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Unione Sindacale di Bergamo

Storico successo del sindacato Fim Cisl Bergamo nelle elezioni per la RSU che si sono svolte alla Vipiemme di Isso, azienda della bassa bergamasca produttrice di batterie che da lavoro a 130 dipendenti.

L'esito, per niente scontato, ha visto infatti vittoriosa la FIM CISL su tutti i fronti: maggior numero di delegati (2 contro 1 della UILM e 1 della FIOM); maggioranza nelle preferenze (53 voti per la FIM, 28 voti per la UILM e 21 per la FIOM) e miglior risultato rispetto alla tornata elettorale precedente. Le ultime elezioni nel 2013, infatti, avevano visto vincere la UILM con 37 voti e 2 delegati, seguita dalla FIOM con 36 voti e 1 delegato e la FIM con 18 voti e 1 delegato.

Secondo Massimo Lamera, operatore sindacale FIM che segue l'azienda, “è un risultato storico che ci rende orgogliosi, vista la grande fiducia che i lavoratori hanno riposto nella nostra organizzazione e nella nostra squadra. Tuttavia, anche se è lecito festeggiare un risultato così importante, da domani inizia il vero lavoro e la vera sfida, consapevoli della responsabilità che tante persone, oggi, ci hanno voluto attribuire”.

Per la FIM risultano eletti Maurizio Ceribelli (28 voti) e Marco Borella (13 voti); per la UILM Stefano Urbano (13 voti) e per la FIOM Diego Livan (13 voti).

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Il 28 maggio 2016 i metalmeccanici scioperano in tutta Italia con il blocco degli straordinari. FIM FIOM UILM di Bergamo hanno organizzato già dalle 5 del mattino presidi fuori dai cancelli di Abb, Itema e Brembo, dove è stato presente anche Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale della FIM CISL che ha dichiarato: “Siamo impegnati in uno scontro che avremmo voluto evitare, ma l'intransigenza e la rigidità degli imprenditori metalmeccanici, che da sette mesi non hanno modificato la loro proposta, che prevede incrementi salariali inferiori al 5% per i lavoratori metalmeccanici, distruggendo così il contratto nazionale e mettendo in discussione i contratti aziendali fatti in questi anni, ci ha costretti a mettere in campo ulteriori dodici ore di sciopero e il blocco degli straordinari”.

L’agitazione dei lavoratori del settore, oltre 70.000 in provincia, continuerà anche nella prossima settimana, almeno fino a giovedì 9 giugno, quando è in programma lo sciopero generale con la manifestazione unitaria a Milano, alla quale parteciperà Marco Bentivogli, segretario generale FIM CISL. 

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La FIM CISL Bergamo e della Lombardia, con un nutrita presenza di operatori, delegati e lavoratori, ha “presidiato” il Giro d’Italia. Un gruppo dei metalmeccanici orobici, capitanati dal segretario generale Luca Nieri e dal segretario regionale Andrea Donegà, hanno fatto un piccolo e pacifico “blitz” durante la tappa bergamasca della “corsa rosa”, stendendo uno striscione che protestava contro la rottura delle trattative al tavolo per il rinnovo del CCNL metalmeccanico.

L'accordo tra Federmeccanica e i sindacati dei metalmeccanici sul rinnovo del contratto è infatti ancora lontano e, dopo un incontro a Confindustria giudicato deludente, FIM FIOM UILM hanno dichiarato 12 ore di sciopero e il blocco degli straordinari per due giorni. Nel dettaglio le prime quattro ore di sciopero saranno fatte a livello locale già nei prossimi giorni e Bergamo le svolgerà venerdì 27, con presidi annunciati nel fine settimana presso Brembo, ABB e altre industrie. Lo sciopero generale sarà giovedì 9 giugno, con manifestazione a Milano, dove concluderà Marco Bentivogli, segretario generale nazionale della FIM CISL.

Una nota unitaria di FIM FIOM UILM nazionale spiega che "dopo sei mesi di trattativa, Federmeccanica è ferma di fatto sullo schema proposto lo scorso 22 dicembre, secondo cui il CCNL non riconosce più alcun aumento salariale alla stragrande maggioranza della nostra categoria, e addirittura si penalizza chi in questi anni ha svolto la contrattazione nei luoghi di lavoro. L'unica disponibilità, dopo tutto questo tempo, è la semplice riedizione e applicazione dello schema, ovvero un CCNL a valere per una quota di lavoratori inferiore al 5% della categoria".

"Il nostro obiettivo è riaffermare un CCNL che garantisca il potere d'acquisto del salario per tutti i metalmeccanici". "Di fronte a questa situazione - è la conclusione - le segreterie nazionali FIM FIOM UILM ritengono che non ci sia più tempo da perdere ed è necessario intensificare la mobilitazione con iniziative nei luoghi di lavoro e sul territorio".

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Mercoledì 20 aprile in occasione dello sciopero nazionale di 4 ore per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, si terrà a Bergamo una manifestazione unitaria. Vista la rilevanza politica della vertenza contrattuale è importante il sostegno e la presenza di tutte le categorie della CISL alla manifestazione unitaria. Il ritrovo è alle 9.30 al piazzale della stazione ferroviaria di Bergamo. La manifestazione si concluderà con un presidio davanti alla sede di Confindustria.


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La Gamba Srl di Brembilla, azienda storica di minuteria meccanica che occupa un centinaio di dipendenti, ha recapitato a tre lavoratori una lettera di licenziamento individuale per motivi economici dopo aver affrontato quattro anni di contratto di solidarietà. Per questo motivo lunedì 7 marzo 2016 i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil, dopo un'assemblea coi lavoratori, hanno proclamato 2 ore di sciopero al quale ha aderito più del 50% dei dipendenti.

Andrea Donegà, della Fim Cisl Bergamo, definisce quella dell'Azienda "una decisione inaccettabile e sbagliata che segna una rottura e una discontinuità con quanto fatto fino ad ora all'insegna di proficue relazioni sindacali e tutela dell'occupazione. In questi anni abbiamo sempre condiviso con l'Azienda i percorsi da intraprendere e, invece, questi licenziamenti decisi unilateralmente e comunicatici a fatto compiuto sono stati inaspettati e sbagliati nelle modalità. Chiediamo all'azienda di fare marcia indietro su tali provvedimenti visto che la procedura prevista per legge ci dà ancora margini di tempo prima del tentativo obbligatorio di conciliazione alla Direzione Provinciale del Lavoro. La grande partecipazione dei lavoratori allo sciopero dimostra che la solidarietà è ancora un valore importante e che occorre ricondurre la discussione in un clima costruttivo”.

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La FIM CISL lo dice da qualche tempo. “Siamo alla vigilia della quarta rivoluzione industriale. Germania, Cina e Stati Uniti stanno investendo e implementando il prossimo stadio del manifatturiero che sarà appunto Industry 4.0, e il nostro Paese, come sempre, nonostante il valore e l’importanza della manifattura industriale parte in ritardo”.

I cambiamenti in corso nei sistemi industriali in Italia e nel mondo, le prospettive che si intravvedono con l’avvento di Industry 4.0, le forme di organizzazione snella e partecipativa, la digitalizzazione della comunicazione tra persone e oggetti, mettono in discussione paradigmi consolidati che pure per anni hanno prodotto risultati e ricchezza nei nostri territori. Di questo si parlerà nel convegno “Le fabbriche nel tempo del digitale, le nuove sfide per il futuro”, che la FIM bergamasca organizza per martedì 22 marzo (ore 9.00), all’auditorium della Casa del Giovane di via Gavazzeni.

Il fordismo sembra essere ormai alle spalleprecisa Luca Nieri, segretario generale del sindacato Fim Cisl Bergamo -, ma ancora molte sono le resistenze e le difficoltà ad approcciare l’economia globale fortemente competitiva con nuovi modelli. Le sfide riguardano non solo il sistema delle imprese, ma anche il sindacato, stimolando sempre più meccanismi di partecipazione e mettono in discussione sia i principi e i meccanismi tecnico-organizzativi presenti nelle aziende, sia le relazioni sindacali di fabbrica e poi nazionali. La fabbrica del futuro sarà “intelligente” e la FIM vuole da un lato che si investa nell’industria del futuro, che consentirà crescita di competitività, ma in cui è tutta da giocare la partita della sua sostenibilità sociale

Si sente l’esigenza di rinnovamento, si analizzano i casi di successo e i fallimenti, ma è difficile inoltrarsi lungo percorsi innovativi che necessitano di discontinuità importanti con il passato. Le abitudini consolidate rassicurano per un verso, ma si percepisce tangibilmente la loro scarsa efficacia”.

Il convegno, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole costituire un’occasione per raccontare e mettere in rilievo alcune esperienze e l’implementazione di sistemi efficaci, che hanno prodotto risultati significativi in ordine ad aumento di produttività e competitività e possono offrire stimoli notevoli alle imprese e ai lavoratori. Perciò, si parlerà di casi di innovazione organizzativa e di partecipazione  diretta dei lavoratori in diversi settori industriali; di produttività dal basso e di casi di successo di imprese sul territorio bergamasco, come ABB, Sematic, Brembo; e infine di relazioni sindacali.

Al convegno parteciperanno, tra gli altri, Luciano Pero,  professore del Politecnico di Milano, Stefano Malandrini, responsabile relazioni industriali Confindustria Bergamo, e Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale FIM CISL. 

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Bergamo registra un netto miglioramento nell’andamento della gestione degli ammortizzatori sociali nel corso dell’ultimo semestre. Nella rilevazione del 2015 compiuta dalla FIM CISL regionale, infatti, sul territorio bergamasco si registrava quasi il 32% di ricorso alle Casse Integrazione della Lombardia. Oggi sono “solo” il 19,22.

È uno dei dati emersi dalla conferenza stampa che il segretario generale regionale dei metalmeccanici CISL, Enrico Civillini, ha tenuto il 9 febbraio 2016 per presentare il quarantesimo rapporto semestrale sull’andamento dell’industria metalmeccanica lombarda.

Per quanto riguarda Bergamo, l’analisi ha monitorato 168 aziende colpite in qualche modo dalla crisi. In queste, su 7000 addetti, più di 5200 hanno usufruito di ammortizzatori sociali; l’84% delle aziende ha attivato Casse ordinarie, l’11% Straordinarie, e in 9 aziende si ha fatto ricorso alla mobilità per 181 lavoratori.

Dai dati si evidenzia sostanzialmente un miglioramento – sottolinea Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM Cisl Bergamo -, anche se il numero delle persone coinvolte è ancora significativo. Serve cautela nel valutare i dati, e è prematuro parlare di ripresa. Sarebbe più corretto  definire questa situazione un’inversione di tendenza. D’altronde, le nostre aziende viaggiano a due velocità: quelle che si rivolgono ai mercati esteri stanno ottenendo risultati significativi, ponendo davvero le basi per una ripartenza efficace; chi invece sfrutta solo il mercato interno patisce il ristagno della domanda”.

Dall'inizio dell'anno, inoltre, è partita la nuova disciplina relativa agli ammortizzatori sociali che, nei fatti, renderà più stringenti le possibilità di utilizzo e, in particolare per ciò che riguarda le situazioni di cessazione definitiva delle attività, non consentirà più l'utilizzo della cassa straordinaria. Queste modifiche, venendo a mancare uno strumento che fino a oggi ha consentito di gestire alcune situazioni delicate, potrebbero secondo la FIM Lombardia accelerare nel 2016  l'incremento dei licenziamenti.  Anche per questo motivo diventa urgente attivare un serio sistema di politiche attive al fine di favorire la riqualificazione e il ricollocamento del personale espulso” ha affermato Civillini.

Il 2016 sarà comunque l’anno della verifica, insiste Nieri, “tenendo presente che i mercati importanti di riferimento, i cosiddetti BRICS, mostrano forti e preoccupanti segnali di rallentamento. In questo, anche l’andamento negativo delle borse potrebbe incidere negativamente sui segnali che oggi registriamo, anche se  la preoccupazione più grande riguarda le aziende più piccole, che hanno mercati locali e che oggi soffrono maggiormente  e faticano a agganciarsi alla ripresa.

Non tutti i settori, poi, sono ripartiti allo stesso modo: nel 2015 il settore Auto ha ripreso a correre, mentre altri sono ancora fermi al palo. Per questo – conclude Nieri - serve monitorare l’evoluzione del nostro territorio. Diventa importante a questo scopo attivare percorsi congiunti con Federmeccanica, che possano aiutare le aziende a scelte future più consapevoli.


 

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Giovani in Formazione per il cambiamento. Con questo spirito, il sindacato FIM CISL Bergamo si apre ai giovani in un'ottica di vero rinnovamento del sindacato. E lo fa con un progetto, realizzato dalla FIM Nazionale e “adottato” a livello provinciale, rivolto a chi ha meno di 35 anni, diplomato o laureato, che porterà a un’esperienza all’interno del sindacato del metalmeccanici della durata 9 mesi, con tirocini retribuiti.

“Il tutto – spiegano Luca Nieri, segretario generale della FIM orobica, e Andrea Donegà, responsabile nazionale di FIM giovani - va nell'ottica di rinnovamento e ringiovanimento del Sindacato. La FIM si apre ai giovani per accoglierli e farsi contaminare dall'entusiasmo e dalla freschezza delle nuove idee”.

“Il percorso formativo – insiste Nieri – partirà naturalmente dalla storia e dai valori fondativi del Sindacato, dalle sue conquiste e dalla valorizzazione della memoria, per approdare a un rinnovamento che non suoni come rottamazione, ma come sviluppo di una identità da condividere e aggiornare”.

L’intento della FIM bergamasca è quello di aprirsi “ a chi è già attivo nel sociale, nell'associazionismo e nell'impegno civile per mantener vivo e sempre più importante quel senso di partecipazione civica che ha fatto grande il Sindacato. In un mondo del lavoro profondamente mutato – è l’idea di Donegà -diventa importante avvicinare i ragazzi e permettere loro di vivere un'esperienza di militanza sindacale per comprendere l'importanza e il ruolo fondamentale che la nostra organizzazione svolge. In molti parlano di giovani, noi vogliamo renderli protagonisti del futuro e spalancare loro le porte del Sindacato”.

“Siamo impegnati – concludono - perché il Sindacato torni quel luogo pubblico dove si realizzano le migliori aspirazioni dei giovani per costruire, insieme, un luogo sensibile ai cambiamenti e al passo coi tempi, in grado di interpretare le esigenze delle persone e costruire una società più giusta”.

Il progetto dei tirocini FIM, nella fase di selezione, presterà una particolare attenzione al fine di sviluppare una maggiore presenza femminile nell’organizzazione; saranno privilegiati i percorsi formativi svolti nelle facoltà di Giurisprudenza, Economia, Sociologia, Scienze Politiche, Scienze della comunicazione, Scienze della Formazione; saranno tenute in debito conto le esperienze di impegno sociale nel volontariato, nell’associazionismo politico, sociale, civile ecc.

I ragazzi scelti saranno protagonisti di momenti formativi specifici anche presso la nostra scuola di formazione ad Amelia, fiore all'occhiello nel campo della formazione FIM. Chi è interessato può mandare il curriculum Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure chiamare il sindacato FIM CISL Bergamo 035.324.391 entro il 15 gennaio 2016.

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Dopo Parigi; mentre continua l’esodo dalla Siria verso l’Europa; mentre in provincia si discute di “accoglienza diffusa” e partecipano 22 comuni su 242... il sindacato Fim Cisl Bergamo entra nella discussione su immigrazione e accoglienza, consapevole che “la riflessione ed il dibattito assumono oggi una valenza ancor più forte e ricca di significato per come il tema dell’immigrazione impatta sugli aspetti dell’ accoglienza e dell’integrazione  in un mondo sempre più globalizzato”.

In FIM CISL a Bergamo il 19% degli iscritti ed il 9% dei delegati è costituito da immigrati (donne e uomini). La sensibilità del sindacato dei metalmeccanici in questo campo è sempre stata alta. Per questo, la FIM orobica organizza per martedì prossimo, 24 novembre, l’incontro “Dal passato al presente per migrare nel futuro”, una riflessione “dinamica” sul tema delle migrazioni di ieri e di oggi, da e verso l’Italia, per una vita migliore, per lavoro, per studio e per la ricerca di nuove opportunità.

L’iniziativa, che nasce da un’idea del Gruppo Immigrati della FIM, in collaborazione con l’Anolf CISL di Bergamo - Giovani di Seconda Generazione, si svolgerà il 24 novembre, a partire dalle 9, presso l’Auditorium della Casa del Giovane.

La relazione introduttiva sarà tenuta da Gian Antonio Stella, scrittore e giornalista del Corriere della Sera, che offrirà il suo contributo di studioso sul campo, comprendendo anche il punto di vista di quando ad emigrare nel passato erano i nostri connazionali, per arrivare ai temi dell’attualità,  con le  sue complessità e contraddizioni.

Lo spunto della relazione darà il via al dibattito, che vedrà protagonisti i delegati di fabbrica, immigrati e non, i volontari dell'ANOLF e gli studenti delle scuole ENGIM Lombardia di Brembate di Sopra, dell’Istituto Tecnico Commerciale Belotti di Bergamo, del Liceo Scientifico Galilei di Caravaggio, dell’IPSSAR di San Pellegrino Terme e dell’Istituto Tecnico Commerciale Romero di Albino, che dibatteranno oltre che con Stella, anche con Ferdinando Piccinini, Segretario Generale della CISL Bergamo, e Eugenio Torrese, sociologo e Direttore dell’Agenzia per l’Integrazione di Bergamo.

Le conclusioni sono affidate a Marco Bentivogli, Segretario Generale della FIM CISL Nazionale che approfondirà anche  le relazioni esistenti  tra i temi dell’immigrazione ed i cambiamenti, derivanti dalla globalizzazione, intervenuti sull’economia e sulle società sviluppate e meno sviluppate.


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Aumentano i contratti aziendali in Lombardia, e aumentano, pur se in misura ridotta, anche in provincia di Bergamo. Nel 2014, secondo i dati dell’osservatorio CISL regionale coordinato da Giorgio Caprioli, ne sono stati firmati 508, 194 in più rispetto all’anno precedente. A Bergamo gli “aziendali” sono stati 68, 6 in più rispetto al 2013, segno evidente, sottolinea Caprioli che “la contrattazione è in ripresa quantitativa, seppur lenta, e in trasformazione qualitativa”.

Dallo studio dell’Osservatorio CISL “appare chiaro che continua la tendenza a contrattare maggiormente gli effetti della crisi e che si restringono gli spazi di contrattazione “tradizionale” a vantaggio di quella difensiva e di scambio”. Infatti,  colpisce l'aumento molto forte (+131,9%) della contrattazione di ristrutturazioni. Seguono le prerogative sindacali (+115,9%), che stanno ad indicare “un aumento di attenzione e di controllo dei sindacati e delle RSU alle politiche aziendali”. Poi, la formazione professionale e il mercato del lavoro, a testimonianza di “una crescente attenzione ai temi delle politiche attive del lavoro”.

Solo all'8° e 9° posto abbiamo i più tradizionali argomenti della contrattazione: retribuzioni e orario. Stessa cosa si può dire, anche se in termini più ridotti, per l'orario (24,1%), che perde anch'esso più di 6 punti percentuali di peso specifico. Discorso a parte merita il welfare, che si piazza al 10° posto (18,6%). La crisi si fa sentire anche su questo tema, che però in questi anni è molto cresciuto.

Il contributo delle categorie CISL nella stipula di questi contratti, vede primeggiare, come da tradizione, la FIM (metalmeccanici), con 245 accordi, seguita da FEMCA (tessili e chimici) con 107 e, a grande istanza la FIT (trasporti) che ha messo la propria firma su 31 contratti aziendali.

I dati a consuntivo del 2014 sulla contrattazione aziendale confermano tutte le difficoltà derivanti anche da un anno che è stato particolarmente difficile sul versante della recessione economica – dice Giacomo Meloni, segretario provinciale CISL. Le prime stime sulla contrattazione aziendale  per l'anno in corso pare confermino una tendenza al miglioramento. Dei contenuti della contrattazione un’ attenzione particolare va posta al tema welfare aziendale, dove a fianco di imprese lungimiranti e accordi innovativi, troviamo molti ritardi nel cogliere l'opportunità di accordi volti a diffondere i contenuti del welfare, quali contributi aziendali per i fondi di previdenza integrativa o sanitaria, diritto allo studio per i figli, permessi per la cura dei famigliari, asili nido, smart working, permessi per la cura dei famigliari e per i neo padri”.

L'auspicio è che un impulso positivo alla contrattazione aziendale e allo sviluppo del welfare lo possano dare i provvedimenti previsti nella legge di stabilità 2016, che prevede la reintroduzione, come da tempo chiede la CISL, della detassazione al 10% dei premi di produttività fino a 2000 euro, tetto che andrebbe alzato almeno ai 3000 euro, oltre che voucher totalmente detassati per il welfare aziendale. Sono buone opportunità da cogliere per rilanciare e sviluppare la contrattazione di secondo livello dopo stagioni di estrema difficoltà sia sul versante lavoro e occupazione come pure per la contrattazione”. 



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