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Unione Sindacale di Bergamo

Il 2015 si apre con una vertenza delicata presso la Cementeria Sacci di Tavernola. Il tutto nasce da un volantino del 29 marzo 2012, nella quale la RSU evidenziava alcune problematiche organizzative legate alla “carenza di manutenzione preventiva e di impianti mal funzionanti con conseguenti problemi per i lavoratori e per l'ambiente limitrofo e che gli sforzi  dell'azienda si  focalizzino sul  miglioramento dell'ambiente lavorativo per la salute di chi lavora e vive sul territorio”.

Il 24 settembre 2014, in un incontro aziendale di gruppo, l'azienda ha comunicato alle OO.SS e alla RSU la situazione generale del gruppo Sacci, dichiarando che entro la metà di Ottobre 2014 avrebbe dato inizio in modo unilaterale e a livello sperimentale, all'utilizzo dei combustibili alternativi. La  RSU  in  data  25  settembre  2014,  esponeva  un  comunicato  NELLA BACHECA SINDACALE nella quale riconfermavano le proprie perplessità, richiamando integralmente il comunicato sindacale del 29 marzo 2012.

Di fronte a questa presa di posizione da parte della RSU l'azienda in data 5 dicembre 2014 invia ai quatto delegati una  contestazione disciplinare nella quale si contesta di “aver consegnato tale documento all'amministrazione comunale di Tavernola Bergamasca, la quale si attivò per un intervento da parte della Provincia”. L'azienda,  non  condividendo  le  argomentazioni  esposte,  nell'incontro  tenutosi  il  23 dicembre con l'assistenza delle Organizzazioni Sindacali, ha proceduto al licenziamento di un Delegato Filca Cisl Bergamo Piergiorgio  Balducchi  a   decorrere   dal   2   gennaio   2015   e all'applicazione di provvedimenti disciplinari con la sospensione di tre giorni dal lavoro agli altri delegati.

I sindacati Filca Cisl Bergamo Sebino Bergamasco e Fillea Cgil Valle Camonica, nel ritenere un atto grave la scelta messa in atto da Sacci, chiedono il ritiro immediato del licenziamento con il reintegro al posto di lavoro del delegato Balducchi e il ritiro dei provvedimenti disciplinari in quanto illegittimi e antisindacali. Inoltre, dichiarano fin da ora che metteranno in atto ogni possibile iniziativa, sia legale che sindacale, che respinga il principio secondo il quale se la RSU esprime un giudizio nell’alveo dell’art. 21 della costituzione italiana e dell’art. 1 della legge 300/70, ma non condiviso dalla direzione aziendale, la stessa possa essere licenziata.

Per giovedì 8 gennaio 2015, è convocata una riunione sindacale con la presenza della Rsu e della Segreterie Regionali di Filca Cisl e Fillea Cgil. In seguito si terranno le assemblee in fabbrica per decidere le iniziative sindacali più adeguate.

 

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I Consigli Generali FAI e FILCA Cisl Bergamo hanno riconfermato “la propria convinta adesione al processo di riorganizzazione della Cisl, che prevede l'unificazione delle due Federazioni”. Questo si legge nel documento finale che i due consigli generali hanno approvato al termine della riunione unitaria che si è svolta l'11 dicembre alla Scuola Edile di Seriate, alla presenza di Luigi Sbarra, commissario della FAI CISL Nazionale, Domenico Pesenti Segretario generale FILCA CISL Nazionale, e Ferdinando Piccinini Segretario Generale Cisl Bergamo.

Il progetto dell’unificazione, quindi, rimane uno degli obiettivi delle categorie bergamasche, nonostante l’arresto che il cammino ha subito a livello nazionale il 28 ottobre scorso, che ha visto l'annullamento del Congresso Costituente delle nuova Federazione, al termine di un percorso durato quasi tre anni.

FAI e FILCA Bergamo, perciò, “riconfermano l'esigenza di arrivare al più presto possibile alla costituzione di un unica Federazione che rappresenti il mondo delle costruzioni e dell'agroalimentare, quale associazione migliore e più moderna, per dare tutela ai propri soci e a tutto il mondo del lavoro”. La nuova categoria, in provincia, arriverebbe a contare oltre 10.000 iscritti, numero considerevole, soprattutto se relazionato a una crisi occupazionale che, almeno nel settore edile, ha “sacrificato” più di 13.000 posti di lavoro.

Condeterminazione va evidenziata l'esigenza di un cambio di passo o il settore è destinato al completo declino – ha detto Danilo Mazzola, segretario generale Filca Cisl Bergamo, il sindacato degli edili -.I numeri sono spaventosi, 800.000 posti di lavoro persi dal 2008 ad oggi a livello nazionale. La FILCA da tempo chiede investimenti mirati per la messa in sicurezza del territorio, per la riqualificazione dei centri urbani e del patrimonio abitativo, l'ammodernamento e ampliamento delle infrastrutture con l'immissione di capitali pubblici e privati che rilancino la buona edilizia fatta di legalità, regolarità, sicurezza e lavoro qualificato”.

Per la Fai Cisl e il settore agroalimentare, “è urgente la definizione di un piano nazionale, per la messa in sicurezza del territorio, anche attraverso un modello di forestazione produttiva e sostenibile che salvaguardi il lavoro e l'occupazione – ha detto Gigi Bramaschi, numero uno della FAI orobica. Va rinnovato il contratto dei lavoratori forestali scaduto ormai da 23 mesi, anche ai lavoratori presenti nella nostra provincia, e che sono impiegato soprattutto nelle Valli. Inoltre, vanno rafforzati i ruoli dei Consorzi di Bonifica e rigettata l'estensione generalizzata dei Voucher in agricoltura”.  

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Giovedì, 27 Novembre 2014 11:25

L'edilizia in piazza a Milano per il rilancio

Una corposa delegazione di lavoratori e sindacalisti dell’edilizia bergamasca hanno partecipato al presidio a Milano in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per il rilancio del settore edile nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità. Per Danilo Mazzola, segretario Filca Cisl Bergamo: “Serve un nuovo modello di sviluppo”. Comunicato.

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Giovedì, 27 Novembre 2014 11:22

L'edilizia in piazza a Milano

Una folta delegazione di lavoratori e sindacalisti dell’edilizia bergamasca hanno partecipato, questa mattina al presidio presso il palazzo di Regione Lombardia, nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale per il rilancio del settore edile nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità.

Danilo Mazzola, segretario generale di Filca Cisl Bergamo, uno dei territori che ha pagato il prezzo più alto per la crisi delle costruzioni, almeno in termini di occupazione, ha guidato la pattuglia orobica. “Speriamo che iniziative come questa servano per trovare soluzioni utili a rilanciare il settore edile, attraverso un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la qualità dell’impresa, del lavoro e della sicurezza, basato sulla sostenibilità ambientale, sul risparmio energetico e la mesa in sicurezza dai rischi naturali”.

Nel 2014, il settore delle costruzioni ha perso oltre 2000 lavoratori e 344 imprese, secondo i dati delle Casse Edili provinciali.

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Lavoro straordinario richiesto di continuo ai lavoratori, eppure gli stipendi non arrivano mai: succede alla Fimet spa, azienda di Brescia con una sede anche a Grumello del Monte dove lavorano circa 120 persone delle 260 in organico per la società.

Riuniti in assemblea venerdì 14 novembre, i dipendenti che all’interno dell’azienda fanno capo a diversi comparti (edile, trasporti e metalmeccanico) hanno deciso di protestare proclamando uno sciopero di 8 ore per lunedì 24 novembre con un presidio davanti ai cancelli di via Europa 23 a Grumello (a partire dalle ore 7.00 e fino alle 12.00).
 
Mancano all’appello le retribuzioni di luglio, agosto, settembre e ottobre per tutti i 260 dipendenti con l’eccezione di circa 40 lavoratori, per i quali abbiamo chiesto gli stipendi direttamente alla committente BBM spa, la società costituita per la costruzione della Brebemi” ha spiegato Mirko Capelli della Filca Cisl Bergamo (il sindacato dei lavoratori edili e affini) “Da luglio abbiamo incontrato l’azienda una decina di volte: abbiamo solo sentito formulare promesse mai mantenute. I lavoratori a questo punto sono esasperati da un’attesa difficilissima da sostenere economicamente. Siamo consapevoli del fatto che, oltre alle responsabilità dirette dell’azienda, ci si muove in un contesto sfavorevole di crediti non pagati da parte dei committenti, alcuni milioni di euro che Fimet non sta incassando. La rigidità del sistema bancario, poi, ha fatto il resto. Tutti elementi che ci preoccupano e che temiamo possano compromettere la tenuta occupazionale. Così, però, non si può andare avanti”.
 

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Venerdì, 21 Novembre 2014 07:39

Sciopero con presidio alla Fimet di Grumello

Lavoro straordinario richiesto di continuo ai lavoratori, eppure gli stipendi non arrivano mai: succede alla Fimet spa, azienda di Brescia con una sede anche a Grumello del Monte dove lavorano circa 120 persone delle 260 in organico per la società.

Riuniti in assemblea venerdì 14 novembre, i dipendenti che all’interno dell’azienda fanno capo a diversi comparti (edile, trasporti e metalmeccanico) hanno deciso di protestare proclamando uno sciopero di 8 ore per lunedì 24 novembre con un presidio davanti ai cancelli di via Europa 23 a Grumello (a partire dalle ore 7.00 e fino alle 12.00).
 
Mancano all’appello le retribuzioni di luglio, agosto, settembre e ottobre per tutti i 260 dipendenti con l’eccezione di circa 40 lavoratori, per i quali abbiamo chiesto gli stipendi direttamente alla committente BBM spa, la società costituita per la costruzione della Brebemi” ha spiegato Mirko Capelli della Filca Cisl Bergamo (il sindacato dei lavoratori edili e affini) “Da luglio abbiamo incontrato l’azienda una decina di volte: abbiamo solo sentito formulare promesse mai mantenute. I lavoratori a questo punto sono esasperati da un’attesa difficilissima da sostenere economicamente. Siamo consapevoli del fatto che, oltre alle responsabilità dirette dell’azienda, ci si muove in un contesto sfavorevole di crediti non pagati da parte dei committenti, alcuni milioni di euro che Fimet non sta incassando. La rigidità del sistema bancario, poi, ha fatto il resto. Tutti elementi che ci preoccupano e che temiamo possano compromettere la tenuta occupazionale. Così, però, non si può andare avanti”.
 

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Giovedì, 20 Novembre 2014 00:00

In lotta per il futuro dell'edilizia

Mobilitazione per i lavoratori delle costruzioni per il rilancio del settore nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità. Presidio sindacale lombardo dalle 9 alle 12 presso il Palazzo della Lombardia a Milano (Piazza Città di Lombardia). 1) Il volantino della manifestazione 2) La piattaforma Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil 3) Comunicato.

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Giovedì, 27 Novembre 2014 00:00

In lotta per il futuro

Giornata di mobilitazione nazionale per il lavoratori delle costruzioni per il rilancio del settore nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità. Presidio sindacale lombardo dalle 9 alle 12 presso il Palazzo della Lombardia a Milano (Piazza Città di Lombardia). 

In questi sei anni di crisi drammatica, i governi NON hanno attuato concrete ed efficaci politiche per rilanciare il settore, riportando indietro di 30 anni l’orologio del settore delle costruzioni. INDIETRO DI 30 ANNI per fatturato, investimenti pubblici, occupati, ma anche per irregolarità del lavoro, illegalità, infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti e assenza di un organico ed equo sistema fiscale sul settore immobiliare. QUELLE LANCETTE DEBBONO TORNARE A CORRERE! Il settore delle costruzioni deve tornare al passo con il futuro del paese. C’è bisogno di UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO basato sulla qualità dell’impresa, del lavoro e dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico, sulla messa in sicurezza dai rischi naturali, sull’abbandono della cementificazione selvaggia, sul recupero del patrimonio esistente e sulla riqualificazione urbana. Per questo servono politiche economiche e scelte di campo precise da parte del Governo.

Per questo i lavoratori delle costruzioni scendono in piazza il 27 NOVEMBRE, con manifestazioni in tutte le regioni, per chiedere al Governo:

1) MAGGIORI E REALI INVESTIMENTI PUBBLICI: OPERE INFRASTRUTTURALI UTILI E MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO

2) POLITICHE INDUSTRIALI PER LA SOSTENIBILITA’: ECOINCENTIVI STRUTTURALI E RIORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA DELLE IMPRESE

3) APPALTI E REGOLAZIONE DEL MERCATO: ADEGUAMENTO ALLE NORME EUROPEE, TRASPARENZA, QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE

4) SICUREZZA SUL LAVORO: RAFFORZAMENTO DEI CONTROLLI E DELLE SANZIONI, PATENTE A PUNTI, FORMAZIONE E RUOLO DEGLI ENTI BILATERALI NELLA PREVENZIONE

5) REGOLARITA’ E LEGALITA’: INNALZAMENTO DEL CONTRASTO E DELLA PREVENZIONE, NORME IN MATERIA DI FALSO IN BILANCIO E AUTORICICLAGGIO, CONSOLIDAMENTO DEL DURC, CON L’ESTENSIONE ALLE VERIFICHE DI CONGRUITA’

6) AMMORTIZZATORI SOCIALI: GARANZIA EFFETTIVA ED UNIVERSALE ESTENSIONE, PARI DIGNITA’ AL LAVORO EDILE

7) PENSIONI: MODIFICA ALLA LEGGE FORNERO, COMPENSAZIONI PER CHI, COME GLI EDILI, HANNO DISCONTINUITA’ PRODUTTIVA

8) TFR: NESSUNA PENALIZZAZIONE FISCALE DEL TFR E DELLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

1) Scarica il volantino della manifestazione
2) Scarica la piattaforma di FeneaUil, Filca Cisl, Fillea Cgil
3) Comunicato stampa Cisl Bergamo

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Martedì, 04 Novembre 2014 08:10

CSP Prefabbricati: stipendi in ritardo

Con uno sciopero dell’intera giornata e un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, il 4 novembre, alla CSP Prefabbricati spa di Ghisalba sarà il giorno della protesta. I lavoratori (58 in organico) rivendicheranno così il pagamento dei loro stipendi arretrati, attesi a vuoto ormai da mesi. Riuniti in assemblea il 3 novembre per la proclamazione della mobilitazione, hanno deciso che il presidio si terrà dalle ore 7.00 alle 16.00 (in via Provinciale 1/a a Ghisalba). Alla CSP, specializzata nella costruzione di prefabbricati, è in corso un periodo di Cassa integrazione in deroga, dopo che l’azienda ha usufruito di tutti i periodi possibili di ammortizzazione sociale ordinaria e straordinaria.

 “Abbiamo chiesto all’azienda di pianificare il pagamento delle mensilità arretrate, ma CSP ci ha confermato l’impossibilità di farlo a causa delle difficoltà finanziarie che sta vivendo” ha riferito Cristina Carrera della Filca Cisl Bergamo, il sindacato degli edili e affini. “Fino ad oggi il percorso per la riorganizzazione dell’azienda era stato condiviso anche con le organizzazioni sindacali ma è chiaro che ora tutto si complica, dal momento che i lavoratori non ricevono il giusto compenso per il loro lavoro. Ad aggravare la situazione attuale non può che essere stato anche il congelamento, causato dal mancato sostegno delle banche, del Piano di ristrutturazione del debito che l’azienda aveva presentato il 26 maggio al Tribunale di Bergamo”

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Quattro stipendi non ancora versati, il timore che anche per questo mese non arrivino i soldi, eppure la produzione continua a pieno ritmo, anzi, col ricorso al lavoro straordinario, con l’introduzione dei turni e con cooperative esterne per rispondere a tutte le commesse: alla Novidea Stand di Treviolo, azienda specializzata nella costruzione di stand per fiere in Italia e all'estero, il lavoro non manca, ma gli stipendi sì, e per tutti i 27 lavoratori in organico.

“Negli incontri che abbiamo svolto l'impresa ha più volte assicurato di non avere problemi nel riscuotere i pagamenti da parte dei committenti - spiega Cristina Carrera della Filca Cisl Bergamo, il sindacato bergamasco degli edili e dei lavoratori del legno. “Non riusciamo, quindi, a capire il motivo per cui non si stia procedendo a saldare gli arretrati. Un nuovo incontro fra le parti si terrà a metà ottobre: se non ci saranno risultati concreti, chiederemo il pagamento diretto da parte della committenza”. Dopo alcuni mesi di cassa integrazione ordinaria nel 2013, i sindacati di categoria si erano rifiutati di firmare la richiesta di un secondo periodo di ammortizzazione sociale alla luce del consistente volume di commesse arrivate all’azienda.

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