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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 10 Maggio 2017 07:25

Urgente una piattaforma per salute e sicurezza

Un altro, l’ennesimo, infortunio mortale nel settore delle costruzioni è avvenuto nel tardo pomeriggio dell’8 maggio nel piazzale del magazzino di Bonate Sotto dell’azienda edile RBC che ha sede a Presezzo. Un lavoratore (Cesare Battaglia, 49 anni, di Brembate Sopra) è rimasto schiacciato dalla gabbia di protezione del muletto che stava guidando. Il mezzo si è ribaltato durante le operazioni di movimentazione di materiale da un autoarticolato.

Lunedì 15 assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda

In attesa di conoscere i risultati delle indagini delle autorità competenti, i sindacati di categoria FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo hanno deciso di convocare un’assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda per lunedì 15maggio in cui si discuterà anche della proclamazione di iniziative di mobilitazione. Si parlerà di salute e sicurezza anche alla presenza del Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza Territoriale (RLST).

Mai abbassare la guardia su informazione e formazione

Nonostante le molte attività di prevenzione svolte sul territorio bergamasco, siamo ancora una volta a denunciare e a piangere un’altra morte bianca” hanno commentato i segretari provinciali Giuseppe Mancin (FENEAL UIL), Danilo Mazzola insieme a Luigi Tassetti (FILCA CISL) e Luciana Fratus insieme a Ingalill Nordli (FILLEA CGIL).Ripetiamo nuovamente che il tema dell’informazione e della formazione dei lavoratori, soprattutto nelle operazioni di movimentazione dei materiali, è di estrema importanza. Proprio la movimentazione è una delle prime cause di infortunio nella nostra provincia insieme alle cadute dall’alto. Proprio su questi specifici aspetti dell’attività lavorativa riteniamo urgente l’avvio di una campagna di informazione capillare per prevenire gli infortuni”.

Urge un protocollo generale d’intesa

FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo chiedono, poi, al Prefetto che la Piattaforma sul tema della salute e della sicurezza in edilizia presentata il 7 novembre scorso (nel corso di uno sciopero) venga discussa al più presto e che venga attuato un Protocollo generale d’intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile.Chiediamo con forza - concludono i sindacalisti - di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, di completare il sistema di qualificazione delle imprese e di definire norme premiali per quelle aziende che dimostrino di essere regolari e sicure. Chiediamo, poi, di contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a punti, di applicare il Contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e di rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza”.

investire sulla cultura della sicurezza

Dall’inizio di quest’anno stiamo già contando cinque infortuni mortali che hanno coinvolto lavoratori della nostra provincia” aggiungono Angelo Chiari per CGIL, Giacomo Meloni per CISL e Amerigo Cortinovis per UIL di Bergamo.In due giorni, domenica 7 maggio e ieri, 8 maggio, due lavoratori hanno perduto la vita: oltre all’infortunio mortale di Bonate Sotto, domenica un altro lavoratore di 54 anni è stato coinvolto in un infortunio in itinere mentre all’alba, come ogni mattina, sette giorni su sette, si stava recando al lavoro in provincia di Brescia. È una situazione gravissima: non è più (e non è mai stato) sostenibile questo costo di vite umane. Il sistema produttivo bergamasco deve riflettere seriamente su come intende agire: non ci stancheremo mai di ripetere che serve investire in modo importante nella cultura della sicurezza, nella formazione, nella prevenzione, nell’uso dei Dispositivi per la Protezione Individuale e nei processi produttivi per ridurre a zero il rischio di infortuni mortali sul lavoro”. Tutte le sigle sindacali esprimono vicinanza e affetto ai famigliari dei due lavoratori venuti a mancare negli ultimi giorni.

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Il prossimo 25 maggio i lavoratori dell’edilizia - organizzati da FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil - saranno nelle piazze d’Italia per rivendicare il diritto ad accedere realmente alla pensione dopo anni passati sulle impalcature, per la sicurezza, per il lavoro e per il rinnovo dei contratti, per una seria lotta al lavoro nero. Una delegazione della Filca Bergamo scenderà alla manifestazione interregionale di Bologna. Il concentramento è previsto alle 10 in Piazza XX Settembre per poi procedere in corteo fino all' INPS Regionale di Via Milazzo 4/2. 

PENSIONI

L’APE Agevolata ha rappresentato un passo avanti positivo nella vertenza intrapresa dal sindacato sul versate pensionistico ma, per come oggi è concepita la normativa, rischiano di essere pochissimi gli operai edili over 60 che potranno accedere all’APE Agevolata, in quanto 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 continuativi sono requisiti eccessivi per chi, strutturalmente, lavora con discontinuità. Anche la proposta di modificare i 6 anni in almeno 6 sugli ultimi 7, seppur migliorativa, non allargherà certo le possibilità a molti, essendo oltre 23 mila gli operai edili over 60 ancora sulle impalcature che hanno una media di 15 settimane di non lavoro l’anno. Mandare in pensione operai edili over 60 non è quindi solo un atto di giustizia, per evitare anche i tanti incidenti tragici che colpiscono in particolare gli operai più anziani, ma anche un modo per favorire le assunzioni di migliaia di giovani tecnici preparati ad affrontare le sfide di un’edilizia sempre più di qualità. Ma perché questa riforma trovi la giusta applicazione per tutti i lavoratori edili, bisogna impedire la fuga dal CCNL edile verso contratti economicamente più convenienti, che oltre a ridurre il salario dei lavoratori impediscono di fatto la corretta individuazione dei lavoratori che hanno diritto all’accesso a l’APE agevolata.

SICUREZZA SUI CANTIERI

Siamo stanchi di assistere ad una strage continua. Dai cantieri autostradali a chi cade dalle impalcature, a chi rimane folgorato, con la crisi il sistema ha tagliato prima di tutto sulla sicurezza. Troppe aziende non investono più su un’organizzazione efficiente dei cantieri, troppi committenti, pubblici e privati, sottovalutano l’importanza del tema. L’assegnazione degli appalti con la regola del massimo ribasso non fa altro che aumentare i rischi per la salute dei lavoratori, in questo senso il nuovo codice degli appalti ha perso un’occasione per ridurre la possibilità di assegnare gli appalti con questo sistema. Da tempo chiediamo di introdurre la patente a punti, di rafforzare i sistemi ispettivi, di modificare il DM 2013 sulla sicurezza nei cantieri mobili. Chiediamo al Governo scelte forti, non un mero cordoglio di circostanza.

RILANCIO DEL SETTORE

Il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso in molte sue parti. Servono politiche straordinarie di manutenzione di tutte le principali infrastrutture e servono nuove opere pubbliche moderne ed efficienti colmando il divario tra aree interne e città, tra Nord e Sud del Paese. Si deve rafforzare la politica della riqualificazione energetica e anti sismica, rendendo cedibili alle banche i crediti dei cittadini che riqualificano i condomini. Occorre spendere presto e bene le risorse stanziate per il recupero e la riqualificazione urbana, per il rilancio dell’edilizia pubblica, per la messa in sicurezza del territorio. Abbiamo bisogno che gli stanziamenti previsti dal governo centrale e da quelli locali, si trasformino immediatamente in cantieri, con la consapevolezza che se non riparte l’edilizia non potrà ripartire il Paese.

RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI

Il rinnovo dei Contratti nel nostro settore vuol dire dare più salario per far ripartire l’economia ed i consumi, vuol dire scommettere sulla qualità delle imprese, sul contrasto al lavoro nero e all’evasione, il rafforzamento della previdenza e della sanità integrativa e dei fondi per l’aiuto al pensionamento anticipato, sul rafforzamento della nostra bilateralità a tutela dei lavoratori e delle aziende più serie. Chiediamo a tutte le nostre controparti di fare un salto di qualità, di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile, del riconoscimento delle professionalità vecchie e nuove.


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Mercoledì, 03 Maggio 2017 00:00

Bilancio sociale 2016

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Venerdì, 28 Aprile 2017 00:00

Mazzola nella squadra della Filca regionale

Si è chiuso a Cepina in Valdisotto il 12° Congresso della FILCA CISL Lombardia. Danilo Mazzola, Segretario generale della categoria a Bergamo, entra a far parte anche della Segreteria regionale, con Francesco Bianchi segretario generale.

Nuovi modelli, nuovi diritti

Il luogo del Congresso è stato scelto volutamente a pochi passi dalla frana della Val Pola, per ricordare la tragedia dell’alluvione del 1987, che mise in ginocchio da inizio luglio fino a metà settembre l’intera Valtellina e Valchiavenna, provocando 53 morti, migliaia di sfollati e la distruzione di strade, ponti e interi centri abitati. “Per un sindacato delle generazioni: nuovi modelli, nuovi diritti” è stato lo slogan della due giorni di confronto e dibattito che ha visto riuniti 108 delegati in rappresentanza dei 43mila iscritti. Nella sua relazione introduttiva il segretario generale Francesco Bianchi ha fatto il punto sulla drammatica crisi dell'edilizia. Dal 2008 ad oggi in Lombardia si è perso quasi il 50% degli occupati. “Al primo semestre del 2016 gli occupati dipendenti erano 149.000, gli occupati indipendenti 115.000 (partite Iva, liberi professionisti) per un totale di 264.000 – ha sottolineato -. Le imprese sono circa 20mila in meno: dalle 118.000 del 2008 alle 98.000 attuali”.

Una rinnovata bilateralità

I permessi di costruire dal 2005 ad oggi, - 84% con una compravendita immobiliare dal 2005 ad oggi -55%. Il settore ha bisogno di rilancio – ha detto Bianchi - e da tempo sollecitiamo interventi per la rigenerazione urbana e il recupero delle periferie”. Scarsi gli investimenti sulle infrastrutture. “Chiusi i cantieri Expo, Brebemi, Tem, prima tratta della Pedemontana ed altri piccoli interventi – ha evidenziato - non si intravedono nuove opere infrastrutturali, a parte la Cittadella della salute”. La nuova edilizia richiederà nuove professionalità.Da queste – ha sottolineato il segretario generale della FILCA CISL Lombardia - nasceranno ed emergeranno nuovi bisogni e a questi bisogni dovranno saper rispondere una nuova bilateralità e una diversa e più adeguata contrattazione nazionale e territoriale”.

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Danilo Mazzola è stato riconfermato alla segreteria generale del sindacato FILCA CISL Bergamo. Con lui, riconferma anche per la sua squadra, composta da Giovanni Anesa e Silver Facchinetti, ai quali il voto del Congresso ha aggiunto Simone Alloni, così come da proposta di Mazzola. Si è così concluso il congresso degli Edili della CISL, che ha portato all’assise 70 delegati in rappresentanza dei circa 7000 iscritti.

Ricreato un solido modello organizzativo

Gli anni trascorsi hanno visto cambiare in modo significativo la nostra federazione – ha detto Mazzola -  Nel triennio passato, il nostro impegno si è fortemente dedicato alla situazione economica e finanziaria, che andava messa in sicurezza, e che oggi ha trovato un suo equilibrio economico e finanziario ben preciso". Oggi la FILCA di Bergamo ha ricreato un modello organizzativo, che oltre a garantire il lavoro di tutela e di consulenza tradizionale, deve orientarsi su quelle che sono le esigenze che i lavoratori incontrano nella loro vita quotidiana. Un lavoro da fare, il più possibile, a livello unitario.

Un'azione sindacale di prospettiva con Fillea e Feneal

"Con FILLEA e FENEAL – ha insistito il segretario appena eletto -, nella nostra provincia, è necessario condividere e ridare un ruolo diverso rispetto al passato. Non è pensabile che le discussioni al nostro interno vengano limitate a quello che il momento impone di affrontare. Serve una vera azione sindacale, autonoma e di prospettiva. La nostra azione deve partire da un lavoro di analisi, di confronto su come progettiamo la futura bilateralità nella nostra provincia. Quali azioni mettiamo in atto per contrastare il lavoro irregolare e l'evasione contributiva e contrattuale presente nei cantieri? Quali servizi, al passo con i tempi, possono offrire i nostri Enti ai lavoratori? La Filca non si sottrarrà al proprio ruolo di mediazione solo se il confronto si concentrerà sul merito delle questioni”. La proposta conclusiva del Congresso FILCA è quella lanciata a FILLEA e FENEAL di progettare insieme, per i prossimi mesi, un momento seminariale allargato ad Ance e Artigiani sulle tematiche sopra richiamate, con l'obiettivo di condividere azioni comuni e bilaterali da adottare.

La riflessione sul tesseramento

Il Congresso del sindacato FILCA CISL Bergamo è stato aperto giovedì 9 marzo, con la lettura della relazione di Danilo Mazzola (Segretario uscente). La prima riflessione di Mazzola è stata proprio dedicata al tesseramento. “Il 2013 abbiamo chiuso la campagna tesseramento a 8.492 iscritti, quasi 1500 in più rispetto ad oggi. Dei 1500 iscritti, l’85% è dell'edilizia e un restante 15% nell'industria. Per chi fa sindacato, 1500 iscritti in meno pesano tantissimo!”. Dunque, la crisi dell’edilizia, che nel tunnel della grande crisi che ha colpito l’intero sistema economico a partire dal 2008 ha rappresentato forse il settore che ha sofferto maggiormente, entra a pieno titolo nel congresso degli edili CISL.La crisi vissuta dal 2008 ad oggi – ha detto Mazzola - ha completamente modificato il settore, introducendo purtroppo flessibilità lavorative che hanno obbligato le persone a condizioni sociali molto diverse rispetto al passato. Qui deve essere presente il sindacato, in quanto valori come la Solidarietà e l'Uguaglianza devono essere le basi dove il cambiamento vive in armonia con l'importanza della persona e del suo vivere”.

Il carattere esiziale dei voucher per i settore

In questo senso va letto l’attacco al sistema dei voucher. Infatti, continua Mazzola, “la grande maggioranza dei voucher viene utilizzata in Edilizia e nell'Artigianato, essendo l'Industria un settore molto più verificabile. Penso che questa situazione non possa essere più tollerata e che vadano introdotti i correttivi adeguati, vietando l'utilizzo dei voucher in Edilizia”. Un sistema, è stato detto, martirizzato dalla crisi. Nel 2016 Edilcassa ha censito 5.460 lavoratori iscritti,-5,72% sull’anno precedente, mentre le imprese iscritte sono state 1.619 (-3,92% rispetto al 2015). I dati divengono ancora più drammatici se raffrontati al 2008 con un -55,23% di lavoratori e un -46,80% di imprese. Intanto, Cassa Edile nel 2016 rappresentava 6.470 lavoratori iscritti (-8,7%) e 889 imprese (4,0% rispetto al 2015).Dal 2008, -56,1% i lavoratori e -44,7% le imprese.

L'odissea della nostre imprese storiche

La nostra provincia ha vissuto la chiusura di imprese storiche e radicate nel territorio, travolte da crisi finanziarie e per mancanza di commesse. Le difficoltà finanziarie per alcune imprese, che hanno lavorato per importanti cantieri come Expo e Brebemi, sono nate da mancati pagamenti di commesse significative. A dicembre 2016, la storica Impresa Guatterini, con una ventina di dipendenti è stata messa in liquidazione, impresa che a Bergamo ha svolto lavori di recupero architettonico importanti. Se ci guardiamo indietro imprese come Poledil, Testa Battista, Cavalleri, Locatelli, Fimet, Pandini, Nuovo Modulo, Colosio spa ed altre piccole che non si conoscono, ma che costituivano il tessuto produttivo bergamasco. Bergamo ha perso una capacità professionale e organizzativa che con fatica riusciremo a ritrovare o almeno a riposizionare in contesti diversi. Da qui si deve ripartire! Non so se il fondo è stato toccato, però noi abbiamo l'obbligo morale di provare a ripartire.

Ripartire dalla formazione

E per Mazzola, non c’è altra possibilità che ripartire dalla formazione. “La comoda edilizia, che cementificava e utilizzava in modo indiscriminato il territorio e abbandonava l'esistente in quanto antieconomico, non tornerà più. Va introdotto l'utilizzo di nuovi materiali, che la rendano in armonia con il territorio e la vita delle persone. Gli eventi sismici che nel 2016 e purtroppo all’inizio di quest’anno hanno sconvolto il nostro paese, non possono essere inascoltati! La scelta di introdurre il Marchio di Qualità proposto nella riunione degli stati Generali dell'Edilizia Bergamasca del 2016, è condizione coraggiosa e va nella direzione giusta”. Cambiare la mentalità e l'approccio delle persone in un settore come l’edile, però, non è semplice:si cambia se anche il modo di progettare e di costruire cambia! Più formazione nell'utilizzo di nuovi materiali e tecnologie (bioedilizia e risparmio energetico). Più formazione nelle tecniche di cura e salvaguardia del territorio. Più formazione per gli investimenti mirati al rischio sismico e al recupero dell'esistente, che passa attraverso il contesto ambientale in cui è collocato”.


1) Relazione introduttiva di Danilo Mazzola
2
) Mozione finale

 

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La questione “Immobile Italcementi” sollevata dal segretario generale del sindacato CISL Bergamo, Ferdinando Piccinini, “rischia” di arricchire la trattativa sull’accordo per il passaggio dell’attività che fu di Italcementi a Heidelberg, con la conseguente perdita, per Bergamo, di centinaia di posti di lavoro.

L’ipotesi di un terziario avanzato

A più riprese la CISL bergamasca ha sollevato il problema dello stabile di via Camozzi, cubatura notevole e logisticamente interessante. “Ipotizzarne il rilancio con l’insediamento di nuove attività del terziario avanzato potrebbe essere un’ipotesi da discutere”, secondo Piccinini, che ha ottenuto una fredda e burocratica presa di posizione da parte della proprietà: “Sul futuro dell’area, una volta che tutte le attività lavorative saranno state collocate nelle nuove sedi, Italcementi deciderà tempi e modalità per la valorizzazione della struttura”.

Urgente aprire un confronto

Tocca alla FILCA, categoria che rappresenta, tra gli altri, i lavoratori Italcementi, a sostenere le posizioni del sindacato “È stata una vertenza complicata che ha coinvolto centinaia di lavoratori – dice Danilo Mazzola, segretario generale degli edili CISL Bergamo -. La questione merita tutti gli sforzi possibili mirati alla ricollocazione di più persone possibili. Vogliamo augurarci che la riqualificazione dello stabile nel quale hanno lavorato per decine di anni possa diventare una opportunità di lavoro e non solo iniziative di carattere speculativo”. Per questo, FILCA CISL, anche in merito a quanto dichiarato da Italcementi, “ritiene urgente aprire da subito un confronto in sede locale con tutte le organizzazioni sindacali, in merito alla destinazione dell’area”.

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La FILCA CISL di Bergamo, categoria che rappresenta i lavoratori edili, del legno e del cemento, ha aperto oggi a Sotto il Monte-Giovanni XXIII, la propria stagione congressuale. L'ha fatto convocando il Consiglio generale alla presenza del segretario nazionale Franco Turri. "Il nostro percorso - ha detto il numero uno provinciale Danilo Mazzola - non può solo fermarsi alla semplice, seppur importante, discussione sul gruppo dirigente. Temi come il ricambio generazionale, i grandi cambiamenti demografici del mondo e il ruolo dell'Europa, con milioni di persone che si spostano in cerca di benessere, mettono fortemente in discussione il nostro fare quotidiano".

Le vertenze delicate dell'economia Bergamasca

La FILCA, 7000 iscritti circa in un settore che più di altri, alle nostre latitudini, ha subito l’impatto della crisi economica, ha dovuto affrontare, nell’ultimo periodo, alcune delle vertenze più delicate e importanti dell’economia bergamasca. Negli occhi abbiamo - precisa Mazzola - ancora la delicata vertenza Italcementi, dove una sera di luglio 2015 a borse chiuse, è stata sconvolta la vita di 400 persone e si sono riempite le tasche di una sola famiglia Bergamasca! Non e sicuramente questa l'economia che vogliamo. Ma sicuramente dobbiamo creare le condizioni per fare in modo che il nostro paese diventi attrattivo per nuovi investimenti, utili a rilanciarne l'occupazione e lo stato sociale. Senza, sarebbe un lento ed inesorabile declino".

La vicenda Italcementi

La famiglia Pesenti - insiste Mazzola - , dopo aver ceduto Italcementi nel mese di luglio 2016, oltre a mettersi in tasca un sacco di quattrini, non dimostra la volontà di investirli nel lavoro. Penso che Bergamo lo meriti. Quanto oggi hanno incassato è frutto di impegno umano e professionale profuso nel tempo e di utilizzo delle risorse del territorio. Non basta organizzare un bel convegno su tematiche di Welfare, per di più invitando la Fornero”. Sulle politiche contrattauli territoriali, secono il segretario degli edili CISL, “serve attenzione ai costi, definire le priorità, razionalizzare in modo attento le strutture, creare così una bilateralità sobria e molto più sbilanciata verso le esigenze dei lavoratori".

L'unificazione di Cassa Edile e Edilcassa

La questione organizzativa ha preso spazio nella relazione di Mazzola. “A Bergamo il lavoro in atto da alcuni mesi di unificazione di Cassa Edile e Edilcassa, dovrà portare risultati (auspico per il 2017) che facciano del nostro unico ente un luogo di forte e condivisa bilateralità, tra tutti i soggetti che lo comporranno. In tal senso, il momento è delicato e alzare la voce è la cosa più sbagliata che si possa fare, se si ha l'obbiettivo dell'unificazione. Penso che il contenimento dei costi, passi da subito, nella scelta di una sede unica per il nuovo ente bergamasco. Si lavori con buon senso, ed equilibrio. In tal senso la destrutturazione in atto nel settore a favore di forme di lavoro come i Voucher e le partite Iva, non può più essere accettata".

Attenzione ai rischio dei tagli sulla sicurezza

"Qualcuno - conclude Mazzola - pone come ricetta far pagare meno la bilateralità per riportare nel perimetro le aziende che scappano per i costi troppo elevati. Il rischio che si corre è quello di tagliare sulla formazione, sulla sicurezza, sulle mutualità e sulle assistenze per lavoratori ed imprese, che hanno fatto della bilateralità le fondamenta. Certo, immaginare una bilateralità uguale a quella prima della crisi sarebbe sbagliato”.

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Novità per quanto riguarda la trattativa per il rinnovo del contratto del legno, bruscamente interrotta nelle scorse settimane. "Martedì 13 riprende il confronto con Federlegno, potrebbero esserci le condizioni per rimetterci al lavoro, dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil.

in attesa delle novità in merito alla trattativa

Oggi, 6 dicembre, insieme alle Consulte e Commissioni del Legno, abbiamo conseguentemente deciso di sospendere il nuovo sciopero di 8 ore, dopo quello del 28 ottobre scorso, già proclamato per il prossimo 16 dicembre. Si conferma il blocco della flessibilità e degli straordinari. Restiamo in attesa di capire quali novità emergeranno dalla trattativa per il rinnovo del contratto. Il nostro obiettivo – concludono - è di arrivare ad un contratto nel più breve tempo possibile, e che contribuisca in modo fattivo alla tute-la delle lavoratrici dei lavoratori ed al rilancio del settore".


La circolare di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil

 

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