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Unione Sindacale di Bergamo

Il 77% dei contratti di secondo livello nel 2012-2015 riguarda crisi aziendali. Ma nel 2015 crescono accordi su salario, orari, welfare aziendale. La Cisl auspica che il governo voglia agevolare questo percorso con decreto sulla detassazione dei premi di risultato e del welfare contrattuale.

In tema di rinnovo del modello contrattuale, aspettiamo di sapere quale tipo di intervento il governo voglia fare. Se lo spirito è quello del Decreto sulla detassazione dei premi di risultato e del welfare contrattuale, siamo nella direzione giusta”. Lo dichiara Gigi Petteni Segretario confederale della Cisl, illustrando l’Osservatorio sulla contrattazione di secondo livello della Cisl (OCSEL).

Si tratta cioè di dare una cornice di sostegno alla promozione della contrattazione di secondo livello orientata alla produttività attraverso la valorizzazione del lavoro. Questo è anche un obiettivo del nuovo modello di relazioni industriali contenuto nella proposta unitaria di CGIL CISL UIL. Ci aspettiamo, quindi, misure non invasive e lesive dell’autonomia delle parti sociali e che non intacchino la natura di sistema delle relazioni industriali. Un sistema dove il contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello devono avere ruoli finalizzati ben distinti e non sovrapposti".

Sulla nostra proposta – continua Petteni – si sono già aperti molti tavoli ed altri se ne stanno per aprire. Siamo, quindi, ben oltre le dichiarazioni di buona volontà. Ci auguriamo che il governo voglia agevolare questo percorso. “Interromperlo o renderlo più difficile con misure contraddittorie rispetto a quelle del decreto sulla detassazione – conclude Petteni – significherebbe bruciare questo “momento magico” per la contrattazione e sprecare un’opportunità per il recupero di produttività e di crescita economica e sociale”.

I dati di OCSEL (l’Osservatorio sulla contrattazione di secondo livello della CISL) evidenziano la vitalità della contrattazione anche in periodi di crisi. L’Osservatorio della Cisl sulla contrattazione di 2° livello (OCSEL) ad oggi conta circa 5050 accordi stipulati dal 2009 al 2015. Gli accordi tra aziende e sindacati si confermano, infatti, lo strumento più efficace per gestire le situazioni di crisi ed i percorsi di ristrutturazione e riorganizzazione.
Oltre a mitigare l’impatto sociale la contrattazione aiuta le imprese a riorganizzarsi per farsi trovare pronte all’appuntamento con la ripresa. Analizzando nei dati OCSEL la frequenza con cui le diverse materie ricorrono nella contrattazione degli anni 2012/2015, in testa alla graduatoria troviamo, appunto la “gestione delle crisi aziendali” con il 77%.

La crisi morde ancora ma si notano primi segnali di inversione di tendenza. Il più evidente riguarda la curva tra gestione delle crisi e contrattazione del salario. Comparando, infatti, il dato riferito alla gestione delle crisi negli anni 2012/15 con quello riferito al Salario, un dato strutturale è sicuramente la correlazione esistente tra la situazione di crisi dell’impresa la minore frequenza con cui si contratta la materia del Salario. La materia Salario dal 23% del 2012 scende progressivamente al 17% nel 2014,la gestione delle Crisi, al contempo, dal 54% del 2012 sale fino al 67% nel 2014. Quindi più si contratta per la gestione delle crisi, meno si contratta per il salario. Nel 2015 la situazione subisce un’inversione di marcia, diminuisce la contrattazione per la gestione delle crisi dal 67% nel 2014 scende al 23% nel 2015, mentre la negoziazione del salario sale dal 17% nel 2014 al 30% nel 2015.

Anche se la produzione contrattuale resta ancora piuttosto contenuta rispetto al numero di accordi vi sono, tuttavia, altri interessanti segnali di tendenza più di natura qualitativa che quantitativa e, soprattutto, su aspetti centrali per la contrattazione di secondo livello: organizzazione del lavoro ed in particolare innovazione organizzativa (24%) orari 35%; welfare 38%; evoluzione responsabile e flessibile della professionalità in termini di polivalenza e polifunzionalità 30%.

Questi temi di evoluzione contrattuale si caratterizzano, in particolare, come le vere frontiere di prospettiva per la contrattazione di secondo livello in quanto elementi fondamentali per il recupero di produttività che è, notoriamente, una priorità per il nostro paese. La contrattazione si conferma, dunque, un volano di produttività e di crescita economica e sociale per il paese e si potrebbe configurare in questa fase un’opportunità per un salto di qualità per uno sviluppo in quantità e qualità della contrattazione di secondo.

Vi sono, infatti, accanto ad un’oggettiva esigenza di decollo della contrattazione, una serie di congiunture che potrebbero favorire tale decollo quali-quantitativo: 1) la posizione unitaria di CGIL CISL UIL concretizzatasi con una proposta di nuovo sistema di relazioni industriali presentata il 14 gennaio scorso; 2) l’apertura – a seguito di questa proposta – di una serie di tavoli con le organizzazioni imprenditoriali: nell’artigianato (Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI), nelle PMI (CONFAPI), negli studi professionali (CONFPROFESSIONI).Nei prossimi giorni si aprirà anche il tavolo con Confcommercio; 3) la firma del decreto sulla detassazione del salario legato ai premi di risultato e del welfare contrattuale.

Quest’ultima misura del governo, in particolare, è stata colta dal sindacato come una sorta di apertura di credito verso il ruolo della contrattazione e del sindacato stesso. Il Decreto, infatti, dando attuazione a norme inserite nella legge di stabilità non solo ripristina una forma di incentivo fiscale alla contrattazione dei premi di risultato, ma migliora ed estende l’intervento proprio sugli aspetti di qualità della contrattazione: l’innovazione dell’organizzazione del lavoro attraverso il coinvolgimento dei lavoratori e il welfare contrattuale con una modifica strutturale del Testo Unico delle Imposte sui Redditi che amplia le materie oggetto di esenzione fiscale frutto di accordi tra le parti a livello aziendale o territoriale. In questo quadro si inserisce l’annuncio all’interno del Documento di Economia e Finanza (DEF) di intervento legislativo del governo sulla contrattazione di secondo livello.

Pubblicato in Contrattazione
Venerdì, 15 Aprile 2016 00:00

Firmato integrativo al Salumificio Beretta

“Un buon accordo”, così lo definiscono i sindacati, soddisfatti dopo la firma del 14 aprile: FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL di Bergamo hanno siglato il rinnovo dell’accordo integrativo aziendale al Salumificio Beretta di Medolago, che impiega circa 300 persone.

Siamo riusciti a inserire nell’accordo la stabilizzazione di 6 lavoratori che saranno assunti a tempo indeterminato - ha spiegato Giovanni Locatelli (FAI CISL Bergamo) che con FLAI e UILA ha affrontato la trattativa. - Siamo soddisfatti di quest’intesa sia sotto l’aspetto economico sia dal punto di vista del mercato del lavoro, per la nuove stabilizzazioni. L’intesa, poi, istituisce importanti luoghi di confronto tra direzione aziendale e RSU su temi delicati come quelli delle pari opportunità e degli inquadramenti professionali”.

Locatelli fa riferimento all’introduzione di una nuova commissione paritetica per le pari opportunità, “luogo privilegiato – dice - per individuare strumenti che favoriscano e facilitino un’occupazione femminile di qualità”. È prevista, poi, l’apertura di una sala per i delegati sindacali e l’istituzione di una seconda commissione paritetica, questa volta sulla classificazione del personale, per monitorare le dinamiche di crescita professionale interna. Viene implementata la formazione dei dipendenti e viene normata la flessibilità interna nell’ambito di paletti fissati dalla contrattazione nazionale. Il premio aziendale raggiungerà un valore complessivo di 2.000 euro a regime, cioè nel 2019. Proprio ai fini del godimento del premio, verrà riconosciuta l’anzianità lavorativa, anche in somministrazione.

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Confindustria, CGIL CISL UIL hanno siglato un’intesa concernente il welfare territoriale, la cui prima fase sperimentale si è conclusa nel 2015. Le parti garantiscono un criterio di ripartizione di un fondo per finanziare il welfare aziendale, premiando maggiormente quelle aziende dove ci sia stato, nel corso del 2016, un saldo occupazionale attivo, soprattutto se collegato all’inserimento di lavoratori “anziani”. Comunicato.

 

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Confindustria, CGIL CISL UIL hanno siglato un’intesa relativa al Protocollo firmato il 10 marzo del 2014 relativa al welfare territoriale, la cui prima fase sperimentale si è conclusa nel 2015. In sostanza, con la firma, le parti si sono impegnate a garantire un criterio di ripartizione di un fondo destinato a finanziare azioni di welfare aziendale, premiando maggiormente quelle aziende dove ci sia stato, nel corso del 2016, un saldo occupazionale attivo, soprattutto se collegato all’inserimento di lavoratori “anziani”.

È sicuramente positiva la scelta di legare la ripartizione di risorse alla crescita occupazionale, anche di personale ultra 45enne, e che le stesse siano collegate a azioni di welfare aziendale e interaziendaleè il commento di Ferdinando Piccinini e Giacomo Meloni, segretario generale e segretario del sindacato CISL Bergamo. - La creazione di questo fondo, e la sua ripartizione attraverso l’analisi di politiche utili a reinserimenti di personale svantaggiato, infatti, persegue gli obiettivi contrattuali che la CISL di Bergamo da sempre persegue, e dà valore aggiunto al ruolo delle RSU e delle categorie che nella contrattazione aziendale definiranno le modalità di erogazione ai lavoratori del fondo welfare”.


Scarica il protocollo

 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Più di 30.000 occupati, oltre il 10% dei lavoratori bergamaschi, con una rete di circa 12.000 imprese che danno lavoro a una media di 2,7 persone. È la fotografia dell’artigianato bergamasco, settore che, negli anni di crisi e recessione che ha investito il nostro paese dal 2008 in poi, è stato fortemente messo alla prova, e in un certo senso supportato, almeno sul versante della salvaguardia occupazionale, dal ricorso alla cassa integrazione in deroga.

Fortemente voluta dal sindacato che, pur con ritardi a volte intollerabili sui tempi di pagamento, la CIGD ha costituito la garanzia per la salvaguardia del posto di lavoro per i lavoratori del settore e permesso alle imprese di riorganizzarsi.

A Bergamo nel 2015 sono stati fatti circa 900 accordi di cassa integrazione in deroga. Da quest'anno, però, cessa il ricorso alla CIGD e per i lavoratori delle imprese artigiane si avvierà l'FSBA Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo dell'artigianato, di fatto la cassa integrazione per i dipendenti delle aziende artigiane) per gestire le sospensioni dal lavoro per situazioni di crisi aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili all'impresa e per situazione temporanee di mercato.

Il fondo trae origine dall'accordo sottoscritto a Dicembre 2015 fra le parti sociali e prevede che le aziende, versino a partire dal 1 gennaio 2016 lo 0,45% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, mentre i lavoratori versano lo 0,15 dal 1 luglio 2016.

Questo – spiega Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - permetterà in caso di sospensione lavorativa nel biennio, due prestazioni alternative tra loro: l'assegno ordinario di 13 settimane o l'assegno di solidarietà di 26 settimane. L'importo massimo mensile è di 971,71 euro. La contrattazione fra le parti sociali e il ruolo della bilateralità artigiana sia regionale che territoriale, hanno determinato nel tempo importanti acquisizioni contrattuali per i lavoratori del settore”. Come il fondo di sanità integrativa SAN.ARTI, al quale sono associati a Bergamo 21.762 lavoratori dipendenti su 5.334 aziende che versano la quota di adesione, (125 euro all'anno per dipendente, e al fondo possono iscriversi volontariamente anche i famigliari), e il fondo FON.TE per la previdenza complementare, un'opportunità per costruire il secondo pilastro per un futuro pensionistico migliore, e che mette a disposizione il contributo aziendale del 1% della retribuzione.

Sono confermate inoltre per il 2016 le provvidenze previste dall' E.L.B.A. Nella fattispecie, l'APA (Anzianità Professionale Aziendale) che prevede rispettivamente dai 170 ai 200 euro in un biennio secondo l'anzianità aziendale, e la SAR ( Sostegno Al Reddito) per i lavoratori che si trovano in cassa in deroga.

L'ultima acquisizione contrattuale in ordine di tempo è il fondo W.I.L.A. per i dipendenti delle aziende che applicano uno dei sette contratti collettivi regionali e che versano al fondo 60 euro l'anno per ogni dipendente le cui prestazioni spettano dal primo febbraio dell'anno in corso”.

Le sette categorie interessate dai contratti regionali sono l'area Meccanica, Legno e Lapidei, Acconciatura Estetica e Centri Benessere, Chimica, Ceramica, Alimentari e Panificazione, Comunicazione, Tessile e Moda, settori che coinvolgono a Bergamo circa 27.400 lavoratori e lavoratrici. Sono inoltre da considerare le quote erogate per il Premio di Produttività, frutto del Contratto regionale di categoria, che per quanto riguarda l'erogazione a luglio 2015 va dai 175 euro del settore acconciatura, ai 425 del settore alimentare e panificazione.

La formazione e la formazione continua tramite FONDARTIGIANATO e l'azione costante svolta dagli RLST nel campo della salute e sicurezza volta alla prevenzione – conclude Meloni -, sono elementi di estrema attenzione da parte della bilateralità e dell'azione sindacale tramite la contrattazione in un settore che non può e non deve essere considerato la cenerentola del mondo del lavoro, ma una risorsa sia per l'economia locale che per l'occupazione”.

Presso la sede CISL di Bergamo è presente per il settore dell'artigianato un operatore in qualità di Rappresentante Sindacale di Bacino (RSB), al quale ci si può rivolgere per ogni informazione inerente l'artigianato e le normative contrattuali. I contatti.

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Il Governo ha emanato il Decreto inerente la detassazione al 10% del Premio di Risultato variabile che le aziende riconoscono ai dipendenti. Si tratta di una norma contenuta nella recente legge di Stabilità 2016. E' una misura fortemente voluta dalla CISL per rilanciare la contrattazione di secondo livello nonché incentivare gli interventi di Welfare contrattuale.  

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Venerdì, 25 Marzo 2016 08:52

Contratti e salari: avanti piano

Sono circa 270 mila i lavoratori bergamaschi in attesa di rinnovo del proprio contratto di lavoro. Pubblico impiego e industria metalmeccanica rappresentano la fetta più grossa. I contratti collettivi di lavoro in attesa di rinnovo sono 46. In particolare nel pubblico impiego ci sono 15 contratti scaduti a causa del blocco della contrattazione. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 60,5% nel totale dell’economia e del 49% nel settore privato. L’attesa per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,1 mesi.

Ne consegue che anche gli aumenti salariali segnano il passo. L’ultima ricerca dell’ISTAT segnala un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,8% nei confronti di febbraio 2015. Il mese precedente, con una crescita dello 0,7% sull’anno, l’indice aveva segnato il livello più basso mai registrato in oltre 30 anni di serie storiche, iniziate nel 1983.

I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,5%); energia elettrica e gas, commercio (entrambi 1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori della metalmeccanica, delle telecomunicazioni, del credito e assicurazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

È anche in considerazione delle difficoltà nel rinnovo dei contratti di lavorosostiene Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato CISL Bergamo - che si rende necessario avviare il confronto e trovare un accordo con Confindustria al più presto sulla riforma del modello contrattuale, un modello che dia più forza alla contrattazione aziendale o territoriale che si faccia carico di redistribuire salario in relazione alla competitività aziendale, rafforzare gli interventi di welfare aziendale e territoriale, come la sanità e la previdenza integrativa, la formazione professionale e continua, rafforzare l'attrattività del territorio e, anche attraverso la costituzione di reti di impresa puntare a una contrattazione di qualità per le piccole imprese, oggi per la maggior parte esclusa".

"Di rilievo, pur in una fase economica ancora complessa – conclude Meloni -, è stata la contrattazione di secondo livello svolta a Bergamo dalle categorie della CISL nel 2015, i cui contenuti saranno discussi nella prossima fiera della contrattazione e che hanno visto complessivamente concludersi oltre 125 accordi, 71 dei quali nel settore industriale, 18 nel commercio e servizi, 35 nel pubblico impiego e sanità, accordi ai quali vanno aggiunti i molti che hanno riguardato le riorganizzazioni e le crisi aziendali in ogni settore compreso l'artigianato con oltre 900 accordi di cassa integrazione in deroga”.

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Contributi economici e sanitari frutto della contrattazione della Cisl a favore dei lavoratori Artigiani (Wila, Elba, FSBA, Sanarti, FonTe). 

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Venerdì, 04 Marzo 2016 00:00

Salvi i Gros Market: il futuro con Sogegros

Così come è stata una doccia gelata la decisione di Carrefour di restituire i Gros Market a Lombardini, altrettanto inaspettata e veloce arriva la conclusione felice della vicenda, grazie alla trattativa serrata che ha condotto all’acquisizione della rete dei Cash&Carry da parte di SoGeGros”. Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo, saluta con soddisfazione la comunicazione che Lombardini e la società genovese fanno del trasferimento dei rami di azienda di 4 punti vendita Gros Market, Cernusco sul Naviglio, Costa Masnaga nel lecchese e Montano Lucino, in provincia di Como, oltre naturalmente a Dalmine. Non verranno assorbiti i punti vendita di Cologno Monzese e Lecco.

Il “passaggio” da Carrefour, che tuttora detiene la gestione dei Gros Market, al nuovo titolare avverrà il prossimo 1 aprile, alla scadenza del contratto con Lombardini che i francesi hanno interrotto prematuramente, permettendo così la continuazione del lavoro ai 140 dipendenti che verranno assunti dalla SoGeGros, tra i primi dieci gruppi privati in Italia nel settore della grande distribuzione organizzata. Il Gruppo, che mantiene il suo centro direzionale a Genova, è attivo nella maggior parte delle regioni del Centro-Nord Italia con una presenza capillare nelle più importanti tipologie distributive attraverso Punti Vendita che vanno dai 200 ai 7000 mq di superficie.

La trattativa è finita bene, almeno per quanto riguarda Dalmine, che rimane tra i più appetibili punti vendita dell’intero settore. L’abbiamo sempre detto: Dalmine ha la sua storia, la sua tradizione, non poteva chiudere. Siamo contenti che Bergamo non perda questa esperienza pluridecennale. Era necessario per la salvezza dell’attività trovare un soggetto interessato: si è trovata un interlocutore serio, per dimensioni e tradizione. Ora, al più presto chiederemo un incontro per capire le condizioni del passaggio. Chiederemo che l’intero organico sia salvaguardato, così come le retribuzioni dei dipendenti. L’obiettivo nostro era questo, e questo ancora rimane".

"Spiace che dei sei punti vendita due non siano compresi nella procedura. È chiaro che non ci dimentichiamo di loro: nella trattativa chiederemo a Carrefour e SoGeGros di farsi carico delle loro responsabilità con accordi che prevedano la ricollocazione dei venti dipendenti di Cologno e Lecco”.

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Con il 60,3% di voti favorevoli, le lavoratrici e i lavoratori dei 155 negozi di Esselunga, chiamati ad esprimersi, nelle giornate di venerdì 26 e sabato 27 febbraio, hanno approvato l’ipotesi di accordo sperimentale per la regolamentazione del lavoro domenicale, firmato dai sindacati FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS.

Hanno votato più di 15.000 addetti: un dato impressionante che conferma come il tema, nell’epoca delle liberalizzazioni selvagge degli orari commerciali, sia tra i più delicati e sentiti per chi opera nella distribuzione moderna organizzata. A Bergamo, nei 4 punti vendita di città e provincia, ha votato il 70% degli aventi diritto, in 309 si sono espressi per il "Sì" all’accordo (76.9%). 88, invece, sono stati i contrari.

L’intesa entrerà in vigore il 2 maggio 2016 e avrà la durata di un anno. Le parti si sono impegnate a monitorarne costantemente gli effetti. Nei negozi si effettueran­no confronti preventivi per definire gli organici necessari a garantire il presidio domenicale; la volontarietà rimarrà il criterio prioritario.

Ai lavoratori assunti con obbligo della prestazione verranno garantite domeniche libere dal lavoro che la contrattazione decentrata potrà ampliare nella numerica di partenza prevista dall’accordo nazionale. Sempre la contrattazione di punto vendita potrà agire sul numero massimo delle domeniche potenzialmente lavorabili e introdurre compensazioni quali un sabato e domenica liberi ogni 10 domeniche lavorate.

Riteniamo questo accordo uno strumento utile a migliorare le relazioni sindacali con una delle più importanti imprese italiane  della Grande Distribuzione sottolinea Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo - e auspichiamo che Esselunga dimostri nella fase di gestione disponibilità ad accogliere con spirito costruttivo le proposte che verranno avanzate a livello territoriale. Speriamo – continua Citerio – che questa occasione sia un buon viatico per il settore della GDO, ancora in attesa del rinnovo del CCNL. Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno partecipato attivamente alle tante assemblee informative e massicciamente al referendum, contribuendo alla riuscita di questo importante momento di partecipazione e democrazia”.

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