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Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 28 Novembre 2017

Piccinini sulle aperture natalizie di Oriocenter

Non va assolutamente banalizzata la richiesta e il forte disagio che cresce nei lavoratori di Oriocenter dopo la decisione del Cda del centro commerciale di aprire anche nelle festività natalizie. Una decisione calata dall’alto la quale, senza nessun confronto e mediazione con le rappresentanze sociali e sindacali, costringe migliaia di lavoratrici e lavoratori a lavorare ininterrottamente anche durante le festività natalizie, cancellando di fatto le poche giornate annue di chiusura. 

 

L’imbarbarimento delle relazioni

Si è ormai arrivati a quanto paventato negli anni scorsi, in particolare dalla Cisl, alla liberalizzazione selvaggia e sfrenata delle aperture dei megastore, senza regole. «Degenerazione» che porta ad un modello di sviluppo «non sostenibile». Un mercato che prosegue in una forsennata rincorsa all’incremento dei consumi dilatando i tempi di apertura all’infinito senza tra l’altro nessun risultato significativo neppure sul fronte economico. L’unico «risultato» è di un ulteriore imbarbarimento delle relazioni che ricade ancora una volta sulle spalle di tanti lavoratori, per lo più giovani, come nel caso Oriocenter, spesso sottopagati, precari e costretti a orari impossibili. C’è poi una subdola componente ricattatoria per la quale un lavoratore (specie se è in una fase economica difficile) si sente costretto a dire sempre e comunque sì, per sfuggire a facili logiche di avvicendamento.

Rivisitare il significato di crescita e sviluppo

La sfida di qualificare il lavoro si gioca anche in questi settori, troppo spesso trascurati. Ed entra nell’evoluzione futura del lavoro il tema del tempo e dell’orario e di come ridefinire nuove coniugazioni che tengano conto di una maggiore soggettività e qualità dei tempi di vita e di lavoro, allontanando il rischio di uno sfaldamento del nucleo familiare per riappropriarsi del proprio tempo e delle relazioni trascurate in settimana. Ma pone anche la necessità di rivisitare il significato di crescita e sviluppo. C’è in gioco un valore antropologico: senza una tregua nei momenti forti dell’anno, ogni uomo si fa vuoto e apatico alle belle cose che potrebbe intraprendere. Anche nel nostro territorio non si presta abbastanza attenzione a tutto ciò.

La necessità di una seria riflessione

Questa iniziativa per tanti versi clamorosa non ha suscitato nessuna reazione. Un’alzata di scudi anche politica con un intervento chiaro dei nostri rappresentanti in Parlamento e in Regione potrebbe porre la questione avviando una seria riflessione nella società bergamasca. Bergamo è ricca di occasioni di incontro su tanti temi sociali con tanta partecipazione. Occorre assumere più coraggio per confrontarsi e riflettere sulle contraddizioni che attraversano situazioni concrete vicino a noi, che mettono in gioco rilevanti strutture e interessi economici.

Il caso Honegger

Oltre 25 anni fa, aveva fatto scalpore e suscitato un forte dibattito sul territorio, l’accordo Honegger sul lavoro domenicale che andava a coinvolgere complessivamente 600 persone. Allora il fine dell’accordo era evidente: un maggiore utilizzo degli impianti e una più alta produttività per la difesa dell’occupazione. Anche in questo caso va riproposto con forza il tema di quale fine e di quale contributo allo sviluppo e alla crescita del territorio. Lo chiedono con forza gli oltre 3000 lavoratrici e lavoratori occupati nei diversi ambiti dell’Oriocenter.


Ferdinando Piccinini (Segretario Generale Cisl Bergamo)
Contributo pubblicato su L'Eco di Bergamo il 25 novembre 2017