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Unione Sindacale di Bergamo

L’edilizia bergamasca fatica a uscire dal tunnel della crisi che la attanaglia dal 2008. Ancora durante lo scorso anno, il numero dei lavoratori iscritti alle due casse e diminuito di 2319 unità, le imprese di 267, le ore lavorate sono state un milione e mezzo in meno e il monte salari ha visto una perdita secca di oltre 16 milioni di euro. Sono i dati implacabili di una situazione che fatica a trovare una sua normalità: da faro e traino dell’economia bergamasca, l’edilizia orobica è oggi l’ultimo dei settori ancora in crisi profonda. Meccanico, terziario, commercio, per non parlare dell’agricoltura, fanno segnare miglioramenti quasi ovunque: per loro la luce in fondo al tunnel appare sempre più vicina. In edilizia, invece, alla crisi si affianca anche la concorrenza sleale, che spesso infligge colpi mortali alla carriera di lavoratori e delle imprese.

 “Sempre più spesso nel corso dell’attività sindacale in cantiere è stato riscontrato l’impiego di lavoratori autonomi che operano svolgendo in realtà le stesse attività del personale dipendente delle imprese esecutrici. Questa situazione è anche aggravata dal ricorso a altre forme aggregative come associazioni temporanee di lavoratori autonomi ai quali è affidata l’esecuzione di intere opere edili, una situazione con evidenti profili di criticità”.

Giovanni Anesa, segretario territoriale del sindacato FILCA CISL Bergamo con delega all'edilizia, da osservatore nei cantieri analizza i dati e sottolinea come l’incidenza dei lavoratori autonomi sia abnorme rispetto alle reali necessità del settore. “Raffrontando i numeri dal 2008 ad oggi delle imprese e dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile e Edilcassa della nostra provincia  si può stimare una perdita di imprese pari al 45 % e di lavoratori pari al 52 %. A livello nazionale il comparto dal 2008 ad oggi ha perso il 23,78% degli addetti corrispondente a 464mila posti di lavoro. Oggi, le imprese pur di accaparrarsi il poco lavoro rimasto, ricorrono sempre più all'utilizzo di manodopera e forme contrattuali che con l'edilizia hanno a ben poco a che fare”.

La aziende storiche che hanno fatto la storia delle costruzioni nella bergamasca  faticano a mantenere garanzie occupazionali e nei casi più drammatici hanno chiuso i battenti. Per lavorare in edilizia un'impresa ha l'obbligo di iscrivere i lavoratori alle casse edili, chi fa il muratore ha il diritto di ricevere una retribuzione adeguata e regolamentata contrattualmente, la tutela della salute e la sicurezza sono imprescindibili. Partite Iva e Voucher sono ormai una forma classica di contratto di lavoro nei cantieri.

I lavoratori che incontriamo quotidianamente non fanno altro che confermare e consolidare questo trend negativo. Anche a quelli cui viene applicato il contratto nazionale edile, riscontriamo decurtazioni rispetto al dovuto, (meno ore denunciate rispetto alle lavorate, abbassamento di livelli categoriali, diritti contrattuali conquistati in anni di lotte sindacali negati, ecc..). Le stesse  imprese che hanno sempre operato nel pieno rispetto delle normative, per competere sul mercato, ricorrono a forme di subappalto e di somministrazione di manodopera non ben identificabili come edili, ed è per questo che nei luoghi di lavoro si trovano muratori con il contratto dei metalmeccanici, del commercio, lavoratori autonomi, lavoratori pagati con i voucher e nei casi più esasperati lavoratori non assicurati regolarmente”.

Tale somministrazione di manodopera viene utilizzata impropriamente: di fatto questi “sedicenti” lavoratori autonomi operano inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici dei lavori, svolgendo sostanzialmente la medesima attività del personale dipendente, e quindi non in linea con le caratteristiche richiamate in legislatura inerenti il lavoro autonomo.

Basti pensare, da una rilevazione effettuata dall'Ance su dati ISTAT relativi all'anno 2011  che davano in numero 1.039.000 i lavoratori autonomi e 986.000 i lavoratori subordinati, per capire già allora quale era la tendenza. In provincia di Bergamo le imprese individuali (partite iva) attive a novembre 2015 e iscritte in camera di commercio nel settore costruzioni, su un totale di 18.672, ammontano a 12.278”.

Lo stesso DURC (documento unico regolarità contributiva), nato con lo scopo di monitorare la congruità legata al numero dei lavoratori dipendenti dell'impresa esecutrice delle opere  in relazione all'entità dell'opera, non ha più il valore e il peso per i quale era nato. “Il governo del nostro paese continua a ribadire che la lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale sono priorità – interviene Danilo Mazzola, segretario generale della FILCA CISL di Bergamo -. Allora ci si domanda come mai nel settore delle costruzioni in questi ultimi anni si stanno perdendo strumenti  importanti atti a  contrastare il fenomeno.

A meta del 2016 scadrà il CCNL dell'edilizia. Ritengo che il momento debba essere importante perché, con le controparti Industriali e Artigiane, si rilanci con determinazione la centralità del lavoro subordinato.  In tal senso per dare un futuro al settore, sarà necessario introdurre nello stesso CCNL norme di tutela e di salvaguardia, oggi non presenti, che vietino l'utilizzo dei voucher e delle partite iva”.


 

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Giovedì, 04 Febbraio 2016 08:53

Rinnovi contrattuali. Filca, lavori in corso

È fitto ed intenso il calendario degli incontri di Filca, Feneal e Fillea con le controparti, utili a rinnovare i contratti nei settori di competenza (edilizia, cemento, legno, laterizi e lapidei). Archiviata la pratica cemento, con il contratto del'lindustria chiuso a sorpresa nel novembre scorso,ora è la volta degli altri settori, i cui contratti sono appena scaduti o in scadenza nei prossimi mesi. 

Edilizia
La Filca, insieme a Feneal e Fillea, ha inviato nei mesi scorsi a tutte le controparti (le parti datoriali di industria e cooperazione, piccole e medie imprese, artigianato) la formale richiesta di apertura delle trattative, per fermare la decorrenza dei termini. Oggi si terrà l'Esecutivo della Filca (che nella partita del rinnovo del contratto costituisce la delegazione trattante) per fare il punto della situazione sullo stato di salute del settore edile. Il contratto dell'Edilizia Industria scadrà il prossimo 30 giugno; si tratta di un rinnovo molto atteso, dal momento che il settore sembra finalmente avere arrestato la caduta che durava ininterrottamente da quasi 8 anni.

Cemento
Il 24 novembre scorso, con oltre un mese di anticipo sulla scadenza contrattuale del 31 dicembre, è stato rinnovato il Contratto nazionale Cemento Calce e Gesso, che interessa 10mila lavoratori. Il testo è un buon risultato: rafforza il sistema dei diritti d'informazione, la gestione degli appalti, il demansionamento e il welfare integrativo, ed interviene sul potere di acquisto dei lavoratori con un aumento salariale pari a 90 euro al livello medio

Legno
Nel corso del primo incontro con Federlegno (13 gennaio) i sindacati hanno chiesto un aumento medio a regime di 115 euro. Le imprese, dal canto loro,hanno chiesto del tempo per fissare un nuovo incontro e rispondere sui singoli punti della piattaforma. Il contratto collettivo nazionale del settore, che scadrà il 31 marzo prossimo, interessa 230mila addetti (l'intera filiera occupa 360mila persone).Tra i temi affrontati dai sindacati nella piattaforma ci sono la formazione professionale, l'innovazione di processo e di prodotto, la responsabilità sociale d'impresa. Gli indicatori economici sono positivi, nonostante la domanda interna fatichi a riprendersi. Le condizioni in cui viene rinnovato questo contratto sono buone,soprattutto se si considera che negli ultimi 5 anni sono stati rinnovati due contratti nonostante la pesante crisi in atto.

Lapidei
La trattativa con Marmomacchine e Anepla per rinnovare il contratto collettivo nazionale Industria Lapidei, escavazione, sabbia e ghiaia è partita lo scorso 16 dicembre, con la presentazione della piattaforma da parte dei sindacati. Il prossimo incontro è in calendario martedì 23 febbraio a Milano.

Laterizi
l sindacati e Andil e Assobeton si sono già incontrati in tre occasioni, nel corso delle quali la controparte ha dichiarato eccessive le richieste economiche, pur riconfermando l'intenzione di rinnovare il contratto nazionale nei tempi previsti (scade il 31 marzo prossimo). Il confronto è già stato avviato sui seguenti punti: ricorso al part time reversibile per i lavoratori che hanno diritto ai congedi; ampliamento nell'utilizzo dell'aspettativa non retribuita ai casi di alcoolismo, ludopatia, anoressia, bulimia; trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro;formazione professionale; rappresentanze sindacali; azioni positive (codice di condotta per i casi di mobbing e/o molestie). Un accordo è già stato raggiunto per dare il via all'Osservatorio del settore dei Laterizi e Manufatti. l prossimi incontri sono in programma il 17 febbraio e il 1° marzo. (Vanni Petrelli - Conquiste del Lavoro)


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Venerdì, 18 Dicembre 2015 00:00

La Medaglia d'Oro ai lavoratori Italcementi

È stato Angelo Dessì, dipendente e rappresentante sindacale all’Italcementi, a ritirare dalle mani del sindaco Giorgio Gori, venerdì 18 dicembre al Teatro Sociale, la benemerenza del Comune a tutti i dipendenti dell’azienda, le cui quote di maggioranza sono state rilevate a luglio dal gruppo tedesco Heidelberg. Medaglia d’argento e attestato, che Dessì ha ritirato in rappresentanza dei 680 colleghi, sono stati percepiti dal sindacalista come un segnale di vicinanza del Comune alla situazione dei lavoratori.

Ci fa piacere questo riconoscimento — ha dichiarato —. Lo leggiamo come un gesto di attenzione dell’amministrazione nei nostri confronti, una dimostrazione di sostegno per il nostro futuro incerto».

Le altre benemerenze sono state assegnate a Rina Agliardi, a Martina Caironi, a Marino Lazzarini, alla 
memoria di Paolo Arzano, a Giulia Martinelli e Roberto Spagnolo, alle associazioni «Noi Insieme per i Diabetici Insulinodipendenti», «Special Bergamo Sport» e ai «Volontari spazi extrascuola». Medaglie d’oro invece per l’imprenditore Mario Scaglia e la Onlus Cesvi e medaglia di ringraziamento per chi ha fatto donazioni all’Amministrazione comunale.

I destinatari dei premi sono stati scelti per «il tempo e l’energia che hanno speso per il bene della città — ha detto il sindaco Gori — che siano di esempio per tutti: i loro valori devono diventare i pilastri della nostra comunità». Ad aprire la cerimonia, la coinvolgente interpretazione di qualche brano di «Elisir d’amore», celebre opera di Gaetano Donizetti, «benemerito per eccellenza» nelle parole di Francesco Micheli, direttore artistico del Teatro Donizetti che ha introdotto le voci dei cantanti lirici.


 (fonte Corriere della Sera - Bergamo) 

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Sarà l’anno della sfida al lavoro nero, una sfida senza quartiere”. L’ha annunciato il sindacato FILCA Cisl Bergamo, nel corso dell’ultimo consiglio generale della categoria dei lavoratori edili, convocato per l'approvazione del bilancio, presentato per la prima volta nella veste “sociale”.

Lo ha detto a chiare lettere nella sua relazione il segretario generale della Filca Cisl Bergamo, Danilo Mazzola. “In edilizia sempre di più il lavoro dipendente diventa un lusso e l'evasione contributiva dagli enti è in costante rialzo! Le partite IVA  nascono come i funghi nella stagione autunnale e i voucher sono utilizzati anche in situazioni e in quantità non ammissibili! È una condizione che la FILCA, che tutto il sindacato, non può accettare, che dobbiamo con tutti i mezzi a nostra disposizione contrastare e mettere al centro della nostra azione sindacale”.

Lo ribadisce anche il Bilancio, nella parte delle prospettive future. Il 2016, infatti, vedrà la FILCA impegnata nel “contrasto al fenomeno del lavoro nero, attraverso una campagna di denuncia. La situazione è naturalmente figlia della crisi che ha colpito duramente il settore edilizio in provincia di Bergamo. In 7 anni sono venuti a mancare 13.000 posti di lavoro, le iscrizioni al sindacato sono calate drasticamente, anche se molto più alta è la percentuale negativa degli iscritti alle due casse provinciali.

L'auspicata ripresa del 2016 sarà tutta da valutare – afferma con disappunto Mazzola -. Nella nostra provincia, sono completamente assenti le grandi opere. L'unica, ma in fase di stallo, è la variante della valle Brembana, ferma da alcuni mesi. In vista si intravedono solo cantieri gestiti dalle amministrazioni comunali, come la ristrutturazione del Grand Hotel di San Pellegrino e la ristrutturazione della ex Caserma Montelungo a Bergamo. Gli investimenti di Stato e Regione sono completamente assenti!"

"Sicuramente in questo periodo - continua Mazzola - si è sentito parlare molto della necessità di recupero e ristrutturazione dell’esistente, in armonia con una edilizia compatibile e con caratteristiche che vedono il risparmio energetico elemento centrale e utile, ma dobbiamo essere coscienti, che questa edilizia che tutti vogliamo ed apprezziamo, non darà soluzioni occupazionali di cui oggi il settore soffre”.

E che non soffra solo l’edilizia “pura”, Bergamo lo sa bene “grazie” alla vicenda Italcementi, che si è conclusa, al momento, con l’accordo del 3 dicembre che vede coinvolti 390 lavoratori. Momenti forti di tensione e di contrapposizione hanno portato, ha concluso Mazzola, “a un accordo importante che tutela l'oggi delle persone, con l'utilizzo della cassa integrazione e una protezione economica a sostegno importante.  A mio parere, dovremo affrontare nei prossimi mesi una discussione assolutamente necessaria, vista l'età giovane dei lavoratori coinvolti.

Si devono infatti obbligatoriamente mettere in atto politiche attive di riqualificazione e di ricollocazione e non solo di tutela economica. Ritengo che l'opportunità di un secondo momento di discussione a livello locale, definito nell'accordo nazionale, debba concentrarsi fortemente su questo aspetto”.


NON SERVE LA GUERRA PER AVERE LA PACE - Appello di Filca Cisl Bergamo

Non serve la guerra per vincere il terrorismo”. La pensa così Danilo Mazzola, approvato dall’applauso che ha accolto la sua relazione al Consiglio Generale della categoria tenuto a Grumello del Monte. “Il terrorismo dell'ISIS ha segnato profondamente il nostro vivere quotidiano, la paura del non sentirsi sicuri sta diventando sempre più diffusa. Ritengo sbagliata la strada della guerra, per far fronte a questa drammatica situazione. Le esperienze vissute in questi anni ci insegnano che la diplomazia e la politica possono fare molto di più delle armi!

Serve costruire ed intrecciare rapporti con quei popoli, pensa invece Mazzola, che pensano che l'occidente sia il nemico da combattere, “cercando di far vivere milioni di persone in una democrazia che passa esclusivamente tramite il miglioramento della loro situazione di vita e rispettosa della persone. La povertà dei popoli favorisce il proliferarsi del terrorismo! Il cambiamento passa con la crescita della nuove generazioni, non con qualche anno di presidio militare di quei territori. L'Europa unita può a mio parere essere da riferimento propositivo e giocare un ruolo determinante nella diplomazia internazionale”.



 

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L'accordo raggiunto nella tarda sera del 3 dicembre presso il Ministero del Lavoro a Roma, pur essendo di riorganizzazione, garantisce ai lavoratori una copertura per i prossimi 20 mesi. Dopo mesi di discussione e 8 ore di sciopero, effettuate presso la sede centrale di Bergamo, il risultato raggiunto per quanto riguarda il mantenimento occupazionale è di soddisfazione. Lo stesso si colloca in un momento che vede la provincia di Bergamo, ai massimi storici di disoccupazione.

Nella prima proposta formulata dall'azienda la quale prevedeva un percorso di CIGS per riorganizzazione, che avrebbe coinvolto 680 lavoratori nella nostra provincia (477 Italcementi di cui 10 a Calusco e 203 CTG) l'accordo raggiunto prevede una riduzione significativa con 250 lavoratori coinvolti in Italcementi e 130 presso il CTG per un totale di 390 lavoratori. Con l’accordo sono stati anche definiti investimenti per 21,9 mln di Euro di cui 1,9 per la sede centrale e 1,8 mln di euro per la cementeria di Calusco d’Adda.

Inoltre è stato riconfermato e implementato un accordo di protezione sociale dei Lavoratori, anche con una integrazione mensile da parte dell'azienda alla indennità di cassa integrazione e la possibilità di accedere alla Mobilità volontaria con un sostegno al reddito significativo.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, non avendo avuto il consenso del Governo ad inserire nell’accordo ministeriale la possibilità di ricorrere all’art. 42, le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al Governo, quando sarà insediata l'apposita commissione, l'applicazione dell'art. 42 della legge n.148/2015 per ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018.

Mentre, per la sede di centrale di Bergamo, si è convenuto che, prima di ricorrere alla collocazione in cassa del numero massimo di lavoratori si svolgerà un incontro fra le organizzazioni sindacali, le rsa e l’azienda in via preventiva per la verifica del numero delle posizioni in Cigs e la definizione dell’adeguato piano sociale.

“Le segreterie di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil di Bergamo, ritengono che l'accordo non solo ha mantenuto 3 cementerie, gia destinate a diventare centri di macinazione nel perimetro del Gruppo, ma tutela al meglio in questo delicato momento i lavoratori della Sede di Bergamo e conceda ulteriori spazi di discussione e di trattativa che saranno sicuramente necessari, vista la vendita di Italcementi ai tedeschi di Heidelberg. Nell'assemblea sindacale dei lavoratori della sede, convocata per mercoledì 9 dicembre 2015 condivideremo nei particolari i contenuti dell'accordo.” 

Filca Cisl Bergamo (Danilo Mazzola), Fillea Cgil Bergamo (Luciana Fratus) e Feneal Uil Bergamo (Giuseppe Mamcin) 

 

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Per discutere e dibattere i contenuti dell'ipotesi di accordo del CCNL cemento avvenuta in data 24 novembre è convocato un attivo regionale delle Rsu del comparto per

il giorno 10 dicembre 2015 alle ore 15
presso la Camera del Lavoro di Bergamo in via Garibaldi, 3
.


Le conclusioni unitarie saranno affidate a Marinella Meschieri della Segreteria Nazionale della Fillea. Considerato l'importanza del rinnovo del CCNL in quetsa fase del settore, vi invitiamo alla partecipazione e alla puntualità.

Feneal Uil - Filca Cisl - Fillea Cgil


C'è il contratto nazionale cemento calce e gesso

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Il 3 dicembre 2015 si è sottoscritto l'accordo, presso il Ministero del Lavoro,  con il gruppo Italcementi sul ricorso alla CIGS per riorganizzazione per 20 mesi, dall'1 febbraio 2016 fino al 23 settembre 2017, per un totale di 430 lavoratori. Un ulteriore accordo è stato sottoscritto per cessata attività dei siti di Scafa e Monselice per 108 lavoratori.

Il ricorso alla Cigs per riorganizzazione, con rotazione sui profili professionali fungibili,  riguarda 250 Lavoratori della sede, 25 della sede commerciale di Milano, 10 per lo stabilimento di Calusco d'Adda, 5 per lo stabilimento di Rezzato, 10 per lo stabilimento di Colleferro, 5 per lo stabilimento di Matera, 26 Sarche , 37 per lo stabilimento di Salerno,  42 per quello di Castrovillari , 10 per quello di  Satmazai e 10 per quello di Isola delle femmine.

Si è definito anche un accordo che prevede la protezione sociale dei Lavoratori con delle misure di sostegno al reddito implementandole rispetto all'impostazione dell'attuale piano sociale in essere.

Le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al governo, quando sarà insediata l'apposita commissione, l'applicazione dell'art. 42 della legge n. 148/2015 per il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018.

L'accordo conclude una fase di dialettica sindacale molto elevata che ha impedito all'azienda di dichiarare la cessata attività produttiva nei siti di Sarche, Castrovillari e Salerno, facendole rientrare nel perimetro complessivo del gruppo, riducendo il ricorso alla CIGS dagli annunciati 765 Lavoratori dall'azienda agli attuali 430 definiti con il coordinamento delle RSU.  L'accordo, inoltre, serve a gestire con il minor impatto sociale possibile l'attuale fase di transizione proprietaria in atto nel gruppo. A Marzo del 2016 le parti si confronteranno per valutare il processo di razionalizzazione delle funzioni del gruppo a partire dalla sede di Bergamo.

Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei luoghi di lavoro per confrontarsi con i Lavoratori.

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E' stato rinnovato il Contratto Nazionale Cemento Calce e Gesso: 10mila le lavoratrici e i lavoratori interessati. Primo contratto nel settore delle costruzioni, l’accordo è stato raggiunto a Roma il 24 novembre 2015, in tarda serata, tra i sindacati FenealUil Filca Cisl, Fillea Cgil e Federmaco, con un mese di anticipo sulla scadenza contrattuale del 31 dicembre 2015.

La Delegazione trattante e i Segretari Nazionali di FENEALUIL FILCA CISL FILLEA CGIL, Fabrizio Pascucci, Riccardo Gentile e Marinella Meschieri, si dicono soddisfatti per essere riusciti a portare a casa “un buon risultato che rafforza il sistema dei diritti d’informazione, la gestione degli appalti, il demansionamento e il welfare integrativo, nonché il potere di acquisto dei lavoratori con un aumento salariale pari  a 90 euro al livello medio”.


Queste le decorrenze degli incrementi:

01.12.2016      40,00€
01.12.2017      30,00€
01.10.2018      20,00€


Sono stati adeguati gli istituti della sanità integrativa, che sarà estesa a tutti i lavoratori (13 € mensili a totale carico delle aziende), della previdenza complementare (la parte a carico del datore di lavoro aumenta dello 0,20%), oltre all’incremento dell’indennità per lavoro notturno (+2%).

“Attenzione particolare – aggiungono – è stata data ai temi della legalità, alla sicurezza e alla formazione per i RLSSA, al diritto allo studio anche per partecipazione a corsi universitari, ai congedi non retribuiti per i casi di disturbi comportamentali patologici”.

Saranno introdotte nuove norme con la definizione di un codice di condotta in caso di molestie e/o mobbing. Sono stati sottoscritti avvisi comuni sui temi delle cave e dei combustibili alternativi.

Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro avrà vigenza dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018. 


Oltre alla tempistica del rinnovodice Danilo Mazzola, segretario generale FILCA CISL Bergamoavvenuta con un mese di anticipo sulla scadenza del contratto precedente, questo CCNL assume importanza per la qualità degli aumenti, in linea con l’attuale situazione economica e produttiva del settore. Importante, poi, anche il riconoscimento dall’inizio del prossimo anno, del Fondo Sanitario Altea, con costo completamente a carico delle imprese e l’iscrizione di tutti i lavoratori, in modo obbligatorio”. 


 Scarica il verbale dell'accordo di rinnovo

 

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Il 19 Novembre 2015 a Roma si è tenuto l’incontro sulla gestione degli ammortizzatori sociali: la Direzione del Gruppo, le organizzazioni sindacali, il Coordinamento delle RSU hanno incontrato i rappresentanti del Ministero del Lavoro e del Ministero dello Sviluppo Economico.

Dopo una disamina della complessa situazione occupazionale da parte dell'azienda, il Ministero del Lavoro ha chiarito, in nome e per conto del Governo, l’applicazione delle nuove norme in vigore con il JOBS ACT. Le parti hanno convenuto che per ricorrere agli ammortizzatori sociali nei prossimi anni si deve prendere a riferimento il piano industriale concordato nel 2013 con le successive modifiche.

La nuova norma, prevista dal job act, prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali per un massimo di 24 mesi, in caso di riorganizzazione, a decorrere dal 24 settembre 2015 data di entrata in vigore della nuova norma. Quindi Italcementi e CTG avrebbero diritto ad una cassa integrazione per riorganizzazione per 20 mesi (dai 24 mesi si tolgono i 4 mesi da ottobre 2015 a gennaio 2016) fino al 23 settembre 2017.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che lo strumento da individuare deve riguardare l'intero Gruppo e non possono esserci differenti applicazioni degli ammortizzatori, riorganizzazione o cessazione parziale o totale, per il quale nel secondo caso, al termine del periodo di cassa e prevista l'interruzione del rapporto di lavoro, con il devastante impatto sociale che si avrebbe nei vari territori.

La delegazione sindacale ha ribadito che per la complessità della fase in atto e per gli accordi stipulati in precedenza, che già prevedevano la proroga complessa, nonché per le pesanti conseguenze occupazionali che potrebbero verificarsi in futuro a seguito della vendita al Gruppo Heidelberg, deve trovare applicazione la norma transitoria definita dell'art. 42 del dlgs n. 148 del 2015.

La norma transitoria dell’art. 42 prevede che per casi di particolare gravità occupazionale, l’applicazione della normativa precedente che per noi significa richiedere la proroga di un anno della cassa integrazione in corso per complessità dei processi produttivi (dal 1 febbraio 2016 al 31 gennaio 2017). Dopo tale periodo c’è la possibilità di continuare la Cassa Integrazione per la durata definita dalle nuove norme del job act.

L'azienda, anche nell'incontro del 19 novembre, ha riconfermato la sua impostazione con la divisione del gruppo in due percorsi:


1) CIGS per cessazione parziale di attività per le cementerie di Salerno, Castrovillari e Sarche, destinate a diventare centri di macinazione, e cigs x cessazione totale di attività per le cementerie di Scafa e Monselice della durata di 12 mesi sino a gennaio 2017 (ancora vecchia normativa xche in quella nuova non è prevista cassa x cessazione attività);

2) Cigs x riorganizzazione per sede centrale, CTG, commerciale e cementerie ammiraglie x 20 mesi, sino al 23 settembre 2016.


In tal senso riteniamo utile evidenziare, che la proposta aziendale, oltre a dividere in due il gruppo, non rende più esigibile l'attivazione di ulteriori 12 mesi di Cigs prevista dall'art. 42 per casi complessi.

La Direzione di Italcementi e il Coordinamento nazionale delle RSU, hanno fissato il prossimo incontro in sede sindacale per il 25 novembre (alle ore 10.00) a Roma per discutere e condividere un piano industriale che preveda nuovi investimenti nei vari siti e programmi produttivi futuri, in quanto il ministero ha evidenziato la necessità che l’azienda concordi un piano industriale, sul quale poi articolare gli ammortizzatori sociali più adatti ed utili.

Le parti hanno definito che il prossimo incontro si terrà in sede ministeriale il 3 dicembre.

Se non dovessero definirsi, sostanziali novità, in particolare nell'incontro del 25 novembre, utile a garantire un piano industriale che tenga conto dell'intero gruppo e dei livelli occupazionali, il Coordinamento Nazionale RSU proclamerà giornate di sciopero con diverse iniziative a sostegno della trattativa.

LE PROSSIME ASSEMBLEE SI TERRANNO IN SEDE LUNEDI 30 NOVEMBRE DALLE ORE 11 ALLE ORE 12.30 IN VISTA ANCHE DEGLI SVILUPPI DELLA TRATTATIVA.

Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil Bergamo - Le Rsa Italcementi Sede e CTG


Scarica il comunicato

 

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Si è svolto oggi 19 novembre 2015 a Roma l'incontro tra la Direzione del gruppo Italcementi, le OO.SS., il Coordinamento delle RSU, il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo Economico a seguito della richiesta congiunta Azienda e OO.SS. con l’obiettivo di individuare i più adeguati strumenti per la gestione degli ammortizzatori sociali, a partire dall’applicazione dell’art 42 del D.Lgs. 148/2015.

Dopo una disamina della complessa situazione occupazionale da parte dell'azienda, il Ministero del Lavoro ha chiarito, in nome e per conto del Governo, l’applicazione delle nuove norme in vigore con il JOBS ACT. 

Le parti hanno convenuto che per ricorrere agli ammortizzatori sociali nei prossimi anni si deve prendere a riferimento il piano industriale concordato nel 2013 con le successive modifiche. Le OO.SS. hanno ribadito che lo strumento da individuare deve riguardare l'intero gruppo e non possono esserci differenti applicazioni degli ammortizzatori che prevedono l'interruzione del rapporto di lavoro per il devastante impatto sociale che avrebbero nei vari territori.

Il governo ha chiarito che non esistono ammortizzatori sociali preventivi, ha precisato che non vi sono le condizioni per utilizzare l’art. 42 e ha chiesto in modo esplicito alla Direzione di Italcementi di formulare un programma di investimenti per i prossimi anni, propedeutico all'applicazione degli ammortizzatori. La delegazione sindacale ha ribadito che per la complessità della fase in atto e per gli accordi stipulati in precedenza, nonché per le pesanti conseguenze occupazionali che potrebbero verificarsi in futuro a seguito della vendita al Gruppo Heidelberg, deve trovare applicazione la norma transitoria definita dell'art. 42 del dlgs n. 148 del 2015.  Le parti hanno definito che il prossimo incontro si terrà in sede ministeriale il giorno 3 Dicembre 2015

La direzione di Italcementi e il Coordinamento nazionale delle RSU hanno individuato il prossimo incontro in sede sindacale per il giorno 25 Novembre p.v. alle ore 10.00 a Roma per definire i nuovi investimenti nei vari siti e i programmi produttivi. Se non dovessero emergere sostanziali novità nel prossimo incontro, il Coordinamento Nazionale RSU proclamerà giornate di sciopero con diverse iniziative a sostegno della trattativa.

Le Segreterie Nazionali invitano le strutture e le RSU a svolgere le assemblee nei luoghi di lavoro per informare i Lavoratori sulla complessa e articolata situazione venutasi a creare e a sensibilizzare i parlamentari eletti nei vari collegi perché la vertenza non riguarda solo ambiti sindacali ma riguarda anche ambiti sociali consistenti. 


Le segreterie nazionali di Feneal Filca Fillea

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