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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 25 Maggio 2015 08:05

Bergamo firma la crescita. Idem a Gazzaniga

Risultati soddisfacenti per la ‎Cisl Bergamo‬ durante la seconda tranche di raccolta firme per un fisco più equo e giusto organizzata a Bergamo e Gazzaniga. Centinaia le firme raccolte per presentare una legge di iniziativa popolare sulla riforma fiscale. La raccolta continua nelle sedi della Cisl in provincia, nei luoghi di lavoro e nei comuni oltre i 10.000 abitanti. www.fisco.cisl.it

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Il pomeriggio del 19 aprile, sotto le bandiere dei sindacati della Scuola, CGIL CISL UIL, Snals e Gilda hanno presidiato il palazzo della Prefettura di via Tasso a Bergamo, per protestare ancora una volta contro la proposta di riforma che il governo Renzi ha presentato. Durante il presidio, in una conferenza stampa e nell’incontro con il Prefetto, sono state confermate le motivazioni della protesta dei lavoratori del mondo della scuola.

“No a una riforma che accentra i poteri nelle mani del solo dirigente – ha detto Salvo Inglima, segretario generale del sindacato CISL Scuola Bergamo -. Occorre una vera autonomia fondata sulla collegialità e cooperazione tra docenti, consiglio di istituto e dirigenti”.

Il problema del precariato, secondo Inglima, “deve essere risolto anche per i docenti abilitati e per gli idonei dei concorsi non inclusi nella GAE attraverso un piano pluriennale di assunzioni. Inoltre, ci preoccupa la sottrazione delle prerogative contrattuali su materie come orario di servizio, professionalità e status giuridico di tutto il personale scolastico”.

“Invece di perdere tempo a misurare la maggiore o minore apertura dei sindacati (per quanto ci riguarda, inesistente) – conclude Inglima -, la ministra Giannini provveda immediatamente a convocare il tavolo di confronto che tutti i sindacati hanno chiesto e messo in agenda nell'incontro di Palazzo Chigi di martedì scorso”.

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“Anche quest’anno Bergamo, come molti altri Comuni, deve far fronte alla riduzione delle risorse: più di 4 milioni di euro. Dopo un incontro avuto con l’assessore al Bilancio avvocato Sergio Gandi prendiamo atto con soddisfazione che si farà di tutto per recuperare risorse attraverso la revisione della spesa senza intaccare le risorse sulle politiche sociali che, anzi, aumentano di 500.000 euro.

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La tradizionale “folla” con bandiere e striscioni: anche per il Primo Maggio 2015, migliaia di persone hanno composto il lungo corteo che ha attraversato il centro di Bergamo per la Festa del Primo Maggio, organizzata dai sindacati CGIL CISL UIL e seguita da altrettanti “spettatori” che hanno accompagnato dai marciapiedi la colorata sfilata dei sindcati.

Il Primo Maggio dovrebbe costituire un momento di festa. Purtroppo non è così, non lo è per tutti – dice Marco Bentivogli, segretario generale del sindacato FIM CISL -. Proprio nel giorno in cui si apre l’EXPO, l'Italia del lavoro è ancora ferita da una crisi interminabile: Tenaris-Dalmine, Stefana, Whirlpool, Alcoa, Firema, Jabil, Alcatel, Ilva, Micron, solo per citare alcune delle aziende per le quali ancora va trovata una soluzione. Per far ripartire l'Italia, bisogna far partire l'industria: dopo la legge elettorale ci aspettiamo che il governo metta in testa alle sue priorità il rilancio dell'economia in un paese in cui continuano a crescere disuguaglianze e povertà”.

Così Marco Bentivogli, segretario generale di FIM CISL ha concluso il comizio, iniziato con un commosso ricordo di Marco Cicerone, il segretario della UIL scomparso un mese fa per una malattia incurabile.

A Bergamo nel 2014 sono stati 9.300 i posti di lavoro persi per licenziamenti collettivi, e oltre 17.000 lavoratori sono stati coinvolti da Cassa integrazione. Negli ultimi mesi ci sono segnali di allentamento degli ammortizzatori, “ma non possiamo adagiarci e ritenere superata la crisi – ha detto Bentivogli. C'è ancora molto da fare. La Cassa in deroga cala per la riduzione dei finanziamenti e dobbiamo rafforzare le tutele nelle piccole aziende per impedire che ciò si trasformi in licenziamenti”. E i licenziamenti collettivi totalizzati in questi primi mesi sono quasi 800.

A tal proposito, Amerigo Cortinovis, a nome di CGIL CISL UIL della provincia, ha voluto ricordare che i sindacati bergamaschi “hanno preparato proposte unitarie per il rilancio del territorio. Come allargare il tavolo del Modello Bergamo a Comune, provincia e Camera di commercio, per coinvolgere tutti gli attori pubblci e privati per poter elaborare una visione comune per le prospettive future. Chiediamo una politica di sostegno in investimenti e infrastrutture utilizzando risorse straordinarie che provengono dall’allentamento delle politiche economiche di UE e dalla modifica del patto di stabilità  che limita i comuni nel garantire opere pubbliche e sostenere lo stato sociale”.


Sul profilo Facebook della CislBergamo trovate tutte le immagini della manifestazione del Primo Maggio a Bergamo e il discorso conclusivo di Marco Bentivogli (Fim Cisl Nazionale) dal palco in Piazza Vittorio Veneto. 

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Il Primo Maggio dovrebbe costituire un momento di festa. Purtroppo non è così, non lo è per tutti – dice Marco Bentivogli, segretario generale del sindacato FIM CISL -. Proprio nel giorno in cui si apre l’EXPO, l'Italia del lavoro è ancora ferita da una crisi interminabile: Tenaris-Dalmine, Stefana, Whirlpool, Alcoa, Firema, Jabil, Alcatel, Ilva, Micron, solo per citare alcune delle aziende per le quali ancora va trovata una soluzione. Per far ripartire l'Italia, bisogna far partire l'industria: dopo la legge elettorale ci aspettiamo che il governo metta in testa alle sue priorità il rilancio dell'economia in un paese in cui continuano a crescere disuguaglianze e povertà”.

A Bergamo nel 2014 sono stati 9.300 i posti di lavoro persi per licenziamenti collettivi, e oltre 17.000 lavoratori sono stati coinvolti da Cassa integrazione. Negli ultimi mesi ci sono segnali di allentamento degli ammortizzatori, “ma non possiamo adagiarci e ritenere superata la crisi. C'è ancora molto da fare. La Cassa in deroga cala per la riduzione dei finanziamenti e dobbiamo rafforzare le tutele nelle piccole aziende per impedire che ciò si trasformi in licenziamenti”. E i licenziamenti collettivi totalizzati in questi primi mesi sono quasi 800.

Marco Bentivogli concluderà il corteo che domani percorrerà Bergamo per celebrare la Festa del Lavoro organizzata da CGIL CISL UIL. Lo farà dal palco di piazza Vittorio Veneto, dove confluiranno le migliaia di lavoratori attese come ogni anno in città. Il tradizionale appuntamento di CGIL CISL UIL di Bergamo per il 1 maggio si aprirà con il ritrovo al piazzale della Stazione ferroviaria. Verso le 10 partirà il corteo per le vie cittadine e alle 11, in piazza Vittorio Veneto, si terranno i comizi.

Al termine, si terrà il reading “Scritture, storie di lavoro al tempo della crisi”, un’iniziativa in collaborazione con l’Associazione Libera Musica, e che prevede la lettura di testi di Erri de Luca, Vivian Lamarque, Gianni Biondillo accompagnate da musica jazz.

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Mercoledì, 29 Aprile 2015 09:03

Primo Maggio tra lavoro e solidarietà

Con un commosso ricordo di Marco Cicerone, il segretario della UIL scomparso un mese fa, si è aperta la conferenza stampa che i sindacati CGIL CISL UIL Bergamo hanno organizzato per la presentazione della prossima festa del Primo Maggio. “Un ricordo doveroso per una persona che tanto ha fatto per l’unità del sindacato e per il lavoro nella provincia”, ha detto Amerigo Cortinovis, che per la UIL Bergamo ha presieduto la conferenza stampa.

La solidarietà fa la differenza” è il titolo scelto per l’edizione di quest’anno. “Solidarietà per chi giunge dal mare, solidarietà per chi non trova o perde il lavoro. Situazioni, entrambe, che mettono a rischio libertà e dignità”. Ferdinando Piccinini, per la CISL Bergamo, ha voluto ribadire che “si deve fare molto di più sul versante lavoro. Vediamo qualche segnale incoraggiante nei primi mesi dell’anno, ma non dobbiamo illuderci. Rimane sempre da affrontare il problema urgente : come rilanciare il consumo interno, elemento che può dare sviluppo, e qua siamo molto indietro. Noi chiediamo che il Governo utilizzi la leva fiscale, alleggerendo il peso sui dipendenti e allargare la fascia dei bonus ….”

I sindacati, in occasione della Festa del lavoro, chiedono, tra l’altro, “una politica di sostegno con investimenti straordinari in infrastrutture e formazione recuperando risorse dall’allentamento dei vincoli europei e dalla modifica del patto di stabilità che limita gli enti locali nel garantire adeguate opere pubbliche e nel sostenere lo stato sociale.  Un’azione condivisa sul territorio con il rilancio di una cabina di regia allargata che, partendo dalla ricerca OCSE, definisca un’agenda con priorità e risorse da destinare per un piano di investimenti in infrastrutture e opere pubbliche necessarie al rilancio del territorio, come per esempio, il completamento della variante di Zogno, il collegamento della città con l’aeroporto e l’asse ferroviario tra la città e l’hinterland. Una modifica della riforma delle pensioni che permetta di scegliere un’uscita più flessibile dal mondo del lavoro soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici che svolgono mansioni particolarmente usuranti e ai lavoratori dipendenti da aziende in crisi. Occorre, inoltre, favorire la riduzione di orario per i lavoratori “anziani” vicini alla pensione”.

La manifestazione bergamasca del PRIMO MAGGIO si aprirà con il ritrovo al piazzale della Stazione ferroviaria. Verso le 10 partirà il corteo per le vie cittadine e alle 11, in piazza Vittorio Veneto, si terranno i comizi, che saranno conclusi con l’intervento di Marco Bentivogli, segretario generale della FIM CISL nazionale. Al termine, si terrà il reading “Scritture, storie di lavoro al tempo della crisi”, un’iniziativa in collaborazione con l’Associazione Libera Musica, e che prevede la lettura di testi di Erri de Luca, Vivian Lamarque, Gianni Biondillo accompagnate da musica jazz.


Scarica la locandina

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Una folla di cittadini si è radunata, in cerchio, nel pomeriggio di venerdì 24 aprile, davanti al palazzo della Prefettura di Bergamo in via Tasso: al centro, un flash mob che ha coinvolto ragazzi africani e italiani (organizzata dall’associazione Teatro Isabelle Il Capriolo). Donne e uomini stesi sul selciato accuditi da altri uomini e altre donne in un messaggio di cura reciproca.

Insieme alla lettura del documento dei sindacati, il flash mob è stato il momento culminante del presidio organizzato dai sindacati CGIL, CISL e UIL provinciali con le parole d’ordine di “Fermare subito le stragi nel Mediterraneo”, e che nelle ultime ore ha ottenuto l’adesione di molte associazioni. Ecco la lista aggiornata: Anolf - ARCI – Associazione Oikos Onlus – Comunità Cristiana Evangelica (Chiesa Valdese) - Comunità di San Fermo, Bergamo - CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Bergamo – Consorzio Solco Città Aperta – Coop Il Pugno aperto - Cooperativa Ruah – Associazione Donne in nero - Fondazione Serughetti Centro Studi La Porta - Associazione Il Porto, Dalmine e Ponte San Pietro – Tavola della Pace di Bergamo – Toolbox - Società San Vincenzo de Paoli Bergamo.

I rappresentanti dei sindacati confederali, Luigi Bresciani per la CGIL, Ferdinando Piccinini per la CISL e Amerigo Cortinovis per la UIL hanno anche incontrato il Prefetto Francesca Ferrandino e il Presidente della Provincia Matteo Rossi. Il Prefetto, ricevendo il documento dei sindacati, ha garantito che lo trametterà ai superiori rappresentanti del Governo.

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che per i sindacati hanno responsabilità precise: “E cioè le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte. Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra l’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo e si faccia promotore, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, di un’iniziativa per istituire nel Nord Africa centri di assistenza per richiedenti di protezione internazionale, gestiti dall’ONU, al fine di identificare i profughi e gestire la procedura per l’accesso alla protezione internazionale.

Si cambi il regolamento di Dublino III e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questo consentirebbe di allentare la pressione che ora si concentra esclusivamente sui paesi costieri di primo approdo, come l’Italia.

L’esperienza di gestione dell’accoglienza realizzata a Bergamo, con il coinvolgimento attivo dei Comuni, di tante associazioni di volontariato, della cooperazione sociale, delle organizzazioni sindacali e che ha prodotto il Protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura, ha dimostrato che è possibile organizzare una risposta concreta all’emergenza in modo responsabile ed efficiente, valorizzando anche l’attività di volontariato in lavori socialmente utili degli stessi rifugiati e le attività di integrazione e dialogo con le comunità locali. Un’esperienza, quella bergamasca, che è stata presa a modello anche a livello nazionale e che costituisce un contributo di civiltà e di solidarietà di fronte a questi drammi, un’esperienza che ha saputo dare risposta a circa 500 rifugiati senza alcuna delle conseguenze negative tanto paventate da chi, anche in questi giorni, continua a speculare sulle disgrazie alimentando, solo per calcolo politico, timori immotivati”.


Guarda il video del flash mob 

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Giovedì, 23 Aprile 2015 07:38

Fermare la strage. Subito!

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.

Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra l’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte.

Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo e si faccia promotore, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, di un’iniziativa per istituire nel Nord Africa centri di assistenza per richiedenti di protezione internazionale, gestiti dall’ONU, al fine di identificare i profughi e gestire la procedura per l’accesso alla protezione internazionale.

Si cambi il regolamento di Dublino III e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questo consentirebbe di allentare la pressione che ora si concentra esclusivamente sui paesi costieri di primo approdo, come l’Italia.

L’esperienza di gestione dell’accoglienza realizzata a Bergamo, con il coinvolgimento attivo dei Comuni, di tante associazioni di volontariato, della cooperazione sociale, delle organizzazioni sindacali e che ha prodotto il Protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura, ha dimostrato che è possibile organizzare una risposta concreta all’emergenza in modo responsabile ed efficiente, valorizzando anche l’attività di volontariato in lavori socialmente utili degli stessi rifugiati e le attività di integrazione e dialogo con le comunità locali.

Un’esperienza, quella bergamasca, che è stata presa a modello anche a livello nazionale e che costituisce un contributo di civiltà e di solidarietà di fronte a questi drammi, un’esperienza che ha saputo dare risposta a circa 500 rifugiati senza alcuna delle conseguenze negative tanto paventate da chi, anche in questi giorni, continua a speculare sulle disgrazie alimentando, solo per calcolo politico, timori immotivati.


Venerdì 24 aprile 2015, ore 16

Presidio davanti alla Prefettura di Bergamo

Promuovono e aderiscono: Cgil Cisl Uil, Anolf, Cooperativa Ruah, ACLI, ...

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Venerdì, 01 Maggio 2015 00:00

Primo Maggio 2015 a Bergamo

Per la manifestazione unitaria del PRIMO MAGGIO (Festa del Lavoro) il concentramento è previsto per le 9.30 nel piazzale della Stazione Ferroviaria con successiva partenza, in corteo, per le vie del centro.  L'intervento conclusivo è affidato al Segretario Generale della Fim Nazionale: Marco Bentivogli.

La Fisascat Cisl Bergamo partecipa alla manifestazione del Primo Maggio a Bergamo con una biciclettata. Il ritrovo è alla Malpensata alle 8.30. Il percorso di snodertà lungo le vie di Bergamo per terminare con un aperitivo in piazza. Ecco la locandina dell'iniziativa


Scarica il volantino 
Comunicato Stampa

 

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Giovedì, 09 Aprile 2015 07:36

Pagare le tasse non deve essere un problema!

Dal 2015 i Comuni, per legge, dovranno inviare a casa dei contribuenti il bollettino precompilaro della Tasi. I contribuenti potranno scegliere di effettuare il pagamento senza imbattersi in complicati calcoli e senza la possibilità di errore, in quanto la procedura di calcolo e comunicazione dell’importo dovuto dovrà essere a carico dei Comuni. Il comunicato di Cgil, Cisl e Uil.

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