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Unione Sindacale di Bergamo

Siglato a Roma l’accordo fra sindacati FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL e Gruppo Italcementi per la proroga di 12 mesi della Cassa integrazione straordinaria a rotazione sui profili professionali fungibili. Riguarderà un massimo di 444 lavoratori dall'1 febbraio 2015 al 31 gennaio 2016. In Lombardia coinvolti al massimo 150 dipendenti (34% del totale). Comunicato stampa.

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I sindacati di Filca Cisl e Fillea Cgil  con le Rsu della Sacci di Tavernola (presenti anche l'amministrazione comunale e un nutrito gruppo di cittadini) hanno presidiato l'azienda dopo l'inaccettabile comportamento della proprietà che ha licenziato un lavoratore e sospenso altri tre per aver esercitato un sacrosanto diritto di opinione. Il volantino distribuito. Il comunicato.

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Dopo il licenziamento di un delegato Filca Cisl Bergamo alla Sacci Spa di Tavernola (con l'aggiunta di altri provvedimenti disciplinari per altre tre lavoratori) le Rsu e i sindacati Filca Cisl e Fillea Cgil hanno programmato per il 12 gennaio 2015 8 ore di sciopero con blocco del sito multi-service e presidio e manifestazione davanti alla fabbrica dalle 5 alle 15. Il comunicato

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La RSU della SACCI spa di Tavernola, le Segreterie Territoriali di Bergamo e della Valle Camonica-Sebino e le Segreterie Regionali della Lombardia dei sindacati Filca Cisl e Fillea Cgil, dopo i vari approfondimenti del complesso caso hanno definito la risposta alla Sacci spa che ha licenziato un Lavoratore della RSU e ha formalizzato il massimo del provvedimento disciplinare di 3 giorni di sospensione dal lavoro agli altri 3 componenti della RSU.

Nel ribadire che la libertà di opinione non può essere sottoposta a nessuna censura e ritorsione da parte di nessun soggetto, le scriventi hanno deciso il seguente calendario di iniziative:

1) Assemblea dei Lavoratori il giorno 9 gennaio 2015 nella quale si chiede il mandato ai Lavoratori di mettere a calendario un primo pacchetto di 24 ore di sciopero,
2) blocco delle prestazioni in flessibilità e in straordinario,
3) 8 ore di sciopero il giorno 12 Gennaio 2015 con blocco del silo multi-service e con presidio e manifestazione davanti ai cancelli della fabbrica di Tavernola dalle ore 5.00 alle ore 15.00,
4) attività di sensibilizzazione delle istituzioni e della popolazione relative alla posizione delle OO.SS. e al comportamento della Sacci spa,
5) avvio delle procedure di impugnazione del licenziamento e del contrasto dei provvedimenti disciplinari,
6) richiesta di convocazione del Coordinamento nazionale delle RSU del gruppo Sacci per dare un segnale univoco all’azienda sulle corrette relazioni sindacali da praticare.

Come è noto nel settore del cemento, le opinioni tra imprese e lavoratori non sempre sono coincidenti (soprattutto in un momento di crisi produttiva come quello attuale) ma il confronto si svolge in ambiti di relazioni sindacali che sono corretti.

Licenziare e formalizzare provvedimenti disciplinari ai lavoratori per diverse opinioni con la direzione aziendale, non rientra nell’alveo delle relazioni stabilite dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Le scriventi si dichiarano disponibili a svolgere l’incontro richiesto recentemente dalla RSU con all’ordine del giorno gli investimenti da attuare nello stabilimento anche in relazione alla possibile autorizzazione al consumo del Combustibili Solidi Secondari.

Tutti i Lavoratori delle imprese esterne e i Lavoratori addetti al trasporto sono invitati, per solidarietà nei confronti dei Lavoratori dipendenti Sacci, a scioperare il giorno 12 Gennaio 2015. I cittadini del comune di Tavernola e quei cittadini dei comuni limitrofi che ritengono importante la libertà di opinione, sono invitati a partecipare al presidio.

Scarica il pdf del comunicato

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Una vertenza delicata alla Cementeria Sacci di Tavernola che ha stabilito il licenziamento di un delegato della Filca Cisl Bergamo. L'antefatto riguarda un volantino della RSU dove si sollevava "una carenza di manutenzione preventiva e di impianti mal funzionanti”. I sindacati chiedono il ritiro immediato del licenziamento con il reintegro al posto di lavoro. Il comunicato

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Il 2015 si apre con una vertenza delicata presso la Cementeria Sacci di Tavernola. Il tutto nasce da un volantino del 29 marzo 2012, nella quale la RSU evidenziava alcune problematiche organizzative legate alla “carenza di manutenzione preventiva e di impianti mal funzionanti con conseguenti problemi per i lavoratori e per l'ambiente limitrofo e che gli sforzi  dell'azienda si  focalizzino sul  miglioramento dell'ambiente lavorativo per la salute di chi lavora e vive sul territorio”.

Il 24 settembre 2014, in un incontro aziendale di gruppo, l'azienda ha comunicato alle OO.SS e alla RSU la situazione generale del gruppo Sacci, dichiarando che entro la metà di Ottobre 2014 avrebbe dato inizio in modo unilaterale e a livello sperimentale, all'utilizzo dei combustibili alternativi. La  RSU  in  data  25  settembre  2014,  esponeva  un  comunicato  NELLA BACHECA SINDACALE nella quale riconfermavano le proprie perplessità, richiamando integralmente il comunicato sindacale del 29 marzo 2012.

Di fronte a questa presa di posizione da parte della RSU l'azienda in data 5 dicembre 2014 invia ai quatto delegati una  contestazione disciplinare nella quale si contesta di “aver consegnato tale documento all'amministrazione comunale di Tavernola Bergamasca, la quale si attivò per un intervento da parte della Provincia”. L'azienda,  non  condividendo  le  argomentazioni  esposte,  nell'incontro  tenutosi  il  23 dicembre con l'assistenza delle Organizzazioni Sindacali, ha proceduto al licenziamento di un Delegato Filca Cisl Bergamo Piergiorgio  Balducchi  a   decorrere   dal   2   gennaio   2015   e all'applicazione di provvedimenti disciplinari con la sospensione di tre giorni dal lavoro agli altri delegati.

I sindacati Filca Cisl Bergamo Sebino Bergamasco e Fillea Cgil Valle Camonica, nel ritenere un atto grave la scelta messa in atto da Sacci, chiedono il ritiro immediato del licenziamento con il reintegro al posto di lavoro del delegato Balducchi e il ritiro dei provvedimenti disciplinari in quanto illegittimi e antisindacali. Inoltre, dichiarano fin da ora che metteranno in atto ogni possibile iniziativa, sia legale che sindacale, che respinga il principio secondo il quale se la RSU esprime un giudizio nell’alveo dell’art. 21 della costituzione italiana e dell’art. 1 della legge 300/70, ma non condiviso dalla direzione aziendale, la stessa possa essere licenziata.

Per giovedì 8 gennaio 2015, è convocata una riunione sindacale con la presenza della Rsu e della Segreterie Regionali di Filca Cisl e Fillea Cgil. In seguito si terranno le assemblee in fabbrica per decidere le iniziative sindacali più adeguate.

 

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I Consigli Generali FAI e FILCA Cisl Bergamo hanno riconfermato “la propria convinta adesione al processo di riorganizzazione della Cisl, che prevede l'unificazione delle due Federazioni”. Questo si legge nel documento finale che i due consigli generali hanno approvato al termine della riunione unitaria che si è svolta l'11 dicembre alla Scuola Edile di Seriate, alla presenza di Luigi Sbarra, commissario della FAI CISL Nazionale, Domenico Pesenti Segretario generale FILCA CISL Nazionale, e Ferdinando Piccinini Segretario Generale Cisl Bergamo.

Il progetto dell’unificazione, quindi, rimane uno degli obiettivi delle categorie bergamasche, nonostante l’arresto che il cammino ha subito a livello nazionale il 28 ottobre scorso, che ha visto l'annullamento del Congresso Costituente delle nuova Federazione, al termine di un percorso durato quasi tre anni.

FAI e FILCA Bergamo, perciò, “riconfermano l'esigenza di arrivare al più presto possibile alla costituzione di un unica Federazione che rappresenti il mondo delle costruzioni e dell'agroalimentare, quale associazione migliore e più moderna, per dare tutela ai propri soci e a tutto il mondo del lavoro”. La nuova categoria, in provincia, arriverebbe a contare oltre 10.000 iscritti, numero considerevole, soprattutto se relazionato a una crisi occupazionale che, almeno nel settore edile, ha “sacrificato” più di 13.000 posti di lavoro.

Condeterminazione va evidenziata l'esigenza di un cambio di passo o il settore è destinato al completo declino – ha detto Danilo Mazzola, segretario generale Filca Cisl Bergamo, il sindacato degli edili -.I numeri sono spaventosi, 800.000 posti di lavoro persi dal 2008 ad oggi a livello nazionale. La FILCA da tempo chiede investimenti mirati per la messa in sicurezza del territorio, per la riqualificazione dei centri urbani e del patrimonio abitativo, l'ammodernamento e ampliamento delle infrastrutture con l'immissione di capitali pubblici e privati che rilancino la buona edilizia fatta di legalità, regolarità, sicurezza e lavoro qualificato”.

Per la Fai Cisl e il settore agroalimentare, “è urgente la definizione di un piano nazionale, per la messa in sicurezza del territorio, anche attraverso un modello di forestazione produttiva e sostenibile che salvaguardi il lavoro e l'occupazione – ha detto Gigi Bramaschi, numero uno della FAI orobica. Va rinnovato il contratto dei lavoratori forestali scaduto ormai da 23 mesi, anche ai lavoratori presenti nella nostra provincia, e che sono impiegato soprattutto nelle Valli. Inoltre, vanno rafforzati i ruoli dei Consorzi di Bonifica e rigettata l'estensione generalizzata dei Voucher in agricoltura”.  

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Giovedì, 27 Novembre 2014 11:25

L'edilizia in piazza a Milano per il rilancio

Una corposa delegazione di lavoratori e sindacalisti dell’edilizia bergamasca hanno partecipato al presidio a Milano in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per il rilancio del settore edile nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità. Per Danilo Mazzola, segretario Filca Cisl Bergamo: “Serve un nuovo modello di sviluppo”. Comunicato.

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Giovedì, 27 Novembre 2014 11:22

L'edilizia in piazza a Milano

Una folta delegazione di lavoratori e sindacalisti dell’edilizia bergamasca hanno partecipato, questa mattina al presidio presso il palazzo di Regione Lombardia, nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale per il rilancio del settore edile nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità, della sostenibilità.

Danilo Mazzola, segretario generale di Filca Cisl Bergamo, uno dei territori che ha pagato il prezzo più alto per la crisi delle costruzioni, almeno in termini di occupazione, ha guidato la pattuglia orobica. “Speriamo che iniziative come questa servano per trovare soluzioni utili a rilanciare il settore edile, attraverso un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la qualità dell’impresa, del lavoro e della sicurezza, basato sulla sostenibilità ambientale, sul risparmio energetico e la mesa in sicurezza dai rischi naturali”.

Nel 2014, il settore delle costruzioni ha perso oltre 2000 lavoratori e 344 imprese, secondo i dati delle Casse Edili provinciali.

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Lavoro straordinario richiesto di continuo ai lavoratori, eppure gli stipendi non arrivano mai: succede alla Fimet spa, azienda di Brescia con una sede anche a Grumello del Monte dove lavorano circa 120 persone delle 260 in organico per la società.

Riuniti in assemblea venerdì 14 novembre, i dipendenti che all’interno dell’azienda fanno capo a diversi comparti (edile, trasporti e metalmeccanico) hanno deciso di protestare proclamando uno sciopero di 8 ore per lunedì 24 novembre con un presidio davanti ai cancelli di via Europa 23 a Grumello (a partire dalle ore 7.00 e fino alle 12.00).
 
Mancano all’appello le retribuzioni di luglio, agosto, settembre e ottobre per tutti i 260 dipendenti con l’eccezione di circa 40 lavoratori, per i quali abbiamo chiesto gli stipendi direttamente alla committente BBM spa, la società costituita per la costruzione della Brebemi” ha spiegato Mirko Capelli della Filca Cisl Bergamo (il sindacato dei lavoratori edili e affini) “Da luglio abbiamo incontrato l’azienda una decina di volte: abbiamo solo sentito formulare promesse mai mantenute. I lavoratori a questo punto sono esasperati da un’attesa difficilissima da sostenere economicamente. Siamo consapevoli del fatto che, oltre alle responsabilità dirette dell’azienda, ci si muove in un contesto sfavorevole di crediti non pagati da parte dei committenti, alcuni milioni di euro che Fimet non sta incassando. La rigidità del sistema bancario, poi, ha fatto il resto. Tutti elementi che ci preoccupano e che temiamo possano compromettere la tenuta occupazionale. Così, però, non si può andare avanti”.
 

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