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Unione Sindacale di Bergamo

Giovedì, 09 Luglio 2015 00:00

Nuova squadra per Filca Cisl Lombardia

Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, è entrato a far parte della segreteria regionale della categoria che segue i lavoratori dell’edilizia. Infatti, il consiglio generale della FILCA CISL Lombardia del 9 luglio 2015, alla presenza di Domanico Pesenti, segretario nazionale, ha eletto il Segretario Generale e la Segreteria, in sostituzione di Battista Villa, anch’esso bergamasco, che si è dimesso per seguire i temi della legalità e della responsabilità sociale nell'ambito del progetto San Francesco, di cui è già presidente.

La nuova segreteria regionale, quindi, è formata da Francesco Bianchi, segretario generale, e da Angelo Ribelli, Roberto Bocchio e, appunto, Danilo Mazzola.

“Una squadra alla quale chiedo un grande impegno, in questa fase tanto difficile per il settore – ha sottolineato il neo segretario generale, Francesco Bianchi -. Dobbiamo stringere un patto fra territori, in un percorso che abbatte i confini, perché solo mettendo insieme le sinergie possiamo pensare di contrastare meglio gli effetti della crisi”.

Bianchi ha poi sottolineato l'esigenza di investire sulla formazione sindacale, coinvolgendo anche i delegati, per avere una classe dirigente al passo coi cambiamenti, e confermato il percorso di lavoro comune FAI-FILCA.  Ha concluso rilanciando l'impegno di una sindacato “sempre più vicino ai luoghi di lavoro”.

“Dobbiamo dare gambe al progetto “Amico lavoro”, partito a livello nazionale ~- ha detto - che anche in Lombardia deve trovare una declinazione territoriale efficace, che dia risposte utili e concrete ai lavoratori in cerca di nuova occupazione”.

Domenico Pesenti, segretario generale Filca Cisl, ha ricordato l'appuntamento del 18 luglio a Roma per la manifestazione nazionale unitaria per sollecitare interventi del governo per rilanciare “un settore stremato – ha detto – che rispetto a sei anni fa ha perso il 50% di operai e imprese”.

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Pensioni, ammortizzatori sociali, investimenti, qualità e regolarità del lavoro e delle imprese, sicurezza sul lavoro, lotta all’illegalità, investimenti: le lavoratrici ed i lavoratori delle costruzioni scendono in piazza il 18 luglio a Romaper dire al Governo che "NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE!"


Scarica il manifesto della mobilitazione.

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Messe a punto e già diffuse, le richieste dei sindacati delle costruzioni FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL per il rinnovo del Contratto nazionale di cemento, calce e gesso industria, sono contenute nella nuova Piattaforma unitaria inviata alla controparte Federmaco il 17 giugno scorso: i contenuti interesseranno circa 7mila addetti del settore in tutt’Italia, di cui un migliaio a Bergamo e nella sua provincia, per la presenza del colosso Italcementi. Il rinnovo avrà validità dall'1 gennaio 2016, all’indomani della scadenza del contratto oggi in vigore, fino al dicembre del 2018.
 
“Si tratta della migliore Piattaforma che si poteva elaborare in un periodo di forte crisi per il settore del cemento: oltre a chiedere importanti aumenti economici, l'allargamento della previdenza complementare a tutti i lavoratori con un contributo dello 0,30% a carico dell'impresa e la totale contribuzione pari a € 15,00 per ogni lavoratore a carico dell'impresa per la sanità integrativa.
Inoltre, si richiede di confermare le tutele di alcuni articoli contrattuali (RSU e PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI) anche ai futuri lavoratori del settore mantenendo in essere la normativa precedente all’entrata in vigore del jobs act", hanno detto oggi Luciana Fratus della FILLEA-CGIL di Bergamo, Danilo Mazzola della FILCA-CISL e Giuseppe Mancin della FENEAL-UIL di Bergamo.
 
“Il rinnovo del Contratto nazionale cade nel complesso e delicato momento di transizione dalla recessione non ancora definitivamente alle spalle e la crescita ancora da consolidare: proprio per questo può essere l'occasione per porre il tema dell’uso dei combustibili alternativi – delle basse emissioni e delle cave, al centro delle politiche nazionali dello sviluppo” si legge nella premessa della Piattaforma. “La contrattazione collettiva dell'organizzazione e delle condizioni del lavoro, della professionalità e dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori deve essere una fondamentale opportunità per l'intero settore, per stimolare gli investimenti produttivi e tecnologici, assieme alla stabilizzazione dell’occupazione, per coniugare l'aumento della produttività e dell'efficienza delle aziende al miglioramento delle tutele sociali e contrattuali del lavoro, per diffondere l'innovazione dei prodotti e dei processi. In questo contesto la formazione dei lavoratori per aumentare ed aggiornare la loro professionalità, è un aspetto fondamentale”.

Dal punto di vista economico, la richiesta di aumento mensile (per il livello professionale più diffuso nel settore) è di 126 euro a parametro 140 riferito al livello AS3. A proposito delle modalità di gestione delle crisi occupazionali, i sindacati chiedono alla controparte che “il Contratto di Solidarietà sia utilizzato quale ammortizzatore prioritario e, in caso di licenziamenti collettivi, si dovrà far riferimento a quanto previsto dalla legge223/1991 per tutti i lavoratori per quanto riguarda i criteri per la scelta dei lavoratori da collocare in mobilità”.

Fra gli altri temi affrontati dalla Piattaforma, c’è quello della legalità e degli appalti: “Premesso che nell’attività d’impresa è sempre più frequente il tentativo di infiltrazioni della criminalità organizzata o comunque il rischio di collusione con la stessa, FENEAL, FILCA e FILLEA ritengono necessario elaborare un codice antimafia per l’impresa”. Si interviene, poi, con rivendicazioni a proposito di utilizzo dei combustibili alternativi, congedi, formazione, lavori disagiati, trasferte, welfare aziendale.

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Venerdì, 26 Giugno 2015 00:00

Casse edili: tempo scaduto, urge fondersi

“La crisi dell’edilizia non accenna a diminuire, possiamo solo segnalare un rallentamento della caduta, ma da qui a dire che intravediamo la ripresa, ce ne passa. Bergamo sconta ancora una situazione molto complicata, con dati negativi sia per l’occupazione che per l’apertura di nuovi cantieri, che per la mortalità delle imprese. E all’orizzonte non si intravvedono investimenti importanti.

Qui, tra l’altro, dobbiamo anche contrastare le difficolta dei nostri enti bilaterali, per i quali l’unificazione è il segnale che dobbiamo dare al più presto. La discussione aperta deve arrivare al termine – ha detto Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, al Consiglio Generale della categoria di venerdì 25 giugno -: i numeri non sono più sostenibili, se si pensa che in tutte e due le strutture (Cassa Edile per l’industria, e EdilCassa per gli artigiani) ci sono tanti iscritti quanti ce n’erano in una sola prima del 2008. La bilateralità è lo strumento per la tutela dei lavoratori e al servizio delle imprese. Dobbiamo fare assolutamente in modo che abbia un futuro”.

Il Consiglio Generale della FILCA orobica ha ascoltato la relazione del suo segretario, convenendo che non esistano più le condizioni per rimandare l’appuntamento con la creazione di un’unica Cassa Edile. L’unicità edilizia di Bergamo, d’altronde, è stata fortemente messa in discussione da una crisi senza precedenti, capace in 7 terribili anni di dimezzare il numero degli addetti e di affondare anche vere e proprie corazzate dell’industria delle costruzioni. E anche nel campo dell’industria cementizia, la crisi ha colpito colossi come Italcementi e Sacci (Tavernola), un tempo fiore all’occhiello della produzione a livello nazionale.

“È necessario un rilancio del settore – ha detto Domenico Pesenti, bergamasco, segretario generale nazionale del sindacato e presente ai lavori di oggi a Villa d’Almè -. Finalmente anche Renzi in questi giorni ha capito che senza ripresa edilizia non ci può essere ripresa del Paese, cosa che ripetiamo dal 2009 in poi, ma sulla quale non c’è mai stata attenzione.

È necessario, però, che il settore edile venga utilizzato per la ripresa, ma con criteri di qualità: si faccia perciò attenzione alle ristrutturazioni, alle riqualificazioni, alla messa in sicurezza del territorio, al risparmio energetico. Per fare questo è obbligatorio allargare l’unica politica incentivante che esiste per promuovere le attività: le detrazioni, che ogni anno, invece, vengono messe in discussione dai teorici dell’economia. C’è una grande lavoro da fare, anche senza costruire nulla di nuovo”.

In occasione del Consiglio generale, la FILCA  ha lanciato il prossimo appuntamento di tutto il sindacato delle costruzioni: la manifestazione che si terrà a Roma il 18 luglio, alla quale è stata garantita una forte presenza bergamasca, nella quale, ha continuato Pesenti, “chiederemo al Governo che si tenga conto che l’età pensionabile non è uguale per tutti i lavori: a 67 anni non si possono portare pesi e scalare ponteggi, la fatica può diventare rischio di infortunio, anche mortale. Più di una persone oltre i 60 anni ha avuto infortuni, anche mortali. L’età uguale per tutti i lavori, porterà alla macelleria sociale: più infortuni e molti edili allontanati dal lavoro, senza possibilità di andare in pensione”.


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A rischio c’erano 24 posti di lavoro: pericolo scongiurato alla Nuova Demi di Zanica, società specializzata nell'attività di escavazione (in cave del territorio bergamasco e della provincia di Cremona), produzione di aggregati e di calcestruzzo preconfezionato.

È stato, infatti, siglato un Contratto di solidarietà dopo settimane di confronto per cercare una soluzione alternativa ai 24 esuberi strutturali dichiarati sui 45 lavoratori totali oggi impiegati. La Nuova Demi, leader del settore, tramite la propria controllata Calberg, distribuisce e commercializza il prodotto nelle province di Bergamo, Milano, Brescia, Cremona e Lecco con una capacità produttiva superiore al milione di metri cubi. Il contratto di solidarietà sarà effettivo dal prossimo mese di maggio, coinvolgerà tutta la struttura aziendale e avrà una durata di dodici mesi cui potrà seguire una successiva proroga di altri dodici.

“Per spiegare l’intenzione di ricorrere alla mobilità di oltre la metà della forza lavoro l’azienda aveva lamentato la prolungata e pesante crisi generale del settore delle costruzioni e l’esaurirsi dei cantieri delle grandi opere che hanno interessato il nostro territorio, come ad esempio quello della Brebemi” hanno spiegato Angelo Chiari e Ingalill Nordli di FILLEA-CGIL, Danilo Mazzola e Giovanni Anesa di FILCA CISL e Francesco Grieco per FENEAL-UIL di Bergamo.

“L’intesa prevede il pagamento anticipato dell’indennità da parte di Nuova Demi in modo che i lavoratori non debbano aspettare il lungo iter burocratico presso il Ministero del Lavoro” continuano i sindacalisti. “Viste le premesse assolutamente negative prospettate dall’azienda che prevedeva il taglio del 50% della forza lavoro, siamo particolarmente soddisfatti dall’esito del confronto serrato avuto con Nuova Demi.

Il Contratto di solidarietà, oltre a mantenere i posti di lavoro per almeno un anno, periodo prorogabile per altri dodici mesi, è lo strumento che meglio tutela i lavoratori anche dal punto di vista economico: rispetto alla cassa integrazione che garantisce un sussidio temporaneo ai lavoratori con dei massimali previsti dall’INPS, il Contratto di solidarietà garantisce il 70% reale del salario percepito.

Purtroppo nonostante questo sia un provvedimento previsto dal nostro ordinamento giuridico tra le forme di ammortizzatori sociali più tutelanti, è anche quello meno utilizzato dalle aziende che troppo frequentemente fanno ricorso allo strumento della mobilità. Ci auguriamo che, al termine di questo percorso di crisi temporanea, Nuova Demi possa garantire un futuro occupazionale a tutti i suoi dipendenti”.

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Mercoledì, 08 Aprile 2015 08:35

Accordo per la crisi di Unicalce

Le trattative Unicalce-sindacati hanno portato ad un accordo soddisfacente. Da 38 esuberi, l'intesa li riduce a 25. Nel caso degli stablimenti bergamaschi, gli esuberi risulterebbero solo 3 sui 10 previsti, tra l’altro tutti pensionandi, più un trasferimento a Lecco. L'accordo ha consentito di mantenere l’occupazione a Brembilla, Sedrina e Isso. Comunicato.

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Venerdì, 03 Aprile 2015 00:00

Accordo per la crisi di Unicalce

La crisi dell'edilizia colpisce anche tutto l’indotto, ma l’intesa tra azienda e sindacati può limitare gli effetti negativi. Ne è riprova la condizione delle aziende produttrici di cemento e calce, tra cui Unicalce spa, che a Bergamo conta tre siti produttivi e occupa 470 dipendenti in tutto il gruppo. Nei mesi scorsi l’azienda ha avviato le trattative con i sindacati, dopo aver dichiarato 38 esuberi negli stablimenti bergamaschi, della provincia di Lecco, Cuneo e Terni.

Il 2 aprile 2015 è stato firmato l’accordo che riduce a 25 gli esuberi, e nel caso bergamasco, a soli 3 sui 10 previsti, tra l’altro tutti pensionandi, più un trasferimento a Lecco. “ La  soddisfazione principale è legata alla gestione degli esuberi, ridotta del 35% a livello di gruppo e del 70% sui siti di Bergamo – dice Silver Facchinetti, segretario del sindacato Filca Cisl Bergamo -, che ci ha consentito praticamente di mantenere tutta l’occupazione nei tre siti della provincia. Inoltre, riteniamo alquanto positiva la personalizzazione degli incentivi all’esodo i quali intervengono con delle quote economiche aggiuntive in base ai carichi familiari e in particolare a  familiari di cui il lavoratore usufruisce della legge 104”. Nel dettaglio, gli esuberi saranno 2 a Brembilla, 1 a Sedrina e nessuno a Isso, le tre sedi operative in provincia.

Unicalce SpA che opera nel settore della produzione e commercializzazione di Calce e Premiscelati ha negli ultimi tempi peggiorato il proprio posizionamento commerciale, industriale e finanziario e aveva presentato un piano di ristrutturazione diretto allo scopo di raggiungere un miglior equilibrio tra forza lavoro ed attività lavorativa più adeguata alla nuova struttura societaria e in grado di  ridurre i costi, strettamente necessari per garantire la continuità d’impresa.

I sindacati – ricorda Facchinetti - hanno preso atto della gravità della situazione e l'accordo si colloca nell'alveo di una riorganizzaione aziendale di funzioni che tende a ridurre il costo del lavoro lasciando inalterata la struttura produttiva del gruppo. In particolera Unicalce ha da subito coinvolto le Organizzazioni Sindacali per torvare un’intesa, che è riuscita appunto a operare una riduzione degli esuberi inizialmente previsti”.

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Dopo circa 45 giorni di confronto sindacale e due giorni di sciopero, la RSU di stabilimento e le Segreterie Territoriali dei sindacati Feneal Filca e Fillea di Bergamo hanno sottoscritto un accordo legato a un meccanismo premiante "UNA TANTUM" sui periodi pregressi collegati all'andamento economico dello stabilimento. 

L'accordo è stato approvato dalle assemblee dei Lavoratori con 73 voti favorevoli e 2 contrari, ed erogherà per singolo lavoratore un totale di 600 € lordi, di cui 375 € lordi con la mensilità di Aprile 2015 e i restanti 225 € lordi al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Con la sottoscrizione dell'accordo, si chiude un periodo di tensione tra la direzione aziendale e i Lavoratori.

Ciò permetterà di focalizzare gli sforzi di entrambi sui temi collegati all'organizzazione del Lavoro, a partire dal miglioramento costante della sicurezza sul lavoro ( priorità per entrambi le parti confermata dal fatto che alla data attuale sono 272 i giorni nei quali non si verificano infortuni in stabilimento), dalla programmazione dei turni, dalla definizione di un adeguato organico correlato con i volumi prodotti e dall'implemento della fungibilità professionale dei lavoratori sulle varie mansioni.


La ripresa delle relazioni sindacali ordinarie ha consentito di fissare per il giorno 11 Aprile p.v. l'incontro (da diverso tempo richiesto) nel quale la direzione aziendale illustrerà alle RSU di Stabilimento e a Feneal Filca Fillea di Bergamo e Regionali il progetto d implementazione dell'uso dei Combustibili Solidi Secondari. La RSU e le OO.SS. in quella sede, oltre a comprendere i vari aspetti e le eventuali modifiche del processo produttivo, espliciteranno la loro opinione sull'insieme del progetto. 

Le Segreterie Territoriali di Feneal Filca e Fillea Bergamo
Danilo Mazzola, Luciana Fratus e Giuseppe Mancin

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Hanno bloccato l’ingresso e l’uscita dei mezzi pesanti ed anche la produzione per tutto il secondo turno di lavoro (pur garantendo la salvaguardia degli impianti). Venerdì 13 marzo è stata una giornata di sciopero all’Italcementi di Calusco, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia e si sono riuniti in un presidio ai cancelli contro “la limitata disponibilità dell’azienda a riconoscere il premio di sito per il 2014, premio come sempre erogato negli anni scorsi sulla base di una consuetudine di stabilimento”.

La protesta, proclamata congiuntamente dai sindacati FILLEA-CGIL, FILCA-CISL, FENEAL-UIL e dalle RSU, è stata decisa questa mattina durante un’assemblea dei lavoratori, a seguito dei risultati deludenti dell’incontro avvenuto giovedì 12 marzo fra sindacati e dirigenza in Confindustria a Bergamo.

“Nonostante la riorganizzazione del Gruppo, la cementeria di Calusco ha lavorato sempre a pieno regime, aumentando negli anni la quantità di prodotto e la produttività dei lavoratori. Eppure registriamo una disponibilità limitata dell’azienda a riconoscere il premio di sito - ha commentato Danilo Mazzola, segretario generale di FILCA CISL Bergamo -. Ora auspichiamo una ripresa della trattativa che dia soddisfazione sia per il premio 2014 che per quello 2015”.

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Ancora non si hanno dettagli precisi della dinamica e delle cause che hanno provocato, oggi venerdì 20 febbraio, attorno alle ore 14, un’esplosione e un incendio ad un serbatoio della cementeria Italcementi di Calusco d’Adda.
Pochi minuti dopo le prime fiammate, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza si è recato sul posto per assicurarsi che non ci fossero persone coinvolte: “Pur preoccupati per quanto accaduto, siamo sollevati dall’apprendere che nessun lavoratore sia stato ferito nell’incidente” hanno detto Giuseppe Mancin della FENEAL UIL, Umberto Giudici di FILCA CISL e Luciana Fratus per la FILLEA CGIL.
“Unitamente con le RSU di Calusco, abbiamo già formalmente chiesto alla direzione aziendale un confronto su quanto accaduto. Con ogni probabilità la questione sarà affrontata già martedì, in occasione di un incontro fissato su altre tematiche”.

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