Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Visualizza articoli per tag: immigrazione
Martedì, 03 Novembre 2015 00:00

Euronote 95/2015. Informazione sociale europea

Euronote 95/2015. Informazione sociale europea. Realizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sommario: 1) Uno su quattro a rischio di povertà nell'Ue; 2) Rifugiati: il punto sulle azione dell'Ue; 3) Clima: la linea dell'Europarlamento; 4) Ces: riportare la negoziazione al centro; 5) Agenda - Appuntamenti. 


Scarica il pdf 

 

Pubblicato in Mondo
Martedì, 29 Settembre 2015 00:00

Etica e migranti: la CISL rialzi la testa

La CISL deve avere il coraggio di rialzare la testa, come ha sempre fatto nei momenti critici e difficili, e saper decidere da che parte stare”. Nei giorni scorsi, il direttivo e la segreteria della FNP di Bergamo città, quasi 3500 iscritti, ha suonato la sveglia ai livelli superiori della categoria e del sindacato sui temi dell’etica e dell’accoglienza ai migranti, seguendo l’onda delle cronache che negli ultimi tempi hanno colpito in pieno il sindacato e la sua immagine.

I Pensionati “cittadini” chiedono infatti, nel solco delle riflessioni avviate anche dalla Conferenza Programmatica della FNP CISL provinciale,  di “confrontarsi all’interno dei vari organismi della CISL rispetto a proposte innovative per un cambiamento e un rinnovamento dell’organizzazione sindacale, a partire dagli aspetti etici, nella piena applicazione dello Statuto”.

In pratica, dice il segretario della sezione, Roberto Corona, “vogliamo che non si nasconda la testa nella sabbia, ma che quanto accaduto in estate sia affrontato senza remore e che, soprattutto, riteniamo che lo stesso gruppo dirigente che non ha vigilato non possa essere protagonista del rinnovamento”. Il documento finale della FNP CISL, sezione di Bergamo città, insiste poi sulla questione migranti, “su cui la CISL ha prodotto solo silenzi assordanti”, insiste Corona.

Non possiamo rimanere inermi di fronte alla quotidiana tragedia dei migranti – si legge nel testo approvato dal direttivo – che abbandonano i loro paesi, le loro certezze, perché afflitti da guerre, miseria e mancanza di diritti. Mai come oggi la nostra organizzazione deve essere presente e attiva nel partecipare e dare il proprio contributo a queste persone, oltre che un sostegno solidale a tutti coloro che fanno fatica a affermare non senza difficoltà i loro diritti”. 

Pubblicato in Comunicati
Venerdì, 11 Settembre 2015 00:00

Marcia delle donne e degli uomini scalzi

L'emergenza profughi sta occupando buona parte del dibattito politico e non solo. Il problema della marea di persone che, mettendo a rischio la propria vita, sta lasciando i propri paesi d'origine stretti nella morsa della guerra, non può lasciarci indifferenti.  Tutti, credo, abbiamo visto le immaggini televisive di questi giorni che raccontano quello che potremmo definire un vero e proprio"esodo di massa", che coinvolge la popolazione di interi paesi a noi molto vicini.

Non possiamo rimanere insensibili di fronte a quello che tale fenomeno comporta, come conseguenze, per i paesi che accolgono (senza alcun limite) e provano a dare una risposta di aiuto a coloro coinvolti in un fenomeno di questa portata. Fenomeno di cui non possiamo certo, ad oggi, prevedere la durata. L'accoglienza, l'attenzione agli"ultimi" , lo spirito di solidarietà verso chi più ha bisogno, fanno parte del nostro DNA di Italiani e di Sindacalisti della CISL.

Per queste ragioni il sindacato Cisl Bergamo ha aderito all'iniziativa, intrapresa da molte associazioni attive nel sociale sul nostro territorio, che si svolgerà in molte città italiane, e per cui anche a a Bergamo, venerdì 11 settembre detta: "Marcia delle donne e degli uomini scalzi". Una marcia che, attraverso un percorso da fare a piedi scalzi tutti insieme, vuole riprodurre , in modo strettamente simbolico, le difficoltà ed il disagio vissuto da tutte quei bambini,donne ed uomini che in questi giorni stanno attraversando, in massa, le frontiere dei nostri paesi.

"Per questo - precisa Gabriella Tancredi della Segreteria Cisl Bergamo - invito tutti a partecipare alla marcia di venerdì, e vi giro alcune note in riferimento alla partecipazione, definite nei giorni scorsi dal FORUM PROVINCIALE PERL’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO, che ha organizzato l'iniziativa".


PROGRAMMA di Venerdì 11 settembre
- ritrovo: ore 18.00 in Piazza Pontida, scalzi, senza bandiere, con cartelli riportanti slogan o frasi strettamente legate al tema della manifestazione
- partenza: ore 18.30. Il corteo verrà aperto da uno striscione con lo slogan internazionale REFUGEES WELCOME
- percorso per le vie cittadine
- arrivo presso la Prefettura
- una delegazione porterà al Prefetto il comunicato in allegato con le richieste sottoscritte dagli aderenti


Sito internet
Adesione in Facebook
Locandina

 

Pubblicato in Eventi
Venerdì, 10 Luglio 2015 06:59

Non possiamo voltarci dall’altra parte

Non possiamo voltarci dall’altra parte, e far finta di non vedere la tragedia di uomini e donne che fuggono dalle guerre. Chi sta arrivando in questi giorni vicino alle nostre case non ha scelto il nostro paese come meta di un viaggio rilassante, né tantomeno viene a rubarci il lavoro. Scappa, e cerca di salvare la propria famiglia, da situazioni che qualunque essere umano fuggirebbe. E ha dovuto affrontare situazioni talmente drammatiche che un qualsiasi essere umano degno del nome non esiterebbe a allargare le proprie braccia per accoglierlo.

È quantomeno vergognoso vedere in questi giorni i blocchi delle strade, leggere commenti vaneggianti circa i soldi che verrebbero impiegati per sfamare uomini, donne e bambini. Magari pochi giorni fa, ci siamo scandalizzati per i filmati che facevano vedere le restrizioni destinate a cani e altri animali utilizzati per sagre “selvagge”. Oggi invece ci scandalizziamo perché i soldi che il governo destina ai profughi spetterebbero prima agli italiani, e soprattutto perché la palestra sotto casa non può essere utilizzata per chi, magari, “non è nemmeno un profugo vero”.

Ci possono essere, è vero, degli ingressi “non regolari”, ma trattare automaticamente chiunque da criminale non è umano né cristiano, perché nessuno lascia la propria casa solo per darci fastidio: perlomeno va a cercare una soluzione a casi di estrema povertà. E il nostro mondo, civile e comunque non certo allo stremo, dovrebbe fare il possibile per accogliere, non respingere. E questo grazie anche a propagande di persone senza scrupoli che non hanno alcuna remora a istigare una guerra tra poveri solo perché in cerca di facile consenso.

La CISL si batterà sempre per una integrazione equilibrata, non per creare corpi estranei alla società residente. Quello che sicuramente non farà, sarà quello di chiudere gli occhi per non vedere, né sbattere la porta in faccia a nessuno. Governare tutto è la vera sfida per il nostro futuro e il futuro di tanti popoli sradicati dalle proprie comunità dalle tante guerre, persecuzioni e intolleranze. Per fare questo occorre maggiore responsabilità da parte di tutti, in una gestione della prima accoglienza dei profughi in tutto il territorio con un accordo tra tutti gli enti locali, la prefettura, l’associazionismo. Risolvere una buona volta i lunghissimi e inaccettabili tempi di attesa per la definizione dello status di profughi, e una gestione dei flussi a livello europeo.

Una buona gestione dell’accoglienza nel territorio in sinergia tra comune e società civile, un coinvolgimento di queste persone in attività di volontariato, come altre iniziative lodevoli  hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno che le nostre comunità sanno esprimere vera vicinanza e solidarietà concreta. Sono per fortuna assolutamente migliori di tanta politica e tanti partiti che le vogliono rappresentare.

Pubblicato in Comunicati Stampa

La questione dell'immigrazione sta diventando sempre di più una grande emergenza umanitaria e purtroppo l'Europa continua a non mostrare la sua faccia migliore. Siamo davanti a migliaia e migliaia di donne, anziani, bambini, uomini che fuggono da una morte sicura, dalla fame, dalla guerra, abbandonano i loro paesi disperati, mettendo le loro vite nelle mani di spregiudicati criminali, fuggendo in massa e noi non sappiamo accoglierli.

I cittadini e le cittadine di tutta l’Italia stanno dando un grande esempio di solidarietà, di rettitudine morale a tutta l' Italia ed anche all' Europa con una spinta umanitaria davvero forte. Siamo davanti a qualcosa di drammaticamente eccezionale! Se l’Europa continua a dire no, a respingere e a non accogliere, sarà veramente difficile attuare i richiami alla solidarietà tra Stati Membri sui quali si poggia l’architettura delle Istituzioni europee, ma soprattutto rispettare gli impegni che si sono dati i paesi europei a svolgere il loro ruolo e la loro responsabilità, di fronte a tale emergenza umanitaria.

Per tutti questi motivi, in continuità con l’adesione alla mobilitazione del 21 aprile scorso, la Cisl aderisce alla Manifestazione “Fermiamo la Strage Subito! Salvare vite umane, proteggere le persone, non i confini”, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si svolgerà a Roma il prossimo 20 giugno, alle ore 15.00 al Colosseo. La manifestazione vedrà la partecipazione di moltissime associazioni della società civile, del volontario, ong e onlus.

Oggi più che mai dobbiamo rendere l'accoglienza e la coesione sociale il nostro agire quotidiano. Per tutti questi motivi sollecitiamo la vostra partecipazione alla manifestazione di Roma, e ci auguriamo che anche i territori la sostengano con un’azione comune.

 

Pubblicato in Eventi

"Non è il momento per fare dell’immigrazione un tema di scontro politico". Cgil, Cisl e Uil Bergamo biasimano la manifestazione del 13 giugno fuori dalla Prefettura con il Governatore della Regione Maroni, contro il Prefetto e la politica dell’accoglienza ai rifugiati. E' il segno che la demagogia ha trovato purtroppo accoglienza ai massimi vertici delle sedi istituzionali lombarde". Comunicato.

Pubblicato in Archivio News

Il Presidente della Regione Lombardia Maroni vuole dettare le regole delle politiche per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Maroni, in qualità di Presidente minaccia i Sindaci dei comuni lombardi, con il taglio dei fondi regionali, che continueranno ad ospitare i migranti in fuga da conflitti e violenze.

Vorremmo ricordare al Presidente che le regioni del sud sono quelle che più stanno sopportando lo sforzo dell'accoglienza delle migliaia di migranti. Il nord dell'Expo 2015, vetrina del mondo, si rifiuta di aiutare uomini, donne e bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra.

Al Presidente ricordiamo, in primo luogo, che non siamo in presenza di clandestini ma di richiedenti asilo e lo sono fino al pronunciamento della commissione territoriale che valuta la domanda, dall’altra non è ammissibile che il Presidente della Regione decida per tutti i Comuni lombardi!

Non è il momento per fare dell’immigrazione un tema di scontro politico. La manifestazione di Sabato 13 giugno fuori dalla Prefettura con la presenza del Presidente della Regione Maroni, contro il Prefetto e la politica dell’accoglienza ai rifugiati è il segno che la demagogia ha trovato purtroppo accoglienza ai massimi vertici delle sedi istituzionali lombarde.

Con che faccia chiediamo a tutta Europa di sostenere e di contribuire ad affrontare il problema quando noi diciamo no ad una politica dell’accoglienza di chi fugge dalla guerra? Se sono le Regioni più ricche a defilarsi questo è un assist clamoroso a chi in Europa vuole defilarsi dalle proprie responsabilità.

Ad oggi nella bergamasca i migranti ospitati sono 550, ne sono transitati 1.200. Vogliamo dire che una provincia con 1.050.000 abitanti non è in grado di aiutare poche centinaia di persone?

I sindaci non vanno lasciati soli, il Governo deve dare incentivi ai Comuni disponibili ad accogliere i rifugiati e rendere più flessibile il patto di stabilità con l’esclusione delle spese effettuate per affrontare l’accoglienza.

Cgil Cisl e Uil esprimono tutto il loro sostegno al Prefetto di Bergamo, ai Comuni e alle numerose Associazioni di volontariato bergamasche che vorranno continuare nell’opera meritoria di accoglienza dei rifugiati e si trovano a dover gestire una situazione senza l’aiuto della loro Regione. 


Comunicato unitario Cgil Cisl Uil Bergamo

Pubblicato in Comunicati Stampa

Una folla di cittadini si è radunata, in cerchio, nel pomeriggio di venerdì 24 aprile, davanti al palazzo della Prefettura di Bergamo in via Tasso: al centro, un flash mob che ha coinvolto ragazzi africani e italiani (organizzata dall’associazione Teatro Isabelle Il Capriolo). Donne e uomini stesi sul selciato accuditi da altri uomini e altre donne in un messaggio di cura reciproca.

Insieme alla lettura del documento dei sindacati, il flash mob è stato il momento culminante del presidio organizzato dai sindacati CGIL, CISL e UIL provinciali con le parole d’ordine di “Fermare subito le stragi nel Mediterraneo”, e che nelle ultime ore ha ottenuto l’adesione di molte associazioni. Ecco la lista aggiornata: Anolf - ARCI – Associazione Oikos Onlus – Comunità Cristiana Evangelica (Chiesa Valdese) - Comunità di San Fermo, Bergamo - CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Bergamo – Consorzio Solco Città Aperta – Coop Il Pugno aperto - Cooperativa Ruah – Associazione Donne in nero - Fondazione Serughetti Centro Studi La Porta - Associazione Il Porto, Dalmine e Ponte San Pietro – Tavola della Pace di Bergamo – Toolbox - Società San Vincenzo de Paoli Bergamo.

I rappresentanti dei sindacati confederali, Luigi Bresciani per la CGIL, Ferdinando Piccinini per la CISL e Amerigo Cortinovis per la UIL hanno anche incontrato il Prefetto Francesca Ferrandino e il Presidente della Provincia Matteo Rossi. Il Prefetto, ricevendo il documento dei sindacati, ha garantito che lo trametterà ai superiori rappresentanti del Governo.

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che per i sindacati hanno responsabilità precise: “E cioè le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte. Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra l’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo e si faccia promotore, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, di un’iniziativa per istituire nel Nord Africa centri di assistenza per richiedenti di protezione internazionale, gestiti dall’ONU, al fine di identificare i profughi e gestire la procedura per l’accesso alla protezione internazionale.

Si cambi il regolamento di Dublino III e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questo consentirebbe di allentare la pressione che ora si concentra esclusivamente sui paesi costieri di primo approdo, come l’Italia.

L’esperienza di gestione dell’accoglienza realizzata a Bergamo, con il coinvolgimento attivo dei Comuni, di tante associazioni di volontariato, della cooperazione sociale, delle organizzazioni sindacali e che ha prodotto il Protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura, ha dimostrato che è possibile organizzare una risposta concreta all’emergenza in modo responsabile ed efficiente, valorizzando anche l’attività di volontariato in lavori socialmente utili degli stessi rifugiati e le attività di integrazione e dialogo con le comunità locali. Un’esperienza, quella bergamasca, che è stata presa a modello anche a livello nazionale e che costituisce un contributo di civiltà e di solidarietà di fronte a questi drammi, un’esperienza che ha saputo dare risposta a circa 500 rifugiati senza alcuna delle conseguenze negative tanto paventate da chi, anche in questi giorni, continua a speculare sulle disgrazie alimentando, solo per calcolo politico, timori immotivati”.


Guarda il video del flash mob 

Pubblicato in Comunicati Stampa
Giovedì, 23 Aprile 2015 07:38

Fermare la strage. Subito!

In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.

Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra l’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere.

Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte.

Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo e si faccia promotore, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, di un’iniziativa per istituire nel Nord Africa centri di assistenza per richiedenti di protezione internazionale, gestiti dall’ONU, al fine di identificare i profughi e gestire la procedura per l’accesso alla protezione internazionale.

Si cambi il regolamento di Dublino III e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Questo consentirebbe di allentare la pressione che ora si concentra esclusivamente sui paesi costieri di primo approdo, come l’Italia.

L’esperienza di gestione dell’accoglienza realizzata a Bergamo, con il coinvolgimento attivo dei Comuni, di tante associazioni di volontariato, della cooperazione sociale, delle organizzazioni sindacali e che ha prodotto il Protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura, ha dimostrato che è possibile organizzare una risposta concreta all’emergenza in modo responsabile ed efficiente, valorizzando anche l’attività di volontariato in lavori socialmente utili degli stessi rifugiati e le attività di integrazione e dialogo con le comunità locali.

Un’esperienza, quella bergamasca, che è stata presa a modello anche a livello nazionale e che costituisce un contributo di civiltà e di solidarietà di fronte a questi drammi, un’esperienza che ha saputo dare risposta a circa 500 rifugiati senza alcuna delle conseguenze negative tanto paventate da chi, anche in questi giorni, continua a speculare sulle disgrazie alimentando, solo per calcolo politico, timori immotivati.


Venerdì 24 aprile 2015, ore 16

Presidio davanti alla Prefettura di Bergamo

Promuovono e aderiscono: Cgil Cisl Uil, Anolf, Cooperativa Ruah, ACLI, ...

Pubblicato in Comunicati Stampa
Lunedì, 16 Febbraio 2015 08:26

Licenziata perché senza titolo

Pilar Mayolas Taboada è stata licenziata perché il titolo di studio non sarebbe stato idoneo al lavoro, nonostante le raccomandazioni che la pratica di equipollenza fosse già partita. E tutto questo dopo 7 anni di lavoro nella stessa azienda. Tre anni perduti tra scartoffie e rimpianti. Poi la lettera che riconosce il titolo di studio anche grazie all'intervento della Cisl Bergamo. Il comunicato.

Pubblicato in Archivio News
Pagina 2 di 3