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Unione Sindacale di Bergamo

Gli italiani pensano che gli over 65 siano meno di quelli che sono in realtà e credono che ci siano molti più under 14 di quelli che il Paese può contare. Il calo demografico, ai ritmi attuali, potrebbe ridurre la popolazione di 300.000 unità in 5 anni. Siamo tutti contrari all’immigrazione clandestina, ma dovremmo ragionare su come aumentare quella regolare, «sparliamo» di immigrati ma non parliamo abbastanza di quanto emigrano i nostri giovani.

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Anche quest'anno, a luglio, arriverà una boccata d’ossigeno sotto forma di ”quattordicesima” mensilità per tre milioni e mezzo di pensionati italiani. A Bergamo, sono circa 76.000 le persone che per età e reddito rientrano nei parametri per l’assegnazione della pensione aggiuntiva. Lo scorso anno sono stati quasi 60.000.

Tra 336 e 655 euro a seconda del reddito

La somma, fa sapere l’Inps, è stata accreditata lunedì 2 luglio con il rateo di pensione del mese di luglio. Potrà variare tra 336 e 655 euro a seconda del reddito e degli anni di contributi versati. Spetta a tutti coloro che sono in pensione da lavoro dipendente, pubblico e privato, e autonomo che abbiano compiuto 64 anni di età e il cui reddito personale annuo complessivo non superi le due volte il trattamento minimo. Quest'anno il tetto reddituale per aver diritto alla somma aggiuntiva è di 13.192,92 euro. Non vengono conteggiati quindi né il reddito del coniuge né i beni di proprietà del pensionato, se non costituiscono fonte di ulteriori redditi.

Non c’è bisogno di alcuna domanda

La somma viene corrisposta una volta l'anno e viene attribuita d'ufficio senza bisogno di alcuna domanda, anche se è comunque necessaria la dichiarazione dei redditi (con 730 o RED). “Ci sembrano soluzioni che, pur con il limite delle risorse disponibili, cercano di dare risposte a tutti i pensionati che da anni vedono erodere il proprio potere d’acquistodicono alla FNP CISL Bergamo -. Le misure eque sono più complicate, ma aiutano a tenere saldo il tessuto sociale che ancora caratterizza il nostro Paese”.

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Il bilancio 2017 della spesa pensionistica in provincia di Bergamo parla di un aumento degli assegni e anche degli importi: 146 sono i pensionati in più rispetto all’anno precedente, e quasi 9 milioni e mezzo l’incremento in euro delle uscite dell’INPS nei confronti dei pensionati bergamaschi.

I dati della ricerca Fnp Cisl Bergamo

Non bisogna però farsi fuorviare da questi numerisottolinea Roberto Corona, segretario FNP CISL Bergamo -. Da un anno all’altro il “grosso” delle pensioni orobiche sono aumentate di 50-60 euro, mentre è cresciuto di più il numero di quelle sopra i 3.000 euro. Infatti, il numero dei trattamenti più consistenti è arrivato a 8786, crescendo di ben 871 unità, per una spesa di oltre 3 milioni e mezzo in più e un aumento di quasi 400 euro di media”. Sono cifre che appaiono nella tradizionale ricerca condotta dalla FNP CISL provinciale sulla spesa pensionistica. La spesa del 2016, infatti, ammontava a poco più di 317 milioni di euro, mentre il consuntivo 2017 parla di quasi 326 milioni e mezzo per oltre 321.000 beneficiari, con una media di assegno di 1015 euro contro i 986 dell’anno precedente, un aumento di circa il 3% che si ripercuote su ogni tipologia di pensione. In provincia, si pagano quasi 200 mila pensioni di vecchiaia, più della metà dell’intero “monte assegni”.

Inalterata la differenza di genere

Come sempre, rimane evidente e inalterata la differenza di trattamento tra assegni per uomini e per donne. Nella fascia d’età più consistente, quella dai 60 ai 70 anni, la differenza arriva a superare i 1000 € al mese, mentre la media generale si “ferma” a 693 (l’anno scorso era 675).Una condizione - continua Corona - che si fa di anno in anno sempre meno accettabile: è necessario un sussulto di dignità, sia da parte politica che sindacale, perché quanto dichiarato, discusso e condiviso sulla necessità di arrivare a parità salariali, e quindi pensionistiche, trovi finalmente soluzione”.


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Mercoledì, 29 Novembre 2017 08:18

Delegati Cisl a Parma per la campagna pensioni

Più di 300 “cislini” bergamaschi hanno raggiunto Parma, la mattina del 28 novembre, per partecipare all’assemblea dei delegati della Lombardia e dell’Emilia Romagna convocata per discutere sull’accordo che Annamaria Furlan e la sua segreteria hanno raggiunto con il governo sul tema delle pensioni.

Passo avanti per rendere flessibile la “Fornero”

Dal piazzale della Malpensata sono partiti 4 pullman, mentre molti sindacalisti e lavoratori hanno raggiunto la città emiliana con macchine private. “È stato un ulteriore passo in avanti per rendere flessibile la Forneroha detto Ferdinando Piccinini, segretario generale della CISL Bergamo -, un passo avanti nella direzione giusta. La scelta della CISL di proseguire con questo governo era dettata dall’opportunità di portare a casa risultati significativi, come il blocco dell’allungamento dell’età pensionabile per i lavoratori disagiati e usuranti, per i quali è stata allargata la platea”.

Paradossale il passo indietro della Cgil

I prossimi incontri serviranno per finalizzare la definizione dell’età pensionabile per tutti in misura sostenibile. “E’ stata resa più agevole - continua Piccinini - anche l’applicazione dell’APE sociale, per la quale avevamo incontrato difficoltà anche nella nostra provincia; mentre la previdenza complementare viene ancor più agevolata nella tassazione, anche per i lavoratori pubblici. È un peccato che su questo il percorso unitario si sia purtroppo interrotto, anche a fronte di risultati positivi già raggiunti: ci sembra comunque paradossale che CGIL, dopo trattative serrate, faccia, come successo in passato, un passo indietro”.

L’intervento di Riccardo Maffessanti

Alla convention parmense, per Bergamo, c’è stato l’intervento di Riccardo Maffessanti, metalmeccanico della Lucchini di Lovere. “È positiva l'approvazione da parte della commissione Bilancio del Senato dell'emendamento sulle pensioni presentato dal Governo che ha raccolto il contenuto dell'intesa dei giorni scorsi con il sindacato - ha sottolineato dal palco Annamaria Furlan, Segretario generale della Cisl Nazionale -. Si tratta delle norme che modificano l'aspettativa di vita e le deroghe per i lavori più gravosi che abbiamo individuato insieme nel corso del confronto con il Governo, e auspico che ora si passi all'approvazione di tutto il 'pacchetto pensioni' da parte del Parlamento nei prossimi giorni in modo da garantire più equità e flessibilità al sistema pensionistico, venendo incontro alle esigenze dei più deboli”.

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Parrucche bianche in testa, ma addosso abiti da lavoro: il messaggio dei ragazzi che venerdì sera hanno partecipato al presidio organizzato da CGIL, CISL e UIL davanti alla Prefettura di Bergamo è chiaro. Hanno timore di dover lavorare fino ad età avanzata a causa dei cosiddetti “buchi contributivi”, cioè dei numerosi periodi che nella vita di un lavoratore precario rimangono scoperti dal punto di vista previdenziale e dunque non sono conteggiabili ai fini del raggiungimento della pensione.

Pensioni, lavoro, sanità, contratti

Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani, garantire una sanità per tutti, rinnovare i contratti, questi i temi al centro della mobilitazione, che aveva anche l’obiettivo di lanciare un segnale di unità e di combattività delle organizzazioni sindacali confederali, in vista di scelte dalle quali dipenderà il futuro del paese. Pertanto CGIL, CISL e UIL di Bergamo hanno aderito alla mobilitazione nazionale (nel resto d’Italia cadeva sabato, ma anticipata a Bergamo per i lavori del G7 in città) per chiedere di modificare le scelte di politica economica che il Governo prevede nella Legge di bilancio.

Una pensione di garanzia

Con la perfomance dedicata ai precari, alle prese con “buchi” contributivi e pensioni sempre più irraggiungibili i sindacati hanno voluto chiedere la creazione della cosiddetta “pensione di garanzia”, cioè di un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui, per coloro che si muovono solo nel sistema contributivo, permettendo di “mettere una toppa” al “buco” di contributi previdenziali che ciascun lavoratore precario ha.

Le altre richieste

Durante l’iniziativa CGIL, CISL, UIL hanno chiesto: 1) più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; 2) il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; 3) una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; 4) l’adeguamento delle pensioni in essere; 5) la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; 6) risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza.


Il manifesto informative distribuito durante la mobilitazione

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Venerdì, 23 Giugno 2017 11:52

A Bergamo 8000 pensioni d’oro

A Bergamo e provincia ci sono quasi 8000 pensionati “d’oro”, cioè persone che percepiscono assegni mensili superiori ai 3000 euro, mentre la media della pensione in città parla del 39, 81% di pensionati che vivrebbero con assegni da 629.08 euro. Tutto ciò se si conteggiano i possessori di pensioni di invalidità, superstite, asssegno sociale e invalidità civile.

Scandaloso il divario di genere

Non c’è molto da rallegrarsi neppure analizzando soltanto le pensioni di vecchiaia, tra l’altro quasi tutte ancora maturate prima della “Fornero”. In città ci sono 21.276 pensionati che percepiscono, in media, assegni da 1308 euro (le donne, 10.487, ne prendono in media 749,77). Per quanto riguarda la provincia, all’1 gennaio 2017, erano 198.594 i pensionati con assegno per “vecchiaia” in carico all’INPS. L’importo medio mensile supera i 1228 euro, contro i 1179 di due anni prima. Rimane la scandalosa differenza tra assegni maschili e femminili: in due anni la differenza tra le pensioni medie è passata dagli 861 agli 872 €.

chi ha poco percepirà sempre meno

I pensionati “ricchi” sono cresciuti, dal 2014 a oggi, del 21%, come di oltre il 20% è cresciuta la fascia di chi riceve assegni da 5000 euro e più: sono a oggi 1116, mentre la cifra più numerosa si trova tra i beneficiari di pensioni tra i 3000 e i 3500 euro, e cioè 3204 ex lavoratori cresciuti nel giro di tre anni di 621 unità, il 24%. Insomma, sottolinea Roberto Corona, della segreteria FNP CISL di Bergamo, “in periodo di crisi economica chi ha poco percepirà sempre meno e chi percepisce molto prenderà sempre di più. Cosa c’è che non va o non funziona in un sistema sociale dove molti reclamano più equità e questa equità è sempre più sbeffeggiata?

Serve un tetto massimo alle pensioni

Sono i dati di una ricerca compiuta dalla FNP CISL provinciale, che denuncia la grande differenza tra i trattamenti pensionistici in atto. “In una provincia dove la media delle pensioni non arriva ai mille euro mensili è perlomeno immorale, se non illecito, che esistano persone che percepiscono assegni previdenziali superiori anche ai diecimila euro”. Corona non usa mezzi termini. D’altronde, nella sua carriera, il sindacalista si è più volte reso protagonista di battaglie contro le “pensioni d’oro”. Recentemente, è riuscito anche a far approvare dal consiglio comunale di Bergamo, da quello di San Pellegrino e dal Consiglio Provinciale un ordine del giorno che auspicava un tetto massimo al reddito pensionistico, “come atto di solidarietà e condivisione con quelle persone che, avendo lavorato una vita per il benessere di questa società, vivono in modo precario e ora con fatica aiutano figli e nipoti per l’oggettività di questa crisi economica e sociale”.

Giustizia sociale per tutti

L’Ordine del giorno impegnava “Sindaco e Giunta a farsi interpreti presso Parlamento e Governo affinché vengano adottati provvedimenti normativi che pongano tetti massimi alle pensioni dei dirigenti dello Stato”. “Nostra intenzione – dice Corona – è quella di promuovere una sensibilizzazione verso tutta la cittadinanza, attraverso un impegno diretto della classe politica, con un atto concreto di responsabilità e solidarietà”. Si chiede, conclude, “più giustizia sociale per tutti. E più giustizia sociale vuol dire più equità, vuol dire una più equa distribuzione dei sacrifici e che non siano sempre i soliti ha pagare per tutti”.


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Non c’è stata né invasione, né assedio, ma durante tutta la giornata del 20 giugno, è stata grande l’affluenza di persone, iscritti e no, all’INAS CISL di Bergamo, per informazioni e assistenza in merito a APE SOCIAL e Precoci.

Problemi con il portale dell’Inps

A decine, dalla mattina al pomeriggio, hanno affollato il corridoio di via Carnovali. “Abbiamo avuto problemi con il portale dell’INPSdice Daniela Zucchelli, responsabile INAS di Bergamoe a oggi mancano istruzioni precise per le procedure sulla domanda per ottenere APE e pensioni per i precoci. On line, infatti, è possibile solo effettuare le domande di certificazione sui requisiti”.

Il passo avanti rappresentato dall’Ape

Bergamo è terra tradizionalmente ospite di lavoratori edili e precoci. In molti casi le due categorie si accavallano. È naturale che si possa salutare con soddisfazione l’apertura delle procedure per il riconoscimento dell’anticipo pensionistico per edili ultra sessantenni e per chi abbia iniziato a lavorare a 14/15 anni. Anche per altre situazioni sociali, L’Ape social rappresenta un importante passo in avanti che ha nei suoi obiettivi quello di correggere le storture derivanti dalla legge Fornero, soprattutto nei confronti delle categorie più deboli". Così il segretario generale della CISL di Bergamo, Ferdinando Piccinini, nella giornata di esordio dell’anticipo pensionistico per lavoratori svantaggiati. "L’intesa stretta col governo permette di soddisfare alcune necessità di persone in situazioni alquanto gravose. Ora – conclude il sindacalista - l’INPS perfezioni il portale web per permetterci di rispondere nel modo migliore ai bisogni dei cittadini”.

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Il prossimo 25 maggio i lavoratori dell’edilizia - organizzati da FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil - saranno nelle piazze d’Italia per rivendicare il diritto ad accedere realmente alla pensione dopo anni passati sulle impalcature, per la sicurezza, per il lavoro e per il rinnovo dei contratti, per una seria lotta al lavoro nero. Una delegazione della Filca Bergamo scenderà alla manifestazione interregionale di Bologna. Il concentramento è previsto alle 10 in Piazza XX Settembre per poi procedere in corteo fino all' INPS Regionale di Via Milazzo 4/2. 

PENSIONI

L’APE Agevolata ha rappresentato un passo avanti positivo nella vertenza intrapresa dal sindacato sul versate pensionistico ma, per come oggi è concepita la normativa, rischiano di essere pochissimi gli operai edili over 60 che potranno accedere all’APE Agevolata, in quanto 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 continuativi sono requisiti eccessivi per chi, strutturalmente, lavora con discontinuità. Anche la proposta di modificare i 6 anni in almeno 6 sugli ultimi 7, seppur migliorativa, non allargherà certo le possibilità a molti, essendo oltre 23 mila gli operai edili over 60 ancora sulle impalcature che hanno una media di 15 settimane di non lavoro l’anno. Mandare in pensione operai edili over 60 non è quindi solo un atto di giustizia, per evitare anche i tanti incidenti tragici che colpiscono in particolare gli operai più anziani, ma anche un modo per favorire le assunzioni di migliaia di giovani tecnici preparati ad affrontare le sfide di un’edilizia sempre più di qualità. Ma perché questa riforma trovi la giusta applicazione per tutti i lavoratori edili, bisogna impedire la fuga dal CCNL edile verso contratti economicamente più convenienti, che oltre a ridurre il salario dei lavoratori impediscono di fatto la corretta individuazione dei lavoratori che hanno diritto all’accesso a l’APE agevolata.

SICUREZZA SUI CANTIERI

Siamo stanchi di assistere ad una strage continua. Dai cantieri autostradali a chi cade dalle impalcature, a chi rimane folgorato, con la crisi il sistema ha tagliato prima di tutto sulla sicurezza. Troppe aziende non investono più su un’organizzazione efficiente dei cantieri, troppi committenti, pubblici e privati, sottovalutano l’importanza del tema. L’assegnazione degli appalti con la regola del massimo ribasso non fa altro che aumentare i rischi per la salute dei lavoratori, in questo senso il nuovo codice degli appalti ha perso un’occasione per ridurre la possibilità di assegnare gli appalti con questo sistema. Da tempo chiediamo di introdurre la patente a punti, di rafforzare i sistemi ispettivi, di modificare il DM 2013 sulla sicurezza nei cantieri mobili. Chiediamo al Governo scelte forti, non un mero cordoglio di circostanza.

RILANCIO DEL SETTORE

Il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso in molte sue parti. Servono politiche straordinarie di manutenzione di tutte le principali infrastrutture e servono nuove opere pubbliche moderne ed efficienti colmando il divario tra aree interne e città, tra Nord e Sud del Paese. Si deve rafforzare la politica della riqualificazione energetica e anti sismica, rendendo cedibili alle banche i crediti dei cittadini che riqualificano i condomini. Occorre spendere presto e bene le risorse stanziate per il recupero e la riqualificazione urbana, per il rilancio dell’edilizia pubblica, per la messa in sicurezza del territorio. Abbiamo bisogno che gli stanziamenti previsti dal governo centrale e da quelli locali, si trasformino immediatamente in cantieri, con la consapevolezza che se non riparte l’edilizia non potrà ripartire il Paese.

RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI

Il rinnovo dei Contratti nel nostro settore vuol dire dare più salario per far ripartire l’economia ed i consumi, vuol dire scommettere sulla qualità delle imprese, sul contrasto al lavoro nero e all’evasione, il rafforzamento della previdenza e della sanità integrativa e dei fondi per l’aiuto al pensionamento anticipato, sul rafforzamento della nostra bilateralità a tutela dei lavoratori e delle aziende più serie. Chiediamo a tutte le nostre controparti di fare un salto di qualità, di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile, del riconoscimento delle professionalità vecchie e nuove.


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A Bergamo e provincia, all’1 gennaio 2017, erano 198.594 i pensionati con assegno per “vecchiaia” in carico all’INPS: 2.176 in più del 2015. L’importo medio mensile supera i 1228 euro, contro i 1179 di due anni prima. Rimane la scandalosa differenza tra assegni maschili e femminili: in due anni la differenza tra le pensioni medie è passata dagli 861 agli 872 €.

Il report della Fnp Cisl Bergamo sui dati Inps

L’effetto della legge Fornero inizia a percepirsi nell’analisi che la segreteria FNP CISL di Bergamo ha compiuto sui dati INPS relativi alle classi d’età dai 55 ai 69 anni. In queste fasce, i fruitori di pensioni per anzianità lavorativa sono scesi dai 92.099 del 2011 ai 74.829 di quest’anno: oltre 17.000 assegni in meno. Più gente che rimane nel mondo del lavoro sopra i 60 anni, meno gente che entra sotto i 30. In proporzione, anche qui, è il mondo femminile che paga più salato l’accesso alla pensione: dal 2011 al 2017, infatti, le donne che arrivano alla pensione sono il 22% in meno. Per i maschi, il saldo negativo è del 17%. Per le pensioni in queste classi d’età, l’INPS di Bergamo spenderà, nel 2017, 9milioni e 300mila euro in meno rispetto al 2013.

L’analisi di Roberto Corona

I lavoratori bergamaschi hanno contribuito in misura determinante ai risparmi della spesa pensionisticasottolinea Roberto Corona, della segretaria provinciale della FNP CISL -, considerando anche il numero dei lavoratori precoci, che con la riforma Fornero hanno visto allontanarsi considerevolmente il traguardo della pensione. Oggi ci auguriamo che quanto guadagnato possa essere investito sui giovani e sul loro ingresso, il più possibile agevolato”. “Sarà indispensabile continuare la strada di un confronto costante e costruttivo con il Governo – dice Onesto Recanati, segretario generale della categoria - .Ci auguriamo che finalmente nell’incontro del 24 con il Governo, si possano porre sul tavolo i temi che i pensionati aspettano da tempo”.

Certezze per le pensioni di reversibilità

Per la segretaria Fnp Caterina Delasa, la trattativa con l’Esecutivo dovrà portare al “recupero del danno provocato dal blocco della rivalutazione, oltre che alla modifica della legge Fornero. Chiediamo certezze per le pensioni di reversibilità presenti e future, frutto di contributi versati e non regalie, e maggiori risorse per l’invecchiamento. 70 milioni di tasse versate dai pensionati potranno in qualche modo darci il diritto di farci sentire”.

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Il panorama del sistema pensionistico, in Italia, è soggetto a continui e repentini mutamenti: il nuovo accordo tra sindacati e governo; l’avvio delle nuove misure dell’APE, della quattordicesima, della no tax area; le novità riguardanti esodati, lavori usuranti e la perequazione delle pensioni; come leggere e cosa sapere dalla famosa “busta arancione”. Il sindacato FNP CISL di Bergamo se ne fa carico nei confronti dei propri tesserati e di tutta la cittadinanza, anche attraverso iniziative pubbliche volte a spiegare i tanti meccanismi spesso complicati che si celano dietro le formule burocratiche.

È il caso della Assemblea dei Pensionati di Mozzo che dedicherà l’appuntamento di questa settimana (venerdì 25 novembre, alle 15, presso la Sala Consiliare del Comune), sul tema “Quale futuro per il sistema pensionistico”. Interverrà Onesto Recanati, della Segreteria Pensionati CISL di Bergamo.


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