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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 28 Maggio 2018

Presidio all’ospedale di Treviglio contro i tagli

Presidio- assemblea lunedì 28 maggio di fronte all’Ospedale di Treviglio. In agitazione, i lavoratori del servizio mensa (una settantina, per lo più donne, impiegati tra i nosocomi di Romano e di Treviglio) per le quali cambia la ditta di riferimento. Markas ha infatti vinto l’ultimo appalto e ha rilevato da SIARC tutto il personale, chiedendo però a ogni lavoratrice un taglio del 23% dell’orario, e di conseguenza dello stipendio, a prescindere dal contratto.

Stipendi inferiori anche ai 400 euro

All’interno del personale, infatti, ci sono lavoratrici già part-time, anche a 15 ore settimanali: un taglio come quello previsto comporterebbe uno stipendio mensile inferiore ai 400 €. “Il sistema degli appalti è in grave sofferenza - dichiarano Aronne Mangili di FILCAMS CGIL, Claudia Belotti e Alberto Citerio di FISASCAT CISL e le RSU, presenti al presidio -. Quello dell’ASST Bergamo ovest rimane uno dei più importanti in provincia: non possiamo accettare che a capitolato invariato, la ditta vincitrice proponga un taglio indiscriminato del 23% adducendo motivi organizzativi neanche tanto precisati. È ingiustificabile, e tutta la spesa ricade sulle spalle dei lavoratori”.

Una situazione insostenibile

All’assemblea presidio, hanno preso parte tutte i lavoratori, a turno, per non ostacolare il servizio. “È una situazione insostenibile – si legge infatti nel volantino distribuito davanti alla portineria dell’ospedale di Treviglio -: i lavoratori delle mense ospedaliere sono assunti con contratti che in media prevedono 20/24 ore settimanali, uno stipendio di 700/800 € netti. Con il taglio previsto dalla MARKAS (l’azienda che subentra nella gestione dell’appalto), il nostro potere d’acquisto si riduce di almeno 200 euro, i nostri contributi pensionistici varranno sempre meno e dovremo lavorare più settimane per arrivare all’anno contributivo intero”.

Una situazione insostenibile

Con questo accordo, “oggi siamo in grande difficoltà a garantire il mantenimento delle nostre famiglie. E comunque, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire il servizio ai pazienti e ai dipendenti, con qualità e professionalità”. “È chiara l’intenzione di tutte le aziende che concorrono agli appalti – sottolineano i sindacalisti - avere personale sempre meno remunerato, a prescindere o meno dalla loro qualificazione e preparazione. Questo, anche se in appalto, è comunque un servizio pubblico, di grande importanza e delicatezza. Non può essere trattato in questo modo”.