Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 08 Luglio 2014 00:00

Cisl Scuola Informa dell'8/7/14

Cisl Scuola Informa dell'8 luglio 2014
Sommario: 1) Pensioni "Quota 96", che sia la volta buona - 2) Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: le date e i modelli di domanda - 3) Graduatorie d'istituto: il modello B via web entro le ore 14 del 4 agosto 2014 - 4) Intervento di Vincenzo D'Acunzo a Bergamo news del 08/07/2014
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo

LE VACANZE “CONTRATTUALI” di ben lunga durata (dal 2009), hanno svuotato le tasche delle risorse umane del personale della scuola e del pubblico impiego. Ma, se le dichiarazioni di questi giorni corrispondessero al vero (ci riferiamo al complesso delle intenzioni, tra cui le 36 ore settimanali), anche le menti dei decisori politici, chiamate a dare risposte ai problemi, sarebbero svuotate di quella particolare intelligenza che, per la natura delle loro funzioni, dovrebbero avere.

Infatti, l'esperienza insegna che, quando si tenta di intervenire su problemi complessi con delle semplificazioni, si partorisce solo un immediato effetto placebo che, però, non eviterebbe, a breve, la morte del malato. Noi, perciò, sempre coscienti di quanto sia di vitale importanza la scuola, non permetteremo che la facile demagogia prenda il sopravvento su un percorso di così grande rilevanza sociale: percorso che merita utili riconsiderazioni a tutto campo e, soprattutto, grande responsabilità.

Non sono in gioco gli interessi degli uni o degli altri, ma un progetto di società e il futuro delle nuove generazioni. Perciò per noi, e non temiamo di sbagliare, è difficile non immaginare che debba trattarsi di una strategia di comunicazione volta a tacitare tutti quei settori dell'opinione pubblica che, fino ad oggi, limitandosi a giudicare l'uguaglianza/disuguaglianza di trattamento di una categoria, unicamente in rapporto al numero delle ore lavorative visibili, non hanno mai risparmiato critiche alla scuola.

Partendo da questo assunto, ma senza negare il problema che la scuola necessita di attenzione “vera” e di riforme “vere”, al fine di far comprendere a quanti, anche tra i politici, non avessero avuto l'opportunità di avvicinare la conoscenza del lavoro nella scuola, facciamo ricorso alla presentazione che il nostro Segretario Generale ha fatto, (nel 2007!!!), ad una pubblicazione di una Lezione Magistrale dal titolo “Salario, giustizia e dono. Il lavoro dell'insegnante” tenuta a Roma in un incontro tra il filosofo Marcel Hènaff e la Cisl Scuola (scarica il testo).

In questo scritto Francesco Scrima sosteneva: “Per insegnare ci vuole passione. E' sempre stato così; oggi di più perché sembra spezzata quella comunione di interessi che, fino a un po' di tempo fa, legava in modo evidente, anche se a volte dialettico, scuola e società. Il modello di sviluppo postindustriale, con almeno tre delle grandi rivoluzioni che lo caratterizzano: quella tecnologica, quella culturale e quella sociale, rischia di portare la scuola ai margini dei processi di socializzazione e di educazione dei giovani. Il dominio assoluto del mercato induce atteggiamenti in cui tutto viene valutato in termini di immediata resa economica e i progetti di vita si costruiscono spesso solo su obiettivi di successo facile. Ma così si perdono alcuni di quei valori senza i quali la vita non ha valore.

Gli insegnanti lo sanno e, lavorando contro corrente e spesso soli, continuano ad amare il loro mestiere anche quando sono scoraggiati e delusi. Ma c'è bisogno di riconsiderare le esigenze e la dignità di questo compito. C'è bisogno che la società torni a sentire l'importanza della scuola e della funzione degli insegnanti. E ne dia visibile riconoscimento. Lavoro di incontro, di cura e di passione quello degli insegnanti; lavoro per cui non stonano antiche parole come visione, vocazione, missione; parole che ci erano proprie e che ora ci ritornano più ricche di significato e cariche di energia dopo che, anche il mondo dell'impresa ne ha capito la necessità e la forza. Ci sono beni immateriali che contano e danno frutto anche in termini materiali” […].

Ecco, noi crediamo, che, anziché far ricorso ad argomentazioni ormai stantie, che fino ad oggi sono state da tutti avanzate, e difese ad oltranza, nel tentativo, per alcuni aspetti riuscito, ma altri nefasto, di mantenere lo “status quo”, i problemi si debbano anzitutto conoscere e, in secondo luogo affrontare: e, fatto salvo che il potere decisionale spetta agli organi costituzionalmente definiti, saggezza vuole che le parti sociali concorrano responsabilmente alla ricerca delle opportune soluzioni.

Noi, Cisl Scuola di Bergamo-Sebino B.sco, se il dialogo verrà ritenuto dal Governo ancora utile alla coesione sociale, siamo pronti a portare, al confronto con le altre strutture Cisl-Scuola a livello nazionale, e con le parti sociali interessate, le nostre esperienze e le nostre proposte. Diversamente, trarremo le nostre conclusioni facendo ricorso anche a percorsi innovativi volti alla rivendicazione dei diritti negati.

In attesa, auguriamo a tutto il personale della scuola BUONE VACANZE e sollecitiamo i decisori politici ad evitare, d'ora in poi, di far ricorso alle “VACANZE CONTRATTUALI” aprendo, così, la strada, alla ripresa dei lavori autunnali, ad un fruttuoso, arricchente negoziato in grado di ripristinare la filosofia dello Stato di diritto.

Pubblicato in Comunicati
Giovedì, 12 Giugno 2014 07:51

Cisl Scuola Informa dell'11/6/14

Cisl Scuola Informa dell'11 giugno 2014
Sommario: 1) Scatti e posizione economiche: intesa all'ARAN - 2) Graduatorie di istituto: il Ministero fornisce chiarimenti - 3) Chiarimenti ferie:Personale docente supplente
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo
Lunedì, 09 Giugno 2014 09:59

Cisl Scuola Informa del 6/6/14

Cisl Scuola Informa del 6 giugno 2014
Sommario: 1) Scatti e posizione economiche Ata: avviato il confronto all'ARAN - 2) Graduatorie permanenti provvisorie ATA 24 mesi - 3) TFA 2° ciclo: calendario dei test - 4) Graduatorie di Istituto e valore abilitante dei titoli sperimentali - 5) Seguici su Facebook
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

Pubblicato in Materiale informativo
Giovedì, 22 Maggio 2014 12:07

Prigionieri della paura

La campagna elettorale per le elezioni europee, che fortunatamente sta volgendo al termine, ha messo in evidenza, con il ricorso ad un linguaggio di una violenza inaudita, come gli attori che si contendono il consenso siano essi stessi prigionieri della paura: la paura del dialogo, la paura del civile confronto, la paura di non avere risposte credibili, la paura di non essere in grado di gestire il potere a cui aspirano.
Di qui, fiumi di monologhi, solo insulti per lo più urlati, di qui l'assenza di proposte, di qui il vuoto progettuale: di un'idea di società, nella quale noi cittadini, seppure a grandi linee, dovremmo riconoscerci, neppure l'ombra.


Ebbene: è proprio questo vuoto che ci preoccupa perché diffonde panico, ci disorienta perché ci nega la possibilità di riconoscerci in una comunità che, tutta insieme, vuole lottare per uscire dalla crisi economica e morale.
In sostanza, nonostante il nostro Paese si trovi sul ciglio del burrone, non sono visibili, neppure nel più lontano orizzonte, segnali pur timidi di ravvedimento volti a comprendere che o saremo coesi, o saremo capaci di riprendere nelle nostre mani le redini del nostro destino o dovremo arrenderci alla marginalità rispetto ai processi che si andranno a definire.
I tempi delle promesse faraoniche dovrebbero essere, ormai, lontani anni luce: ma la spudoratezza non ha mai fine: sanno bene che in giro ci sono ancora masse di creduloni pronti ad abboccare all'amo, e a queste si rivolgono disegnando loro il paradiso dietro l'angolo.
C'è ancora, infatti, chi continua a promettere senza, però, dire, in assenza della ripresa economica, dove andrà ad attingere le risorse necessarie per distribuire i beni promessi.

Faranno ricorso ancora per una decina anni al blocco dei contratti impoverendo ancora di più i lavoratori del pubblico impiego? “Taglieranno” le pensioni tra 1500 e 2500 €? Innalzeranno i ticket o li metteranno su tutte le medicine, magari anche a quelle salva vita? Faranno pagare i ricoveri ospedalieri? Smantelleranno totalmente lo stato sociale senza neppure ingegnarsi sul come revisionarlo? Lo dicano!!!
No? Nulla di tutto questo? Bene: ci si dica, allora, come sarà possibile mantenere le promesse senza che riparta la locomotiva del lavoro.
Diversamente, vista tanta omertà, saremo portati ad immaginare che ci sarà una lotta senza quartiere all'evasione fiscale, con idonei, incontrovertibili strumenti, e ai privilegi della politica: ma temiamo che, se ci abbandonassimo a questa fantasia, a questo volo, l'inevitabile caduta non ci eviterebbe traumi mortali.

E', questo, a nostro avviso, invece, il tempo delle formiche che, passo passo, a fatica, e sotto il sole cocente, riempiono il granaio per affrontare l'inverno. Noi siamo, e vogliamo essere, assertivi. Abbiamo il dovere di capire che senza nuove opportunità di lavoro vi saranno solo povertà più diffuse, abbiamo il dovere di capire, senza continuare a far ricorso a sterili lamentazioni, che abbiamo davanti a noi una sola strada: raccattare i cocci disseminati da quanti hanno governato negli ultimi trent'anni, con o senza il consenso popolare, e tentare, con spirito certosino, di ricomporli. Quelle forze politiche e sociali che, passata la buriana elettorale saranno capaci di farsi carico di questo duro lavoro, che richiede il decisivo concorso di tutti, unitamente all'onere, potranno aspirare anche agli onori.

Ribadiamo: di tutti perché, come ha sostenuto Mons. H. Camara “se un uomo sogna da solo è solo un sogno. Se molti sognano insieme è l'inizio di una nuova realtà”

Noi, Cisl Scuola, siamo pronti per la “ripartenza” e sappiamo anche da dove iniziare. L'eredità che Don Milani ci ha lasciato costituisce per tutti un importante patrimonio a cui attingere in qualsiasi momento: «E’ solo la lingua che fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui. Che sia ricco o povero importa meno [...] (Lettera ad una Professoressa).

La scuola, perciò, mai come in questo momento, è centrale nel faticoso cammino che dobbiamo intraprendere. Ma occorre una scuola di qualità e, per questo obiettivo, siamo pronti a raccogliere la sfida che, attraverso il Ministro dell'istruzione, ci lancia tutta la società perché solo una scuola di qualità potrà affrontare le vie impervie che la globalizzazione ci impone di attraversare. A questo proposito credo opportuno richiamarmi ad un recente scritto, “La scuola non serve a niente, di Andrea Bajani: “[…] Nell'epoca dell'evaporazione del professore, non resta dunque che provare ad essere professore per quel che si può. Per amore del proprio Paese, del proprio lavoro e dei ragazzi seduti dietro i banchi. […]

Con le poche energie che si hanno e con quel poco o tanto che si riesce a fare in un'aula stinti e delegittimati da tutto. Però non basta. […] ho il sospetto che accettare la Testimonianza o il Dono come soluzione della deriva, della svalutazione, dell'abbandono della scuola italiana sia prima di tutto un errore politico e in fondo anche l'esercizio di una connivenza. Siamo contenti e sempre lo saremo di avere insegnanti bravissimi, volenterosi che testimoniano attraverso il lavoro quotidiano “il gesto etico di responsabilità nei confronti del proprio desiderio”: allo stesso modo in cui siamo contenti e orgogliosi che negli ospedali italiani lavorino medici di cosiddetta eccellenza, che tutto il mondo ci ammira e ci invidia. Però non possiamo accettare che senza quegli insegnanti, senza la loro operosa testimonianza, la scuola torni ad essere lo specchio di un Rinuncianesimo diffuso, il teatro di uno scollamento e di uno stallo più generale. Così come non accettiamo che senza quei medici non sia possibile curarsi. Vogliamo essere certi che il giorno i cui quei medici e quegli insegnanti non lavoreranno più ci sarà comunque qualcuno che sarà in grado di salvarci la vita. Dentro le sale operatorie come tra i banchi di scuola.

E' esattamente quello il punto in cui interviene la politica, in cui la politica deve ricominciare ad agire: abbiamo ancora troppo bisogno di professori per rassegnarci a vederli sbiadire aspettando la campanella. E con loro i nostri figli e noi, e un Paese di cui sventoliamo le bandiere, nostalgicamente, superficialmente, soltanto durante gli anniversari o le partite di calcio.”

Questo chiediamo anche noi alla politica: vivere responsabilmente il presente con gli occhi proiettati verso il futuro.

 

Pubblicato in Comunicati
Pagina 14 di 14