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Unione Sindacale di Bergamo

Federazioni di Categoria CISL

Un interessante lavoro su come sia cambiata la famiglia negli ultimi anni a Bergamo e provincia. Il documento è accompagnato da tavole e grafici e fa il quadro dettagliato della condizione della famiglia di oggi a Bergamo e provincia e di come questa stia cambiando nei sui tratti essenziali. Uno strumento utile nell'elaborazione delle scelte strategiche del sindacato Cisl Bergamo a breve ed a lungo termine.


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Pubblicato in Welfare
Domenica, 01 Maggio 2016 00:00

Primo Maggio 2016: manifestazione a Bergamo

La manifestazione di Cgil Cisl e Uil del Primo Maggio si svolgerà, come di consueto, partendo dal piazzale della stazione Ferroviaria. L'inizio del corteo è previsto per le 9,30 circa. L'intervento principale quest'anno compete alla Cgil e sarà svolto da Luigi Bresciani, mentre Ferdinando Piccinini introdurrà, Amerigo Cortinovis presiederà. Sono inoltre previsti due interventi che testimonieranno lo svolgimento delle vertenze aziendali Italcementi e Pigna.


CONTRATTAZIONE

L’esigenza che il Paese sappia cogliere i timidi segnali di ripresa, derivanti in massima parte da fattori esterni alla nostra economia, richiedono la definizione di un nuovo progetto di relazioni industriali per l’intero mondo del lavoro e dell’impresa, in grado di affermare il ruolo delle parti sociali come elemento fondante di democrazia, di tutela e miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, oltre che di promozione della crescita economica e sociale del Paese. Il nuovo sistema di relazioni industriali che CGIL, CISL e UIL propongono al confronto di tutte le associazioni di impresa poggia su tre pilastri: la contrattazione, la partecipazione, le regole.


OCCUPAZIONE

Il ritardato ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e la prolungata permanenza al lavoro dei lavoratori più anziani anche per effetto della riforma Fornero sulla previdenza non aiutano la ripresa dell’occupazione.
A BERGAMO
In recessione ormai da più di sei anni, quella dell’Italia è una situazione difficile. Un forte rallentamento ha colpito anche l’economia bergamasca dove il numero delle imprese attive è diminuito per la prima volta dopo oltre dieci anni, con saldi negativi nell’edilizia, nel commercio e nella manifattura. Nonostante i timidi segnali di ripresa, in Provincia di Bergamo vi sono 28mila persone in cerca di lavoro e 35mila giovani dai 15-29 anni che non studiano né lavorano. In provincia di Bergamo vi sono situazioni di crisi aziendali particolarmente gravi: Italcementi e Pigna solo per fare due esempi, dove centinaia di lavoratrici e lavoratori rischiano il posto di lavoro. Occorre invertire questa tendenza e riprendere la via dello sviluppo con investimenti e formazione mirata, rilancio del manifatturiero con produzioni innovative. La strada che può condurre alla ripresa e allo sviluppo del tessuto produttivo a Bergamo passa anche attraverso un nuovo patto tra sistema formativo e sistema produttivo per rendere coerenti gli indirizzi formativi con le esigenze del mondo della produzione e dei servizi.


PENSIONI

Agli anziani le pensioni, ai giovani il lavoro. Non si può più rinviare il tavolo di confronto tra governo e parti sociali per la riforma delle pensioni. Se l’esecutivo non aprirà la vertenza sulle pensioni vi sarà mobilitazione generale da parte di CGIL, CISL e UIL. La riforma Fornero è sbagliata perché si va in pensione fino a settant’anni, più tardi di tutti i Paesi europei e questo non possiamo più tollerarlo. Gli obiettivi principali sono quelli della flessibilità in uscita e della rivalutazione delle pensioni. Occorre tener conto che l’aspettativa di vita non è uguale per tutti e chi fa lavori usuranti deve poter andare in pensione prima.


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Il Comitato Bergamasco per la Difesa della Costituzione – attivo da diversi anni a Bergamo e composto da cittadini e formazioni sociali (fra cui anche la Cisl Bergamo) –  ha tra le sue principali finalità la promozione di una cultura della Costituzione nelle scuole e nel territorio.

Convinto della evidente contrapposizione tra Costituzione e fascismo, come ogni anno aderisce in modo attivo alle manifestazioni per il 25 aprile. Il fascismo infatti assunse la discriminazione come categoria fondante mentre la Costituzione assume l’eguaglianza e l’universalità dei diritti; il fascismo soppresse il pluralismo e concentrò il potere nelle mani del  capo del governo e del partito, mentre la Costituzione è fondata sulla divisione, l’articolazione e la diffusione massima dei poteri; il fascismo celebrò la politica di potenza e di guerra, mentre la Costituzione ripudia la guerra e nega la legittimità della politica di potenza. La Costituzione repubblicana è nata nel segno dell’unità antifascista e da essa è stata alimentata.

Anche per il 25 aprile 2016 il Comitato intende perciò promuovere l’iniziativa “La Costituzione in piazza ”, una sfilata di pannelli dedicati agli articoli della Costituzione,  invitando associazioni, scuole ed enti a partecipare attivamente. I pannelli che verranno portati in corteo e in piazza sono quelli con gli articoli “adottati” da scuole ed associazioni nel concorso indetto dal Comitato per il 25 Aprile 2014.

Tutte le persone disponibili sono invitate a presentarsi presso la Fondazione Serughetti – Centro La Porta (sede di riferimento  del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione) intorno alle 9.30 del 25 Aprile.  Ogni partecipante ritirerà il pannello con il quale parteciperà alla sfilata del 25 Aprile. Al termine della sfilata i pannelli dovranno essere riportati al Centro alla Porta.

Viva la Liberazione, viva il 25 Aprile, viva la Costituzione!

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A Bergamo e provincia, nel solo primo semestre dello scorso anno, 2730 ragazzi hanno trovato lavoro stabile dopo un tirocinio extracurricolare. Lo afferma una ricerca Eupolis per conto di Regione Lombardia. Più della metà di quanti abbiano avviato il rapporto. La provincia orobica, infatti si assesta al secondo posto tra le province lombarde per numero di tirocini avviati, 5073, il 14,5‰ sul totale degli avviamenti effettuati.

Bergamo rappresenta mediamente il 10% lombardo dei tirocini: nell’arco del periodo analizzato dalla ricerca della Regione (1 novembre 2012 – 30 aprile 2015) sono stati avviati circa 13.000 contratti di tirocinio e creati posti di lavoro per 6000 ragazzi.

I tirocini extracurricolari costituiscono uno strumento per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro al quale si è posto grande attenzione dal punto di vista sia normativo-regolamentare che di attivazione finanziamenti regionali. Nel triennio analizzato dalla ricerca sono stati attivati complessivamente oltre 175mila tirocini extracurricolari che hanno coinvolte circa 170mila tirocinanti.

Il confronto tra la Lombardia e le altre regioni, evidenzia che quasi un tirocinio su 4 (precisamente il 22,5%) di quelli svolti a livello nazionale viene svolto in aziende lombarde e che anche considerando un indicatore relativo che rapporta il numero di tirocini ai lavoratori dipendenti, la Lombardia rimane tra le prime regioni d’Italia con 15,4 tirocini per 1.000 dipendenti.

La ricerca mette in evidenza come si sia abbassata l’età dei tirocinanti, sottolineando un forte incremento dei tirocinanti più giovani (15-24 anni) che crescono sensibilmente sia nella quota (dal 29% al 51% nei due semestri iniziale e finale) sia nel valore assoluto (da 6.600 a 17.500).

La “partita” del genere viene vinta dalle femmine (sempre più numerose dei “colleghi maschi”), mentre la “collocazione” per attività vede una grande predominanza dei “servizi”, che raccolgono quasi l’80% dei tirocini.

Analizzando le quote di occupazione per provincia si evidenziano delle differenze interessanti. Se si conferma la tendenza generale a un miglioramento dei tassi di occupazione e 6 mesi dalla conclusione del tirocinio con valori, che nell’ultimo semestre analizzato superano il 50% sull’intera Lombardia, si rilevano comunque situazioni differenti sul territorio. La provincia nella quale si hanno i migliori indici di occupazione è Lecco con il 53,7% complessivo nell’arco dei 30 mesi considerati. A Lecco si evidenziavano già valori al di sopra del 50% (esattamente il 54,5%) già nel 2013 dato che si è mantenuto elevato ma che non è cresciuto nell’ultimo periodo.

In altre province viceversa vi sono stati effetti più rilevanti nei tassi di conversione all’occupazione dei tirocinanti: a Como il valore è passato dal 38,7% al 54%, a Sondrio dal 44,1% al 55,1%, a Bergamo dal 42,7% al 53,8%. Ma in cima alla graduatoria nell’ultimo periodo si portano le province di Milano e Lodi che a inizio periodo avevano tassi discreti (rispettivamente 46,7% e 46,1%) e che nell’ultimo semestre analizzato presentano valori che superano il 55%.

Nell’ultimo anno analizzato, dei circa 64.700 tirocini conclusi in Regione, oltre 31mila hanno avuto un esito occupazionale. “Questo conferma come il “Tirocinio” sia diventato uno strumento di politica attiva che permette ai giovani di inserirsi nel mercato del lavoro dopo un periodo di apprendimento in azienda dice Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato Cisl Bergamo -. anche se dimostrano, come da tempo sosteniamo che l'impatto di Garanzia Giovani sia stato minimo nel dare occasioni aggiuntive ai giovani disoccupati, nonostante le ingenti risorse spese".

"Le imprese, peraltro, - continua Meloni - oltre ad avere un periodo di tempo per preparare nuove forze di lavoro sono incentivate a trattenere i giovani tirocinanti grazie ai finanziamenti specifici di Dote Unica Lavoro e del programma Garanzia Giovani”. Ultimo aspetto da non sottovalutare, riguarda il tema su come meglio regolare la normativa regionale in materia di tirocini e sopratutto la necessità di intensificare i controlli al fine di evitare eventuali abusi.


Analisi delle attivazioni e degli esiti occupazionali dei tirocini extracurricolari in Lombardia

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Lunedì 7 marzo, fuori dal Cimitero di Bergamo, è iniziata la raccolta dei questionari anonimi per misurare il grado di soddisfazione dei servizi offerti dal Comune di Bergamo presso tale struttura. Nelle quattro ore  di presenza al gazebo, i rappresentanti delle associazioni consumatori hanno raccolto 95 questionari.

L'iniziativa, voluta dal Comune e definita con un accordo tra il Comune di Bergamo e le associazioni dei Consumatori Adiconsum, Federconsumatori e Adoc, si svolgerà ancora con un calendario che da marzo a giugno prevede ben 18 giornate secondo le date indicate nella tabella sotto riportata.

Nel ringraziare coloro che già si sono fermati per compilare i questionari – dichiarano i referenti delle tre associazioni -, invitiamo tutti i cittadini  che visiteranno la struttura Cimiteriale Monumentale di Bergamo a fare altrettanto,  rivolgendosi all'apposito gazebo installato fuori dal Cimitero, contribuendo  così all'iniziativa volta a conoscere il loro pensiero su un servizio così importante”.


CALENDARIO DI COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO
Orario di compilazione : al mattino (10,00 - 12,00); al pomeriggio (14,30 - 16,30)

Lunedì 7 marzo

Sabato 12 marzo

Giovedì 17 marzo

Martedì 22 marzo

Sabato 26 marzo

Mercoledì 30 marzo

 

Domenica 3 aprile

Venerdì 8 aprile

Mercoledì 13 aprile

Lunedì 18 aprile

Sabato 23 aprile

Giovedì 28 aprile

 

Martedì 3 maggio

Domenica 8 maggio

Venerdì 13 maggio

Giovedì 19 maggio

Martedì 24 maggio

Domenica 29 maggio

Venerdì 3 giugno

 

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Chiudiamo l’anno con due buone notizie: si sta definendo l’intesa unitaria sul modello contrattuale. Siamo davvero a un punto di svolta che potrebbe portare già nei prossimi giorni a formalizzare la proposta comune per aprire un nuovo percorso unitario, essenziale in questa fase. La seconda buona notizia è data dal fatto che la ripresa auspicata all’inizio di quest’anno, oggi è finalmente apprezzabile, grazie a numerosi aspetti positivi”.

Così Ferdinando Piccinini e Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato CISL Bergamo, hanno avviato la conferenza stampa dedicata all’analisi dell’anno del Jobs Act e alla presentazione di due nuovi strumenti di lavoro: un opuscolo “ultimativo” sulla riforma del lavoro e lo “Sportello Lavoro”, un nuovo servizio che la CISL orobica avvierà prima dalla prossima primavera.

È stato dunque un anno vissuto sul filo della crisi, tra cadute e prospettive di ripresa. Nei primi nove mesi di quest’anno, gli avviamenti sono stati 105.933, il 9,6% in più rispetto al 2014;  le proroghe di contratti sono state 26.39, + 48%, e  riguardano quasi esclusivamente i tempi determinati, mentre le trasformazioni sono state 11.485, il 38% in più. Le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, 26.179, hanno fatto segnare un aumento di 31 punti in percentuale sul 2014, e il saldo fra avviamenti e cessazioni rimane negativo solo nel settore delle costruzioni, anche se in miglioramento sul 2014 (-176), mentre è andata nettamente meglio nell’industria, nel commercio e nell’agricoltura.

Anche il dato sulla mobilità punta decisamente al “sereno stabile”: nel 2015 (da gennaio a Novembre) i licenziamenti nelle aziende medio grandi hanno toccato quota 2237, meno dei 2710 dell’anno scorso, molto meno rispetto ai 5365 del 2013. Anche il ricorso alla Cassa Integrazione, a Bergamo, consegna riscontri incoraggianti:- 30%  per il metalmeccanico; -37% nel tessile/abbigliamento e - 2,5%  in edilizia.

Ci sono ancora alcuni segnali preoccupanti – sottolinea Meloni: il numero di persone in difficoltà che ha varcato le porte dei Centri Ascolto Caritas in cinque anni è quadruplicato, passando dai 900 ai 3500”.

Comunque la si possa pensare sul merito della riforma, hanno sottolineato i due sindacalisti della CISL, “è fuori discussione che si è cambiata pagina rispetto al passato su tanti aspetti che regolano il mercato del lavoro. Stiamo parlando di una riforma importante, che rimette al centro, come da tempo chiedeva la CISL, il lavoro a tempo indeterminato, tramite il contratto a tutele crescenti e lo sgravio contributivo alle imprese, scelta che anche a Bergamo ha dato i primi frutti positivi.

Certamente si può e si deve fare di più: l'incremento dell'occupazione è dovuto in parte alle nuove regole, e in parte alla graduale ripresa che dall'inizio del 2015 sta interessando anche il nostro paese. È in ogni caso un dato incontrovertibile che per la prima volta da anni assistiamo ad una inversione positiva del dato occupazionale anche a Bergamo”.

Anche per questi motivi, dunque, la CISL provinciale ha deciso di “rafforzare la cassetta degli attrezzi” a disposizione di delegati e operatori. Innanzitutto “Jobs Act, tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge del lavoro”, un volume veloce e agile con una serie di approfondimenti e aggiornamenti via web. Per il 2016, invece, l’impegno della CISL orobica verterà sull’attivazione dello “sportello lavoro”,utilizzando le risorse che all’interno dell’organizzazione ci sono, dovremmo garantire che il lavoratore che perde il lavoro trovi la necessaria assistenza e accompagnamento alla ricerca di una nuova occupazione. Non diventeremo un’agenzia di somministrazione, ma un riferimento per chiunque, con l’intento di non lasciare mai solo il lavoratore”. 

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Venerdì, 13 Novembre 2015 00:00

Rifugiati a Bergamo e ospitalità diffusa

La grande emergenza, o almeno quella che ritenevamo tale, è passata. Non ci sono più blocchi per le strade; nessun comizio belligerante contro ogni tipo di accoglienza; il dibattito politico è già scivolato altrove… mentre migliaia di persone bussano ancora alle porte di molti paesi europei, che fanno finta di non sentire né di vedere.

In terra bergamasca, intanto, si è stabilizzata una situazione di accoglienza in gran parte gestita dal volontariato cattolico, coordinato dalla Diocesi, che ospita all’incirca 1300 persone in una trentina di strutture e “governata” da cinque cooperative, oltre agli spazi direttamente gestiti dallo SPRAR del Comune, nei quali risiedono 38 rifugiati.

Ma la vera emergenza, cioè quella di gestire senza emergenza una situazione sociale umana è ancora viva”, dice Mimma Pelleriti, titolare per la segreteria del sindacato Cisl Bergamo delle Politiche per la Marginalità sociale e le integrazioni migratorie.

E allora, facciamo i conti senza farci sopraffare dall’emergenza. In provincia, la prefettura “gestisce” 1309 rifugiati.  A oggi, 1006 risultano richiedenti asilo, mentre le persone transitate in totale in provincia di Bergamo nell'ambito del progetto di accoglienza dal marzo dell’anno scorso a Novembre 2015 sono 2398. Tra i richiedenti asilo ci sono 7 donne e 999 uomini. L'ospitalità è gestita per la maggior parte da strutture cattoliche, e da 3 coop sociali

Non esiste una rete di accoglienza laica. Gli albergatori o cittadini, secondo indicazioni della Prefettura, devono comunque appoggiarsi a enti del terzo settore che hanno esperienza nell'ambito della migrazione. Per quanto riguarda l’accettazione della domanda di asilo, circa un terzo di coloro che sono andati in commissione hanno ottenuto risposta positiva.

E adesso spunta la proposta dell’ “uno ogni mille”, ovvero un rifugiato ogni mille abitanti. È questo il contenuto dell’accordo proposto dal Coordinamento degli enti locali per la pace ai sindaci bergamaschi. Una proposta che sta scatenando un putiferio.

Il Coordinamento, presieduto dalla presidentessa del consiglio comunale di Bergamo Marzia Marchesi, ha chiesto ai sindaci interessati di partecipare alla firma della cosiddetta “accoglienza diffusa” martedì 17 novembre, nella sede della Provincia di Bergamo.

La chiamano accoglienza diffusa, ma sono soltanto 25 i Comuni bergamaschi dove si trovano gruppi di richiedenti asilo, “alla faccia dellidea diinvasioneprocurata da certi media da tanta politica”. La pura matematica, al netto dalla politica e dalle sensibilità, dalle disponibilità concrete, dice che, se tutti aderissero, i profughi attuali potrebbero davvero essere distribuiti in pochi alla volta, con impatto minore, alleggerendo strutture troppo cariche. 

Lemergenza di oggi, quindi, è politica: chi si deve far carico dellaccoglienza?”. Mimma Pelleriti lancia una proposta neanche tanto polemica: in città sono almeno 200 gli appartamenti sfitti di proprietà di privati che il Comune potrebbe coinvolgere in un’operazione di accoglienza, dietro il pagamento di canoni  al prezzo giusto (ricordiamo che le strutture di accoglienza, per ogni profugo, ottengono 35 € al giorno, e potrebbero essere le stesse strutture a farsi carico dell’affitto). Una situazione che potrebbe riproporsi tranquillamente anche in provincia.

"La realtà ci chiede di entrare nell’ordine di pensiero che questa  non è un’emergenza passeggera. Dobbiamo passare alla creazione di un sistema ordinario dell’accoglienza, stabile nella governance delle istituzioni pubbliche e delle associazioni, e per farlo senza che ogni volta si scatenino polemiche che hanno il forte retrogusto delle speculazioni elettorali, occorre creare un clima culturale diverso. Partire dalla popolazione che vogliamo e  che deve essere coinvolta, per creare le condizioni utili a far sì che un’operazione come questa si trasformi in vera e utile integrazione, sennò assisteremo ancora alle opposizioni di interi quartieri all’assegnazione di case popolari (90 alloggi pronti che non si riesce ad assegnare) come succede in Malpensata, o il ritorno ai blocchi stradali come avvenuto in Val Seriana”.

La nostra Provincia ha già una esperienza di accoglienza più che diffusa, e per la  maggior parte clandestina: le assistenti familiari. Certo – conclude Pelleriti -: le famiglie bergamasche partono da un loro bisogno; hanno un controllo diretto sulla persona e sono soprattutto donne a svolgere questo lavoro di cura. Ma parliamo sempre di persone che arrivano e vengono utilizzate anche senza permesso di soggiorno. Questo fa molto interrogare su come la società civile vive il rapporto con lo straniero”.


 

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Questa sera 16 novembre 2015 a Bergamo, in piazza Matteotti, davanti al municipio, si è svolto un presidio di solidarietà al popolo francese per gli attentati terroristici compiuti venerdì scorso a Parigi.  Il presidio è stato promosso dal Forum provinciale di Bergamo per l'accoglienza dei richiedenti asilo.

"Dobbiamo porci con fermezza contro ogni tipo di violenza e terrore – ha detto Ferdinando Piccinini, segretario generale del sindacato Cisl Bergamo -, attraverso un contrasto dell’ISIS e nello stesso tempo con una politica dell’accoglienza e dell’integrazione fatta rispetto reciproco. 

Chi di dovere, faccia attenzione alle scorciatoie populiste di chi predica lo scontro tra etnie e religioni, che è proprio quello che persegue chi sta seminando terrore. Auspichiamo che a livello europeo gli stati dell'Unione sappiano dare una risposta unitaria forte."

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Mercoledì, 04 Novembre 2015 08:03

Bergamo: l’occupazione cresce “piano”

Sono stati 34.830 gli avviamenti al lavoro registrati in provincia di Bergamo nello scorso trimestre, in percentuale il 10% di tutti gli avviamenti della Lombardia. Da giugno a settembre, 3.000 nuovi lavoratori in più rispetto agli stessi mesi del 2014 hanno varcato i cancelli di fabbriche e uffici, con un saldo positivo nel confronto con le cessazioni di 685 unità. È il primo dato che emerge dall’analisi di ARIFL sull’andamento del mercato del lavoro in regione.

Non tutte luci, comunque, dal momento che viene segnalato anche un incremento delle cessazioni sullo stesso periodo del 2014 pari al 8,7%. Si confermano in calo gli avviamenti dei contratti di apprendistato, mentre gli avviamenti  a tempo indeterminato registrano un incremento del 37,1 %, frutto delle nuove normative introdotte dal Jobs Act e dalla decontribuzione prevista dalla legge di stabilità 2015; in aumento del 30% anche gli avviamenti tramite il lavoro di somministrazione.

Il tasso di crescita suddiviso fra i Centri per l’Impiego della provincia di Bergamo vede ai primi tre posti rispettivamente Albino, Ponte San Pietro e Grumello del Monte. Resta complessivamente – dice Giacomo Meloni, segretario del sindacato Cisl Bergamo - una situazione in graduale miglioramento, anche se un vero e proprio cambio di passo definitivo verso la ripresa e il suo consolidamento ancora non c'è”.

Interessante sottolineare come sia ancora il settore del commercio a “catalizzare” la stragrande maggioranza delle assunzioni: 20.813, più del doppio dell’industria, che si “ferma” a 10.518. Mentre sono un segnale incoraggiante i 2983 lavoratori inseriti nel campo delle costruzioni, che si sommano ai 6504 dei due precedenti trimestri.

Altro dato sul quale soffermarsi riguarda gli avviamenti che riguardano il profilo professionale e scolastico alto e medio alto, che in Lombardia riguarda circa il 70% degli avviamenti al lavoro. Per quanto riguarda il dato di genere, persiste la tendenza al calo, dal 48 al 46% rispetto al trimestre precedente, per l’occupazione femminile, in aumento dal 52 al 53,2%  quello maschile .

In ultimo,  gli avviamenti per cittadinanza vedono nel terzo trimestre il 75% di italiani avviati al lavoro, il 18,5% di extracomunitari e il 6,5% di cittadini comunitari, valori sostanzialmente simili a quelli registrati nello stesso trimestre dello scorso anno.

Passi avanti se ne stanno facendo, ma la strada da fare per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi è ancora tanta – dice ancora Meloni -, e solo l'azione concertata fra tutti i soggetti sociali, istituzionali, economici  e d'impresa a Bergamo possono, rilanciare in modo definitivo il sistema economico e l'occupazione, rilancio che non può prescindere dalla salvaguardia delle eccellenze presenti sul territorio”.


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Gentilissimi
Presidente di ATB Servizi
Presidente di SAB Autoservizi
Sindaco del Comune di Bergamo
Presidente della Provincia di Bergamo,

da qualche tempo ci vengono segnalati problemi e disservizi nei trasporti locali che in questi giorni  trovano rilievo anche sulla stampa locale. I problemi sono diversi a seconda della tipologia dei trasporti, ma hanno un denominatore comune: la sempre più frequente maleducazione di alcuni  viaggiatori che importunano i compagni di viaggio e la diffusa sensazione che molti viaggiatori siano sprovvisti del biglietto con evidenti conseguenze sui bilanci delle aziende e danno ai cittadini. 


Su alcune linee locali, negli orari mattutini, i bus sono stracolmi all’inverosimile tanto da mettere a rischio l’incolumità delle persone, in molti casi i viaggiatori non possono salire sui bus per l’eccessiva calca e sono costretti a prendere il bus successivo con la conseguenza di arrivare in ritardo al lavoro o a scuola. All’uscita dalla scuola gli studenti non trovano un numero adeguato di bus che permetta loro di prendere in tempo la coincidenza per recarsi a casa. Caso emblematico la situazione degli studenti dell’Istituto alberghiero di San Pellegrino Terme.

Inoltre, con grande sorpresa e preoccupazione abbiamo anche letto sugli organi di stampa e sul sito dell’azienda SAB che durante le vacanze natalizie ci sarà un blocco dei trasporti locali con grave danno per gli utenti e conseguente aumento del traffico privato.

Tenendo conto di quanto brevemente esposto, convinti che la collaborazione tra le nostre associazioni e le aziende dei trasporti possa contribuire a mantenere un servizio corrispondente a quanto scritto nelle rispettive Carte della mobilità ed eviti l’innescarsi di contenzioso, si chiede un incontro per fare il punto della situazione sui problemi segnalati e condividere possibili soluzioni.

Federconsumatori

Umberto Dolci

Adiconsum

Eddy Locati

Adoc

Maurizio Regazzoni



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