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Unione Sindacale di Bergamo

Federazioni di Categoria CISL

Comprare online è facile: bastano pochi click per farsi recapitare direttamente a casa beni di ogni genere; proprio per via dell’apparente semplicità del commercio elettronico bisogna prestare particolare attenzione nel momento in cui eseguiamo un acquisto. Ecco 4 pratici consigli da seguire quando si compiono acquisti online.

Controlla il sito e il venditore

Si tratta di una precauzione semplice, quasi scontata, ma che è in grado di metterti al riparo da brutte sorprese; in particolare ti suggeriamo di controllare:
1) la proprietà del dominio (attenzione soprattutto ai siti fasulli) 
2) le recensioni da parte degli utenti (da prendere con le “pinze”)
4) la sede fisica del venditore
5) l’identità del venditore: azienda o privato
6) le condizioni di vendita ed eventuali differenze tra il prodotto mostrato e quello effettivamente spedito.

Occhio al metodo di pagamento!

Hai mai fatto caso ai metodi di pagamento accettati dal venditore?
Se ti vengono richiesti pagamenti tramite bonifico bancario o servizi di money transfer devi fare particolare attenzione: in caso di truffa c’è il pericolo di non poter recuperare più il denaro versato! Spesso i truffatori aprono conti bancari intestati a terzi utilizzando dati personali rubati a persone finite vittima di phishing e tecniche di social engineering.

Troppo conveniente?

1) Fai attenzione anche quando l’offerta sembra essere troppo conveniente
2) Leggi sempre le specifiche e le condizioni del prodotto
3) Soprattutto quando compri un bene usato, assicurati che non sia necessario eseguire delle costose riparazioni.

Dove compri?

1) Se acquisti da un venditore extraeuropeo, non potrai disporre di tutte le tutele previste dalla UE. In questo caso è ancora più importante essere sicuri di aver scelto un buon venditore, possibilmente che sia in grado di applicare una buona policy per la garanzia e il reso del prodotto. 
2) Se acquisti da un venditore con sede in un Paese dell’Unione europea, verifica che il sito web riporti il link alla piattaforma ODR, lo strumento messo a punto dall’UE per risolvere online le controversie sorte tra consumatore e impresa in caso di acquisto via internet.


Per info e assistenza in caso di controversie contatta le sedi territoriali Adiconsum o, nel caso di acquisti su siti di aziende con sede in altri Paesi dell’UE, il Centro Europeo Consumatori Italia.

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Si sta facendo strada un fenomeno strisciante, per ora percepito solo dai consumatori più attenti, che vede diventare più piccole le confezioni di alcuni beni alimentari, per la casa e per l’igiene personale, senza però che il prezzo sia ritoccato al ribasso. Neanche a dirlo, hanno dato a questa “campagna” un nome inglese: shrinkflation (rimpicciolimento).

Tanti i prodotti coinvolti nello shrinkflation

Si sono rimpiccioliti diversi prodotti, soprattutto cioccolato e beni per l’igiene personale, come il dentifricio; i rotoli di carta igienica si accorciano, da 250 strappi si passa a 230; le barrette di cioccolato pesano di meno, nel dentifricio ci sono 75 ml di prodotto invece di 100 ml. Si riduce il numero di “pezzi” nei pacchetti di patatine. Cala il contenuto delle bevande in lattina, che passa da 33 ml a 25 ml. Si parla di riduzioni del contenuto di confetture, biscotti, pasta, miele e zuccheri, detersivi, dei fazzolettini di carta, che in un pacchetto sono diminuiti da 10 a 9.

Aumento occulto dei prezzi

Di fatto si assiste a un incremento del prezzo per unità, e quindi a un incremento anche dell’inflazionesottolinea Mina Busi, presidente ADICONSUM Bergamo -. È una strategia che le imprese stanno adottando e che si estende per certi versi anche alle aziende che forniscono i servizi come abbiamo visto con la riduzione della mensilità nella telefonia, poi rientrata nei giorni ma non nel prezzo. Questa è una manovra soft e apparentemente indolore in cui il consumatore più disattento è convinto di acquistare lo stesso prodotto allo stesso prezzo, ma subisce un aumento occulto”.

Le segnalazioni dei consumatori attenti

L’Adiconsum Bergamo sta ricevendo parecchie segnalazioni e questo testimonia che c’è un consumatore sempre più attento, che prima toglieva il prodotto dallo scaffale in maniera distratta e ora va a leggere l’etichetta nutrizionale e il contenuto in grammi e millilitri. Sembra quindi questo uno dei modi individuali per difendersi: prestare particolare attenzione agli acquisti, leggere etichette e peso dei prodotti, considerata la difficoltà che si può incontrare nel comprare prodotti sfusi.

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Sono sicuramente più di un migliaio i bergamaschi coinvolti nella “truffa sui diamanti” che hanno acquistato preziosi ad un prezzo di circa 3 o 4 volte superiore rispetto a quello indicato nei listini Rapaport. Le somme stanziate si collocano in prevalenza fra i 15mila e i 40mila euro per investitore, ma gli importi sono maggiori in quanto all’interno del nucleo famigliare più persone hanno optato per questo investimento.

Attivare il “giusto” risarcimento delle banche

I due principali broker, che controllano il 70% del giro d’affari nazionale, hanno proposto e venduto, in “collaborazione” con gli Istituti di credito ai clienti/risparmiatori, un investimento considerato altamente difensivo rispetto agli strumenti finanziari tradizionali, investimento proposto per lo più a clienti con disponibilità economiche più o meno consistenti. “Sulla liquidabilità dell'investimento è stata messa in campo la più classica delle pratiche commerciali scorrette dichiarano da ADICONSUM Bergamo -: il riacquisto era assicurato solo se all'interno del gruppo c'era qualcuno disposto a comprare e a ciò si aggiunge l’onerosità delle commissioni previste per la vendita”. ADICONSUM chiede alle banche che si facciano carico del risarcimento allo stesso prezzo con cui hanno venduto i preziosi, con valutazioni ingannevoli che hanno rilasciato nel tempo ai risparmiatori senza alcuna logica di mercato. Chi doveva vigilare, come Consob o Banca d’italia (ancora una volta distratte) doveva intervenire arginando la situazione con disposizioni chiare, evitando di porre in posizione di svantaggio il consumatore.

Mancato rispetto della minima diligenza professionale

Una vicenda che va avanti dal 2009 e che ha visto ancora investimenti di 300 milioni nel 2015 e circa 500 milioni lo scorso anno. “La pratica commerciale scorretta delle banche è lampante – continuano i responsabili dell’associazione dei consumatori della CISL -, perché le stesse hanno proposto ai risparmiatori l’acquisto di diamanti come bene rifugio durevole, utilizzando informative e quotazioni fornite dalle società senza verificarne il contenuto e quindi senza alcun rispetto della minima diligenza professionale a cui sono tenute nella loro attività. Ora, i clienti che hanno acquistato diamanti come investimento sulla base del rapporto di fiducia con la banca devono essere risarciti”. La strada per risarcire tutte le persone coinvolte è ancora lunga, alcuni Istituti (come Intesa Sanpaolo e Unicredit) stanno rimborsando i propri clienti mentre Banco Popolare-BPM, coinvolto in modo rilevante attraverso il Credito Bergamasco, tergiversa e le pressioni verso questo Istituto da parte delle Associazioni Consumatori continuano. Risultano comunque venduti diamanti anche da altre banche del territorio.

Le multe salate ai broker finanziari

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato per oltre 15 milioni di euro le banche e i broker finanziari che hanno proposto investimenti in diamanti. Secondo l’Autorità, infatti, le informazioni pubblicate sui siti e sul materiale promozionale non specificavano alcune indicazioni essenziali per permettere al risparmiatore di valutare l’investimento e, addirittura, trasmettevano dati non veritieri. ADICONSUM sta assistendo giornalmente clienti che si rivolgono per avere un supporto sulle procedure da seguire per essere risarciti.

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Adiconsum lancia un sondaggio online rivolto ai ragazzi dai 14 ai 19 anni sulle abitudini alimentari, per incentivare un rapporto più consapevole e responsabile con il cibo. Il sondaggio è stato realizzato dai ragazzi che stanno prestando il Servizio Civile presso Adiconsum nazionale nell’ambito del progetto “Per un consumerismo giovane”.

Il progetto prevede, oltre al sondaggio online, un’accattivante campagna di comunicazione sul mangiare sano mirata ai giovanissimi: infografiche, pillole di corretta alimentazione, interviste ad esperti, curiosità, falsi miti e molto altro.


I risultati del questionario ed i materiali della campagna educativa saranno reperibili sul sito web di Adiconsum.

Clicca qui per partecipare al SONDAGGIO
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Si fa sempre più serrata la campagna delle aziende che operano nel mercato libero dell’energia per accaparrarsi quei tanti consumatori che sono rimasti nel mercato tutelato e che pagano tariffe stabilite trimestralmente dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Campagna terrorizzanti verso i consumatori

A Bergamo gli utenti serviti dal mercato tutelato sono poco meno di 300 mila, per lo più famiglie anziane, di pensionati e monoreddito, non certo tra le più “attive” nella ricerca internet su prezzi e condizioni migliori(60% ). Negli ultimi tempi è invece partita una vera e propria battaglia comunicativa che punta quasi a terrorizzare il consumatore sulla necessità di fare presto a decidere, a cambiare, a scegliere.Vogliamo invece ricordare agli utenti del mercato tutelatodice Mina Busi, presidentessa ADICONSUM provinciale - che hanno ancora tempo per scegliere quale sarà il loro operatore di energia del mercato libero. A dispetto, infatti, degli spot pubblicitari che danno per imminente la fine del mercato tutelato, sottolineiamo che questo avverrà, solo dall’1 luglio 2019”.

Prima di cambiare rivolgersi ad Adiconsum

Il passaggio al mercato libero è caratterizzato con telefonate insistenti e spot televisivi e radiofonici che lasciano frastornati gli utenti che sempre più numerosi ricorrono ad Adiconsum per chiedere spiegazioni. “Occorre valutare bene la scelta da fare e confrontare le varie proposte - continua Busi -. Ma oggi siamo in un far west pieno di raggiri e poca chiarezza che disorientano il consumatore che non è messo in condizione di fare delle scelte consapevoli in linea con il proprio utilizzo e i propri bisogni, con offerte variegate impossibili da confrontare". A fianco di una maggior chiarezza è opportuno, a tutela dell’ambiente e del portafoglio, fare informazione sui possibili risparmi che si possono mettere in campo nella vita quotidiana per evitare sprechi e bollette troppo onerose. Il passaggio al mercato libero è visto con molta diffidenza e fino ad ora i risparmi promessi di solito sono limitati nel tempo e vanno considerati solo sul costo della materia prima. "Per questo – conclude Busi - prima di sottoscrivere un contratto, magari dando anche il consenso telefonico, è opportuno rivolgersi all’Associazione dei Consumatori per capire e confrontare le condizioni proposte”. 

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Il 2017 per ADICONSUM Bergamo è stato ancora un anno vissuto sulle barricate passato districandosi tra bollette ingiustamente esose, diamanti venduti in banca, case pignorate e ticket indebitamente richiesti. Oltre 12.000 cittadini hanno chiesto un intervento all’associazione consumatori di via Carnovali, per chiedere informazioni o per essere assistiti in pratiche di vario genere, un numero in aumento in ogni zona del territorio dove ADICONSUM ha uno sportello.

2500 le pratiche tuttora in corso

L’attività dell’anno scorso è stata illustrata dalla presidentessa Mina Busi nel Consiglio di inizio anno: 2500 le pratiche tuttora in corso; 6700 i contatti telefonici; 143 le conciliazioni effettuate, mentre oltre 3500 sono state le consulenze in ufficio per le quali non sono state attivate pratiche. I servizi di rete sono l’ambito in cui l’associazione è stata chiamata ad assistere maggiormente i consumatori (60%), come il settore telefonico e delle pay-tv(60%), quello finanziario ( per circa 400 interventi) ed energetico(20% delle pratiche attivate). Poi le vendite porta a porta, le iscrizioni a palestre e a scuole, la vendita di auto usate, truffe informatiche, sanzioni varie, etc. Aumentano anche le problematiche relative ai servizi di tempo libero: “Basti pensare – ricorda Busi - a quello che sta succedendo nel settore dei voli low cost, con l’annullamento in massa di voli da parte di RYNAIR (oltre 50 interventi per recuperi pecuniari). Ma nuove richieste riguardano altre compagnie , per non parlare dei problemi legati ai disservizi di TRENORD”.

La questione dei diamanti

Il settore finanziario – continua – è uno dei campi più problematici e di maggior intervento, anche per una serie di argomenti importanti, da ultimo la Legler in concordato e la questione dei diamanti da investimento: una storia, questa, di ingiustizia legata al sistema bancario che riguarda il recente scandalo dei diamanti venduti in banca. Quattro banche, per il tramite di due società specializzate, hanno promosso con il loro canale commerciale la vendita ai clienti di diamanti il cui valore reale è risultato la metà di quello d’acquisto, senza contare l’impossibilità di realizzo dei propri investimenti”. La vicenda ha interessato alcune decine di clienti anche in provincia di Bergamo, per un “investimento” superiore ai 300.000 €, anche se un computo preciso è difficile da fare, perché l’affare va avanti da una decina d’anni, ma solo ora la catena si è spezzata, svelando il gioco per quello che è: quotazioni “truccate” e capitale non sempre all’altezza delle aspettative. Si auspica al riguardo che gli Istituti di Credito aprano quanto prima un tavolo di confronto con le Associazioni per trovare una soluzione condivisa a quello che non può concludersi come l’ennesimo caso di risparmio tradito.

Le sanzioni comminate dall’Ats

I ticket per le innumerevoli sanzioni comminate dall’ATS, hanno coinvolto inizialmente gli over 65,mentre in questi mesi siamo alle prese con disoccupati: qui, le sanzioni colpiscono persone in grave difficoltà economica, perché prive di reddito”. In crescita il numero degli alloggi che, per le difficoltà delle famiglie, finiscono all’asta, “che producono affari per pochi, ma costituiscono un segno di grande sofferenza per tutti gli altri”. Sul fronte energia, “crescono i contratti non richiesti stipulati da commerciali sempre più aggressivi e i contenziosi per fatturazioni abnormi e ricalcoli per i quali è praticamente impossibile verificare la veridicità del dovuto”. Il 2017 è stato anche l’anno delle bollette telefoniche ogni 28 giorni,questione per la quale ADICONSUM ha assistito numerosi consumatori e continuerà a vigilare affinché vengano garantiti i rimborsi”.


Scarica la relazione di Mina Busi 
Il video

 

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ADICONSUM, insieme a altre associazioni di consumatori, ha avviato la procedura di reclamo nei confronti di Trenord e Regione Lombardia per chiedere il rimborso e il pagamento dei danni per la mancata assistenza ai passeggeri del treno 2633 del 7 febbraio scorso.

La tutela dei diritti

I continui disagi dei pendolari, i ripetuti ritardi sistematici dei treni e gli incidenti che si susseguono hanno infatti fatto traboccare la pazienza dei viaggiatori pendolari bergamaschi di Trenord, che hanno deciso di rivolgersi alle associazioni dei consumatori per vedere tutelati i propri diritti. ADICONSUM Bergamo, negli ultimi giorni, ha già raccolto richieste di intervento nei confronti di Regione e della società di trasporto lombarda.L’increscioso e assurdo comportamento - racconta Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - è stato quello del 7 febbraio, quando il treno n. 2633 partito in ritardo da Milano Centrale alle 19.25 e diretto a Bergamo si è bloccato pochi metri dopo la sua partenza dalla stazione. Per 3 ore i viaggiatori, tra cui persone anziane e bambini, sono rimasti chiusi all’interno dei vagoni senza ricevere adeguata assistenza dal personale di Trenord a bordo del treno”. “Stremati e spaventati, anche a fronte del comprensibile stato di agitazione dovuto al recente deragliamento di Pioltello, - continua Busi - le persone non hanno ricevuto nemmeno assistenza all’arrivo alla successiva stazione di Milano Lambrate alle 22,20!. Disagi e inevitabile stress fisico e psicologico”.

Violazione del contratto di servizio

Il fatto accaduto è grave, soprattutto alla luce della violazione del contratto di servizio che TRENORD ha firmato con Regione Lombardia e che la impegna a fornire assistenza ai viaggiatori. ADICONSUM con le associazioni di consumatori CODICI Lombardia, ASSOUTENTI Lombardia e Casa del Consumatore, e insieme al Comitato Pendolari Bergamaschi, fornirà assistenza a quanti si trovavano su quel treno, che possono contattare l’associazione inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , o telefonando al numero 035 324583. “Stiamo inoltre formalizzando, visto il perdurare dei disservizi e disagi che giornalmente ci segnalano i passeggeri, - conclude Busi - un reclamo oltre che al gestore anche a Regione Lombardia – Assessorato ai Trasporti, augurandoci che fra le tante promesse elettorali trovino la giusta risposta ai tanti disagi che i pendolari di Bergamo subiscono da decenni, e che il problema venga seriamente affrontato. Non è ammissibile che si pensi solo all’alta velocità e si trascurino le esigenze dei lavoratori pendolari regionali”.

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Per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018. Resta comunque vietato il loro trasferimento. Spariranno i cosiddetti libretti al portatore, quei libretti che basta presentare al banco per poter depositare e ritirare denaro. Chi ne possiede uno deve chiuderlo prima della data di scadenza oppure trasformarlo in un libretto nominativo. E’ questo spesso il caso di molti genitori o nonni che hanno depositato su un libretto delle somme per i propri figli o nipoti e che vengono lasciati “dormienti” in qualche angolo nascosto della casa e si viene a conoscenza in seguito alla morte del congiunto.

VIETATI CONTI E LIBRETTI ANONIMI

E’ vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero. I libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone.

LIMITE CONTANTE A 3000 euro

E’ vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro.

CLAUSOLA “non trasferibile”

Gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare (oltre a data e luogo di emissione, importo e firma) l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Se si utilizza un modulo di assegno ritirato in banca da molto tempo verificare se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno va apposta per importi pari o superiori a 1.000 euro, pena sanzioni salate. Alla luce delle disposizioni di legge le banche consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di “non trasferibilità”.

RICHIESTA ASSEGNI IN FORMA LIBERA

E’ possibile per coloro che desiderano ancora utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca. Per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato.

SANZIONI

In caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro. Per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore entro il termine del 31 dicembre 2018. Per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.

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Mercoledì, 28 Febbraio 2018 08:19

Energia: conguagli entro i due anni

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha finalmente dato attuazione alle norme previste nella Legge di Bilancio: stop dunque ai maxi conguagli nelle bollette dell’energia elettrica. Le fatture ora si prescriveranno in due anni e non più in cinque, e in caso di bollette pazze i pagamenti saranno sospesi.

Contestazioni solo entro i due anni

Sono misure pensate per venire incontro a famiglie e piccole imprese: dovrebbe essere così eliminato il fenomeno degli importi non ordinari e “salatissimi” nelle bollette dei consumatori. “Vuol dire che d’ora in poi (per essere precisi: dalle bollette in scadenza il 1° marzo prossimo per la luce e il 1° gennaio 2019 per il gas e 1° gennaio 2020 per acqua) le contestazioni potranno essere effettuate solo entro due anniavvisa Mina Busi di ADICONSUM Bergamo. Una boccata di ossigeno per le famiglie che, spesso, si trovano a dover far fronte, dopo molto tempo, a una richiesta di integrazione del pagamento mensile dovuto alla mancata lettura dei contatori. Eppure la legge è chiara: la società che emette le bollette mensili sulla base dei consumi stimati deve provvedere almeno una volta all’anno a fare la lettura del contatore. Tant’è che molti giudici hanno dichiarato nulle le maxi bollette per conguagli conteggiate entro termini superiori.

Mai più maxi bollette in ritardo sui consumi

Famiglie e piccole imprese in questo modo saranno maggiormente protette dal rischio di dover pagare le cosiddette “maxi bollette”, cioè importi di entità molto superiore al consueto, derivanti da rilevanti ritardi dei venditori, rettifiche del dato di misura precedentemente fornito dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori, sempre che la mancanza non sia riconducibile alla condotta del cliente. Secondo la nota di ARERA, dunque, il cliente potrà richiedere la prescrizione cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati. Il venditore sarà tenuto a informare il cliente della possibilità di farlo contestualmente all’emissione della fattura con queste caratteristiche e comunque almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento. “Per i fornitori di servizi – conclude Busi - diventa ora imperativo uno scatto di efficienza nella relazione con il cliente. Fino ad ora la regola era che le morosità, vere o presunte, si trascinassero in estenuanti botta e risposta, il cui effetto principale era rinviare di anni la definizione delle controversie. Da adesso in poi i fornitori incapaci di muoversi in tempi brevi perderanno semplicemente il denaro dovuto dai clienti morosi (oltre a dover lasciar in pace quelli che sono a posto con i pagamenti)”.

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Venerdì, 23 Febbraio 2018 08:30

Bollette più care, grazie a chi non paga

Invece di colpire i furbetti delle bollette, vanno a bastonare i soliti noti, cioè i consumatori onesti”. Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo liquida con una battuta l’ipotesi, a oggi sempre più concreta, che ARERA, autorità dell’energia, spalmi su tutti i titolari di un contatore il debito accumulato per i mancati pagamenti da parte dei clienti morosi.

La protesta partita sui social

Si tratta, al momento, di un “buco” di 200 milioni di euro, ma già si dice che un prossima manovra “ripianerà” un conto di circa un miliardo. “Insomma, chi paga regolarmente le bollette dovrà farsi carico anche degli oneri di sistema di chi non paga”. Sulla rete e sui social la protesta è già partita, e anche il centralino bergamasco di ADICONSUM inizia a scottare.L'associazione dei consumatori della Cisl – continua Busi - ha chiesto un urgente un incontro ad ARERA , al fine di valutare l’entità economica e numerica, attuale e futura, e quali correttivi mettere in campo per evitare che a pagare siano sempre i consumatori finali e onesti. Una cosa, infatti, sono i fuel poverty e un’altra sono i furbetti del turismo energetico. Cioè, chi vola da un gestore all’altro, lasciando inevase tasse e consumi”.

Ancora non chiari gli aggravi sulla bolletta

Le cifre non sono ancora chiare c’è chi ipotizza un aggravio di 5 euro a bolletta e chi addirittura 35 euro. L’Autorità dell’energia ha formalizzato che sarà distribuita fra tutti i consumatori (35 milioni) una prima fetta di “oneri generali” elettrici pari a circa 200 milioni arretrati. Diverse aziende elettriche erano entrate in crisi, e qualcuna ha addirittura dovuto chiudere i battenti, quando si è trattato di saldare ai fornitori alcune voci parafiscali della bolletta che erano state fatturate ai consumatori ma non erano state incassate. Il problema dei morosi e delle aziende di vendita in crisi si era presentato già con il canone Rai. Il canone dei consumatori morosi non poteva essere pagato dalle società di vendita che fatturavano le bollette non incassate. È stato necessario intervenire con un atto normativo. Lo stesso si è ripetuto con gli oneri. I fornitori di energia si accollavano gli oneri non riscossi dai clienti finali. Dovevano cioè versarli ai distributori anche se non incassati.

Clienti sempre più tartassati

In sostanza, sulle bollette della corrente già cariche di risarcimenti, di oneri, di voci e di incentivi (che incidono per il 60% sul costo totale) si aggiunge un nuovo capitolo, ovvero saremo noi consumatori a rimborsare alle società elettriche di distribuzione della luce una parte del buco creato negli oneri parafiscali delle aziende in crisi da chi evade la bolletta della corrente. Praticamente una socializzazione di una fetta degli insoluti, mentre si privatizzano i profitti. I clienti sono sempre più tartassati - conclude Busi -: basta ricordare il recente provvedimento che ha di fatto aumentato i costi dei clienti domestici, dallo scorso gennaio, del 5,5% al fine di ridurre i costi sostenuti dalle imprese energivore”.

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