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Unione Sindacale di Bergamo

Domenica, 03 Gennaio 2016 00:00

Niente cassa per la Pigna di Alzano Lombardo

Avrebbe dovuto essere nominato entro il  31 dicembre, invece la nomina ancora non c'è: non è arrivata in tempo l’auspicata sentenza di ammissione alla procedura concorsuale che avrebbe individuato anche il commissario che dovrà supervisionare la gestione delle Cartiere Paolo Pigna di Alzano, attualmente in preconcordato. La nomina di un commissario era necessaria per la richiesta, da presentare entro oggi, di una cassa integrazione per procedura concorsuale che dal 1° gennaio, con le nuove norme, scomparirà.

Il 22 dicembre nella sede di Confindustria a Bergamo azienda e sindacati di categoria avevano firmato una pre-intesa proprio su questa richiesta di cassa straordinaria. L’accordo, a questo punto, non ha alcuna utilità.

Cosa cambia dunque per i lavoratori? “La cassa straordinaria che abbiamo perduto a causa della mancata nomina del commissario aveva per i dipendenti di Pigna caratteristiche più certe e stabili rispetto a quella che si potrà chiedere a gennaio - spiega Luca Legramanti, segretario generale del sindacato FISTEL CISL Bergamo -. Infatti questa cassa di 12 mesi, che dall’anno prossimo non esisterà più per le procedure concorsuali, garantiva un’ammortizzazione sociale qualsiasi cosa fosse accaduta, fallimento compreso. La cassa che si potrà richiedere da gennaio (per crisi aziendale), invece, pur con una durata identica rispetto all’altra, in caso di fallimento dell’azienda cesserebbe di essere erogata, lasciando i lavoratori senza ammortizzatore sociale”.

Dal 23 settembre scorso la storica cartiera della valle Seriana ha attivato una procedura di preconcordato la cui conclusione era, appunto, attesa per questi giorni.

L’azienda da almeno quattro anni vive difficoltà sia di ordine finanziario che industriale e per questo ha usufruito di diversi ammortizzatori sociali, dal contratto di solidarietà a diversi cicli di cassa ordinaria, l’ultimo dei quali si è esaurito il 19 dicembre (tra l’altro di queste ultime 13 settimane di cassa manca ancora l’autorizzazione da parte dell’INPS territoriale che permetterebbe l’erogazione –ancora attesa dai 165 lavoratori– dei soldi per le ore di cassa effettuate).

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Acque ancora agitate alla Pigna di Alzano Lombardo. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato per mercoledì 25 novembre un'ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro per tutto il personale dipendente, in seguito a quanto deciso nelle assemblee svolte il 23 novembre. Il casus belli, oggi, riguarda il mancato pagamento dello stipendio di settembre, promesso dall’azienda tramite un verbale di accordo firmato in Confindustria lo scorso 19 ottobre, e atteso, invano, in questi giorni. 

Pigna non ha fatto la necessaria richiesta al Tribunale per ottenere il permesso di pagare i propri dipendenti (l’azienda è in preconcordato) – dicono i responsabili dei sindacati FISTEL CISL, SLC CGIL e UILComunicazione – e ancora una volta sindacati e lavoratori lo hanno saputo non da una comunicazione dell’azienda, ma solo perché abbiamo chiesto informazioni, insospettiti dall’ennesimo ritardo”.

Addirittura, Confindustria aveva comunicato che tutto era in regola e che l’azienda, a loro, aveva confermato i suoi impegni. “È più che evidente come l’azienda non abbia rispettato una chiara intesa condivisa e sottoscritta al tavolo di trattativa – affermano Luca Legramanti, Paolo Turani e Bruno Locatelli, segretari delle sigle sindacali -, mancando di rispetto ai lavoratori e ai loro rappresentanti, ancora una volta, dopo l’annuncio sulla stampa della domanda di preconcordato. Diventa per noi inevitabile dare una risposta sindacale e responsabile a questa condizione di irresponsabilità inaccettabile”. “Siamo consapevoli della delicata situazione che stiamo affrontando, ma gli accordi quando vengono sottoscritti vanno rispettati”, concludono i tre sindacalisti.

Le Cartiere Paolo Pigna danno oggi lavoro a 160 persone, oggi in Cassa Integrazione Ordinaria, fino a dicembre. Le organizzazioni Sindacali stanno aspettando che l’azienda presenti al Tribunale, e di conseguenza anche ai lavoratori, il piano con il quale l’azienda cerca di uscire dalla pesante situazione di crisi. La prossima settimana dovrebbe esserci l'incontro con l'azienda che Lunedì 23 doveva presentare al tribunale di Bergamo la seconda parte del piano di risanamento.

 

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Venerdì, 24 Luglio 2015 00:00

Telecom: esternalizzazioni a Bergamo

L’annuncio di Telecom del piano industriale che prevede 1700 esuberi su scala nazionale non produrrà, probabilmente, effetti immediati a Bergamo. Il dubbio riguarda, eventualmente pochi addetti alla Directory Assistance (ex servizio 12). Sicuramente, però, non lascia dormire sonni tranquilli alla cinquantina di addetti del call center, il 187, per capirci, che secondo le intenzioni del colosso delle comunicazioni dovrebbe passare in forza a una nuova società, la TIM Caring Srl.

Così, ci dice Terry Gattoni, della segreteria provinciale del sindacato FISTEL CISL, “tutto il comparto call center dovrebbe uscire dal perimetro Telecom per andare sul mercato. Il tavolo resta aperto, e noi andremo alla prossima convocazione per trovare un accordo che ci consenta di limitare gli esuberi e di mantenere il caring all'interno del perimetro societario, anche perché siamo consapevoli del fatto che la nostra posizione contrattuale ci espone a un costo di molto superiore ai nostri concorrenti, che giocano spesso e volentieri in modo non del tutto trasparente, quindi non si escludono passi ulteriori del management della Newco nel giro di poco tempo”.

La “squadra “ di Bergamo, infatti, è composta da personale con anzianità media di circa 20 anni, e quindi costi del lavoro superiori a quelli di molti call center, “che applicano contratti diversificati e si affidano a part time di studenti, nei quali non si rispettano nemmeno i tempi delle pause”.

La FISTEL ha proposto, nell’incontro del 23 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico, di fare un accordo quadro per la gestione della coda degli esuberi, con gli ammortizzatori sociali disponibili, salvaguardando il Caring dal processo di esternalizzazione avviato da Telecom, recuperando tutte le possibilità previste nell’ipotesi di accordo del 18 dicembre 2014 (passaggi Part-Time a Full-Time, passaggi di livello, salvaguardia delle sedi di lavoro destinate alla chiusura, ecc..).

La FISTEL è determinata a procedere nel confronto per arrivare ad un’intesa che salvaguardi l’occupazione e metta in sicurezza i conti economici dell’azienda. Fondamentale per la FISTEL è la ripresa “di corrette Relazioni Industriali che ormai da circa un anno sono praticamente interrotte con gravi conseguenze sul mondo del lavoro in quanto l’azienda procede con riorganizzazioni in modo unilaterale”.

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Il preconcordato alla Grafiche Mazzucchelli preoccupa, come naturale, i sindacati e i lavoratori della tipografia di Seriate, e FISTEL CISL e SLC CGIL ne parleranno lunedì 29 nel corso del Consiglio comunale di straordinario di Seriate convocato proprio per discutere delle scelte da compiere per salvare lo stabilimento del paese. D’altronde, i sindacati chiedono da tempo che le istituzioni locali, e il comune soprattutto, entrino nella vicenda con ruoli da protagonisti.

Nell’assemblea dei giorni scorsi, intanto, i 100 dipendenti dell’azienda hanno richiesto da parte della proprietà risposte sicure e veritiere circa il futuro dello stabilimento bergamasco. “Innanzitutto – dicono Luca Legramanti, e Paolo Turani, segretari generali rispettivamente di FISTEL CISL Bergamo e SLC CGIL Bergamo– vogliamo che sia avviata la pratica per la Cassa Integrazione, e che, soprattutto, sia data vitalità agli incontri per ravvisare eventuali imprenditori interessati a rilevare l’impresa. Sappiamo che alcuni di questi sono imprenditori locali: noi gradiremmo che la scelta ricada su di loro, e a tal fine chiediamo che le istituzioni locali, a partire dal comune, si adoperino perché questa soluzione trovi l’appoggio necessario”.

La situazione critica di Grafiche Mazzucchelli va avanti da qualche tempo, da quando lo stabilimento di Seriate è stato inglobato nel gruppo Guido Veneziani Editore: un’azienda sana e con clienti in tutta Italia, negli ultimi anni, faticava a pagare gli stipendi e i fornitori. Per avere gli ultimi assegni, i lavoratori della Mazzucchelli hanno dovuto incrociare le braccia e scioperare per giorni interi. Ancora manca la certezza del pagamento della seconda rata dello stipendio di maggio.

Questa azienda ha potenzialità tuttora enormi nel settore – dicono i due sindacalisti. Se non si perderanno tempi in pastoie burocratiche e lungaggini per convenienze personali, si possono recuperare facilmente volumi e clienti persi negli ultimi anni”.


Scarica il volantino


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Guerra aperta a Seriate dei sindacati con Grafiche Mazzucchelli, con il suo proprietario, per la precisione. Guido Veneziani da qualche tempo è ospite fisso delle cronache, nelle quali si parla con sempre maggior frequenza delle sue difficoltà economiche e imprenditoriali.

Per questo, il mancato pagamento dei fornitori, che ha provocato lo mancanza della materia prima, e l’ennesimo ritardo nell’erogazione degli stipendi dei 100 dipendenti bergamaschi del gruppo ha fatto alzare il livello di allerta di FISTEL CISL e SLC CGIL, che da tempo stanno valutando azioni forti e concrete per trovare rimedio all’agonia industriale che ha colpito lo stabilimento di Seriate, capofila del gruppo che da lavoro a 400 lavoratori e che comprende anche Moncalieri (dove gli stipendi arretrati sono un “classico” e hanno già comportato 12 giorni consecutivi di sciopero) e che annoverava fino a due settimane fa anche Rotoalba, fallita. Un azienda e un gruppo al quale il lavoro non manca e nel quale, comunque, la produzione non si è mai fermata. Fino a oggi.

Non concediamo più proroghe – dicono Luca Legramanti, segretario generale del sindacato FISTEL CISL Bergamo, e Paolo Turani, della SLC CGIL provinciale: adesso ci aspettiamo di parlare seriamente e compiutamente di quale futuro si prospetta per Seriate e i suoi cento lavoratori. Da mesi gli stipendi giungono a rate e con date sempre spostate in avanti. Anche i pagamenti di maggio hanno avuto bisogno di due giorni di sciopero.  Oggi ci è stato comunicato che gli stipendi di giugno, che avrebbero dovuto essere pagati ieri, saranno pagati in due rate: la prima il 20, anche se rimane in forse, e la seconda per la fine del mese. Il tutto, comunque, senza alcuna garanzia. Anche sulla quattordicesima, non abbiamo nessuna notizia. Siamo ormai su un piano inclinato da quale non vediamo vie di fuga.

E come se ciò non bastasse, dopo la vicenda dell’Unità (tuttora non conclusa), dobbiamo anche assistere a uscite istrioniche di Veneziani, che ci chiede un incontro per l’integrativo aziendale. Non c’è serietà
– concludono i due sindacalisti - : come si esce da questa situazione? Noi diamo la nostra disponibilità a ricercare accordi per uscire dalla crisi, ma Veneziani deve dirci cosa vuol fare: si cambi rotta con i fatti. Noi abbiamo la necessità di tutelare i lavoratori ”.

Intanto, lavoratori e sindacati oggi 12 giugno hanno ricevuto la solidarietà del sindaco di Seriate, Cristian Vezzoli, che si è detto pronto a sostenere ogni iniziativa utile per salvare occupazione e produzione.

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Mercoledì, 17 Dicembre 2014 10:25

Una volta alla Pigna c'era "il pane a vita"

Pigna, il tempo scorre sui nostri diritti”, si legge nei volantini distribuiti al presidio organizzato dai lavoratori al mercato settimanale di Alzano Lombardo distribuivano. Mancano due settimane alla fine dell’anno, data ultima per la ricapitalizzazione dell’azienda, e sindacati e RSU ancora non sanno quali intenzione la proprietà abbia in merito. Comunicato

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Mercoledì, 17 Dicembre 2014 10:21

Presidio Pigna al mercato di Alzano

Nuovo capitolo della vicenda Pigna. I lavoratori dello stabilimenti di Alzano hanno realizzato un presidio al mercato settimanale per volantinare e far conoscere alla popolazione la situazione critica in cui versa la storica fabbrica del paese, che ancora da lavoro a 240 persone.

“Pigna, il tempo scorre sui nostri diritti”, si leggeva nei volantini che i lavoratori distribuivano, ottenendo dai frequentatori del mercato attenzione e solidarietà. Sono poche, infatti, le famiglie di Alzano che non hanno avuto almeno un rappresentante tra i lavoratori della vecchia cartiera, presente in paese dal 1919. “Era una di quelle fabbriche – ha ricordato un’anziana signora – che garantiva il “pane a vita”. Chi entrava in Pigna, aveva garantita la stabilità sua e della famiglia, fino alla pensione. Mi dispiace vedervi così….”

Mancano due settimane alla fine dell’anno, data ultima per la ricapitalizzazione dell’azienda, e sindacati e RSU ancora non sanno quali intenzione la proprietà abbia in merito. “Noi abbiamo avuto pazienza in attesa delle risposte – dice Luca Legramanti, segretario generale Fistel Cisl Bergamo, presente al presidio -. Ora la pazienza è finita, e qualcuno deve passare dalle parole ai fatti. Ci attendiamo che nei prossimi giorni l’azienda ci convochi e ci dica cosa intende fare all’inizio dell’anno, se vuole fare l’aumento di capitale che serve e se intende andare avanti con la produzione in Pigna. Noi siano convinti che qui si produca l’eccellenza dei quaderni: vorremmo, pretendiamo che si continui a farlo”.

Il volantino distribuito al mercato

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Mercoledì, 17 Dicembre 2014 00:00

Pigna: presidio al mercato di Alzano Lombardo

La questione della Pigna, la storica fabbrica di Alzano Lombardo, sarà prepotentemente di scena, mercoledì 17 dicembre, al mercato del paese della valle Seriana. Le sigle dei sindacati di Bergamo (FISTEL CISL, SLC CGIL e UILCOM) e la RSU hanno infatti deciso di fare un presidio e un volantinaggio tra le bancarelle del mercato settimanale, a partire dalle 9 della mattina, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla situazione della Pigna. Comunicato.

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Martedì, 16 Dicembre 2014 07:40

Pigna: presidio al mercato di Alzano Lombardo

La questione della Pigna, la storica fabbrica di Alzano Lombardo, sarà prepotentemente di scena, mercoledì 17 dicembre, al mercato del paese della valle Seriana. Le sigle dei sindacati di Bergamo (FISTEL CISL, SLC CGIL e UILCOM) e la RSU hanno infatti deciso di fare un presidio e un volantinaggio tra le bancarelle del mercato settimanale, a partire dalle 9 della mattina, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla situazione della Pigna.

Quella di mercoledì, sarà la prima “uscita pubblica” del sindacato dopo la segreteria tecnica fatta in sede di Regione Lombardia a Bergamo, presenti Provincia, Regione e Comune. In quella sede, FISTEL CISL, SLC CGIL e UILCOM hanno ribadito la preoccupazione circa la situazione di Pigna e riaffermato che “è finito il tempo dell'attesa; è necessario passare dalla parole ai fatti. Chi ha delle responsabilità nella conduzione della Società deve essere chiaro circa le sue intenzioni e procedere”.

“La fine dell'anno – dicono Luca Legramanti, Marcello Bertazzoni e Bruno Locatelli, rispettivamente segretari generali di Fistel Cisl Bergamo, Slc Cgil Bergamo e Uilcom Uil - è ormai vicina e ci aspettiamo che la proprietà sia consequenziale alle sue dichiarazioni e quindi ricapitalizzi la Società. Se l'aumento di capitale non dovesse essere fatto entro la fine dell'anno, a Gennaio si aprirà una situazione molto delicata nella quale rischiamo di vivere una situazione di incertezza circa la proprietà dell'azienda con la conseguenza di una condizione più pesante della situazione attuale”.

La Cassa Integrazione per i lavoratori della Pigna finirà il 19 dicembre; subito dopo l'azienda intende aprire una procedura di mobilità volontaria che si chiuderà necessariamente prima della fine dell'anno. La discussione che si dovrà aprire tra azienda e sindacato, quindi, verterà su quale ammortizzatore sociale si vorrà utilizzare alla ripresa produttiva, dopo le feste di fine anno. “Non staremo con le mani in mano – dicono i tre sindacalisti -, e ci attiveremo perché ci vengano date le risposte”. Scarica il volantino

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“Insoddisfazione e contrarietà rispetto alla gestione della cassa integrazione e della situazione di difficoltà finanziaria”: con forza le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL di Bergamo congiuntamente alle rappresentanze sindacali unitarie della Pigna di Alzano manifesteranno la loro preoccupazione in un’assemblea coi lavoratori programmata per giovedì 27 novembre (ore 14.00) con un presidio nel piazzale davanti alla palazzina dei uffici.

“Arriviamo a questo presidio dopo numerosi incontri inconcludenti con la direzione sui temi legati alla gestione della cassa integrazione guadagni e alla situazione di difficoltà finanziaria di Pigna e Rilecart, che da lungo tempo condizionano negativamente la conduzione della società, con la conseguenza di compromettere il futuro di circa 250 lavoratori di Alzano, 427 in tutto il Gruppo” hanno riferito oggi i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Marcello Bertazzoni di SLC-CGIL, Luca Legramanti di FISTEL-CISL e Bruno Locatelli di UILCOM-UIL di Bergamo. “Da mesi la condizione del bilancio economico della società richiede una robusta ricapitalizzazione che le permetta di avere un rapporto meno conflittuale con gli istituti di credito e affidamenti per gestire al meglio l’approvvigionamento e il reperimento delle materie prime, necessari al miglior funzionamento dell’attività produttiva”.

Nel contempo sarebbe “imperdonabile e inaccettabile” continuano i sindacalisti, “che una realtà come la Cartiera Paolo Pigna, conosciuta in tutto il mondo e leader nel settore cartotecnico, una delle poche aziende significative del territorio della bassa val Seriana, non sia sostenuta dal sistema creditizio. Ovviamente, non chiediamo alle banche di fare beneficienza, ma di supportare quelle realtà produttive come la Pigna che  continuano a mantenere quote di mercato significative. Purtroppo,  l’aspetto più grave di questa situazione di indeterminatezza ricade sulle lavoratrici e lavoratori che oramai da alcuni anni vivono il loro futuro occupazionale sempre incerto e precario con un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali che si è tradotto in una forte perdita salariale. Ad aggravare questa condizione è stata la scelta sbagliata della società, che in occasione dell’ultima richiesta di cassa integrazione ordinaria, non ha voluto anticipare il trattamento salariale erogato dall’INPS. Siccome si è nel periodo stagionale di discesa dei volumi produttivi, il ricorso alla cassa ordinaria è stata consistente: tutto ciò ha procurato per molti dipendenti una busta paga di poche centinaia di euro con evidenti difficolta per le famiglie”.

In questi anni di crisi dell’economia e dei consumi, le segreterie di SLC, FISTEL e UILCOM di Bergamo con le lavoratrici e i lavoratori della Pigna hanno tenuto comportamenti “responsabili, riconoscendo le oggettive difficolta  di mercato in cui si trovata ad operare la Pigna. Questo nostro atteggiamento non può essere preso dalla proprietà come segno di remissività e arrendevolezza nell’accettare l’incertezza sul futuro della società” concludono i tre sindacalisti.

“Chiediamo anche un ruolo attivo alle istituzioni, al Comune di Alzano, alla Provincia di Bergamo e in particolare alla Regione Lombardia che nell’estate del 2013 (al momento della firma del contratto di recupero della cartiera Paolo Pigna) auspicava che ‘quest'area diventasse un centro di eccellenza ed un esempio per tutte le realtà produttive che vivono una crisi, come modello su come recuperare il tessuto industriale, recuperarlo e rilanciarlo, guardando però al futuro’. A distanza di un anno e mezzo da quegli auspici, anche l’unica realtà produttiva operante attualmente nell’area corre il rischio di entrare in una pericolosa spirale finanziaria dalla quale potrebbe essere difficile uscire. Le istituzioni siano consapevoli della gravità della situazione: niente indugi, ma si intervenga. Ovviamente, il primo soggetto che deve operare scelte tangibili e concrete per uscire da questo contesto negativo è la proprietà di Pigna”.

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