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Unione Sindacale di Bergamo

È bergamasca la nuova segretaria generale della Cisl Scuola Lombardia. Silvana Milione, 60 anni, tesserata Cisl da oltre 30, e in segreteria regionale dal 2015, è stata eletta (31 voti su 36) a capo di una delle più numerose categorie della Cisl (oltre 43.000 iscritti) dal Congresso regionale che si è svolto il 27 e 28 aprile a Uggiate-Trevano, in provincia di Como.

Prende il testimone di Adria Bartolich

Il posto di segretario generale è rimasto vacante dopo che Adria Bartolich, segretaria generale uscente, è stata eletta alla guida della Cisl dei Laghi. "Per la scuola, il 2016 è stato il peggiore che la Lombardia si ricordi, soprattutto per quanto riguarda i posti della scuola primaria e gli insegnanti di sostegno" è stato il leit motiv del Congresso. "La scuola non ha bisogno di sferzate o di mortificazioni generalizzate, non ne hanno bisogno i suoi lavoratori, già abbastanza puntiti sul piano professionale e salariale da un decennio per il mancato rinnovo del contratto - ha detto Adria Bartolich nella sua relazione introduttiva - . Ha bisogno di interventi mirati nelle situazioni più critiche, senza generalizzare. E poi occorre maggiore sostegno e supporto da parte delle istituzioni”.

Pronti per le sfide che ci attendono

La nuova segreteria regionale sarà composta oltre che da Milione, da Massimiliano Sambruna di Milano e da Stefano Granata di Pavia.Mi assumo questa responsabilità – ha dichiarato Milione - nella certezza di poter contare sempre sulla collaborazione di tutta la categoria. Sin da oggi, proseguiremo il lavoro avviato lungo le direttrici stabilite dal Congresso e continueremo a dedicare tutto il nostro impegno sia per rispondere ai bisogni immediati dei nostri iscritti, sia per affrontare le sfide che ci attendono”.

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È stato firmato il contratto sulla mobilità dei docenti e del personale Ata, congiuntamente al passaggio da ambito a scuola. È un buon contratto, che concilia le legittime esigenze della mobilità dei lavoratori con il diritto allo studio.

L’incognita sul nuovo anno scolastico

L’accordo stabilisce i criteri per la mobilità dei docenti e del personale Ata. Le domande dei docenti si potranno presentare da domani, 13 aprile, al 6 maggio. Quelle del personale Ata dal 4 maggio al 24 maggio.Per quanto possiamo ipotizzare, - precisa Salvo Inglima, segretario generale della CISL SCUOLA di Bergamo - si preannuncia una significativa richiesta di domande di trasferimento dalla nostra provincia”. “La questione, ora, - riprende Inglima - è capire cosa succederà all’avvio del prossimo anno scolastico: il rischio è che si ripeta la situazione dello scorso settembre. Per questo riteniamo che le legittime esigenze dei lavoratori della scuola siano sostenute dal bando di nuovi e necessari concorsi, utili per coprire i posti che si verranno a svuotare per questo accordo che, di certo, è un’apertura verso il ritorno a casa di molti docenti, che sono stati penalizzati dal famoso "algoritmo" del Miur”.

Il governo chiamato ad anticipare i disagi

Per la CISL Scuola Bergamo, dunque, non è in discussione la bontà dell’accordo, dal momento che il personale scolastico è stato pesantemente toccato dalle vicissitudini dei trasferimenti dello scorso anno. “Serve, però, che il Governo anticipi il possibile disagio che un controesodo potrebbe provocare alle strutture scolastiche della provincia: i concorsi precedentemente espletati non sono stati sufficienti a ricoprire i posti vacanti. Urge, dunque, l'immediata indizione di nuovi concorsi che possano dare legittime e concrete risposte al mondo della scuola. Innanzitutto, ci preme che siano pubblicati quelli relativi agli insegnanti di sostegno, figura per la quale su Bergamo si vive una crisi non indifferente: solo in quest’anno scolastico, la metà degli incaricati non ha il possesso del titolo specialistico , ma è stato incaricato dai dirigenti impossibilitati a fare diversamente”.

La scuola merita un clima di serenità e fiducia

Comunque, continua Inglima, l’accordo sarà “utile non solo per i lavoratori, ma in generale per il buon andamento di un servizio che purtroppo sconta da anni mille difficoltà, problemi e tensioni. Non è possibile che la qualità e la efficacia della scuola debbano dipendere, come avviene, unicamente dal senso di responsabilità e dalla passione per il proprio lavoro con cui insegnanti, personale Ata e dirigenti continuano, nonostante tutto, a operare ogni giorno. La scuola ha tutto da guadagnare se si recupera, come chiediamo da tempo, un clima diverso, di serenità, di fiducia”.

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Sarà ancora Salvatore Inglima a guidare il sindacato CISL Scuola Bergamo per il prossimo mandato congressuale. Lo ha rieletto il congresso del sindacato, riunito alla Fiera Nuova di Bergamo, premiando così l’attività della segreteria che da 4 anni (con la parentesi dettata dall’incarico di dirigente scolastico dello steso Inglima) governa il maggior sindacato del Pubblico Impiego della provincia, e uno dei più grandi a livello nazionale, forte dei suoi 8478 iscritti.

Una buona scuola in una buona società

A dispetto delle riflessioni sulla presunta crisi di rappresentatività – ha detto dal palco del congresso Inglima -, la Cisl Scuola chiude il 2016 con un ulteriore incremento degli iscritti, confermando e rafforzando il primato, in termini di consistenza associativa, nel vivace e variegato panorama sindacale della scuola italiana”. Con lui, in segreteria, ci saranno Delia Bordogna e Paola Manzullo. Adesso, secondo Inglima, “arriva il bello”. L’impegno del sindacato riceve dalla scelta dei tesserati forza maggiore, per formare “una buona scuola in una buona società .“È da tempo che la demagogia del Governo fa rimbalzare, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, l’idea di aver partorito un progetto di “buona scuola” capace di guardare al futuro come se avesse una bacchetta magica con la quale risolvere tutti i problemi che la costruzione di una “buona scuola” comporta. La nostra organizzazione sindacale non si è mai sottratta alle responsabilità di esprimere delle riserve, ma abbiamo avuto anche l’onestà di evidenziare i punti di convergenza”.

Verso l'implementazione delle “educazioni”

L’attuale contesto storico, secondo Inglima molto diverso dal precedente, che individuava nella diffusione dell’alfabetizzazione la finalità specifica della scuola, impone una rivisitazione e una implementazione delle “educazioni”: educazione alla convivenza civile, educazione alla legalità, educazione alla salute, educazione all’intercultura, educazione all’affettività etc. La scuola, primaria agenzia educativa è chiamata sempre di più a dare risposte che spesso altre formazioni sociali non sono più in grado di offrire. Oggi, noi tocchiamo tutti i limiti di questo percorso che, di fronte ai rapidi cambiamenti sociali e valoriali non è riuscito in pieno a sollecitare tutta la società all’assunzione delle doverose responsabilità. Se con la riforma della Buona Scuola il sistema d’istruzione è tornato ad essere destinatario di un significativo investimento di risorse, molti sono gli elementi, secondo la CISL, che inducono a ritenere come il loro uso si sia rivelato tutt’altro che ottimale.Questo vale soprattutto per la parte più consistente, quella del piano straordinario di assunzioni, le cui incongruenze rispetto al reale fabbisogno sono apparse da subito evidenti, con l’aggiunta delle tensioni indotte dalle modalità con cui è avvenuta la gestione del piano e che hanno raggiunto il loro apice nelle vicissitudini legate alla mobilità. Ma lo stesso vale per le risorse investite a sostegno della formazione e della valorizzazione professionale, peraltro con la totale ingiustificata esclusione del personale docente a tempo determinato e del personale Ata dal novero dei destinatari”.

L'onere di restituire il futuro ai giovani

Il cammino della segreteria Inglima nel prossimo mandato congressuale si muoverà sulle direttrici utili per il riconoscimento delle professionalità, per valorizzare il lavoro dell’area Ata e per il riconoscimento sociale del corpo docente. Solo una scuola che tende a “generare valori potrà permette ai giovani (nei confronti dei quali abbiamo l’onere di “restituire” il futuro) di rinascere una seconda volta, di camminare con le proprie gambe per andare ovunque si voglia, di essere in grado di scegliere consapevolmente cos’è meglio per se stessi, di avere un’idea propria. Questa la sfida che il nostro dibattito congressuale deve lanciare alla politica, in una fase tormentata della vita del paese che sta vivendo una stagione, ormai troppo lunga, di profondo disagio e disorientamento, segnata dall’attesa di risposte che chiamano in causa anche la scuola, la sua capacità di trasmettere valori, sviluppare cultura, formare competenze, promuovere lavoro. Capacità che la scuola può avere solo se sostenuta da politiche lungimiranti e di ampio respiro”.


1) Relazione introduttiva
2) Mozione finale

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Martedì, 06 Dicembre 2016 08:25

A Bergamo 1400 insegnanti con riserva

Il commento più comune, trasversale alle categorie che vivono la scuola, è “non s’era mai visto”. Mai visto che a fine novembre si debba ancora essere alle prese con l’assenza della maestra, del professore di matematica o di scienze. Si lamentano le famiglie, i presidi, gli insegnanti che spesso devono accogliere nelle loro classi gruppetti di studenti “scoperti”, i docenti del potenziamento, che devono fare da tappabuchi.

Un valzer di supplenze

La scuola bergamasca si avvia alla pausa natalizia con un bilancio dell’avvio di anno scolastico fatto di molti chiaroscuri. “La provincia di Bergamodice Salvo Inglima, segretario generale del sindacato CISL SCUOLA - non ha le situazioni di criticità emerse in altri territori. Anche se l’anno scolastico ha visto ad oggi un valzer di supplenze ,che non hanno permesso di garantire la continuità didattica, la situazione è sotto controllo. Le criticità si rilevano sui posti di sostegno (perché le graduatorie sono esaurite), dove il posto è ricoperto da docenti senza titolo per il ruolo. Anche a Bergamo attendiamo l 'esito dei ricorsi e si potrebbe verificare che centinaia e centinaia di docenti inseriti con riserva nelle Gae ( graduatoria ad esaurimento ) potrebbero, in virtù di una eventuale pronuncia sfavorevole, ritrovarsi fuori graduatoria e quindi costretti a rinunciare alla supplenza". "Nella sostanza – continua Inglima - la nostra provincia si conferma una provincia di transito ma, per fortuna, con un numero di docenti che comunque riescono a colmare le gravi criticità emerse in altri territori”.

Il super lavoro dei presidi

La situazione della scuola anche a Bergamo è il risultato del mix tra le varie fasi delle assunzioni dello scorso anno in associazione con il piano straordinario di mobilità e le migliaia di rientri al Sud (con le assegnazioni provvisorie) dei docenti che avevano avuto un posto. I presidi stanno facendo di tutto per sistemare le classi in attesa della nomina annuale, attingono alle graduatorie d’istituto (ormai pressoché vuote) e dalle “mad” (le messe da disposizione), cioè i laureati che si offrono alle scuole e che però spesso vivono in altre regioni e non rispondono.Tutta l’Italia è messa male. Ci sono scuole che si rivolgono agli atenei in cerca di laureandi. Succede anche perché le 50 mila assunzioni del potenziamento 2015 hanno collocato i docenti un po’ a caso. Risultato: le scuole non trovano le specializzazioni che servono e loro fanno i supplenti”.

In attesa della sentenza del Tar del Lazio

Lo scenario della “confusione 2016/17” non è completo. “A giorni – conclude Inglima – il Tar del Lazio stabilirà se molti degli inserimenti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento dei maestri diplomati prima del 2001, moltissimi dei quali immessi in ruolo, saranno confermati. A Bergamo sono 1405 (473 nella scuola per l’infanzia, 649 alla primaria e 283 tra secondaria di primo e secondo grado). Se la camera di consiglio dovesse essere sfavorevole sarebbe un disastro a cascata”.

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Mercoledì, 23 Novembre 2016 08:05

Ricerca, aggregazioni industriali, scuola

Il segretario bergamasco del sindacato Cisl Bergamo, Giacomo Meloniprova a individuare criticità e vie d’uscita a una crisi che attanaglia la provincia ormai da 8 anni. “Ci sono 79.500 imprese con 151.193 occupati , nella fascia da 1 a 9 dipendenti, su un totale di 85.000 realtà produttive in provincia. È difficile pensare a uno sviluppo territoriale che poggi su gambe così deboli”.

Rafforzare strutture e sistemi

È inutile rimpallarci i numeri e usarli a nostro piacimento: da questa situazione di stallo economico e occupazionale potremo uscire soltanto rafforzando strutture, sistemi e servizi che sappiano rendere alle imprese e ai lavoratori quei servigi che davvero necessitano”. Dai dati trimestrali dell’economia bergamasca si capisce che l’effetto degli incentivi per le assunzioni ha iniziato a scemare: 2972 avviamenti in meno da luglio a settembre 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. Ma una lettura più attenta consegna aspettative più rosee: rispetto al 2014 i nuovi posti di lavoro sono 551 in più.Qualcosa che si muove c’è, gli stimoli non mancano, anche se ci diranno che a fine anno il tasso di disoccupazione sarà invariato, e quindi il doppio di quanto era nel 2008, noi dobbiamo pensare a preparare il terreno perché questi piccoli movimenti si stabilizzino e creino le condizioni per rigenerare un tessuto che per forza di cose non sarà più quello di prima”.

Quattro punti per lo sviluppo

Per fare questo, la “ricetta” di Meloni si fonda su quattro ingredienti semplici: innanzitutto, “il varo della nuova Agenzia nazionale per le Politiche Attive, promessa, in fase di studio e di avvio, ma ancora non produttiva; il potenziamento dei Centri per l’Impiego con l’intreccio fra pubblico e privato per maggiori e sempre più efficaci politiche attive del lavoro; la valorizzazione effettiva dell’Apprendistato, 8.911 sono stati i contratti di apprendistato nel 2015 su un totale di 324.591 lavoratori dipendenti a Bergamo nel 2015 ( 2,7%) e l’utilizzazione seria e efficace dell’alternanza Scuola – Lavoro. Se poi vedesse la luce quel famoso fondo territoriale più volte vagheggiato, Bergamo e la provincia non si troverebbe disorientata all’arrivo della ripresa”. “Occorre mettere al centro della agenda lo sviluppo. Abbiamo le potenzialità e le capacità per recuperare tutti i punti di produzione persi durante la crisi, mettendo al centro l'innovazione, la ricerca, la contrattazione e la produttività", materia queste ultime di un confronto aperto con Confindustria Bergamo.

Investire in innovazione e ricerca

La CISL, “attraverso la contrattazione, farà la sua parte fino in fondo”, ma il governo, le imprese, “devono investire, innanzitutto in innovazione e ricerca”, cogliendo anche l’opportunità che la legge di bilancio in via di approvazione prevede, di forti incentivi agli investimenti, quali la proroga del super ammortamento e l ’iper ammortamento al 250% degli investimenti in alta tecnologia, di industria 4.0. La frammentazione dell’impresa bergamasca è senz’altro un problema.Se per la struttura del mercato pre-crisi potevano essere una risorsa - insiste Meloni -, oggi è assodato che la micro-impresa fatica a fare progetti e piazzarsi sul mercato internazionale. Gli imprenditori devono favorire la collaborazione tra le imprese e garantire una crescita anche dimensionale che funga da garanzia, anche per l’occupazione. Sempre più opportuna, la necessità di investire di più nella ricerca e nella creazione di diffuse e più qualificate competenze degli imprenditori, del management e dei lavoratori".

Il ruolo strategico delle banche

Altro nodo è quello del credito: "Riteniamo che il sistema bancario abbia bisogno in primo luogo di separare le attività di banca quelle d'investimento e di riappropriarsi di competenze industriali capaci di accompagnare i progetti di investimento delle imprese, i programmi di sviluppo dei territori", e i consumi delle famiglie.

Pubblicato in Comunicati Stampa
Lunedì, 03 Ottobre 2016 07:33

Alternanza Scuola Lavoro: una guida sicura

Una guida realizzata dalla CISL di Bergamo che vuole aiutare e sostenere gli studenti e le famiglie nell’orientarsi con l'alternanza Scuola-Lavoro. E’ il segno concreto di un sindacato che opera con grande attenzione verso le nuove generazioni mettendo a disposizione servizi e strumenti di tutela in una realtà lavorativa sempre in grande evoluzione e cambiamento.


Scarica la brochure (7 megabyte)

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Venerdì, 23 Settembre 2016 07:15

Il Sindacato incontra gli studenti del Natta

“Storie di lavoro al tempo della crisi” è il titolo di un progetto, voluto e sponsorizzato da CGIL CISL UIL di Bergamo, che cerca di “offrire un diverso punto di vista sul lavoro e la crisi” entrando a diretto contatto con i giovani e la scuola. Primo passo di questa iniziativa sarà l’incontro con gli studenti in programma sabato prossimo, 24 settembre, alle 10,30 all’Istituto “Natta” di via Europa a Bergamo.

Da un’idea di Alessandro Bottelli

Sarà allestito il “reading concerto” realizzato dall’associazione Libera Musica, su un’idea di Alessandro Bottelli, che i sindacati hanno promosso in occasione del Primo Maggio e ora intendono riproporre in chiave didattico-educativa. Lo spettacolo pone l’attenzione su un problema fondamentale e di grande attualità: quello del lavoro, della qualità del lavoro e del lavoro che non c’è e delle difficoltà che incontrano tanti giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro.

Testi originali di scrittori noti

A parlare di lavoro saranno alcuni dei migliori poeti e scrittori contemporanei. Attraverso le loro parole scopriremo e analizzeremo alcune realtà umane e sociali legate al mondo dell’occupazione. I testi, tutti creati per l’occasione, saranno di Gianni Biondillo, Giuseppe Conte, Erri De Luca, Vivian Lamarque, Dacia Maraini, Laura Pariani, Davide Rondoni, Tiziano Scarpa. La voce narrante sarà quella di Federica Cavalli. Lo spettacolo alterna la lettura con l’esecuzione di brani jazz con Guido Bombardieri ( saxofono e clarinetti), Marco Gamba (contrabbasso) e Michele Gentilini (chitarra).

Pubblicato in Comunicati Stampa
Mercoledì, 14 Settembre 2016 00:00

Inglima ritorna al vertice alla CISL Scuola Bergamo

Salvo Inglima, già segretario della CISL Scuola di Bergamo tra il settembre 2014 e l’ottobre 2015, è stato eletto nuovamente al vertice della categoria di via Carnovali, dal Consiglio generale riunito nella sala riformisti della CISL orobica. Inglima, 45 anni, lascia il ruolo di Dirigente Scolastico presso l'Istituto  Comprensivo "Fratelli d'Italia" di Costa Volpino. Succede a Silvana Milione, che ha diretto il sindacato nell’ultimo anno.

La situazione in Bergamasca

La riunione del Consiglio generale del sindacato CISL Scuola Bergamo, alla presenza della segretaria nazionale Lena Gissi, è servita anche per fare il punto della situazione della scuola bergamasca, “una realtà – ha detto il rieletto segretario - che si è sempre distinta non sono per la qualità del suo sistema di istruzione e formazione (qualità validata  dai risultati dei dati Invalsi e dai risultati a distanza dei nostri studenti), ma anche per la  grande attenzione dedicata  alle tematiche dell'inclusione e alla piena integrazione degli alunni stranieri”. Sono infatti più di 22.000 gli studenti di nazionalità non italiana iscritti nelle scuole della provincia, il 16,57% del totale. Nella Scuola di infanzia sono 2528; più di 10.000 nella primaria e poco meno di 9000 alle “medie”, di primo e secondo grado. In totale, sono 170.830 gli studenti delle scuole bergamasche che lo scorso lunedì sono tornati  in classe. Le scuole statali hanno accolto 137.785 alunni (+ 295 rispetto ai 137.490 del 2015/2016), le scuole paritarie 33.045 (- 1.070, erano 34.115).  Le istituzioni scolastiche statali sono 141 (98 istituti comprensivi, 41 istituti superiori e 2 centri provinciali per l’istruzione degli adulti) di cui 118 assegnate a dirigenti titolari, 2 a presidi incaricati e 21 a dirigenti reggenti ; per le paritarie ci sono 235 scuole dell’infanzia, 32 primarie, 26 medie, 13 istituti superiori.

Le sfide del sindacato

Sono convinto – ha detto ancora Inglima - che tematiche come quelle legate al merito e alla valorizzazione professionale, all’alternanza scuola lavoro, al rinnovo contrattuale, al sistema integrato 0-6 anni, alla didattica per competenze, alla didattica inclusiva, alle rete di ambito e di scopo, necessitano importanti  contributi culturali che possano tradursi in serie iniziative progettuali  che vedano il coinvolgimento attivo di tutti gli attori coinvolti: Scuole autonome, Istituzioni, Sindacati e associazioni del territorio. E’ evidente il filo conduttore  dell'agire dell' organizzazione sindacale che con grande entusiasmo rappresento: la presenza costante e organizzata nei luoghi di lavoro, per far si che ogni nostro  iscritto (sia esso personale ATA, docente o Dirigente), possa sentirsi parte integrante dell’Organizzazione e trovare, senza soluzione  di continuità,  informazione, formazione, assistenza e tutela"

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