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Unione Sindacale di Bergamo

Visualizza articoli per tag: Adiconsum

La risoluzione decisa dalla centrale pubblica degli acquisti (Consip) della convenzione che legava le Amministrazioni pubbliche alla società “Qui! Group” – a causa delle inadempienze di questa nel pagare i buoni pasto “Qui! Ticket” – ha messo in una situazione di grave difficoltà entrambe le parti coinvolte nell’utilizzo dei ticket.

In disagio dipendenti ed esercenti

Sono in difficoltà i dipendenti di enti pubblici che si trovano ad avere in mano buoni pasto che rischiano di non essere più spendibili. Questo va a ledere il loro diritto a poter usufruire del pasto attraverso tale modalità di pagamento. Sono in difficoltà gli esercenti che hanno in cassa numerosi ticket dei quali non riescono ad incassare il corrispettivo economico. Il credito vantato nei confronti della società è alto, e d’altronde la decisione della risoluzione del contratto da parte di Consip è stata motivata proprio dall’aver registrato grosse inadempienze negli ultimi mesi da parte di “Qui! Group”.

L’impegno di Adiconesum

In questi giorni lo staff di ADICONSUM Bergamo, con la presidente Mina Busi, sta facendo fronte anche alle numerose richieste di consulenza e informazioni relative al caso dei buoni pasto “Qui! Ticket”. “Ben venga l’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero dell’Economia e delle Finanze su quali azioni intenda intraprendere per fare fronte a questa situazione inedita e difficile – continua Busi -, al circuito dei buoni pasto va restituita al più presto la necessaria fruibilità, per garantire i diritti sia dei lavoratori che delle attività economiche”.

A Bergamo 3milioni ancora da riscuotere

Il problema ha un impatto pesante anche a Bergamo, dove coinvolgerebbe circa il 50% dei 13.400 (tolta la scuola) dipendenti pubblici bergamaschi oltre ad altri Enti che fanno capo a CAF e patronati. Le stime dicono che a Bergamo il valore complessivo dei ticket ancora da riscuotere sia di almeno 3 milioni di euro. In provincia di Bergamo si contano 750 imprese disposte ad accettare buoni pasto (in realtà negli ultimi mesi molte hanno cominciato a rifiutarli, viste le difficoltà di riscuoterli), di cui ben 410 solo in città: 200 ristoranti, trattorie e pizzerie; 120 alimentaristi, distribuzione organizzata e grande distribuzione, 430 bar, caffè e gelaterie.

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Lunedì, 23 Luglio 2018 11:52

L'impegno di Adiconsum sul "caso diamanti"

Sono in corso a Bergamo gli incontri tra Adiconsum e Federconsumatori con Banco Popolare BPM per esaminare le posizioni dei clienti portatori di diamanti venduti come bene rifugio sicuro.  Dall’esame finora effettuato delle pratiche, emergono situazioni di difficoltà economica, posizioni di clienti di ogni età, che si sono fidati del proprio referente bancario che ha proposto e caldeggiato l’acquisto.


L’accordo formalizzato il 2 luglio con la BPM  prevede appunto una sorta di conciliazione al fine di trovare un ristoro soddisfacente per le persone coinvolte. Nel merito la Banca offre una certa percentuale e i diamanti rimangono in possesso dei titolari che li potranno trasferire, qualora siamo ancora depositati presso IDB, in una cassetta di sicurezza. 

Come associazione invitiamo tutti coloro che ancora non lo hanno fatto a chiedere la consegna dei diamanti formalizzando la richiesta direttamente o tramite le associazioni.  Cosi come invitiamo coloro che ancora non lo avessero fatto, a formalizzare lettera di reclamo all’Istituto per permettere di procedere alla conciliazione, perché la Banca intende dare seguito solo per coloro che si sono mossi in tal senso.

E’ chiaro che in sede di incontro si cerca di trovare dei criteri uniformi di trattamento fermo restando che il ristoro, considerando che i diamanti rimarranno in possesso dei titolari, è da considerarsi una “pezza” che non porta nell’immediato al completo recupero di quanto speso. Il mercato dei diamanti in questo momento è fermo ma in futuro potrebbero crearsi le condizioni di  rivalutazioni più consistenti, sono da tenere nel “cassetto” in attesa di tempi migliori lasciando integro lo split.

La procedura avviata prevede che qualora l’associato, a cui spetta l’ultima decisione, accetti quanto proposto si recherà nella propria filiale per firmare una manleva e nel giro di 15 giorni avrà i soldi sul conto corrente. Altre possibili iniziative sono le legali con tempi e costi non quantificabili. L’accettazione di un accordo con BPM  non pregiudica eventuali future iniziative legali nei confronti di IDB per il danno patito.

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Mercoledì, 18 Luglio 2018 07:11

Occhio alla truffa dei buoni sconto

“Complimenti…ha vinto un buono sconto!!!”. Deve essere capitato a tanti. I più, alla telefonata che annuncia la buona notizia, lasciano perdere; ma molte persone hanno accettato le condizioni per ottenere il buono e si sono trovati a sottoscrivere un contratto anche per oltre 3.200 euro. Una vera e propria truffa come testimoniano le tante storie raccolte negli uffici ADICONSUM di Bergamo.

Le segnalazioni dei consumatori

All’associazione consumatori della Cisl Bergamo, infatti, continuano ad arrivare segnalazioni sui buoni sconto “fasulli” propinati ai consumatori che vengono contattati telefonicamente, invogliati ad un incontro con un incaricato (necessario per la formalizzazione il bacio della fortuna), perché guarda caso hanno vinto un premio sconto per un importo elevato. “Si tratta di un tipo di vendita truffaldina a domicilio,dice Mina Busi, presidente ADICONSUM Bergamo - dove il disattento consumatore, spinto dalle parole del furbo venditore, pensa di accettare una delle tante tessere o buoni che rilasciano i centri commerciali di vendita tramite catalogo, e invece si fa sottoscrivere un contratto per acquistare merce”.

Come funziona il meccanismo della la truffa

Un venditore ottiene un appuntamento a casa del consumatore. In questo primo incontro l'agente promette che garantirà un sconto del 30-50% per acquisti tramite catalogo, che naturalmente non viene rilasciato subito. Al suo posto si rilascia se va bene una brochure, dove non risultano i prezzi degli articoli offerti. A parole nessun obbligo di acquisto, tant’è che le persone sono convinte di sottoscrivere l’accettazione del buono. I prodotti in teoria disponibili sono articoli per la casa, biancheria per la casa, coperte, lenzuola, ma anche aspiratori, lavatrici, e altri prodotti costosi. Quello che viene fatto firmare è, invece, un complicato e ambiguo contratto.

Al secondo incontro…

Si presenta un altro agente e la musica cambia. Dai toni rassicuranti si passa alle minacce: “Se non acquista sarà citata in giudizio”. E’ quanto ha riferito un’utente ADICONSUM aggiungendo un elenco di altre frasi "terroristiche". Un modus operandi riportato anche da altri consumatori.Molti hanno capito cosa realmente era accaduto – continua Busi - documentandosi in internet, potendo esercitare in tempo il diritto di recesso che è di 14 giorni. Inoltre, molti ci avevano comunicato di aver fatto denuncia o segnalazione ai Carabinieri, e in alcuni casi alla Guardia di Finanza, ma nonostante questo le tecniche fraudolente continuano. Anche in questi giorni , comunque, abbiamo fatto annullare un contratto estorto con questi metodi”.

Il consiglio di leggere ciò che si firma

I prodotti indicati hanno dei costi esagerati, e anche il rapporto tra qualità prezzo è difficile da verificare. Inoltre si chiede il versamento di una caparra di 350 Euro in contanti. “Considerando che non tutti i consumatori si rivolgono all’Associazione per segnalare l'inganno, è legittimo presumere che il numero delle vendite truffaldine sia alto. A tutti - conclude Busi - ribadiamo il consiglio di leggere fino in fondo ciò che si firma, diffidando dalle promesse verbali dei venditori. Se avete concordato un incontro non fatevi trovare in casa da soli, ma chiedete aiuto a qualche vicino o ad un parente”.

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Estate, andiamo: è tempo di rimborsi. Complici vacanze saltate o ritardi nei voli e coincidenze mancate, e soprattutto la presenza “ingombrante” di Ryanair sul nostro territorio, anche gli uffici di ADICONSUM a Bergamo e provincia sono presi d’assalto da consumatori colpiti da diverse tipologie di disservizi.

Le domande più frequenti

Si può chiedere il rimborso voli? Come fare, allora, se un volo viene cancellato oppure è in ritardo? Si ha diritto a un rimborso del biglietto? Un altro dubbio riguarda la possibilità di risarcimento in caso di biglietto non utilizzato; per non parlare di quando il volo va in overbooking, ovvero vengono venduti più biglietti di quanti posti ci sono a disposizione, eventualità che porta alla conseguenza che qualche passeggero in possesso di biglietto si veda negato l’imbarco.

La Carta dei Diritti del Passeggero

Esiste una Carta dei Diritti del Passeggero a cui tutte le compagnie, chi più chi meno, si adeguano; in ogni caso i diritti del viaggiatore vengono tutelati in caso di disservizi o motivi seri. “Quindi anche Ryanairprecisa Mina Busi, Presidente Adiconsum Bergamo - deve adeguarsi alle disposizione e concedere i rimborsi dei voli e delle tasse governative pagate, nonostante sia una compagnia low cost. Sfatiamo, quindi, il mito che non si possa chiedere il rimborso del biglietto se decidiamo di partire con Ryanair senza stipulare l’assicurazione”. Le condizioni dell’azienda, però, non prevedono sempre un rimborso del biglietto (non c’è risarcimento, ad esempio, se perdiamo l’aereo e decidiamo di prendere quello successivo). Tuttavia si può chiedere il rimborso in caso negato imbarco per overbooking, volo in ritardo o cancellato e di biglietto non utilizzato.


Ecco come fare e le cose da sapere sul rimborso volo Ryanair.

Rimborso biglietto aereo: cosa dice la legge

Per quanto riguarda il rimborso dei biglietti aerei esiste una legislazione che regolamenta i singoli casi in cui se ne ha diritto. Le cause che portano un passeggero a chiedere un risarcimento potrebbero essere di varia natura e noi le esamineremo tutte, spiegando come procedere per effettuare domanda di rimborso. Il volo potrebbe subire ritardo o cancellazione, oppure ci vediamo negato l’imbarco per via dell’overbooking, o addirittura potrebbe accadere di dover rinunciare a partire a causa di motivi strettamente personali. Noi esamineremo caso per caso e vi spiegheremo nel dettaglio quando si può chiedere il rimborso a Ryanair e qual è la procedura da seguire. Ovviamente le norme che regolano i rimborsi aerei esistono e, come anticipato, il viaggiatore si può appellare alla Carta dei diritti del Passeggero. Tuttavia alcuni punti non sono sempre ben chiari e definiti e le compagnie aeree spesso ne approfittano per girare la frittata come vogliono. Ecco, di seguito, come comportarsi.

Rimborso per voli in ritardo o cancellati

Se il proprio volo è cancellato o ha subito un ritardo di più di 3 ore il passeggero ha diritto a ricevere un risarcimento di: a) 250 euro per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1500km; b) 400 euro per tutte le tratte aeree comprese tra 1500 e 3500 chilometri. Se al passeggero è offerto un volo alternativo che arriva a destinazione non più di 2 ore dopo l’arrivo originale previsto, la compensazione di cui sopra sarà ridotta del 50%. In caso di volo cancellato o in ritardo, si ha diritto a scegliere fra il rimborso; l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale; l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in una data successiva di gradimento del passeggero, a seconda della disponibilità di posti. Se il volo è ritardato di almeno 5 ore e il passeggero sceglie di rinunciare al viaggio, ha diritto al rimborso.

Rimborso per negato imbarco

Chiedere il rimborso a Ryanair per il negato imbarco dovuto a overbooking non è possibile, semplicemente perché la compagnia irlandese non permette la prenotazione di passeggeri in numero superiore ai posti disponibili. Tuttavia, nell’ipotesi improbabile che un passeggero non possa salire a bordo pur disponendo di una prenotazione confermata, prima di negargli l’imbarco Ryanair chiede se ci sono volontari disposti a rinunciare al proprio posto in cambio di una compensazione che verrà concordata. Nel caso in cui non ci siano volontari, il passeggero a cui è stato negato l’imbarco potrà godere delle stesse condizioni di rimborso previste nei casi sopracitati.

Rimborso biglietto non utilizzato

Non avete goduto di un biglietto acquistato con Ryanair a causa di motivi personali che non siano grave malattia o decesso di un familiare? In questo caso si può chiedere il solo rimborso della tassa governativa. Tuttavia per godere del rimborso bisogna pagare una tariffa amministrativa pari 20 euro (o l’equivalente nella valuta locate) a persona. Se l’importo di cui si richiede il rimborso è inferiore a quello della tariffa amministrativa, non è previsto alcun rimborso. Per conoscere l’ammontare del rimborso che vi spetta, analizzate la vostra conferma di pagamento. Difficilmente, comunque, se ne ha diritto visto che che le tasse non superano quasi mai i 10 euro per tratta e passeggero.

Come chiedere il rimborso del biglietto a Ryanair

Nel caso in cui non si usufruisca dei voli prenotati o si voglia fare un reclamo a Ryanair per disservizi e chiedere un rimborso, è possibile farlo in 3 modi: a) collegandosi al sito Ryanair mendiante il “Modulo per contattare Ryanair”, dove vi viene richiesto di inserire i dati personali e del biglietto nel documento di richiesta rimborso; b) inviando una domanda in forma scritta entro 30 giorni dalla data originale del volo per il rimborso di eventuali tasse governative pagate. L’indirizzo a cui inoltrare la richiesta di rimborso è Customer Service Department, PO Box 11451, Sword, Co Dublin, Irlanda; c) compilando il modulo online per la richiesta di rimborso. Si sconsiglia, in ogni caso, di contattare per telefono il Servizio Clienti Ryanair in quanto il costo della chiamata potrebbe essere maggiore di quello del rimborso delle tasse. Sempre meglio comunque rivolgersi ad una associazione dei consumatori per farsi assistere.

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Non ci sarà un rimborso in bolletta, gli utenti non troveranno lo storno delle somme prelevate, si userà lo sconto emettendo delle bollette ritardate fino a compensare il numero dei giorni erosi fatturati col sistema quadrisettimanale. È questa la soluzione che sembra essere stata trovata per risolvere la questione delle bollette a 28 giorni.

Tornare alla fatturazione mensile

Un braccio di ferro che si trascina dal 23 giugno 2017, quando l’Agcom aveva imposto alle quattro compagnie di tornare alla fatturazione mensile. Le società hanno preso tempo e hanno fatto un ricorso al Tar del Lazio, pratica che sarà esaminata a novembre. Qualche mese fa l’Autorità garante ha emesso una diffida chiedendo di scontare in bolletta i giorni riscossi di troppo. L’avvertimento indicava in aprile la scadenza. Ma ancora una volta il Tar del Lazio ha dato uno stop a questa scadenza adducendo esigenze di sostenibilità economico-finanziaria per le aziende. Ora Agcom ha individuato il nuovo termine entro fine anno in cui gli operatori dovranno ottemperare a quanto richiesto nei citati provvedimenti di diffida.

Rimborso dal 23 giugno 2017

Il calcolo dei giorni che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile (indicativamente 22 giorni). Per gli utenti che nel frattempo hanno cambiato operatore, adeguate modalità di ristoro saranno definite all’esito dei contenziosi ancora pendenti dinanzi al TAR Lazio, la cui discussione di merito è prevista solo nel prossimo mese di novembre.

Problema risolto a metà

Adesso speriamo che le compagnie telefoniche non si arrampichino ancora sugli specchi ricorrendo al Tar, che comunque non avrà più motivi per impedire i legittimi rimborsi ai consumatoridice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - Il problema sarebbe comunque risolto a metà, in quanto le compagnie, come è noto, hanno nel mese di giugno comunicato aumenti delle tariffe recuperando di fatto il “mancato guadagno” ottenuto con le fatturazioni a 28 giorni, senza contare i tempi lunghi di attesa per i rimborsi che di fatto hanno limitato la concorrenza nel settore. Non sono pochi infatti gli utenti che hanno deciso di non cambiare operatore per paura di rischiare di non ottenere i rimborsi. Tutti atteggiamenti che hanno minato il rapporto di fiducia che dovrebbe esistere tra utenti ed operatori che erogano un “servizio” utile per l’economia familiare e generale”.

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A luglio la bolletta per luce e gas sarà più cara. La spesa per una famiglia tipo aumenterà del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas naturale, in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l’elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre 2018. L’Autorità per l’energia, precisa che a pesare sul rincaro sono le tensioni internazionali e il conseguente aumento del prezzo del petrolio.

+ 33,5 euro sulla luce e + 83,5 euro sul gas

Così, la spesa cresce più del reddito: il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato in termini congiunturali dello 0,2%, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,8%. L’incremento delle bollette significa che una famiglia tipo si troverà a pagare su base annua dal 1° luglio 2018 al 1° luglio 2019 33,5 euro in più per la luce e 83,5 euro per il gas. “La tempistica degli aumenti “giustificati” da incremento del petrolio non ha visto in passato analoga tempistica di discesa in caso di riduzione del costo della materia prima – sottolinea Mina Busi, presidente ADICONSUM Bergamo -. Siamo anche alle porte di un grande processo di liberalizzazione e questi rialzi potrebbero anticipare la fuoruscita dal mercato tutelato alla ricerca di offerte più competitive nel mercato libero, il cui passaggio dovrebbe avvenire – se non cambiano le decisioni a livello governativo – entro il primo luglio del 2019".

L’istituzione del portale dell’energia

Dal 1° luglio 2018 sarà operativo il Portale Offerte che la Legge annuale per la Concorrenza e il Mercato ha affidato al Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico, sul quale sarà possibile confrontare - in maniera semplice e chiara - tutte le offerte di energia elettrica e di gas destinate alla generalità dei consumatori (domestici e non). “Riteniamo – prosegue Busi - che l’istituzione del portale sia un primo passo nella direzione di un reale processo di liberalizzazione volto al raggiungimento degli obiettivi che tutti auspichiamo: bollette meno care a fronte di una maggiore efficienza energetica in un mercato più trasparente e più semplificato”. L’aumento delle bollette “casca” proprio nei giorni seguenti il rapporto sulla povertà: anche in provincia di Bergamo, secondo il monitoraggio di ADICONSUM, non sono poche le famiglie in difficoltà a pagare le bollette, e le pratiche aperte per contenziosi con le aziende si contano in diverse decine.Il nostro obiettivo – conclude Busi -è quello di tutelare e aiutare il cittadino consumatore più debole e meno avvezzo all’uso della tecnologia, ma riteniamo che occorrano soprattutto incisive misure di contrasto alla povertà energetica”.

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Avete trovato degli scarafaggi nella stanza d’albergo? O un cantiere al posto di una fantastica piscina? Il ritardo del servizio Rail & Fly  vi ha fatto perdere il volo? Dal 1° luglio 2018 entra in vigore la nuova direttiva sui pacchetti turistici e il Centro Europeo Consumatori Italia realizza un video per informare i consumatori sulle nuove regole.

Le novità per le prenotazione effettuate dall’1 luglio 2018

° I viaggiatori godranno delle stesse tutele indipendentemente dal canale (online o offline) utilizzato per l’acquisto del pacchetto.


° L’organizzatore potrà aumentare il prezzo non oltre l’8% e fino a venti giorni  prima della partenza. L’aumento è consentito solo se previsto nel contratto e riguarda il costo del carburante, le tasse e il tasso di cambio. Se tali costi diminuiscono, i viaggiatori potranno chiedere una riduzione del prezzo.


° Se calamità naturali, atti di terrorismo o epidemie impediscono di viaggiare in modo sicuro verso la destinazione come stabilito nel contratto di pacchetto turistico, i viaggiatori potranno risolvere il contratto senza pagare penali.


° L’acquisto di servizi turistici attraverso processi di prenotazione online collegati, effettuato con pagamenti distinti ai diversi fornitori e senza trasmissione di dati dei viaggiatori, dall’uno all’altro, sarà garantito dalla protezione in caso di insolvenza o fallimento dell’organizzatore e/o venditore.


° In caso di difformità dei servizi inclusi nel pacchetto si potrà ottenere una riduzione del prezzo, la risoluzione del contratto fino al risarcimento del danno da vacanza rovinata.


° I viaggiatori potranno reclamare i disservizi nei confronti dell’organizzatore direttamente o per il tramite del venditore.


Scarica il volantino informativo sulle novità


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I saldi estivi 2018 cominceranno il 7 luglio in tutta Italia, mentre la data in cui termineranno cambierà a seconda della regione: in Lombardia il 2 settembre. Sicuramente è utile approfittare di questo periodo per fare un giro prima della data prevista per l’inizio dei saldi per essere sicuri che la merce che si troverà in negozio sia veramente quella di stagione e non un avanzo di magazzino.

Attenzione alle reali opportunità

La legge prevede che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda. Verificare i capi che ci possono interessare, i relativi prezzi e magari provare il capo: occhio al cartellino e alla qualità del prodotto, elementi da considerare quando in sede di saldo, le vetrine millantano prezzi stracciati e sconti esorbitanti, dai quali occorre diffidare. Nel periodo dei saldi occorre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, fare una valutazione del rapporto qualità prezzo e ricordare sempre che la riduzione dei prezzi non comporta una diminuzione di diritti di chi compra.


Com’è “tradizione”, in occasioni come questa, ADICONSUM Bergamo ha predisposto alcuni consigli, seguendo i quali si potrà evitare di avere brutte sorprese.

Lo sconto

Deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita. I prodotti in saldo devono comunque essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno. Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune. I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano di permettere il pagamento con la carta o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo. In caso di acquisti regalo è bene accordarsi col negoziante per una eventuale sostituzione.

Garanzie

Conservare sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. La garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno.

Difetti del bene acquistato

La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all’uso per cui era stato acquistato. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistente già all’atto dell’acquisto, ma il venditore può eventualmente dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto (inversione dell’onere della prova). Il consumatore deve denunciare al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.

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Riconoscendo l’aggravarsi dell’incidenza della povertà in Italia negli ultimi anni, l’AGCOM ha voluto fornire più ampie garanzie di inclusione sociale a tutti i nuclei familiari che ricadono nella definizione di povertà relativa dell’Istat. I dati in provincia di Bergamo danno il 4,7% dei residenti a rischio povertà, per un totale di quasi 50 mila persone, per circa 20 mila famiglie. C’è poi, naturalmente, la popolazione anziana: in Bergamasca vi sono infatti oltre 26 mila persone con reddito da pensione inferiore a mille euro mensili (lordi). Di questi, ben 11 mila sono sotto i 500 euro.

Agevolazioni con un Isee inferiore a 8.112,23 euro

Non possiamo che accogliere con favoresottolinea Mina Busi di Adiconsum Bergamo - il provvedimento con cui AGCOM, dando seguito alle nostre richieste, ha disposto l’estensione delle agevolazioni per i contratti di telefonia agli utenti con ISEE inferiore a 8.112,23 euro, ampliando la platea degli aventi diritto”. In questo modo le agevolazioni verranno estese a circa 2,6 milioni di famiglie, con la rimozione fra l’altro dei precedenti vincoli che condizionavano l’accesso alla presenza nel nucleo familiare di anziani al di sopra dei 75 anni, di percettori di pensioni sociali o di invalidità, o di capifamiglia disoccupati.

Ci sono anche 30 minuti gratis verso tutti

In aggiunta al preesistente sconto del 50% sul canone di accesso alla rete telefonica, in base al quale i beneficiari delle agevolazioni pagano 9,5 euro al mese invece di 19 euro, il nuovo sistema di agevolazioni prevede anche 30 minuti gratuiti di telefonate verso tutte le numerazioni nazionali fisse e mobili.Ora auspichiamo - conclude Busi - che tutti gli aventi diritto presentino subito domanda e che non succeda come per l’energia, dove molti nuclei non usufruiscono del bonus, pur avendone diritto. È questa l’occasione per legare tutti i bonus, gas, luce, acqua, telefonia e canone Rai, al database dell’Inps o comunque ad altri strumenti che consentano l’erogazione automatica delle agevolazioni, senza dover presentare apposita domanda. Altrimenti  si rischia di sminuire questa importante decisione”. Gli uffici ADICONSUM Bergamo sono a disposizione per le informazioni necessarie alla compilazione della domanda.

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Comprare online è facile: bastano pochi click per farsi recapitare direttamente a casa beni di ogni genere; proprio per via dell’apparente semplicità del commercio elettronico bisogna prestare particolare attenzione nel momento in cui eseguiamo un acquisto. Ecco 4 pratici consigli da seguire quando si compiono acquisti online.

Controlla il sito e il venditore

Si tratta di una precauzione semplice, quasi scontata, ma che è in grado di metterti al riparo da brutte sorprese; in particolare ti suggeriamo di controllare:
1) la proprietà del dominio (attenzione soprattutto ai siti fasulli) 
2) le recensioni da parte degli utenti (da prendere con le “pinze”)
4) la sede fisica del venditore
5) l’identità del venditore: azienda o privato
6) le condizioni di vendita ed eventuali differenze tra il prodotto mostrato e quello effettivamente spedito.

Occhio al metodo di pagamento!

Hai mai fatto caso ai metodi di pagamento accettati dal venditore?
Se ti vengono richiesti pagamenti tramite bonifico bancario o servizi di money transfer devi fare particolare attenzione: in caso di truffa c’è il pericolo di non poter recuperare più il denaro versato! Spesso i truffatori aprono conti bancari intestati a terzi utilizzando dati personali rubati a persone finite vittima di phishing e tecniche di social engineering.

Troppo conveniente?

1) Fai attenzione anche quando l’offerta sembra essere troppo conveniente
2) Leggi sempre le specifiche e le condizioni del prodotto
3) Soprattutto quando compri un bene usato, assicurati che non sia necessario eseguire delle costose riparazioni.

Dove compri?

1) Se acquisti da un venditore extraeuropeo, non potrai disporre di tutte le tutele previste dalla UE. In questo caso è ancora più importante essere sicuri di aver scelto un buon venditore, possibilmente che sia in grado di applicare una buona policy per la garanzia e il reso del prodotto. 
2) Se acquisti da un venditore con sede in un Paese dell’Unione europea, verifica che il sito web riporti il link alla piattaforma ODR, lo strumento messo a punto dall’UE per risolvere online le controversie sorte tra consumatore e impresa in caso di acquisto via internet.


Per info e assistenza in caso di controversie contatta le sedi territoriali Adiconsum o, nel caso di acquisti su siti di aziende con sede in altri Paesi dell’UE, il Centro Europeo Consumatori Italia.

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