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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 22 Luglio 2015 00:00

Proposta Cisl per un nuovo modello contrattuale

La Cisl ritiene che il ruolo delle parti sociali sia indispensabile in un paese moderno per la realizzazione di un modello di democrazia diffusa e rispondente ai principi costituzionali che affermano il lavoro come elemento fondante della nostra repubblica. L’impresa e il lavoro sono l’asse costituente del nostro sistema economico e sociale ed i soggetti su cui costruire le prospettive di sviluppo e di benessere nel superamento di questa crisi che occorre sconfiggere. La regolazione dei rapporti di lavoro nell’ambito delle imprese e la certezza delle regole della rappresentanza delle parti sociali sono elementi centrali per il nostro sistema paese. ...


Scarica la proposta

Pubblicato in Contrattazione

Nel corso del 2014, in Bergamasca sono stati firmati, dal sindacato Cisl Bergamo e dalle sue categorie, 49 accordi che hanno contemplato il salario variabile. Di questi, 3 nel settore agro alimentare (dalla FAI Cisl), 22 in quello chimico e tessile (la FEMCA Cisl), 3 nel campo degli enti locali (da FP Cisl) e 20 in aziende metalmeccaniche (Fim Cisl). L’Osservatorio regionale CISL per la contrattazione, diretto dal bergamasco Giorgio Caprioli, ha distribuito nei giorni scorsi il proprio bollettino annuale, nel quale sono stati analizzati 204 accordi raggiunti in tutta la Lombardia.

L'analisi sull'andamento della contrattazione aziendale a Bergamo nel 2014, riconferma quanto analizzato anche nel corso della recente fiera della contrattazione territoriale in particolare per quanto riguarda il numero di contratti e le quantità economiche che hanno risentito inevitabilmente della grave situazione di crisi – dice Giacomo Meloni, segretario della CISL Bergamo -. I segnali  relativi alla contrattazione aziendale dei primi mesi del 2015, rimarcano una inversione di tendenza positiva a partire da significativi accordi in realtà industriali quali la Lucchini RS di Lovere, la Brembo, la San Pellegrino, dove anche l'incremento della componente economica ha trovato corrispondenza”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei contratti aziendali, in provincia di Bergamo la media del premio è di oltre 1300 €, contro i 1100 lordi della Lombardia, anche se con una discesa notevole rispetto allo scorso anno di circa 400 euro, “per colpa della crisi – sottolinea Caprioli”. Il numero degli accordi è aumentato soprattutto grazie al maggior impegno di alcune categorie, tra le quali FEMCA e FAI.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti – dice ancora Caprioli - non notiamo scostamenti significativi, permane a larghissima maggioranza la pratica di firmare accordi che prevedono premi uguali per tutti”. Sopra le firme della CISL, infatti, si scrivono contratti che “premiano” anche lavoratori interinali e a tempo determinato, in una misura sempre maggiore rispetto al passato. Anche se “c'è ancora molta strada da fare”. È vero che nella definizione dei “dipendenti” sono compresi anche i tempi determinati e che il contratto nazionale dei somministrati prevede, come del resto la legge, l'inclusione dei somministrati nella distribuzione del premio; ma i “silenzi” o le formulazioni poco chiare possono dar adito a contenziosi infiniti. E' presente anche, in alcuni accordi, l'esclusione esplicita dal beneficio del premio variabile di queste tipologie di lavoratori”.

Si nota che solo il 13,5% degli accordi si ricorda di citare sia i tempi determinati che gli interinali, con una diminuzione notevolissima (dal 24,7% al 13,5%). In compenso aumentano molto le citazioni, dirette o indirette, dei soli tempi determinati (dal 30% al 59,5%) e diminuiscono molto i casi di dimenticanza assoluta (dal 27,3% al 13,8%)”. Analizzando lo stesso fenomeno per le tre categorie che hanno inviato più accordi notiamo che la più “ugualitaria” è la FAI, seguita dalla FIM e, a molta distanza, dalla FEMCA”.

I premi legati alla presenza sono in aumento rispetto alla scorsa rilevazione: sono infatti il 44,6% rispetto al 39,3%. Comunque il dato oscilla intorno al 40%, senza oscillazioni significative da alcuni anni. Ai primi posti tra gli indicatori che regolano i premi aziendali, ci sono ancora indicatori “classici” come la qualità, l'assenteismo e la produttività. E' in ascesa la produzione che, insieme al fatturato, mostra come la crisi sia originata da una ridotta capacità di vendita dei prodotti. Si mantiene “in quota” la sicurezza, volta a premiare i comportamenti virtuosi che, insieme a un'adeguata manutenzione degli impianti e alle altre misure a cui l'azienda deve provvedere, contribuisce a abbattere il fenomeno tragico degli infortuni sul lavoro.

Questa ricerca servirà da stimolo per il confronto sulla riforma del modello contrattuale – continua Meloni -, perché si ponga fra gli altri l'obiettivo di ridurre il numero dei contratti, oltre 700 quelli registrati nel nostro paese. Serve nella riforma del modello contrattuale un rafforzamento della contrattazione aziendale sul premio di risultato legato ad obiettivi di miglioramento, di produttività, qualità, professionalità, redditività. accordi che vanno sostenuti con il ripristino della defiscalizzazione che il Governo ha inopinatamente sospeso nel corso del 2015.

Con una cura particolare da dedicare non solo alla qualità e alla bontà dell'accordo, tema per altro fondamentale, ma parimenti alla trasparenza dei dati aziendali, al loro aggiornamento tramite un lavoro se possibile di commissioni o gruppi di lavoro paritetico, per dare l'adeguata credibilità al dato tecnico e per una gestione partecipata del premio di risultato


Scarica la tabella del salario variabile 2014
Articolo l'Eco di Bergamo

 

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Entro fine mese si terranno i direttivi di FIM e UILM a Bergamo. Da quei giorni, le fabbriche metalmeccaniche della provincia saranno interessate dalle assemblee per la presentazione e l’approvazione della piattaforma che i sindacati meccanici di CISL e UIL hanno approvato oggi per il CCNL di categoria 2016/2018. “Abbiamo già fatto approvare 6 contratti negli ultimi 14 anni, di questi 4 separati dalla FIOM – dice Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo - Contiamo di riuscirsi anche con il settimo, sebbene ci sia dispiaciuto non riuscire a formulare una piattaforma unitaria con i colleghi della CGIL: ma trattative lunghe sette mesi e un atteggiamento sempre pregiudiziale della FIOM hanno complicato il percorso.

Poi – dice ancora Nieri – la presentazione di una piattaforma separata della scorsa settimana è stato un fulmine a ciel sereno, e uno sgarbo nei confronti della comunicazione e collaborazione tra le sigle, nonostante si siano cercate le condizioni per l’unità”.

I consigli nazionale e generale di FIM e UILM hanno quindi presentato e approvato oggi il testo per la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico per il triennio 2016-2018. La piattaforma, si legge in una nota, si colloca nel dibattito sulla riforma del modello contrattuale assumendo la necessità di una innovazione: conferma del livello nazionale come soglia di tutela minima dei salari per tutto il settore e come riferimento per le normative e specializzazione del secondo livello (aziendale e territoriale) destinato a distribuire premi legati alla crescita della produttività nella direzione della partecipazione dei lavoratori, nuove forme di welfare aziendale, formazione professionale, politiche del lavoro con richiesta di stabilizzazione dei contratti precari.


Testo piattaforma
Slide presentazione piattaforma
Rassegna stampa

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Lunedì 8 giugno è stato firmato a livello regionale, l'accordo tra le sette parti sociali dell'artigianato della Lombardia (Confartigianato, Cna, Claai, Casartigiani, e Cgil,Cisl, Uil) per la gestione delle sospensione dell'attività lavorativa con indennità AspI (legge 28.06.2012 n.92) con il necessario contributo del Fondo di Solidarietà bilaterale per l'artigianato costituito di recente a livello nazionale.

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Giovedì, 04 Giugno 2015 00:00

Lo sciopero del 7° anno senza contratto

Sette anni senza rinnovo contrattuale sono tanti, soprattutto se accade nella Sanità Privata, sinonimo di guadagni e risorse. Stiamo parlando di un settore che nella sola provincia è composto da 15 strutture (alcune anche di grandi dimensioni e di importanza) e occupa oltre 2500 persone. Un settore che ha rinnovato da poco le proprie rappresentanza sindacali e che adesso intende avviare rivendicazioni e proteste contro le “centrali” di ARIS e AIOP (le “confindustrie” della sanità privata) per ottenere quanto legittimamente spetta.

Per questo, la RSU dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino ha organizzato per lunedì 8 giugno, una manifestazione di denuncia e protesta, che possa essere di aiuto e stimolo a tutti i colleghi delle altre strutture sanitarie della provincia, tutti nelle stesse condizioni. Il Quarenghi – dice Giulio Pennacchia, del sindacato FP CISL dBergamo – avvia la stagione dei presidi e delle mobilitazione nella sanità privata. Altre strutture scenderanno in piazza nelle prossime settimane

Come è possibile – si chiede la RSU della Quarenghi in un volantino (scarica il pdf) - che gli istituti sanitari religiosi, che destinano parte dei loro profitti in opere caritatevoli, restino insensibili al fatto che stanno negando ai propri dipendenti gli adeguamenti salariali dal 7 anni? Come è possibile che gli istituti sanitari non religiosi, che  conseguono profitto e si ergono a esempio di etica, efficienza e economicità di spesa nel rapporto concorrenziale con il servizio pubblico, si dimentichino da 2600 giorni dei propri lavoratori, negando loro il dovuto rinnovo contrattuale? La sanità privata costa meno di quella pubblica, principalmente perché non garantisce tutte le prestazioni del servizio pubblico, con una accentuata tendenza all’assunzione dei DRG più remunerativi. E poi, fatto non trascurabile, perché ha un costo del lavoro notevolmente più basso, legato a 7 anni di mancati rinnovi contrattuali. Organici ridotti, turni di lavoro massacranti, continui rientri in servizio e impossibilità di programmare la propria vita privata e persino di fruire delle ferie”.

Questa è la sanità privata accreditata che si erge a modello di dinamicità, efficacia, efficienza ed economicità rispetto al servizio pubblico – dice Gilberto Milesi, della RSU per la FP CISL -. Peccato dimentichi i propri dipendenti, costretti dal 2007 a non vedere manco l'ombra di un adeguamento del salario, già più basso rispetto ai colleghi del pubblico. Tutto ciò avviene con il silenzio complice della Regione, che con le tasse dei cittadini rimborsa le prestazioni del privato accreditato, ricomprendendo anche gli adeguamenti che non finiscono nelle povere buste paga degli operatori, ma vengono incamerare nei virtuosi profitti. E quando si tratta di liquidare gli arretrati la virtuosa ed etica sanità privata ha sempre operato a colpi di "una tantum", lucrando pure sul dovuto matematico ed inserendo stratagemmi restrittivi con il vorace intento di risparmiare su quando spettante”.

Il prossimo 8 giugno, a partire dalle 9, davanti alla clinica Quarenghi, la manifestazione di CISL FP e FP CGIL per protestare contro i contratti mancati. “L’8 per il contratto” sarà un presidio con distribuzione di materiale informativo a utenza e passanti. Con la “solenne” esposizione delle nuove bandiere. “Una per ogni anno di assenza contrattuale”.


Dalla San Donato di Osio Sotto arriva il buon esempio

Un mese fa, presso la società San Donato di Osio Sotto è stato sottoscritto un accordo che riconosce ai lavoratori la “Una tantum” che va dai 300 ai 700 €,  più acconti sui futuri miglioramenti economici pari a quelli dell’ultimo rinnovo contrattuale. San Donato è una società che gestisce ambulatori e servizi di assistenza domiciliare nel territorio della bassa e occupa oltre 50 persone.

L’accordo raggiunto da FP CISL e San Donato – spiega Giulio Pennacchia, della FP CISL - tende a riconoscere come obiettivo principale delle parti la valorizzazione delle risorse umane

Un esempio positivo che spicca tra i tanti piagnistei di datori di lavoro che accampano solo scuse per non rinnovare il contratto di lavoro agli incolpevoli lavoratori del settore. Speriamo che l’accordo sia esempio e funga da sprone per le altre direzioni aziendali. Il contratto Sanità Privata è scaduto da 7 anni. Basta scuse: devono dare ai lavoratori quanto spetta”.

 

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Seconda Fiera della Contrattazione alla Cisl Bergamo. Nel corso del 2014 sono stati siglati 70 accordi, l'11% in più dell'anno precedente. Nel 74% degli accordi, l’attenzione ricade sul salario, il 23% sul welfare, il 12% sull’orario e sull’ambiente di lavoro. In anni segnati dalla crisi forte non è mancato nelle categorie della CISL Bergamo l’impegno forte e innovativo della contrattazione. Comunicato.

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Tra fine della concertazione e Jobs Act, tra stagnazione produttiva e deflazione, tra esodati e disoccupazione giovanile, nel corso della sua quinta Fiera regionale della Contrattazione la Cisl lombarda riflette sui risultati della contrattazione sindacale, il valore aggiunto più forte dell’azione sindacale di oggi.

L'edizione 2015 si apre alle 9.30, con la presentazione della fiera. Alle 10 intervento dei Pensionati Cisl Lombardia sul tema "La contrattazione sociale avanza". Dalle 10.30 alle 13 si svolgono i seminari tematici in parallelo sugli accordi più significativi e innovativi sul "salario, welfare, sociale" e su  "crisi, mercato del lavoro, competitività".

Alle 14.30 tavola rotonda "Il sindacato confederale alla sfida della riforma del modello contrattuale", coordinata da Dario Di Vico, inviato del Corriere della Sera. Introduce Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia, intervengono: Tiziana Bocchi, segretaria confederale Uil, Franco Martini, segretario confederale Cgil, Gigi Petteni, segretario confederale Cisl. La fiera si chiude alle 16.30 con la premiazione degli accordi.

Appuntamento dalle 9.30 al Crown Plaza Milano Linate, in via K. Adenauer 3 a San Donato Milanese.
Scarica la locandina

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Dopo alcuni mesi e due intensi, ultimi, giorni di trattativa, i sindacati hanno raggiunto l’ipotesi di accordo su ammortizzatori ed esuberi alla Tenaris a Dalmine.  L'ipotesi prevede, come da sempre sostenuto dalla FIM CISL, l'impegno alla conferma degli apprendisti , l' utilizzo del contratto di solidarietà per 12/24 mesi e la mobilità (solamente non oppositiva) con accompagnamento alla pensione di tutti i lavoratori che vi accederanno entro il 2020 con pagamento della differenza allo stipendio pensionistico netto calcolato con il sistema retributivo e i relativi contributi lordizzati per i periodi non eventualmente coperti da mobilità.

Gli esuberi strutturali sono 301, di cui 261 a Dalmine, e 40 nei siti periferici. Nei siti periferici gli esuberi sono pensionabili volontari e si sono aggiunti successivamente con l'impegno a ridurre le eccedenze dichiarate su Dalmine che inizialmente erano 406. A Dalmine, invece dei 261, circa 180 sono volontari pensionabili e gli altri sono esubero strutturale. Tra questi, chi vorrà accedere avrà relativo sistema incentivante. Nel caso non si trovino i volontari non pensionabili, dopo 24 mesi si utilizzeranno altri ammortizzatori sociali.

"Ci sono degli aspetti positivi in questo accordo, – dice Emanuele Fantini, della segreteria del sindacato FIM CISL Bergamo - a partire dalla conferma di tutti gli apprendisti. Con questa conferma Tenaris ha dimostrato di voler investire sul capitale umano che ha formato in questi anni e dà continuità operativa a Dalmine".

Per Fantini, "non si è mai ottimisti, perché stiamo sempre parlando di una crisi che colpisce i lavoratori. Siamo soddisfatti per alcuni risultati ottenuti nella trattativa che permetterà alla Dalmine e ai suoi lavoratori un futuro".Nei prossimi giorni ci saranno le assemblee e il voto dei lavoratori.

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Nel corso del 2014, sono stati 22 gli accordi aziendali bergamaschi riguardanti il welfare, nelle sue varie sfaccettature, firmati dalla‪ CislBergamo‬ e dalle sue categorie. Si tratta di oltre il 23% delle intese totali strette in tutta la Regione, e riguardano i temi della Previdenza integrativa, della Assistenza sanitaria e integrativa, della Famiglia e cura, dei Problemi sanitari, della Contrattazione fiscale e sociale e della Promozione di maternità e paternità.

A questi vanno aggiunti i numerosi accordi e protocolli che la federazione dei Pensionati (Fnp) ogni anno produce con il suo lavoro contrattuale con ASL, Comuni, Ambiti, RSA. Quest'anno, a livello regionale, sono stati registrati 366 tra accordi, verbali e protocolli con i Comuni, 10 con le ASL, 14 riguardanti i piani di zona, 4 con le RSA, 2 con i CDR. Il totale di questi accordi copre il 45,35% della popolazione lombarda.

Nello studio che periodicamente elabora Giorgio Caprioli, responsabile dell’area Welfare della CISL Lombardia, si scopre che nel 2014 sono stati registrati 96 accordi riguardanti la Lombardia (l’esame riguarda le intese firmate dalla CISL o dalle sue categorie).

In questo, la parte del leone l’ha fatta la FIM (categoria dei metalmeccanici), che ha sottoscritto più del 40% del totale degli accordi. Poi FEMCA (chimici e tessili) con il 15,6, gli agricoli e alimentaristi della FAI con il 15% degli accordi, FIBA (bancari) con il 7,5.

Tra gli aspetti più interessanti presenti nelle intese firmate nelle varie aziende, spiccano gli innalzamenti del contributo aziendale al fondo pensione; i contributi spese per il diritto allo studio dei figli; varie forme di permessi retribuiti e non per la cura; permessi per visite mediche o cure; la concessione di permessi retribuiti per nascite o accompagnamento e la formazione post-partum, la costituzione di fondi di solidarietà aziendale.

Accordi innovativi riguardano la concessione del part-time e l’adozione del tempo flessibile fino a una certa età del figlio; l’introduzione del telelavoro e dello smart working. Inoltre, decine di accordi introducono il concetto di “carrello della spesa” e del lavaggio o fornitura degli abiti da lavoro.

“Prosegue la politica di elevare i contributi aziendali o dei lavoratori ai fondi di previdenza integrativa rispetto ai versamenti previsti dai CCNL – scrive Caprioli nella sua nota annuale -. Anche in questo caso la politica contrattuale si orienta a sostituire i contributi ai fondi di assistenza sanitaria integrativa a carico del lavoratore con quelli aziendali o ad aumentare i contributi del lavoratore in cambio di maggiori prestazioni.

La politica contrattuale, inoltre, si orienta decisamente a favorire il diritto allo studio dei figli (19 accordi) o ad ottenere permessi per la cura dei parenti (12 accordi). Per la tutela della maternità e della paternità sono prevalenti i permessi in più per i neo-padri (14 accordi) e la formazione per favorire i rientri dopo i parti (6 accordi).

La contrattazione sociale si caratterizza per l'istituzione di fondi di solidarietà. Per le politiche di conciliazione dei tempi segnaliamo la concessione di part-time (5 accordi), la flessibilizzazione degli orari (4 accordi), lo smart-working (3 accordi)”.

A Bergamo, l’analisi della contrattazione aziendale e territoriale restituisce accordi interessanti e particolarmente significativi. Anche qui, sono le aziende metalmeccaniche a fornire la stragrande maggioranza delle intese (il 63% delle intese, infatti, porta la firma della FIM CISL).

Si va dall’elevazione dei contributi aziendali per la previdenza integrativa alla Fine Foods, all’assistenza sanitaria aziendale in Isocell, Kopre, Cugini e Record; dalle borse di studio per i figli dei dipendenti Itema, al contributo per l’asilo nido alla Ventomatic. Poi, in altri contratti spunta il “pacchetto maternità – paternità di 75€ per la nascita di un figlio” (alla Alfa Laval Olmi), i buoni spesa trimestrali collegati alla “cassetta delle idee” (alla Sabofoam).

“In questi anni di crisi – dice Giacomo Meloni, della segreteria CISL di Bergamo - esercitare la contrattazione aziendale di secondo livello è stato più difficile, in alcuni casi impossibile, e se si è perso in quantità di accordi, si è sicuramente migliorato nella qualità e nel grado di innovazione.

Un tratto di forte caratterizzazione nella contrattazione è stato quello rivolto agli aspetti sociali, svolto dalla confederazione con il determinante contributo della FNP.

Un impegno continuo nella contrattazione dei 14 piani di zona e della contrattazione sociale, ci ha visti e vedrà protagonisti con proposte di interventi mirati al contrasto dei bisogni conseguenti alla crisi, il lavoro che manca, l'emergenza alimentare, il sostegno alla casa, il contrasto alla solitudine delle persone e delle famiglie.

Un connubio di azione fra lavoro e welfare – conclude Meloni - con il chiaro obiettivo per la CISL di dare continuità agli interventi concordati, non solo in chiave aziendale, ma con un forte intreccio con il territorio.

Di pari importanza è la contrattazione fatta nel 2014 sulle politiche attive del lavoro orientate alla rioccupazione delle persone che hanno perso il lavoro. Di questi in particolare vanno segnalati gli accordi di rete per il lavoro che riguardano le aree di Treviglio e Isola Bergamasca, e della Manifattura Val Brembana”.

Il tema della contrattazione e i suoi contenuti, compresa la contrattazione per le politiche attive del lavoro, saranno tema di confronto nella prossima Fiera della Contrattazione che la CISL di Bergamo terrà giovedì 4 giugno (scarica la locandina).

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Politiche attive del lavoro. E' il tema che caratterizza la seconda fiera della contrattazione territoriale in programma giovedì 4 giugno (dalle 9,00 alle 13,00) nel Salone Riformisti del Lavoro della sede del sindacato Cisl Bergamo.

Alla tavola rotonda interverranno, moderati da Maria Grazia Mazzoleni (L'Eco di Bergamo), Roberto Benaglia della segreteria USR Cisl Lombardia, Valentina Aprea, assessore Regionale all'Istruzione Formazione e Lavoro, Paolo Agnelli, Presidente di CONFIMI, e Stefano Malandrini, Responsabile area lavoro di Confindustria. 

Saranno, inoltre, illustratigli accordi di RETE per il Lavoro, di Manifattura Val Brembana e del Progetto PRUA dell'area Treviglio Ponte San Pietro. Giorgio Caprioli, illustrerà gli accordi di secondo livello fatti nel 2014 a Bergamo, a da parte di un rappresentante della FNP sarà presentato, nel campo della CONTRATTAZIONE SOCIALE, l'esperienza di Calusco D'Adda.

La Segreteria Cisl Bergamo invita alla MASSIMA PARTECIPAZIONE. "Il tema delle politiche attive del lavoro - spiega Giacomo Meloni, segreteria Cisl Bergamo - è e sarà sempre più determinante nel ruolo di contrattazione che la CISL e tutte le categorie sono chiamate a svolgere in particolare per creare la condizione di rioccupazione per le persone che perdono il posto di lavoro".


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