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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 28 Settembre 2015 08:51

Rinnovi CCNL a Bergamo: la carica dei 100.000

Ben più di 100 mila lavoratori attendono a Bergamo il rinnovo dei loro contratti nazionali. La partita più grossa, almeno dal punto di vista politico, è sicuramente quella dei metalmeccanici, con le sigle che si presenteranno divise come accade ormai da qualche anno, nella discussione del rinnovo del CCNL per circa 35.000 lavoratori. Per il resto, 20.000 nel terziario, 17.000 nel pubblico impiego, 12.000 nella scuola, 10.000 tra chimici e gomma-plastica, 8000 bancari, 2000 tessili…Poi ci sono i dipendenti della Sanità privata, quelli dei consorzi di bonifica, delle telecomunicazioni, gli allevatori, i forestali, quelli delle farmacia… insomma, un vero e proprio esercito di lavoratori che aspetta il rinnovo del proprio CCNL sia per accrescere tutele dal punto di vista normativo, che, possibilmente, ampliare la propria capacità di spesa, con gli aumenti contrattuali.

L’Istat, con una nota di oggi (scarica il testo integrale), avvisa che alla fine di agosto 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 62,0% degli occupati dipendenti e corrispondono al 59,0% del monte retributivo osservato.  Nello stesso mese, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,2% nei confronti di agosto 2014. Complessivamente, nei primi otto mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Alla fine di agosto la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 38,0% nel totale dell’economia e del 19,9% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 56,3 mesi per l’insieme dei settori e di 39,0 mesi per quelli del settore privato. Con la fine dell’estate, arriva la ripresa della stagione dei rinnovi contrattuali, in un momento economico che comincia a registrare i primi segnali di ripresa, ma in una condizione politica di grande incertezza.  Allora, come se non bastassero le crisi aziendali, a “riscaldare” le temperature dell'autunno 2015 contribuirà il rinnovo di ben 23 contratti nazionali di categoria.

La contrattazione – dice Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato Cisl Bergamo - avrà un ruolo fondamentale: a essa sarà affidato il compito di recepire l'evoluzione normativa sulla riforma del lavoro giunta a completamento proprio in questi giorni”. “Riteniamo – continua i l segretario CISL di Bergamo - opportuno sia procedere al rinnovo dei contratti nazionali già scaduti, senza alcuna moratoria, come già dichiarato da Confindustria,  che avviare la trattativa  per la riforma del modello contrattuale scaduto nel 2014. È un errore che le altre sigle sindacali  abbiano disertato l'incontro tecnico svoltosi in Confindustria lo scorso lunedì. La riforma del modello contrattuale è una necessità innanzitutto per i lavoratori perché il vecchio modello contrattuale lega gli aumenti salariali all'andamento dell'inflazione che è prossima allo zero.

La CISL ha nel mese di luglio presentato la sua proposta di riforma del modello contrattuale basato sui due livelli, nazionale che fissa i minimi salariali, anche per evitare l'intervento di legge da parte del Governo e aziendale o territoriale, garantisce il potere d'acquisto dei salari anche in rapporto alle attese inflazionistiche d'Europa. Il secondo livello, rafforzato attraverso un trasferimento di competenze dal contratto nazionale su aspetti normativi oltre che il salario di produttività e qualità. E' prevista nella proposta CISL anche l'istituzione di un salario di garanzia di importo significativo da erogare ai lavoratori delle aziende in cui non si fa contratto di secondo livello”.

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Con l' 88% di voti favorevoli le lavoratrici e i lavoratori di Autogrill hanno approvato l'Ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale siglata il 3 luglio 2015 e sottoposta a referendum nelle giornate del 14 e del 15 settembre. Il voto segreto è stato preceduto in tutto il Paese da partecipate assemblee unitarie in cui l'ipotesi è stata illustrata e discussa. Ci sono anche 200 lavoratori bergamaschi tra i dipendenti Autogrill che beneficeranno del nuovo contratto integrativo del gruppo. A Bergamo 49 lavorano presso Orio Center, 87 all’Autogrill Brembo di Dalmine e 54 nei quattro esercizi presso l’aeroporto.

Diritti di informazione e sindacali, responsabilità sociale, sicurezza, pari opportunità, tutela della dignità personale, organizzazione del lavoro e diritto allo studio sono solo alcuni dei capitoli del nuovo contratto integrativo applicato agli 8 mila dipendenti del colosso della ristorazione, valido fino al 31 dicembre del 2018 con la clausola dell’ultravigenza. Le parti hanno condiviso la necessità contrastare il trend negativo del risultato anche attraverso il contenimento dei costi di gestione e meccanismi di 'pay for performance'.

L’integrativo, volto al mantenimento dei livelli occupazionali, congela fino al 31 dicembre 2018 l’importo fisso del premio di produzione che sarà sterilizzato ai fini del calcolo degli istituti contrattuali della tredicesima e quattordicesima mensilità e del Tfr. Il salario accessorio riferito al premio variabile e al premio di risultato aziendale, fino a 1.300 euro annuali, sarà inoltre erogato nell’ottica della sostenibilità economica, nel caso di raggiungimento di soglie prefissate di flusso gestionale e di obiettivi riferiti alle vendite principali.

Tra i punti qualificanti del nuovo Cia il rilancio delle relazioni industriali e della partecipazione dei lavoratori, il mantenimento dei livelli occupazionali ed il rafforzamento del welfare contrattuale, con nuove norme a sostegno della genitorialità e con l’erogazione della shopping bag – del valore di 100 euro per l’acquisto di prodotti di uso quotidiano - oltre al riconoscimento di un buono carburante in vigore da 1° luglio 2015, del valore di 5 o 10 euro mensili.

I sindacati FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL e UILTUCS hanno espresso soddisfazione per l'importante prova di responsabilità che le lavoratrici e i lavoratori hanno saputo offrire con il loro voto in una fase storica così delicata, decidendo di essere parte attiva dei cambiamenti che stanno interessando la loro azienda.

“L’accordo siglato con la multinazionale della ristorazione autostradale – ha dichiarato il segretario generale FISASCAT Cisl Bergamo, Alberto Citerio - tiene conto delle difficoltà aziendali e premia la partecipazione ed il contributo dei lavoratori nel condividere le problematiche aziendali, garantendo la continuità della contrattazione integrativa esistente”.

“Questo contratto, nel panorama conflittuale generale – conclude Citerio- rappresenta un buon modello di costruttive relazioni sindacali, perché si è condivisa la necessità di preservare l’occupazione pur in un’ottica di contenimento dei costi gestionali”.  "Il nostro auspicio - conclude - è che l'esito positivo di questa vertenza influenzi anche la trattativa con la Fipe per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei pubblici esercizi, scaduto ormai da tre anni".

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Venerdì, 24 Luglio 2015 13:34

La Cisl e la contrattazione a Bergamo

Sono già più di 50 i contratti aziendali firmati dalle categorie di industria e commercio del sindacato della CISL Bergamo nel corso dei primi sei mesi del 2015. Hanno comportato accordi nel campo della sicurezza, della produttività, del welfare e della ricerca. E hanno “fruttato” premi che vanno dai 500 ai 1200 euro di incremento salariale a regime nei tre anni.

“È il segno che la contrattazione di secondo livello funziona e che la stessa andrebbe allargata, con criteri da valutare con le nostre controparti, anche a livello territoriale, per quelle realtà industriali che da sole non riescono a attivare una contrattazione autonoma”. La CISL Bergamo, con il segretario generale Ferdinando Piccinini e il segretario delegato all’industria, Giacomo Meloni, ha presentato, in una conferenza stampa, i contenuti della proposta di riforma contrattuale e le sue ricadute sul sistema economico e produttivo di Bergamo e della provincia.

Bergamo è un territorio che per tradizione “non può stare alla finestra. Invieremo nei prossimi giorni  la richiesta per un incontro con CGIL e UIL, perché insieme si cerchi una spinta forte per mettere in campo una nuova stagione di contrattazione, e per avviare un confronto con le organizzazioni datoriali”.

Le potenzialità di un effettivo decentramento contrattuale per un territorio come quello bergamasco sono notevoli e trovano già un terreno fertile in accordi territoriali e un incoraggiante lavoro di contrattazione di secondo livello, che hanno aperto un percorso importante su diversi temi, tra i quali il welfare integrativo aziendale e territoriale; il governo delle flessibilità; le politiche del lavoro e della formazione; la bilateralità e la previdenza integrativa.

“Ora – ripetono Piccinini e Meloni – dobbiamo fare in fretta. Siamo in tempi in cui servono risposte concrete, per evitare che intervenga la politica. Quindi, pronti a incontri e discussioni con i nostri colleghi di CGIL e UIL, però non più disponibili a attendere i tempi biblici delle mediazioni interne, soprattutto in casa CGIL tra le diverse componenti sindacali. In questo caso, la CISL è decisa a andare avanti da sola”.

Per quanto riguarda la proposta di riforma avanzata dalla CISL nazionale, si tratta di “ un salto di qualità per un sistema contrattuale più decentrato e moderno. Il contratto nazionale semplificato e reso più snello, dovrà assumere il ruolo di garanzia salariale e delle condizioni generale rispetto al trattamento normativo. Tutto il resto, professionalità, flessibilità, salario per obiettivi di produttività, orari, formazione, welfare integrativo è fondamentale che venga affrontato nell’ambito aziendale e territoriale”.

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La riforma del modello contrattuale per la Cisl è davvero urgente, Lavoreremo perche' nessuno si tiri indietro su un tema cosi' importante". Cosi' Anna Maria Furlan, presentando la proposta della Cisl per una riforma del modello contrattuale nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sede di Via Po a Roma, indetta anche per illustrare la posizione della Cisl sui temi di più stretta attualità economico-sindacale.

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Mercoledì, 22 Luglio 2015 00:00

Proposta Cisl per un nuovo modello contrattuale

La Cisl ritiene che il ruolo delle parti sociali sia indispensabile in un paese moderno per la realizzazione di un modello di democrazia diffusa e rispondente ai principi costituzionali che affermano il lavoro come elemento fondante della nostra repubblica. L’impresa e il lavoro sono l’asse costituente del nostro sistema economico e sociale ed i soggetti su cui costruire le prospettive di sviluppo e di benessere nel superamento di questa crisi che occorre sconfiggere. La regolazione dei rapporti di lavoro nell’ambito delle imprese e la certezza delle regole della rappresentanza delle parti sociali sono elementi centrali per il nostro sistema paese. ...


Scarica la proposta

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Nel corso del 2014, in Bergamasca sono stati firmati, dal sindacato Cisl Bergamo e dalle sue categorie, 49 accordi che hanno contemplato il salario variabile. Di questi, 3 nel settore agro alimentare (dalla FAI Cisl), 22 in quello chimico e tessile (la FEMCA Cisl), 3 nel campo degli enti locali (da FP Cisl) e 20 in aziende metalmeccaniche (Fim Cisl). L’Osservatorio regionale CISL per la contrattazione, diretto dal bergamasco Giorgio Caprioli, ha distribuito nei giorni scorsi il proprio bollettino annuale, nel quale sono stati analizzati 204 accordi raggiunti in tutta la Lombardia.

L'analisi sull'andamento della contrattazione aziendale a Bergamo nel 2014, riconferma quanto analizzato anche nel corso della recente fiera della contrattazione territoriale in particolare per quanto riguarda il numero di contratti e le quantità economiche che hanno risentito inevitabilmente della grave situazione di crisi – dice Giacomo Meloni, segretario della CISL Bergamo -. I segnali  relativi alla contrattazione aziendale dei primi mesi del 2015, rimarcano una inversione di tendenza positiva a partire da significativi accordi in realtà industriali quali la Lucchini RS di Lovere, la Brembo, la San Pellegrino, dove anche l'incremento della componente economica ha trovato corrispondenza”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dei contratti aziendali, in provincia di Bergamo la media del premio è di oltre 1300 €, contro i 1100 lordi della Lombardia, anche se con una discesa notevole rispetto allo scorso anno di circa 400 euro, “per colpa della crisi – sottolinea Caprioli”. Il numero degli accordi è aumentato soprattutto grazie al maggior impegno di alcune categorie, tra le quali FEMCA e FAI.

Confrontando questi dati con quelli degli anni precedenti – dice ancora Caprioli - non notiamo scostamenti significativi, permane a larghissima maggioranza la pratica di firmare accordi che prevedono premi uguali per tutti”. Sopra le firme della CISL, infatti, si scrivono contratti che “premiano” anche lavoratori interinali e a tempo determinato, in una misura sempre maggiore rispetto al passato. Anche se “c'è ancora molta strada da fare”. È vero che nella definizione dei “dipendenti” sono compresi anche i tempi determinati e che il contratto nazionale dei somministrati prevede, come del resto la legge, l'inclusione dei somministrati nella distribuzione del premio; ma i “silenzi” o le formulazioni poco chiare possono dar adito a contenziosi infiniti. E' presente anche, in alcuni accordi, l'esclusione esplicita dal beneficio del premio variabile di queste tipologie di lavoratori”.

Si nota che solo il 13,5% degli accordi si ricorda di citare sia i tempi determinati che gli interinali, con una diminuzione notevolissima (dal 24,7% al 13,5%). In compenso aumentano molto le citazioni, dirette o indirette, dei soli tempi determinati (dal 30% al 59,5%) e diminuiscono molto i casi di dimenticanza assoluta (dal 27,3% al 13,8%)”. Analizzando lo stesso fenomeno per le tre categorie che hanno inviato più accordi notiamo che la più “ugualitaria” è la FAI, seguita dalla FIM e, a molta distanza, dalla FEMCA”.

I premi legati alla presenza sono in aumento rispetto alla scorsa rilevazione: sono infatti il 44,6% rispetto al 39,3%. Comunque il dato oscilla intorno al 40%, senza oscillazioni significative da alcuni anni. Ai primi posti tra gli indicatori che regolano i premi aziendali, ci sono ancora indicatori “classici” come la qualità, l'assenteismo e la produttività. E' in ascesa la produzione che, insieme al fatturato, mostra come la crisi sia originata da una ridotta capacità di vendita dei prodotti. Si mantiene “in quota” la sicurezza, volta a premiare i comportamenti virtuosi che, insieme a un'adeguata manutenzione degli impianti e alle altre misure a cui l'azienda deve provvedere, contribuisce a abbattere il fenomeno tragico degli infortuni sul lavoro.

Questa ricerca servirà da stimolo per il confronto sulla riforma del modello contrattuale – continua Meloni -, perché si ponga fra gli altri l'obiettivo di ridurre il numero dei contratti, oltre 700 quelli registrati nel nostro paese. Serve nella riforma del modello contrattuale un rafforzamento della contrattazione aziendale sul premio di risultato legato ad obiettivi di miglioramento, di produttività, qualità, professionalità, redditività. accordi che vanno sostenuti con il ripristino della defiscalizzazione che il Governo ha inopinatamente sospeso nel corso del 2015.

Con una cura particolare da dedicare non solo alla qualità e alla bontà dell'accordo, tema per altro fondamentale, ma parimenti alla trasparenza dei dati aziendali, al loro aggiornamento tramite un lavoro se possibile di commissioni o gruppi di lavoro paritetico, per dare l'adeguata credibilità al dato tecnico e per una gestione partecipata del premio di risultato


Scarica la tabella del salario variabile 2014
Articolo l'Eco di Bergamo

 

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Entro fine mese si terranno i direttivi di FIM e UILM a Bergamo. Da quei giorni, le fabbriche metalmeccaniche della provincia saranno interessate dalle assemblee per la presentazione e l’approvazione della piattaforma che i sindacati meccanici di CISL e UIL hanno approvato oggi per il CCNL di categoria 2016/2018. “Abbiamo già fatto approvare 6 contratti negli ultimi 14 anni, di questi 4 separati dalla FIOM – dice Luca Nieri, segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo - Contiamo di riuscirsi anche con il settimo, sebbene ci sia dispiaciuto non riuscire a formulare una piattaforma unitaria con i colleghi della CGIL: ma trattative lunghe sette mesi e un atteggiamento sempre pregiudiziale della FIOM hanno complicato il percorso.

Poi – dice ancora Nieri – la presentazione di una piattaforma separata della scorsa settimana è stato un fulmine a ciel sereno, e uno sgarbo nei confronti della comunicazione e collaborazione tra le sigle, nonostante si siano cercate le condizioni per l’unità”.

I consigli nazionale e generale di FIM e UILM hanno quindi presentato e approvato oggi il testo per la piattaforma per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore metalmeccanico per il triennio 2016-2018. La piattaforma, si legge in una nota, si colloca nel dibattito sulla riforma del modello contrattuale assumendo la necessità di una innovazione: conferma del livello nazionale come soglia di tutela minima dei salari per tutto il settore e come riferimento per le normative e specializzazione del secondo livello (aziendale e territoriale) destinato a distribuire premi legati alla crescita della produttività nella direzione della partecipazione dei lavoratori, nuove forme di welfare aziendale, formazione professionale, politiche del lavoro con richiesta di stabilizzazione dei contratti precari.


Testo piattaforma
Slide presentazione piattaforma
Rassegna stampa

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Lunedì 8 giugno è stato firmato a livello regionale, l'accordo tra le sette parti sociali dell'artigianato della Lombardia (Confartigianato, Cna, Claai, Casartigiani, e Cgil,Cisl, Uil) per la gestione delle sospensione dell'attività lavorativa con indennità AspI (legge 28.06.2012 n.92) con il necessario contributo del Fondo di Solidarietà bilaterale per l'artigianato costituito di recente a livello nazionale.

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Giovedì, 04 Giugno 2015 00:00

Lo sciopero del 7° anno senza contratto

Sette anni senza rinnovo contrattuale sono tanti, soprattutto se accade nella Sanità Privata, sinonimo di guadagni e risorse. Stiamo parlando di un settore che nella sola provincia è composto da 15 strutture (alcune anche di grandi dimensioni e di importanza) e occupa oltre 2500 persone. Un settore che ha rinnovato da poco le proprie rappresentanza sindacali e che adesso intende avviare rivendicazioni e proteste contro le “centrali” di ARIS e AIOP (le “confindustrie” della sanità privata) per ottenere quanto legittimamente spetta.

Per questo, la RSU dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino ha organizzato per lunedì 8 giugno, una manifestazione di denuncia e protesta, che possa essere di aiuto e stimolo a tutti i colleghi delle altre strutture sanitarie della provincia, tutti nelle stesse condizioni. Il Quarenghi – dice Giulio Pennacchia, del sindacato FP CISL dBergamo – avvia la stagione dei presidi e delle mobilitazione nella sanità privata. Altre strutture scenderanno in piazza nelle prossime settimane

Come è possibile – si chiede la RSU della Quarenghi in un volantino (scarica il pdf) - che gli istituti sanitari religiosi, che destinano parte dei loro profitti in opere caritatevoli, restino insensibili al fatto che stanno negando ai propri dipendenti gli adeguamenti salariali dal 7 anni? Come è possibile che gli istituti sanitari non religiosi, che  conseguono profitto e si ergono a esempio di etica, efficienza e economicità di spesa nel rapporto concorrenziale con il servizio pubblico, si dimentichino da 2600 giorni dei propri lavoratori, negando loro il dovuto rinnovo contrattuale? La sanità privata costa meno di quella pubblica, principalmente perché non garantisce tutte le prestazioni del servizio pubblico, con una accentuata tendenza all’assunzione dei DRG più remunerativi. E poi, fatto non trascurabile, perché ha un costo del lavoro notevolmente più basso, legato a 7 anni di mancati rinnovi contrattuali. Organici ridotti, turni di lavoro massacranti, continui rientri in servizio e impossibilità di programmare la propria vita privata e persino di fruire delle ferie”.

Questa è la sanità privata accreditata che si erge a modello di dinamicità, efficacia, efficienza ed economicità rispetto al servizio pubblico – dice Gilberto Milesi, della RSU per la FP CISL -. Peccato dimentichi i propri dipendenti, costretti dal 2007 a non vedere manco l'ombra di un adeguamento del salario, già più basso rispetto ai colleghi del pubblico. Tutto ciò avviene con il silenzio complice della Regione, che con le tasse dei cittadini rimborsa le prestazioni del privato accreditato, ricomprendendo anche gli adeguamenti che non finiscono nelle povere buste paga degli operatori, ma vengono incamerare nei virtuosi profitti. E quando si tratta di liquidare gli arretrati la virtuosa ed etica sanità privata ha sempre operato a colpi di "una tantum", lucrando pure sul dovuto matematico ed inserendo stratagemmi restrittivi con il vorace intento di risparmiare su quando spettante”.

Il prossimo 8 giugno, a partire dalle 9, davanti alla clinica Quarenghi, la manifestazione di CISL FP e FP CGIL per protestare contro i contratti mancati. “L’8 per il contratto” sarà un presidio con distribuzione di materiale informativo a utenza e passanti. Con la “solenne” esposizione delle nuove bandiere. “Una per ogni anno di assenza contrattuale”.


Dalla San Donato di Osio Sotto arriva il buon esempio

Un mese fa, presso la società San Donato di Osio Sotto è stato sottoscritto un accordo che riconosce ai lavoratori la “Una tantum” che va dai 300 ai 700 €,  più acconti sui futuri miglioramenti economici pari a quelli dell’ultimo rinnovo contrattuale. San Donato è una società che gestisce ambulatori e servizi di assistenza domiciliare nel territorio della bassa e occupa oltre 50 persone.

L’accordo raggiunto da FP CISL e San Donato – spiega Giulio Pennacchia, della FP CISL - tende a riconoscere come obiettivo principale delle parti la valorizzazione delle risorse umane

Un esempio positivo che spicca tra i tanti piagnistei di datori di lavoro che accampano solo scuse per non rinnovare il contratto di lavoro agli incolpevoli lavoratori del settore. Speriamo che l’accordo sia esempio e funga da sprone per le altre direzioni aziendali. Il contratto Sanità Privata è scaduto da 7 anni. Basta scuse: devono dare ai lavoratori quanto spetta”.

 

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Seconda Fiera della Contrattazione alla Cisl Bergamo. Nel corso del 2014 sono stati siglati 70 accordi, l'11% in più dell'anno precedente. Nel 74% degli accordi, l’attenzione ricade sul salario, il 23% sul welfare, il 12% sull’orario e sull’ambiente di lavoro. In anni segnati dalla crisi forte non è mancato nelle categorie della CISL Bergamo l’impegno forte e innovativo della contrattazione. Comunicato.

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