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Unione Sindacale di Bergamo

Più di 30.000 occupati, oltre il 10% dei lavoratori bergamaschi, con una rete di circa 12.000 imprese che danno lavoro a una media di 2,7 persone. È la fotografia dell’artigianato bergamasco, settore che, negli anni di crisi e recessione che ha investito il nostro paese dal 2008 in poi, è stato fortemente messo alla prova, e in un certo senso supportato, almeno sul versante della salvaguardia occupazionale, dal ricorso alla cassa integrazione in deroga.

Fortemente voluta dal sindacato che, pur con ritardi a volte intollerabili sui tempi di pagamento, la CIGD ha costituito la garanzia per la salvaguardia del posto di lavoro per i lavoratori del settore e permesso alle imprese di riorganizzarsi.

A Bergamo nel 2015 sono stati fatti circa 900 accordi di cassa integrazione in deroga. Da quest'anno, però, cessa il ricorso alla CIGD e per i lavoratori delle imprese artigiane si avvierà l'FSBA Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo dell'artigianato, di fatto la cassa integrazione per i dipendenti delle aziende artigiane) per gestire le sospensioni dal lavoro per situazioni di crisi aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili all'impresa e per situazione temporanee di mercato.

Il fondo trae origine dall'accordo sottoscritto a Dicembre 2015 fra le parti sociali e prevede che le aziende, versino a partire dal 1 gennaio 2016 lo 0,45% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, mentre i lavoratori versano lo 0,15 dal 1 luglio 2016.

Questo – spiega Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - permetterà in caso di sospensione lavorativa nel biennio, due prestazioni alternative tra loro: l'assegno ordinario di 13 settimane o l'assegno di solidarietà di 26 settimane. L'importo massimo mensile è di 971,71 euro. La contrattazione fra le parti sociali e il ruolo della bilateralità artigiana sia regionale che territoriale, hanno determinato nel tempo importanti acquisizioni contrattuali per i lavoratori del settore”. Come il fondo di sanità integrativa SAN.ARTI, al quale sono associati a Bergamo 21.762 lavoratori dipendenti su 5.334 aziende che versano la quota di adesione, (125 euro all'anno per dipendente, e al fondo possono iscriversi volontariamente anche i famigliari), e il fondo FON.TE per la previdenza complementare, un'opportunità per costruire il secondo pilastro per un futuro pensionistico migliore, e che mette a disposizione il contributo aziendale del 1% della retribuzione.

Sono confermate inoltre per il 2016 le provvidenze previste dall' E.L.B.A. Nella fattispecie, l'APA (Anzianità Professionale Aziendale) che prevede rispettivamente dai 170 ai 200 euro in un biennio secondo l'anzianità aziendale, e la SAR ( Sostegno Al Reddito) per i lavoratori che si trovano in cassa in deroga.

L'ultima acquisizione contrattuale in ordine di tempo è il fondo W.I.L.A. per i dipendenti delle aziende che applicano uno dei sette contratti collettivi regionali e che versano al fondo 60 euro l'anno per ogni dipendente le cui prestazioni spettano dal primo febbraio dell'anno in corso”.

Le sette categorie interessate dai contratti regionali sono l'area Meccanica, Legno e Lapidei, Acconciatura Estetica e Centri Benessere, Chimica, Ceramica, Alimentari e Panificazione, Comunicazione, Tessile e Moda, settori che coinvolgono a Bergamo circa 27.400 lavoratori e lavoratrici. Sono inoltre da considerare le quote erogate per il Premio di Produttività, frutto del Contratto regionale di categoria, che per quanto riguarda l'erogazione a luglio 2015 va dai 175 euro del settore acconciatura, ai 425 del settore alimentare e panificazione.

La formazione e la formazione continua tramite FONDARTIGIANATO e l'azione costante svolta dagli RLST nel campo della salute e sicurezza volta alla prevenzione – conclude Meloni -, sono elementi di estrema attenzione da parte della bilateralità e dell'azione sindacale tramite la contrattazione in un settore che non può e non deve essere considerato la cenerentola del mondo del lavoro, ma una risorsa sia per l'economia locale che per l'occupazione”.

Presso la sede CISL di Bergamo è presente per il settore dell'artigianato un operatore in qualità di Rappresentante Sindacale di Bacino (RSB), al quale ci si può rivolgere per ogni informazione inerente l'artigianato e le normative contrattuali. I contatti.

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Il Governo ha emanato il Decreto inerente la detassazione al 10% del Premio di Risultato variabile che le aziende riconoscono ai dipendenti. Si tratta di una norma contenuta nella recente legge di Stabilità 2016. E' una misura fortemente voluta dalla CISL per rilanciare la contrattazione di secondo livello nonché incentivare gli interventi di Welfare contrattuale.  

Pubblicato in Archivio News
Venerdì, 25 Marzo 2016 08:52

Contratti e salari: avanti piano

Sono circa 270 mila i lavoratori bergamaschi in attesa di rinnovo del proprio contratto di lavoro. Pubblico impiego e industria metalmeccanica rappresentano la fetta più grossa. I contratti collettivi di lavoro in attesa di rinnovo sono 46. In particolare nel pubblico impiego ci sono 15 contratti scaduti a causa del blocco della contrattazione. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 60,5% nel totale dell’economia e del 49% nel settore privato. L’attesa per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,1 mesi.

Ne consegue che anche gli aumenti salariali segnano il passo. L’ultima ricerca dell’ISTAT segnala un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,8% nei confronti di febbraio 2015. Il mese precedente, con una crescita dello 0,7% sull’anno, l’indice aveva segnato il livello più basso mai registrato in oltre 30 anni di serie storiche, iniziate nel 1983.

I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,5%); energia elettrica e gas, commercio (entrambi 1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori della metalmeccanica, delle telecomunicazioni, del credito e assicurazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

È anche in considerazione delle difficoltà nel rinnovo dei contratti di lavorosostiene Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato CISL Bergamo - che si rende necessario avviare il confronto e trovare un accordo con Confindustria al più presto sulla riforma del modello contrattuale, un modello che dia più forza alla contrattazione aziendale o territoriale che si faccia carico di redistribuire salario in relazione alla competitività aziendale, rafforzare gli interventi di welfare aziendale e territoriale, come la sanità e la previdenza integrativa, la formazione professionale e continua, rafforzare l'attrattività del territorio e, anche attraverso la costituzione di reti di impresa puntare a una contrattazione di qualità per le piccole imprese, oggi per la maggior parte esclusa".

"Di rilievo, pur in una fase economica ancora complessa – conclude Meloni -, è stata la contrattazione di secondo livello svolta a Bergamo dalle categorie della CISL nel 2015, i cui contenuti saranno discussi nella prossima fiera della contrattazione e che hanno visto complessivamente concludersi oltre 125 accordi, 71 dei quali nel settore industriale, 18 nel commercio e servizi, 35 nel pubblico impiego e sanità, accordi ai quali vanno aggiunti i molti che hanno riguardato le riorganizzazioni e le crisi aziendali in ogni settore compreso l'artigianato con oltre 900 accordi di cassa integrazione in deroga”.

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Contributi economici e sanitari frutto della contrattazione della Cisl a favore dei lavoratori Artigiani (Wila, Elba, FSBA, Sanarti, FonTe). 

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Venerdì, 04 Marzo 2016 00:00

Salvi i Gros Market: il futuro con Sogegros

Così come è stata una doccia gelata la decisione di Carrefour di restituire i Gros Market a Lombardini, altrettanto inaspettata e veloce arriva la conclusione felice della vicenda, grazie alla trattativa serrata che ha condotto all’acquisizione della rete dei Cash&Carry da parte di SoGeGros”. Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo, saluta con soddisfazione la comunicazione che Lombardini e la società genovese fanno del trasferimento dei rami di azienda di 4 punti vendita Gros Market, Cernusco sul Naviglio, Costa Masnaga nel lecchese e Montano Lucino, in provincia di Como, oltre naturalmente a Dalmine. Non verranno assorbiti i punti vendita di Cologno Monzese e Lecco.

Il “passaggio” da Carrefour, che tuttora detiene la gestione dei Gros Market, al nuovo titolare avverrà il prossimo 1 aprile, alla scadenza del contratto con Lombardini che i francesi hanno interrotto prematuramente, permettendo così la continuazione del lavoro ai 140 dipendenti che verranno assunti dalla SoGeGros, tra i primi dieci gruppi privati in Italia nel settore della grande distribuzione organizzata. Il Gruppo, che mantiene il suo centro direzionale a Genova, è attivo nella maggior parte delle regioni del Centro-Nord Italia con una presenza capillare nelle più importanti tipologie distributive attraverso Punti Vendita che vanno dai 200 ai 7000 mq di superficie.

La trattativa è finita bene, almeno per quanto riguarda Dalmine, che rimane tra i più appetibili punti vendita dell’intero settore. L’abbiamo sempre detto: Dalmine ha la sua storia, la sua tradizione, non poteva chiudere. Siamo contenti che Bergamo non perda questa esperienza pluridecennale. Era necessario per la salvezza dell’attività trovare un soggetto interessato: si è trovata un interlocutore serio, per dimensioni e tradizione. Ora, al più presto chiederemo un incontro per capire le condizioni del passaggio. Chiederemo che l’intero organico sia salvaguardato, così come le retribuzioni dei dipendenti. L’obiettivo nostro era questo, e questo ancora rimane".

"Spiace che dei sei punti vendita due non siano compresi nella procedura. È chiaro che non ci dimentichiamo di loro: nella trattativa chiederemo a Carrefour e SoGeGros di farsi carico delle loro responsabilità con accordi che prevedano la ricollocazione dei venti dipendenti di Cologno e Lecco”.

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Con il 60,3% di voti favorevoli, le lavoratrici e i lavoratori dei 155 negozi di Esselunga, chiamati ad esprimersi, nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 febbraio, hanno approvato l’ipotesi di accordo sperimentale per la regolamentazione del lavoro domenicale, firmato dai sindacati FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS.

Hanno votato più di 15.000 addetti: un dato impressionante che conferma come il tema, nell’epoca delle liberalizzazioni selvagge degli orari commerciali, sia tra i più delicati e sentiti per chi opera nella distribuzione moderna organizzata. A Bergamo, nei 4 punti vendita di città e provincia, ha votato il 70% degli aventi diritto, in 309 si sono espressi per il "Sì" all’accordo (76.9%). 88, invece, sono stati i contrari.

L’intesa entrerà in vigore il 2 maggio 2016 e avrà la durata di un anno. Le parti si sono impegnate a monitorarne costantemente gli effetti. Nei negozi si effettueran­no confronti preventivi per definire gli organici necessari a garantire il presidio domenicale; la volontarietà rimarrà il criterio prioritario.

Ai lavoratori assunti con obbligo della prestazione verranno garantite domeniche libere dal lavoro che la contrattazione decentrata potrà ampliare nella numerica di partenza prevista dall’accordo nazionale. Sempre la contrattazione di punto vendita potrà agire sul numero massimo delle domeniche potenzialmente lavorabili e introdurre compensazioni quali un sabato e domenica liberi ogni 10 domeniche lavorate.

Riteniamo questo accordo uno strumento utile a migliorare le relazioni sindacali con una delle più importanti imprese italiane  della Grande Distribuzione sottolinea Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - e auspichiamo che Esselunga dimostri nella fase di gestione disponibilità ad accogliere con spirito costruttivo le proposte che verranno avanzate a livello territoriale. Speriamo – continua Citerio – che questa occasione sia un buon viatico per il settore della GDO, ancora in attesa del rinnovo del CCNL. Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato attivamente alle tante assemblee informative e massicciamente al referendum, contribuendo alla riuscita di questo importante momento di partecipazione e democrazia”.

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È stato firmato un accordo tra CGIL CISL UIL Lombardia e le quattro associazioni lombarde dell'artigianato (CGIA, CNA, CLAAI e CASARTIGIANI) volto a regolare e avviare i contratti di apprendistato per il raggiungimento della qualifica e del diploma riformati dal Jobs act e dalla L.R. 30/2015. Con questo accordo si rende possibile nel settore artigiano lombardo la diffusione del cosiddetto sistema di apprendistato duale, con il quale giovani studenti degli istituti professionali o tecnici possono concludere il percorso verso il diploma con un contratto che alterni formazione e esperienza lavorativa. Le parti sociali hanno rinnovato i contenuti di una intesa che già quattro anni fa (prima in assoluto sul piano nazionale) era stata realizzata a fronte delle primissime sperimentazioni in tal senso, ribadendo in questo modo la funzione e il valore della contrattazione di secondo livello che nell'artigianato avviene a livello regionale.

Siamo soddisfatti di avere raggiunto anche questa volta tra i primi in Italia un accordo interconfederale che aiuta un collegamento sempre più stretto tra scuola e lavoro e contribuisce a sostenere i giovani nell'inserirsi con competenze e chiare tutele salariali e normative nel mondo del lavoro - dichiara Roberto Benaglia, segretario CISL Lombardia -. L'intesa è positiva e utile anche per le imprese che vogliono puntare a qualificare i giovani, proprio mentre Regione Lombardia sostiene gli enti di formazione professionale verso questo apprendistato attraverso il sistema delle doti”.

Importante novità dell'intesa – prosegue - è che le aziende che assumeranno apprendisti-studenti e gli stessi giovani riceveranno un sostegno economico da parte dell'ente bilaterale dell'artigianato Elba. Il fatto che la bilateralità intervenga con aiuti economici e premi per le imprese e gli studenti che si impegneranno in questa direzione, dimostra l'utilità di questo moderno strumento di tutela”.

I sindacati stimano in oltre 100 gli studenti che già da questo mese di marzo potranno essere inseriti in questo nuovo contratto di apprendistato. L'accordo tra le parti, indispensabile secondo le regole del Jobs act, definisce i diritti di base che vanno garantiti allo studente che diventa apprendista, precisa il ruolo dei tutor aziendale e formativo, conferma che nelle ore di formazione scolastica non vi è retribuzione mentre l'apprendista riceverà una retribuzione del 20% per le ore di formazione in azienda (superiore del 10% a quanto previsto dal Jobs act) e tra il 60% e l'80% dei minimi contrattuali per le ore di lavoro effettivo.

L’intesa si colloca in un percorso nel quale la scuola, il sapere e il lavoro devono interagire positivamente, per promuovere uno sviluppo sociale, economico e occupazionale centrato sulla qualità e l’innovazione.


1) Accordo interconfederale regionale per l'Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
2) Intesa per la provvidenza apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
3) Chiarimento all'accordo interconfederale 

 

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Sabato, 06 Febbraio 2016 00:00

Nuovo CCNL Alimentare per 6000 bergamaschi

“La chiusura positiva del rinnovo del Contratto nazionale dell’industria alimentare riafferma ancora una volta quanto sia importante l’azione sindacale unitaria per ottenere buoni risultati. Un segnale importante, questo rinnovo per la nostra provincia, dove sono presenti aziende multinazionali importanti, che hanno partecipato al tavolo di trattativa a Roma”.

Così Gigi Bramaschi, segretario generale del sindacato FAI CISL Bergamo saluta la firma definitiva sul CCNL dell’industria alimentare, firmato a Roma da FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL e Federalimentare. Il Contratto interessa 6000 persone nella nostra provincia, che lavorano in aziende come Sanpellegrino, Wuber, Parmalat e Heineken.

I punti qualificanti dell’accordo danno corpo ai progetti sindacali nella partecipazione dei lavoratori alle dinamiche d’impresa; negli assetti contrattuali, “ora coerenti con la proposta unitaria di un nuovo sistema di relazioni industriali”; nella bilateralità; nella formazione congiunta, nelle nuove modalità su telelavoro e lavoro agile. Il contratto, quadriennale, integra linee guida che rafforzano ed estendono significativamente il secondo livello, rilanciando innovazione, produttività, competitività e condizioni di lavoro dei dipendenti.

Viene potenziata ed estesa la bilateralità di settore, che per la prima volta viene definita dal Ccnl. Si dà vita ad un fondo specifico che interviene a sostegno dei lavoratori che perdono occupazione a due anni dalla pensione. Tale fondo interverrà anche per lavoratori che volontariamente vogliono trasformare il contratto da full a part-time e promuoverà il turnover: un vero ’ponte generazionale’.

Quanto agli aspetti salariali, non ci si limita ad un’ottica difensiva, ma viene incrementato il potere d’acquisto dei lavoratori attraverso aumenti salariali pari a 105 euro, condizione necessaria per sostenere il reddito delle persone, rilanciare i consumi e contribuire alla ripresa della domanda aggregata. “Le parti sociali attraverso la libera contrattazione e negoziazione diventano oggi più di ieri vera autorità salariale, protagonisti di una ripresa che coinvolge tutti: lavoratori, imprese e l’intero sistema paese”.

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Giovedì, 04 Febbraio 2016 08:53

Rinnovi contrattuali. Filca, lavori in corso

È fitto ed intenso il calendario degli incontri di Filca, Feneal e Fillea con le controparti, utili a rinnovare i contratti nei settori di competenza (edilizia, cemento, legno, laterizi e lapidei). Archiviata la pratica cemento, con il contratto del'lindustria chiuso a sorpresa nel novembre scorso,ora è la volta degli altri settori, i cui contratti sono appena scaduti o in scadenza nei prossimi mesi. 

Edilizia
La Filca, insieme a Feneal e Fillea, ha inviato nei mesi scorsi a tutte le controparti (le parti datoriali di industria e cooperazione, piccole e medie imprese, artigianato) la formale richiesta di apertura delle trattative, per fermare la decorrenza dei termini. Oggi si terrà l'Esecutivo della Filca (che nella partita del rinnovo del contratto costituisce la delegazione trattante) per fare il punto della situazione sullo stato di salute del settore edile. Il contratto dell'Edilizia Industria scadrà il prossimo 30 giugno; si tratta di un rinnovo molto atteso, dal momento che il settore sembra finalmente avere arrestato la caduta che durava ininterrottamente da quasi 8 anni.

Cemento
Il 24 novembre scorso, con oltre un mese di anticipo sulla scadenza contrattuale del 31 dicembre, è stato rinnovato il Contratto nazionale Cemento Calce e Gesso, che interessa 10mila lavoratori. Il testo è un buon risultato: rafforza il sistema dei diritti d'informazione, la gestione degli appalti, il demansionamento e il welfare integrativo, ed interviene sul potere di acquisto dei lavoratori con un aumento salariale pari a 90 euro al livello medio

Legno
Nel corso del primo incontro con Federlegno (13 gennaio) i sindacati hanno chiesto un aumento medio a regime di 115 euro. Le imprese, dal canto loro,hanno chiesto del tempo per fissare un nuovo incontro e rispondere sui singoli punti della piattaforma. Il contratto collettivo nazionale del settore, che scadrà il 31 marzo prossimo, interessa 230mila addetti (l'intera filiera occupa 360mila persone).Tra i temi affrontati dai sindacati nella piattaforma ci sono la formazione professionale, l'innovazione di processo e di prodotto, la responsabilità sociale d'impresa. Gli indicatori economici sono positivi, nonostante la domanda interna fatichi a riprendersi. Le condizioni in cui viene rinnovato questo contratto sono buone,soprattutto se si considera che negli ultimi 5 anni sono stati rinnovati due contratti nonostante la pesante crisi in atto.

Lapidei
La trattativa con Marmomacchine e Anepla per rinnovare il contratto collettivo nazionale Industria Lapidei, escavazione, sabbia e ghiaia è partita lo scorso 16 dicembre, con la presentazione della piattaforma da parte dei sindacati. Il prossimo incontro è in calendario martedì 23 febbraio a Milano.

Laterizi
l sindacati e Andil e Assobeton si sono già incontrati in tre occasioni, nel corso delle quali la controparte ha dichiarato eccessive le richieste economiche, pur riconfermando l'intenzione di rinnovare il contratto nazionale nei tempi previsti (scade il 31 marzo prossimo). Il confronto è già stato avviato sui seguenti punti: ricorso al part time reversibile per i lavoratori che hanno diritto ai congedi; ampliamento nell'utilizzo dell'aspettativa non retribuita ai casi di alcoolismo, ludopatia, anoressia, bulimia; trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro;formazione professionale; rappresentanze sindacali; azioni positive (codice di condotta per i casi di mobbing e/o molestie). Un accordo è già stato raggiunto per dare il via all'Osservatorio del settore dei Laterizi e Manufatti. l prossimi incontri sono in programma il 17 febbraio e il 1° marzo. (Vanni Petrelli - Conquiste del Lavoro)


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Venerdì, 18 Dicembre 2015 08:24

Ipotesi di accordo per CCNL autoferrotranvieri

Da sette anni gli autoferrotranvieri aspettano un rinnovo contrattuale che, ora, finalmente sembra essere a un passo dall’approvazione definitiva: da martedì ad oggi a Bergamo, come in tutto il resto d’Italia, è stata sottoposta al voto dei lavoratori l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale degli Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità – TPL) raggiunto dalle controparti a fine novembre.

Interessati dal rinnovo a Bergamo sono i dipendenti di aziende come ATB, SAB, Locatelli, SAI, TBSO, Aschedamini, Visinoni. Nel territorio orobico hanno preso parte alla consultazione 730 lavoratori sugli oltre mille del settore: il 78% circa ha approvato il testo. La campagna referendaria aveva visto impegnate le organizzazioni sindacali in oltre 20 assemblee~ in tutte le principali aziende del territorio dal 3 fino al 16 dicembre.

“È un risultato significativo, dal voto emerge un complessivo apprezzamento dell'ipotesi di Contratto nazionale sul nostro territorio - ha commentato Renato Lorenzi del sindacato FIT CISL Bergamo - Rimaniamo in attesa del risultato nazionale nella speranza che possa chiudersi positivamente una lunga stagione di vacanza contrattuale. L’intesa prevede che il Contratto a tutele crescenti e i contenuti del Jobs Act in materia di licenziamento illegittimo non vengano applicati ai lavoratori interessati dai cambi di appalto delle aziende.

Dal punto di vista degli aumenti, abbiamo ottenuto l’incremento di 100 euro medi mensili, suddivisi in tre tranche. Al personale in forza alla data di sottoscrizione dell'ipotesi di accordo sarà erogata anche un’Una tantum media di 600 euro, di cui 400 euro a gennaio 2016 e 200 euro ad aprile 2016
”.

L'accordo definisce anche interventi di welfare contrattuale con decorrenza dal 1° luglio 2017, per un costo complessivo lordo di 100 euro all’anno per ogni lavoratore.

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