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Unione Sindacale di Bergamo

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Acerbis Italia Spa, Rsu, Femca Cisl e Filctem Cgil hanno firmato l'accordo per il Welfare aziendale territoriale. Così, ACERBIS, azienda di Albino produttrice di materiali plastici, oltre che di abbigliamento sportivo e accessori, concretizza il progetto Beatrice “il Welfare sul Serio”, che vede il coinvolgimento di 42 comuni della Valle Seriana e Val di Scalve, destinato alle aziende del territorio e strutturato su servizi alla persona del territorio.

Sostegno ai lavoratori

All'interno del comparto Gomma Plastica, ACERBIS è la prima azienda Bergamasca a realizzare il progetto Beatrice volto ad incrementare la soddisfazione del lavoratore e della sua famiglia. “Sono molto soddisfatto di aver sottoscritto questo accordo di Welfare - ha commentato Franco Acerbis - che sostiene i nostri lavoratori, il territorio e gli attori sociali che lo animano. La semplicità di utilizzo e la prossimità nell'accesso ai servizi rendono il progetto Beatrice adatto alle nostre esigenze. Beatrice è uno sguardo al futuro, con la consapevolezza di migliorare il presente“.

Non solo per i contratti indeterminati

Siamo assolutamente convinti della bontà di questo accordo, condiviso in assemblea con i lavoratori che hanno risposto positivamenteè invece il commento di Max Torri, operatore Femca Cisl, che insieme a Filctem Cgil ha siglato l‘accordo. - E’ il proseguo di un progetto aziendale iniziato con la stesura di un codice etico che sempre più porta a valorizzare i lavoratori come persone , mantenendo anche valori come la famiglia. Nota non di poco conto, l’accordo è esteso anche ai lavoratori a tempo determinato e ai lavoratori in somministrazione di manodopera che spesso non vengono considerati in tali accordi. Sul tavolo dei lavori ci sono ancora temi in discussione sempre riguardanti l’essere persona e non solo lavoratore con uno sguardo al sociale e alla solidarietà”.

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In una sala piena di delegati, provenienti oltre che dalla provincia di Bergamo, anche da Mantova e Brescia, FEMCA CISL, FILCTEM CGIL e UILTEC UIL bergamasche hanno presentato il nuovo fondo sanitario destinato ai lavoratori del comparto tessile. Si tratta di SaniModa, la conquista sindacale più interessante dell’ultimo contratto, ufficialmente partito nello scorso aprile.

Fornisce prestazioni assistenziali

E’ totalmente a carico delle aziende, che versano 12 euro al mese per ogni dipendente, che può così usufruire di una serie di servizi in campo medico. L’obiettivo del Fondo, infatti, è quello di supportare i bisogni e le necessità dei lavoratori, fornendo prestazioni di assistenza sanitaria integrative a quelle del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e insieme a Previmoda, fondo pensione di comparto, costituisce l’asse portante del welfare per i lavoratori del settore.

Un’importante conquista

Noi ci abbiamo sempre credutodichiarano Raffaele Salvatoni, di FEMCA CISL, Pietro Allieri, FILCTEM CGIL, e Gianfranco Salvi, di UILTEC -, e vedere in sala più di 120 delegati ci conforta, perché significa che anche i lavoratori iniziano a comprendere l’importanza dell’accordo. Il nostro è un comparto che spesso non fa notizia, ma fa tanta contrattazione. Continueremo nel nostro sforzo informativo con assemblee in molti luoghi di lavoro. È per noi una conquista dell’ultimo contratto, partito tra molte difficoltà. Questo fondo mutualistico va verso le necessità dei lavoratori”.

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Con lo slogan “Io difendo il mio salario, io sciopero!!!”, anche Bergamo scende in campo nella mobilitazione nazionale dell’industria “Gomma Plastica”. Il prossimo 16 febbraio in tutte le aziende del settore sarà proclamato uno sciopero di 8 ore, mentre continua il blocco degli straordinari.

Scontro sulla quantificazione dell’inflazione

Un settore che in provincia conta qualche centinaio di aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra)per oltre 14.000 lavoratori. Il punto di scontro tra sindacati e aziende nella discussione riguarda la quantificazione dell’inflazione e il relativo aumento in busta paga che avrebbe dovuto arrivare già da fine gennaio: previsti inizialmente 30 euro, per la parte datoriale l’inflazione bassa traduce quella somma in 11 euro circa. Al conto mancano quindi 19 euro: i sindacati vorrebbero discuterne, alzare la cifra e soprattutto mettere in discussione “l’automatismo” che vorrebbe invece adottare la Federazione Gomma Plastica.

Il muro di Confindustria e Federazione Gomma Plastica

Anche in provincia il settore sconta l’indisponibilità della parte datoriale a un vero e proprio confronto sul tema del riconoscimento della prevista tranche di aumento contrattuale, continua a sottrarsi alle proprie evidenti responsabilità; appare del tutto evidente che la scelta è quella del conflitto e non quella del dialogo. Ribadiamo la totale contrarietà nei confronti di una linea che tende ad indebolire il contratto nazionale, a ridurre le retribuzioni e ad aumentare le diseguaglianze tra i lavoratori, sperimentando il terreno di un diverso modello contrattuale. Cristian Verdi, di FEMCA CISL, e Ezio Acquaroli, di FILCTEM CGIL, sottolineano che “a parte rari casi aziendali nei quali il dialogo è alla base di una costruttiva relazione sindacale, Bergamo non si distingue dal resto del panorama nazionale: anche qui Confindustria e Federazione Gomma Plastica hanno alzato un muro e non intendono aprire alcun tavolo di discussione”.

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Lunedì, 22 Gennaio 2018 00:00

Salvatoni (Femca Cisl) ricorda Silvio Albini

E’ mancato all'età di 61 anni a causa di un malore l’imprenditore Silvio Albini, Presidente del Cotonificio Albini, storica azienda bergamasca produttrice di tessuti per camiceria e prima del settore in Europa. A capo dell'azienda, fondata nel 1876, dai primi anni Ottanta, il suo contributo è stato determinante per l'espansione internazionale.

Il percorso imprenditoriale

Nel 1992 l’azienda aveva rilevato due celebri marchi britannici, Thomas Mason e David & John Anderson, operazione che consente di contare su marchi dal respiro internazionale e su un archivio storico costituito da oltre 700 volumi di campioni di tessuto, che diventa ben presto un punto di riferimento per il team creativo. Altre importanti tappe durante la sua gestione, le operazioni in Egitto, dove è stata aperta una tessitura, una tintoria filati ed è stato avviato un innovativo progetto di coltivazione diretta in Egitto di cotone Giza 87 e Giza 45, e l’impegno per la sostenibilità anche attraverso la nascita di Albini Energia, società di servizi energetici che si occupa di realizzare e gestire interventi per la riduzione dei consumi di energia. Con cinque marchi in portfolio (Albini 1876, Albiate 1830, Thomas Mason, David&John Anderson e Albini Donna) nel 2016 l’azienda aveva fatturato 147,6 milioni di euro, per il 70% all’estero. Albini era stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2015 ed era stato presidente di Milano Unica e vice presidente di Confindustria Bergamo.

Innamorato della sua azienda”

Il comparto tessile italiano perde un interprete importante del settore - testimonia Raffaele Salvatoni, Segretario generale del sindacato FEMCA CISL Bergamo - .Albini era conosciuto in tutto il mondo molto capace, sensibile, persona assolutamente squisita anche sotto il profilo umano. Ha sempre lavorato da innamorato della sua azienda e dei suoi dipendenti, ha saputo e voluto mantenere l’occupazione anche negli anni della peggiore crisi, pur soffrendo, e resistendo alle sirene di traslochi all’estero o di altre scelte immobiliari, che altri suoi colleghi hanno invece seguito. lui credeva nel tessile, si vedeva e si capiva ogni volta che lo incontravi. Era un grande, e soprattutto un uomo corretto”.

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Riuscitissima la manifestazione nazionale del 15 gennaio a Milano, dove si sono riuniti oltre 4.000 lavoratori del settore Gomma Plastica, provenienti da tutta Italia. La sede della Federazione confindustriale è stata presidiata dai lavoratori (numerosa la delegazione da Bergamo) per ribadire ai rappresentanti dell’associazione datoriale che il contratto nazionale di categoria va rispettato.

Il presidio a Salerno

Contemporaneamente, si è svolto un altro presidio a Salerno di circa un migliaio di persone. Alta l’adesione in tutta Italia allo sciopero generale di otto ore che si aggiungono alle altre otto previste a livello territoriale. Motivo della protesta il mancato rispetto degli accordi contrattuali sul tema degli scostamenti inflattivi. “Non sono in gioco solo i 19 euro dello scostamento inflativo, bensì il valore del contratto nazionale e del lavoro” hanno dichiarato dal palco Emilio Miceli, Nora Garofalo e Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

Inaccetabile l'oltranzismo delle aziende

La problematica – ribadiscono i segretari – si inserisce in una più ampia discussione tra confederazioni e Confindustria sul modello contrattuale. Il settore gomma plastica e i loro lavoratori non possono essere ostaggio di una diatriba che non appartiene loro”. Per i sindacati di settore resta inaccettabile e incomprensibile l’oltranzismo delle aziende e pertanto indicono altre otto ore di sciopero da gestire a livello territoriale.


L'articolo dell'Eco di Bergamo del 16 gennaio 2018

 

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È fissata per lunedì 15 gennaio (dale ore 10) la prima mobilitazione del 2018 per i lavoratori del settore della gomma-plastica. Si tratta di uno sciopero di otto ore accompagnato anche da una grande manifestazione unitaria sotto la sede della Federazione Gomma Plastica a Milano, in via San Vittore 36. Da Bergamo, per raggiungere il luogo del presidio, sarà garantito un servizio di trasporto in bus. La partenza è prevista alle ore 9.00 dal parcheggio Auchan di via Carducci (entro venerdì comunicare la propria adesione negli uffici delle diverse sigle sindacali).

Le mobilitazioni dei mesi scorsi

Già nei mesi scorsi si erano svolte mobilitazioni di protesta: oltre al blocco degli straordinari e delle flessibilità dell’orario di lavoro (oggi ancora in corso), i dipendenti delle aziende del settore in tutta la Lombardia avevano scioperato il 1° dicembre. Ora sindacati e lavoratori tornano a chiedere l’applicazione di quanto contenuto nel Contratto nazionale rispetto al previsto aumento in busta paga, che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio ma che ora non viene più riconosciuto.

I numeri della Bergamasca

Nel territorio orobico il settore impiega circa 14.000 lavoratori e lavoratrici in aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra). “La mobilitazione è stata proclamata perché, a fronte di 30 euro di aumento che i lavoratori si attendevano a partire da gennaio 2018 come previsto dal Contratto nazionale di settore siglato due anni fa, Confindustria ha dato indicazione alle aziende associate di procedere all’erogazione di soli 11 euro, riconoscendo di fatto solo l’aumento relativo all'inflazione reale" - hanno spiegato Cristian Verdi di FEMCA CISL, Ezio Acquaroli di FILCTEM CGIL e Luigi Zambellini di UILTEC UIL di Bergamo.

Lavoratori compatti nella difesa dei loro diritti

La nostra controparte – hanno continuato i sindacalisti - ha chiuso ogni tipo di confronto ma noi siamo fermamente convinti che il salario non sia solo frutto di una registrazione automatica dell'inflazione. Deve, invece, essere oggetto di contrattazione. Oltre al valore economico, poi, qui sono in discussione il ruolo e il valore delle relazioni sindacali. I lavoratori saranno compatti nella difesa dei loro diritti. La posta in gioco- hanno concluso i tre sindacalisti - non sono i 19 euro della tranche di gennaio, ma il valore e il rispetto del Contratto nazionale di lavoro che Confindustria evidentemente non vorrebbe più sottoscrivere”.

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Dopo otto mesi di trattativa, a Roma l’8 novembre è stata siglata l’ipotesi di accordo tra i rappresentanti delle associazioni degli artigiani (Confartigianato, CNA, CLAAI, Casartigiani) e dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro PMI Tessile (fino a 249 addetti) e Chimico (fino a 49 addetti) con le Associazioni Artigiane, scaduto il 31 marzo scorso, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2018.

Aumenti salariali

Saranno così suddivisi con riferimento al salario medio di ogni settore: 75 euro per il settore tessile; 75 euro per la gomma-plastica; 87 euro per il settore chimico-concia; 70 euro per ceramica, vetro, abrasivi; 100 euro per il settore "Terzo Fuoco" (aziende fino a 249 addetti). L’erogazione sarà articolata in tre tranche. Inoltre, sono previsti 50 euro di una tantum sia per la sezione tessile, che per quella chimica. Per quanto riguarda la confluenza del Ccnl Terzo Fuoco, invece, sono previsti 350 euro di una tantum.

Welfare contrattuale

Le aziende verseranno 10.42 euro al mese, a loro totale carico, in favore del fondo sanitario di riferimento (Sanarti). Verrà inoltre applicata la “bilateralità” prevista dagli accordi interconfederali con le associazioni artigiane sempre a carico dell’aziende, con un importo pari a 10.42 euro mensili per ogni dipendente. Per la sezione tessile, invece, l’elemento di garanzia retributiva, per le aziende che non fanno contrattazione di secondo 2° livello, passerà da 220 euro a 240 euro annui. Per la sezione chimica del contratto, l’elemento perequativo, sempre per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello, viene aumentato del 4%.

Mercato del lavoro

Le parti hanno normato l’apprendistato professionalizzante e la gestione dei contratti a termine, nonché la somministrazione del lavoro a tempo determinato. "Perseguendo una politica di razionalizzazione dei contratti - dichiarano i sindacati - è stato realizzato in un unico contratto il primo accorpamento dei settori della moda (tessile, abbigliamento, calzature, pelli e cuoio, giocattoli, occhiali, penne e spazzole, ombrelli) con i settori del chimico (chimico, gomma-plastica, abrasivi, concia, vetro, ceramica, Terzo Fuoco)". In un’ottica di ottimizzazione sono state allineate tutte le scadenze contrattuali al 31 dicembre 2018 per una vigenza contrattuale complessiva di 21 mesi. "Adesso – ricordano i sindacati - la parola definitiva passa alle assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo".

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Sciopero riuscito questa mattina alla Far Polymers di Filago. Quasi tutti i dipendenti si sono astenuti dal lavoro, e molti di loro hanno manifestato all’esterno dell’azienda produttrice di polimeri, per chiedere il rispetto degli accordi sindacali e la restituzione di parte degli emolumenti trattenuti nei periodi di crisi.

Si dimenticano gli sforzi del personale

Nel 2016, “a seguito degli eventi societari che hanno coinvolto Far Spa, nasce Far Polymers srl. Nuovi soci, provenienti da primarie società del panorama chimico italiano, consapevoli dell’apprezzamento e della fedeltà dimostrata dai clienti e delle importanti capacità produttive presenti presso il sito di Filago, hanno preso la decisone di dar vita a questo nuovo progetto. In quest’ottica l’azienda si pone come obiettivi non solo il proseguimento dell’attività storica aziendale, ma anche lo sviluppo di nuovi prodotti e l’ingresso in nuovi mercati”. Così recita il sito aziendale, dimenticando gli sforzi fatti dal personale nei periodi più difficili dell’attività, anche ora che quei momenti sembrano lontani.

Un maggiore spirito collaborativo chiesto all’azienda

Durante il passaggio da un assetto societario a un altroricordano Cristian Verdi della Femca Cisl e Ennio Cornelli della Filctem Cgil di Bergamogli 80 dipendenti hanno rinunciato alla quattordicesima, al premio contrattato e a altre voci salariali previste dall’integrativo. In tutta risposta, la direzione ha addirittura abbassato la richiesta di una tantum che abbiamo avanzata per ricevere un segnale di apertura. Ora, con questa manifestazione, riteniamo che l’azienda debba sedersi nuovamente al tavolo delle trattative con uno spirito maggiormente collaborativo, disponibile a accogliere le richieste dei lavoratori. In caso contrario, la mobilitazione continuerà in forme e tempi che valuteremo con l’assemblea”.

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A prima vista i numeri sembrerebbero incoraggianti: nei primi mesi del 2017 il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria a Bergamo è calato del 79% rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno. Eppure, a uno sguardo più attento, c’è poco di cui rallegrarsi.

Cosa nascondono questi dati?

Una risposta arriva dai sindacati dei settori tessile e chimico: “Se osserviamo nel dettaglio i comparti da noi rappresentati, sembra emergere uno spaccato ancora più roseo: calo di richieste dell’86% per le aziende tessili, del 94% per quelle chimiche. Eppure, dietro a queste percentuali apparentemente positive, si nasconde un fenomeno preoccupante che mette in dubbio l’utilizzo stesso dello strumento della Cassa integrazione ordinaria, hanno commentato i segretari generali Pietro Allieri di FILCTEM-CGIL, Raffaele Salvatoni per FEMCA-CISL e Marco Zonca di UILTEC-UIL di Bergamo.

Respingimenti poco comprensibili

A seguito dell’entrata in vigore del Jobs Act e secondo quanto previsto da successive circolari applicative dell’INPS, alcune modifiche sostanziali hanno introdotto nuove modalità di rilascio dell’autorizzazione della Cassa. “I tempi d’attesa per l’autorizzazione si sono allungati in maniera sensibile, tanto che ancora oggi vi sono in giacenza richieste risalenti al 2016 - proseguono i tre sindacalisti -. Abbiamo assistito, poi, a respingimenti poco comprensibili. A fronte di un’incertezza autorizzativa, abbiamo riscontrato una progressiva rinuncia delle aziende ad inoltrare richieste di Cassa integrazione ordinaria e contemporaneamente un utilizzo di strumenti assolutamente impropri per affrontare i periodi di calo di attività, quali ad esempio l’anticipo di ferie non maturate e l’utilizzo di permessi non retribuiti. A indicare queste strade è la stessa Confindustria di Bergamo che, unica nel panorama lombardo, ha emesso una Circolare agli associati dove di fatto scoraggia il ricorso alla Cassa”.

L'atteggiamento rinunciatario di Confindustria Bergamo

CGIL, CISL e UIL, a livello confederale, si stanno attivando per chiedere un confronto sul tema con le istituzioni locali e i parlamentari eletti nel nostro territorio. Verrà anche chiesto un incontro di chiarimento con i vertici dell’INPS. “Invitiamo Confindustria di Bergamo - concludono i segretari di FEMCA FILCTEM e UILTEC - a scuotersi da questo atteggiamento rinunciatario e di muoversi con noi nell’interesse anche dei suoi associati, affinché la Cassa, che ricordiamo è finanziata da imprenditori e lavoratori dipendenti, torni ad essere lo strumento principale per coniugare le necessità di flessibilità e al contempo di salvaguardia dei livelli occupazionali”.

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Dopo una lunga trattativa durata oltre sedici mesi, un riuscitissimo sciopero generale, manifestazioni e presidi davanti le aziende, nelle prime ore di giovedì 18 maggio 2017 tra le associazioni imprenditoriali Anfida, Igas, Anigas, Confindustria-Energia, Utilitalia-Confservizi e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore gas-acqua (oltre 48.000 i lavoratori interessati, dipendenti da circa 600 imprese), scaduto il 31 dicembre 2015.

L’intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 89 euro. L’aumento medio (5° livello – parametro 139,96) sui minimi di 68 euro, è distribuito in due tranche: dal 1 maggio 2017, 40 euro; dal 1 aprile 2018, 28 euro, consolidando la durata triennale del contratto. Elemento di novità contrattuale è l’utilizzo di quote di produttività (11 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 11 euro per 14 mensilità nel 2018, aggiuntive ai premi aziendali nel biennio 2017-2018). Il montante complessivo di aumento dei minimi e produttività è di 1.576 euro.

A giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà all’ adeguamento dei minimi. Se invece sarà inferiore si procederà all’adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dello scostamento, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. L’adeguamento dei minimi decorrerà dal 1 gennaio 2019. Previsti inoltre incrementi sulla sanità integrativa (5 euro) a partire dal 1 gennaio 2017 e sulla premorienza ( 5 euro) a partire dal 1 gennaio 2018.

Con questa intesa finalmente si concludedicono soddisfatti i segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani il percorso di rinnovo dei contratti del settore energetico (gas-acqua, elettrici, energia e petrolio, n.d.r.) in difesa del reddito dei lavoratori e del welfare contrattuale. Un modello equilibrato – sottolineano – in grado di coniugare l’indispensabile difesa del potere di acquisto con la distribuzione della produttività, un segnale importante a livello confederale di novità sulle linee contrattuali”.

Alcuni elementi innovativi nel campo delle normative: dalle relazioni industriali, in cui viene mantenuto il “perimetro” gas-acqua, con l’estensione delle attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e personale delle holding multiservizi; al mercato del lavoro, dove viene valorizzato lo strumento dell’apprendistato professionalizzante quale forma di inserimento nel lavoro dei giovani, con la conferma della clausola di stabilizzazione occupazionale dell’82% dei contratti di apprendistato svolti nel triennio precedente.

Una novità di rilievo arriva dalle gare gas: finalmente, come da intese sottoscritte recentemente al ministero dello Sviluppo Economico, viene inserita nel contratto la clausola sociale – con una norma specifica – a salvaguardia dei diritti occupazionali per i lavoratori che sono coinvolti nelle gare per l’acquisizione della distribuzione del gas negli ambiti territoriali. Infine sul tema dei diritti è confermato l’attuale sistema di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari. L’ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati – sarà unitariamente e immediatamente sottoposta all’approvazione delle assemblee dei lavoratori.

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