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Unione Sindacale di Bergamo

Parte a nuova vita la fabbrica della Valsecchi di Pontida: nel 2018 la sigla storica avrebbe compiuto 100 anni, ma questo anniversario è stato messo in seria discussione dalla crisi che ha attanagliato l’impresa, produttrice di accessori in legno per l’arredamento, destinato alla Grande Distribuzione.

Adesso buone prospettive per il futuro

La Valsecchi, prima della crisi, occupava 46 dipendenti. Nel 2015 un tentativo di rilancio (sotto il marchio della Technic Consulting) è fallito, portando all’avvio di procedure e aste per la vendita degli immobili e all’affitto del ramo d’azienda. La nuova proprietà, Komo Srl, ha affittato sede e ramo d’azienda alla Valsecchi Home, costituita per l’occasione, che ha riassorbito in diversi passaggi una ventina dei dipendenti in carico alla vecchia società, riprendendo la produzione con buoni risultati, e prospettando ulteriori assunzioni per il futuro.

La priorità: salvaguardare i posti di lavoro

È stata un’operazione complessacommenta Silver Facchinetti, della segreteria del sindacato FILCA CISL Bergamo -, che ha permesso la ripresa della produzione e la stabilizzazione di buona parte dell’occupazione nella fabbrica. Un risultato reso possibile anche dall’attenzione e disponibilità che il curatore fallimentare (lo studio Crescini di Bergamo) ha avuto nei confronti delle nostre richieste e sollecitazioni, rivolte soprattutto alla sfera occupazionale. Tutto questo ci permette di essere soddisfatti: alla fine di un percorso difficile, durato più di un anno, siamo riusciti a salvaguardare i posti di lavoro, le professionalità, il nome e il radicamento sul territorio di un’azienda storica”.

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Tre incidenti mortali, 300 infortuni, alcuni anche con conseguenze gravi: è il triste bollettino degli ultimi due anni dell’edilizia bergamasca. Quello dei cantieri è uno dei settori più colpiti, con un incremento impressionante di denunce di malattie professionali e di vittime.

Un settore con un record drammatico

Negli ultimi 15 anni in provincia di Bergamo dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce sono state 965, di cui 300 di lavoratori edili. Di fronte a questa impressionante serie di infortuni, tutto il settore dell’edilizia il 7 novembre 2016 ha scioperato per un’ora per rivendicare più sicurezza . A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL hanno incontrato il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino, mentre fuori dal palazzo di via Tasso i lavoratori hanno tenuto un presidio per tutta la mattinata.Il Prefetto ha accolto le nostre richieste e la nostra piattaforma e ha scelto di farsi promotore di un protocollo generale di intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile”, dicono i tre segretari provinciali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL: Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari.

Aumentare i controlli e le sanzioni

I sindacati chiedono con forza di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro; completare il sistema di qualificazione delle imprese e definire norme premiali per quelle imprese che dimostrino di essere regolari e sicure, contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a Punti; applicare il contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza RLST.Il Prefetto si è dimostrata assolutamente convinta che un’azione coordinata di tutti gli attori possa portare a risultati positivi - spiegano i tre sindacalisti -. Ha dato la massima disponibilità ad attivare un tavolo sulle tematiche della sicurezza, per contrastare l’eccessivo utilizzo di voucher e di altre forme contrattuali non ortodosse”.

Il Prefetto interverrà presso il governo

“Inoltre, il Prefetto ha dato la sua disponibilità ad intervenire presso il Governo e il Ministero del Lavoro affinché le nostre richieste vengano prese seriamente in considerazione. Chiediamo, oltre ai temi della sicurezza, una particolare attenzione al tema previdenziale: pensiamo che l’Ape agevolata (Anticipo pensionistico) debba essere davvero accessibile agli operai edili, il cui lavoro è sicuramente pesante e rischioso, permettendogli di accedere alla pensione in anticipo senza penalizzazioni, considerando che il lavoro edile è caratterizzato da lunghi periodi di discontinuità contributiva”. La crisi ha favorito la crescita di lavoro nero e irregolare e ha facilitato infiltrazioni mafiose nel settore: “Anche su questo aspetto il Prefetto ha sottolineato come le istituzioni abbiano ben presente il fenomeno e tengano monitorata quotidianamente la situazione, intervenendo direttamente contro chi opera nell’illegalità”.


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In tutt’Italia i lavoratori edili si fermano lunedì 7 novembre per rivendicare più sicurezza nei cantieri: lo sciopero, che durerà un’ora, sarà accompagnato in Lombardia da una serie di iniziative per sensibilizzare le imprese, le istituzioni e tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni (architetti, ingegneri, geometri, lavoratori autonomi, ecc.).

I sindacati degli edili dal Prefetto Costantino

A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL incontreranno il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino (ore 10.30) e terranno un presidio in via Tasso dalle ore 9.30 alle 12. “Chiederemo al Prefetto di consegnare da parte nostra al Governo una lettera in cui sollecitiamo il completamento di quanto previsto dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza (81/2008) con la costituzione della patente a punti (strumento fondamentale per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese), ma anche l’intensificazione dei controlli e l’aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro - hanno detto i tre segretari generali delle categoria degli edili di Bergamo, Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari -. Riteniamo, poi, importante che il Governo poi ripristini il DURC nella sua forma originaria passando in tempi brevi alla certificazione della congruità e il contrasto al lavoro irregolare moltiplicatore di incidenti e di infortuni mortali. Rivendichiamo, infine, l’applicazione del Contratto nazionale edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere con l’obiettivo di assicurare un’adeguata formazione sulla sicurezza”.

Una piattaforma per la sicurezza sui cantieri

I sindacati consegneranno al Prefetto anche una Piattaforma più alcune proposte per la stipula di un Protocollo sulla regolarità e la sicurezza nei cantieri bergamaschi. In provincia di Bergamo nel 2015 si contano 11 infortuni mortali di cui 2 nelle costruzioni. Complessivamente gli infortuni sono stati 975, di cui il 30% in edilizia. Negli ultimi 15 anni il settore delle costruzioni a Bergamo è stato il settore con il più alto tasso infortunistico: dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce a Bergamo sono state 965 di cui 300 riguardano lavoratori edili.


Scarica la lettera consegnata al Prefetto

 

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Che il welfare sia ormai una presenza stabile nei contratti integrativi aziendali è noto. Ma, in almeno due intese raggiunte nella nostra provincia, si può dire che ha compiuto un passo in più, nell’ottica di rispondere a situazioni particolari dei propri dipendenti.

I casi Promat e Tino Sana

Parliamo della Promat di Filago e della Tino Sana di Almenno San Bartolomeo. Nella prima, azienda che produce pannelli di calcio silicato destinati alle protezioni dal fuoco e dalle alte temperature per i settori dell’industria e dell’edilizia, si è introdotto il contributo di solidarietà o microcredito. Funziona così: per evitare che il dipendente che necessita di un prestito si rivolga a società finanziarie, sindacato e azienda hanno pensato alla costituzione di un fondo in cui i lavoratori - ovviamente su base volontaria - possono versare il valore di due ore di permessi individuali a cui la società aggiunge una quota paritetica. «L’idea - spiegano da Promat, che ha un organico di circa 60 addetti - è che, detto che devono essere ancora definite le modalità di funzionamento del fondo, si vadano ad erogare importi intorno ai 2 mila euro a richiesta». Anche per la restituzione della cifra sono in fase di definizione regole che vadano comunque incontro ai dipendenti e in caso di applicazione del tasso di interesse, al termine della disanima fiscale, si valuterà il più basso possibile, se non pari a zero. Inoltre, con questo integrativo l’azienda allargherà anche ai figli dei lavoratori aderenti al fondo sanitario la copertura dei rimborsi delle spese mediche. Il premio di risultato, invece, mediamente ammonta a 500 euro l’anno, tenendo conto di parametri come la qualità, la sicurezza e i tempi di produzione.

Evoluzione del contratto di secondo livello

«Sia alla Tino Sana che alla Promat il contratto di secondo livello, oltre che guardare ai risultati economici, mette in campo alcune forme innovative rispetto al welfare per creare dei fondi di solidarietà tra lavoratori», dice Silver Facchinetti della Filca-Cisl. «Diversi dipendenti utilizzavano il meccanismo della cessione del quinto, mentre noi abbiamo pensato di attivare il microcredito che è una sorta di soluzione solidaristica tra lavoratori - aggiunge Marco Bonetti della Fillea-Cgil -. Per noi è importante, perché implica anche che il Tfr maturato non sia utilizzato come garanzia per le finanziarie, ma destinato al suo vero scopo che è quello della previdenza complementare al fine pensionistico». Alla Tino Sana, invece, fa capolino nell’integrativo la «banca etica». Con l’obiettivo di andare incontro ai dipendenti che necessitano di usufruire di permessi non retribuiti per gravi motivi familiari. Per non lasciare senza trattamento economico chi ricorre a questi permessi, le parti hanno concordato che i lavoratori - su base volontaria - accantonino in un fondo il valore di ore di Rol (Recupero orario di lavoro) e l’azienda vi aggiunga un pari importo netto. «Con l’intenzione - dicono dalla Tino Sana, specializzata in lavorazioni in legno e arredi per hotel e navi da crociera, che conta oltre 150 dipendenti - di mettere a disposizione almeno 500 euro netti al mese». Altra misura messa in campo è quella dell’integrazione dei redditi più bassi. Per fare in modo che chi ha una busta paga mensile inferiore a 1.800 euro, raggiunga questo importo, l’azienda stanzia un contributo fino ad un massimo di 70 euro in base ai carichi familiari di ciascun dipendente interessato. «Inoltre - aggiunge Silver Facchinetti - è stata estesa la sanità integrativa con la possibilità di avere una polizza assicurativa sulla non autosufficienza, offrendo più opzioni al lavoratore all’interno del welfare integrativo». (Francesca Belotti - L'Eco di Bergamo del 3 novembre 2016)

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Chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga della Cassa integrazione straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali”.

Tra i firmatari Rsu, sindacati e istituzioni

E' questa la richiesta principale che da Bergamo viene nuovamente rivolta al Governo in una lettera inviata oggi e indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. I firmatari, uniti e compatti, sono numerosi: le RSU Italcementi della sede centrale e di Calusco,  i sindacati di categoria FENEAL-UIL, FILCA-CISL e  FILLEA-CGIL di Bergamo, i segretari generali provinciali di CGIL, CISL e UIL, ma anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi e otto parlamentari bergamaschi: Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Giuseppe Guerini, Franco Bordo, Pia Locatelli, Roberto Calderoli, Giacomo Stucchi, Roberto Calderoli e Gregorio Fontana.  

Risposte e assicurazioni il pirma possibile

Come sindacati siamo convinti di avere fatto, fino ad oggi, tutto quanto in nostro potere per spingere le parti a una soluzione il più possibile meno gravosa per i lavoratori” hanno commentato Luciana Fratus e Angelo Chiari della FILLEA-CGIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL di Bergamo. “Con questa lettera, insieme alle istituzioni locali e ai parlamentari, torniamo a insistere sulla questione degli ammortizzatori sociali: chiediamo una risposta e una rassicurazione il prima possibile. Ugualmente chiediamo al Governo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e di continuare in ogni modo a fare pressione nei confronto di HiedelbergCement anche per ridurre il numero delle persone in esubero”.  

Il testo integrale della lettera

“Illustri, con la presente siamo ad evidenziarVi  la difficilissima situazione che si è venuta a creare nel Gruppo Italcementi-HeidelbergCement. Nell’incontro svolto il 14 ottobre l’azienda ha comunicato al Coordinamento Nazionale delle RSU e alle Organizzazioni Sindacali di voler procedere all’apertura della procedura di mobilità nella prima decade di novembre prossimo per i 90 lavoratori dei siti di Monselice e Scafa, qualora non ci sia la certezza di proroga della Cassa Integrazione Straordinaria per l’intero Gruppo Italcementi-HeildebergCement (ART. 42 Dlgs 148/2015). Prospettiva che creerebbe un precedente gravissimo, in quanto obbligherebbe la RSU e le Organizzazioni Sindacali a gestire i consistenti esuberi, senza il tempo necessario per l’attivazione delle politiche attive di ricollocazione dei lavoratori. Analoga situazione si verificherà, nella primavera prossima,per i 415 esuberi della sede centrale di Bergamo, vanificando in questo modo il piano sociale siglato il 20 maggio 2016. Infatti, avremmo pochissimi mesi per gestire la fase di ricollocazione, propedeutica ad attenuare l’impatto sociale che subirebbero i lavoratori, le loro famiglie e il territorio bergamasco. Pertanto, chiediamo che venga nel più breve tempo possibile definita la proroga di Cassa Integrazione Straordinaria per il Gruppo Italcementi-HeildebergCement, già oggetto di diverse interlocuzioni e incontri presso le sedi ministeriali. Questo aiuterebbe e rafforzerebbe il confronto in essere, tra il Governo e le Organizzazioni Sindacali con HeildebergCement, sulla riduzione degli esuberi. Tema per noi fondamentale e su cui non possiamo transigere. Come più volte ribadito, la vertenza Italcementi non è solo un problema di carattere sindacale ma anche politico, istituzionale e sociale. Certi della Vostra comprensione, nel cogliere l’urgenza del provvedimento, cogliamo l’occasione per porgerVi distinti saluti”.  



Ricordiamo che nella sede centrale di Italcementi i lavoratori che hanno già ricevuto la comunicazione di avvio della Cassa integrazione straordinaria sono, oggi, 240.

 

Cosa è successo nei mesi scorsi?

Nell’aprile 2016, HeildebergCement ha presentato al management Italcementi il Piano di riorganizzazione di Italcementi Italia, suddiviso in 5 fasi, in cui si prevedeva una graduale uscita dei lavoratori (260 persone più 170 riallocazioni in Heildeberg Cement, nel 2016 e nel 2017 e poi tranche di 30-40 persone per ogni anno dal 2018 al 2020) per un totale di 430 esuberi, solo nella sede centrale di Bergamo. A questi si aggiungevano 225 lavoratori dei centri di macinazione chiusi o in chiusura.

Il periodo di transizione si è già ridotto di due anni: dal 2020 al 2018. Pochissimi lavoratori, tra quelli considerati esuberi, lavoreranno infatti sino al 2020; questi hanno tutti mansioni non funzionali al business, come ad esempio, fattorini/operai chiamati a gestire gli spostamenti di uffici e materiali in sede a Bergamo o in sedi limitrofe. Oggi il CTG (Centro Tecnico di Gruppo) è praticamente svuotato.

Tutte le figure che si ritenevano utili per un periodo di transizione più lungo sono state lasciate andare via. Inoltre, altre figure tecniche, che potevano costituire il “famigerato” SATELLITE di assistenza tecnica alle cementerie del Mediterraneo, non ci sono più. I laboratori e la ricerca sono stati ridotti numericamente (40 persone): per il momento I.LAB rimarrà, ma è evidente che non c’è l’interesse a potenziarlo.

Ne è prova il fatto che i progetti di ricerca in corso finiranno nel 2018 e i progetti già finanziati (vedi ENEA) non sono ancora partiti. In tema di investimenti sono previsti solo quelli strettamente necessari per l’adeguamento di due cementerie ammiraglie (Isola delle Femmine in Sicilia e Samatzai in Sardegna). Per quelle cementerie diventate Centri di macinazione (Castrovillari, Salerno e Sarche) si attenderà la fine della Cassa Integrazione Straordinaria per fare il punto della situazione, ma è palese a tutti che saranno destinate alla chiusura.

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Mercoledì, 19 Ottobre 2016 09:16

Sciopero nei siti produttivi della Cementir Sacci

CEMENTIR-SACCI, SALTA LA TRATTATIVA, VENERDI' 21 OTTOBRE SCIOPERO IN TUTTI I SITI PRODUTTIVI. SINDACATI: "SUBITO UN INCONTRO AL MISE, L'AZIENDA RITIRI I 260 LICENZIAMENTI".

Sciopero venerdì in tutti i siti produttivi Cementir-Sacci, presìdi dei lavoratori sotto le sedi delle Regioni interessate e richiesta di un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico: è la reazione dei sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, e dei trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, all'atteggiamento dell'azienda, che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell'incontro di questo pomeriggio a Roma, presso la sede di Unindustria. "Senza l'affidabilità e la credibilità degli interlocutori - hanno dichiarato le segreterie nazionali delle tre sigle sindacali - non è possibile portare avanti il tavolo di confronto, e quindi dichiariamo lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilità".

"Ad oltre un mese dall'annuncio dell'azienda di licenziare 260 lavoratori, abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell'azienda. Oggi il gruppo di Caltagirone ha superato il segno, chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio per 125 milioni di euro. Una richiesta pretestuosa, dal momento che le due vicende sono solo tecnicamente divise, ma politicamente legate: è impensabile, per esempio, avere due Piani industriali per ognuna delle due aziende. Al Mise, inoltre, chiederemo il coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni interessate. Cementir dimostri di avere senso di responsabilità, ritiri i licenziamenti, blocchi le esternalizzazioni, ci presenti un Piano industriale serio e fattibile".

"Non è possibile - hanno concluso Feneal, Filca, Fillea, Filt, Fit, UilTrasporti - che il quarto polo del cemento italiano non abbia una minima idea delle prospettive economiche, delle strategie da mettere in campo per essere competitivi, e risolva un problema economico mandando a casa 260 persone". Mercoledì mattina (19 ottobre) in tutti i siti produttivi ci saranno le assemblee per mettere a punto il programma delle mobilitazioni. Le Regioni interessate sono Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana.

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Mercoledì, 12 Ottobre 2016 12:02

Basta morti sul cantiere. Sciopero il 7 novembre

Un mese di assemblee, convegni, volantinaggi, iniziative di sensibilizzazione in tutti i territori ed in tutti i cantieri, ed il 7 novembre lo sciopero nazionale di un’ora degli edili per dire basta morti sul lavoro: è quanto hanno stabilito le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea.

Una vera e propria strage di nonni

Ancora una volta si mobilitano per chiedere più attenzione sul tema della sicurezza e salute sul lavoro a fronte di dati sempre più tragici ed allarmanti su infortuni, morti e malattie professionali. “Per le costruzioni il bilancio provvisorio del 2016 è terribile, con un incremento delle vittime, ai primi di ottobre, di oltre il 27% rispetto al 2015fanno sapere le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea, che proseguonoA questo dato drammatico si aggiunge quello relativo alla media di età delle vittime: in particolare è sconcertante il dato degli over 60, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno. Siamo in presenza di una vera e propria strage di nonni.”

Uno sciopero per sensibilizzare

Per i sindacati “occorre intervenire subito, rafforzare controlli e sanzioni, completare l’attuazione del decreto legislativo 81, anche con la costituzione della patente a punti.” Lo sciopero – proseguono - serve a sensibilizzare su un tema che non può più passare in secondo piano e per questo chiediamo azioni precise per contrastare il lavoro irregolare e nero, causa di molti incidenti e di mancata applicazione delle regole. Tra queste è per noi fondamentale ripristinare il Durc nella sua formula originaria e passare in breve tempo alla congruità, applicare il contratto edile a tutti i lavoratori in cantiere e rafforzare il ruolo degli enti bilaterali che attraverso i responsabili della sicurezza svolgono un lavoro indispensabile.

Ape agevolata esplicitamente per gli edili

Sul fronte pensionistico - aggiungono in conclusione - apprezziamo l'intesa raggiunta da Governo e Sindacato, ma occorre fare un passo in più affinché l’Ape agevolata si rivolga esplicitamente agli operai edili e permetta di accedere alla pensione in anticipo senza penalizzazioni a tutti quegli operai con pensioni inferiori ai 1300/1400 euro netti, il cui lavoro è sicuramente pesante e rischioso. Solo in questo caso si darà una risposta concreta alle migliaia di operai con più di 60 anni che ancora stanno sulle impalcature”.


L’hashtag della mobilitazione è #ZeroInfortuni
Il volantino dello sciopero

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L’accordo sull’integrativo aziendale alla Minelli Group SpA di Zogno rafforza la formazione. L’azienda della Val Brembana specializzata nella lavorazione del legno, che opera a livello internazionale, occupa complessivamente 180 dipendenti fra gli stabilimenti bergamaschi di Zogno e Ambriola di Costa Serina e quello bresciano di Gottolengo.

Rinnovato il secondo livello

Nei giorni scorsi, direzione e sindacati hanno firmato l’accordo sul contratto di secondo livello, che prevede l’aumento di 2 mila euro del fondo formazione rivolto ai dipendenti e ai loro figli, che passa così da 10.000 a 12.000 euro annui, mentre la quota del premio di risultato è aumentata dell’ 8%. FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo, insieme alla RSU, rappresentata da Umberto Chiesa, Alberto Gherardi Alessandro Belloni, esprimono soddisfazione anche “ per il richiamo nella parte normativa all’organizzazione del lavoro con un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle aree critiche”.

Essere competitivi senza delocalizzare è possibile

In una fase complessa dell’industria italianaaffermano Silver Facchinetti della FILCA e Gianbattista Locatelli della FILLEA - esistono ancora aziende che grazie al lavoro, continui investimenti e ad una attenta gestione finanziaria riescono ad essere leader in campo internazionale e a redistribuire la propria redditività, dimostrando come sia possibile essere competitivi sul proprio territorio senza delocalizzare e ledere i diritti dei lavoratori”.

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Sottoscritto il 27 settembre il primo accordo nazionale aziendale della Unicalce Spa, azienda che occupa 450 addetti distribuiti su 13 siti produttivi presenti in tutto il territorio nazionale.

Un ottimo accordo aziendale

Soddisfatti i sindacati per il risultato raggiunto “nonostante il perdurare della crisi di mercato ed occupazione del settore, abbiamo sottoscritto un ottimo accordo aziendale, che è il primo contratto collettivo aziendale nazionale siglato in Federmaco, l’Associazione degli industriali del Cemento Calce Gesso, con una azienda aderente a Ca.Ge.Ma”, spiegano Massimo Trinci, Luciano Bettin e Marco Carletti, a capo della delegazione sindacale di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

Incrementi fino a 2700 euro annui

L’accordo prevede un importante incremento economico, che oscilla tra 1.000 e 2.700 euro annui, e numerose novità normative, come spiegano i sindacati: “nuove regole sulle relazioni industriali che rafforzano il ruolo delle RSU nei diversi siti, formazione dei lavoratori esigibile e monitorabile attraverso l’istituzione del libretto formativo individuale per ogni dipendente, introduzione della responsabilità Sociale d’impresa estendibile anche alle aziende appaltatrici, rafforzamento delle azioni a salvaguardia della salute e sicurezza, con l’istituzione per ogni sito del Tavolo Permanente della Sicurezza, con la obbligatoria partecipazione di tutte le aziende presenti in ogni sito produttivo.

Contrattare è un dovere anche nella crisi

L’accordo infine prevede “l’aumento di 1 euro al giorno per i ticket mensa, l’aumento a carico dell’azienda della contribuzione per la previdenza complementare pari allo 0,20%, estendendo di fatto la tutela pensionistica dei lavoratori aderenti al fondo Concreto, l’istituzione di un premio di produzione, costruito su tre indici che potrebbe apportare un aumento di reddito oscillante tra i 120 e i 690 euro” concludono Trinci, Bettin e Carletti , che sottolineano comeesercitare la contrattazione di II livello, anche in costanza di crisi del settore, sia oltre che un dovere anche la strada giusta per individuare le indispensabili soluzioni utili ad evitare che questa crisi la paghino solo ed esclusivamente i lavoratori e le lavoratrici dipendenti.


by Filca Cisl Nazionale

 

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Il 21 settembre, si è tenuto l’incontro con Federlegno in merito al rinnovo del contratto Legno/Arredo Industria.

Dall’incontro non sono emerse sostanziali novità, a parte qualche disponibilità generica sui diritti d’informazione e sulla formazione. Sulla flessibilità insistono per avere 140 ore senza informazione preventiva, senza concordare le modalità di recupero, inserendo il sabato e la domenica. Anche sui contratti a termine e somministrazione insistono per avere percentuale più elevate. Sulla previdenza complementare, insistono per elevare la quota a carico dei lavoratori, chiusura totale sulla sanità integrativa. Infine, nonostante vari solleciti da parte nostra, sul salario non hanno avanzato alcuna proposta.

Federlegno ha chiesto di riflettere ulteriormente, chiedendoci di fissare a breve una nuova data. Le Segreterie Nazionali, unitamente alla delegazione trattante, pur esprimendo una valutazione negativa dell’incontro, hanno convenuto sull’aggiornamento della trattativa. Pertanto è previsto un nuovo incontro, sempre in delegazione ristretta per lunedì 3 ottobre alle ore 9,30 a Milano via Foro Buonaparte n. 65.

Nel ribadire quanto scritto nell’ordine del giorno inviatovi il 14 settembre u.s., precisiamo che se il 3 ottobre non vi saranno sostanziali novità, decideremo la data dello sciopero oltre al blocco delle flessibilità e delle ore di straordinario. 


Le Segreterie Nazionali FENEALUIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL

 

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