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Unione Sindacale di Bergamo

Dopo tre mesi di discussione, è arrivato l’accordo per l’erogazione di un Premio aziendale ai circa 280 lavoratori dei due stabilimenti Italcementi di Calusco e Rezzato: il 12 dicembre, nella sede Italcementi di Milano si è tenuto l’incontro tra la Direzione aziendale, la RSU e le organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Bergamo e Brescia che hanno sottoscritto l’intesa.

425 euro lorde per il 2017

L’accordo firmato prevede il riconoscimento di 425 euro lorde per il 2017, prorogabile anche nel 2018, nel caso in cui la trattativa di secondo livello in discussione a livello nazionale non portasse condizioni di miglior favore a livello economico per i lavoratori hanno spiegato i segretari generali Luciana Fratus di FILLEA-CGIL e Danilo Mazzola di FILCA-CISL di Bergamo -. Il premio verrà riconosciuto con la retribuzione del mese di dicembre e verrà erogato a tutti i lavoratori. A chi si trovi in Cassa Integrazione o sia stato trasferito, il premio verrà riconosciuto pro quota per il periodo lavorato nel 2017”.

Si premiano il sacrificio dei lavoratori

È un risultato dignitoso frutto di un equilibrio costruito con l’azienda durante i vari incontri. Si premiano la fatica e il sacrificio dei lavoratori in questi anni difficili e si dà il segnale che investire nel proprio patrimonio professionale, dopo una riorganizzazione del Gruppo in conseguenza all’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, è una delle strade da seguire per il rilancio del comparto del cemento, insieme alle altre proposte illustrate nella giornata di mobilitazione del 7 dicembre: l’impegno e l’investimento nella ricerca e nell’innovazione e l’utilizzo di impianti per la creazione di energia alternativa (CSS).

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In questi 10 anni, la crisi che ha colpito l'edilizia ha provocato profonde trasformazioni nel settore del cemento. La riduzione della produzione da 47 a 19 milioni di tonnellate ha comportato pesanti e necessarie ristrutturazioni aziendali con conseguenti processi di acquisizione: da ultimi Cementir Italia (nella nostra provincia è presente il sito di Tavernola) da parte di Italcementi–HeidelberghCement, e Zillo da parte di Buzzi Unicem.

Apertura di un tavolo interministeriale

Abbiamo chiesto un impegno a Federmaco e al Ministro Poletti che prevede l'apertura di un tavolo interministeriale con la presenza dei tre ministeri interessati (Sviluppo Economico, Lavoro e Ambiente)”, hanno detto i segretari generali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo, nella conferenza stampa organizzata in concomitanza con la giornata di mobilitazione nazionale del settore. “Lo sviluppo futuro del comparto economico e occupazionale deve passare da innovazione e sostenibilità – hanno sostenuto Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Luciana Fratus -, che vuol dire meno nuove costruzioni e consumo di suolo, orientando il sistema verso le nuove domande del mercato e la tutela dell’ambiente. Il futuro dell’edilizia e del cemento è in un nuovo modello produttivo: rigenerazione e recupero urbano, messa in sicurezza del patrimonio ambientale, storico-artistico e del costruito, innovazione e ricerca sui materiali, economia circolare”.

Il prezzo pagato dalla Bergamasca

L’assenza di investimenti in ricerca su processo e prodotto ci dice quanto gli stessi imprenditori non accettino la sfida del cambiamento che con i nuovi assetti aziendali e societari è già iniziata. Per quanto riguarda la nostra provincia evidenziano i tre Segretari Generali, ha pagato un prezzo altissimo, con la perdita di 500 posti di lavoro in particolare dovuti all'acquisizione da parte di HedilbergCement di Italcementi. Da valutare attentamente sarà l'acquisizione di Cementir Italia da parte di Italcementi Heidelberg e le ricadute occupazionali in particolare sul sito di Tavernola.” Si auspica, quindi che l’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 (prevede l’estensione dell’Art.42 a quei lavoratori che vengono acquisiti da Aziende che durante il periodo di utilizzo del trattamento stesso abbiano subito una variazione del proprio assetto industriale per acquisizione o dismissione) venga accolto alla Camera perché purtroppo bocciato in Senato. Questo è un segnale negativo della politica nei confronti dei problemi del settore.

Le proposte del sindacato per Bergamo

Il sindacato, anche per Bergamo e il suo territorio ha da tempo avanzato le sue proposte: “Chiediamo il rilancio del settore delle costruzioni, come leva allo sviluppo, con investimenti su infrastrutture, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, difesa del patrimonio artistico culturale del territorio; la difesa del sistema produttivo cementiero italiano, per spingere le imprese ad investire in ricerca e innovazione; l’utilizzo degli impianti per la creazione di energia alternativa (CSS) che consentirebbe un minor dispendio energetico, nel ciclo produttivo, coerente con le direttive Europee in materia di politiche energetiche”.

A livello nazionale

Le segreterie nazionali di FenealUil - Filca Cisl - Fillea Cgil chiedono al Governo l’apertura di un confronto sui piani industriali delle aziende, affinché siano coerenti con gli interessi generali e rispettosi di principi di Responsabilità Sociale d'Impresa; la difesa dell'occupazione in un’ottica di politiche attive e passive, attraverso la riconversione di siti produttivi con l'utilizzo di ammortizzatori sociali, la costruzione di relazioni industriali strategiche, nella gestione di una fase cosi delicata, che coinvolgano le parti sociali attraverso il contratto di gruppo, con la costituzioni di Coordinamenti di RSU in grado di rappresentare i lavoratori (almeno il 50% + 1).


Scarica il volantino

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Nel mese di giugno del 2015 è stata inviata la piattaforma alle Associazioni Artigiane della Lombardia per il rinnovo del Contratto Regionale Integrativo per le lavoratrici e lavoratori delle imprese artigiane del legno e lapidei. Ecco cosa chiedono le lavoratrici e i lavoratori artigiani del settore legno e lapidei:


Chiedono
 di riconoscere contrattualmente la specificità dei lavori speciali e disagiati (es. per il settore lapideo minatori e fuochini, lavori in cava, ecc)

Chiedono un maggior riconoscimento delle flessibilità di orario di lavoro e della banca ore

Chiedono di agevolare i tempi di lavoro con quelli di vita ai padri e alle madri, migliorando quanto già previsto dalla legge per la nascita dei figli.

Chiedono un livello di attenzione sulla previdenza complementare chiedendo un aumento del contributo a carico del datore di lavoro dello 0,50% dal 1 Gennaio 2015 e la consegna del modello di iscrizione al fondo di settore ( FON.TE ) alle lavoratrici e ai lavoratori all'atto dell'assunzione.

Chiedono di articolare il premio variabile annuo, per tutte le lavoratrici e I lavoratori che prestano lavoro all'interno del perimetro dell'azienda, (stage, collaborazioni, ecc.) su parametri reali e riscontrati del comparto manifatturiero e una maggiorazione sul lavoro a turni.

L'obiettivo sindacale è quello di garantire a livello regionale della Lombardia la tutela del II livello alle Lavoratrici e ai Lavoratori del comparto artigianato e media impresa del comparto legno e lapideo che deve avere la spinta propulsiva per innovarsi e competere a livello nazionale, europeo e internazionale.

Negare il diritto alla contrattazione dimostra quanto sia ostile il comportamento delle Associazioni Artigiane nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori ed è sintomatico del livello di miopia negoziale.


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Con due presidi e volantinaggi, uno nel cantiere della Guardia di Finanza e l’altro al KM Rosso dove è in corso la costruzione della nuova sede di Confindustria, la mattina di lunedì 20 novembre i sindacati dei lavoratori edili di FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo hanno avviato la protesta che culminerà nello sciopero nazionale del settore, previsto per il 18 dicembre.

Il mancato rinnovo del contratto collettivo

La mobilitazione è stata organizzata contro il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai edili, a un anno e cinque mesi dalla scadenza del precedente. A Bergamo attendono il nuovo Contratto circa 30mila lavoratori. Sui contenuti di questa vertenza, i sindacati hanno incontrato il Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e i rappresentanti di ANCE, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili di Bergamo. In tutt’Italia oggi si sono svolti presidi, volantinaggi, incontri e conferenze stampa.

Mobilitazione anche per l’Ape social

Dal luglio 2016 la trattativa non è mai entrata nel merito della nostra piattaforma. La presentazione di una contro-piattaforma a febbraio da parte delle delegazioni datoriali testimonia l’esplicita volontà di non dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori hanno commentato Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Luciana Fratus per FILLEA-CGIL di Bergamo.Gli operai edili sono in mobilitazione anche per l’assenza di risposte concrete sull’anticipo dei tempi di approdo alla pensione. Il 50% delle domande di Ape social respinte nella provincia di Bergamo da parte dell’INPS e l’innalzamento dell’età di vecchiaia fino a 67 anni proposto dal Governo Gentiloni sono elementi che non tengono conto di quanto sia faticoso e gravoso il lavoro dell’edile”.

L’incontro con la stampa

Sul rinnovo del Contratto nazionale e sul previsto sciopero di dicembre nella sede della CGIL di Bergamo, si è tenuto un incontro con la stampa: per i tre sindacalisti è stata anche l’occasione di prendere di nuovo posizione rispetto all’altro tema, tutto locale, dell’unificazione delle casse edili, dopo le ultime notizie pubblicate sabato scorso sulla stampa cittadina: “Questo è il momento di passare dalle parole (scritte sui giornali e, tra l’altro, mai discusse là dove invece dovrebbe tenersi il confronto) ai fatti: per noi, lo ripetiamo, l’unificazione di Cassa Edile ed Edilcassa è prioritaria, una scelta lungimirante che guarda al futuro. Ma sia chiaro che non la realizzeremo sulla pelle dei lavoratori".

I vantaggi di unificare le casse

Inoltre, riteniamo sia poco utile continuare a rimarcare che una Cassa abbia superato l’altra per importanza. Per i sindacati i due enti sono uguali. Ragionare su quale sia più rilevante non è utile. Se si procedesse all’unificazione, il nuovo organismo potrebbe attestarsi fra le prime cinque Casse edili nel panorama nazionale. È questo quello che conta. "Torniamo, poi, a sottolineare - proseguono i sindacati - che noi rappresentiamo il 50% delle parti sia nell’uno che nell’altro ente paritetico. Senza il nostro coinvolgimento gli obiettivi non potranno essere raggiunti. E’ ora che le trattative, svolte sino a qui solo sui giornali dalle nostre controparti, approdino a un tavolo di confronto che chiediamo da tempo”.

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Si sono riuniti in un presidio dalle 5 di mattina di giovedì 2 novembre davanti ai cancelli delle due cementerie e sono scesi in sciopero per 8 ore: così i lavoratori Italcementi di Calusco d’Adda e di Rezzato hanno chiesto un Premio dignitoso per l’anno 2016, nel quale si tenga conto “della fatica e dei carichi di lavoro, aumentati in questi anni a causa della pesante riorganizzazione subita a seguito dell’acquisizione da parte di HeidelbergCement”.

Dare un segnale positivo ai lavoratori

Filca Cisl e Fillea Cgil e di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, alla vigilia della mobilitazione avevano definito la proposta economica avanzata dall’azienda inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell'impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, avevano dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e proseguito con lo sciopero. di oggi “Riteniamo che dopo anni di sacrifici, di tagli occupazionali e di efficientamento dei processi produttivi, sia arrivato il momento di dare un segnale positivo ai lavoratori, dimostrando che l’azienda vuole investire nel proprio patrimonio professionale” hanno commentato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La coesione è valore imprescindibile

Per questi motivi l’adesione alla mobilitazione è stata altissima: tutti i lavoratori hanno risposto positivamente alla fermata decisa nelle assemblee. Ora, si auspica che Italcementi cambi atteggiamento e dia ai lavoratori risposte sia dal punto di vista economico che rispetto all’implementazione dell’organico aziendale, per le mansioni oggi vacanti.Se ciò – continuano i sindacati - non dovesse avvenire valuteremo altre iniziative di mobilitazione. Ringraziamo i lavoratori che coerentemente hanno aderito alla protesta decisa nelle assemblee, certi che la coesione oggi sia ancora un valore imprescindibile per condividere obiettivi comuni”.

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Per il lavoro, il contratto, la salute, le pensioni: questi i temi che saranno al centro dello sciopero nazionale dell’intero comparto dell’edilizia proclamato dalle segreterie di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil per il 18 dicembre.

Nessuna apertura dalle associazioni datoriali

Una decisione cui si è giunti “dopo aver preso atto, ancora una volta, dello stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto edile, scaduto da quasi un anno e mezzospiegano i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi, che proseguono: “avevamo annunciato nei mesi scorsi la mobilitazione per novembre, qualora le associazioni datoriali non avessero mostrato disponibilità ad un avanzamento nella trattativa. Nel frattempo, abbiamo svolto oltre mille assemblee nei cantieri per spiegare ai lavoratori le nostre proposte e le difficoltà che abbiamo incontrato nel negoziato. Oggi dobbiamo prendere atto che dalle associazioni datoriali non sono giunte reali disponibilità ed aperture”.

Le rivendicazioni dei sindacati

Aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, ecc.), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani.

I tatticismi delle controparti

Per Panzarella, Turri, Genovesi le rivendicazioni vanno nella direzione di un Contratto Nazionale al servizio di una qualificazione maggiore del sistema, del lavoro e dell’impresa, per poter affrontare le sfide di un settore che sta cambiando nei suoi processi e nei suoi prodotti (riqualificazione, rigenerazione, messa in sicurezza del territorio e del patrimonio pubblico e privato, ecc.) per cui servono più professionalità, più qualità, più partecipazione”. Ma le controparti “continuano con tatticismi dilatori a prendere tempo, non rispondendo nel merito alle nostre proposte e non accettando la sfida che i lavoratori ed il Sindacato hanno lanciato”.

Scioperi e iniziative

Dunque il 18 dicembre sarà “sciopero per l’intera giornata in tutte le imprese edili, con manifestazioni di carattere interregionale, mentre nella giornata del 20 novembre metteremo in campo una iniziativa straordinaria di informazione, con volantinaggi, conferenze stampa, presidi, in preparazione dello sciopero nazionale” concludono i leader di Feneal Filca Fillea.


L'informativa delle segreterie nazionali di Feneal Filca Fillea
Il manifesto dello sciopero

 

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Inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell'impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Così FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, definiscono la proposta economica avanzata dall’azienda per il premio in Italcementi di Calusco e Rezzato.

Negative le proposte aziendali

Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, hanno valutato negativamente la proposta aziendale di non riconoscere ai lavoratori un premio dignitoso che tenga conto della fatica e dei carichi di lavoro di questi anni. I lavoratori in assemblea hanno dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e di proclamare uno sciopero di 8 ore per giovedì 2 novembre quando si terrà anche un presidio davanti ai cancelli degli stabilimenti di Calusco e Rezzato (a partire dalle 5 del mattino).

La nota dei sindacati

L'importante riorganizzazione del Gruppo, a seguito dell’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, ha portato sempre più i lavoratori a essere polivalenti e polifunzionali, garantendo il positivo andamento di tutti gli indici produttivi di ogni sito. Dopo anni di senso di responsabilità dimostrato nella delicata vertenza occupazionale, gli effetti dell’acquisizione non possono essere ancora una volta ‘scaricati’ sui lavoratori, che già hanno subito il taglio di tutte le previdenze di welfare aziendale riconosciute fino al 2015”.

Chiiesto un accord economico dignitoso

Alla luce delle posizioni di Italcementi, che inizialmente sosteneva che gli accordi del 2015 fossero limitati proprio a quell’anno perché ‘di natura eccezionale e non ripetibile’ mentre ora pare considerarli a copertura del biennio 2015-2016, le organizzazioni sindacali FILCA e FILLEA di Bergamo e Brescia, congiuntamente alla RSU di Calusco e Rezzato, - continua la nota - chiedono con forza un accordo economico dignitoso e un impegno serio per completare l’organico aziendale in tempi brevi per consentire ai lavoratori di godere dei riposi previsti”.

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L’accordo siglato il 25 ottobre 2017 alla Scaglia di Val Brembilla arriva dopo un periodo di assenza della contrattazione durato ben 15 anni. Infatti, il premio precedente è stato sottoscritto nel 2002 ed alla scadenza del 2005 non è stato rinnovato.

Produttività e redditività

Sono i due parametri variabili di pari rilevanza che la parte economica prevede. E’ stato costruito, partendo dalla fotografia produttiva dell’azienda e modulando i parametri, in modo che il premio di risultato possa essere raggiungibile e detassabile. L’ammontare dello stesso prevederà un riconoscimento economico intorno ai 600 euro, con una punta prevista nell’ipotesi migliore di 900 euro. Il premio verrà erogato a partire dal settembre 2019 (anno di maturazione 2018) e per gli anni 2017 e 2018 è stata prevista una sorta di premio una tantum di 250 euro, che verrà erogato nel mese di dicembre sotto forma di "tessera prepagata" per l’acquisto di alimentari presso la GDO. Per gli anni successivi l’importo sarà oggetto di contrattazione annuale tra le parti.

La comparsa della previdenza complementare

Oltre ai buoni spesa, come forma di Welfare aziendale, è prevista la possibilità da parte dei lavoratori di devolvere, dal 50% fino al 100% dell’ammontare del premio, al fondo di previdenza complementare di categoria ARCO. La scelta, oltre che a concedere la completa detassazione fiscale del versato al fondo pensione, e dettata dal numero elevato di aderenti ad Arco, che in Scaglia e oltre l'80%. Il premio verrà erogato anche i lavoratori a tempo determinato ed ai lavoratori in somministrazione con un’anzianità aziendale almeno di 6 mesi a frazioni di quote mensili.

Validità fino al 2020

L’accordo sarà valido fino al 31 dicembre 2020 e comunque fino a definizione di una nuova intesa. L’azienda fa parte del gruppo Scaglia insieme alla Sit spa, alla Elatech Spa ed alla Scaglia Indeva Spa. E’ l’azienda madre specializzata nella produzione di accessori per l’industria tessile, opera prevalentemente a livello internazionale, ed occupa complessivamente circa 40 dipendenti nello stabilimento di Val Brembilla. Filca Cisl e Fillea Cgil di Bergamo unitamente alla RSU esprimono soddisfazione per l’intesa raggiunta anche “per il coinvolgimento della RSU attraverso incontri di informazione circa l’andamento degli obiettivi determinati con scadenza semestrale”.

Riconoscimento alla partecipazione dei lavoratori

Si ritiene fondamentale che nel gruppo Scaglia si ritorni a parlare di contrattazione di secondo livello - affermano Danilo Mazzola della Filca-Cisl ed Elena Deponti della Fillea-Cgil - Esistono ancora aziende che pur lavorando al servizio di un settore come il tessile, grazie al lavoro e ai continui investimenti e ad una attenta gestione finanziaria, riescono ad essere leader in campo internazionale e a ridistribuire la propria redditività ai lavoratori. Inoltre è un riconoscimento importante all'impegno e alla partecipazione dei lavoratori, alla vita dell’azienda".

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Mercoledì, 18 Ottobre 2017 09:56

Edilizia, il rilancio con sette proposte

L’ottimismo generato dai dati Istat purtroppo non riguarda le costruzioni: nel 2017 gli occupati del settore diminuiscono ancora (-5,5% rispetto al 2016), con una perdita dall'inizio della crisi di ben 800 mila addetti, ed il valore aggiunto del settore è in controtendenza rispetto agli altri (-0,4%). L'edilizia, insomma, resta la cenerentola nel panorama economico nazionale, e questo nonostante le misure messe in campo dal Governo siano valide ed efficaci, almeno sulla carta. Di seguito 7 proposte in grado di rimettere in moto il settore ed il suo vasto indotto.

Incentivi

I diversi bonus funzionano, ma hanno un potenziale molto più elevato. Bisognerebbe renderli strutturati e più convenienti per chi li utilizza, riducendo il tempo per il rimborso o dando la possibilità ai cittadini di utilizzare subito il proprio credito, attraverso le banche o l'impresa che ha realizzato i lavori. Mettere in sicurezza edifici e territorio è certamente la “grande opera” più urgente ed importante per il Paese.

Infrastrutture

Il gap dell'Italia con l'Europa, e del sud del nostro Paese rispetto al nord, resta inaccettabile. È necessario far ripartire i cantieri fermi e mettere nero su bianco un progetto per ripensare la dotazione infrastrutturale nazionale.

Enti locali

Bisogna dotare gli Enti di personale qualificato e competente, in grado di utilizzare le molte opportunità di spesa. È inoltre necessario ridurre drasticamente le stazioni appaltanti.

Abusivismo

Non esiste abusivismo di necessità! Il governo dia un segnale forte: abbattere le costruzioni abusive, senza eccezioni. Sarebbe una grande lezione di legalità e giustizia sociale.

Regolarità e legalità

Le costruzioni restano uno dei settori in cui è più alta la presenza di infiltrazioni malavitose, c'è più pericolo per gli addetti (il 20% degli incidenti mortali sul lavoro avviene nei cantieri) e si registra la maggiore inosservanza di contratti e normative. Le nostre proposte: introduzione della Patente a punti, un sistema premiale per le imprese virtuose; maggiori controlli nei cantieri, per garantire il rispetto del contratto e l'applicazione del solo contratto dell'edilizia; ruolo maggiore affidato alla bilateralità ed agli Rlst, i rappresentanti per la sicurezza.

Pensioni

Necessarie norme per consentire a un numero maggiore di edili di andare in pensione prima, avviando così un salutare turn-over. Si consideri che il 33% delle vittime nei cantieri ha più di 55anni, eoltreil22% è ultra 60enne.

Contratto

Gli addetti del settore, un milione e mezzo, aspettano da più di un anno il rinnovo dei contratti. Le nostre controparti, a partire dall'Ance, riprendano quanto prima il confronto con i sindacati e si impegnino con senso di responsabilità alla stesura dei nuovi testi. In questi giorni sono in corso assemblee in tutti i luoghi di lavoro: se entro novembre non saranno rinnovati i contratti ci sarà la mobilitazione del settore. È arrivato davvero il momento di un impegno serio e fattivo da parte di tutti i soggetti per il rilancio delle costruzioni. Trascurare un settore che rappresenta ancora l'11% del Pil nazionale è semplicemente sbagliato ed irresponsabile.


dal Sole24Ore del 18 ottobre 2017

 

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Giovedì, 12 Ottobre 2017 08:23

Italcementi: per Cementir governo in campo

Un incontro al ministero dello Sviluppo economico per fare chiarezza - negli auspici dei sindacati - sull’operazione Italcementi-Cementir. Italcementi, infatti, che dal 1° luglio 2016 fa parte del gruppo tedesco HeidelbergCement, di recente ha sottoscritto un accordo con Cementir Holding (gruppo Caltagirone) per acquisire le attività di Cementir Italia, tra cui le controllate CementirSacci (presente anche a Tavernola) e Betontir.

I sindacati vogliono vederci chiaro

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil puntano l’attenzione soprattutto su eventuali ricadute a livello occupazionale (Cementir Italia conta 615 dipendenti). Detto questo, il closing dell’operazione è previsto il 2 gennaio e su tutto pesa ciò che delibererà l’Antitrust. Ecco perché anche il viceministro Teresa Bellanova ha ipotizzato un nuovo incontro tra le parti (ieri presenti anche Italcementi e Cementir) a gennaio.

il tavolo interministeriale

Nel frattempo, però, «è confermato l’obiettivo di un tavolo interministeriale sul cemento che coinvolga i ministeri dell’Ambiente, del Lavoro e dello Sviluppo economico - afferma Salvatore Federico della segreteria nazionale della Filca Cisl -. Un tavolo che dia risposte al settore e quindi all’occupazione». Sull’operazione in questione, poi, precisa: «Da Italcementi ci aspettiamo che, come sempre, coinvolga i sindacati, nell’ottica di una maggiore partecipazione alle decisioni».


da L'Eco di Bergamo del 12 ottobre 2017

 

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