Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 19 Ottobre 2017 07:46

Il caso delle bollette telefoniche a 28 giorni

Per dare voce alle numerose segnalazioni in merito alla fatturazione a 28 giorni delle bollette telefoniche, pervenute sia sulla pagina Facebook che tramite il call center dell’associazione, ADICONSUM ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro dello Sviluppo Economico e al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, per richiedere un intervento legislativo a modifica dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni elettroniche.

Solo un sms per il cambio del contratto !?

Questo articolo, infatti, permette alle aziende di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali di un contratto di telefonia in essere, avvisando i consumatori del cambio con un semplice sms, e concedendo loro di recedere dal contratto senza costi, se la disdetta viene fatta entro 30 giorni. “È successo così che molti contratti con durata “per sempre” o “illimitata”, siano diventati “limitati” nel tempo e nella quantitàsottolinea Mina Busi, presidente bergamasca di ADICONSUM -. Inoltre, poiché ormai tutte le aziende telefoniche applicano la tariffazione a 28 giorni, la disdetta dal contratto, e quindi il cambio dell’operatore, non apporta alcuna tutela al consumatore".

Modificare l’articolo 70

Adiconsum chiede a Governo e Parlamento di modificare l’articolo 70, vietando alle aziende di modificare unilateralmente gli articoli contrattuali e le tariffe per tutta la durata del contratto e di introdurre, nel Codice del Consumo, l’obbligo del rispetto del calendario legale per la fatturazione delle aziende. L’approvazione di quest’ultimo punto è importante, perché la pratica della fatturazione a 28 giorni, rischia, purtroppo, di contagiare il mercato dei servizi in abbonamento. Sky docet!

La proposta di legge (Morani)

Introdotta in questi giorni, introduce l’obbligo di fatturazione su base mensile, rafforza i poteri di vigilanza delle Authority competenti, prevede un aumento delle sanzioni e limita la possibilità delle aziende di telefonia di modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali, salvo giustificato motivo obiettivo. “Ogni giorno le società si inventano disposizioni nuove tutte a loro beneficio, mai una volta che prendano dei provvedimenti a favore dei clienti. Confidiamo che il parlamento prende in tempi ristretti la decisione che metta fine a questa diatriba – conclude Busi - che si trascina dalla primavera scorsa e che ha prodotto per i consumatori un aumento dell’8,6% sui costi della telefonia, quando l’indice ISTAT dei prezzi al consumo in Italia è aumentato soltanto dell'1,1% su base annua”.

Pubblicato in Comunicati
Martedì, 10 Ottobre 2017 07:32

Anche per Sky il mese è di 28 giorni

Dal 1° ottobre, anche Sky fattura a 28 giorni invece che mensilmente. Esattamente come ormai quasi tutti gli operatori di telefonia mobile, anche Sky sta trasformando il suo abbonamento da mensile (fattura ogni 30 giorni) a calcolato "ogni 4 settimane".

per i consumatori 13 bollette invece di 12

Il pericolo di “emulazione” delle compagnie telefoniche anche in altri settori di servizio si sta purtroppo avverando. La fatturazione a 28 giorni comporta per i consumatori il pagamento di 13 bollette anziché di 12 e un aumento dell’8,6% all’anno dei costi.Nulla da eccepire riguardo alla comunicazione riportata sul sito dell’azienda che ha pubblicato la modifica della fatturazione lo scorso 24 luglio, dando il tempo ai consumatori di provvedere, anche recedendo dal contratto, entro il 30 settembre scorso, senza costi di uscita o penalicommenta Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - Non condivisibili, invece, le giustificazioni addotte da Sky sul cambio del periodo di fatturazione. L’azienda, infatti, riferisce che il cambio è dovuto ai nuovi contenuti, ai nuovi programmi e ai nuovi servizi tecnologici offerti. Quali??? Chi volesse ora recedere dal contratto, dovrà pagare i costi di uscita! Un cambio legittimo, ma l'Autorità latita”.

In attesa di una regolamentazione seria

Anche per quel che riguarda gli operatori di telefonia mobile, la possibilità di modificare in modo unilaterale i contratti di fornitura dei servizi è una possibilità “legittima” in mano alle aziende (se effettuata rispettando le modalità e le tempistiche di comunicazione ai clienti previste dalla normativa). “Tuttavia - conclude Busi - abbiamo chiesto e ci aspettiamo che l'AgCom si attivi per mettere in campo una seria regolamentazione per evitare che il consumatore si ritrovi vittima di decisioni arbitrarie degli operatori che di fatto fanno cartello impedendo di trovare punti di riferimento per effettuare scelte consapevoli”.

Pubblicato in Comunicati
Mercoledì, 20 Settembre 2017 07:00

La sorpresa delle bollette bollenti

Sorprese poco piacevoli compaiono ultimamente nella cassetta della posta di molti consumatori, anche in provincia di Bergamo. Infatti, accade sempre più spesso che arrivino bollette esorbitanti per le fatture dell’energia (gas e elettricità). Nell’ufficio di ADICONSUM a Bergamo sono state portate bollette da qualche migliaio di euro, anche fino ai 5000 euro, che a volte considerano anche periodi prescritti oltre i 5 anni.

Il “metodo” dei conguagli pluriennali

La riflessione Non si tratta di uso sconsiderato delle risorse energetiche: semplicemente sono conguagli, alcuni relativi anche a parecchi anni addietro e spesso successivi a un cambiamento di fornitore. “In molti casi – spiega Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo -, i conguagli ricevuti dagli utenti non sono altro che il frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi meramente stimati, ma si sono presentati anche casi con letture effettive. Ciò accade con particolare frequenza perché le aziende erogatrici di tali servizi non tengono conto delle periodiche letture dei contatori, oppure agiscono in seguito ad errori di valutazione o, comunque, a causa di fatturazioni incongrue, certamente non imputabili agli utenti”. D’altronde, per un consumatore comune - continua Busi - è impossibile conoscere i parametri utilizzati per il ricalcolo di consumi effettuati anni prima. Così, non avendo gli strumenti idonei per difendersi e far valere i propri diritti o, più semplicemente, per non dover entrare nel complesso e oneroso meccanismo per l’accertamento della verità per via amministrativa o giudiziaria, rischiano di trovarsi di fatto costretti a pagare somme ingenti, anche di alcune migliaia di euro, per evitare il distacco dell’utenza domestica”.

Consumo effettivo e consumo stimato

Il 13% delle fatture energetiche emesse in Italia (17 milioni di bollette) sono in consumo stimato, secondo i dati forniti dall’Autorità per l’energia il gas, e spesso risultano inutili le auto-letture. Per il gas la situazione è ancora peggio in quanto il 50% delle fatture è in consumo stimato. L’Autority è intervenuta imponendo tre controlli annuali per arginare il problema. Oltre il 70% delle bollette stimate riguarda il mercato libero: veri e propri anticipi che i consumatori fanno di tasca propria agli operatori senza che questi ultimi paghino degli interessi. Il libero mercato ha fatto nascere tantissime società che riforniscono le nostre case di “energia” ma solo una la vende all’ingrosso e questa è l’unica titolata alla lettura dei contatori ed è l’unica che deve inviare alle società fornitrici la lettura, cioè i nostri dati e consumi utili al calcolo della bolletta. L’utente paga 2,50 euro a bimestre per il servizio di lettura automatica, quindi è inaccettabile non arrivino i dati sul consumo effettivo.

Come può difendersi il cittadino

Per evitare sorprese vanno sempre controllate le letture del contatore riportate sulla bolletta con quella presente sull’apparecchio dell’abitazione. Verificare sempre i consumi al contatore per rilevare eventuali anomalie che vanno subito segnalate e quando si cambia fornitore bisogna verificare con foto i consumi del contatore e controllare sul contratto la modalità di invio della lettura, non è la stessa per tutte le società. Se un consumatore riceve una fatturazione anomala per prima cosa si deve fare reclamo alla società – questa ha 40 giorni di tempo obbligato per rispondere -, di solito rigetta il reclamo. All’utente non resta che denunciare all’Autority – AEEG – il comportamento scorretto. Ricordiamo che l’Authority può solo sanzionare la società, ma non ha titoli per risolvere il problema dell’utente. Si dovrà avviare la conciliazione, tra l’utente e la società per trovare un accordo e il tutto deve accadere entro 30 giorni dalla richiesta di conciliazione. Va anche detto che per importi inferiori ai 2.500 euro si può citare in giudizio il gestore direttamente dal giudice di pace richiedendo anche eventuali danni.

Serve una legge definitiva

Adiconsum e le altre associazioni dei consumatori hanno chiesto al Parlamento di legiferare in maniera definitiva affinché la stima sia solo un’eccezione e comunque per un periodo che non può superare i due anni; abrogare il concetto di “tentativo di lettura”; legittimare l’autolettura attraverso l’accesso dei consumatori o di loro delegati al Sistema Informativo integrato presso Acquirente Unico; prevedere per gli utenti la restituzione entro 30 giorni del denaro indebitamente sborsato maggiorato degli interessi legali; eliminare la quota lettura in capo ai distributori che non hanno effettuato tale attività.

Pubblicato in Comunicati

Vacanze senza problemi? Purtroppo non mancano anche i disservizi nei trasporti. Qualunque sia il mezzo di trasporto con cui ci si muove per trascorrere le agognate vacanze, ricordiamo che si hanno dei diritti da far valere in caso di ritardi, cancellazione del viaggio, e altri disguidi. Ecco in sintesi quali sono:


AEREO


Normativa di riferimento: Regolamento (CE) n. 261/2004

NEGATO IMBARCO PER OVERBOOKING: 
1. rinuncia volontaria al volo
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- benefici da concordare
2. rinuncia non volontaria
- rimborso o riprotezione
- compensazione pecuniaria (a seconda della tratta aerea e della durata)
- assistenza (pasti e bevande, albergo in caso di pernottamento, trasferimento in albergo, 2 chiamate telefoniche/messaggi via telex, fax, e-mail)

CANCELLAZIONE DEL VOLO:
1 per circostanze eccezionali
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- assistenza (v. sopra)
2 per circostanze non eccezionali
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- compensazione pecuniaria (non dovuta nel caso il passeggero sia stato precedentemente informato dalla compagnia della cancellazione)
- assistenza (v. sopra)

RITARDO PROLUNGATO DEL VOLO
1.ritardo in partenza
- da 2 a 4 ore: hai diritto all’assistenza in base a tratta aerea e distanza in km
- oltre le 5 ore: hai diritto all’assistenza e alla rinuncia al volo con rimborso del biglietto entro 7 gg
2.ritardo all’arrivo superiore a 3 ore
- hai diritto all’assistenza
- potresti avere diritto alla compensazione pecuniaria


TRENO


Normativa di riferimento: Regolamento europeo 1371/2007

1. Diritto ad essere informato:
- Prima del viaggio (condizioni applicabili al contratto, orari, tariffe, servizi a bordo, ecc.)
- durante il viaggio (ritardi, interruzioni del servizio, coincidenze
- dopo l viaggio (procedure relative alla presentazione di reclami, ai bagagli smarriti, ecc.).
2. Diritto ad essere risarcito in caso di lesioni alla tua persona:
- La copertura assicurativa minima per passeggero è fissata a 310.000 euro
- Hai diritto a pagamento anticipato per coprire spese urgenti successive all’incidente
3. Diritto ad essere risarcito per smarrimento/danneggiamento bagaglio:
- L’indennizzo per lo smarrimento e/o il danneggiamento di un bagaglio registrato può arrivare fino a 1.285 euro a bagaglio
4. Diritto ad essere risarcito in caso di ritardo/soppressione del treno (salvo circostanze eccezionali):
- Hai diritto a chiedere un compenso minimo pari al 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti
- Hai diritto a chiedere un compenso minimo pari al 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 minuti e 119 minuti
- un bonus, non in denaro, del valore del 25% del prezzo del biglietto di viaggio da utilizzare in seguito
5. Hai diritto a ricevere per ritardi all’arrivo o alla partenza:
- pasti e bevande
- sistemazione in albergo o di altro tipo
- trasporto verso il punto di partenza o di arrivo, se il treno è bloccato sui binari
- rimborso pieno del biglietto o riprotezione su un viaggio alternativo.


NAVE


Normativa di riferimento: Regolamento UE n. 1177/2010

1. Diritto ad essere informato:
- entro 30 minuti dalla partenza con informazioni su orari di partenza e di arrivo stimato
2. Cancellazione/ritardo superiore ai 90 minuti
Il consumatore ha diritto di scegliere tra:
- un trasporto alternativo che lo conduca alla destinazione finale
- rimborso del biglietto e se necessario il ritorno al punto di partenza
3. Ritardi superiori ai 90 minuti
- Il consumatore ha diritto a: assistenza con pasti e bevande. Se necessario, la compagnia marittima deve anche assicurare fino a 3 pernottamenti (escluso il trasporto verso e dal luogo di pernottamento)
4. Compensazione pecuniaria del 25% in caso di:
- ritardo di 1 ora se la durata del servizio regolare è fino a 4 ore
- ritardo di 2 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 4 e 8 ore
- ritardo di 3 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 8 e 24 ore
- ritardo di 6 ore se la durata del servizio regolare è superiore a 24 ore.
5. Compensazione pecuniaria del 50% in caso di:
Raddoppio del ritardo indicato nei soprastanti punti elenco, ossia:
- ritardo di 2 ore se la durata del servizio regolare è fino a 4 ore
- ritardo di 4 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 4 e 8 ore
- ritardo di 6 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 8 e 24 ore
- ritardo di 12 ore se la durata del servizio regolare è superiore a 24 ore.
Non si ha diritto alla compensazione pecuniaria nel caso di biglietti aperti, se si è stati informati della cancellazione/ritardo prima che si sia acquistato il biglietto, per condizioni metereologiche avverse o se si è artefici del ritardo.
6. Reclami:
- Vanno presentati al vettore entro 2 mesi dalla data del disservizio. Si ricorda che ulteriori risarcimenti sono sempre possibili presso l’Autorità giudiziaria.


AUTOBUS


Normativa di riferimento: Regolamento europeo (181/2011)

Per i viaggi pari o superiori/inferiori ai 250 km:
- non discriminazione né per quanto riguarda le tariffe e le condizioni contrattuali  non discriminazione nei confronti di persone con disabilità e a mobilità ridotta
- informazioni sul viaggio e informazioni generali sui propri diritti presso le stazioni o sui siti internet
- messa a punto di un sistema di trattamento dei reclami
Per i viaggi pari o superiori a 250 km:
- assistenza (spuntini, pasti e bevande, sistemazione alberghiera per max 2 notti) in caso di ritardo di oltre 90 minuti per viaggi di oltre 3 ore
- assistenza come sopra più il rimborso del 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardi di 120 minuti
- assistenza + rimborso del 50% del biglietto in caso di cancellazione del viaggio


IN CASO DI CALAMITA’ NATURALI

Eventi come calamità naturali o attentati terroristici, che purtroppo sono all’ordine del giorno e creano molta inquietudine nell’intraprendere un viaggio, non sempre legittimano il consumatore a recedere dal contratto senza perdere tutto o parte del prezzo pagato. Trattandosi di eventi che non dipendono dalla volontà del prestatore del servizio turistico, se quest’ultimo è nella possibilità di offrire la prestazione, che sia un viaggio organizzato, una camera d’albergo o un volo, il consumatore ha solo la facoltà di recedere dal contratto pagando però la penale prevista o, in caso di tariffe non rimborsabili, l’intero corrispettivo.

Diverso è il caso in cui ci sia uno sconsiglio da parte del Ministero degli Affari Esteri a recarsi presso la località prenotata in caso di pacchetti turistici o la chiusura dello spazio aereo in caso di biglietto aereo. In questo caso, infatti, il consumatore può recedere senza pagare alcuna penale. E’ bene, dunque, verificare se il Paese meta delle proprie vacanze è interessato da un provvedimento del genere visitando il sito: www.viaggiaresicuri.it dove possono anche essere reperite informazioni utili per una permanenza serena e sicura in una determinata località. Si consiglia, tuttavia, di effettuare tali verifiche a ridosso della partenza e non troppo tempo prima. Utili notizie possono, altresì essere reperite sui siti delle compagnie aeree e degli aeroporti: in occasioni di attentati passare i controlli di sicurezza potrebbe richiedere un tempo di attesa decisamente più lungo del normale.

In caso di prenotazione di una camera d’albergo, se la tariffa non è rimborsabile o è ormai trascorso il termine entro cui la cancellazione è gratuita, consigliamo di contattare la struttura per chiedere eventualmente di recedere senza pagare delle penali a titolo di gesto commerciale o di poter usufruire del soggiorno in un altro periodo senza dover pagare eventuali aumenti tariffari.

Pubblicato in Comunicati
Venerdì, 04 Agosto 2017 07:19

Telefonia: occhio ai rischi del roaming

Nonostante dal 15 giugno sia stata comunicata l’abolizione del roaming nei paesi dell’UE, ADICONSUM Bergamo invita a fare attenzione alle “trappole svuota-credito”.

La segnalazione di un associato

Il roaming è la tariffa che il cliente, che si trova fuori dai confini nazionali, paga al proprio operatore di telefonia mobile per compensarlo del corrispettivo che questi deve versare ad un operatore estero per utilizzarne la rete. “Un associato ci ha segnalato di essere incappato in questo problema in occasione di una vacanza su una nave da crociera precisa infatti Mina Busi, presidente dell’associazione consumatori del sindacato Cisl Bergamo - .Prima dell’addio al roaming vi era la massima attenzione, appena fuori Italia, nel verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo. Ora i cittadini, invece, sono portati a pensare che il traffico sia libero e sono perciò esposti alle insidie delle compagnie".

Le compagnie devono avvisare via Sms

Non tutti sanno, ad esempio, che in alto mare, su alcuni traghetti e navi da crociera, scattano i collegamenti satellitari, estremamente costosi (una telefonata può costare anche 3 euro al minuto!). Basta veramente poco quindi per ritrovarsi con il credito azzerato: gli smartphone, infatti, continuano a scaricare dati ed aggiornamenti, consumando traffico dati, anche quando apparentemente sono inattivi. Va detto che le compagnie sono tenute ad informare via sms per tempo i propri clienti delle tariffe applicate per telefonate e traffico internet: se gli utenti non ricevono alcuna comunicazione, come è capitato al nostro associato, si deve chiedere il rimborso di quanto addebitato.

Informarsi prima di partire

In ogni caso, se gli importi scalati per l’uso di Internet superano l’importo di 50€ deve scattare il blocco della rete. Se tale blocco non scattasse automaticamente, anche in questo caso l’utente può chiedere il rimborso della differenza. “Viaggiando in nave, quindi, è bene ricordarsi – conclude Busi - di disattivare il traffico dati e telefonare con moderazione. In alternativa è possibile sottoscrivere con la propria compagnia offerte e pacchetti più economici dedicati appositamente per il viaggi. E’ sempre opportuno informarsi prima di partire onde evitare spiacevoli sorprese”.Va tenuto presente che in alcuni paesi extra-UE quali, ad esempio, Svizzera, San Marino, Montenegro e Albania, l’abolizione del roaming non è in vigore. Anche in questo caso le compagnie sono tenute ad informare i propri clienti dei costi applicati, non appena varcati i confini. Se questo non dovesse avvenire è possibile effettuare un reclamo.

Pubblicato in Comunicati

A chi non è capitato di ricevere addebiti sui cellulari per "acquisto di contenuti" che scattano impropriamente navigando in Facebook o in internet? Cliccando su determinati banner pubblicitari (o anche solo visualizzandoli) vengono senza alcun preavviso attivati costosi abbonamenti settimanali.

Una modalità del tutto fraudolenta

Ogni giorno ADICONSUM riceve segnalazioni in tal senso fatte anche da persone non sprovvedute nell’utilizzo dei mezzi social, che sono incappate in queste “trappole”. In pratica, tutte le principali compagnie telefoniche hanno stipulato accordi commerciali con le società che offrono questo tipo di ‘servizi’, consentendo loro di addebitare abbonamenti periodici ai loro clienti tramite un semplice clic nel browser. Il costo degli abbonamenti si aggira di solito sui 5 Euro a settimana (ma arrivano anche a 7 euro nel peggiore dei casi). “La modalità è del tutto fraudolenta dice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - in quanto l’ignaro utente, per il semplice fatto di aver visualizzato una pagina “civetta” con al proprio interno dei banner, si trova addebiti settimanali di un costoso abbonamento preceduto da un messaggio SMS di avvio dell’attivazione dell’abbonamento".

Abbonamento solo su richiesta del consumatore

I clic accidentali in rete, infatti, sono all’ordine del giorno, per cui dovrebbe essere, quanto meno, richiesto l’inserimento del proprio numero di telefono, prima di confermare l’acquisto che invece parte automaticamente. Ma su questo punto il legislatore latita, e così, ti ritrovi improvvisamente abbonato a servizi che non hai mai richiesto. L’Antitrust ha più volte sanzionato sia gestori che società di servizi, ritenendoli responsabili. Il codice del consumo, infatti, prevede che il cliente sia informato dell’offerta a pagamento prima di sottoscriverla. Abbiamo avuto dei casi in cui il consumatore si è accorto dopo anni che gli erano stati prelevati 5 euro a settimana. L’abbonamento a pagamento, è la richiesta di ADICONSUM, dovrebbe essere attivato solo su richiesta del consumatore come succede per i numeri a pagamento “899” che ancora oggi sono bloccati sul telefono fisso.

Disattivazione e rimborso

Ma come ottenere il rimborso e la disattivazione di questi malefici abbonamenti? Innanzitutto, una volta verificato che è stato fraudolentemente attivato l’abbonamento non chiamare i numeri di telefono contenuti nel messaggio di conferma di attivazione dell’abbonamento, poiché spesso potrebbe trattarsi di numerazioni a sovrapprezzo. Quindi oltre al danno l’ulteriore beffa! Contattare, invece, immediatamente il proprio gestore telefonico, e richiedere la disattivazione del servizio indesiderato ed il relativo rimborso dell’importo fraudolentemente addebitato. Se l’operatore non risponde entro 40 giorni o se risponde negativamente, si ha come strada maestra quella di rivolgersi al CO.RE.COM. e richiedere di avviare un tentativo di conciliazione.

La segnalazione all’Antitrust

Ogni volta che siamo vittime di un addebito illegittimo, è opportuno segnalarlo all’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato. “Basta andare sul sito – continua Busi - e inviare la segnalazione. Non servirà a riavere il denaro ma almeno l’Antitrust può emanare delle sanzioni contro il gestore che in futuro sarà più invogliato a rispettare il consumatore. L’Autorità Garante e il Tar hanno stabilito che per contestare un servizio in abbonamento, un traffico dati o una telefonata che non abbiamo mai fatto bisogna agire entro i sei mesi”.

Bloccare tutti i servizi a pagamento

Ogni cliente può chiedere al suo operatore di disattivare gli abbonamenti già attivi e anche quelli futuri. Bisogna inviare alla compagnia telefonica una raccomandata di diffida in cui si domanda la restituzione del denaro prelevato tramite l’addebito in bolletta o tramite ricarica e si intima la disattivazione di tutti i servizi. Si può fare un reclamo anche tramite la posta elettronica pec o via fax ma il numero deve essere quello della sede legale. Mai affidarsi al call center. È bene avere sempre qualcosa di scritto in mano. Se si fa richiesta al telefono, i gestori potranno sempre negare di aver ricevuto la telefonata.

Pubblicato in Comunicati

Adiconsum Bergamo ha avuto modo di incontrare consumatori che lamentano le difficoltà messe in essere dalle banche ad attuare la “portabilità dei conti correnti”, sistema in vigore da oltre 5 anni e dal 13 giugno scorso arricchita di norme che completano la disciplina dei servizi di pagamento a richiesta del consumatore.

Portabilità assicurata entro 12 giorni

In effetti esistono sportelli, anche a Bergamo, che creano difficoltà ai clienti a far spostare da un conto corrente a un altro gli addebiti delle utenze. Succede, naturalmente, per la paura che il cliente arrivi a chiudere definitivamente il conto. “Eppuredice Mina Busi, presidente bergamasca dell’associazione consumatori della CISL- ,per legge la portabilità deve essere assicurata entro 12 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta, senza costi. La portabilità del conto corrente dà diritto al consumatore di trasferire i servizi di pagamento e il saldo sul nuovo conto”. Le resistenze degli istituti di credito andavano messe nel conto, ma ADICONSUM consiglia di lasciare l’intera operazione in carico al nuovo operatore,che assume la responsabilità di attuare il trasferimento nei modi e nei tempi previsti dalla legge, con la collaborazione del vecchio operatore e vale anche come autorizzazione all'esecuzione del trasferimento dei servizi a pagamento”.

Dalle banche ci si aspetta chiarezza

Il diritto al trasferimento in tempi certi e l’assenza di spese per il servizio oltre a permettere la comparabilità tra le diverse offerte dei vari Istituti di credito presenti sul mercato, favorisce la competizione e la possibilità di usufruire di prodotti più convenienti per i consumatori. “Ci si aspetta – continua Busi - che le Banche diano informazioni chiare e forniscano al consumatore tutte le indicazioni di cui ha bisogno per ottenere un efficiente trasferimento dei servizi di pagamento. Ma le cose non sono sempre così semplici: anche quanto il trasferimento risulta appoggiato sul nuovo conto, gli addebiti non passano anche in presenza della necessaria capienza economica, la Banca subentrante sostiene di essere a posto ma il problema resta e come è già capitato il consumatore è costretto a prendere contatto con i vari gestori per comunicare il nuovo IBAN. Un servizio quindi che non è ancora ben operativo e i vari soggetti si rimpallano le responsabilità”.

Indennizzi in caso di ritardo

In caso di ritardi nel trasferimento è previsto un indennizzo in favore del consumatore, nella misura di 40 euro, maggiorato per ciascun giorno di ritardo di un ulteriore importo commisurato alla disponibilità esistente sul conto di pagamento. La legge prevede che questa somma sia corrisposta al consumatore “senza indugio e senza che sia necessaria la costituzione in mora”. Se a seguito del reclamo si è insoddisfatti, ci si può rivolgere all’Arbitro Bancario Finanziario.

Pubblicato in Comunicati
Venerdì, 07 Luglio 2017 07:31

Addio ai libretti al portatore

E’ arrivato il momento di dire addio ai libretti al portatore, sia bancari che postali. Dal 4 luglio 2017, infatti, possono essere emessi solo libretti nominativi. Tutto ciò in virtù del Decreto legislativo 90/2017 che recepisce la direttiva europea 2015/849 sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Dal 4 luglio non solo non possono più essere emessi libretti al portatore, ma i libretti ancora in circolazione non possono più essere trasferiti. Che cosa succederà per chi è ancora in possesso dei vecchi libretti al portatore? Devono essere estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018.

Adiconsum Bergamo ricorda che attualmente in virtù del decreto Salva Italia, sui libretti al portatore non possono essere detenuti più di 999,99 euro.

Pubblicato in Comunicati

Adiconsum scopre che le disposizioni sui RAEE (rifiuti elettrici e elettronici) non vengono automaticamente raccolte da chi dovrebbe. Anzi, molto spesso dagli stessi negozianti giungono informazioni difformi da quanto prescrive la normativa, con il solo risultato di far levitare il numero di apparecchi abbandonati in diversi punti della provincia.

L’ultimo caso a Ponte San Pietro

Da qui sempre più necessari numerosi interventi di Adiconsum, a volte con la minaccia delle carte bollate, perché a consumatori scrupolosi e attenti sia garantito un servizio che la legge impone ai venditori di apparecchiature elettriche: il ritrito dell’elettrodomestico vecchio. L’ultimo caso sollevato da Mina Busi (presidente Adiconsum Bergamo) riguarda un consumatore di Ponte San Pietro.Aveva acquistato da una ditta con sede in CURNO di una catena di elettrodomestici un frigorifero di nuova generazione che veniva consegnato presso la propria abitazione al prezzo pattuito, comprensivo delle spese di trasporto. Gli addetti alla consegna si rifiutavano però di ritirare il vecchio elettrodomestico come previsto dalla normativa RAEE. Solo dopo diversi nostri interventi, il frigorifero vecchio è stato ritirato”.

Difficoltà a far ritirare i prodotti dismessi

Con la ripresa dei consumi, agli sportelli bergamaschi di Adiconsum si ricevono sempre più numerose segnalazioni di difficoltà a far ritirare i prodotti dismessi da parte degli esercenti. “Sono intercorse diverse contestazioni da parte di Adiconsum, che dopo insistenze hanno portato alla soluzione, ma questo genera ulteriori problemi per i consumatori che non vengono agevolati a volte anche nonostante l’acquisto di nuovi prodotti. Ricordiamo che la legge prevede l’obbligo di raccolta differenziata dei RAEE e il divieto di smaltirli come rifiuto urbano. La violazione degli obblighi di legge, anche da parte del privato cittadino, è punita con pesanti sanzioni amministrative e penali”.

Un ritiro che pressupone l’acquisto

I principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l'ambiente e la non biodegradabilità di tali apparecchi. La crescente diffusione di apparecchi elettronici determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell'ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritore) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell'aria, dell'acqua con ripercussioni sulla salute umana.Si ha la possibilità – ricorda Busi - di chiedere il ritiro gratuito “uno contro uno” delle apparecchiature elettriche ed elettroniche arrivate a fine vita. Il ritiro presuppone però l’acquisto, da parte del cliente, di un’apparecchiatura nuova di tipo equivalente ed inoltre lo stesso deve essere richiesto contestualmente al momento dell’acquisto ed è regolamentata dal D.M.65 dell'8 marzo 2010”.

Il decreto “uno contro uno”

Per rispondere alle richieste della normativa, i fabbricanti delle apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione del "Decreto RAEE" hanno costituito dei "sistemi collettivi", tipicamente in forma di consorzi volontari, in funzione del tipo di apparecchiatura o del tipo di mercato servito: dai frigoriferi alle lampade, dalle apparecchiature informatiche ai piccoli elettrodomestici. Le fasi di gestione dei RAEE sono svolte da operatori specificamente autorizzati allo svolgimento di tali operazioni: raccolta, trasporto e trattamento. Dal luglio 2016 è entrato in vigore il cosiddetto decreto "Uno contro Zero". Non c'è più bisogno di andare in discarica per liberarsi del vecchio cellulare, del tablet ormai datato o del tostapane rotto.

La possibilità dell’uno contro zero

Oggi, l’apparecchio fuori uso si può consegnare direttamente in negozio, senza effettuare alcun acquisto, neanche quello di un prodotto analogo. Se però l'Uno contro Uno vale per tutti gli apparecchi, grandi e piccoli, l'Uno contro Zero è una possibilità limitata esclusivamente ai piccoli Raee: la legge parla di una misura che non deve superare i 25 centimetri (sul lato più lungo del prodotto). “Dimensione - conclude Busi - in cui rientrano comunque tantissimi elettro-rifiuti: cellulari, tablet, telecomandi, asciugacapelli, videogiochi, tostapane, radioline, frullatori, fotocamere, rasoi elettrici, chiavette usb, caricabatterie. L'obbligo al ritiro gratuito vale solo per gli store di grandi catene specializzate e gli ipermercati dotati di un reparto di tecnologia di almeno 400 mq, che devono allestire un’area per il ritiro. In caso di non ritiro bisogna fare denuncia alla Provincia di Bergamo per la violazione dell’articolo 11, comma 1, del D.lgs. n. 49/2014, che prevede una sanzione da 100 a 400€ per ogni singolo prodotto non ritirato”.

Pubblicato in Comunicati

L’estate è arrivata e con essa le tanto agognate vacanze. Di seguito alcuni consigli redatti dall'Adiconsum Cisl Bergamo a beneficio di quanti sono o saranno in partenza per godersi un meritato periodo di relax:

I pacchetti turistici

Hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze, le formule "tutto compreso", le crociere, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due dei seguenti elementi, venduti od offerti ad un prezzo forfetario: a) trasporto; b) alloggio; c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che hanno una certa rilevanza in rapporto all’intero pacchetto (per esempio escursioni, eventi, etc.).

Il tour operator o l'agenzia viaggi devono fornire al consumatore informazioni generali sulle formalità necessarie al viaggio offerto, riguardanti i documenti necessari (passaporto, visto , etc.) e gli obblighi sanitari. Per iscritto devono inoltre essere comunicate informazioni sul viaggio. Devono anche essere date informazioni scritte sulla possibilità di contrarre un'assicurazione che copra le spese legate all'annullamento del viaggio o legate ad inconvenienti come infortuni, malattie, etc.

E' consigliabile:
1) leggere attentamente ogni clausola;
2) non prendere in considerazione quanto promesso a voce;
3) prendere come valido solo ciò che e' specificamente scritto;
4) nel caso di clausole ambigue e mal interpretabili occorre valutare l'interpretazione più plausibile, non avendo timore di chiedere all'agenzia anche un'impegnativa scritta sull'interpretazione (pur senza arrivare ad un atteggiamento spiacevole od eccessivamente sospettoso, e' meglio rischiare un attrito piuttosto che stipulare un contratto non corrispondente alle proprie aspettative);
5) chiedere copia del contratto, della quale il consumatore ha diritto per legge.

La caparra e la penale

Il contratto deve contenere la cifra versata a titolo di caparra, cifra che non può superare il 25% del prezzo totale del pacchetto. La cifra versata è una caparra confirmatoria, quindi per legge essa può essere trattenuta a titolo di penale nel caso in cui il consumatore receda dal contratto. Nei casi invece in cui sia inadempiente il tour operator, il consumatore può recedere e pretendere il doppio di tale cifra. In ambedue i casi l'alternativa, concessa dalla legge, e' chiedere il risarcimento del danno.

Variazioni contrattuali

Prima della partenza il tour operator, o l'agenzia di viaggi, deve avvisare per iscritto il consumatore riguardo qualsiasi variazione significativa del contratto. Il consumatore ha la facoltà di non accettare le variazioni e conseguentemente recedere dal contratto senza pagare penali, comunicando per iscritto la sua intenzione entro due giorni lavorativi dalla ricezione dell'avviso di variazione. Dopo la partenza, se una parte essenziale dei servizi non può' più essere effettuata, il tour operator deve proporre adeguate soluzioni alternative senza alcun onere aggiuntivo per il consumatore (per esempio una struttura alternativa di uguale o superiore livello rispetto a quella originariamente prevista, voli alternativi, ristoranti od escursioni alternative, etc.).

In caso contrario il tour operator deve rimborsare il consumatore nei limiti della differenza tra le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate. Se non sono possibili soluzioni alternative oppure se il consumatore non accetta le variazioni, il contratto può risolversi (a scelta del consumatore) e il tour operator deve mettere a disposizione un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno al luogo di partenza o ad altro luogo convenuto e deve ovviamente restituire la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato. Rimane comunque salva la possibilità, per il consumatore, di chiedere un rimborso danni.

La cessione del pacchetto

Se non si può più partire è possibile un subentro di un terzo nei rapporti derivanti dal contratto. Il cliente originario deve comunicare per iscritto al tour operator (o all'agenzia di viaggi), entro e non oltre quattro giorni lavorativi prima della partenza, di trovarsi nell’impossibilità di usufruire del pacchetto turistico e le generalità del cessionario (quello che effettivamente parte). Il cedente rimane obbligato nei confronti dell’organizzatore del viaggio. In pratica può essere obbligato a pagare se il cessionario non versa il saldo o altro. Attenzione alle eventuali condizioni poste per la cessione: potrebbero anche essere contestabili.

Aumenti di prezzo

Sono ammessi solo se contrattualmente previsti, e solo per motivi precisi e documentati (variazione nel costo dei trasporti, del carburante o dei tassi di cambio, diritti e tasse, etc.). L'aumento non può superare il 10% del prezzo originario, e non è applicabile nei 20 giorni che precedono la partenza.

Se viene imposto un aumento maggiore del 10% il consumatore può recedere dal contratto con rimborso di tutte le somme già versate da ricevere entro sette giorni lavorativi dal recesso (che è bene sempre fare per iscritto). In alternativa può usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza pagare supplementi oppure di un pacchetto di qualità inferiore col rimborso della differenza di prezzo. Tutto ciò a prescindere dalla richiesta di rimborso del danno, che il consumatore può sempre fare.

Assicurazioni

Il tour operator deve essere assicurato per la responsabilità civile verso il viaggiatore (danni alla persona o alle cose) ma può coprire il proprio contratto con assicurazioni che intervengano, per esempio, quando il consumatore deve rientrare da un viaggio all'estero a causa di emergenze non a lui imputabili. Dal 30/6/2016 è obbligatoria la copertura assicurativa per i casi di insolvenza o fallimento del tour operator o dell'agenzia di viaggio, con rimborso del prezzo versato e rientro immediato del turista.

Al consumatore può essere proposta un'assicurazione all'atto della prenotazione del viaggio, a copertura di tutti gli inconvenienti in cui può incorrere (per esempio il rimborso delle penali in caso di annullamento del viaggio per motivi di salute). Tale assicurazione è disciplinata da un contratto che è bene consultare attentamente per poter poi eventualmente riferirsi al momento del bisogno. Essa è generalmente conveniente, soprattutto nei casi in cui il viaggio venga prenotato con molto anticipo.

Voli aerei, overbooking, ritardi, cancellazioni

Se si incorre nella cancellazione del volo senza preavviso o nel cosiddetto overbooking, ossia nella vendita di biglietti in numero superiore rispetto a quelli disponibili sull’aereo (con il conseguente mancato imbarco dei passeggeri in eccedenza) è possibile optare per il rimborso del biglietto per intero (entro sette giorni) oppure per un volo alternativo verso la destinazione prescelta. Un’altra strada riguarda la richiesta di una compensazione pecuniaria che varia in funzione della lunghezza delle tratte.

Smarrimento e danneggiamento bagagli

Se si viaggia in aereo può infine capitare di trovarsi ad affrontare lo smarrimento dei bagagli. In questo caso, occorre compilare un modulo dedicato con la descrizione della valigia presso l’ufficio oggetti smarriti della compagnia aerea. Trascorsi 21 giorni non ci sono novità si può procedere con la richiesta di risarcimento danni, inviando reclamo alla compagnia aerea. Se invece si torna in possesso della valigia che risulta però danneggiata, il reclamo scritto va inviato entro sette giorni. L’entità del rimborso dipende anche dal tipo di compagnia aerea, se appartenente a paesi Ue si ha diritto a un risarcimento massimo di circa 1.200 euro; per quelle che invece non aderiscono alla Convenzione di Montreal del 1999 il rimborso arriva fino a 20 euro per kg.

La procedura da seguire in caso di valigia o altri oggetti imbarcati in aereo (ad esempio un passeggino) che risultino danneggiati al momento dell’arrivo nello scalo di destinazione. Recarsi immediatamente presso il punto informazioni della propria compagnia di volo ed effettuare subito una denuncia di danneggiamento, considerato che quelle effettuate in un secondo momento non verranno prese in considerazione. Entro sette giorni dall’arrivo si dovrà poi inviare la richiesta di rimborso attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, insieme a una copia del biglietto aereo, dell’etichetta del bagaglio, della denuncia di danneggiamento e della ricevuta fiscale della riparazione (laddove possibile) o dell’acquisto di una nuova valigia. La compagnia aerea (anche se low cost) dovrà inviare un bonifico bancario come rimborso della cifra spesa.

Chiarimenti sul "danno da vacanza rovinata"

Benché chiunque subisca disservizi in vacanza tenda a pensare di poter legittimamente chiedere un rimborso per "danno da vacanza rovinata", il concetto di questo tipo di danno e' piuttosto circoscritto non solo da varie sentenze ma anche dal nuovo codice del turismo che lo definisce come danno "correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilità dell'occasione perduta" riferito ad un inadempimento importante (non lieve) del tour operator.

Si può dire, in generale, che questo danno scaturisce da:
1) annullamento del viaggio;
2)
non corrispondenza fra quanto previsto nel depliant pubblicitario delle sistemazioni logistiche, e quanto invece, da riproduzioni fotografiche e dalle testimonianze risulta esser stata la situazione di fatto offerta ai turisti;
3)
lontananza dal mare, bassa qualità di cibo, rumori, lavori in corso, mancanza di balconi, finestre, non funzionamento dell'automobile presa in locazione, tumulti e sollevazioni popolari, servizi confacenti il proprio stato di handicappato se pattuiti;
4) smarrimento del bagaglio da parte del vettore aereo, nei limiti risarcitori previsti dalla Convenzione di Montreal. Si tratta di una sorta di danno morale che, quindi, va quantificato soggettivamente.

Buone prassi da considerare

Conservare sempre il contratto di vendita del pacchetto turistico sottoscritto e il depliant che illustra la location, fotografare i luoghi che non corrispondono a quelli pubblicizzati, conservare le ricevute di tutte le spese sostenute per rimediare alla situazione di disagio. Una volta rientrati a casa avete 10 giorni lavorativi per inviare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera “raccomandata a.r.”, descrivendo in maniera dettagliata i problemi riscontrati e chiedendo il risarcimento danni per le spese sostenute e per lo stress psico-fisico subito. Alla lettera andranno allegate anche copie delle foto e degli scontrini.

Se la controparte non accoglie il reclamo, la strada è quella di rivolgersi al giudice di pace. La lettera va indirizzata al tour operator e per conoscenza all'agenzia di viaggi, o alla compagnia aerea (nel caso di un pacchetto, all'organizzatore, non al singolo fornitore di servizi). Nell’ambito del contratto di viaggio pacchetto tutto compreso o All Inclusive non è ascrivibile alcun tipo di inadempimento all’agenzia di viaggio in quanto la stessa riveste il ruolo di intermediario e non di organizzatore figura questa appunto del tour operator. L’agenzia è responsabile solo in caso di negligenza o omesse informazioni e se organizza per conto proprio viaggio o soggiorno.

Prenotazioni online: due terzi dei siti, secondo le Autorità della C.E. che hanno svolto una ricerca nei 26 paesi membri, non sono risultati affidabili: il prezzo indicato non corrispondeva a quello finale, le offerte promozionali non erano realmente disponibili, non specificavano la disponibilità limitata.

Potete farvi seguire da un’associazione consumatori. Nel caso di un danno causato da malattia di cui ritenete responsabile la struttura, si può chiedere risarcimento anche per il partner se obbligato ad assistervi e quindi impossibilitato anche lui a godere della vacanza. In genere si arriva a un accordo già nella prima fase. Se così non fosse, le strade sono due: per richieste fino a 5 mila euro si pronuncia il Giudice di Pace, altrimenti bisogna rivolgersi al Tribunale civile, con tutti altri tempi.


Una utile guida sulle prenotazioni on-line nel sito Adiconsum o ECC-Net Italia “in vacanza con un click”

 

Pubblicato in Comunicati
Pagina 1 di 8