Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Novità per quanto riguarda la trattativa per il rinnovo del contratto del legno, bruscamente interrotta nelle scorse settimane. "Martedì 13 riprende il confronto con Federlegno, potrebbero esserci le condizioni per rimetterci al lavoro, dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.

in attesa delle novità in merito alla trattativa

Oggi, 6 dicembre, insieme alle Consulte e Commissioni del Legno, abbiamo conseguentemente deciso di sospendere il nuovo sciopero di 8 ore, dopo quello del 28 ottobre scorso, già proclamato per il prossimo 16 dicembre. Si conferma il blocco della flessibilità e degli straordinari. Restiamo in attesa di capire quali novità emergeranno dalla trattativa per il rinnovo del contratto. Il nostro obiettivo – concludono - è di arrivare ad un contratto nel più breve tempo possibile, e che contribuisca in modo fattivo alla tute-la delle lavoratrici dei lavoratori ed al rilancio del settore".


La circolare di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil

 

Pubblicato in Comunicati

Considerato che non vi sono segnali di ripresa della trattativa per il rinnovo del CCNL legno/arredo Industria, il 21 novembre, si sono riunite le commissioni e consulte nazionali, per effettuare una valutazione sull’andamento dello sciopero del 28 ottobre e per decidere le iniziative da mettere in campo. Le Segreterie Nazionali Unitarie hanno deciso un altro sciopero di 8 ore, auspicando che ciò faccia riflettere Federlegno e si possa riprendere la trattativa su nuove basi.

Nel corso del dibattito è stata evidenziata la necessità che si proceda con una ulteriore giornata di sciopero. E’ stato, inoltre, evidenziato che alcune aziende, non condividendo le posizioni assunte da Federlegno, si siano rese disponibili a scrivere una lettera alle RSU nella quale ribadiscono la necessità che il CCNL sia chiuso in tempi rapidi, che la flessibilità si discute in azienda e che vi deve essere un aumento salariale dignitoso o nella media dei CCNL chiusi.

Ciò è sintomo che anche all’interno di Federlegno, qualcosa si sta muovendo. Auspichiamo che sempre più aziende prendano posizione sul rinnovo del CCNL.

Alla luce del dibattito, si sono assunte le seguenti decisioni:
1) SCIOPERO NAZIONALE DI 8 ORE (per ogni turno di lavoro, per chi effettua il ciclo continuo il 13°, 14° e 15° turno della settimana) da effettuarsi il 16 dicembre p.v. con Manifestazione Nazionale a Milano sotto la sede di Federlegno;
2) Sciopero/blocco delle ore di straordinario e flessibilità.

E’ indispensabile che vengano da subito effettuate le assemblee in tutti i luoghi di lavoro affinché le lavoratrici e i lavoratori comprendano pienamente lo scontro in atto poiché i temi sono quelli di sempre: flessibilità degli orari di lavoro e gestione unilaterale delle imprese, aumento della precarietà , nessun incremento sulla sanità integrativa, aumenti salariali legati all’inflazione e corrisposti l’anno successivo sulla base degli indicatori, ecc., nonché iniziative territoriali, riunioni unitarie degli organismi territoriali e/o regionali.

Pubblicato in Comunicati

Grazie al lavoro di tantissime RSU, delle Strutture Regionali e Territoriali di Feneal, Filca, Fillea lo sciopero, indetto dalle Organizzazioni Sindacali Nazionali per il 28 ottobre 2016, è riuscito, e la partecipazione alle iniziative è stata superiore alle aspettative, nonostante le difficoltà indotte dalla crisi.

I lavoratori e le lavoratrici hanno capito e condiviso le ragioni che hanno costretto le Segreterie Nazionali e la delegazione trattante, a dichiarare lo sciopero: dalle loro richieste di gestire in modo unilaterale la flessibilità degli orari di lavoro, all’aumento esagerato di lavoratori precari (contratti a termine e somministrati), alla chiusura totale sulla sanità integrativa, al non voler riconoscere un aumento salariale dignitoso, ecc...

Grazie alle R.S.U., Grazie alle Lavoratrici e ai Lavoratori, Grazie alle Strutture Regionali e Territoriali per l’impegno profuso, per la riuscita delle iniziative e per l’ottima “visibilità” sia sui giornali, TV locali e Social.

Ad oggi, non abbiamo notizie da parte di Federlegno, pertanto è convocata la riunione delle Commissioni e Consulte nazionali per lunedì 21 novembre 2016 a Roma, con inizio alle ore 14, presso la sede di Filca-Cisl in Via del Viminale n. 42.

E’ necessario che alla suddetta riunione, vi sia la partecipazione più ampia possibile, poiché dovremo decidere ulteriori iniziative di lotta al fine di ottenere un contratto nazionale di lavoro dignitoso, che preveda un modello partecipativo basato sul confronto tra le parti in sede aziendale sia in materia di orari di lavoro sia su altri aspetti che coinvolgono la vita delle lavoratrici e dei lavoratori e per un aumento salariale in linea con i CCNL chiusi nella nostra categoria.

Nel ricordarvi che continua lo sciopero delle ore di straordinario e della flessibilità, vi invitiamo ad affiggere la presente circolare nelle bacheche sindacali. Cari saluti

Pubblicato in Comunicati
Giovedì, 17 Novembre 2016 10:12

Appalti, la trappola del massimo ribasso

Modificare il nuovo codice degli appalti per ridurre ulteriormente l’ambito di applicazione del criterio del massimo ribasso e rafforzare i controlli e sanzioni nei cantieri per contrastare il lavoro irregolare e aumentare così la sicurezza dei lavoratori edili. Sono i due fronti sui quali in questi giorni si registra il massimo impegno della Filca, insieme alla questione delle pensioni. Tutti temi legati dal filo rosso della dignità e della qualità del lavoro nei cantieri edili.

Le lacune del nuovo codice degli appalti

In particolare la Filca, attraverso un comunicato del segretario nazionale Stefano Macale, ha chiesto di abbassare la soglia degli importi delle gare per l’applicazione del criterio del massimo ribasso, indicata dall’articolo 95 del testo e fissata in un milione di euro, con l’obiettivo di consentire una maggiore diffusione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.Conservare il criterio del massimo ribasso per l’affidamento di lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro è sbagliato e ingiusto”, ha detto Macale. “Abbiamo sempre sostenuto che si tratta di una lacuna del nuovo codice degli appalti che l’Anac avrebbe potuto sanare, e che invece ha confermato anche nelle linee guida, approvate recentemente. L’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, in programma domani, ed alla quale parteciperà Raffaele Cantone, sarà l’occasione per ribadire la nostra posizione su questo tema delicato e diffuso: gli appalti inferiori al milione di euro rappresentano infatti ben l’80% del totale”. I danni e le conseguenze nefaste della diffusione del massimo ribasso in edilizia erano state ripetute nei giorni scorsi dai segretari nazionali di Feneal, Filca e Fillea alla senatrice Camilla Fabbri, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro: “Il massimo ribasso – ha ribadito Macale - si ripercuote sulla sicurezza e sul salario dei lavoratori, i primi a pagare le conseguenze del crollo degli importi in fase di aggiudicazione".

I dati drammatici degli incidenti sul lavoro

Un’altra voce di risparmio per le imprese interessate è la qualità del materiale utilizzato per la realizzazione delle opere, come la cronaca purtroppo ci ricorda ogni giorno. "È per tutti questi motivi che chiediamo un maggiore ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, abbassando la soglia del milione di euro prevista oggi”, ha ribadito il segretario nazionale della Filca. Nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, i sindacati dell’edilizia hanno riportato i dati drammatici relativi ad incidenti gravi emortali nel settore e malattie professionali.Abbiamo ricordato – è scritto in una nota unitaria - che nel 2015 si sono verificati 694 morti sul lavoro, il 22,5% nel settore dell’edilizia, e che nel periodo gennaio-ottobre 2016 i morti sono stati 100, contro i 72 dello stesso periodo dell’anno precedente. Siamo di fronte ad un fenomeno che preoccupa e che va contrastato con il massimo sforzo da parte delle istituzioni”.

Necessario il rispristino del Durc

Tra le richieste avanzate da Feneal, Filca e Fillea, oltre al maggior ricorso all’offerta economicamente più vantaggiosa per gli appalti, ci sono il ripristino del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) nella sua formulazione originaria, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità; l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, unica condizione per assicurare loro una adeguata formazione (che in edilizia è obbligatoria), uguali prestazioni ed uguali diritti; l’intervento sui requisiti per l’accesso all’Ape agevolata. “È evidente – ha aggiunto Macale – che a 65 anni non è possibile lavorare sulle impalcature, come dimostrano i dati terribili del raddoppio degli infortuni mortali tra gli over 60. È per questo motivo che insieme a Feneal e Fillea abbiamo chiesto di rafforzare i controlli e le sanzioni, contrastare il lavoro irregolare e dare piena attuazione al decreto legislativo 81, con la costituzione della Patente a punti, strumento importante per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese”, ha concluso il sindacalista della Filca. (Vanni Petrelli - Conquiste del Lavoro, 16 novembre 2016)

Pubblicato in Comunicati

Parte a nuova vita la fabbrica della Valsecchi di Pontida: nel 2018 la sigla storica avrebbe compiuto 100 anni, ma questo anniversario è stato messo in seria discussione dalla crisi che ha attanagliato l’impresa, produttrice di accessori in legno per l’arredamento, destinato alla Grande Distribuzione.

Adesso buone prospettive per il futuro

La Valsecchi, prima della crisi, occupava 46 dipendenti. Nel 2015 un tentativo di rilancio (sotto il marchio della Technic Consulting) è fallito, portando all’avvio di procedure e aste per la vendita degli immobili e all’affitto del ramo d’azienda. La nuova proprietà, Komo Srl, ha affittato sede e ramo d’azienda alla Valsecchi Home, costituita per l’occasione, che ha riassorbito in diversi passaggi una ventina dei dipendenti in carico alla vecchia società, riprendendo la produzione con buoni risultati, e prospettando ulteriori assunzioni per il futuro.

La priorità: salvaguardare i posti di lavoro

È stata un’operazione complessacommenta Silver Facchinetti, della segreteria del sindacato FILCA CISL Bergamo -, che ha permesso la ripresa della produzione e la stabilizzazione di buona parte dell’occupazione nella fabbrica. Un risultato reso possibile anche dall’attenzione e disponibilità che il curatore fallimentare (lo studio Crescini di Bergamo) ha avuto nei confronti delle nostre richieste e sollecitazioni, rivolte soprattutto alla sfera occupazionale. Tutto questo ci permette di essere soddisfatti: alla fine di un percorso difficile, durato più di un anno, siamo riusciti a salvaguardare i posti di lavoro, le professionalità, il nome e il radicamento sul territorio di un’azienda storica”.

Pubblicato in Comunicati

Tre incidenti mortali, 300 infortuni, alcuni anche con conseguenze gravi: è il triste bollettino degli ultimi due anni dell’edilizia bergamasca. Quello dei cantieri è uno dei settori più colpiti, con un incremento impressionante di denunce di malattie professionali e di vittime.

Un settore con un record drammatico

Negli ultimi 15 anni in provincia di Bergamo dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce sono state 965, di cui 300 di lavoratori edili. Di fronte a questa impressionante serie di infortuni, tutto il settore dell’edilizia il 7 novembre 2016 ha scioperato per un’ora per rivendicare più sicurezza . A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL hanno incontrato il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino, mentre fuori dal palazzo di via Tasso i lavoratori hanno tenuto un presidio per tutta la mattinata.Il Prefetto ha accolto le nostre richieste e la nostra piattaforma e ha scelto di farsi promotore di un protocollo generale di intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile”, dicono i tre segretari provinciali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL: Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari.

Aumentare i controlli e le sanzioni

I sindacati chiedono con forza di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro; completare il sistema di qualificazione delle imprese e definire norme premiali per quelle imprese che dimostrino di essere regolari e sicure, contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a Punti; applicare il contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza RLST.Il Prefetto si è dimostrata assolutamente convinta che un’azione coordinata di tutti gli attori possa portare a risultati positivi - spiegano i tre sindacalisti -. Ha dato la massima disponibilità ad attivare un tavolo sulle tematiche della sicurezza, per contrastare l’eccessivo utilizzo di voucher e di altre forme contrattuali non ortodosse”.

Il Prefetto interverrà presso il governo

“Inoltre, il Prefetto ha dato la sua disponibilità ad intervenire presso il Governo e il Ministero del Lavoro affinché le nostre richieste vengano prese seriamente in considerazione. Chiediamo, oltre ai temi della sicurezza, una particolare attenzione al tema previdenziale: pensiamo che l’Ape agevolata (Anticipo pensionistico) debba essere davvero accessibile agli operai edili, il cui lavoro è sicuramente pesante e rischioso, permettendogli di accedere alla pensione in anticipo senza penalizzazioni, considerando che il lavoro edile è caratterizzato da lunghi periodi di discontinuità contributiva”. La crisi ha favorito la crescita di lavoro nero e irregolare e ha facilitato infiltrazioni mafiose nel settore: “Anche su questo aspetto il Prefetto ha sottolineato come le istituzioni abbiano ben presente il fenomeno e tengano monitorata quotidianamente la situazione, intervenendo direttamente contro chi opera nell’illegalità”.


Pubblicato in Comunicati

In tutt’Italia i lavoratori edili si fermano lunedì 7 novembre per rivendicare più sicurezza nei cantieri: lo sciopero, che durerà un’ora, sarà accompagnato in Lombardia da una serie di iniziative per sensibilizzare le imprese, le istituzioni e tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni (architetti, ingegneri, geometri, lavoratori autonomi, ecc.).

I sindacati degli edili dal Prefetto Costantino

A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL incontreranno il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino (ore 10.30) e terranno un presidio in via Tasso dalle ore 9.30 alle 12. “Chiederemo al Prefetto di consegnare da parte nostra al Governo una lettera in cui sollecitiamo il completamento di quanto previsto dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza (81/2008) con la costituzione della patente a punti (strumento fondamentale per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese), ma anche l’intensificazione dei controlli e l’aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro - hanno detto i tre segretari generali delle categoria degli edili di Bergamo, Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari -. Riteniamo, poi, importante che il Governo poi ripristini il DURC nella sua forma originaria passando in tempi brevi alla certificazione della congruità e il contrasto al lavoro irregolare moltiplicatore di incidenti e di infortuni mortali. Rivendichiamo, infine, l’applicazione del Contratto nazionale edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere con l’obiettivo di assicurare un’adeguata formazione sulla sicurezza”.

Una piattaforma per la sicurezza sui cantieri

I sindacati consegneranno al Prefetto anche una Piattaforma più alcune proposte per la stipula di un Protocollo sulla regolarità e la sicurezza nei cantieri bergamaschi. In provincia di Bergamo nel 2015 si contano 11 infortuni mortali di cui 2 nelle costruzioni. Complessivamente gli infortuni sono stati 975, di cui il 30% in edilizia. Negli ultimi 15 anni il settore delle costruzioni a Bergamo è stato il settore con il più alto tasso infortunistico: dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce a Bergamo sono state 965 di cui 300 riguardano lavoratori edili.


Scarica la lettera consegnata al Prefetto

 

Pubblicato in Comunicati

Che il welfare sia ormai una presenza stabile nei contratti integrativi aziendali è noto. Ma, in almeno due intese raggiunte nella nostra provincia, si può dire che ha compiuto un passo in più, nell’ottica di rispondere a situazioni particolari dei propri dipendenti.

I casi Promat e Tino Sana

Parliamo della Promat di Filago e della Tino Sana di Almenno San Bartolomeo. Nella prima, azienda che produce pannelli di calcio silicato destinati alle protezioni dal fuoco e dalle alte temperature per i settori dell’industria e dell’edilizia, si è introdotto il contributo di solidarietà o microcredito. Funziona così: per evitare che il dipendente che necessita di un prestito si rivolga a società finanziarie, sindacato e azienda hanno pensato alla costituzione di un fondo in cui i lavoratori - ovviamente su base volontaria - possono versare il valore di due ore di permessi individuali a cui la società aggiunge una quota paritetica. «L’idea - spiegano da Promat, che ha un organico di circa 60 addetti - è che, detto che devono essere ancora definite le modalità di funzionamento del fondo, si vadano ad erogare importi intorno ai 2 mila euro a richiesta». Anche per la restituzione della cifra sono in fase di definizione regole che vadano comunque incontro ai dipendenti e in caso di applicazione del tasso di interesse, al termine della disanima fiscale, si valuterà il più basso possibile, se non pari a zero. Inoltre, con questo integrativo l’azienda allargherà anche ai figli dei lavoratori aderenti al fondo sanitario la copertura dei rimborsi delle spese mediche. Il premio di risultato, invece, mediamente ammonta a 500 euro l’anno, tenendo conto di parametri come la qualità, la sicurezza e i tempi di produzione.

Evoluzione del contratto di secondo livello

«Sia alla Tino Sana che alla Promat il contratto di secondo livello, oltre che guardare ai risultati economici, mette in campo alcune forme innovative rispetto al welfare per creare dei fondi di solidarietà tra lavoratori», dice Silver Facchinetti della Filca-Cisl. «Diversi dipendenti utilizzavano il meccanismo della cessione del quinto, mentre noi abbiamo pensato di attivare il microcredito che è una sorta di soluzione solidaristica tra lavoratori - aggiunge Marco Bonetti della Fillea-Cgil -. Per noi è importante, perché implica anche che il Tfr maturato non sia utilizzato come garanzia per le finanziarie, ma destinato al suo vero scopo che è quello della previdenza complementare al fine pensionistico». Alla Tino Sana, invece, fa capolino nell’integrativo la «banca etica». Con l’obiettivo di andare incontro ai dipendenti che necessitano di usufruire di permessi non retribuiti per gravi motivi familiari. Per non lasciare senza trattamento economico chi ricorre a questi permessi, le parti hanno concordato che i lavoratori - su base volontaria - accantonino in un fondo il valore di ore di Rol (Recupero orario di lavoro) e l’azienda vi aggiunga un pari importo netto. «Con l’intenzione - dicono dalla Tino Sana, specializzata in lavorazioni in legno e arredi per hotel e navi da crociera, che conta oltre 150 dipendenti - di mettere a disposizione almeno 500 euro netti al mese». Altra misura messa in campo è quella dell’integrazione dei redditi più bassi. Per fare in modo che chi ha una busta paga mensile inferiore a 1.800 euro, raggiunga questo importo, l’azienda stanzia un contributo fino ad un massimo di 70 euro in base ai carichi familiari di ciascun dipendente interessato. «Inoltre - aggiunge Silver Facchinetti - è stata estesa la sanità integrativa con la possibilità di avere una polizza assicurativa sulla non autosufficienza, offrendo più opzioni al lavoratore all’interno del welfare integrativo». (Francesca Belotti - L'Eco di Bergamo del 3 novembre 2016)

Pubblicato in Comunicati

Chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga della Cassa integrazione straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali”.

Tra i firmatari Rsu, sindacati e istituzioni

E' questa la richiesta principale che da Bergamo viene nuovamente rivolta al Governo in una lettera inviata oggi e indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. I firmatari, uniti e compatti, sono numerosi: le RSU Italcementi della sede centrale e di Calusco,  i sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL e  FILLEA-CGIL di Bergamo, i segretari generali provinciali di CGIL, CISL e UIL, ma anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi e otto parlamentari bergamaschi: Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Giuseppe Guerini, Franco Bordo, Pia Locatelli, Roberto Calderoli, Giacomo Stucchi, Roberto Calderoli e Gregorio Fontana.  

Risposte e assicurazioni il pirma possibile

Come sindacati siamo convinti di avere fatto, fino ad oggi, tutto quanto in nostro potere per spingere le parti a una soluzione il più possibile meno gravosa per i lavoratori” hanno commentato Luciana Fratus e Angelo Chiari della FILLEA-CGIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL di Bergamo. “Con questa lettera, insieme alle istituzioni locali e ai parlamentari, torniamo a insistere sulla questione degli ammortizzatori sociali: chiediamo una risposta e una rassicurazione il prima possibile. Ugualmente chiediamo al Governo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e di continuare in ogni modo a fare pressione nei confronto di HiedelbergCement anche per ridurre il numero delle persone in esubero”.  

Il testo integrale della lettera

“Illustri, con la presente siamo ad evidenziarVi  la difficilissima situazione che si è venuta a creare nel Gruppo Italcementi-HeidelbergCement. Nell’incontro svolto il 14 ottobre l’azienda ha comunicato al Coordinamento Nazionale delle RSU e alle Organizzazioni Sindacali di voler procedere all’apertura della procedura di mobilità nella prima decade di novembre prossimo per i 90 lavoratori dei siti di Monselice e Scafa, qualora non ci sia la certezza di proroga della Cassa Integrazione Straordinaria per l’intero Gruppo Italcementi-HeildebergCement (ART. 42 Dlgs 148/2015). Prospettiva che creerebbe un precedente gravissimo, in quanto obbligherebbe la RSU e le Organizzazioni Sindacali a gestire i consistenti esuberi, senza il tempo necessario per l’attivazione delle politiche attive di ricollocazione dei lavoratori. Analoga situazione si verificherà, nella primavera prossima,per i 415 esuberi della sede centrale di Bergamo, vanificando in questo modo il piano sociale siglato il 20 maggio 2016. Infatti, avremmo pochissimi mesi per gestire la fase di ricollocazione, propedeutica ad attenuare l’impatto sociale che subirebbero i lavoratori, le loro famiglie e il territorio bergamasco. Pertanto, chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga di Cassa Integrazione Straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali. Questo aiuterebbe e rafforzerebbe il confronto in essere, tra il Governo e le Organizzazioni Sindacali con HeildebergCement, sulla riduzione degli esuberi. Tema per noi fondamentale e su cui non possiamo transigere. Come più volte ribadito, la vertenza Italcementi non è solo un problema di carattere sindacale ma anche politico, istituzionale e sociale. Certi della Vostra comprensione, nel cogliere l’urgenza del provvedimento, cogliamo l’occasione per porgerVi distinti saluti”.  



Ricordiamo che nella sede centrale di Italcementi i lavoratori che hanno già ricevuto la comunicazione di avvio della Cassa integrazione straordinaria sono, oggi, 240.

 

Cosa è successo nei mesi scorsi?

Nell’aprile 2016, HeildebergCement ha presentato al management Italcementi il Piano di riorganizzazione di Italcementi Italia, suddiviso in 5 fasi, in cui si prevedeva una graduale uscita dei lavoratori (260 persone più 170 riallocazioni in Heildeberg Cement, nel 2016 e nel 2017 e poi tranche di 30-40 persone per ogni anno dal 2018 al 2020) per un totale di 430 esuberi, solo nella sede centrale di Bergamo. A questi si aggiungevano 225 lavoratori dei centri di macinazione chiusi o in chiusura.

Il periodo di transizione si è già ridotto di due anni: dal 2020 al 2018. Pochissimi lavoratori, tra quelli considerati esuberi, lavoreranno infatti sino al 2020; questi hanno tutti mansioni non funzionali al business, come ad esempio, fattorini/operai chiamati a gestire gli spostamenti di uffici e materiali in sede a Bergamo o in sedi limitrofe. Oggi il CTG (Centro Tecnico di Gruppo) è praticamente svuotato.

Tutte le figure che si ritenevano utili per un periodo di transizione più lungo sono state lasciate andare via. Inoltre, altre figure tecniche, che potevano costituire il “famigerato” SATELLITE di assistenza tecnica alle cementerie del Mediterraneo, non ci sono più. I laboratori e la ricerca sono stati ridotti numericamente (40 persone): per il momento I.LAB rimarrà, ma è evidente che non c’è l’interesse a potenziarlo.

Ne è prova il fatto che i progetti di ricerca in corso finiranno nel 2018 e i progetti già finanziati (vedi ENEA) non sono ancora partiti. In tema di investimenti sono previsti solo quelli strettamente necessari per l’adeguamento di due cementerie ammiraglie (Isola delle Femmine in Sicilia e Samatzai in Sardegna). Per quelle cementerie diventate Centri di macinazione (Castrovillari, Salerno e Sarche) si attenderà la fine della Cassa Integrazione Straordinaria per fare il punto della situazione, ma è palese a tutti che saranno destinate alla chiusura.

Pubblicato in Comunicati
Mercoledì, 19 Ottobre 2016 09:16

Sciopero nei siti produttivi della Cementir Sacci

CEMENTIR-SACCI, SALTA LA TRATTATIVA, VENERDI' 21 OTTOBRE SCIOPERO IN TUTTI I SITI PRODUTTIVI. SINDACATI: "SUBITO UN INCONTRO AL MISE, L'AZIENDA RITIRI I 260 LICENZIAMENTI".

Sciopero venerdì in tutti i siti produttivi Cementir-Sacci, presìdi dei lavoratori sotto le sedi delle Regioni interessate e richiesta di un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico: è la reazione dei sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, e dei trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, all'atteggiamento dell'azienda, che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell'incontro di questo pomeriggio a Roma, presso la sede di Unindustria. "Senza l'affidabilità e la credibilità degli interlocutori - hanno dichiarato le segreterie nazionali delle tre sigle sindacali - non è possibile portare avanti il tavolo di confronto, e quindi dichiariamo lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilità".

"Ad oltre un mese dall'annuncio dell'azienda di licenziare 260 lavoratori, abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell'azienda. Oggi il gruppo di Caltagirone ha superato il segno, chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio per 125 milioni di euro. Una richiesta pretestuosa, dal momento che le due vicende sono solo tecnicamente divise, ma politicamente legate: è impensabile, per esempio, avere due Piani industriali per ognuna delle due aziende. Al Mise, inoltre, chiederemo il coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni interessate. Cementir dimostri di avere senso di responsabilità, ritiri i licenziamenti, blocchi le esternalizzazioni, ci presenti un Piano industriale serio e fattibile".

"Non è possibile - hanno concluso Feneal, Filca, Fillea, Filt, Fit, UilTrasporti - che il quarto polo del cemento italiano non abbia una minima idea delle prospettive economiche, delle strategie da mettere in campo per essere competitivi, e risolva un problema economico mandando a casa 260 persone". Mercoledì mattina (19 ottobre) in tutti i siti produttivi ci saranno le assemblee per mettere a punto il programma delle mobilitazioni. Le Regioni interessate sono Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana.

Pubblicato in Comunicati