMCA”.

I premi legati alla presenza sono in aumento rispetto alla scorsa rilevazione: sono infatti il 44,6% rispetto al 39,3%. Comunque il dato oscilla intorno al 40%, senza oscillazioni significative da alcuni anni. Ai primi posti tra gli indicatori che regolano i premi aziendali, ci sono ancora indicatori “classici” come la qualità, l'assenteismo e la produttività. E' in ascesa la produzione che, insieme al fatturato, mostra come la crisi sia originata da una ridotta capacità di vendita dei prodotti. Si mantiene “in quota” la sicurezza, volta a premiare i comportamenti virtuosi che, insieme a un'adeguata manutenzione degli impianti e alle altre misure a cui l'azienda deve provvedere, contribuisce a abbattere il fenomeno tragico degli infortuni sul lavoro.

Questa ricerca servirà da stimolo per il confronto sulla riforma del modello contrattuale – continua Meloni -, perché si ponga fra gli altri l'obiettivo di ridurre il numero dei contratti, oltre 700 quelli registrati nel nostro paese. Serve nella riforma del modello contrattuale un rafforzamento della contrattazione aziendale sul premio di risultato legato ad obiettivi di miglioramento, di produttività, qualità, professionalità, redditività. accordi che vanno sostenuti con il ripristino della defiscalizzazione che il Governo ha inopinatamente sospeso nel corso del 2015.

Con una cura particolare da dedicare non solo alla qualità e alla bontà dell'accordo, tema per altro fondamentale, ma parimenti alla trasparenza dei dati aziendali, al loro aggiornamento tramite un lavoro se possibile di commissioni o gruppi di lavoro paritetico, per dare l'adeguata credibilità al dato tecnico e per una gestione partecipata del premio di risultato


Scarica la tabella del salario variabile 2014
Articolo l'Eco di Bergamo

 

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La FIM CISL Bergamo, con il segretario Pier Capelli, esprime il più forte cordoglio per la lavoratrice morta questo pomeriggio a Medolago, nell’incidente alla Gatti Precorvi. “L’accertamento di quanto avvenuto sarà un passaggio fondamentale per chiarire le dinamiche di questa tragedia. Da parte nostra, poi, faremo il possibile perché il tema della sicurezza diventi fondamentale nelle relazioni con l’azienda, come da tempo chiediamo”.


La cronaca dell'incidente (da l'Eco di Bergamo del 16 luglio 2015)

 

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