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Unione Sindacale di Bergamo

Federazioni di Categoria CISL

Riuscitissima la manifestazione nazionale del 15 gennaio a Milano, dove si sono riuniti oltre 4.000 lavoratori del settore Gomma Plastica, provenienti da tutta Italia. La sede della Federazione confindustriale è stata presidiata dai lavoratori (numerosa la delegazione da Bergamo) per ribadire ai rappresentanti dell’associazione datoriale che il contratto nazionale di categoria va rispettato.

Il presidio a Salerno

Contemporaneamente, si è svolto un altro presidio a Salerno di circa un migliaio di persone. Alta l’adesione in tutta Italia allo sciopero generale di otto ore che si aggiungono alle altre otto previste a livello territoriale. Motivo della protesta il mancato rispetto degli accordi contrattuali sul tema degli scostamenti inflattivi. “Non sono in gioco solo i 19 euro dello scostamento inflativo, bensì il valore del contratto nazionale e del lavoro” hanno dichiarato dal palco Emilio Miceli, Nora Garofalo e Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

Inaccetabile l'oltranzismo delle aziende

La problematica – ribadiscono i segretari – si inserisce in una più ampia discussione tra confederazioni e Confindustria sul modello contrattuale. Il settore gomma plastica e i loro lavoratori non possono essere ostaggio di una diatriba che non appartiene loro”. Per i sindacati di settore resta inaccettabile e incomprensibile l’oltranzismo delle aziende e pertanto indicono altre otto ore di sciopero da gestire a livello territoriale.


L'articolo dell'Eco di Bergamo del 16 gennaio 2018

 

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È fissata per lunedì 15 gennaio (dale ore 10) la prima mobilitazione del 2018 per i lavoratori del settore della gomma-plastica. Si tratta di uno sciopero di otto ore accompagnato anche da una grande manifestazione unitaria sotto la sede della Federazione Gomma Plastica a Milano, in via San Vittore 36. Da Bergamo, per raggiungere il luogo del presidio, sarà garantito un servizio di trasporto in bus. La partenza è prevista alle ore 9.00 dal parcheggio Auchan di via Carducci (entro venerdì comunicare la propria adesione negli uffici delle diverse sigle sindacali).

Le mobilitazioni dei mesi scorsi

Già nei mesi scorsi si erano svolte mobilitazioni di protesta: oltre al blocco degli straordinari e delle flessibilità dell’orario di lavoro (oggi ancora in corso), i dipendenti delle aziende del settore in tutta la Lombardia avevano scioperato il 1° dicembre. Ora sindacati e lavoratori tornano a chiedere l’applicazione di quanto contenuto nel Contratto nazionale rispetto al previsto aumento in busta paga, che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio ma che ora non viene più riconosciuto.

I numeri della Bergamasca

Nel territorio orobico il settore impiega circa 14.000 lavoratori e lavoratrici in aziende di diverse dimensioni (fra le più importanti ricordiamo Gewiss di Cenate Sotto e Nolan di Brembate Sopra). “La mobilitazione è stata proclamata perché, a fronte di 30 euro di aumento che i lavoratori si attendevano a partire da gennaio 2018 come previsto dal Contratto nazionale di settore siglato due anni fa, Confindustria ha dato indicazione alle aziende associate di procedere all’erogazione di soli 11 euro, riconoscendo di fatto solo l’aumento relativo all'inflazione reale" - hanno spiegato Cristian Verdi di FEMCA CISL, Ezio Acquaroli di FILCTEM CGIL e Luigi Zambellini di UILTEC UIL di Bergamo.

Lavoratori compatti nella difesa dei loro diritti

La nostra controparte – hanno continuato i sindacalisti - ha chiuso ogni tipo di confronto ma noi siamo fermamente convinti che il salario non sia solo frutto di una registrazione automatica dell'inflazione. Deve, invece, essere oggetto di contrattazione. Oltre al valore economico, poi, qui sono in discussione il ruolo e il valore delle relazioni sindacali. I lavoratori saranno compatti nella difesa dei loro diritti. La posta in gioco- hanno concluso i tre sindacalisti - non sono i 19 euro della tranche di gennaio, ma il valore e il rispetto del Contratto nazionale di lavoro che Confindustria evidentemente non vorrebbe più sottoscrivere”.

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Dopo otto mesi di trattativa, a Roma l’8 novembre è stata siglata l’ipotesi di accordo tra i rappresentanti delle associazioni degli artigiani (Confartigianato, CNA, CLAAI, Casartigiani) e dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro PMI Tessile (fino a 249 addetti) e Chimico (fino a 49 addetti) con le Associazioni Artigiane, scaduto il 31 marzo scorso, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2018.

Aumenti salariali

Saranno così suddivisi con riferimento al salario medio di ogni settore: 75 euro per il settore tessile; 75 euro per la gomma-plastica; 87 euro per il settore chimico-concia; 70 euro per ceramica, vetro, abrasivi; 100 euro per il settore "Terzo Fuoco" (aziende fino a 249 addetti). L’erogazione sarà articolata in tre tranche. Inoltre, sono previsti 50 euro di una tantum sia per la sezione tessile, che per quella chimica. Per quanto riguarda la confluenza del Ccnl Terzo Fuoco, invece, sono previsti 350 euro di una tantum.

Welfare contrattuale

Le aziende verseranno 10.42 euro al mese, a loro totale carico, in favore del fondo sanitario di riferimento (Sanarti). Verrà inoltre applicata la “bilateralità” prevista dagli accordi interconfederali con le associazioni artigiane sempre a carico dell’aziende, con un importo pari a 10.42 euro mensili per ogni dipendente. Per la sezione tessile, invece, l’elemento di garanzia retributiva, per le aziende che non fanno contrattazione di secondo 2° livello, passerà da 220 euro a 240 euro annui. Per la sezione chimica del contratto, l’elemento perequativo, sempre per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello, viene aumentato del 4%.

Mercato del lavoro

Le parti hanno normato l’apprendistato professionalizzante e la gestione dei contratti a termine, nonché la somministrazione del lavoro a tempo determinato. "Perseguendo una politica di razionalizzazione dei contratti - dichiarano i sindacati - è stato realizzato in un unico contratto il primo accorpamento dei settori della moda (tessile, abbigliamento, calzature, pelli e cuoio, giocattoli, occhiali, penne e spazzole, ombrelli) con i settori del chimico (chimico, gomma-plastica, abrasivi, concia, vetro, ceramica, Terzo Fuoco)". In un’ottica di ottimizzazione sono state allineate tutte le scadenze contrattuali al 31 dicembre 2018 per una vigenza contrattuale complessiva di 21 mesi. "Adesso – ricordano i sindacati - la parola definitiva passa alle assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo".

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Sciopero riuscito questa mattina alla Far Polymers di Filago. Quasi tutti i dipendenti si sono astenuti dal lavoro, e molti di loro hanno manifestato all’esterno dell’azienda produttrice di polimeri, per chiedere il rispetto degli accordi sindacali e la restituzione di parte degli emolumenti trattenuti nei periodi di crisi.

Si dimenticano gli sforzi del personale

Nel 2016, “a seguito degli eventi societari che hanno coinvolto Far Spa, nasce Far Polymers srl. Nuovi soci, provenienti da primarie società del panorama chimico italiano, consapevoli dell’apprezzamento e della fedeltà dimostrata dai clienti e delle importanti capacità produttive presenti presso il sito di Filago, hanno preso la decisone di dar vita a questo nuovo progetto. In quest’ottica l’azienda si pone come obiettivi non solo il proseguimento dell’attività storica aziendale, ma anche lo sviluppo di nuovi prodotti e l’ingresso in nuovi mercati”. Così recita il sito aziendale, dimenticando gli sforzi fatti dal personale nei periodi più difficili dell’attività, anche ora che quei momenti sembrano lontani.

Un maggiore spirito collaborativo chiesto all’azienda

Durante il passaggio da un assetto societario a un altroricordano Cristian Verdi della Femca Cisl e Ennio Cornelli della Filctem Cgil di Bergamogli 80 dipendenti hanno rinunciato alla quattordicesima, al premio contrattato e a altre voci salariali previste dall’integrativo. In tutta risposta, la direzione ha addirittura abbassato la richiesta di una tantum che abbiamo avanzata per ricevere un segnale di apertura. Ora, con questa manifestazione, riteniamo che l’azienda debba sedersi nuovamente al tavolo delle trattative con uno spirito maggiormente collaborativo, disponibile a accogliere le richieste dei lavoratori. In caso contrario, la mobilitazione continuerà in forme e tempi che valuteremo con l’assemblea”.

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A prima vista i numeri sembrerebbero incoraggianti: nei primi mesi del 2017 il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria a Bergamo è calato del 79% rispetto al primo quadrimestre dello scorso anno. Eppure, a uno sguardo più attento, c’è poco di cui rallegrarsi.

Cosa nascondono questi dati?

Una risposta arriva dai sindacati dei settori tessile e chimico: “Se osserviamo nel dettaglio i comparti da noi rappresentati, sembra emergere uno spaccato ancora più roseo: calo di richieste dell’86% per le aziende tessili, del 94% per quelle chimiche. Eppure, dietro a queste percentuali apparentemente positive, si nasconde un fenomeno preoccupante che mette in dubbio l’utilizzo stesso dello strumento della Cassa integrazione ordinaria, hanno commentato i segretari generali Pietro Allieri di FILCTEM-CGIL, Raffaele Salvatoni per FEMCA-CISL e Marco Zonca di UILTEC-UIL di Bergamo.

Respingimenti poco comprensibili

A seguito dell’entrata in vigore del Jobs Act e secondo quanto previsto da successive circolari applicative dell’INPS, alcune modifiche sostanziali hanno introdotto nuove modalità di rilascio dell’autorizzazione della Cassa. “I tempi d’attesa per l’autorizzazione si sono allungati in maniera sensibile, tanto che ancora oggi vi sono in giacenza richieste risalenti al 2016 - proseguono i tre sindacalisti -. Abbiamo assistito, poi, a respingimenti poco comprensibili. A fronte di un’incertezza autorizzativa, abbiamo riscontrato una progressiva rinuncia delle aziende ad inoltrare richieste di Cassa integrazione ordinaria e contemporaneamente un utilizzo di strumenti assolutamente impropri per affrontare i periodi di calo di attività, quali ad esempio l’anticipo di ferie non maturate e l’utilizzo di permessi non retribuiti. A indicare queste strade è la stessa Confindustria di Bergamo che, unica nel panorama lombardo, ha emesso una Circolare agli associati dove di fatto scoraggia il ricorso alla Cassa”.

L'atteggiamento rinunciatario di Confindustria Bergamo

CGIL, CISL e UIL, a livello confederale, si stanno attivando per chiedere un confronto sul tema con le istituzioni locali e i parlamentari eletti nel nostro territorio. Verrà anche chiesto un incontro di chiarimento con i vertici dell’INPS. “Invitiamo Confindustria di Bergamo - concludono i segretari di FEMCA FILCTEM e UILTEC - a scuotersi da questo atteggiamento rinunciatario e di muoversi con noi nell’interesse anche dei suoi associati, affinché la Cassa, che ricordiamo è finanziata da imprenditori e lavoratori dipendenti, torni ad essere lo strumento principale per coniugare le necessità di flessibilità e al contempo di salvaguardia dei livelli occupazionali”.

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Dopo una lunga trattativa durata oltre sedici mesi, un riuscitissimo sciopero generale, manifestazioni e presidi davanti le aziende, nelle prime ore di giovedì 18 maggio 2017 tra le associazioni imprenditoriali Anfida, Igas, Anigas, Confindustria-Energia, Utilitalia-Confservizi e i sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2016-2018 del settore gas-acqua (oltre 48.000 i lavoratori interessati, dipendenti da circa 600 imprese), scaduto il 31 dicembre 2015.

L’intesa sottoscritta prevede un aumento medio complessivo (minimi, produttività, welfare) di 89 euro. L’aumento medio (5° livello – parametro 139,96) sui minimi di 68 euro, è distribuito in due tranche: dal 1 maggio 2017, 40 euro; dal 1 aprile 2018, 28 euro, consolidando la durata triennale del contratto. Elemento di novità contrattuale è l’utilizzo di quote di produttività (11 euro per 14 mensilità riferiti al 2017, più altri 11 euro per 14 mensilità nel 2018, aggiuntive ai premi aziendali nel biennio 2017-2018). Il montante complessivo di aumento dei minimi e produttività è di 1.576 euro.

A giugno 2019 si procederà ad una verifica sullo scostamento del tasso di inflazione: se il dato risulterà eguale o superiore a quanto posto alla firma del rinnovo (2,7%) si procederà all’ adeguamento dei minimi. Se invece sarà inferiore si procederà all’adeguamento sui minimi di una percentuale del valore dello scostamento, mentre la quota restante sarà stabilizzata sul premio di produttività. L’adeguamento dei minimi decorrerà dal 1 gennaio 2019. Previsti inoltre incrementi sulla sanità integrativa (5 euro) a partire dal 1 gennaio 2017 e sulla premorienza ( 5 euro) a partire dal 1 gennaio 2018.

Con questa intesa finalmente si concludedicono soddisfatti i segretari generali di Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani il percorso di rinnovo dei contratti del settore energetico (gas-acqua, elettrici, energia e petrolio, n.d.r.) in difesa del reddito dei lavoratori e del welfare contrattuale. Un modello equilibrato – sottolineano – in grado di coniugare l’indispensabile difesa del potere di acquisto con la distribuzione della produttività, un segnale importante a livello confederale di novità sulle linee contrattuali”.

Alcuni elementi innovativi nel campo delle normative: dalle relazioni industriali, in cui viene mantenuto il “perimetro” gas-acqua, con l’estensione delle attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e personale delle holding multiservizi; al mercato del lavoro, dove viene valorizzato lo strumento dell’apprendistato professionalizzante quale forma di inserimento nel lavoro dei giovani, con la conferma della clausola di stabilizzazione occupazionale dell’82% dei contratti di apprendistato svolti nel triennio precedente.

Una novità di rilievo arriva dalle gare gas: finalmente, come da intese sottoscritte recentemente al ministero dello Sviluppo Economico, viene inserita nel contratto la clausola sociale – con una norma specifica – a salvaguardia dei diritti occupazionali per i lavoratori che sono coinvolti nelle gare per l’acquisizione della distribuzione del gas negli ambiti territoriali. Infine sul tema dei diritti è confermato l’attuale sistema di tutele previste dal contratto in materia di progressività e proporzionalità delle sanzioni disciplinari. L’ipotesi di accordo stipulata – fanno sapere i sindacati – sarà unitariamente e immediatamente sottoposta all’approvazione delle assemblee dei lavoratori.

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Venerdì, 12 Maggio 2017 00:00

La Perofil ceduta al gruppo mantovano CSP

È stato firmato questa mattina 12 maggio l’accordo ufficiale per la vendita del gruppo Perolari alla CSP, azienda del mantovano, che aveva sottoscritto lo scorso mese un accordo preliminare.

Nessuna riduzione di personale

Entro la fine di questa settimana i 78 dipendenti bergamaschi passeranno alla new co., denominata Perofil Fashion Srl, che settimana prossima verrà poi ceduta al gruppo CSP. L’unico escluso dall’accordo rimane lo stesso Alberto Perolari, che si estranierà dalla società e da qualsiasi incarico nella nuova new.co. I dipendenti mantengono lo stesso inquadramento e relativa retribuzione, la sede rimane sempre la stessa, a Bergamo in Via Zanica e a supporto è stato sottoscritto un piano di affitto degli immobili con un contratto di affitto di 9 anni

Soddisfazione dei sindacati

Finisce così “l’epopea bergamasca” di uno dei maggiori marchi del tessile orobico. Fondata a Bergamo nel 1910, Perofil realizza l’80% del suo fatturato in Italia. Nel 2016 ha realizzato un fatturato netto, afferente al ramo d’azienda oggetto della proposta di acquisto, di circa 14,4 milioni di euro. Il livello occupazionale dello stabilimento alla periferia della città è sempre stato garantito da una politica di assunzioni e sostituzione del personale in uscita. C’è soddisfazione tra le fila sindacali, dal momento che la situazione poteva trasformarsi in una nuova vicenda Italcementi in sedicesimo. “Abbiamo da subito incontrato l'aziendariferisce Sergio Licini, del sindacato FEMCA CISL Bergamo -, come da subito abbiamo allertato i lavoratori. Da CSP abbiamo avuto conferme che non ci saranno cambiamenti nel breve e medio periodo, e non si è mai parlato di riduzioni o trasferimenti, molto di più di opportunità di crescita e di consolidamento delle quote di mercato” Monitoreremo la situazione e non mancheremo di far sentire la vicinanza e presenza della nostra organizzazione alle lavoratrici e lavoratori”.

Rafforzare il know-how nell’ambito dell’intimo

Dal canto suo, CSP intende dimostrare che con l’acquisizione della Perofil, il gruppo potrà accrescere ulteriormente la sua offerta nell’ambito dell’intimo, raggiungendo una significativa presenza nel mercato di fascia alta ed integrando la propria offerta nell’ambito dell’intimo femminile. Inoltre – si legge in un comunicato dell’azienda -, “... l’operazione potrà consentire all’intero gruppo di rafforzare il proprio know-how nell’ambito dell’intimo costruito, con positive ricadute anche sugli altri marchi del Gruppo, e di beneficiare di un outsourcing collaudato ed affidabile sia in Italia che all’estero”.

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Un fulmine a ciel sereno. Così i sindacati descrivono quanto sta accadendo in Perofil Spa di Bergamo, storico produttore bergamasco di intimo per uomo. Venerdì 7 aprile, infatti, un ramo d’azienda è stato ceduto con un accordo preliminare al calzificio Csp International di Ceresara in provincia di Mantova.

Preoccupazione per i 78 lavoratori

Adesso, ci si chiede quale destino avranno i 78 lavoratori alle dipendenze della società bergamasca. “Le notizie comparse sui giornali e le comunicazioni ricevute sono molto preoccupanti, non ci lasciano per nulla tranquilli - commentano Sergio Licini della FEMCA CISL e Pietro Allieri della FILCTEM CGIL di Bergamo -. La famiglia Perolari, fino a ieri proprietaria del marchio Perofil, ha comunicato ai lavoratori che non ci saranno licenziamenti, ma non trattandosi più dei titolari, questo non ci può rassicurare”. I sindacati hanno già chiesto un incontro ai rappresentanti dell’azienda:Ci aspettavano fosse Perolari a rinforzare la propria leadership nel settore facendo acquisti sul mercato, dopo che la ditta aveva perso la licenza Zegna. È accaduto l’opposto con la vendita di ramo d’azienda a una società di cui sappiamo poco e quello che si conosce non rassicura per nulla”.

Massima attenzione dei sindacati

I due sindacalisti fanno riferimento agli esuberi che la Csp International ha di recente annunciato. Fondata a Bergamo nel 1910, Perofil realizza l’80% del suo fatturato in Italia. Nel 2016 ha realizzato un fatturato netto, relativo al ramo d’azienda oggetto della proposta di acquisto, di circa 14,4 milioni di euro.Tutti i lavoratori sono al momento confermati - proseguono i due sindacalisti -. Ma considerando la situazione del mercato la preoccupazione è doppia: il settore tessile bergamasco non sarà in grado di assorbire personale nel caso la nuova proprietà decidesse di spostare la produzione a Mantova. Per questo speriamo che le rassicurazioni di oggi trovino conferme domani”.

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Il Congresso provinciale della FEMCA CISL Bergamo svolto al Palace Hotel di Verdellino Zingonia (180 delegati in rappresentanza di circa 6500 iscritti) ha confermato Raffaele Salvatoni nel ruolo di Segretario Generale. Con lui in Segreteria segreteria sono stati eletti Barbara del Prato e Cristian Verdi. Salvatoni ha pubblicamente ringraziato i delegati, che hanno messo a disposizione competenza e lavoro per giungere al traguardo di 102 accordi di secondo livello. Comunicato

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Il Congresso provinciale della FEMCA CISL Bergamo svolto al Palace Hotel di Verdellino Zingonia (180 delegati in rappresentanza di circa 6500 iscritti) ha confermato Raffaele Salvatoni nel ruolo di Segretario Generale. Con lui in Segreteria segreteria sono stati eletti Barbara del Prato e Cristian Verdi.

Il ritorno della contrattazione

Dopo qualche anno di stallo, anche nel comparto tessile e sul territorio di Bergamo, si è tornati a fare contrattazione aziendale. E, nell’ultimo triennio, FEMCA CISL ha sottoscritto 102 accordi di secondo livello, per una copertura, con tutele normative e salariali, a oltre 12.000 lavatori. Redditività, produttività e qualità sono gli indici maggiormente presenti all'interno dei “secondi livelli”, ma temi come la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro stanno prendendo il loro spazio, e si comincia a parlare seriamente di welfare aziendale. Salvatoni ha pubblicamente ringraziato i delegati, che hanno messo a disposizione competenza e lavoro per giungere a questo.Un risultato raggiunto – ha ribadito Salvatoni – grazie alla competenza e al lavoro dei nostri delegati. Tutto ciò, soprattutto per quanto riguarda il tessile, non ancora uscito appieno dalla morsa di una crisi epocale, ha dello straordinario”.

L'importanza fondamentale del welfare

D’altronde, il sindacato CISL Bergamo e le sue categorie hanno sempre affidato al welfare un’importanza fondamentale. Nel 2015, gli accordi di secondo livello a Bergamo sono stati in totale 126: in quell’anno la FEMCA è risultata la più attiva con il 40% dei contratti. L’anno scorso, il settore della Moda è stato protagonista di 23 accordi (sui 68 totali firmati da FEMCA in provincia). E in questi, il welfare aziendale ha iniziato a proporsi prepotentemente alla ribalta.In accordi passati, indici di bilancio, e di qualità delle lavorazioni, erano i più gettonati. - continua Salvatoni - Solo in pochi contratti di secondo livello erano presenti elementi di Welfare, e spesso in maniera marginale e riconducibili in maggioranza a buoni spesa o buoni carburante. Possiamo tranquillamente dirlo: quello non era Welfare aziendale, o se vogliamo essere buoni lo era solo per una piccola parte”.

I lavoratori al centro

Il Welfare aziendale, secondo Salvatoni “è una grande occasione per tutto il movimento sindacale, per essere in prima fila nella contrattazione dello stesso e tornare ad essere protagoniste nelle fabbriche. Non possiamo e non dobbiamo lasciare la gestione alle aziende o a società specializzate del settore; creare sinergie con il territorio deve essere una priorità, per proporre pacchetti di Welfare aziendale/territoriale che portino alla gestione degli stessi. I bisogni del lavoratore e le sue esigenze di natura sociale sono temi che i nostri contratti di lavoro hanno recepito; sempre più attenzione viene data ai fondi integrativi di previdenza e ai fondi sanitari, destinando risorse importanti per lo sviluppo degli stessi”. Insomma, il welfare aziendale è uno strumento che si aggiunge agli attrezzi presenti nella cassetta del contrattualista. Anche se, ammonisce il segretario bergamasco, “il tema del Welfare va affrontato e gestito a più mani, mettendo al centro i bisogni dei lavoratori e le esigenze di bilancio delle aziende”.


- Relazione introduttiva 
- Mozione finale

 

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