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Unione Sindacale di Bergamo

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Si sono riuniti oggi 6 aprile i Segretari Generali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil insieme ai Segretari responsabili dell’edilizia, per fare il punto sull’andamento delle trattative per il rinnovo del CCNL Ance-Coop. Un contratto che riguarda un milione e mezzo di lavoratori, scaduto da quasi due anni e per il cui rinnovo si era svolto lo sciopero generale del settore il 18 dicembre 2017.

A seguito della mobilitazione il negoziato era stato riaperto ed è proseguito nei mesi successivi con più incontri tra le parti. “Il confrontodichiarano FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil - ha prodotto significative convergenze su alcuni punti qualificanti, in particolare su temi come la Sanità Integrativa, un Fondo per facilitare il rinnovamento generazionale (pensionamenti), la formazione ecc. per favorire così la ripresa in termini di qualità e maggiore occupazione”. “Purtroppo però, a fronte della nostra dichiarata disponibilità ad affrontare anche altri argomenti posti sul tavolo, riscontriamo una schizofrenia nelle dinamiche della nostra controparte e soprattutto una mancanza di volontà ad affrontare i temi del costo contrattuale e della messa in sicurezza degli enti bilaterali. Una mancanza di volontà che pregiudica ogni possibile conclusione del negoziato e che evidenza l’incapacità dell’Ance e delle Coop a trovare una sintesi al proprio interno che guardi al futuro del settore e al mantenimento di un livello minimo di relazioni industriali".

I sindacati accusano, inoltre, il peggioramento del confronto con gli artigiani per il rinnovo del loro contratto, dove registriamo una vera latitanza della controparte. A fronte di questa situazione ci si augura di registrare nei prossimi giorni un cambio di passo, con una posizione univoca che ci possa portare ad una stretta finale sul negoziato, riconoscendo il giusto salario e il giusto investimento sul nostro sistema bilaterale a tutele dei lavoratori e delle tante imprese serie. "Diversamente – concludono FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil – ci vedremo costretti ad interrompere le relazioni industriali a tutti i livelli, nazionale e territoriale, e in tutte le sedi, chiamando a responsabilità chi ha determinato questa rottura storica per la tradizione del settore. Serve coraggio e senso di responsabilità se vogliamo che la ripresa diventi occasione di crescita anche per il nostro settore. Il sindacato ha sempre dimostrato di averla, ora tocca alle imprese fare la propria parte”.

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Martedì 13 marzo presso la Cna Nazionale, le delegazioni nazionali trattanti (CNA, Confartigianato, CLAAI, Casartigiani, con Feneal Filca Fillea) hanno sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del CCNL 2016/2018 che coinvolge 50.000 imprese e circa 100.000 lavoratori e lavoratrici sul territorio nazionale. Ora non ci sono più alibi! FENEAL FILCA FILLEA LOMBARDIA chiedono l’immediata riapertura del tavolo di trattativa a Confartigianato, Cna, Casartigiani e CLAAI Lombardia, fermo dal 2015

In attesa delle risposte delle controparti

Nel corso del 2017 sono stati organizzati due momenti di protesta importanti, il primo nel mese di febbraio davanti alla sede di Confartigianato a Milano e successivamente, nel mese di novembre, due presidi davanti alle aziende dei Presidenti regionali di CNA e CONFARTIGIANATO. Entrambe le manifestazioni, pur avendo prodotto una forte azione mediatica, coinvolgendo anche altre categorie sindacali in attesa di rinnovo, non hanno portato alla riapertura della trattativa. Tuttavia Feneal Filca e Fillea Lombardia si sono rese disponibili e hanno inviato due lettere di sollecito per la ripresa del dialogo, la prima a dicembre 2017 e la seconda nel gennaio scorso, ma ancora oggi attendiamo risposte dalle controparti.

Quasi 15.000 i lavoratori interessati

Nel corso del 2017 sono stati organizzati due Alla firma del CCNL le Associazioni Artigiane Nazionali si sono dichiarate favorevole alla riapertura dei tavoli per discutere le piattaforme regionali, fra queste, quella della Lombardia. Sono circa 14.500 i lavoratori e le lavoratrici interessate al rinnovo dell’integrativo nella nostra Regione e circa 3.700 le aziende coinvolte. Pensiamo non più rinviabile una risposta a questi lavoratori e lavoratrici che da troppo tempo attendono un adeguamento salariale il cui differenziale è significativo rispetto ai medesimi settori dell’industria . E’ importante sottolineare che al tavolo nazionale, proprio in un’ottica di rilancio del secondo livello di contrattazione, è stata salvaguardata la corretta tempistica dei tavoli aperti a livello regionale, pertanto in Lombardia non ci sono più alibi per un ulteriore rinvio della trattativa. FENEAL FILCA FILLEA LOMBARDIA dichiarano che in assenza di risposta in tempi rapidi sono pronte a promuovere ulteriori iniziative di protesta.

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Di cifre, sono i primi i sindacati a non parlare. Preferiscono concentrarsi sugli aspetti legati alla qualità della vita - lavorativa e non - che vengono messi nero su bianco all’interno dell’integrativo. Un rinnovo che coinvolge i circa 180 dipendenti divisi tra la Foppapedretti (amministrazione, magazzino e spedizioni) di Grumello del Monte e la Foppapedretti Technology (prodotti in legno per la casa e l’infanzia) di Bolgare.

Attenzione alla salute dei lavoratori

Non che le buone prassi siano una novità per l’azienda. Come spiega Enrica Foppa Pedretti, responsabile amministrazione, finanza, It e risorse umane delle due società, "è già da qualche anno che rivolgiamo attenzione al benessere dei lavoratori, sia attraverso il programma Whp (che promuove la salute nei luoghi di lavoro, ndr), sia attraverso iniziative aziendali che vedono sempre il coinvolgimento dei lavoratori". Sul fronte sportivo, ad esempio, vengono organizzate gare intraziendali; riguardo all’alimentazione, oltre ad essere diffusa un’educazione ad hoc, si è proceduto a sostituire gli snack nei distributori automatici con prodotti più freschi come la frutta e vengono organizzati anche corsi di yoga con insegnanti scelti direttamente dai dipendenti. "Abbiamo anche sottoscritto convenzioni con palestre e piscine", continua Foppa Pedretti.

Le caratteristiche dell’integrativo

L’accordo - fresco di firma - ha una validità triennale e il premio di risultato si basa sui parametri di redditività e qualità, con "un premio legato alla presenza costante che può portare fino a un 10% in più", precisa Foppa Pedretti. "Nota innovativa è l’introduzione di due nuove voci - affermano Simone Alloni (Filca-Cisl) e Elena Deponti (Fillea-Cgil) - riferite alla conciliazione vita lavoro e al welfare aziendale, che include un contributo ai genitori per le spese del Cre estivo, percorsi legati alla cura della persona ed estensione del congedo di paternità (di un mese, ndr), oltre alla possibilità di destinare volontariamente parte del premio alla previdenza complementare". "È un passo importante che impegna i firmatari dell’accordo a promuovere un modello di contrattazione che tiene conto sia del ritorno economico a fronte di un costante impegno al miglioramento dell’efficienza, sia della possibilità di destinare volontariamente quote di premio alle forme di welfare".


da L'Eco di Bergamo del 9 marzo 2018

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Giovedì, 15 Febbraio 2018 09:20

Accordo aziendale alla Novem: più previdenza

Una firma molto attesa, che arriva dopo sette mesi di trattativa: siglato ieri il verbale di accordo sul premio di risultato 2018-2020 alla Novem Car Interior Design di Bagnatica, azienda tedesca specializzata in complementi in radica per auto di lusso.

L’intesa interessa 135 lavoratori

Soddisfatti i sindacati: "L’accordo, valutato positivamente dalla maggioranza dei lavoratori nelle assemblee, riconosce un premio conteggiato sulla base di due parametri strettamente legati da efficienza della produzione (produttività e qualità) - hanno spiegato Luciana Fratus, segretario generale della Fillea- Cgil e Simone Alloni della segreteria della Filca-CislLe novità inserite riguardano la partecipazione dei dipendenti a gruppi di lavoro orientati al miglioramento dei processi e la possibilità di convertire, su scelta del lavoratore, parte del premio in versamenti alla previdenza ncomplementare. Sono previsti incontri periodici per monitorare l’andamento degli indici per il calcolo del premio".

Approfondimenti sul welfare

Nei prossimi mesi continuerà la discussione sugli altri capitoli della piattaforma sindacale. “In tema di welfare, che oggi vede il riconoscimento di un benefit in buoni spesa, - aggiungono i sindacalisti - verrà svolto un confronto più approfondito per individuare soluzioni diversificate e innovative entro il primo anno di vigenza del contratto”.


Tratto da L'Eco di Bergamo del 7 febbraio 2018

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Martedì, 19 Dicembre 2017 10:43

In migliaia a Torino per il contratto edile

Il 18 dicembre migliaia di lavoratori edili provenienti da tutte le regioni del Nord Ovest hanno attraversato le vie del centro di Torino. Nel corteo, aperto dallo striscione #contrattosubito, anche le diverse decine di lavoratori edili provenienti da Bergamo, che con FENEAL, FILCA e FILLEA hanno raggiunto il capoluogo torinese. In piazza Bodoni si è tenuto il comizio conclusivo del segretario nazionale della FILLEA CGIL Alessandro Genovese.

La richiesta del rinnovo del contratto

I lavoratori del settore chiedono il rinnovo scaduto da 18 mesidice Danilo Mazzola, segretario generale del sindacato FILCA CISL Bergamo -. È ora che si definisca il tavolo per chiudere una partita che coinvolge migliaia di lavoratori: solo a Bergamo sono in 12.000 i lavoratori iscritti alle due casse edili, che escono da una crisi che ha decimato il numero di aziende e l’occupazione in generale”.

Sciopero dovuto allo stallo della trattativa

Alla proclamazione dello sciopero (manifestazioni anche a Cagliari, Napoli, Palermo, Padova, Roma) FENEAL FILCA e FILLEA sono giunte dopo aver preso atto dello stallo della trattativa. L’incontro tenutosi con Ance il 12 dicembre, pur registrando "alcune timide aperture", ha riconfermato le distanze molto significative rispetto alle richieste contenute nella piattaforma per il rinnovo del Ccnl.

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Dopo tre mesi di discussione, è arrivato l’accordo per l’erogazione di un Premio aziendale ai circa 280 lavoratori dei due stabilimenti Italcementi di Calusco e Rezzato: il 12 dicembre, nella sede Italcementi di Milano si è tenuto l’incontro tra la Direzione aziendale, la RSU e le organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Bergamo e Brescia che hanno sottoscritto l’intesa.

425 euro lorde per il 2017

L’accordo firmato prevede il riconoscimento di 425 euro lorde per il 2017, prorogabile anche nel 2018, nel caso in cui la trattativa di secondo livello in discussione a livello nazionale non portasse condizioni di miglior favore a livello economico per i lavoratori hanno spiegato i segretari generali Luciana Fratus di FILLEA-CGIL e Danilo Mazzola di FILCA-CISL di Bergamo -. Il premio verrà riconosciuto con la retribuzione del mese di dicembre e verrà erogato a tutti i lavoratori. A chi si trovi in Cassa Integrazione o sia stato trasferito, il premio verrà riconosciuto pro quota per il periodo lavorato nel 2017”.

Si premiano il sacrificio dei lavoratori

È un risultato dignitoso frutto di un equilibrio costruito con l’azienda durante i vari incontri. Si premiano la fatica e il sacrificio dei lavoratori in questi anni difficili e si dà il segnale che investire nel proprio patrimonio professionale, dopo una riorganizzazione del Gruppo in conseguenza all’acquisizione di Italcementi da parte di HeidelbergCement, è una delle strade da seguire per il rilancio del comparto del cemento, insieme alle altre proposte illustrate nella giornata di mobilitazione del 7 dicembre: l’impegno e l’investimento nella ricerca e nell’innovazione e l’utilizzo di impianti per la creazione di energia alternativa (CSS).

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In questi 10 anni, la crisi che ha colpito l'edilizia ha provocato profonde trasformazioni nel settore del cemento. La riduzione della produzione da 47 a 19 milioni di tonnellate ha comportato pesanti e necessarie ristrutturazioni aziendali con conseguenti processi di acquisizione: da ultimi Cementir Italia (nella nostra provincia è presente il sito di Tavernola) da parte di Italcementi–HeidelberghCement, e Zillo da parte di Buzzi Unicem.

Apertura di un tavolo interministeriale

Abbiamo chiesto un impegno a Federmaco e al Ministro Poletti che prevede l'apertura di un tavolo interministeriale con la presenza dei tre ministeri interessati (Sviluppo Economico, Lavoro e Ambiente)”, hanno detto i segretari generali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL di Bergamo, nella conferenza stampa organizzata in concomitanza con la giornata di mobilitazione nazionale del settore. “Lo sviluppo futuro del comparto economico e occupazionale deve passare da innovazione e sostenibilità – hanno sostenuto Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Luciana Fratus -, che vuol dire meno nuove costruzioni e consumo di suolo, orientando il sistema verso le nuove domande del mercato e la tutela dell’ambiente. Il futuro dell’edilizia e del cemento è in un nuovo modello produttivo: rigenerazione e recupero urbano, messa in sicurezza del patrimonio ambientale, storico-artistico e del costruito, innovazione e ricerca sui materiali, economia circolare”.

Il prezzo pagato dalla Bergamasca

L’assenza di investimenti in ricerca su processo e prodotto ci dice quanto gli stessi imprenditori non accettino la sfida del cambiamento che con i nuovi assetti aziendali e societari è già iniziata. Per quanto riguarda la nostra provincia evidenziano i tre Segretari Generali, ha pagato un prezzo altissimo, con la perdita di 500 posti di lavoro in particolare dovuti all'acquisizione da parte di HedilbergCement di Italcementi. Da valutare attentamente sarà l'acquisizione di Cementir Italia da parte di Italcementi Heidelberg e le ricadute occupazionali in particolare sul sito di Tavernola.” Si auspica, quindi che l’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 (prevede l’estensione dell’Art.42 a quei lavoratori che vengono acquisiti da Aziende che durante il periodo di utilizzo del trattamento stesso abbiano subito una variazione del proprio assetto industriale per acquisizione o dismissione) venga accolto alla Camera perché purtroppo bocciato in Senato. Questo è un segnale negativo della politica nei confronti dei problemi del settore.

Le proposte del sindacato per Bergamo

Il sindacato, anche per Bergamo e il suo territorio ha da tempo avanzato le sue proposte: “Chiediamo il rilancio del settore delle costruzioni, come leva allo sviluppo, con investimenti su infrastrutture, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, difesa del patrimonio artistico culturale del territorio; la difesa del sistema produttivo cementiero italiano, per spingere le imprese ad investire in ricerca e innovazione; l’utilizzo degli impianti per la creazione di energia alternativa (CSS) che consentirebbe un minor dispendio energetico, nel ciclo produttivo, coerente con le direttive Europee in materia di politiche energetiche”.

A livello nazionale

Le segreterie nazionali di FenealUil - Filca Cisl - Fillea Cgil chiedono al Governo l’apertura di un confronto sui piani industriali delle aziende, affinché siano coerenti con gli interessi generali e rispettosi di principi di Responsabilità Sociale d'Impresa; la difesa dell'occupazione in un’ottica di politiche attive e passive, attraverso la riconversione di siti produttivi con l'utilizzo di ammortizzatori sociali, la costruzione di relazioni industriali strategiche, nella gestione di una fase cosi delicata, che coinvolgano le parti sociali attraverso il contratto di gruppo, con la costituzioni di Coordinamenti di RSU in grado di rappresentare i lavoratori (almeno il 50% + 1).


Scarica il volantino

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Nel mese di giugno del 2015 è stata inviata la piattaforma alle Associazioni Artigiane della Lombardia per il rinnovo del Contratto Regionale Integrativo per le lavoratrici e lavoratori delle imprese artigiane del legno e lapidei. Ecco cosa chiedono le lavoratrici e i lavoratori artigiani del settore legno e lapidei:


Chiedono
 di riconoscere contrattualmente la specificità dei lavori speciali e disagiati (es. per il settore lapideo minatori e fuochini, lavori in cava, ecc)

Chiedono un maggior riconoscimento delle flessibilità di orario di lavoro e della banca ore

Chiedono di agevolare i tempi di lavoro con quelli di vita ai padri e alle madri, migliorando quanto già previsto dalla legge per la nascita dei figli.

Chiedono un livello di attenzione sulla previdenza complementare chiedendo un aumento del contributo a carico del datore di lavoro dello 0,50% dal 1 Gennaio 2015 e la consegna del modello di iscrizione al fondo di settore ( FON.TE ) alle lavoratrici e ai lavoratori all'atto dell'assunzione.

Chiedono di articolare il premio variabile annuo, per tutte le lavoratrici e I lavoratori che prestano lavoro all'interno del perimetro dell'azienda, (stage, collaborazioni, ecc.) su parametri reali e riscontrati del comparto manifatturiero e una maggiorazione sul lavoro a turni.

L'obiettivo sindacale è quello di garantire a livello regionale della Lombardia la tutela del II livello alle Lavoratrici e ai Lavoratori del comparto artigianato e media impresa del comparto legno e lapideo che deve avere la spinta propulsiva per innovarsi e competere a livello nazionale, europeo e internazionale.

Negare il diritto alla contrattazione dimostra quanto sia ostile il comportamento delle Associazioni Artigiane nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori ed è sintomatico del livello di miopia negoziale.


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Con due presidi e volantinaggi, uno nel cantiere della Guardia di Finanza e l’altro al KM Rosso dove è in corso la costruzione della nuova sede di Confindustria, la mattina di lunedì 20 novembre i sindacati dei lavoratori edili di FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo hanno avviato la protesta che culminerà nello sciopero nazionale del settore, previsto per il 18 dicembre.

Il mancato rinnovo del contratto collettivo

La mobilitazione è stata organizzata contro il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai edili, a un anno e cinque mesi dalla scadenza del precedente. A Bergamo attendono il nuovo Contratto circa 30mila lavoratori. Sui contenuti di questa vertenza, i sindacati hanno incontrato il Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e i rappresentanti di ANCE, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili di Bergamo. In tutt’Italia oggi si sono svolti presidi, volantinaggi, incontri e conferenze stampa.

Mobilitazione anche per l’Ape social

Dal luglio 2016 la trattativa non è mai entrata nel merito della nostra piattaforma. La presentazione di una contro-piattaforma a febbraio da parte delle delegazioni datoriali testimonia l’esplicita volontà di non dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori hanno commentato Giuseppe Mancin di FENEAL-UIL, Danilo Mazzola di FILCA-CISL e Luciana Fratus per FILLEA-CGIL di Bergamo.Gli operai edili sono in mobilitazione anche per l’assenza di risposte concrete sull’anticipo dei tempi di approdo alla pensione. Il 50% delle domande di Ape social respinte nella provincia di Bergamo da parte dell’INPS e l’innalzamento dell’età di vecchiaia fino a 67 anni proposto dal Governo Gentiloni sono elementi che non tengono conto di quanto sia faticoso e gravoso il lavoro dell’edile”.

L’incontro con la stampa

Sul rinnovo del Contratto nazionale e sul previsto sciopero di dicembre nella sede della CGIL di Bergamo, si è tenuto un incontro con la stampa: per i tre sindacalisti è stata anche l’occasione di prendere di nuovo posizione rispetto all’altro tema, tutto locale, dell’unificazione delle casse edili, dopo le ultime notizie pubblicate sabato scorso sulla stampa cittadina: “Questo è il momento di passare dalle parole (scritte sui giornali e, tra l’altro, mai discusse là dove invece dovrebbe tenersi il confronto) ai fatti: per noi, lo ripetiamo, l’unificazione di Cassa Edile ed Edilcassa è prioritaria, una scelta lungimirante che guarda al futuro. Ma sia chiaro che non la realizzeremo sulla pelle dei lavoratori".

I vantaggi di unificare le casse

Inoltre, riteniamo sia poco utile continuare a rimarcare che una Cassa abbia superato l’altra per importanza. Per i sindacati i due enti sono uguali. Ragionare su quale sia più rilevante non è utile. Se si procedesse all’unificazione, il nuovo organismo potrebbe attestarsi fra le prime cinque Casse edili nel panorama nazionale. È questo quello che conta. "Torniamo, poi, a sottolineare - proseguono i sindacati - che noi rappresentiamo il 50% delle parti sia nell’uno che nell’altro ente paritetico. Senza il nostro coinvolgimento gli obiettivi non potranno essere raggiunti. E’ ora che le trattative, svolte sino a qui solo sui giornali dalle nostre controparti, approdino a un tavolo di confronto che chiediamo da tempo”.

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Si sono riuniti in un presidio dalle 5 di mattina di giovedì 2 novembre davanti ai cancelli delle due cementerie e sono scesi in sciopero per 8 ore: così i lavoratori Italcementi di Calusco d’Adda e di Rezzato hanno chiesto un Premio dignitoso per l’anno 2016, nel quale si tenga conto “della fatica e dei carichi di lavoro, aumentati in questi anni a causa della pesante riorganizzazione subita a seguito dell’acquisizione da parte di HeidelbergCement”.

Dare un segnale positivo ai lavoratori

Filca Cisl e Fillea Cgil e di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, alla vigilia della mobilitazione avevano definito la proposta economica avanzata dall’azienda inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell'impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, avevano dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e proseguito con lo sciopero. di oggi “Riteniamo che dopo anni di sacrifici, di tagli occupazionali e di efficientamento dei processi produttivi, sia arrivato il momento di dare un segnale positivo ai lavoratori, dimostrando che l’azienda vuole investire nel proprio patrimonio professionale” hanno commentato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La coesione è valore imprescindibile

Per questi motivi l’adesione alla mobilitazione è stata altissima: tutti i lavoratori hanno risposto positivamente alla fermata decisa nelle assemblee. Ora, si auspica che Italcementi cambi atteggiamento e dia ai lavoratori risposte sia dal punto di vista economico che rispetto all’implementazione dell’organico aziendale, per le mansioni oggi vacanti.Se ciò – continuano i sindacati - non dovesse avvenire valuteremo altre iniziative di mobilitazione. Ringraziamo i lavoratori che coerentemente hanno aderito alla protesta decisa nelle assemblee, certi che la coesione oggi sia ancora un valore imprescindibile per condividere obiettivi comuni”.

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