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Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 19 Luglio 2016 00:00

Italcementi: riunione senza i tedeschi

Riunione a Roma il 19 luglio, presso FederMaco per la vicenda Italcementi. I sindacati FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL aspettavano l’incontro per sapere quali sviluppi nelle relazioni industriali intendevano mostrare i referenti di Heidelberg Cement. Invece “oggi i tedeschi non si sono neanche fatti vedere”, riferiscono i componenti della delegazione bergamasca.

Le dichiarazioni di Mazzola

Per poter gestire al meglio una riorganizzazione così complessa – dice Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo -, che coinvolge centinaia di lavoratori, sono necessarie chiarezza e relazioni sindacali strutturate da parte dei Heidelberg”. La vertenza Italcementi rischia di produrre, nel giro di qualche mese, 300 esuberi nella sede centrale e circa 250 nei siti produttivi".

"Le proposte sindacali sottoposte al Governo e al gruppo tedesco - conclude Mazzola - hanno come obiettivo il mantenimento di tutti i siti produttivi, degli asset strategici nel nostro Paese, quali la ricerca e lo sviluppo, il mantenimento del satellite di supporto tecnico a Bergamo per avere una diminuzione del numero di esuberi dichiarati dall’azienda tedesca, utilizzando gli strumenti incentivanti messi a disposizione da Regione Lombardia e Governo. “Ci aspettiamo che HC mostri senso di responsabilità e metta in atto corrette relazioni sindacali".

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Una rete sociale per i lavoratori Italcementi che vede schierati insieme Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo, Italcementi, Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil (e rispettive Rsu) e Confindustria Bergamo. La finalità è ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti della sede di via Camozzi da qui a giugno 2019. Con l’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, infatti, il gruppo tedesco ha dichiarato 400 esuberi nel quartier generale di Bergamo. Si concretizza così un importante lavoro di coordinamento su un tema delicato come quello delle politiche attive.

"È un accordo importante - precisa Danilo Mazzola, segretario generale della Filca Cisl Bergamo - che dà l’avvio ad un percorso che seguirà l’attuazione del piano sociale. È un altro tassello nella delicata vertenza Italcementi, che si aggiunge al piano sociale sottoscritto il 20 maggio tra azienda e sindacati. Dimostra la capacità del territorio di fare squadra con l’obbiettivo di dare risposte concrete ai lavoratori attraverso percorsi mirati di ricollocazione. Anche se è importante ribadire che anche il governo, con il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro, faccia la sua parte modificando il piano industriale presentato da HeildebergCement".

"Piano che prevede - continua Mazzola - esuberi per 415 lavoratori della sede centrale di Bergamo, riducendone il numero attraverso l’investimento in ricerca e sviluppo e mantenendo il satellite di supporto tecnico a Bergamo. Come sindacati chiediamo, inoltre, che ci vengano dati tutti gli strumenti a disposizione per il prolungamento degli ammortizzatori sociali che ci permetterebbero di gestire il piano sociale in tutta la sua durata".

Il prossimo incontro tra azienda e sindacati è in programma a Roma martedì 19 luglio e i sindacati auspicano che «venga finalmente fatta chiarezza sull’assetto organizzativo del perimetro Italia.


Scarica l'accordo


 

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Ennesimo tragico infortunio mortale che colpisce il settore dell’edlizia. Muore Domenico Bettoni di anni 25, operaio edile di Azzone, impegnato a lavorare in un cantiere di Desio. Si aggiunge ai due incidenti mortali dei giorni scorsi che hanno coinvolto un operaio di 47 anni di Villongo caduto da un capannone in provincia di Padova e l'operaio edile di 42 anni di Villa d'Adda morto in un cantiere edile di Merate.

Oltre ai tre infortuni mortali, nei passati giorni vanno segnalati 3 infortuni gravi, l'imbianchino di Bariano caduto dalla scale il 29 giugno, a Cavernago l'operaio edile che ha riportato ustioni gravi nell'intento di pulire una cisterna il 5 luglio e a Comun Nuovo l'operaio che ha subito un infortunio il 6 luglio. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sicurezza sui luoghi di lavoro e il settore edile e quello che paga il prezzo più alto!

Non è tragica fatalità, non è accettabile che si possa morire di lavoro. Le cadute dall’alto si possono evitare mettendo in atto tutti i dispositivi di protezione individuale e collettiva previsti dalla normativa vigente oltre che ad una formazione adeguata ai lavoratori.

Gli sforzi fin ad oggi messi in atto vanno rafforzati, perché la sicurezza deve essere una condizione prioritaria che viene prima di ogni esigenza tecnica e produttiva. Vanno intensificati i controlli e gli interventi sui luoghi di lavoro, con la collaborazione degli enti (CPT e Scuole Edili) presenti in tutti i territori. Anche il ruolo del RLST (Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza) è un ruolo fondamentale a cui i lavoratori possono rivolgersi per lavorare in sicurezza.

Feneal Filca e Feneal di Bergamo chiedono a tutti gli attori del territorio in ambito della sicurezza di riprendere la campagna di sensibilizzazione sulle cadute dall’alto fatta negli anni passati che ha portato risultati importanti nel contribuire ad aumentare la consapevolezza del rischio. A questa va aggiunta anche quello per il rischio da sotterramento.

Ai famigliari dei deceduti le più sentite condoglianze da parte di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil di Bergamo.

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Giovedì, 07 Luglio 2016 10:17

Rinnovo CCNL del Legno Industria

Il 4 luglio si è tenuto l'incontro con Federlegno in merito al rinnovo del CCNL Industria. Ancora una volta la discussione si è incentrata sui testi che ci siamo scambiati. Le Segreterie Nazionali di Feneal, Filca, Fillea unitamente alla delegazione trattante ristretta, hanno avanzato delle proposte facendo alcune aperture che Federlegno ha ritenuto insoddisfacenti, conseguentemente hanno annullato l'incontro previsto per il 12 luglio, precisando che hanno la necessità di riferire al presidente della loro commissione, per valutare come procedere nel negoziato. La trattativa quindi è in stand bye.

L'impressione che ne abbiamo avuto, confrontandoci nella delegazione trattante ristretta, è che Federlegno cerchi di avere "tutto" a livello nazionale per non dover negoziare a livello aziendale. Lo dimostrano le loro richieste sui contratti a termine e somministrazioni quando insistono per avere percentuali di utilizzo più elevate a livello nazionale (a fronte di esigenze particolari, si sono sempre effettua ti accordi aziendali), stessa cosa sulla flessibilità, quando pretendono di portare le attuali 80 ore a 120, ma soprattutto quando vogliono scrivere che le stesse possono essere "spalmate" su sei giorni compreso quindi il sabato (oggi su questo aspetto in molte aziende si contratta).

Tutto ciò non è accettabile perché, a nostro avviso, il secondo livello di contrattazione è fondamentale. Infatti è un momento di grande partecipazione delle RSU e dei lavoratori, perché è lì che si può intervenire sulla organizzazione del lavoro, sulle assunzioni, stabilizzazioni rapporti di lavoro, verifiche, partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, ecc... Noi intendiamo rafforzarlo e non indebolirlo come vuole Federlegno.

Nel merito della nostra piattaforma, nonostante vari solleciti da parte nostra, ancora non ci si è entrati, tranne che su due aspetti: modifica mansioni e periodo di comporto. Anche su altri temi permangono distanze e vi rimandiamo alla lettura della scheda allegata. Ricordiamo poi che Federlegno, nel secondo incontro, commentando la nostra piattaforma, oltre a ribadire che per loro non vi sono margini di trattativa rispetto alle richieste di modifica al Jobs act, ha precisato che questo rinnovo non sarà di tipo tradizionale poiché ritengono che eventuali aumenti non debbano essere corrisposti a "pioggia", bensì essere legati a criteri di produttività e redditività anche a livello nazionale1 sottolineando che i salari/ nello scorso triennio1 sono aumentati più dell'inflazione. Non hanno esplicitato una proposta di merito ma anche questo aspetto ci preoccupa.

Per i motivi sopra esposti al termine della riunione con la nostra delegazione abbiamo deciso di mettere in campo le seguenti iniziative:

1) Blocco delle ore di Straordinario e della flessibilità;
2) Convocazione di attivi unitari territoriale/regionali al fine di coinvolgere da subito le RSU;
3) Assemblee in tutti i luoghi di lavoro (compatibilmente con il periodo feriale), in particolare nei maggiori gruppi;

E' necessario che le strutture si attivino immediatamente affinché a Federlegno arrivi un segnale chiaro e forte rispetto alla necessità che il Contratto Nazionale sia rinnovato in tempi congrui e che abbassino le loro pretese ciò anche in considerazione del fatto che nell'ambito della nostra categoria sono già stati conclusi ben 3 CCNL dell'industria: Cemento, lapidei, laterizi.

Abbiamo inoltre deciso che la riunione nazionale, fissata pe il 6 settembre, sia allargata a tutti/e i/le componenti le commissioni e consulte nazionale unitarie di Feneal, Filca, Fillea (anziché alla sola delegazione trattante plenaria), al fine di coinvolgere sia tutte le Strutture sia le RSU, poiché in quella giornata, oltre ad approfondi

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Lunedì, 04 Luglio 2016 09:57

Bilancio sociale 2015

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Lunedì, 04 Luglio 2016 09:43

Bilancio sociale 2014

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Siamo fortemente preoccupati e allarmati dal ritardo con cui si sta gestendo la vertenza Italcementi. Tra l’altro apprendiamo con grande stupore dall’Eco di Bergamo che lunedì scorso c’è stato un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e Bernd Scheifele, CEO di HeidelbergCement. Un incontro sul quale non esiste una nota ufficiale e non siamo stati informati, nonostante le continue sollecitazioni al governo e i numerosi incontri al Mise”.

Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.A poche ore dal closing dell’operazione, prevista domani, siamo preoccupati per questa vertenza, che porterà nel giro di un anno 415 esuberi nella sede centrale e 250 nei siti produttivi, con un forte impatto occupazionale non solo nel territorio bergamasco ma nell’intero Paese. Come già ribadito a tutti i tavoli istituzionali – spiegano - per le organizzazioni sindacali il piano industriale di HeildebergCement è inaccettabile e va modificato".

Le proposte sottoposte al Governo e ad HeildebergCement hanno come obiettivo il mantenimento di tutti i siti produttivi, degli asset strategici nel nostro Paese, quali la ricerca e lo sviluppo, il mantenimento del satellite di supporto tecnico a Bergamo per avere una diminuzione del numero di esuberi dichiarati dall’azienda tedesca, utilizzando gli strumenti incentivanti messi a disposizione dalla Regione Lombardia (Legge 11 e Legge 26) e la Patent Box del Governo Italiano. "Vogliamo risposte in tempi brevi – chiedono Feneal, Filca, Fillea - sia dal Mise che da HeildebergCement sulla modifica del piano industriale, tema sul quale abbiamo chiesto uno specifico incontro con l’A.D., poiché alla chiusura del closing non avranno più alibi".

Il Governo deve dare un segnale chiaro ai lavoratori, sia sulla modifica del piano industriale, sia sugli ammortizzatori sociali, che termineranno a settembre 2017, attivando l’art. 42 D.lgs. n. 148/2015, così da includere i lavoratori di Italcementi tra i beneficiari del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria per tutta la durata del piano industriale.

"Senza ammortizzatori non si gestiscono i piani industriali, si licenziano i lavoratori. Ci auguriamo – concludono i sindacati - che il senso di responsabilità tenuto dalle organizzazioni sindacali in tutte le fasi della vertenza non sia messo a dura prova dal comportamento poco trasparente e sfuggente di Italcementi, di HeildebergCement, e del Governo. Sollecitiamo il ministero dello Sviluppo Economico a convocare urgentemente le organizzazioni sindacali”.


by Ufficio Stampa Cisl Nazionale

 

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Fiera della Contrattazione 2016 a Bergamo. Danilo Mazzola, Segretario generale Filca Cisl Bergamo, illustra il caso della ditta Arditi di Val Brembilla

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Martedì, 31 Maggio 2016 08:01

Italcementi: incontro interlocutorio al Mise

È stato un incontro interlocutorio quello del 30 maggio al Ministero dello Sviluppo economico tra i rappresentanti di Italcementi e Heidelberg Cement, i sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e i vertici dello stesso Mise, vale a dire il neoministro Carlo Calenda e la sua vice, Teresa Bellanova.

La nota positiva è sicuramente il rinnovato impegno del governo nel seguire questa difficile vertenza e nel salvaguardare i livelli occupazionali di Italcementi a seguito dell’acquisizione da parte del gruppo tedesco”, riferiscono i segretari nazionali Feneal, Filca, Fillea, Pascucci, Gentile, Meschieri. “Italcementi – spiegano - ha presentato l’ipotesi di Piano sociale siglato il 20 maggio scorso, Piano che come abbiamo sottolineato non ha nulla a che vedere con il Piano industriale, che va assolutamente rivisto".

"In particolare – spiegano – è necessario incrementare gli organici al Centro di ricerca di prodotto (I.lab), poiché diventerà il punto di riferimento mondiale, e prolungare i termini della Cig. È necessario inoltre che a Bergamo si costituisca un satellite di HC per il centro tecnico (ex CTG), dal quale far partire i tecnici a supporto di tutta l’area del Mediterraneo, e che siano mantenuti inalterati tutti i siti produttivi presenti oggi in Italia, almeno sino al 2020”.

Il ministro Calenda ha ribadito l’importanza di rivedere il Piano industriale presentato da HC, sollecitando un incontro con la dirigenza tedesca prima della fine del closing, previsto nella prima settimana di luglio, ed ha annunciato una ulteriore disponibilità finanziaria a favore di progetti per lo sviluppo tecnologico ed energetico.

Il viceministro Bellanova ha affermato che serve tempo per la realizzazione del Piano sociale, e in risposta alle richieste sindacali ha ricordato che una Commissione ad hoc si pronuncerà sull’inserimento del Piano industriale nella casistica prevista dall’articolo 42 del decreto legislativo 148/15, mentre si è ancora in attesa che il governo ne pubblichi il decreto attuativo. Infine la Regione Lombardia ha reso noto di aver presentato un progetto con incentivi per le nuove azioni di sviluppo sul prodotto e sul processo, e quindi a favore dell’attività svolta dal Centro di ricerca di Bergamo.

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L’ipotesi di accordo, relativa al piano sociale per la gestione della procedura di mobilità, è positiva! E' stata costruita dopo lunga trattativa, tenendo conto della realtà e delle differenti professionalità dei lavoratori presenti nella sede di Bergamo. In particolare vanno valorizzate le Doti dedicate all'assunzione e alla formazione che accompagneranno i lavoratori più in difficoltà. “Ora serve un confronto complessivo e attento, che avvieremo nell’assemblea di lunedì prossimo”.

Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo, sintetizza così la maratona che a Milano, la notte tra il 19 e il 20 maggio, ha portato le parti a un avvicinamento.La posizione aziendale si è un po’ ammorbidita, avvicinandosi alle nostre richieste. I due nodi principali della questione, la dote incentivo all’esodo e la dote assunzione, sono stati sciolti con un maggiore apporto economico e misure aggiuntive”.

Nella nuova ipotesi ad essere modificate sono la dote incentivo, che ai 42mila euro ne aggiunge altri tremila per il coniuge a carico e 1,5mila per ogni altro familiare, e la dote assunzione, che va dai 9 ai 12 mila euro. “Soprattutto – continua Mazzola -, importante dovrà essere la cifra che Italcementi metterà sul piatto per iniziative di ricollocazione e per le politiche attive e sociali che andranno sul territorio”.

Le parti si rivedranno tra una decina di giorni a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dopo l’assemblea dei lavoratori e, presumibilmente, il referendum per l’accettazione della proposta di accordo.

Domani 21 maggio, alle 10,30, una delegazione sindacale incontrerà Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi al Kilometro Rosso. L’accordo Italcementi sarà naturalmente al centro del dialogo, “ma anche e soprattuttoinsiste Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo - la richiesta di esercitare forti pressioni su Heidelberg affinché riveda il piano industriale; che sia definito un piano per gli ammortizzatori sociali più lungo e che venga data la necessaria importanza e un sostegno concreto del governo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali nell’attuale area di Italcementi a Bergamo”.

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