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Unione Sindacale di Bergamo

Danilo Mazzola è stato riconfermato alla segreteria generale del sindacato FILCA CISL Bergamo. Con lui, riconferma anche per la sua squadra, composta da Giovanni Anesa e Silver Facchinetti, ai quali il voto del Congresso ha aggiunto Simone Alloni, così come da proposta di Mazzola. Si è così concluso il congresso degli Edili della CISL, che ha portato all’assise 70 delegati in rappresentanza dei circa 7000 iscritti.

Ricreato un solido modello organizzativo

Gli anni trascorsi hanno visto cambiare in modo significativo la nostra federazione – ha detto Mazzola -  Nel triennio passato, il nostro impegno si è fortemente dedicato alla situazione economica e finanziaria, che andava messa in sicurezza, e che oggi ha trovato un suo equilibrio economico e finanziario ben preciso". Oggi la FILCA di Bergamo ha ricreato un modello organizzativo, che oltre a garantire il lavoro di tutela e di consulenza tradizionale, deve orientarsi su quelle che sono le esigenze che i lavoratori incontrano nella loro vita quotidiana. Un lavoro da fare, il più possibile, a livello unitario.

Un'azione sindacale di prospettiva con Fillea e Feneal

"Con FILLEA e FENEAL – ha insistito il segretario appena eletto -, nella nostra provincia, è necessario condividere e ridare un ruolo diverso rispetto al passato. Non è pensabile che le discussioni al nostro interno vengano limitate a quello che il momento impone di affrontare. Serve una vera azione sindacale, autonoma e di prospettiva. La nostra azione deve partire da un lavoro di analisi, di confronto su come progettiamo la futura bilateralità nella nostra provincia. Quali azioni mettiamo in atto per contrastare il lavoro irregolare e l'evasione contributiva e contrattuale presente nei cantieri? Quali servizi, al passo con i tempi, possono offrire i nostri Enti ai lavoratori? La Filca non si sottrarrà al proprio ruolo di mediazione solo se il confronto si concentrerà sul merito delle questioni”. La proposta conclusiva del Congresso FILCA è quella lanciata a FILLEA e FENEAL di progettare insieme, per i prossimi mesi, un momento seminariale allargato ad Ance e Artigiani sulle tematiche sopra richiamate, con l'obiettivo di condividere azioni comuni e bilaterali da adottare.

La riflessione sul tesseramento

Il Congresso del sindacato FILCA CISL Bergamo è stato aperto giovedì 9 marzo, con la lettura della relazione di Danilo Mazzola (Segretario uscente). La prima riflessione di Mazzola è stata proprio dedicata al tesseramento. “Il 2013 abbiamo chiuso la campagna tesseramento a 8.492 iscritti, quasi 1500 in più rispetto ad oggi. Dei 1500 iscritti, l’85% è dell'edilizia e un restante 15% nell'industria. Per chi fa sindacato, 1500 iscritti in meno pesano tantissimo!”. Dunque, la crisi dell’edilizia, che nel tunnel della grande crisi che ha colpito l’intero sistema economico a partire dal 2008 ha rappresentato forse il settore che ha sofferto maggiormente, entra a pieno titolo nel congresso degli edili CISL.La crisi vissuta dal 2008 ad oggi – ha detto Mazzola - ha completamente modificato il settore, introducendo purtroppo flessibilità lavorative che hanno obbligato le persone a condizioni sociali molto diverse rispetto al passato. Qui deve essere presente il sindacato, in quanto valori come la Solidarietà e l'Uguaglianza devono essere le basi dove il cambiamento vive in armonia con l'importanza della persona e del suo vivere”.

Il carattere esiziale dei voucher per i settore

In questo senso va letto l’attacco al sistema dei voucher. Infatti, continua Mazzola, “la grande maggioranza dei voucher viene utilizzata in Edilizia e nell'Artigianato, essendo l'Industria un settore molto più verificabile. Penso che questa situazione non possa essere più tollerata e che vadano introdotti i correttivi adeguati, vietando l'utilizzo dei voucher in Edilizia”. Un sistema, è stato detto, martirizzato dalla crisi. Nel 2016 Edilcassa ha censito 5.460 lavoratori iscritti,-5,72% sull’anno precedente, mentre le imprese iscritte sono state 1.619 (-3,92% rispetto al 2015). I dati divengono ancora più drammatici se raffrontati al 2008 con un -55,23% di lavoratori e un -46,80% di imprese. Intanto, Cassa Edile nel 2016 rappresentava 6.470 lavoratori iscritti (-8,7%) e 889 imprese (4,0% rispetto al 2015).Dal 2008, -56,1% i lavoratori e -44,7% le imprese.

L'odissea della nostre imprese storiche

La nostra provincia ha vissuto la chiusura di imprese storiche e radicate nel territorio, travolte da crisi finanziarie e per mancanza di commesse. Le difficoltà finanziarie per alcune imprese, che hanno lavorato per importanti cantieri come Expo e Brebemi, sono nate da mancati pagamenti di commesse significative. A dicembre 2016, la storica Impresa Guatterini, con una ventina di dipendenti è stata messa in liquidazione, impresa che a Bergamo ha svolto lavori di recupero architettonico importanti. Se ci guardiamo indietro imprese come Poledil, Testa Battista, Cavalleri, Locatelli, Fimet, Pandini, Nuovo Modulo, Colosio spa ed altre piccole che non si conoscono, ma che costituivano il tessuto produttivo bergamasco. Bergamo ha perso una capacità professionale e organizzativa che con fatica riusciremo a ritrovare o almeno a riposizionare in contesti diversi. Da qui si deve ripartire! Non so se il fondo è stato toccato, però noi abbiamo l'obbligo morale di provare a ripartire.

Ripartire dalla formazione

E per Mazzola, non c’è altra possibilità che ripartire dalla formazione. “La comoda edilizia, che cementificava e utilizzava in modo indiscriminato il territorio e abbandonava l'esistente in quanto antieconomico, non tornerà più. Va introdotto l'utilizzo di nuovi materiali, che la rendano in armonia con il territorio e la vita delle persone. Gli eventi sismici che nel 2016 e purtroppo all’inizio di quest’anno hanno sconvolto il nostro paese, non possono essere inascoltati! La scelta di introdurre il Marchio di Qualità proposto nella riunione degli stati Generali dell'Edilizia Bergamasca del 2016, è condizione coraggiosa e va nella direzione giusta”. Cambiare la mentalità e l'approccio delle persone in un settore come l’edile, però, non è semplice:si cambia se anche il modo di progettare e di costruire cambia! Più formazione nell'utilizzo di nuovi materiali e tecnologie (bioedilizia e risparmio energetico). Più formazione nelle tecniche di cura e salvaguardia del territorio. Più formazione per gli investimenti mirati al rischio sismico e al recupero dell'esistente, che passa attraverso il contesto ambientale in cui è collocato”.


1) Relazione introduttiva di Danilo Mazzola
2
) Mozione finale

 

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La questione “Immobile Italcementi” sollevata dal segretario generale del sindacato CISL Bergamo, Ferdinando Piccinini, “rischia” di arricchire la trattativa sull’accordo per il passaggio dell’attività che fu di Italcementi a Heidelberg, con la conseguente perdita, per Bergamo, di centinaia di posti di lavoro.

L’ipotesi di un terziario avanzato

A più riprese la CISL bergamasca ha sollevato il problema dello stabile di via Camozzi, cubatura notevole e logisticamente interessante. “Ipotizzarne il rilancio con l’insediamento di nuove attività del terziario avanzato potrebbe essere un’ipotesi da discutere”, secondo Piccinini, che ha ottenuto una fredda e burocratica presa di posizione da parte della proprietà: “Sul futuro dell’area, una volta che tutte le attività lavorative saranno state collocate nelle nuove sedi, Italcementi deciderà tempi e modalità per la valorizzazione della struttura”.

Urgente aprire un confronto

Tocca alla FILCA, categoria che rappresenta, tra gli altri, i lavoratori Italcementi, a sostenere le posizioni del sindacato “È stata una vertenza complicata che ha coinvolto centinaia di lavoratori – dice Danilo Mazzola, segretario generale degli edili CISL Bergamo -. La questione merita tutti gli sforzi possibili mirati alla ricollocazione di più persone possibili. Vogliamo augurarci che la riqualificazione dello stabile nel quale hanno lavorato per decine di anni possa diventare una opportunità di lavoro e non solo iniziative di carattere speculativo”. Per questo, FILCA CISL, anche in merito a quanto dichiarato da Italcementi, “ritiene urgente aprire da subito un confronto in sede locale con tutte le organizzazioni sindacali, in merito alla destinazione dell’area”.

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La FILCA CISL di Bergamo, categoria che rappresenta i lavoratori edili, del legno e del cemento, ha aperto oggi a Sotto il Monte-Giovanni XXIII, la propria stagione congressuale. L'ha fatto convocando il Consiglio generale alla presenza del segretario nazionale Franco Turri. "Il nostro percorso - ha detto il numero uno provinciale Danilo Mazzola - non può solo fermarsi alla semplice, seppur importante, discussione sul gruppo dirigente. Temi come il ricambio generazionale, i grandi cambiamenti demografici del mondo e il ruolo dell'Europa, con milioni di persone che si spostano in cerca di benessere, mettono fortemente in discussione il nostro fare quotidiano".

Le vertenze delicate dell'economia Bergamasca

La FILCA, 7000 iscritti circa in un settore che più di altri, alle nostre latitudini, ha subito l’impatto della crisi economica, ha dovuto affrontare, nell’ultimo periodo, alcune delle vertenze più delicate e importanti dell’economia bergamasca. Negli occhi abbiamo - precisa Mazzola - ancora la delicata vertenza Italcementi, dove una sera di luglio 2015 a borse chiuse, è stata sconvolta la vita di 400 persone e si sono riempite le tasche di una sola famiglia Bergamasca! Non e sicuramente questa l'economia che vogliamo. Ma sicuramente dobbiamo creare le condizioni per fare in modo che il nostro paese diventi attrattivo per nuovi investimenti, utili a rilanciarne l'occupazione e lo stato sociale. Senza, sarebbe un lento ed inesorabile declino".

La vicenda Italcementi

La famiglia Pesenti - insiste Mazzola - , dopo aver ceduto Italcementi nel mese di luglio 2016, oltre a mettersi in tasca un sacco di quattrini, non dimostra la volontà di investirli nel lavoro. Penso che Bergamo lo meriti. Quanto oggi hanno incassato è frutto di impegno umano e professionale profuso nel tempo e di utilizzo delle risorse del territorio. Non basta organizzare un bel convegno su tematiche di Welfare, per di più invitando la Fornero”. Sulle politiche contrattauli territoriali, secono il segretario degli edili CISL, “serve attenzione ai costi, definire le priorità, razionalizzare in modo attento le strutture, creare così una bilateralità sobria e molto più sbilanciata verso le esigenze dei lavoratori".

L'unificazione di Cassa Edile e Edilcassa

La questione organizzativa ha preso spazio nella relazione di Mazzola. “A Bergamo il lavoro in atto da alcuni mesi di unificazione di Cassa Edile e Edilcassa, dovrà portare risultati (auspico per il 2017) che facciano del nostro unico ente un luogo di forte e condivisa bilateralità, tra tutti i soggetti che lo comporranno. In tal senso, il momento è delicato e alzare la voce è la cosa più sbagliata che si possa fare, se si ha l'obbiettivo dell'unificazione. Penso che il contenimento dei costi, passi da subito, nella scelta di una sede unica per il nuovo ente bergamasco. Si lavori con buon senso, ed equilibrio. In tal senso la destrutturazione in atto nel settore a favore di forme di lavoro come i Voucher e le partite Iva, non può più essere accettata".

Attenzione ai rischio dei tagli sulla sicurezza

"Qualcuno - conclude Mazzola - pone come ricetta far pagare meno la bilateralità per riportare nel perimetro le aziende che scappano per i costi troppo elevati. Il rischio che si corre è quello di tagliare sulla formazione, sulla sicurezza, sulle mutualità e sulle assistenze per lavoratori ed imprese, che hanno fatto della bilateralità le fondamenta. Certo, immaginare una bilateralità uguale a quella prima della crisi sarebbe sbagliato”.

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Novità per quanto riguarda la trattativa per il rinnovo del contratto del legno, bruscamente interrotta nelle scorse settimane. "Martedì 13 riprende il confronto con Federlegno, potrebbero esserci le condizioni per rimetterci al lavoro, dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.

in attesa delle novità in merito alla trattativa

Oggi, 6 dicembre, insieme alle Consulte e Commissioni del Legno, abbiamo conseguentemente deciso di sospendere il nuovo sciopero di 8 ore, dopo quello del 28 ottobre scorso, già proclamato per il prossimo 16 dicembre. Si conferma il blocco della flessibilità e degli straordinari. Restiamo in attesa di capire quali novità emergeranno dalla trattativa per il rinnovo del contratto. Il nostro obiettivo – concludono - è di arrivare ad un contratto nel più breve tempo possibile, e che contribuisca in modo fattivo alla tute-la delle lavoratrici dei lavoratori ed al rilancio del settore".


La circolare di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil

 

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Considerato che non vi sono segnali di ripresa della trattativa per il rinnovo del CCNL legno/arredo Industria, il 21 novembre, si sono riunite le commissioni e consulte nazionali, per effettuare una valutazione sull’andamento dello sciopero del 28 ottobre e per decidere le iniziative da mettere in campo. Le Segreterie Nazionali Unitarie hanno deciso un altro sciopero di 8 ore, auspicando che ciò faccia riflettere Federlegno e si possa riprendere la trattativa su nuove basi.

Nel corso del dibattito è stata evidenziata la necessità che si proceda con una ulteriore giornata di sciopero. E’ stato, inoltre, evidenziato che alcune aziende, non condividendo le posizioni assunte da Federlegno, si siano rese disponibili a scrivere una lettera alle RSU nella quale ribadiscono la necessità che il CCNL sia chiuso in tempi rapidi, che la flessibilità si discute in azienda e che vi deve essere un aumento salariale dignitoso o nella media dei CCNL chiusi.

Ciò è sintomo che anche all’interno di Federlegno, qualcosa si sta muovendo. Auspichiamo che sempre più aziende prendano posizione sul rinnovo del CCNL.

Alla luce del dibattito, si sono assunte le seguenti decisioni:
1) SCIOPERO NAZIONALE DI 8 ORE (per ogni turno di lavoro, per chi effettua il ciclo continuo il 13°, 14° e 15° turno della settimana) da effettuarsi il 16 dicembre p.v. con Manifestazione Nazionale a Milano sotto la sede di Federlegno;
2) Sciopero/blocco delle ore di straordinario e flessibilità.

E’ indispensabile che vengano da subito effettuate le assemblee in tutti i luoghi di lavoro affinché le lavoratrici e i lavoratori comprendano pienamente lo scontro in atto poiché i temi sono quelli di sempre: flessibilità degli orari di lavoro e gestione unilaterale delle imprese, aumento della precarietà , nessun incremento sulla sanità integrativa, aumenti salariali legati all’inflazione e corrisposti l’anno successivo sulla base degli indicatori, ecc., nonché iniziative territoriali, riunioni unitarie degli organismi territoriali e/o regionali.

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Grazie al lavoro di tantissime RSU, delle Strutture Regionali e Territoriali di Feneal, Filca, Fillea lo sciopero, indetto dalle Organizzazioni Sindacali Nazionali per il 28 ottobre 2016, è riuscito, e la partecipazione alle iniziative è stata superiore alle aspettative, nonostante le difficoltà indotte dalla crisi.

I lavoratori e le lavoratrici hanno capito e condiviso le ragioni che hanno costretto le Segreterie Nazionali e la delegazione trattante, a dichiarare lo sciopero: dalle loro richieste di gestire in modo unilaterale la flessibilità degli orari di lavoro, all’aumento esagerato di lavoratori precari (contratti a termine e somministrati), alla chiusura totale sulla sanità integrativa, al non voler riconoscere un aumento salariale dignitoso, ecc...

Grazie alle R.S.U., Grazie alle Lavoratrici e ai Lavoratori, Grazie alle Strutture Regionali e Territoriali per l’impegno profuso, per la riuscita delle iniziative e per l’ottima “visibilità” sia sui giornali, TV locali e Social.

Ad oggi, non abbiamo notizie da parte di Federlegno, pertanto è convocata la riunione delle Commissioni e Consulte nazionali per lunedì 21 novembre 2016 a Roma, con inizio alle ore 14, presso la sede di Filca-Cisl in Via del Viminale n. 42.

E’ necessario che alla suddetta riunione, vi sia la partecipazione più ampia possibile, poiché dovremo decidere ulteriori iniziative di lotta al fine di ottenere un contratto nazionale di lavoro dignitoso, che preveda un modello partecipativo basato sul confronto tra le parti in sede aziendale sia in materia di orari di lavoro sia su altri aspetti che coinvolgono la vita delle lavoratrici e dei lavoratori e per un aumento salariale in linea con i CCNL chiusi nella nostra categoria.

Nel ricordarvi che continua lo sciopero delle ore di straordinario e della flessibilità, vi invitiamo ad affiggere la presente circolare nelle bacheche sindacali. Cari saluti

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Giovedì, 17 Novembre 2016 10:12

Appalti, la trappola del massimo ribasso

Modificare il nuovo codice degli appalti per ridurre ulteriormente l’ambito di applicazione del criterio del massimo ribasso e rafforzare i controlli e sanzioni nei cantieri per contrastare il lavoro irregolare e aumentare così la sicurezza dei lavoratori edili. Sono i due fronti sui quali in questi giorni si registra il massimo impegno della Filca, insieme alla questione delle pensioni. Tutti temi legati dal filo rosso della dignità e della qualità del lavoro nei cantieri edili.

Le lacune del nuovo codice degli appalti

In particolare la Filca, attraverso un comunicato del segretario nazionale Stefano Macale, ha chiesto di abbassare la soglia degli importi delle gare per l’applicazione del criterio del massimo ribasso, indicata dall’articolo 95 del testo e fissata in un milione di euro, con l’obiettivo di consentire una maggiore diffusione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.Conservare il criterio del massimo ribasso per l’affidamento di lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro è sbagliato e ingiusto”, ha detto Macale. “Abbiamo sempre sostenuto che si tratta di una lacuna del nuovo codice degli appalti che l’Anac avrebbe potuto sanare, e che invece ha confermato anche nelle linee guida, approvate recentemente. L’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, in programma domani, ed alla quale parteciperà Raffaele Cantone, sarà l’occasione per ribadire la nostra posizione su questo tema delicato e diffuso: gli appalti inferiori al milione di euro rappresentano infatti ben l’80% del totale”. I danni e le conseguenze nefaste della diffusione del massimo ribasso in edilizia erano state ripetute nei giorni scorsi dai segretari nazionali di Feneal, Filca e Fillea alla senatrice Camilla Fabbri, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro: “Il massimo ribasso – ha ribadito Macale - si ripercuote sulla sicurezza e sul salario dei lavoratori, i primi a pagare le conseguenze del crollo degli importi in fase di aggiudicazione".

I dati drammatici degli incidenti sul lavoro

Un’altra voce di risparmio per le imprese interessate è la qualità del materiale utilizzato per la realizzazione delle opere, come la cronaca purtroppo ci ricorda ogni giorno. "È per tutti questi motivi che chiediamo un maggiore ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, abbassando la soglia del milione di euro prevista oggi”, ha ribadito il segretario nazionale della Filca. Nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, i sindacati dell’edilizia hanno riportato i dati drammatici relativi ad incidenti gravi emortali nel settore e malattie professionali.Abbiamo ricordato – è scritto in una nota unitaria - che nel 2015 si sono verificati 694 morti sul lavoro, il 22,5% nel settore dell’edilizia, e che nel periodo gennaio-ottobre 2016 i morti sono stati 100, contro i 72 dello stesso periodo dell’anno precedente. Siamo di fronte ad un fenomeno che preoccupa e che va contrastato con il massimo sforzo da parte delle istituzioni”.

Necessario il rispristino del Durc

Tra le richieste avanzate da Feneal, Filca e Fillea, oltre al maggior ricorso all’offerta economicamente più vantaggiosa per gli appalti, ci sono il ripristino del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) nella sua formulazione originaria, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità; l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, unica condizione per assicurare loro una adeguata formazione (che in edilizia è obbligatoria), uguali prestazioni ed uguali diritti; l’intervento sui requisiti per l’accesso all’Ape agevolata. “È evidente – ha aggiunto Macale – che a 65 anni non è possibile lavorare sulle impalcature, come dimostrano i dati terribili del raddoppio degli infortuni mortali tra gli over 60. È per questo motivo che insieme a Feneal e Fillea abbiamo chiesto di rafforzare i controlli e le sanzioni, contrastare il lavoro irregolare e dare piena attuazione al decreto legislativo 81, con la costituzione della Patente a punti, strumento importante per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese”, ha concluso il sindacalista della Filca. (Vanni Petrelli - Conquiste del Lavoro, 16 novembre 2016)

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Parte a nuova vita la fabbrica della Valsecchi di Pontida: nel 2018 la sigla storica avrebbe compiuto 100 anni, ma questo anniversario è stato messo in seria discussione dalla crisi che ha attanagliato l’impresa, produttrice di accessori in legno per l’arredamento, destinato alla Grande Distribuzione.

Adesso buone prospettive per il futuro

La Valsecchi, prima della crisi, occupava 46 dipendenti. Nel 2015 un tentativo di rilancio (sotto il marchio della Technic Consulting) è fallito, portando all’avvio di procedure e aste per la vendita degli immobili e all’affitto del ramo d’azienda. La nuova proprietà, Komo Srl, ha affittato sede e ramo d’azienda alla Valsecchi Home, costituita per l’occasione, che ha riassorbito in diversi passaggi una ventina dei dipendenti in carico alla vecchia società, riprendendo la produzione con buoni risultati, e prospettando ulteriori assunzioni per il futuro.

La priorità: salvaguardare i posti di lavoro

È stata un’operazione complessacommenta Silver Facchinetti, della segreteria del sindacato FILCA CISL Bergamo -, che ha permesso la ripresa della produzione e la stabilizzazione di buona parte dell’occupazione nella fabbrica. Un risultato reso possibile anche dall’attenzione e disponibilità che il curatore fallimentare (lo studio Crescini di Bergamo) ha avuto nei confronti delle nostre richieste e sollecitazioni, rivolte soprattutto alla sfera occupazionale. Tutto questo ci permette di essere soddisfatti: alla fine di un percorso difficile, durato più di un anno, siamo riusciti a salvaguardare i posti di lavoro, le professionalità, il nome e il radicamento sul territorio di un’azienda storica”.

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