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Unione Sindacale di Bergamo

Visualizza articoli per tag: Contrattazione

L’accordo siglato il 25 ottobre 2017 alla Scaglia di Val Brembilla arriva dopo un periodo di assenza della contrattazione durato ben 15 anni. Infatti, il premio precedente è stato sottoscritto nel 2002 ed alla scadenza del 2005 non è stato rinnovato.

Produttività e redditività

Sono i due parametri variabili di pari rilevanza che la parte economica prevede. E’ stato costruito, partendo dalla fotografia produttiva dell’azienda e modulando i parametri, in modo che il premio di risultato possa essere raggiungibile e detassabile. L’ammontare dello stesso prevederà un riconoscimento economico intorno ai 600 euro, con una punta prevista nell’ipotesi migliore di 900 euro. Il premio verrà erogato a partire dal settembre 2019 (anno di maturazione 2018) e per gli anni 2017 e 2018 è stata prevista una sorta di premio una tantum di 250 euro, che verrà erogato nel mese di dicembre sotto forma di "tessera prepagata" per l’acquisto di alimentari presso la GDO. Per gli anni successivi l’importo sarà oggetto di contrattazione annuale tra le parti.

La comparsa della previdenza complementare

Oltre ai buoni spesa, come forma di Welfare aziendale, è prevista la possibilità da parte dei lavoratori di devolvere, dal 50% fino al 100% dell’ammontare del premio, al fondo di previdenza complementare di categoria ARCO. La scelta, oltre che a concedere la completa detassazione fiscale del versato al fondo pensione, e dettata dal numero elevato di aderenti ad Arco, che in Scaglia e oltre l'80%. Il premio verrà erogato anche i lavoratori a tempo determinato ed ai lavoratori in somministrazione con un’anzianità aziendale almeno di 6 mesi a frazioni di quote mensili.

Validità fino al 2020

L’accordo sarà valido fino al 31 dicembre 2020 e comunque fino a definizione di una nuova intesa. L’azienda fa parte del gruppo Scaglia insieme alla Sit spa, alla Elatech Spa ed alla Scaglia Indeva Spa. E’ l’azienda madre specializzata nella produzione di accessori per l’industria tessile, opera prevalentemente a livello internazionale, ed occupa complessivamente circa 40 dipendenti nello stabilimento di Val Brembilla. Filca Cisl e Fillea Cgil di Bergamo unitamente alla RSU esprimono soddisfazione per l’intesa raggiunta anche “per il coinvolgimento della RSU attraverso incontri di informazione circa l’andamento degli obiettivi determinati con scadenza semestrale”.

Riconoscimento alla partecipazione dei lavoratori

Si ritiene fondamentale che nel gruppo Scaglia si ritorni a parlare di contrattazione di secondo livello - affermano Danilo Mazzola della Filca-Cisl ed Elena Deponti della Fillea-Cgil - Esistono ancora aziende che pur lavorando al servizio di un settore come il tessile, grazie al lavoro e ai continui investimenti e ad una attenta gestione finanziaria, riescono ad essere leader in campo internazionale e a ridistribuire la propria redditività ai lavoratori. Inoltre è un riconoscimento importante all'impegno e alla partecipazione dei lavoratori, alla vita dell’azienda".

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CGIL, CISL e UIL di Bergamo hanno presentato venerdì 13 ottobre alla Casa Del Giovane di via Gavazzeni le linee guida per la contrattazione territoriale. Si rilancia in modo unitario il sistema Bergamo.

E' questo l’intento del documento predisposto dalle tre organizzazioni sindacali nell’ottica di un maggiore livello di negoziazione aziendale, una sorta di carta delle buone relazioni che definisce indirizzi e obiettivi comuni da raggiungere tramite la contrattazione. 

Formazione, welfare, territorio, salute, sicurezza, ambiente di lavoro, appalti e legalità, politiche attive del lavoro e occupazione giovanile: questi alcuni dei punti cardine sui quali si fissano gli indirizzi negoziali che le sigle sindacali territoriali propongono alle istituzioni locali e alle diverse associazioni che rappresentano i datori di lavoro>. 


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Pubblicato in Materiale Informativo

CGIL, CISL e UIL di Bergamo hanno organizzato un incontro per venerdì 13 ottobre (ore 15-17) alla Casa Del Giovane di via Gavazzeni. L’obiettivo è giungere, insieme, a identificare valide “Linee guida per la contrattazione territoriale”.

Il confronto delle tre sigle sindacali

Le segreterie di categoria delle tre sigle sindacali si confronteranno su temi come welfare e bilateralità, relazioni sindacali e contrattazione decentrata, salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro, ma anche appalti, legalità e lotta all’evasione fiscale, mobilità e abitazione, assistenza e sanità integrativa, politiche attive del lavoro e occupazione giovanile. Si discuterà su come un buon sistema, articolato e al contempo leggero, di relazioni sindacali a livello territoriale sia uno strumento utile per gestire i processi di trasformazione del sistema produttivo, per qualificare e rilanciare il sistema Bergamo, per promuovere in termini quantitativi e qualitativi i livelli occupazionali. Così, la partecipazione sindacale - sia in sede territoriale che aziendale – diventa fattore di sviluppo dell’economia e del lavoro bergamasco.

Il presidio in Prefettura

Alla conclusione dei lavori, CGIL, CISL e UIL provinciali invitano tutti, lavoratori, pensionati e cittadini in generale, a partecipare al presidio a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, per chiedere che in Legge di Bilancio sia inserita una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. L’appuntamento è davanti alla Prefettura di via Tasso (dalle ore 17.30). La mobilitazione è nazionale (coincide con la serie di presidi in programma in molte città italiane per sabato 14. A Bergamo, per l’apertura del G7 sull’agricoltura, l’iniziativa è stata, dunque, anticipata al pomeriggio del 13).

L’elenco delle rivendicazioni

1) Più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; 2) Il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; 3) Un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; 4) Una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; 5) L’adeguamento delle pensioni in essere; 6) La piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; 7) Risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza.


La locandina del presidio del 13 ottobre
La  brochure esplicativa del presidio del 13 ottobre
Le linee guida della contrattazione territoriale

 

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C’è accordo tra i sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e l’associazione imprenditoriale Confcommercio - Imprese per l’Italia sulla nuova decorrenza della tranche di aumento economico prevista dal contratto nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi, sospesa il mese di novembre del 2016. Il Ccnl, siglato dalle parti il 30 marzo 2015, aveva definito un aumento retributivo a regime complessivo di 85 euro al IV Livello.

Cosa prevede l'intesa

“La tranche di Euro 16,00 verrà erogata nel mese di marzo 2018" si legge nel testo dell’intesa che conferma l’impianto delle “relazioni sindacali esistenti e la centralità del contratto nazionale di lavoro del terziario, in conformità alle previsioni dell'Accordo interconfederale sulla Rappresentanza del 26 novembre 2015 e dell'Accordo interconfederale sulle Relazioni sindacali e il nuovo modello contrattuale del 24 novembre 2016.

L’intesa contempla anche l’ultravigenza del contratto nazionale fino al 31 luglio 2018 e ribadisce “la volontà di arginare fenomeni di dumping, soprattutto retributivo, e di garantire normali condizioni di concorrenza tra le imprese”.

Soddisfazione in casa Fisascat Cisl Bergamo

"E' un fatto positivo - dice il segretario provinciale Alberto Citerio - perché è una decisione che rafforza il valore della contrattazione collettiva, e la tranche completa l'aumento salariale contrattato in un momento in cui, dopo una crisi che ha investito anche il settore della distribuzione commerciale, la valorizzazione degli stipendi dei lavoratori diventava un elemento assolutamente indifferibile".

"E’ positivo - ha dichiarato il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri - che sia stato definito il riallineamento della tranche di aumento prevista dalla contrattazione nazionale sospesa nel novembre dello scorso anno a causa di un andamento economico incerto e della situazione di crisi che ha investito anche il settore della distribuzione commerciale dove operano complessivamente oltre tre milioni di addetti".


Scarica l'accordo

Pubblicato in Comunicati
Mercoledì, 20 Settembre 2017 00:00

Quarta Fiera della Contrattazione 2017

Produttività e relazioni industriali. E' il tema che caratterizza la 4° Fiera della Contrattazione territoriale in programma mercoledì 20 settembre (dalle 9 alle 13) nel Salone Riformisti del Lavoro della sede del sindacato Cisl Bergamo. Alla tavola rotonda interverranno, presentati da Giacomo Meloni (Segretario Cisl Bergamo), Paolo Tomassetti (Adapt), Lucio Imberti (Università Statale di Milano) e Ferdinando Piccinini (Segretario Generale Cisl Bergamo).

Saranno, inoltre, illustrati gli accordi bergamaschi di welfare contrattuale: Simply (Fisascat), Promat e Newsystem (Filca) e Accordo territoriale Confimi-FIM.


Scarica la locandina

 

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Sono poco meno di 200 gli accordi aziendali firmati in provincia di Bergamo dalla CISL nel corso del 2016, per oltre 15000 lavoratori. La presentazione del dossier OCSEL (osservatorio CISL degli accordi territoriali) avvenuta il 13 giugno a Roma ha confermato come la contrattazione decentrata superi la crisi.

A Bergamo 192 contratti aziendali o territoriali

Secondo l’analisi del gruppo di studio nazionale, dove figura il bergamasco”Roberto Benaglia, “rispetto al biennio precedente si registra una netta inversione di tendenza nel peso degli istituti contrattuali al centro delle trattative. Gli accordi per crisi o ristrutturazione che prima riguardavano ben il 62% dei contratti – e il dato rispecchia anche il panorama provinciale - scendono ora al 37%, mentre la contrattazione del salario sale dal 23% al 43% degli accordi, quella del welfare dal 10% al 20%, quella dell’orario dal 12% al 19%”. I numero orobici parlano, nel dettaglio, di 192 contratti aziendali o territoriali, per oltre 15.000 lavoratori, firmati dalle categorie della CISL nel corso del 2016 in provincia, contro i 130 del 2015 e i 62 del 2013.

Contrattazione: motore prevalente dell’attività sindacale

Il secondo livello vede il territorio di Bergamo protagonista - dice Giacomo Meloni, segretario del sindacato Cisl Bergamo. Un’evidenza che deve essere da sprone per tutti nel rafforzare maggiormente gli spazi contrattuali nelle aziende, cogliendo anche l’opportunità di una seppur tiepida ripresa economica e della detassazione al 10% del Premio di Risultato oltre alla possibilità per il lavoratore di optare per azioni di welfare (completamente detassate) anziché per il salario. Anche sotto i duri colpi della crisi, dunque, la contrattazione non ha mai smesso di svolgere il proprio compito e di costituire il principale regolatore dei rapporti di lavoro e delle loro condizioni nelle aziende.

Salario e welfare ai primi posti

Sui temi trattati nella contrattazione aziendale , il posto di rilievo lo mantiene comunque il salario, mentre al secondo posto si colloca il welfare in tutte le sue forme, compreso la Previdenza complementare e i Fondi sanitari. Nella graduatoria dei contenuti principali trattati nei rinnovi contrattuali, seguono poi, la sicurezza e l’ambiente, l’orario di lavoro e le relazioni sindacali, la formazione e formazione continua, e la stabilizzazione dei lavoratori precari. In sostanza, secondo il rapporto OCSEL nazionale, la contrattazione decentrata torna ad occuparsi dei capitoli fondamentali del rapporto di lavoro, anche con contenuti sempre più innovativi.

Penalizzati i lavoratori discontinui

Dall’osservatorio appare che solo il 28% dei tempi determinato e il 18% dei somministrati è esplicitamente destinatario degli aumenti di premi variabili annui. I settori più coperti dalla contrattazione nell’osservatorio sono il commercio (19% del totale accordi), il metalmeccanico (16%), il chimico (15%), l’edilizia (14%), le aziende di servizi e terziarie (10%) e il tessile (7%), a dimostrazione che la contrattazione di secondo livello ormai segue l’evoluzione dell’economia verso il terziario e non rimane confinata nel manifatturiero. Per quanto riguarda la distribuzione geografica mentre il 32% degli accordi registrati sono relativi a gruppi presenti in più regioni del territorio, un altro 48% riguarda aziende del Nord, il 14% quelle del Centro e solo il 6% il Sud e le isole, a conferma di un certo squilibrio territoriali che vede la contrattazione svilupparsi soprattutto nelle aree maggiormente dinamiche economicamente del paese. Se si misura la sola contrattazione salariale, questa viene svolta per ben il 70% al Nord. 


Terzo rapporto Ocsel sulla contrattazione decentrata: sintesi, testo integrale e slide della presentazione --> http://bit.ly/2tkB3mb

Pubblicato in Comunicati Stampa

E’ stato presentato il 13 giugno alla presenza della Segretaria generale Annamaria Furlan, il 3° Rapporto Ocsel che analizza i contenuti di 2.094 accordi frutto della contrattazione decentrata svolta negli anni 2015 e 2016 in 1.478 aziende che occupano 753.304 addetti.


Una contrattazione per tutti i settori produttivi

"Si tratta di uno spaccato legato ai soli accordi che le strutture sindacali immettono nella banca dati dell’osservatorio, in questo report non è contabilizzata la contrattazione territoriale, che sarà al centro di un prossimo rapporto e che in settori come edilizia, agricoltura e artigianato è in realtà molto attiva e copre migliaia di Pmi e centinaia di migliaia di lavoratori. I settori più coperti dalla contrattazione nell’osservatorio sono il commercio (19% del totale accordi), il metalmeccanico (16%), il chimico (15%), l’edilizia (14%), le aziende di servizi e terziarie (10%) e il tessile (7%), a dimostrazione che la contrattazione di secondo livello ormai segue l’evoluzione dell’economia verso il terziario e non rimane confinata nel manifatturiero.Dalla ricerca - commenta Annamaria Furlan - emergono notizie davvero importanti. La contrattazione di secondo livello riguarda quasi tutti i settori produttivi, dal commercio ai servizi, si sta davvero diffondendo in questi ultimi anni. Finalmente si è usciti dalla contrattazione di governo della crisi e si è arrivati ad una contrattazione di rilancio della produttività e del salario".La contrattazione di secondo livello, antitesi del salario minimo e del reddito di cittadinanza – dichiara Furlan - non è più patrimonio della grande imprese. Il lavoro che la Cisl ha fatto in questo senso ha dato un contributo formidabile per le grandi e le piccole imprese ma va recuperata anche nella P.A.”.

La sfida del Pubblico Impiego

Rimane il dramma del Sud dove la contrattazione di secondo livello è poco presente. Mentre infatti il 32% degli accordi registrati sono relativi a gruppi presenti in più regioni del territorio, un altro 48% riguarda aziende del Nord, il 14% quelle del Centro e solo il 6% il Sud e le isole, a dimostrazione di un certo squilibrio territoriali che vede la contrattazione svilupparsi soprattutto nelle aree maggiormente dinamiche economicamente del paese. Questo dato è appesantito dal fatto che se si misura la sola contrattazione salariale, questa viene svolta per ben il 70% al Nord. "Il pubblico impiego rappresenta un'altra grande sfida per la contrattazione di secondo livello. Noi adesso andremo al tavolo sui contratti e va fatta una contrattazione ente per ente, ospedale per ospedale, comune per comune. Inoltre - aggiunge la Segretaria generale - la Cisl propone di detassare gli accordi di secondo livello anche nella P.A". Altro dato importante è che sulla contrattazione è più facile fare sintesi unitaria.Credo ci siano tutta una serie di motivi - spiega - per ciò che avviene perché nella contrattazione non c’è la speculazione di terzi ma solo il confronto genuino tra le parti sociali" "Mi auguro che Confindustria esca dal limbo delle riflessioni e avvii un percorso chiaro. Noi siamo pronti e il confronto potrebbe essere chiuso in poco tempo". Furlan fa inoltre sapere che il 4 luglio si riprenderà la trattativa con Confindustria sul Patto per la Fabbrica che dovrebbe ridisegnare, tra le altre cose, anche il modello contrattuale.

Coinvolgimento attivo di impresa e lavoratori

Secondo Gigi Petteni, Segretario confederale Cisl, “la contrattazione decentrata vive una nuova fase di sviluppo e di azione, certamente tutta ancora da consolidare, determinata dal fatto che in questo non facile post-crisi impresa e lavoro sono impegnati a ricercare risultati di competitività ma al tempo stesso di coinvolgimento attivo dei lavoratori”. “Occorre – prosegue Petteni - far tornare al centro del dibattito sindacale e pubblico il senso e i contenuti della contrattazione capace di coinvolgere attivamente impresa e lavoratore, dando strumenti e protagonismo a categorie, operatori e delegati impegnati. La Cisl è convinta che la diffusione della contrattazione decentrata e i tassi di copertura della stessa rispetto alla platea dei lavoratori siano più consistenti di quello che comunemente viene ritenuto. "Se nell’opinione di alcuni protagonisti e analisti - continua Petteni - spesso si ritiene che la contrattazione decentrata copra non più del 20% dei lavoratori italiani (tanto da non volergli affidare eccessivi ruoli), i dati sulla diffusione della contrattazione di produttività all’insegna della detassazione introdotta dal governo, sul peso della contrattazione territoriale in settori come artigianato, edilizia e agricoltura, sulla stessa contrattazione aziendale osservata da OCSEL suggeriscono una copertura ben più vasta, certamente dinamica e non in via di riduzione. Abbiamo quindi motivo per conoscere di più gli accordi che si stanno realizzando, -conclude il Segretario confederale- proprio perché contrattare vicino ai lavoratori che rappresentiamo è diventato sempre più strategico e significativo".


1) Il testo integrale del 3° Rapporto Ocsel
2) Presentazione

 

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Locandina riepilogativa dei rimborsi e degli aiuti economici e sanitari dedicati ai lavoratori artigiani attraverso i fondi Wila e Sanarti

Pubblicato in Materiale informativo

La CISL di Bergamo, con le sue categorie, ha firmato nel corso del 2016 circa 200 contratti di secondo livello: si va dalla buona contrattazione per il lavoro domenicale alla Simply di Verdello, alla costituzione della banca ore etica presso la Tino Sana di Almenno, al portale per il welfare diffuso nei paesi di Valcavallina e Basso Sebino.

Soluzioni innovative e diritti rafforzati

Nel corso degli ultimi anni, la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, ha portato a Bergamo soluzioni innovative, diritti rafforzati, welfare a favore della famiglia e incentivi economici assolutamente interessanti. “Risultati impensabiliprecisa Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - in assenza di un buon modello contrattuale, fatto da un CCNL solido, capace di dare indirizzi generali condivisi, e da un secondo livello in grado di rinforzare l’organizzazione del lavoro e la capacità di spesa del lavoratore. I tanti contratti “spuri” e “alternativi” censiti dal CNEL nel suo ultimo rapporto non garantiscono questi frutti a livello nazionale, né tanto meno locale”. Meloni legge con molta attenzioni i dati del CNEL e quelli dell’osservatorio CISL sulla contrattazione e ribadisce: “Non è possibile sapere quanti lavoratori a Bergamo subiscano gli effetti di una contrattazione “separata”, ma sappiamo che molte aziende che si riconoscono nei CCNL firmati da CGIL CISL UIL applicano anche ottimi contratti aziendali, cosa che non succede in altre aziende. E a rimetterci sono solo i lavoratori”.

Difendere la vera titolarità della contrattazione

Non è raro, ormai, trovare persone che lavorano fianco a fianco, svolgono lo stesso incarico, ma hanno contratti diversi. Succede spesso nel commercio, nei trasporti e nella cooperazione. A livello provinciale, due aziende metalmeccaniche vicine possono applicare due CCNL diversi, con forti disparità sia a livello salariale che normativo. Il CNEL ha recentemente pubblicato un report aggiornato circa i CCNL stipulati, dove emerge l’aumento del numero di Contratti Nazionali vigenti, soprattutto a seguito della proliferazione di sigle datoriali e sindacali di dubbia o scarsa rappresentatività. Erano 561 i contratti nazionali del 2013 sono diventati 618 nel 2014, 798 nel 2015, 757 nel 2016 e addirittura 809 nel marzo di quest’anno. Più 44,2% in quattro anni. Per la CISL si tratta di un fenomeno che non si può sottacere, che rischia se abbandonato a se stesso di allargare i rischi di un dumping contrattuale negativo e dannoso. Occorre invece, sulla base degli approfondimenti necessari e della esatta dimensione del fenomeno che si sta registrando, riflettere ulteriormente ed essere protagonisti di proposte che difendano la vera titolarità della contrattazione nazionale e del ruolo delle parti sociali veramente rappresentative.

Emblematico il caso del commercio

Sono 263 i CCNL firmati dalle categorie aderenti a CGIL CISL UIL, il 32,5% del totale. Questa apparente minoranza dei CCNL contrattati dai sindacati confederali deve ancor di più suonare come un campanello d’allarme circa l’ormai massiccio numero di contratti non rappresentativi: il raddoppio del numero di CCNL stipulati in soli 4 anni è dovuto soprattutto alla creazione esponenziale di accordi stipulati tra sigle autoreferenziali. Emblematica è la situazione del comparto del commercio, dove CGIL CISL UIL stipulano 22 CCNL, ma alla banca dati del CNEL ne sono stati depositati ben altri 170. “La battaglia contro il dumping contrattuale in Italia è urgente, e a livello nazionale vanno affrontante scelte coraggiose sulla rappresentanza, sostenute, oltre che sul piano legislativo, anche dalle parti datoriali. La Babele dei contratti fa pensare che sia arrivato il momento di dimostrare la responsabilità necessaria a valutare seriamente un passaggio di questo tipo, fatto però in modo da non ledere l’autonomia delle parti”.

Il contributo della Cisl Bergamo

Intanto, sul piano locale, Bergamo, con la CISL di Bergamo, ha dato un contributo consistente nella contrattazione territoriale. Sono stati 192 i contratti aziendali o territoriali, per oltre 15.000 lavoratori, firmati dalle categorie della CISL nel corso del 2016 in provincia, contro i 130 del 2015 e i 62 del 2013. La contrattazione rimane il motore prevalente dell’attività sindacale. Il “secondo livello” vede il territorio di Bergamo protagonista in Lombardia nel triennio 2013/2015. “Un’evidenza - conclude Meloni - che deve essere da sprone per tutti nel rafforzare maggiormente gli spazi contrattuali nelle aziende, cogliendo anche l’opportunità di una seppur tiepida, ripresa economica e della detassazione al 10% del Premio di Risultato oltre alla possibilità per il lavoratore di optare per azioni di welfare (completamente detassate) anziché per il salario”. Sui temi trattati nella contrattazione aziendale, il posto di rilievo lo mantiene comunque il salario, mentre al secondo posto si colloca il welfare in tutte le sue forme, compreso la Previdenza complementare e i Fondi sanitari. Nella graduatoria dei contenuti principali trattati nei rinnovi contrattuali, seguono poi, la sicurezza e l’ambiente, l’orario di lavoro e le relazioni sindacali, la formazione e formazione continua, e la stabilizzazione dei lavoratori precari.


Prospetto statistico

 

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I sindacati Cgil, Cisl e Uil e Confindustria Bergamo hanno firmato un protocollo per il sostegno ai miglioramenti organizzativi e gestionali dell’industria bergamasca. In un contesto di sensibile, seppur debole e incerto, miglioramento, per le imprese è importante rispondere in modo tempestivo alle richieste del mercato. Qui che entra in gioco il ruolo chiave della produttività, elemento centrale per la competitività delle imprese.

Il Protocollo prende in considerazione i rapporti di lavoro, quelli sindacali e la premialità. È importante, stando al testo dell’accordo, "favorire l’adozione di premialità effettivamente correlate ai risultati aziendali". Un piccolo test è già stato effettuato nel secondo semestre dell’anno scorso su un campione di 12 imprese di vari comparti e dimensioni con il coinvolgimento dei tre sindacati. Obiettivo cercare di capire i principali problemi organizzativi e gestionali in ambito lavorativo.

Con questo protocollo si vuole anche far conoscere alle imprese il quadro normativo che favorisce forme di flessibilità e al tempo stesso coinvolgere i lavoratori "nella conoscenza degli indirizzi aziendali e nella comprensione e discussione delle pratiche gestionali interne". Per Ferdinando Piccinini, Segretario Generale del sindaco Cisl Bergamo, "con questo protocollo c’è la volontà di fare della contrattazione aziendale l’elemento fondamentale per una maggiore competitività delle imprese, coinvolgendo maggiormente i lavoratori nei processi aziendali. Ovviamente, c'è un’interpretazione comune delle parti che poi va declinata in ogni singola specificità aziendale. La sfida non è solo il raggiungimento di un risultato economico ma anche il maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle dinamiche aziendali: Bergamo può davvero risultare innovativa in questo percorso”. 


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