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Unione Sindacale di Bergamo

Il progetto di riorganizzazione di Italcementi predisposto da Heidelberg prevede 430 esuberi a Bergamo (170 persone dovranno essere riallocati in altre sedi all’interno del gruppo e 260 verranno gestiti attraverso la cassa integrazione).

È una decisione gravissima, decisa senza alcun confronto con le OO.SS e senza alcun rapporto con il governo italianohanno detto i segretari generale di CGIL CISL UIL Bergamo, Bresciani, Piccinini e Cortinovis. - CGIL CISL UIL di Bergamo dichiarano il loro sostegno a tutte le iniziative che la categoria FILLEA FILCA E FENEAL decideranno di prendere insieme ai lavoratori. Chiediamo l’apertura di un tavolo di trattativa vero e l’intervento del governo, e di un tavolo di crisi provinciale con le istituzioni locali, i parlamentari bergamaschi e l’azienda”.

Intanto, l'atteso incontro previsto a Roma tra il Governo e il Gruppo Heildelberg Cement non si è svolto a causa di un “disguido” di cui “non si conoscono la natura né la responsabilità” si legge in una nota firmata da FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL nazionali.

Pur comprendendo i problemi che possono essere insorti a seguito delle dimissioni del Ministro Guidi, le organizzazioni sindacali nazionali sottolineano la necessità che l’incontro venga fissato in tempi brevi poiché in gioco c’è il futuro delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglieRicordiamo che gli occupati nel Gruppo Italcementi sono circa 2.300. La vertenza non è solo di carattere sindacale, ma è anche istituzionale e sociale. È a repentaglio una parte fondamentale del patrimonio industriale del nostro Paese, un’eccellenza delle ricerca industriale italiana, un alto valore del know how del settore del cemento”.

Per questi motivi il coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero per il 29 aprile. “Vogliamo confrontarci alla pari con il gruppo Heidelberg, vogliamo sapere con chiarezza cosa pensano il Governo e la Regione Lombardia rispetto ai contenuti della vertenza” continua la nota diramata".

Ribadiamo con forza l'esigenza di incontrare il Governo sulla vertenza perché intervenga immediatamente e con fermezza nei confronti di HeidelbergCement, affinché quest’ultima possa annunciare la riorganizzazione del Gruppo e l’integrazione delle funzioni, non prima di essersi confrontata con RSU e sindacati. Chiediamo che gli incontri con il Governo e con HeidelbergCement siano fissati con urgenza, evitando ulteriori disguidi che si ripercuoterebbero negativamente sui lavoratori e sulle lavoratrici”.

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Nonostante le continue sollecitazioni, il Ministro GUIDI non ha ancora convocato le Segreterie Nazionali di Feneal Uil Filca Cisl Fillea Cgil. Ricordiamo che le proposte presentate dalle OO.SS. per il rilancio del gruppo italiano, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, furono fatte proprie dal Ministro.

Oltre a questo silenzio assordante che non fa presagire nulla di buono rispetto agli affidamenti che le OO.SS. avevano riposto nel Governo quale interlocutore principale del gruppo tedesco, si aggiunge anche quello di Heidelberg Cement che continua a trincerarsi dietro le regole dell’antitrust.

Voci sempre più insistenti danno lo smantellamento della sede di Bergamo, del Centro Tecnico e del Centro di ricerca che a tutt’oggi occupano più di 700 dipendenti. Infatti in una riunione congiunta dei CAE Italcementi e Heidelberg, un rappresentante del gruppo tedesco ha affermato che, alla data del 31 marzo, HC deciderà i ruoli delle nuove aree geografiche, che avranno sicuramente ripercussioni negative sugli assetti organizzativi/produttivi in Italia, a partire dalla sede di Bergamo.

Tale riorganizzazione potrebbe comportare sia un ridimensionamento dei siti produttivi, sia una riduzione delle attuali attività della sede di Bergamo causando una riduzione di due terzi del personale impiegato, con gravi ed evidenti ripercussioni sulla vita di centinaia di famiglie e sul tessuto sociale bergamasco.

Alla luce di tutto ciò, il 1° aprile p.v. si riunirà a Roma il Coordinamento Nazionale delle RSU/RSA Italcementi che deciderà le opportune iniziative di mobilitazione da adottare che comprendono un pacchetto di 16 ore di sciopero da attuarsi in tutti i luoghi di lavoro del gruppo.

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Martedì, 22 Marzo 2016 07:57

Italcementi: corteo e presidio a Bergamo

“Il silenzio calato sugli uffici di Via Camozzi  a Bergamo, sede di Italcementi Group, il 21 marzo 2016, testimonia quanto consenso abbia avuto tra i lavoratori lo sciopero di 4 ore che abbiamo indetto per oggi” così hanno commentato, al termine della mobilitazione, le diverse sigle sindacali coinvolte. A sostegno della difficile vertenza Italcementi, un corteo di circa 250 lavoratori ha sfilato da via Madonna della Neve, via Camozzi, per raggiungere poi Porta Nuova, viale Papa Giovanni XXIII e via XX Settembre, dove si è tenuto un presidio di fronte al palazzo della rappresentanza di Regione Lombardia in città. Al presidio erano presenti anche i lavoratori e le RSU della cementeria di Calusco d’Adda e le RSU di Rezzato. In entrambi gli impianti, da questo mese, è prevista una fermata dell’attività dei forni per cinque settimane ciascuno.
 
Negli uffici regionali, una delegazione di sindacalisti, RSU, RSA e alcuni lavoratori di Italcementi hanno incontrato i consiglieri regionali Mario Barboni e Dario Violi, che, dopo aver ascoltato il resoconto aggiornato della situazione, hanno deciso di presentare una mozione urgente al Consiglio Regionale di domani, per chiedere al Presidente Maroni di impegnarsi a contattare al più presto l’amministratore di Heidelberg. All’incontro erano presenti e sono intervenuti anche l’on. Antonio Misiani e il presidente della Provincia Matteo Rossi. La delegazione sindacale ha, infine, incontrato in Municipio il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, la cui voce si è unita alle richieste delle RSU e delle organizzazioni sindacali. Nei due incontri che si sono tenuti oggi si è convenuta l'attivazione di un tavolo provinciale permanente, necessario a monitorare e gestire la delicata vertenza e le sue ricadute occupazionali.
 
Sono giorni decisivi perché il 31 marzo HeidelbergCement comunicherà la struttura organizzativa del nuovo Gruppo a livello internazionale” hanno spiegato Ivan Comotti e Luciana Fratus della FILLEA-CGIL, Armando Busnelli e Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin per FENEAL-UIL di Bergamo. “Insieme ai lavoratori, alle RSU e alla RSA chiediamo all’amministratore delegato di HeidelbergCement Bernd Scheifele di confrontarsi con il Governo italiano e le altre istituzioni, con il Coordinamento nazionale delle RSU e le organizzazioni sindacali nazionali prima di decidere l’integrazione delle funzioni tra i due Gruppi e di conseguenza prima di definire lo spostamento delle professionalità e delle competenze da Bergamo alla cittadina di Heidelberg”.
 
L’assenza di iniziativa delle istituzioni in questi mesi non ha certo favorito il corretto e necessario confronto tra le parti” continuano i sindacalisti. “Se non si agisce subito, il rischio che si corre è di intervenire dopo la comunicazione della nuova struttura del Gruppo, con la sola possibilità di gestire le inevitabili conseguenze negative. Dalla parte del lavoro si sceglie di stare anche svolgendo un ruolo propositivo e non passivo. L’atto ostile contro i lavoratori consumato dalla direzione di Italcementi spa che oggi ha sospeso l’incontro regionale e territoriale fissato per fare il punto della situazione occupazionale e produttiva degli stabilimenti di Calusco D’Adda e Rezzato e della sede centrale, mostra per l’ennesima volta il fatto che l’azienda non voglia confrontarsi sull’imminente futuro”. Ricordiamo che i posti di lavoro in pericolo in Italia nel Gruppo Italcementi sono 2.350.

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Venerdì, 18 Marzo 2016 08:30

Italcementi: sciopero il 21 marzo

Per i lavoratori delle unità produttive della sede centrale del Gruppo Italcementi a Bergamo è giunto il momento di un nuovo sciopero, dopo quello del 30 ottobre scorso: l’astensione dal lavoro sarà di 4 ore, le ultime della giornata, lunedì 21 marzo. Intanto, l’incontro previsto in Confindustria per quel giorno è stato spostato a data da destinarsi.

La mobilitazione è proclamata contro l’assordante silenzio dell’azienda che sembra nascondersi dietro le regole dell’Antitrust per poter decidere liberamente del futuro delle migliaia di lavoratori del Gruppo in Italia e in particolare di quelli della sede centrale di via Madonna della Neve, che saranno fortemente colpiti da queste decisioni” hanno detto, annunciando lo sciopero, Luciana Fratus della FILLEA-CGIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin per FENEAL-UIL di Bergamo.

“La protesta è anche contro l’altrettanto vistosa assenza del Governo e della Regione Lombardia: in questa vertenza le istituzioni si stanno rivelando semplici spettatori più che protagonisti attivi e responsabili”.

La forte preoccupazione dei sindacati deriva dall’evoluzione sempre più rapida del processo di acquisizione del Gruppo Italcementi da parte di HeidelbergCement che potrebbe concludersi già nel mese di giugno:Alle proposte formulate dal sindacato e presentate sia al Governo che all’azienda non è stata data alcuna una risposta. Il nostro timore è che, se non si interviene in modo deciso e tempestivo, l’acquisizione da parte di HeildebergCement impoverirà ulteriormente il nostro Paese di assets strategici, disperdendo le numerose professionalità presenti in azienda” continuano i tre sindacalisti. “Siamo contrari a uno smantellamento tout court della presenza di Italcementi a Bergamo perché riteniamo che le competenze presenti possano ancora contribuire alla crescita non solo del nuovo Gruppo ma anche dell’intero Paese”.

“Chiediamo quindi al Governo, alla Regione Lombardia ma anche alle istituzioni locali di farsi parte attiva affinché i tedeschi investano in Italia: non siamo disposti ad assistere passivamente a scelte che rischiano di incidere sui livelli occupazionali e sulle professionalità del Gruppo Italcementi” concludono Fratus, Mazzola e Mancin".

La scorsa settimana le segreterie nazionali di FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL avevano espresso tutta la loro preoccupazione:Siamo ancora in attesa di una risposta del Ministro Guidi alla nostra richiesta di essere ricevuti” scrivevano in una nota. Il 28 ottobre 2015, infatti, il Ministro aveva incontrato l’amministratore delegato di Heidelberg, Bernd Scheifele, aveva chiesto “il mantenimento in Italia di una forte presenza del Gruppo Italcementi e aveva auspicato un rafforzamento della presenza del Gruppo tedesco in Italia, con l’affidamento a Bergamo di funzioni centrali aziendali, concordando inoltre il proseguimento dei contatti avviati con l’azienda tedesca.”


Entro il mese di gennaio 2016 il Mise avrebbe dovuto nuovamente incontrare Heidelberg e successivamente aggiornare i sindacati “ma ad oggi~ non abbiamo notizie. Cosa sta accadendo?” concludeva la nota nazionale. Ricordiamo che i posti di lavoro in pericolo in Italia nel Gruppo Italcementi sono 2.350.

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Sono passati mesi, ma a oggi, purtroppo, non abbiamo alcuna notizia da parte del Governo su quanto sta accadendo nel Gruppo Italcementi, e siamo ancora in attesa di una risposta del Ministro Guidi alla nostra richiesta di essere ricevuti”.

È quanto fanno sapere i sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL che, in una nota delle segreterie nazionali, ripercorrono la complessa vicenda di Italcementi, iniziata con l’acquisizione del colosso italiano da parte della tedesca Heidelberg Cement e con l’apertura di un tavolo presso il Mise, avvenuta il 16 settembre 2015.

In quel primo incontro, si legge nella nota unitaria, “abbiamo presentato alcune proposte per il rilancio del Gruppo italiano nel contesto mondiale, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali”, proposte che “sono state apprezzate, sia da Italcementi che dal Ministero dello Sviluppo Economico, il quale si è impegnato a sollecitare una risposta da Heidelberg Cement in merito al futuro della sede di Bergamo e dei siti produttivi”.

Il 28 ottobre 2015, il Ministro ha incontrato l’amministratore delegato di Heidelberg Cement, Bernd Scheifele, chiedendo “il mantenimento in Italia di una forte presenza del Gruppo Italcementi e auspicando un rafforzamento della presenza del Gruppo tedesco in Italia, con l’affidamento a Bergamo di funzioni centrali aziendali, concordando inoltre il proseguimento dei contatti avviati con l’azienda tedesca”.

Entro il mese di gennaio 2016 il Mise avrebbe dovuto nuovamente incontrare Heidelberg Cement e successivamente aggiornare i sindacati “ma ad oggi non abbiamo notizie. Cosa sta accadendo?” si domandano i sindacati.Dobbiamo chiederci se il Governo ritenga ancora di dover essere parte attiva nella vicenda Italcementi? Se non si interviene, il rischio vero è che l’acquisizione di Heidelberg impoverisca il nostro paese di asset immateriali (qualità, ricerca e innovazione nel produrre cemento). Ci riferiamo alle numerose professionalità presenti a tutti i livelli: tecnici, impiegati, operai e quadri. Ricordiamo che i posti di lavoro in pericolo in Italia all’interno del Gruppo Italcementi sono 2.350. Numeri, dietro i quali vi sono famiglie”.

Conosciamo le regole previste dall’antitrust ma la situazione sta evolvendo - prosegue la nota unitaria-, perché sembrerebbe che Heidelberg Cement e Italcementi, nascondendosi dietro a quelle regole, stiano portando avanti una riorganizzazione del Gruppo il cui obiettivo finale è diverso rispetto ai contenuti del piano di riorganizzazione sottoscritto presso il Ministero del Lavoro il 3 dicembre 2015. Ci riferiamo al numero dei siti produttivi e dei dipendenti che rimarranno dopo la conclusione prevista in primavera, a partire dalle sede di Bergamo”.

Nel frattempo la società CTG (Centro Tecnico di Gruppo) è stata incorporata in Italcementi e Heidelberg Cement ha deciso che una serie di funzioni, fino ad ora svolte dalla sede centrale di Bergamo, verrà trasferita in Germania, tanto è che il Gruppo tedesco dovrà acquisire una sede più grande.

Chi sta assumendo queste decisioni? E in virtù di cosa? - si chiedono i sindacati -. Si tratta di una scelta di Italcementi? Di una scelta fatta per conto della futura società, o degli accordi presi al momento della vendita? In tutto questo, quale ruolo vuole giocare il Governo, quello da protagonista o da spettatore? Ce lo spieghi e ci riceva -conclude la nota sindacale, che avverte -“Non assisteremo passivamente a eventuali scelte che dovessero incidere negativamente sui livelli occupazionali e sulle professionalità patrimonio del Gruppo italiano”.


by Ufficio Stampa Filca Cisl Nazionale

 

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L’edilizia bergamasca fatica a uscire dal tunnel della crisi che la attanaglia dal 2008. Ancora durante lo scorso anno, il numero dei lavoratori iscritti alle due casse e diminuito di 2319 unità, le imprese di 267, le ore lavorate sono state un milione e mezzo in meno e il monte salari ha visto una perdita secca di oltre 16 milioni di euro. Sono i dati implacabili di una situazione che fatica a trovare una sua normalità: da faro e traino dell’economia bergamasca, l’edilizia orobica è oggi l’ultimo dei settori ancora in crisi profonda. Meccanico, terziario, commercio, per non parlare dell’agricoltura, fanno segnare miglioramenti quasi ovunque: per loro la luce in fondo al tunnel appare sempre più vicina. In edilizia, invece, alla crisi si affianca anche la concorrenza sleale, che spesso infligge colpi mortali alla carriera di lavoratori e delle imprese.

 “Sempre più spesso nel corso dell’attività sindacale in cantiere è stato riscontrato l’impiego di lavoratori autonomi che operano svolgendo in realtà le stesse attività del personale dipendente delle imprese esecutrici. Questa situazione è anche aggravata dal ricorso a altre forme aggregative come associazioni temporanee di lavoratori autonomi ai quali è affidata l’esecuzione di intere opere edili, una situazione con evidenti profili di criticità”.

Giovanni Anesa, segretario territoriale del sindacato FILCA CISL Bergamo con delega all'edilizia, da osservatore nei cantieri analizza i dati e sottolinea come l’incidenza dei lavoratori autonomi sia abnorme rispetto alle reali necessità del settore. “Raffrontando i numeri dal 2008 ad oggi delle imprese e dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile e Edilcassa della nostra provincia  si può stimare una perdita di imprese pari al 45 % e di lavoratori pari al 52 %. A livello nazionale il comparto dal 2008 ad oggi ha perso il 23,78% degli addetti corrispondente a 464mila posti di lavoro. Oggi, le imprese pur di accaparrarsi il poco lavoro rimasto, ricorrono sempre più all'utilizzo di manodopera e forme contrattuali che con l'edilizia hanno a ben poco a che fare”.

La aziende storiche che hanno fatto la storia delle costruzioni nella bergamasca  faticano a mantenere garanzie occupazionali e nei casi più drammatici hanno chiuso i battenti. Per lavorare in edilizia un'impresa ha l'obbligo di iscrivere i lavoratori alle casse edili, chi fa il muratore ha il diritto di ricevere una retribuzione adeguata e regolamentata contrattualmente, la tutela della salute e la sicurezza sono imprescindibili. Partite Iva e Voucher sono ormai una forma classica di contratto di lavoro nei cantieri.

I lavoratori che incontriamo quotidianamente non fanno altro che confermare e consolidare questo trend negativo. Anche a quelli cui viene applicato il contratto nazionale edile, riscontriamo decurtazioni rispetto al dovuto, (meno ore denunciate rispetto alle lavorate, abbassamento di livelli categoriali, diritti contrattuali conquistati in anni di lotte sindacali negati, ecc..). Le stesse  imprese che hanno sempre operato nel pieno rispetto delle normative, per competere sul mercato, ricorrono a forme di subappalto e di somministrazione di manodopera non ben identificabili come edili, ed è per questo che nei luoghi di lavoro si trovano muratori con il contratto dei metalmeccanici, del commercio, lavoratori autonomi, lavoratori pagati con i voucher e nei casi più esasperati lavoratori non assicurati regolarmente”.

Tale somministrazione di manodopera viene utilizzata impropriamente: di fatto questi “sedicenti” lavoratori autonomi operano inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici dei lavori, svolgendo sostanzialmente la medesima attività del personale dipendente, e quindi non in linea con le caratteristiche richiamate in legislatura inerenti il lavoro autonomo.

Basti pensare, da una rilevazione effettuata dall'Ance su dati ISTAT relativi all'anno 2011  che davano in numero 1.039.000 i lavoratori autonomi e 986.000 i lavoratori subordinati, per capire già allora quale era la tendenza. In provincia di Bergamo le imprese individuali (partite iva) attive a novembre 2015 e iscritte in camera di commercio nel settore costruzioni, su un totale di 18.672, ammontano a 12.278”.

Lo stesso DURC (documento unico regolarità contributiva), nato con lo scopo di monitorare la congruità legata al numero dei lavoratori dipendenti dell'impresa esecutrice delle opere  in relazione all'entità dell'opera, non ha più il valore e il peso per i quale era nato. “Il governo del nostro paese continua a ribadire che la lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale sono priorità – interviene Danilo Mazzola, segretario generale della FILCA CISL di Bergamo -. Allora ci si domanda come mai nel settore delle costruzioni in questi ultimi anni si stanno perdendo strumenti  importanti atti a  contrastare il fenomeno.

A meta del 2016 scadrà il CCNL dell'edilizia. Ritengo che il momento debba essere importante perché, con le controparti Industriali e Artigiane, si rilanci con determinazione la centralità del lavoro subordinato.  In tal senso per dare un futuro al settore, sarà necessario introdurre nello stesso CCNL norme di tutela e di salvaguardia, oggi non presenti, che vietino l'utilizzo dei voucher e delle partite iva”.


 

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Giovedì, 04 Febbraio 2016 08:53

Rinnovi contrattuali. Filca, lavori in corso

È fitto ed intenso il calendario degli incontri di Filca, Feneal e Fillea con le controparti, utili a rinnovare i contratti nei settori di competenza (edilizia, cemento, legno, laterizi e lapidei). Archiviata la pratica cemento, con il contratto del'lindustria chiuso a sorpresa nel novembre scorso,ora è la volta degli altri settori, i cui contratti sono appena scaduti o in scadenza nei prossimi mesi. 

Edilizia
La Filca, insieme a Feneal e Fillea, ha inviato nei mesi scorsi a tutte le controparti (le parti datoriali di industria e cooperazione, piccole e medie imprese, artigianato) la formale richiesta di apertura delle trattative, per fermare la decorrenza dei termini. Oggi si terrà l'Esecutivo della Filca (che nella partita del rinnovo del contratto costituisce la delegazione trattante) per fare il punto della situazione sullo stato di salute del settore edile. Il contratto dell'Edilizia Industria scadrà il prossimo 30 giugno; si tratta di un rinnovo molto atteso, dal momento che il settore sembra finalmente avere arrestato la caduta che durava ininterrottamente da quasi 8 anni.

Cemento
Il 24 novembre scorso, con oltre un mese di anticipo sulla scadenza contrattuale del 31 dicembre, è stato rinnovato il Contratto nazionale Cemento Calce e Gesso, che interessa 10mila lavoratori. Il testo è un buon risultato: rafforza il sistema dei diritti d'informazione, la gestione degli appalti, il demansionamento e il welfare integrativo, ed interviene sul potere di acquisto dei lavoratori con un aumento salariale pari a 90 euro al livello medio

Legno
Nel corso del primo incontro con Federlegno (13 gennaio) i sindacati hanno chiesto un aumento medio a regime di 115 euro. Le imprese, dal canto loro,hanno chiesto del tempo per fissare un nuovo incontro e rispondere sui singoli punti della piattaforma. Il contratto collettivo nazionale del settore, che scadrà il 31 marzo prossimo, interessa 230mila addetti (l'intera filiera occupa 360mila persone).Tra i temi affrontati dai sindacati nella piattaforma ci sono la formazione professionale, l'innovazione di processo e di prodotto, la responsabilità sociale d'impresa. Gli indicatori economici sono positivi, nonostante la domanda interna fatichi a riprendersi. Le condizioni in cui viene rinnovato questo contratto sono buone,soprattutto se si considera che negli ultimi 5 anni sono stati rinnovati due contratti nonostante la pesante crisi in atto.

Lapidei
La trattativa con Marmomacchine e Anepla per rinnovare il contratto collettivo nazionale Industria Lapidei, escavazione, sabbia e ghiaia è partita lo scorso 16 dicembre, con la presentazione della piattaforma da parte dei sindacati. Il prossimo incontro è in calendario martedì 23 febbraio a Milano.

Laterizi
l sindacati e Andil e Assobeton si sono già incontrati in tre occasioni, nel corso delle quali la controparte ha dichiarato eccessive le richieste economiche, pur riconfermando l'intenzione di rinnovare il contratto nazionale nei tempi previsti (scade il 31 marzo prossimo). Il confronto è già stato avviato sui seguenti punti: ricorso al part time reversibile per i lavoratori che hanno diritto ai congedi; ampliamento nell'utilizzo dell'aspettativa non retribuita ai casi di alcoolismo, ludopatia, anoressia, bulimia; trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro;formazione professionale; rappresentanze sindacali; azioni positive (codice di condotta per i casi di mobbing e/o molestie). Un accordo è già stato raggiunto per dare il via all'Osservatorio del settore dei Laterizi e Manufatti. l prossimi incontri sono in programma il 17 febbraio e il 1° marzo. (Vanni Petrelli - Conquiste del Lavoro)


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Venerdì, 18 Dicembre 2015 00:00

La Medaglia d'Oro ai lavoratori Italcementi

È stato Angelo Dessì, dipendente e rappresentante sindacale all’Italcementi, a ritirare dalle mani del sindaco Giorgio Gori, venerdì 18 dicembre al Teatro Sociale, la benemerenza del Comune a tutti i dipendenti dell’azienda, le cui quote di maggioranza sono state rilevate a luglio dal gruppo tedesco Heidelberg. Medaglia d’argento e attestato, che Dessì ha ritirato in rappresentanza dei 680 colleghi, sono stati percepiti dal sindacalista come un segnale di vicinanza del Comune alla situazione dei lavoratori.

Ci fa piacere questo riconoscimento — ha dichiarato —. Lo leggiamo come un gesto di attenzione dell’amministrazione nei nostri confronti, una dimostrazione di sostegno per il nostro futuro incerto».

Le altre benemerenze sono state assegnate a Rina Agliardi, a Martina Caironi, a Marino Lazzarini, alla 
memoria di Paolo Arzano, a Giulia Martinelli e Roberto Spagnolo, alle associazioni «Noi Insieme per i Diabetici Insulinodipendenti», «Special Bergamo Sport» e ai «Volontari spazi extrascuola». Medaglie d’oro invece per l’imprenditore Mario Scaglia e la Onlus Cesvi e medaglia di ringraziamento per chi ha fatto donazioni all’Amministrazione comunale.

I destinatari dei premi sono stati scelti per «il tempo e l’energia che hanno speso per il bene della città — ha detto il sindaco Gori — che siano di esempio per tutti: i loro valori devono diventare i pilastri della nostra comunità». Ad aprire la cerimonia, la coinvolgente interpretazione di qualche brano di «Elisir d’amore», celebre opera di Gaetano Donizetti, «benemerito per eccellenza» nelle parole di Francesco Micheli, direttore artistico del Teatro Donizetti che ha introdotto le voci dei cantanti lirici.


 (fonte Corriere della Sera - Bergamo) 

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Sarà l’anno della sfida al lavoro nero, una sfida senza quartiere”. L’ha annunciato il sindacato FILCA Cisl Bergamo, nel corso dell’ultimo consiglio generale della categoria dei lavoratori edili, convocato per l'approvazione del bilancio, presentato per la prima volta nella veste “sociale”.

Lo ha detto a chiare lettere nella sua relazione il segretario generale della Filca Cisl Bergamo, Danilo Mazzola. “In edilizia sempre di più il lavoro dipendente diventa un lusso e l'evasione contributiva dagli enti è in costante rialzo! Le partite IVA  nascono come i funghi nella stagione autunnale e i voucher sono utilizzati anche in situazioni e in quantità non ammissibili! È una condizione che la FILCA, che tutto il sindacato, non può accettare, che dobbiamo con tutti i mezzi a nostra disposizione contrastare e mettere al centro della nostra azione sindacale”.

Lo ribadisce anche il Bilancio, nella parte delle prospettive future. Il 2016, infatti, vedrà la FILCA impegnata nel “contrasto al fenomeno del lavoro nero, attraverso una campagna di denuncia. La situazione è naturalmente figlia della crisi che ha colpito duramente il settore edilizio in provincia di Bergamo. In 7 anni sono venuti a mancare 13.000 posti di lavoro, le iscrizioni al sindacato sono calate drasticamente, anche se molto più alta è la percentuale negativa degli iscritti alle due casse provinciali.

L'auspicata ripresa del 2016 sarà tutta da valutare – afferma con disappunto Mazzola -. Nella nostra provincia, sono completamente assenti le grandi opere. L'unica, ma in fase di stallo, è la variante della valle Brembana, ferma da alcuni mesi. In vista si intravedono solo cantieri gestiti dalle amministrazioni comunali, come la ristrutturazione del Grand Hotel di San Pellegrino e la ristrutturazione della ex Caserma Montelungo a Bergamo. Gli investimenti di Stato e Regione sono completamente assenti!"

"Sicuramente in questo periodo - continua Mazzola - si è sentito parlare molto della necessità di recupero e ristrutturazione dell’esistente, in armonia con una edilizia compatibile e con caratteristiche che vedono il risparmio energetico elemento centrale e utile, ma dobbiamo essere coscienti, che questa edilizia che tutti vogliamo ed apprezziamo, non darà soluzioni occupazionali di cui oggi il settore soffre”.

E che non soffra solo l’edilizia “pura”, Bergamo lo sa bene “grazie” alla vicenda Italcementi, che si è conclusa, al momento, con l’accordo del 3 dicembre che vede coinvolti 390 lavoratori. Momenti forti di tensione e di contrapposizione hanno portato, ha concluso Mazzola, “a un accordo importante che tutela l'oggi delle persone, con l'utilizzo della cassa integrazione e una protezione economica a sostegno importante.  A mio parere, dovremo affrontare nei prossimi mesi una discussione assolutamente necessaria, vista l'età giovane dei lavoratori coinvolti.

Si devono infatti obbligatoriamente mettere in atto politiche attive di riqualificazione e di ricollocazione e non solo di tutela economica. Ritengo che l'opportunità di un secondo momento di discussione a livello locale, definito nell'accordo nazionale, debba concentrarsi fortemente su questo aspetto”.


NON SERVE LA GUERRA PER AVERE LA PACE - Appello di Filca Cisl Bergamo

Non serve la guerra per vincere il terrorismo”. La pensa così Danilo Mazzola, approvato dall’applauso che ha accolto la sua relazione al Consiglio Generale della categoria tenuto a Grumello del Monte. “Il terrorismo dell'ISIS ha segnato profondamente il nostro vivere quotidiano, la paura del non sentirsi sicuri sta diventando sempre più diffusa. Ritengo sbagliata la strada della guerra, per far fronte a questa drammatica situazione. Le esperienze vissute in questi anni ci insegnano che la diplomazia e la politica possono fare molto di più delle armi!

Serve costruire ed intrecciare rapporti con quei popoli, pensa invece Mazzola, che pensano che l'occidente sia il nemico da combattere, “cercando di far vivere milioni di persone in una democrazia che passa esclusivamente tramite il miglioramento della loro situazione di vita e rispettosa della persone. La povertà dei popoli favorisce il proliferarsi del terrorismo! Il cambiamento passa con la crescita della nuove generazioni, non con qualche anno di presidio militare di quei territori. L'Europa unita può a mio parere essere da riferimento propositivo e giocare un ruolo determinante nella diplomazia internazionale”.



 

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L'accordo raggiunto nella tarda sera del 3 dicembre presso il Ministero del Lavoro a Roma, pur essendo di riorganizzazione, garantisce ai lavoratori una copertura per i prossimi 20 mesi. Dopo mesi di discussione e 8 ore di sciopero, effettuate presso la sede centrale di Bergamo, il risultato raggiunto per quanto riguarda il mantenimento occupazionale è di soddisfazione. Lo stesso si colloca in un momento che vede la provincia di Bergamo, ai massimi storici di disoccupazione.

Nella prima proposta formulata dall'azienda la quale prevedeva un percorso di CIGS per riorganizzazione, che avrebbe coinvolto 680 lavoratori nella nostra provincia (477 Italcementi di cui 10 a Calusco e 203 CTG) l'accordo raggiunto prevede una riduzione significativa con 250 lavoratori coinvolti in Italcementi e 130 presso il CTG per un totale di 390 lavoratori. Con l’accordo sono stati anche definiti investimenti per 21,9 mln di Euro di cui 1,9 per la sede centrale e 1,8 mln di euro per la cementeria di Calusco d’Adda.

Inoltre è stato riconfermato e implementato un accordo di protezione sociale dei Lavoratori, anche con una integrazione mensile da parte dell'azienda alla indennità di cassa integrazione e la possibilità di accedere alla Mobilità volontaria con un sostegno al reddito significativo.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, non avendo avuto il consenso del Governo ad inserire nell’accordo ministeriale la possibilità di ricorrere all’art. 42, le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al Governo, quando sarà insediata l'apposita commissione, l'applicazione dell'art. 42 della legge n.148/2015 per ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018.

Mentre, per la sede di centrale di Bergamo, si è convenuto che, prima di ricorrere alla collocazione in cassa del numero massimo di lavoratori si svolgerà un incontro fra le organizzazioni sindacali, le rsa e l’azienda in via preventiva per la verifica del numero delle posizioni in Cigs e la definizione dell’adeguato piano sociale.

“Le segreterie di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil di Bergamo, ritengono che l'accordo non solo ha mantenuto 3 cementerie, gia destinate a diventare centri di macinazione nel perimetro del Gruppo, ma tutela al meglio in questo delicato momento i lavoratori della Sede di Bergamo e conceda ulteriori spazi di discussione e di trattativa che saranno sicuramente necessari, vista la vendita di Italcementi ai tedeschi di Heidelberg. Nell'assemblea sindacale dei lavoratori della sede, convocata per mercoledì 9 dicembre 2015 condivideremo nei particolari i contenuti dell'accordo.” 

Filca Cisl Bergamo (Danilo Mazzola), Fillea Cgil Bergamo (Luciana Fratus) e Feneal Uil Bergamo (Giuseppe Mamcin) 

 

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