Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 12 Gennaio 2015 10:42

Iniziativa di formazione gennaio 2015

Incontro di formazione del 26 gennaio 2015
Dal titolo "E spero nella pensione" è rivolto a D.S.G.A., assistenti amministrativi e a tutto il personale ATA interessato. Introduce Salvo Inglima (Segretario Generlae Cisl Scuola Bergamo - Sebino Bergamo). Relaziona Giuseppe Ranzanici (Esperto nel settore pensioni). Conclude Rosaria Marì (Responsabile pensioni Cisl Scuola Bergamo - Sebino Bergamasco). Scarica il pdf dell'incontro.
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo
Lunedì, 12 Gennaio 2015 10:19

Dire la verità è un atto rivoluzionario

Il "Punto" di gennaio 2015 di Salvatore Inglima, Segretario Generale Cisl Scuola Bergamo - Sebino Berg. "Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario". Questo aforisma scritto da George Orwell (autore de "La fattoria degli animali" e "1984"), pur risalendo al secolo scorso, credo presenti ancora decisi tratti di attualità … Continua la lettura...

Pubblicato in Archivio News
Lunedì, 12 Gennaio 2015 10:09

Dire la verità è un atto rivoluzionario

Questo aforisma di G. Orwell, pur risalendo al secolo scorso, credo presenti ancora decisi tratti di attualità. E le vicende di questi giorni inerenti il famoso decreto della legge delega in materia fiscale del 24 dicembre, che nasconde, dietro la proiezione dell'immagine di un “fisco amico”, l'incentivo alla frode, lo dimostra con tutta evidenza.

E' proprio vero: “Dire la verità è un atto rivoluzionario” e poiché, nonostante le promesse a parole di trasparenza ed onestà, la politica non intende fare alcuna rivoluzione, la verità ci viene sempre nascosta. Il problema non consiste tanto nell'individuazione dell'”untore” di turno, cioè di chi avrebbe elaborato l'ormai famoso art. 19 bis, ma sta nel fatto che l'impianto non combatte affatto l'evasione che, sfiorando ormai i 150 miliardi, costituisce, unitamente alla corruzione, foraggiata proprio dall'evasione, il vero peccato originale del nostro Paese e il vero impedimento ai necessari investimenti per lo sviluppo.

Il governo non “cambia verso”, continua a prendere tempo attraverso promesse demagogiche che non fanno altro che rinviare ad un domani imprecisato un nuovo, atteso sviluppo volto a rilanciare la scuola e l'occupazione, ad eliminare le diseguaglianze attraverso una distribuzione più equa del reddito, ad attenuare la tassazione a quanti si attengono con onestà ai propri doveri contributivi e a combattere le sacche di povertà sempre più ampie.

Per portare la guerra all'evasione fa ricorso alle solite, vecchie e inutili ricette: recuperare risorse semplificando il sistema di pagamento delle imposte ed attenuando il sistema di deterrenza delle pene per eliminare il sovraffollamento del contenzioso giudiziario.

Di fronte alle polemiche che, al leopardiano “apparir del vero” hanno invaso tutti i mezzi di comunicazione, il Presidente del Consiglio si è immediatamente premurato di far ricorso ai ben noti “distrattori di massa”: l'esaltazione delle scelte compiute e la riproposizione dell'elenco dei problemi che saranno affrontati con tempestività: così l'uscita dal tunnel della crisi potrà essere vista subito da tutti dietro l'angolo.

Anzitutto crediamo degna di nota la modalità comunicativa con cui, dopo aver enfatizzato la partecipazione (perché non ha fornito i dati?) e dichiarato che anche gli insulti, i suggerimenti e le proposte sono stati ben accolti, ha annunciato la fase due della Riforma della scuola: “Da qui al 28 febbraio scriveremo i testi, il decreto e il disegno di legge che presenteremo in Parlamento» […] «La campagna di ascolto sulla buona scuola è incredibile, abbiamo fatto una cosa straordinaria, è stata giudicata dalle istituzioni europee la più grande mai fatta a livello continentale. Centinaia di migliaia persone ci hanno detto la loro, insultato, criticato, ci hanno dato suggerimenti, proposte alternative, non c’è dubbio che per la prima volta la riforma anziché farsela in ufficio i tecnici di Palazzo Chigi, la stanno facendo gli italiani e le italiane»

E' troppo evidente la retorica insita in questo discorso per immaginare che la riforma la stanno facendo gli italiani e non la faranno in ufficio i tecnici di Palazzo Chigi, anche perché, e questo è un dato di realtà, negli incontri, fortemente enfatizzati dal Miur, del “Tour de La Buona Scuola” si è registrata una partecipazione irrisoria, con interventi quasi tutti programmati e, ancor più grave, ai rappresentanti di tutti i sindacati è stato consentito un solo intervento di 3 minuti.

Per noi Cisl Scuola di Bergamo-Sebino B.sco, tuttavia, non è importante fermare l'attenzione sull'autore o gli autori della Riforma: è importante sapere con quali gambe, cioè con quali risorse essa potrà camminare dopo che sarà venuta alla luce. Al momento ci risulta che le risorse stanziate nella legge di stabilità servono solo a soddisfare, forse, il dettato dell'Europa che impone la stabilizzazione dei precari ma che, pur essendo un'operazione di forte visibilità, non sembra essere risolutiva degli annosi problemi del precariato.

Inoltre nulla dice in merito alle modalità di articolazione del famoso organico funzionale che, a nostro parere, dovrebbe favorire una più efficace autonomia delle scuole, nulla dice delle retribuzioni del personale e della rivisitazione della normativa (vuole farlo per legge e non per via negoziale?); nulla dice del personale ATA, nulla dice sull'aggiornamento e la formazione di tutto il personale che dovrebbe “preludere alla cosiddetta “Buona Scuola”. Qualche spiraglio si è aperto in merito al riconoscimento dell'anzianità di servizio quale indicatore di merito nella progressione di carriera ma, per il resto, buio fitto.

Se le cose stanno così come appaiono, sappia il Governo che la Cisl Scuola non si farà espropriare la contrattazione, materia che la legge affida alla disciplina per via negoziale, come pure, non potrà accettare il ritornello della mancanza di risorse in quanto una sana e trasparente lotta all'evasione fiscale potrà veramente promuovere sia la “Buona Scuola”, sia lo sviluppo del Paese.

Scarica il pdf

 

Pubblicato in Comunicati

Chi può andare in pensione dal 1° settembre 2015? Quali sono i requisiti da possedere entro il 31 dicembre 2011? E quelli da maturare entro il 31 dicembre 2015? E' possibile presentare la domanda online? A tutte queste domande il sindacato della Cisl Scuola Bergamo risponde con una puntuale informativa che riguarda i lavoratori della Scuola e del Pubblico Impiego. Scarica l'informativa

Pubblicato in Archivio News
Martedì, 30 Dicembre 2014 00:00

Cisl Scuola Informa - Speciale Pensioni

Cisl Scuola Informa - Speciale Pensioni
Sommario: 1) Requisiti per pensione con decorrenza 1 settembre 2015; 2) Presentazione delle domande online: a) di dimissioni (scadenza 15 gennaio 2015), b) di pensione, c) "salvaguardati" (scadenza 5 gennaio 2015). 3).
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo
Martedì, 30 Dicembre 2014 00:00

Cisl Scuola Informa del 29/12/14

Cisl Scuola Informa del 29 dicembre 2014
Sommario: 1) Graduatorie provvisorie ATA terza fascia: pubblicazione 29 dicembre. Eventuale reclamo, in caso di errori, entro il 7 GENNAIO 2015 (scarica l'allegato del modulo); 2) Iscrizioni alunni anno scolastico 2015/2016: online dal 15 gennaio al 15 febbraio 2015. 3) Personale ATA, posizioni economiche, nota unitaria di Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda, Snals di richiesta di apertura del tavolo di confronto sulle procedure di attribuzione.
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo

Il "Punto" di dicembre 2014 di Salvatore Inglima, Segretario Generale Cisl Scuola Bergamo. "Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. Così, Jim Morrison, cantautore rock statunitense, icona della rivoluzione dei costumi degli anni 60', così noi, pur all'interno di un quadro sociale e politico decisamente diverso. Se, infatti, ci fermassimo all'orizzonte… Continua la lettura...

Pubblicato in Archivio News

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. Così, Jim Morrison, cantautore rock, icona della rivoluzione dei costumi degli anni 60', così noi, pur all'interno di un quadro sociale e politico decisamente diverso. Se, infatti, ci fermassimo all'orizzonte, vedremmo solo intemperie: la crisi non ha reso molto fragile solo il tessuto economico ma, anche e soprattutto, la coesione sociale. Le politiche di rigore praticate fino ad oggi, secondo tutti gli economisti più celebri e avveduti, metteranno in ginocchio i paesi più deboli e, tra questi, il nostro. 

Una lettura interessante di questa situazione ci viene offerta da un illustre intellettuale statunitense, Noam Chomsky, in “Sistemi di potere” in cui afferma “[...] E' difficile immaginare una ragione per spiegare questo comportamento che non sia il conflitto di classe. L'effetto di tali politiche è indebolire lo stato sociale e indebolire i lavoratori. Va bene per i banchieri, per gli organismi finanziari, ma è un disastro per la popolazione”.

E il tentativo da parte del governo di emarginare i corpi intermedi, e tra questi il sindacato, va proprio in questa direzione. Il rapporto Censis, che ogni anno fotografa lo stato di salute del nostro paese, ci parla, con una mirabile sintesi di rara efficacia, di una popolazione che vive la solitudine, la vulnerabilità, la paura, ma anche il cinismo, cioè l'indifferenza verso la morale condivisa, e, soprattutto, l'inazione dovuta per lo più al timore del futuro. Tutti sono frenati dall'idea di poter ritrovarsi, da un momento all'altro, a far parte del mondo dei “caduti”, di quanti si ritrovano senza reddito, senza garanzie sociali e senza quella dignità fondamentale per riconoscersi in una comunità. Purtroppo la politica sembra essere distratta da questa “situazione di guerra” in cui si ritrovano milioni di persone: per questo è opportuna una profonda riflessione al fine di evitare che il disagio che si sta vivendo in questo lungo periodo sia facile preda della sterile polemica e della demagogica propaganda. 

Ancora una volta, allora noi, sollecitati anche dei saggi inviti rivolti a tutti sia dal nostro papa Francesco, sia dal nostro Presidente della Repubblica, vogliamo ribadire con forza la nostra filosofia di sempre: la necessità del dialogo quale unico antidoto ai populismi di varia natura, la necessità di un ritorno alla comunicazione e ad un ascolto vero, ad una nuova concertazione che, nella distinzione dei ruoli, punti alla ricostruzione della coesione sociale per rispondere alla stringente necessità di allontanarci dalle secche di questo squallido orizzonte. Ci permettiamo di suggerire, perciò, al nostro governo, un testo del XVII secolo che contiene degli illuminanti consigli ai politici d’ogni epoca. Si tratta di riflessioni che costituiscono il Breviario dei politici del Card. Mazzarino, reggente di Francia durante la minore età del Re Sole. In particolare, il machiavellico cardinale scrive:

1) Non creder punto a chi di leggieri gran cose promette, perchè è mentitore, e fallace.
2) Non metter mai le mani a più lavori: poiché niun plauso raccoglierai dal far molte cose; ma sì bene dal perfezionarne una sola: e in ciò chiamo per testimonio l'esperienza.

Basta, dunque, promesse faraoniche e affrontiamo i problemi secondo una scala di priorità. All'apice di questa scala c'è il lavoro che certamente non si crea per decreto legge ma con importanti investimenti e con una formazione delle risorse umane volta allo sviluppo delle necessarie competenze funzionali sia all'evoluzione dei profili professionali richiesti dalla società post industriale, sia all'acquisizione dei diritti di cittadinanza. A tale proposito esplicitiamo la nostra soddisfazione per l'apertura di un “cantiere” di incontri ravvicinati (metà gennaio) nei quali, finalmente, grazie alle mobilitazioni indette dalle organizzazioni sindacali, si potrà riavviare quel confronto, da tempo auspicato e richiesto, per ricollocare al centro dell'attenzione del Governo i problemi della scuola e del suo personale per il quale abbiamo chiesto e chiediamo gli opportuni, oltre che doverosi, riconoscimenti economici e sociali. Il tavolo di discussione, richiesto dalla CISL SCUOLA e accolto dal Governo, riguarda i seguenti punti:

1) la carriera che dovrà essere, diversamente dalla proposta avanzata dal Governo nel documento ministeriale sulla “Buona scuola”, costruita con un mix tra merito e anzianità di servizio;
2) la rivisitazione delle norme contrattuali in modo da favorire una reale autonomia delle scuole;
3) l'organico aggiuntivo che consenta la copertura effettiva di tutta l'attività didattica in modo che la scuola possa rispondere alla missione di favorire lo sviluppo delle competenze professionali collegate ai rispettivi profili;
4) la stabilizzazione del personale docente e ATA attraverso una proposta politica volta ad evitare il continuo contenzioso.

La Cisl Scuola di Bergamo-Sebino B.sco ha organizzato momenti di formazione e confronto che hanno registrato una attenta e qualificata partecipazione di tutto il personale scolastico (dal personale ATA, docenti e dirigenti scolastici). I risultati del questionario elaborato, che saranno pubblicati dopo le vacanze natalizie, e il documento di analisi e proposte che lo hanno accompagnato, sono stati apprezzati dai vertici nazionali, regionali e territoriali che guardano con attenzione il laboratorio bergamasco. Sperando che il prossimo incontro con il Governo avvii un nuovo corso alle relazioni con l'esecutivo, auguro a tutto il personale della scuola un Buon natale e un 2015 aperto alla realizzazione delle nostre attese e di quelle di quanti, oggi, si trovano a vivere condizioni di emarginazione e di precarietà.

Scarica il pdf

Pubblicato in Comunicati
Mercoledì, 17 Dicembre 2014 00:00

Notiziario Cisl Scuola Bergamo, dicembre 2014

Pronto il notiziario di dicembre 2014 redatto dalla segreteria della Cisl Scuola Bergamo (il sindacato dei docenti e degli operatori della scuola). Nel sommario troviamo: 1) L'editoriale di Salvo Inglima "L'état c'est moi" 2) L'informativa sul rinnovo delle RSU dal 3 al 5 marzo 2015; 3) La presentazione dei documenti elaborati per la "buona scuola"; 4) Dizionario semiserio della Scuola. Sfoglia il notiziario.

Pubblicato in Archivio News
Mercoledì, 17 Dicembre 2014 08:02

Notiziario Cisl Scuola, dicembre 2014

Sommario Notiziario Cisl Scuola Bergamo“L’état c’est moi”: editoriale pag. 1 • Elezioni RSU pag. 3 • Osservatorio sindacale pag. 5 • Non solo numeri: la dispersione scolastica pag. 9 • Documenti elaborati per la “Buona Scuola” pag. 10 • Dizionario semiserio della scuola e del cambiamento che aspetta pag. 15 • La recessione economica nel nostro paese e le speranze di un futuro incerto pag. 17 • Dirigenti scolastici pag. 18 • Scuola non statale pag. 19 • Personale ATA pag. 20 • Pensioni 2015 pag. 21 • Formazione professionale pag. 22 • E’ la scuola la fabbrica del futuro INSERTO • Attività di formazione/aggiornamento pag. 27 • Mobilità 2015/2016: trasferimenti e passaggi pag. 29 • Notizie sindacali pag. 31 • Valutazione del sistema scolastico pag. 32 • Personale supplente: sentenza Corte di giustizia europea, azioni legali pag. 34 • Contro la violenza sulle donne pag. 39 • Assenze maternità pag. 40 • Farmaci a scuola pag. 42 • Part-time pag. 43 • Retribuzione ore eccedenti docenti pag. 44 • Notizie in breve pag. 45 • Borgo Viaggi pag. 47 • Orari consulenza Cisl Scuola a.s. 2014/2015 pag. 48

Pubblicato in Pubblicazioni