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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 16 Gennaio 2015 16:27

500 euro dal fondo per il welfare

Per tutto gennaio 2015 c'è la possibilità per i lavoratori dipendenti delle aziende industriali del territorio aderenti al fondo sottoscritto da Confindustria e dai sindacati Bergamo, CGIL CISL UIL, di concorrere all'assegnazione di 500 Euro lordi. Le aziende aderenti sono: Cotonificio Albini, Itema, Siac, Nuova IP, Cartiere Pigna Rilecart e Nolan Group. Maggiori dettagli.

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Abbiamo assistito in questi mesi al dibattito sul territorio in merito alle prospettive e al rinnovo degli organismi della Camera di Commercio di Bergamo. Un dibattito spesso segnato da una sorta di storica contrapposizione industria/terziario che riteniamo debba essere superata ricercando elementi di sintesi e di coesione sul versante delle scelte strategiche... Continua a leggere

 

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Abbiamo assistito in questi mesi al dibattito sul territorio in merito alle prospettive e al rinnovo degli organismi della camera di commercio di Bergamo. Un dibattito spesso segnato da una sorta di storica contrapposizione industria/terziario che riteniamo debba essere superata ricercando elementi di sintesi e di coesione sul versante delle scelte strategiche che abbiano come elemento fondamentale la crescita e l’innovazione delle imprese bergamasche piccole e grandi  in grado di generare nuova e buona occupazione.

D’altra parte il vincolo della riduzione delle risorse disponibili della Camera di Commercio per il prossimo futuro, frutto di scelte governative che riteniamo sbagliate, impone una rivisitazione complessiva degli interventi della Camera di Commercio.

Partendo dagli elementi positivi frutto di una gestione oculata che hanno fatto della CCIAA di Bergamo una delle strutture più solide nel panorama lombardo e nazionale, e che di fatto, nella logica assurda dei tagli lineari subisce una penalizzazione che rischia di riversarsi sul politiche camerali di sviluppo, è di tutta evidenza la necessità di un cambiamento rispetto al passato. Un cambiamento che deve avere, come condizione essenziale,  una maggiore consapevolezza diffusa tra le diverse rappresentanze economiche che è definitivamente tramontata l’epoca del fai da te, del ritagliarsi piccoli spazi nei propri recinti associativi, ma che occorre una effettiva condivisione di tutti nello sforzo di selezionare e definire pochi ma qualificati obiettivi strategici per il territorio.  Una camera di commercio sempre più come cabina di regia e di sintesi delle politiche economiche territoriali tenuto conto dei rilevanti cambiamenti istituzionali con il ruolo sempre più debole della Provincia e il ruolo fondamentale della città capoluogo.

La sfida che riteniamo prioritaria è quella di contribuire a costruire le migliori condizioni per creare nuova occupazione. Occorre focalizzare interventi specifici per l’attrattività di nuovi investimenti innovativi valorizzando i punti di forza territoriali, investendo su formazione e qualificazione del capitale umano.

In un contesto sempre più in movimento occorre inoltre, e anche questa è una novità importante, affrontare il tema delle alleanze territoriali. Per evitare di essere politicamente e economicamente considerati periferia della  città metropolitana milanese che assumerà una rilevanza fondamentale per il prossimo futuro, occorre che il territorio si ponga il tema di definire politiche di alleanze che valorizzino  il nostro sistema economico territoriale. Bergamo può giocare un ruolo importante all’interno della  grande filiera manifatturiera pedemontana che, da Varese a Brescia,  rappresenta l’ossatura produttiva lombarda. In questo senso un rapporto specifico con Brescia diventa strategico, partendo dal sistema aeroportuale.

Il compito che attende il prossimo governo della camera di commercio si preannuncia molto impegnativo e richiede la responsabilità e il coinvolgimento di tutti i soggetti. L’esperienza bergamasca, anche in questi anni di crisi profonda, si è caratterizzata da un clima di relazioni sindacali propositivo, da un rispetto e riconoscimento reciproco. Il coinvolgimento e la responsabilità della realtà che rappresenta il lavoro deve continuare a svolgere positivamente il proprio ruolo anche nel governo della Camera di Commercio. Sarebbe davvero un segnale negativo abbandonare questo approccio in un contesto così complicato e difficile come quello attuale, in nome di sotterranee manovre di bilanciamenti tra associazioni o, peggio ancora, per ambizioni personalistiche. 

La posta in gioco è alta: è il futuro del lavoro e dello sviluppo del nostro territorio. Un passaggio che deve essere affrontato con grande trasparenza e progettualità.

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Lunedì, 12 Gennaio 2015 09:09

Oltre 28.500 licenziamenti in Lombardia

Licenziamenti collettivi in Lombardia verso il record storico. Sono oltre 28.500 i lavoratori messi in mobilità nel 2014 nelle aziende sopra i 15 dipendenti, oltre il 10% in più rispetto all'anno precedente. E' quanto emerge dalle stime elaborate dal dipartimento Mercato del lavoro della Cisl Lombardia, sulla base dei dati regionali relativi alle iscrizioni alla lista di mobilità.

“I dati segnano un drammatico record storico - commenta Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia -. Mai il livello dei licenziamenti è stato così alto, siamo al triplo dei dati rispetto a sei o sette anni fa”. “La riforma del lavoro è stata varata, ora non si può più perdere tempo - aggiunge -. E' evidente la necessità che oltre a politiche per il sostegno all'occupazione si attuino al più presto nuove politiche industriali e si rilancino gli investimenti per lo sviluppo”.

Con le nuove regole del Jobs Act e le misure previste dalla Legge di Stabilità, secondo Domaneschi “le imprese non hanno più alibi, devono investire e assumere”. “Le condizioni di flessibilità e le agevolazioni fiscali sono state introdotte, ora le imprese e le associazioni che le rappresentano escano da un'ambiguità che dura da troppo tempo – aggiunge -. Non possono continuare a scaricare su altri i temi e le questioni che le chiamano a grande responsabilità”.

I licenziamenti collettivi nel 2014 finora registrati sono stati 26.028, contro i 25.789 del 2013. Mancano però ancora i dati di dicembre, per i quali si stimano oltre 2.500 licenziamenti, poiché dal 1° gennaio 2015 sono cambiate le regole (si riduce la durata dell'indennità per chi ha più di 40 e di 50 anni) e la mobilità, soprattutto per l'aggancio alla pensione, è stata usata moltissimo negli ultimi mesi dell'anno scorso. “Il mondo del lavoro lombardo non può permettersi un altro anno di lacrime e sangue – afferma Domaneschi -. Chiederemo alla Regione di aprire un tavolo sul settore manifatturiero, spina dorsale del nostro sistema produttivo, perché si individuino le linee di intervento strategiche per favorire la ripresa”.

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Martedì, 23 Dicembre 2014 11:06

Sconti alle imprese? E' la strada giusta

Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato Cisl Bergamo, definisce importante e positivo il progetto che il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha presentato nei giorni scorsi relativo agli sconti sulla tassazione per imprese che dovessero investire sul territorio della città. Per Piccinini "questa è la strada giusta". Leggi la dichiarazione.

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Martedì, 23 Dicembre 2014 10:37

Bergamo e gli sconti alle imprese

Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato Cisl Bergamo interviene sul progetto che il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha presentato nei giorni scorsi e relativo agli sconti sulla tassazione per imprese che dovessero investire sul territorio della città.

È decisamente un segnale importante il progetto predisposto dall’Amministrazione comunale di Bergamo di incentivare, attraverso riduzioni di IMU e oneri,  progetti di recupero produttivo delle aree industriali dismesse e investimenti innovativi per il territorio. Un segnale che va nella direzione di giocare coraggiosamente anche a livello locale la partita della creazione di nuove attività economiche in grado di generare una buona e stabile occupazione. Occorre uscire dalla logica del lamento, anche se giustificato dai tagli ai trasferimenti agli enti locali e da un patto di stabilità sempre più assurdo e insostenibile. 

In un contesto di trasformazione e di crisi come quello attuale ognuno deve fare la propria parte responsabilmente,  con progettualità e coraggio che guardino al futuro.  Amministrare un territorio non può essere solo ricondotto a inseguire, giorno dopo giorno, la pur necessaria quadratura dei bilanci pubblici. Servono invece scelte di lungo respiro che siamo tutti chiamati - istituzioni e attori sociali e economici - a definire ora, senza pigrizia gattopardesca e autoreferenziali fuochi di paglia mediatici, con la chiara priorità del rilancio sociale, economico e culturale di Bergamo e dei bergamaschi.

Definire politiche di territorio mirate all’attrattività di nuovi investimenti è una sfida decisiva e non rinviabile per il futuro di Bergamo che può ancora di più valorizzare le sue insite potenzialità rappresentate da un tessuto di cultura manifatturiera innovativa, una Università aperta al mondo e all’avanguardia, uno scalo aeroportuale tra i più importanti a livello nazionale.

La Cisl Bergamo è convinta che questa sia la strada giusta.  Fa parte del passato e non è più percorribile una politica dei contributi a pioggia. Ora servono scelte mirate e concentrate sull’innovazione.  Scelte che devono orientare anche, in un approccio di sistema e di modello condiviso, la stessa Camera di Commercio di Bergamo che dovrà anch’essa, necessariamente, in previsione di una riduzione delle risorse,  compiere un salto di qualità scegliendo di focalizzare tutti gli interventi in una logica progettuale, abbandonando una volta per tutte vecchie strategie redistributive”.
 

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Si sono svolte venerdì 19 dicembre le elezioni della RSU alla Tesmec Spa di Endine Gaiano. Il sindacato Fim Cisl Bergamo, con 22 voti (due delegati Amedeo Piantanida e Claudio Castellani), contro i 14 della FIOM CGIL (1 delegato Angelo Forchini) ottiene per la prima volta la maggioranza del consenso. Per Alessandro Poni, della segreteria del sindacato dei metalmeccanici della Cisl Bergamo “il risultato ancora una volta testimonia come i lavoratori non si lascino più influenzare da un modo di fare sindacato ideologico e politico e affidino sempre di più invece la propria rappresentanza ad un modello di sindacato più concreto e pragmatico.

    Voti Fim        Voti Fiom       RSU
Elezioni 2014     22 14 2 Fim - 1 Fiom
Elezioni 2010     15 25 2 Fiom - 1 Fim
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