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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 04 Luglio 2016 09:57

Bilancio sociale 2015

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Lunedì, 04 Luglio 2016 09:43

Bilancio sociale 2014

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Siamo fortemente preoccupati e allarmati dal ritardo con cui si sta gestendo la vertenza Italcementi. Tra l’altro apprendiamo con grande stupore dall’Eco di Bergamo che lunedì scorso c’è stato un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e Bernd Scheifele, CEO di HeidelbergCement. Un incontro sul quale non esiste una nota ufficiale e non siamo stati informati, nonostante le continue sollecitazioni al governo e i numerosi incontri al Mise”.

Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.A poche ore dal closing dell’operazione, prevista domani, siamo preoccupati per questa vertenza, che porterà nel giro di un anno 415 esuberi nella sede centrale e 250 nei siti produttivi, con un forte impatto occupazionale non solo nel territorio bergamasco ma nell’intero Paese. Come già ribadito a tutti i tavoli istituzionali – spiegano - per le organizzazioni sindacali il piano industriale di HeildebergCement è inaccettabile e va modificato".

Le proposte sottoposte al Governo e ad HeildebergCement hanno come obiettivo il mantenimento di tutti i siti produttivi, degli asset strategici nel nostro Paese, quali la ricerca e lo sviluppo, il mantenimento del satellite di supporto tecnico a Bergamo per avere una diminuzione del numero di esuberi dichiarati dall’azienda tedesca, utilizzando gli strumenti incentivanti messi a disposizione dalla Regione Lombardia (Legge 11 e Legge 26) e la Patent Box del Governo Italiano. "Vogliamo risposte in tempi brevi – chiedono Feneal, Filca, Fillea - sia dal Mise che da HeildebergCement sulla modifica del piano industriale, tema sul quale abbiamo chiesto uno specifico incontro con l’A.D., poiché alla chiusura del closing non avranno più alibi".

Il Governo deve dare un segnale chiaro ai lavoratori, sia sulla modifica del piano industriale, sia sugli ammortizzatori sociali, che termineranno a settembre 2017, attivando l’art. 42 D.lgs. n. 148/2015, così da includere i lavoratori di Italcementi tra i beneficiari del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria per tutta la durata del piano industriale.

"Senza ammortizzatori non si gestiscono i piani industriali, si licenziano i lavoratori. Ci auguriamo – concludono i sindacati - che il senso di responsabilità tenuto dalle organizzazioni sindacali in tutte le fasi della vertenza non sia messo a dura prova dal comportamento poco trasparente e sfuggente di Italcementi, di HeildebergCement, e del Governo. Sollecitiamo il ministero dello Sviluppo Economico a convocare urgentemente le organizzazioni sindacali”.


by Ufficio Stampa Cisl Nazionale

 

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Fiera della Contrattazione 2016 a Bergamo. Danilo Mazzola, Segretario generale Filca Cisl Bergamo, illustra il caso della ditta Arditi di Val Brembilla

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Martedì, 31 Maggio 2016 08:01

Italcementi: incontro interlocutorio al Mise

È stato un incontro interlocutorio quello del 30 maggio al Ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti di Italcementi e Heidelberg Cement, i sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e i vertici dello stesso Mise, vale a dire il neoministro Carlo Calenda e la sua vice, Teresa Bellanova.

La nota positiva è sicuramente il rinnovato impegno del governo nel seguire questa difficile vertenza e nel salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”, riferiscono i segretari nazionali Feneal, Filca, Fillea, Pascucci, Gentile, Meschieri. “Italcementi – spiegano - ha presentato l’ipotesi di Piano sociale siglato il 20 maggio scorso, Piano che come abbiamo sottolineato non ha nulla a che vedere con il Piano industriale, che va assolutamente rivisto".

"In particolare – spiegano – è necessario incrementare gli organici al Centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale, e prolungare i termini della Cig. È necessario inoltre che a Bergamo si costituisca un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati tutti i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020”.

Il ministro Calenda ha ribadito l’importanza di rivedere il Piano industriale presentato da HC, sollecitando un incontro con la dirigenza tedesca prima della fine del closing, previsto nella prima settimana di luglio, ed ha annunciato una ulteriore disponibilità finanziaria a favore di progetti per lo sviluppo tecnologico ed energetico.

Il viceministro Bellanova ha affermato che serve tempo per la realizzazione del Piano sociale, e in risposta alle richieste sindacali ha ricordato che una Commissione ad hoc si pronuncerà sull’inserimento del Piano industriale nella casistica prevista dall’articolo 42 del decreto legislativo 148/15, mentre si è ancora in attesa che il governo ne pubblichi il decreto attuativo. Infine la Regione Lombardia ha reso noto di aver presentato un progetto con incentivi per le nuove azioni di sviluppo sul prodotto e sul processo, e quindi a favore dell’attività svolta dal Centro di ricerca di Bergamo.

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L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità, è positiva! E' stata costruita dopo lunga trattativa, tenendo conto della realtà e delle differenti professionalità dei lavoratori presenti nella sede di Bergamo. In particolare vanno valorizzate le Doti dedicate all'assunzione e alla formazione che accompagneranno i lavoratori più in difficoltà. “Ora serve un confronto complessivo e attento, che avvieremo nell’assemblea di lunedì prossimo”.

Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, sintetizza così la maratona che a Milano, la notte tra il 19 e il 20 maggio, ha portato le parti a un avvicinamento.La posizione aziendale si è un po’ ammorbidita, avvicinandosi alle nostre richieste. I due nodi principali della questione, la dote incentivo all’esodo e la dote assunzione, sono stati sciolti con un maggiore apporto economico e misure aggiuntive”.

Nella nuova ipotesi ad essere modificate sono la dote incentivo, che ai 42mila euro ne aggiunge altri tremila per il coniuge a carico e 1,5mila per ogni altro familiare, e la dote assunzione, che va dai 9 ai 12 mila euro. “Soprattutto – continua Mazzola -, importante dovrà essere la cifra che Italcementi metterà sul piatto per iniziative di ricollocazione e per le politiche attive e sociali che andranno sul territorio”.

Le parti si rivedranno tra una decina di giorni a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dopo l’assemblea dei lavoratori e, presumibilmente, il referendum per l’accettazione della proposta di accordo.

Domani 21 maggio, alle 10,30, una delegazione sindacale incontrerà Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi al Kilometro Rosso. L’accordo Italcementi sarà naturalmente al centro del dialogo, “ma anche e soprattuttoinsiste Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo - la richiesta di esercitare forti pressioni su Heidelberg affinché riveda il piano industriale; che sia definito un piano per gli ammortizzatori sociali più lungo e che venga data la necessaria importanza e un sostegno concreto del governo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali nell’attuale area di Italcementi a Bergamo”.

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Si è svolto sabato 21 maggio a Bergamo l'incontro tra il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, e la delegazione sindacale composta da RSU, Cgil, Cisl e Uil e Fillea Filca e Feneal di Bergamo per illustrare le proposte definite in merito alla vertenza ITALCEMENTI.

Abbiamo evidenziato:
1) La necessità di istituire un Partenariato pubblico-privato di ricerca a Bergamo con l'obiettivo di trovare nuovi prodotti che siano compatibili con la costruzione di edifici neutralmente energetici con la partecipazione di Regine Lombardia, Mise e Heidelbergcement;
2) Tenere a Bergamo il centro di supporto tecnico (satellite) la cui sfera di intervento sarà l'area del sud mediterraneo;
3) Riduzione consistente degli esuberi e mantenimento di tutti i siti produttivi in Italia;
4) Garantire gli ammortizzatori sociali (Cigs) per tutta la durata del piano industriale presentato da HC che terminerà nel 2020.

Solo esplicitando queste condizioni nell'incontro del 30 maggio p.v. al Ministero dello Sviluppo economico, vincoleremo HC ad una risposta al paese Italia. Pertanto è fondamentale che in quell'incontro ci sia la presenza del nuovo ministro Carlo Calenda (confermata dal Presidente del Consiglio) e il CEO di HC Bernd Scheifele che dovrà dare delle risposte positive alle nostre richieste.

Le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali e RSU costituiscono i pilastri su cui articolare la politica industriale nel comparto della filiera delle costruzioni nel nostro paese. Il Presidente del Consiglio ha confermato che l'intero governo è impegnato sulla vertenza ITALCEMENTI e che interloquirà con il ministro del Lavoro Poletti per il prolungamento degli ammortizzatori sociali.

Auspichiamo delle risposte positive e concrete per dare un futuro stabile ai lavoratori.


Leggi anche: L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità"

 

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L'11 maggio a Massa Carrara si sono svolti i funerali del Lavoratore Carlo Morelli 61 anni, morto lunedì scorso per essere stato investito da una lastra di marmo. I Lavoratori del comparto lapidei in Italia e in Lombardia, per esprimere vicinanza e sincero cordoglio agli affetti famigliari di Carlo, oggi hanno lavorato con il lutto al braccio.

I numeri delle morti bianche nel comparto lapideo sono impressionati ( 32 lavoratori morti dal 2010 ad oggi) e ci raccontano che dobbiamo passare dalle enunciazioni ai fatti. Tutti i soggetti si devono sentire coinvolti nel contrasto agli infortuni. Le autorità preposte accerteranno le responsabilità dell'incidente, ma è evidente che qualsiasi giustificazione ( anche quella economica) che riduce la prevenzione degli infortuni non può più essere tollerata.

Il Governo deve intervenire immediatamente su più direzioni ( revoca licenza di coltivazione cava in caso di non rispetto delle norme sulla prevenzione degli infortuni, inserimento dell'omicidio sul lavoro, non concessione delle autorizzazioni a soggetti che non sono strutturati e qualificati come imprese, pensionamento anticipato per i lavoratori del settore lapideo ) ma i datori di lavoro devono dimostrare con i fatti che sono loro a non tollerare ulteriormente questa situazione.

L'età anagrafica sempre più elevata dei lavoratori, la precarietà del rapporto di lavoro, l'assenza di corsi di formazione sulla sicurezza in ogni singolo luogo di lavoro; sono cause moltiplicatrici degli infortuni in un settore nel quale l'esposizione al rischio è molto più alta di altri settori anche della filiera delle costruzioni.

Per queste ragioni chiediamo con forza di agire e di non consegnare alle cronache l'ennesimo dolore famigliare di persone che hanno visto il loro caro uscire di casa per andare al lavoro e non più ritornare.

Ringraziamo i lavoratori delle cave della Valtellina, della Valle Brembana e del distretto del Botticino per aver dimostrato, ancora una volta, sensibilità al tema della sicurezza.

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Giovedì, 05 Maggio 2016 00:00

Italcementi: "Rivedere il piano industriale"

L’incontro del 5 maggio va valutato positivamente per due aspetti: il primo perché ha visto la partecipazione, per la prima volta, di rappresentanti di Heidelberg Cement; il secondo perché, da parte del governo, è stata ribadita la volontà di seguire la vertenza e di intervenire per salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”.

Lo riferiscono i segretari nazionali FenalUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Pascucci, Gentile, Meschieri, a conclusione del vertice al Ministero dello Sviluppo Economico con il viceministro Teresa Bellanova, Andreas Schnurr, responsabile delle risorse umane mondo di Heidelberg Cement, rappresentanti delle Regioni interessate, tra i quali il governatore della Regione Lombardia, e i rappresentanti sindacali territoriali.

L’azienda – riferiscono – ha ripresentato il piano industriale annunciato alla stampa nelle scorse settimane, ricordando che per quanto riguarda la parte di ricerca e sviluppo dei materiali, HC ha confermato il suo interesse, mantenendo la sede a Bergamo, mentre per il personale che si occupa dell’assistenza ai siti produttivi la sede verrà spostata in Germania, presso Heidelberg".

"A questo proposito le organizzazioni sindacali hanno chiesto che sia rivisto il piano, che dovrà prevedere un consistente incremento degli organici al centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale. Chiediamo inoltre che sia costituito a Bergamo un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020".

"Tutti questi processi dovranno essere sostenuti, oltre che da programmi di politiche attive, da ammortizzatori sociali che accompagnino il futuro piano industriale. Fondamentale sarà anche l’apporto che le Regioni interessate, in collaborazione con il Governo centrale, potranno assicurare. Ad esempio la Regione Lombardia è intervenuta dichiarando ampia disponibilità in tal senso. È stato un primo incontro interlocutorio – hanno concluso i tre – in attesa del nuovo vertice in programma lunedì 30 maggio prossimo”.

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Sono stati più di 1500 i lavoratori Italcementi che questa mattina hanno sfilato nel centro di Bergamo per lo sciopero nazionale contro la vendita a Heidelberg. “Uno spettacolo…peccato sia per 700 licenziamenti”, uno dei commenti alla vista del fiume di persone provenienti da tutta Italia che tra musiche, slogan, bandiere e fumogeni ha riempito le strade attorno allo stabilimento cittadino della famiglia Pesenti, l’obiettivo vero di ogni battuta e di tutti i comizi finali.

Non si può lasciare un intero territorio in balia del mercato – ha detto Angelo Dessì, RSU storico dello stabilimento orobico -. Dov’è quella responsabilità sociale d’impresa con cui i nostri vertici si sono, per anni, sciacquati la bocca?”.

Parlamentari eletti in provincia, rappresentanti delle istituzioni locali, i sindacati bergamaschi in “formazione completa” hanno fatto parte del corteo, aperto dallo striscione unitario. All’interno numerosi dialetti e tante storie, soprattutto di preoccupazione per sé e per le famiglie. Intanto, nelle aziende del gruppo, l’adesione allo sciopero toccava quota 95%.

Adesso dobbiamo capire quali vie d’uscita ci sonoha detto Franco Turri, segretario generale nazionale FILCA CISL -. Si vende un’azienda storica, e i soldi finiscono in speculazioni finanziarie. Chi governa deve metterci risorse e testa”. Per Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato CISL Bergamo, “in nessuna delle vertenze di questi anni abbiamo assistito a atteggiamenti così irresponsabili nei confronti di persone e territorio. A 8 mesi dall’annuncio non abbiamo potuto confrontarci realmente sul piano industriale. Tutto questo è inaccettabile".

Non vogliamo subire passivamente scelte che mettono in discussione professionalità di 100 anni di lavoro, di tre generazioni che si sono alternate in questa sede rendendo grande questa azienda”, ha sottolineato Danilo Mazzola, responsabile FILCA provinciale.

Questa protesta, è stato detto da più parti è solo la prima. “Arriveremo a Roma, anche a Heidelberg se necessario. Nessuno pensi di gestire questa situazione con “quattro soldi”. Serve il tempo necessario per costruire azioni di prospettive occupazionali, non per parcheggiare chissà quanti lavoratori negli ammortizzatori sociali per chissà quanti anni”. --> TUTTE LE FOTO



29/4/16 - Piccinini interviene durante la manifestazione nazionale intorno alla vicenda Italcementi

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