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Unione Sindacale di Bergamo

La Gamba Srl di Brembilla, azienda storica di minuteria meccanica che occupa un centinaio di dipendenti, ha recapitato a tre lavoratori una lettera di licenziamento individuale per motivi economici dopo aver affrontato quattro anni di contratto di solidarietà. Per questo motivo lunedì 7 marzo 2016 i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil, dopo un'assemblea coi lavoratori, hanno proclamato 2 ore di sciopero al quale ha aderito più del 50% dei dipendenti.

Andrea Donegà, della Fim Cisl Bergamo, definisce quella dell'Azienda "una decisione inaccettabile e sbagliata che segna una rottura e una discontinuità con quanto fatto fino ad ora all'insegna di proficue relazioni sindacali e tutela dell'occupazione. In questi anni abbiamo sempre condiviso con l'Azienda i percorsi da intraprendere e, invece, questi licenziamenti decisi unilateralmente e comunicatici a fatto compiuto sono stati inaspettati e sbagliati nelle modalità. Chiediamo all'azienda di fare marcia indietro su tali provvedimenti visto che la procedura prevista per legge ci dà ancora margini di tempo prima del tentativo obbligatorio di conciliazione alla Direzione Provinciale del Lavoro. La grande partecipazione dei lavoratori allo sciopero dimostra che la solidarietà è ancora un valore importante e che occorre ricondurre la discussione in un clima costruttivo”.

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Mercoledì, 16 Dicembre 2015 08:44

Grande distribuzione: sabato 19 sciopero nazionale

Alla vigilia della prima mobilitazione, quella del 7 novembre, i lavoratori avevano parlato di “sciopero doveroso” e “tabula rasa dei diritti”, fra estrema liberalizzazione di turni, lavoro serale, festivo, abbassamento del salario e diminuzione dei permessi retribuiti.

Ora i dipendenti della Grande Distribuzione, cioè di supermercati e ipermercati di tutto il paese di aziende aderenti a Federdistribuzione, Confesercenti e Distribuzione Cooperativa (circa 300mila in tutto il paese, 5000 a Bergamo e in provincia) tornano a mobilitarsi, con un nuovo sciopero proclamato da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL per sabato 19 dicembre, in pieno periodo di acquisti natalizi.

Da ormai due anni si protrae, infatti, il negoziato per la definizione di un Contratto collettivo nazionale di lavoro per catene come~ Auchan, Iper, Coin, Esselunga, Bennet, Leroy Merlin, le aziende commerciali del Gruppo Percassi. Oltre alla Grande Distribuzione sono coinvolti anche gli ipermercati e supermercati COOP aderente alla Distribuzione Cooperativa e CONAD e di tutti i negozi aderenti alla Confesercenti.

Per i lavoratori di queste aziende, oltre all’astensione dal lavoro, sabato sarà anche il giorno della manifestazione nazionale organizzata a Milano: i sindacati mettono a disposizione di chi voglia partecipare un servizio di bus per raggiungere il capoluogo lombardo da Bergamo. Il corteo partirà alle 10.30 da Corso Venezia, angolo via Palestro, e si snoderà fino in Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, via Case Rotte, con arrivo in Piazza Scala dove interverranno Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo.

Abbiamo calcolato che esiste una differenza di salario per il mancato rinnovo di circa 1.000 euro all’anno tra questi lavoratori e quelli di aziende associate all’altra controparte, Confcommercio, con cui un Contratto nazionale è stato invece rinnovato - hanno spiegato Mario Colleoni di FILCAMS-CGIL, Alberto Citerio di FISASCAT-CISL e Maurizio Regazzoni di UILTUCS-UIL di Bergamo. - Qui si tratta di una vera e propria messa in discussione della contrattazione: oltre alla perdita di salario c’è il tentativo di procedere con regole proprie chiedendo flessibilità infinita ai lavoratori.

"L’obiettivo delle tre controparti è solo quello di ridurre drasticamente il costo del lavoro. Siamo disponibili a trattare, ma procedere così proprio non va: ecco perché abbiamo proclamato lo sciopero. Siamo più che mia convinti che una discussione seria debba partire dall’analisi di un nuovo modello che permetta di conquistare nuove quote di mercato e che non si basi solo sulle politiche di riduzione del costo del lavoro ma che metta al centro investimenti seri e mirati”
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La segreteria del sindacato Cisl Bergamo esprime la propria grande soddisfazione per “il risultato e la grande adesione allo sciopero dei lavoratori Italcementi, che ha smentito anche quanti avevano scommesso sulla scarsa partecipazione degli impiegati di via Camozzi” Per Ferdinando Piccinini, è “un segnale dato alla azienda e al territorio della volontà comune di mantenere Bergamo come uno dei punti di riferimento del gruppo. Rilanciamo anche il nostro invito alla politica e ai rappresentanti del territorio a proseguire con la forte coesione dimostrata in queste settimane, con l’impegno che ha portato all’apertura di dialogo con il governo. Dobbiamo cercare tutti di tenere alta l’attenzione”. Comunicato.

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Venerdì, 10 Luglio 2015 00:00

Un sabato senza Ikea. Sciopero per i diritti

Anche in questi giorni di afa, i negozi Ikea di Roncadelle e Carugate, nel week end, diventano meta di molti bergamaschi. A loro chiediamo di rispettare lo sciopero dei lavoratori dei negozi, domani 11 luglio,  per protestare contro le inaccettabili proposte avanzate al tavolo per la definizione del nuovo integrativo aziendale. Sono in gioco i diritti sul lavoro di uomini e donne, poco rispettati dal colosso dei mobili svedese”.

Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo, appoggia senza riserve l’agitazione promossa dai sindacati di categoria FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS, che hanno indetto lo sciopero nazionale per l’11 luglio, non si piegano ai tagli lineari su maggiorazioni per lavoro domenicale e festivo e sulla trasformazione del premio aziendale fisso in elemento variabile, proposte peraltro presentate dal marchio svedese dopo la disdetta della contrattazione integrativa annunciata nelle scorse settimane.

Per le tre sigle è inaccettabile che la crescita e lo sviluppo si finanzino esclusivamente sui salari degli oltre 6mila co-workers italiani che hanno contribuito a rendere Ikea uno dei leader mondiali dei mobili e accessori low cost; lavoratori per la stragrande maggioranza con contratto di lavoro part time,  “disposti a sacrificare la vita familiare e sociale per l’affermazione della leadership del colosso della grande distribuzione e ai quali oggi si chiede di rinunciare al sacrosanto diritto ad una paga dignitosa!

Le organizzazioni sindacali auspicano la migliore riuscita dello sciopero e invitano l'azienda ad ascoltare le voci e le richieste dei suoi lavoratori, nonché a rispettare regole e diritto allo sciopero!

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Giovedì, 04 Giugno 2015 00:00

Lo sciopero del 7° anno senza contratto

Sette anni senza rinnovo contrattuale sono tanti, soprattutto se accade nella Sanità Privata, sinonimo di guadagni e risorse. Stiamo parlando di un settore che nella sola provincia è composto da 15 strutture (alcune anche di grandi dimensioni e di importanza) e occupa oltre 2500 persone. Un settore che ha rinnovato da poco le proprie rappresentanza sindacali e che adesso intende avviare rivendicazioni e proteste contro le “centrali” di ARIS e AIOP (le “confindustrie” della sanità privata) per ottenere quanto legittimamente spetta.

Per questo, la RSU dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino ha organizzato per lunedì 8 giugno, una manifestazione di denuncia e protesta, che possa essere di aiuto e stimolo a tutti i colleghi delle altre strutture sanitarie della provincia, tutti nelle stesse condizioni. Il Quarenghi – dice Giulio Pennacchia, del sindacato FP CISL dBergamo – avvia la stagione dei presidi e delle mobilitazione nella sanità privata. Altre strutture scenderanno in piazza nelle prossime settimane

Come è possibile – si chiede la RSU della Quarenghi in un volantino (scarica il pdf) - che gli istituti sanitari religiosi, che destinano parte dei loro profitti in opere caritatevoli, restino insensibili al fatto che stanno negando ai propri dipendenti gli adeguamenti salariali dal 7 anni? Come è possibile che gli istituti sanitari non religiosi, che  conseguono profitto e si ergono a esempio di etica, efficienza e economicità di spesa nel rapporto concorrenziale con il servizio pubblico, si dimentichino da 2600 giorni dei propri lavoratori, negando loro il dovuto rinnovo contrattuale? La sanità privata costa meno di quella pubblica, principalmente perché non garantisce tutte le prestazioni del servizio pubblico, con una accentuata tendenza all’assunzione dei DRG più remunerativi. E poi, fatto non trascurabile, perché ha un costo del lavoro notevolmente più basso, legato a 7 anni di mancati rinnovi contrattuali. Organici ridotti, turni di lavoro massacranti, continui rientri in servizio e impossibilità di programmare la propria vita privata e persino di fruire delle ferie”.

Questa è la sanità privata accreditata che si erge a modello di dinamicità, efficacia, efficienza ed economicità rispetto al servizio pubblico – dice Gilberto Milesi, della RSU per la FP CISL -. Peccato dimentichi i propri dipendenti, costretti dal 2007 a non vedere manco l'ombra di un adeguamento del salario, già più basso rispetto ai colleghi del pubblico. Tutto ciò avviene con il silenzio complice della Regione, che con le tasse dei cittadini rimborsa le prestazioni del privato accreditato, ricomprendendo anche gli adeguamenti che non finiscono nelle povere buste paga degli operatori, ma vengono incamerare nei virtuosi profitti. E quando si tratta di liquidare gli arretrati la virtuosa ed etica sanità privata ha sempre operato a colpi di "una tantum", lucrando pure sul dovuto matematico ed inserendo stratagemmi restrittivi con il vorace intento di risparmiare su quando spettante”.

Il prossimo 8 giugno, a partire dalle 9, davanti alla clinica Quarenghi, la manifestazione di CISL FP e FP CGIL per protestare contro i contratti mancati. “L’8 per il contratto” sarà un presidio con distribuzione di materiale informativo a utenza e passanti. Con la “solenne” esposizione delle nuove bandiere. “Una per ogni anno di assenza contrattuale”.


Dalla San Donato di Osio Sotto arriva il buon esempio

Un mese fa, presso la società San Donato di Osio Sotto è stato sottoscritto un accordo che riconosce ai lavoratori la “Una tantum” che va dai 300 ai 700 €,  più acconti sui futuri miglioramenti economici pari a quelli dell’ultimo rinnovo contrattuale. San Donato è una società che gestisce ambulatori e servizi di assistenza domiciliare nel territorio della bassa e occupa oltre 50 persone.

L’accordo raggiunto da FP CISL e San Donato – spiega Giulio Pennacchia, della FP CISL - tende a riconoscere come obiettivo principale delle parti la valorizzazione delle risorse umane

Un esempio positivo che spicca tra i tanti piagnistei di datori di lavoro che accampano solo scuse per non rinnovare il contratto di lavoro agli incolpevoli lavoratori del settore. Speriamo che l’accordo sia esempio e funga da sprone per le altre direzioni aziendali. Il contratto Sanità Privata è scaduto da 7 anni. Basta scuse: devono dare ai lavoratori quanto spetta”.

 

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Dopo l’avvio dello stato di agitazione, per i lavoratori di ABF, Azienda Bergamasca Formazione, domani 5 giugno 2015 è il giorno dello sciopero: si terrà un presidio a Milano davanti alla sede della Regione Lombardia a partire dalle ore 10.30 e fino alle 12.00 (un bus partirà alle ore 9.00 dalla sede di via Gleno).

ABF, interamente controllata dalla Provincia di Bergamo, è specializzata nella formazione professionale e nei percorsi di inserimento lavorativo dedicati a chi abbia perduto il posto di lavoro. In ABF si teme il taglio di 44 posti su un organico di 326 lavoratori, tra personale amministrativo, tutor, docenti, personale ausiliario, docenti per disabili, personale per l’inserimento professionale al lavoro negli 8 centri della provincia orobica (Curno, Clusone, Albino, Bergamo, San Giovanni Bianco, Trescore, Castel Rozzone, Treviglio).

Dal 14 maggio i sindacati di categoria FP-CGIL, CISL-FP e USB PI di Bergamo hanno avviato uno stato di agitazione. Lunedì 18 maggio 2015, inoltre, hanno svolto un presidio davanti alla sede della Provincia in via Tasso 8.

“Con la mobilitazione i lavoratori di ABF protestano contro i tagli ai trasferimenti operati dalla Regione Lombardia che penalizzano il bilancio dell’azienda nell’ordine di circa 1.700.000 euro - ha spiegato nei giorni scorsi Angelo Murabito del sindacato CISL-FP -. È la conseguenza della decisione regionale di parificare ABF alle scuole di formazione private: ricordiamo che con un accordo del 2001 il personale di Regione Lombardia che si occupava di formazione professionale era passato alle dipendenze delle Provincie (ma gli stipendi continuavano ad essere pagati dall’amministrazione regionale). A Bergamo la Provincia aveva, poi, affidato questi lavoratori alle dipendenze di ABF”.

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Prima un’assemblea in Comune, poi tutti in presidio davanti ai cancelli della “loro” fabbrica, con la guardia giurata che ben rappresenta tutte le loro paure: il lavoro sparito, le sicurezze che vengono a mancare, rabbia e delusione per una vicenda che avrebbe potuto essere gestita diversamente.

Così è trascorsa la giornata di venerdì 29 maggio 2015 dei dipendenti della Rubini. “Dal curatore fallimentare non è arrivata alcuna speranza di continuità – spiega Massimo Lamera, del sindacato FIM CISL Bergamo -, ma i lavoratori non vogliono darsi per vinti. Se nessun acquirente si farà avanti, l’assemblea ha discusso anche della possibilità che i lavoratori diano vita a una cooperativa che possa rilevare almeno parte delle attività. Un’ipotesi che Rossi, il curatoredel fallimento Rubini Sinterizzati, col quale abbiamo avviato una discussione, ha ritenuto degna di essere valutata, soprattutto nell’ottica della salvaguardia dell’occupazione”.

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Un altro fulmine a ciel sereno colpisce il mondo del commercio di Bergamo. Oggi Auchan ha dichiarato l’apertura della  procedura di mobilità per 1426 dipendenti, lamentando uno stato di crisi continuo da qualche stagione. Per Bergamo, gli esuberi sono 29, tutti concentrati nel supermercato di via Carducci, che attualmente ne occupa circa 220.

Siamo sorpresi da questa ennesima iniziativa dell’azienda – dice Alberto Citerio, segretario generale del sindacato FISASCAT CISL Bergamo -. Non abbiamo mai nascosto che i problemi all’interno del gruppo siano evidenti, ma a Bergamo c’erano spazi considerevoli per una trattativa, negata da mesi, e condizioni certe per un accordo, che inspiegabilmente l’azienda non ha mai veramente ricercato”.

La vertenza Auchan si è ufficialmente aperta a fine marzo,  quando l’azienda, con una decisione unilaterale ha disdetto l’accordo integrativo per tutti i lavoratori, che si sono visti applicare tagli ai salari, alla copertura della malattia e degli infortuni sul lavoro, con un costo medio per ogni lavoratore fino a 300 euro al mese.

Nella provincia di Bergamo, Auchan gestisce 3 ipermercati, uno nel capoluogo, e altri a Curno e Antegnate, per un totale di oltre 500 dipendenti. Dopo la disdetta del contratto, dunque, adesso giungono questi esuberi senza ragion d’essere per Bergamo – continua Citerio -. L’azienda prosegue con questo atteggiamento lesivo della dignità dei lavoratori. Vengono per questo confermate le assemblee già in programma per il prossimo 4 maggio e lo sciopero generale di tutti i supermercati italiani, che il 9 maggio manifesteranno per l’intera giornata”.

Il sindacato  - conclude Citerio -è disponibile ad affrontare con senso di responsabilità i problemi dell’impresa, ma ciò deve però avvenire nel rispetto degli interessi e dei diritti dei lavoratori, non scaricando unicamente su di essi il peso di una ristrutturazione selvaggia”.

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Lunedì, 20 Aprile 2015 00:00

Cisl Scuola Informa del 18/4/15

Cisl Scuola Informa del 18 aprile 2015
Sommario: 1) 5 maggio: sciopero; 2) Dichiarazioni di Francesco Scrima, Segretario generale Cisl Scuola.
da affiggere all’albo sindacale di ciascun plesso come da normativa vigente

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Continua lo stato di agitazione al Ciao di Bergamo. Il ristorante del Sentierone, del gruppo Autogrill, da circa 30 anni ospite della struttura piacentiniana del centro di città bassa, ha infatti deciso di chiudere l’attività, aprendo la mobilità per i suoi 13 dipendenti.

L'8 aprile, l’azienda ha incontrato i sindacati e la RSU, confermando le proprie intenzioni, ma aprendo anche spiragli di possibili reinserimenti di sette dei dieci dipendenti part time in strutture del gruppo. Rimarrebbero quindi esclusi al momento 6 persone, per le quali Autogrill “non ha ancora fornito indicazioni sufficienti a tranquillizzarci – sottolinea Diego Lorenzi, della segreteria del sindacato Fisascat Cisl Bergamo -. Noi continueremo le azioni di mobilitazione, fino a quando ogni lavoratore non sarà stato ricollocato in un'altra azienda. Tra l’altro, vorremmo anche capire quale attività sostituirà “Ciao” all’interno della struttura. Per questo chiediamo che Ascom e Comune si facciano carico di intervenire verso i nuovi affittuari per valutare le possibilità di impiego”.

L’assemblea dei lavoratori, concorde nel ritenere insoddisfacenti le proposte di Autogrill, ha chiesto che nessun lavoratore sia escluso dalle soluzioni allo studio, e ha deciso di manifestare allo sciopero del commercio in programma mercoledì 15 a Milano e, al rientro, “ci sarà una manifestazione di protesta lungo il Sentierone, per sensibilizzare – conclude Lorenzi - la popolazione e le istituzioni sullo svuotamento commerciale del centro cittadino”.

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