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Unione Sindacale di Bergamo

Ryanair continua a non informare sui diritti dei passeggeri, e ora, finalmente, Agcom ha avviato un procedimento nei suoi confronti”. Mina Busi, presidente di ADICONCUM Bergamo, legge con soddisfazione la notizia dell’intervento dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato che ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti della compagnia aerea low cost.

All’Adiconsum 50 ricorsi di famiglie

Ryanair ha disatteso, non solo il provvedimento cautelare emesso dalla stessa Autorità lo scorso 25 ottobre, ma anche l’ordinanza del TAR del Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata dal vettore. “Nella nostra sede - continua Busi - abbiamo aperto oltre 50 ricorsi di intere famiglie per comportamenti scorretti ai danni dei malcapitati passeggeri, che avevano programmato le loro vacanze e si sono visti annullare i voli, e non è da escludere che con le prossime vacanze di Natale nascano altri problemi con annullamenti di voli o ritardi dell’ultima ora”.

Le procedure disattese della compagnia

Quanto accade è grave – continua Busi -. La Compagnia era tenuta a dare immediata accessibilità e comprensione dell’informazione circa la sussistenza non solo del diritto al rimborso e alla modifica gratuita del volo cancellato, ma anche alla compensazione pecuniaria, quando dovuta. Inoltre, la compagnia deve fornire l’elenco completo delle date, delle tratte e del numero di ogni volo cancellato. Fino ad ora l’ostruzionismo adottato costringe i passeggeri danneggiati a procedure per i rimborsi dovuti i cui tempi non sono certamente immediati”.

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Martedì, 28 Novembre 2017 09:06

Autocertificazioni canone Rai: ecco come fare

Si avvicina la fine dell’anno e alcuni utenti devono stare attenti alle scadenze per la presentazione delle autocertificazioni relative al canone Rai all’Agenzia delle entrate. L’autocertificazione, ossia la «Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato» si può presentare sempre, in qualunque momento, ma con effetti diversi a seconda delle date di presentazione e del quadro da compilare: A oppure B oppure C. Vediamo le situazioni, caso per caso.

Quadro A

Dal 2017 in poi, ossia a regime, l’unica dichiarazione che va ripetuta è quella nella quale si dichiara di non detenere una tv, ovvero il quadro A del modellino, che ha validità solo per l’anno per il quale è stata inoltrata. Quindi va ripresentata ogni anno, secondo i termini previsti. Il termine entro il quale va presentata la dichiarazione di non detenzione della televisione (quadro A) è il 31 gennaio di ogni anno. Quindi, per essere esonerati dal canone Rai 2018, è necessario presentare la dichiarazione dal 1° luglio 2017 al 31 gennaio 2018, ma Adiconsum consiglia di farlo entro il 20 dicembre (2017 in questo caso) per evitare di ritrovarsi in bolletta il canone se il gestore emette fattura a gennaio. Se invece questa dichiarazione viene presentata in ritardo, quindi dopo il 31 gennaio 2018, gli effetti possono essere i seguenti. Se la dichiarazione tardiva relativa al fatto che non si detiene una televisione viene presentata dal 1° febbraio 2018 al 30 giugno 2018, il cittadino sarà esonerato dall’obbligo di pagamento solo per il secondo semestre del 2018. Il primo semestre 2018 va, quindi, pagato. Se invece la dichiarazione tardiva viene presentata dal 1° luglio 2018 al 31 gennaio 2019, dovrà essere pagato l’intero canone 2018 e l’esonero dall’obbligo del pagamento sarà valido per il canone dell’anno successivo, ossia del 2019.

Quadro B

Per quanto riguarda, invece, la dichiarazione di addebito su altra utenza, ossia il quadro B del modellino, per l’addebito del canone, questa non deve essere ripresentata annualmente. Se negli anni precedenti è andato tutto a buon fine e non sono nel frattempo intercorse modifiche, non deve essere ripresentata. La dichiarazione si rende necessaria nel caso in cui il canone Rai venga pagato, ad esempio, in connessione a un’utenza domestica intestata al marito e venga poi richiesto anche su una seconda utenza domestica presente in una seconda casa e intestata alla moglie. Dal momento che il canone Rai di un singolo nucleo familiare è unico a prescindere dal numero di televisioni possedute, se si verificasse una circostanza di questo tipo, il canone s’intende pagato con la prima utenza intestata al marito. Nel caso venga richiesto il pagamento del canone sulla seconda utenza, sarà quindi necessario inviare dichiarazione con il quadro B per specificare che il canone è già addebitato sulla prima utenza. La dichiarazione può essere presentata in qualunque momento e avrà efficacia a decorrere dalla «data inizio» che il cittadino indica nel quadro B.

Quadro C

Riguarda la dichiarazione che va presentata nel caso in cui intervengano variazioni dei presupposti dichiarati in precedenza all’Agenzia delle entrate. Questo sia rispetto al quadro A sia per il quadro B. Nel primo caso, ad esempio, il cittadino aveva dichiarato di non avere la televisione e poi l’ha acquistata o gli è stata regalata: in questo caso deve presentare la dichiarazione quadro C per informare l’Agenzia delle entrate del fatto che ora detiene una televisione e di conseguenza dovrà pagare il canone. Nel caso delle utenze e dei relativi addebiti, invece, la dichiarazione quadro C per intervenuta variazione va presentata ad esempio se si separano due coniugi che avevano due utenze, intestate una al marito e una alla moglie per la prima e la seconda casa, e pagavano una volta sola il canone essendo un unico nucleo familiare. In questo caso, separandosi, si creano due famiglie anagrafiche distinte e le utenze si dividono, per cui dovranno essere corrisposti due canoni Rai. Indicazioni generali

Inoltro online

Le dichiarazioni possono essere inoltrate on line oppure tramite posta raccomandata con plico aperto. È sempre buona norma mantenere traccia di ciò che si invia, conservando copia dei documenti. Naturalmente coloro che hanno un’utenza domestica familiare e stanno già pagando il canone di 90 euro all’anno non devono fare nulla, in quanto è il gestore che provvede all’addebito in bolletta e al versamento all’erario. Sono esenti dal pagamento del canone Rai gli over 75 con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro. L’esenzione non è automatica: va presentata l’apposita dichiarazione per richiederla. La dichiarazione è unica e, una volta fatta, vale per sempre.

Rimborsi

L’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento sui rimborsi ossia le istruzioni per richiedere il rimborso del canone tv già pagato, ma non dovuto. Se si ritiene che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto è possibile il pagamento della sola quota energia. E’ comunque meglio in tal caso avvalersi del supporto dell’Associazione Consumatori.

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Venerdì, 17 Novembre 2017 08:35

Bollette telefono e pay tv tornano mensili

La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento che ripristina la fatturazione a 30 giorni per i servizi telefonici e la pay tv. Una vittoria importante per i consumatori. “Sono state accolte nostre richieste - precisa Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - per l’estensione della norma anche alle pay tv, l’aumento delle sanzioni e l’indennizzo forfettario, anche se nel testo mancano gli indennizzi per il pregresso”.

L’indennizzo forfettario

Se ci dovessero essere variazioni illegittime rispetto a quanto stabilito – continua Busi -, si applicherà un indennizzo forfettario pari a 50 euro, maggiorato di 1 euro al giorno oltre la scadenza indicata dall’Agcom per cessare la condotta indebita”. L’operazione attuata in questi mesi dagli operatori telefonici, che si sono tutti uniformati creando una sorta di cartello, di fatto impediva una scelta consapevole al consumatore per la non trasparenza delle offerte. Una prassi che ha penalizzato gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole e delle pratiche commerciali scorrette. Di fatto era un’operazione per aumentare il canone dell’8,6%.

Quattro mesi per adeguarsi

Gli operatori avranno 120 giorni per adeguarsi e dovranno garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte. Dovranno anche precisare se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale, un importante tassello che eviterà traslazioni di utenze da un operatore all’altro quando il subentrante promette la fibra che invece non c’è. Una vicenda che crea non pochi contenziosi con gli operatori.Ora – conclude la presidente di ADICONSUM - ci auguriamo che le società non inventino manovre per aumentare i costi del servizio e che si creino davvero le condizioni per una reale concorrenza di mercato

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Non è mai troppo presto per iniziare a parlare di educazione all’uso del denaro e di risparmio ai bambini. In occasione della Giornata internazionale del risparmio, Adiconsum Lombardia propone ai dirigenti scolastici e agli insegnanti della scuola primaria di promuovere tra i propri alunni il concorso “Sos Salvadanaio”. E’ rivolto alle bambine e ai bambini delle classi III – IV e V delle scuole primarie Lombarde. Leggi di più

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Venerdì, 27 Ottobre 2017 07:24

Esenzioni non dovute dai ticket sanitari

Sono decine i casi di persone che si sono rivolte a ADICONSUM Bergamo perché destinatarie di lettere nelle quali si richiede il rimborso di ticket sanitari per i quali si era stati impropriamente esentati. Così, almeno, ritiene la Regione Lombardia, per la quale ATS Bergamo ha attivato il controllo, come previsto dalla normativa”.

Possibilità di richieste errate

Il presidente di ADICONSUM Bergamo, Mina Busi, consiglia a quanti si rivolgono agli sportelli di “controllare bene i documenti e i dati perché non è escluso che si tratti di richieste errate”. La questione riguarda l’autocertificazione prevista dalla normativa per i disoccupati nel periodo dal 2012 in avanti. “Molti utenti del servizio sanitario hanno usufruito dei codici E02, E09 e E12 (questi ultimi due direttamente gestiti dalla Regione) che avevano tra loro particolari differenze nello stabilire i parametri per poter usufruire delle esenzioni. Ne consegue che alcune confusioni si siano create, e oggi una gran mole di richieste di rimborso colpiscono indifferentemente chi il diritto lo ha ancora e chi lo ha perso o ha commesso errori materiali nella compilazione della autocertificazione”.

Richieste di rimborso fino a 3000 euro

Alla sede Adiconsum (in via Carnovali, 88/a a B ergamo) si sono presentate persone, per lo più padri di famiglia tuttora disoccupati, che lamentano richieste di rimborso fino a 3000 Euro. Il caso più eclatante riguarda un disoccupato, separato e senza dimora, che per diverso tempo è stato ospite della Bonomelli e adesso vive per strada, che si è visto richiedere 1758 Euro. Un’altra signora, extracomunitaria, sola con figli e senza lavoro fisso, dovrebbe restituire 2858,97 Euro. "Siamo in presenza – dice ancora Busi - di controlli che riguardano purtroppo fasce di cittadini che si trovano in condizioni di debolezza, non avendo risorse economiche perché disoccupati o con risorse limitate a periodi alterni. In presenza di queste situazioni economiche spesso si disgrega la famiglia. Di fronte a tali situazioni, questi provvedimenti hanno il sapore di accanimento verso i più deboli, mentre una contestazione più tempestiva permetterebbe alle persone di trovare traccia di quanto contestato, evitando un trascinamento negli anni successivi e servirebbe da deterrente per i furbetti”. I cittadini che stanno chiedendo aiuto perché hanno ricevuto le richieste di pagamento hanno in molti casi la possibilità di chiedere l’annullamento, dimostrando la situazione di disoccupazione e di reddito con lo storico rilasciato dal Centro per l’impiego, oltre all’estratto previdenziale.

Senza verifiche meglio non pagare

ADICONSUM, dunque, invita a non pagare senza aver fatto le verifiche, perché se quanto richiesto non era dovuto l’ATS poi non rimborserà alcuna cifra. Per assurdo l’appropriazione indebita vale solo per il cittadino non per l’Amministrazione. È importante controllare la propria situazione reddituale (il reddito di riferimento è quello dell’anno precedente), può capitare infatti che un anno si abbia diritto e l’anno dopo no. Se cambiano i requisiti occorre rivolgersi all’ATS per revocare la richiesta. “Altra anomalia - conclude Busi - è quella relativa al rilascio delle esenzioni: basterebbe chiedere la documentazione necessaria per valutare la richiesta, si eviterebbero tutte queste procedure sanzionatorie a posteriori. Gli utenti hanno agito in buona fede e lamentano carenza di informativa ricevuta presso gli stessi sportelli ATS”. In caso di dubbi rivolgersi all’Agenzia Entrate, agli sportelli CAF o al Patronato e alle Associazione dei consumatori.


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Giovedì, 19 Ottobre 2017 07:46

Il caso delle bollette telefoniche a 28 giorni

Per dare voce alle numerose segnalazioni in merito alla fatturazione a 28 giorni delle bollette telefoniche, pervenute sia sulla pagina Facebook che tramite il call center dell’associazione, ADICONSUM ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro dello Sviluppo Economico e al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, per richiedere un intervento legislativo a modifica dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni elettroniche.

Solo un sms per il cambio del contratto !?

Questo articolo, infatti, permette alle aziende di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali di un contratto di telefonia in essere, avvisando i consumatori del cambio con un semplice sms, e concedendo loro di recedere dal contratto senza costi, se la disdetta viene fatta entro 30 giorni. “È successo così che molti contratti con durata “per sempre” o “illimitata”, siano diventati “limitati” nel tempo e nella quantitàsottolinea Mina Busi, presidente bergamasca di ADICONSUM -. Inoltre, poiché ormai tutte le aziende telefoniche applicano la tariffazione a 28 giorni, la disdetta dal contratto, e quindi il cambio dell’operatore, non apporta alcuna tutela al consumatore".

Modificare l’articolo 70

Adiconsum chiede a Governo e Parlamento di modificare l’articolo 70, vietando alle aziende di modificare unilateralmente gli articoli contrattuali e le tariffe per tutta la durata del contratto e di introdurre, nel Codice del Consumo, l’obbligo del rispetto del calendario legale per la fatturazione delle aziende. L’approvazione di quest’ultimo punto è importante, perché la pratica della fatturazione a 28 giorni, rischia, purtroppo, di contagiare il mercato dei servizi in abbonamento. Sky docet!

La proposta di legge (Morani)

Introdotta in questi giorni, introduce l’obbligo di fatturazione su base mensile, rafforza i poteri di vigilanza delle Authority competenti, prevede un aumento delle sanzioni e limita la possibilità delle aziende di telefonia di modificare in modo unilaterale le condizioni contrattuali, salvo giustificato motivo obiettivo. “Ogni giorno le società si inventano disposizioni nuove tutte a loro beneficio, mai una volta che prendano dei provvedimenti a favore dei clienti. Confidiamo che il parlamento prende in tempi ristretti la decisione che metta fine a questa diatriba – conclude Busi - che si trascina dalla primavera scorsa e che ha prodotto per i consumatori un aumento dell’8,6% sui costi della telefonia, quando l’indice ISTAT dei prezzi al consumo in Italia è aumentato soltanto dell'1,1% su base annua”.

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Martedì, 10 Ottobre 2017 07:32

Anche per Sky il mese è di 28 giorni

Dal 1° ottobre, anche Sky fattura a 28 giorni invece che mensilmente. Esattamente come ormai quasi tutti gli operatori di telefonia mobile, anche Sky sta trasformando il suo abbonamento da mensile (fattura ogni 30 giorni) a calcolato "ogni 4 settimane".

per i consumatori 13 bollette invece di 12

Il pericolo di “emulazione” delle compagnie telefoniche anche in altri settori di servizio si sta purtroppo avverando. La fatturazione a 28 giorni comporta per i consumatori il pagamento di 13 bollette anziché di 12 e un aumento dell’8,6% all’anno dei costi.Nulla da eccepire riguardo alla comunicazione riportata sul sito dell’azienda che ha pubblicato la modifica della fatturazione lo scorso 24 luglio, dando il tempo ai consumatori di provvedere, anche recedendo dal contratto, entro il 30 settembre scorso, senza costi di uscita o penalicommenta Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - Non condivisibili, invece, le giustificazioni addotte da Sky sul cambio del periodo di fatturazione. L’azienda, infatti, riferisce che il cambio è dovuto ai nuovi contenuti, ai nuovi programmi e ai nuovi servizi tecnologici offerti. Quali??? Chi volesse ora recedere dal contratto, dovrà pagare i costi di uscita! Un cambio legittimo, ma l'Autorità latita”.

In attesa di una regolamentazione seria

Anche per quel che riguarda gli operatori di telefonia mobile, la possibilità di modificare in modo unilaterale i contratti di fornitura dei servizi è una possibilità “legittima” in mano alle aziende (se effettuata rispettando le modalità e le tempistiche di comunicazione ai clienti previste dalla normativa). “Tuttavia - conclude Busi - abbiamo chiesto e ci aspettiamo che l'AgCom si attivi per mettere in campo una seria regolamentazione per evitare che il consumatore si ritrovi vittima di decisioni arbitrarie degli operatori che di fatto fanno cartello impedendo di trovare punti di riferimento per effettuare scelte consapevoli”.

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Mercoledì, 20 Settembre 2017 07:00

La sorpresa delle bollette bollenti

Sorprese poco piacevoli compaiono ultimamente nella cassetta della posta di molti consumatori, anche in provincia di Bergamo. Infatti, accade sempre più spesso che arrivino bollette esorbitanti per le fatture dell’energia (gas e elettricità). Nell’ufficio di ADICONSUM a Bergamo sono state portate bollette da qualche migliaio di euro, anche fino ai 5000 euro, che a volte considerano anche periodi prescritti oltre i 5 anni.

Il “metodo” dei conguagli pluriennali

La riflessione Non si tratta di uso sconsiderato delle risorse energetiche: semplicemente sono conguagli, alcuni relativi anche a parecchi anni addietro e spesso successivi a un cambiamento di fornitore. “In molti casi – spiega Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo -, i conguagli ricevuti dagli utenti non sono altro che il frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi meramente stimati, ma si sono presentati anche casi con letture effettive. Ciò accade con particolare frequenza perché le aziende erogatrici di tali servizi non tengono conto delle periodiche letture dei contatori, oppure agiscono in seguito ad errori di valutazione o, comunque, a causa di fatturazioni incongrue, certamente non imputabili agli utenti”. D’altronde, per un consumatore comune - continua Busi - è impossibile conoscere i parametri utilizzati per il ricalcolo di consumi effettuati anni prima. Così, non avendo gli strumenti idonei per difendersi e far valere i propri diritti o, più semplicemente, per non dover entrare nel complesso e oneroso meccanismo per l’accertamento della verità per via amministrativa o giudiziaria, rischiano di trovarsi di fatto costretti a pagare somme ingenti, anche di alcune migliaia di euro, per evitare il distacco dell’utenza domestica”.

Consumo effettivo e consumo stimato

Il 13% delle fatture energetiche emesse in Italia (17 milioni di bollette) sono in consumo stimato, secondo i dati forniti dall’Autorità per l’energia il gas, e spesso risultano inutili le auto-letture. Per il gas la situazione è ancora peggio in quanto il 50% delle fatture è in consumo stimato. L’Autority è intervenuta imponendo tre controlli annuali per arginare il problema. Oltre il 70% delle bollette stimate riguarda il mercato libero: veri e propri anticipi che i consumatori fanno di tasca propria agli operatori senza che questi ultimi paghino degli interessi. Il libero mercato ha fatto nascere tantissime società che riforniscono le nostre case di “energia” ma solo una la vende all’ingrosso e questa è l’unica titolata alla lettura dei contatori ed è l’unica che deve inviare alle società fornitrici la lettura, cioè i nostri dati e consumi utili al calcolo della bolletta. L’utente paga 2,50 euro a bimestre per il servizio di lettura automatica, quindi è inaccettabile non arrivino i dati sul consumo effettivo.

Come può difendersi il cittadino

Per evitare sorprese vanno sempre controllate le letture del contatore riportate sulla bolletta con quella presente sull’apparecchio dell’abitazione. Verificare sempre i consumi al contatore per rilevare eventuali anomalie che vanno subito segnalate e quando si cambia fornitore bisogna verificare con foto i consumi del contatore e controllare sul contratto la modalità di invio della lettura, non è la stessa per tutte le società. Se un consumatore riceve una fatturazione anomala per prima cosa si deve fare reclamo alla società – questa ha 40 giorni di tempo obbligato per rispondere -, di solito rigetta il reclamo. All’utente non resta che denunciare all’Autority – AEEG – il comportamento scorretto. Ricordiamo che l’Authority può solo sanzionare la società, ma non ha titoli per risolvere il problema dell’utente. Si dovrà avviare la conciliazione, tra l’utente e la società per trovare un accordo e il tutto deve accadere entro 30 giorni dalla richiesta di conciliazione. Va anche detto che per importi inferiori ai 2.500 euro si può citare in giudizio il gestore direttamente dal giudice di pace richiedendo anche eventuali danni.

Serve una legge definitiva

Adiconsum e le altre associazioni dei consumatori hanno chiesto al Parlamento di legiferare in maniera definitiva affinché la stima sia solo un’eccezione e comunque per un periodo che non può superare i due anni; abrogare il concetto di “tentativo di lettura”; legittimare l’autolettura attraverso l’accesso dei consumatori o di loro delegati al Sistema Informativo integrato presso Acquirente Unico; prevedere per gli utenti la restituzione entro 30 giorni del denaro indebitamente sborsato maggiorato degli interessi legali; eliminare la quota lettura in capo ai distributori che non hanno effettuato tale attività.

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Vacanze senza problemi? Purtroppo non mancano anche i disservizi nei trasporti. Qualunque sia il mezzo di trasporto con cui ci si muove per trascorrere le agognate vacanze, ricordiamo che si hanno dei diritti da far valere in caso di ritardi, cancellazione del viaggio, e altri disguidi. Ecco in sintesi quali sono:


AEREO


Normativa di riferimento: Regolamento (CE) n. 261/2004

NEGATO IMBARCO PER OVERBOOKING: 
1. rinuncia volontaria al volo
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- benefici da concordare
2. rinuncia non volontaria
- rimborso o riprotezione
- compensazione pecuniaria (a seconda della tratta aerea e della durata)
- assistenza (pasti e bevande, albergo in caso di pernottamento, trasferimento in albergo, 2 chiamate telefoniche/messaggi via telex, fax, e-mail)

CANCELLAZIONE DEL VOLO:
1 per circostanze eccezionali
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- assistenza (v. sopra)
2 per circostanze non eccezionali
- hai diritto al rimborso del biglietto (entro 7 gg) o alla riprotezione su volo alternativo
- compensazione pecuniaria (non dovuta nel caso il passeggero sia stato precedentemente informato dalla compagnia della cancellazione)
- assistenza (v. sopra)

RITARDO PROLUNGATO DEL VOLO
1.ritardo in partenza
- da 2 a 4 ore: hai diritto all’assistenza in base a tratta aerea e distanza in km
- oltre le 5 ore: hai diritto all’assistenza e alla rinuncia al volo con rimborso del biglietto entro 7 gg
2.ritardo all’arrivo superiore a 3 ore
- hai diritto all’assistenza
- potresti avere diritto alla compensazione pecuniaria


TRENO


Normativa di riferimento: Regolamento europeo 1371/2007

1. Diritto ad essere informato:
- Prima del viaggio (condizioni applicabili al contratto, orari, tariffe, servizi a bordo, ecc.)
- durante il viaggio (ritardi, interruzioni del servizio, coincidenze
- dopo l viaggio (procedure relative alla presentazione di reclami, ai bagagli smarriti, ecc.).
2. Diritto ad essere risarcito in caso di lesioni alla tua persona:
- La copertura assicurativa minima per passeggero è fissata a 310.000 euro
- Hai diritto a pagamento anticipato per coprire spese urgenti successive all’incidente
3. Diritto ad essere risarcito per smarrimento/danneggiamento bagaglio:
- L’indennizzo per lo smarrimento e/o il danneggiamento di un bagaglio registrato può arrivare fino a 1.285 euro a bagaglio
4. Diritto ad essere risarcito in caso di ritardo/soppressione del treno (salvo circostanze eccezionali):
- Hai diritto a chiedere un compenso minimo pari al 50 % del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti
- Hai diritto a chiedere un compenso minimo pari al 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 minuti e 119 minuti
- un bonus, non in denaro, del valore del 25% del prezzo del biglietto di viaggio da utilizzare in seguito
5. Hai diritto a ricevere per ritardi all’arrivo o alla partenza:
- pasti e bevande
- sistemazione in albergo o di altro tipo
- trasporto verso il punto di partenza o di arrivo, se il treno è bloccato sui binari
- rimborso pieno del biglietto o riprotezione su un viaggio alternativo.


NAVE


Normativa di riferimento: Regolamento UE n. 1177/2010

1. Diritto ad essere informato:
- entro 30 minuti dalla partenza con informazioni su orari di partenza e di arrivo stimato
2. Cancellazione/ritardo superiore ai 90 minuti
Il consumatore ha diritto di scegliere tra:
- un trasporto alternativo che lo conduca alla destinazione finale
- rimborso del biglietto e se necessario il ritorno al punto di partenza
3. Ritardi superiori ai 90 minuti
- Il consumatore ha diritto a: assistenza con pasti e bevande. Se necessario, la compagnia marittima deve anche assicurare fino a 3 pernottamenti (escluso il trasporto verso e dal luogo di pernottamento)
4. Compensazione pecuniaria del 25% in caso di:
- ritardo di 1 ora se la durata del servizio regolare è fino a 4 ore
- ritardo di 2 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 4 e 8 ore
- ritardo di 3 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 8 e 24 ore
- ritardo di 6 ore se la durata del servizio regolare è superiore a 24 ore.
5. Compensazione pecuniaria del 50% in caso di:
Raddoppio del ritardo indicato nei soprastanti punti elenco, ossia:
- ritardo di 2 ore se la durata del servizio regolare è fino a 4 ore
- ritardo di 4 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 4 e 8 ore
- ritardo di 6 ore se la durata del servizio regolare è compresa fra 8 e 24 ore
- ritardo di 12 ore se la durata del servizio regolare è superiore a 24 ore.
Non si ha diritto alla compensazione pecuniaria nel caso di biglietti aperti, se si è stati informati della cancellazione/ritardo prima che si sia acquistato il biglietto, per condizioni metereologiche avverse o se si è artefici del ritardo.
6. Reclami:
- Vanno presentati al vettore entro 2 mesi dalla data del disservizio. Si ricorda che ulteriori risarcimenti sono sempre possibili presso l’Autorità giudiziaria.


AUTOBUS


Normativa di riferimento: Regolamento europeo (181/2011)

Per i viaggi pari o superiori/inferiori ai 250 km:
- non discriminazione né per quanto riguarda le tariffe e le condizioni contrattuali  non discriminazione nei confronti di persone con disabilità e a mobilità ridotta
- informazioni sul viaggio e informazioni generali sui propri diritti presso le stazioni o sui siti internet
- messa a punto di un sistema di trattamento dei reclami
Per i viaggi pari o superiori a 250 km:
- assistenza (spuntini, pasti e bevande, sistemazione alberghiera per max 2 notti) in caso di ritardo di oltre 90 minuti per viaggi di oltre 3 ore
- assistenza come sopra più il rimborso del 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardi di 120 minuti
- assistenza + rimborso del 50% del biglietto in caso di cancellazione del viaggio


IN CASO DI CALAMITA’ NATURALI

Eventi come calamità naturali o attentati terroristici, che purtroppo sono all’ordine del giorno e creano molta inquietudine nell’intraprendere un viaggio, non sempre legittimano il consumatore a recedere dal contratto senza perdere tutto o parte del prezzo pagato. Trattandosi di eventi che non dipendono dalla volontà del prestatore del servizio turistico, se quest’ultimo è nella possibilità di offrire la prestazione, che sia un viaggio organizzato, una camera d’albergo o un volo, il consumatore ha solo la facoltà di recedere dal contratto pagando però la penale prevista o, in caso di tariffe non rimborsabili, l’intero corrispettivo.

Diverso è il caso in cui ci sia uno sconsiglio da parte del Ministero degli Affari Esteri a recarsi presso la località prenotata in caso di pacchetti turistici o la chiusura dello spazio aereo in caso di biglietto aereo. In questo caso, infatti, il consumatore può recedere senza pagare alcuna penale. E’ bene, dunque, verificare se il Paese meta delle proprie vacanze è interessato da un provvedimento del genere visitando il sito: www.viaggiaresicuri.it dove possono anche essere reperite informazioni utili per una permanenza serena e sicura in una determinata località. Si consiglia, tuttavia, di effettuare tali verifiche a ridosso della partenza e non troppo tempo prima. Utili notizie possono, altresì essere reperite sui siti delle compagnie aeree e degli aeroporti: in occasioni di attentati passare i controlli di sicurezza potrebbe richiedere un tempo di attesa decisamente più lungo del normale.

In caso di prenotazione di una camera d’albergo, se la tariffa non è rimborsabile o è ormai trascorso il termine entro cui la cancellazione è gratuita, consigliamo di contattare la struttura per chiedere eventualmente di recedere senza pagare delle penali a titolo di gesto commerciale o di poter usufruire del soggiorno in un altro periodo senza dover pagare eventuali aumenti tariffari.

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Venerdì, 04 Agosto 2017 07:19

Telefonia: occhio ai rischi del roaming

Nonostante dal 15 giugno sia stata comunicata l’abolizione del roaming nei paesi dell’UE, ADICONSUM Bergamo invita a fare attenzione alle “trappole svuota-credito”.

La segnalazione di un associato

Il roaming è la tariffa che il cliente, che si trova fuori dai confini nazionali, paga al proprio operatore di telefonia mobile per compensarlo del corrispettivo che questi deve versare ad un operatore estero per utilizzarne la rete. “Un associato ci ha segnalato di essere incappato in questo problema in occasione di una vacanza su una nave da crociera precisa infatti Mina Busi, presidente dell’associazione consumatori del sindacato Cisl Bergamo - .Prima dell’addio al roaming vi era la massima attenzione, appena fuori Italia, nel verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo. Ora i cittadini, invece, sono portati a pensare che il traffico sia libero e sono perciò esposti alle insidie delle compagnie".

Le compagnie devono avvisare via Sms

Non tutti sanno, ad esempio, che in alto mare, su alcuni traghetti e navi da crociera, scattano i collegamenti satellitari, estremamente costosi (una telefonata può costare anche 3 euro al minuto!). Basta veramente poco quindi per ritrovarsi con il credito azzerato: gli smartphone, infatti, continuano a scaricare dati ed aggiornamenti, consumando traffico dati, anche quando apparentemente sono inattivi. Va detto che le compagnie sono tenute ad informare via sms per tempo i propri clienti delle tariffe applicate per telefonate e traffico internet: se gli utenti non ricevono alcuna comunicazione, come è capitato al nostro associato, si deve chiedere il rimborso di quanto addebitato.

Informarsi prima di partire

In ogni caso, se gli importi scalati per l’uso di Internet superano l’importo di 50€ deve scattare il blocco della rete. Se tale blocco non scattasse automaticamente, anche in questo caso l’utente può chiedere il rimborso della differenza. “Viaggiando in nave, quindi, è bene ricordarsi – conclude Busi - di disattivare il traffico dati e telefonare con moderazione. In alternativa è possibile sottoscrivere con la propria compagnia offerte e pacchetti più economici dedicati appositamente per il viaggi. E’ sempre opportuno informarsi prima di partire onde evitare spiacevoli sorprese”.Va tenuto presente che in alcuni paesi extra-UE quali, ad esempio, Svizzera, San Marino, Montenegro e Albania, l’abolizione del roaming non è in vigore. Anche in questo caso le compagnie sono tenute ad informare i propri clienti dei costi applicati, non appena varcati i confini. Se questo non dovesse avvenire è possibile effettuare un reclamo.

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