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Unione Sindacale di Bergamo

Venerdì, 25 Maggio 2018

In agitazione la ristorazione degli ospedali di Treviglio e Romano

Scendono in agitazione gli addetti alla ristorazione degli ospedali di Treviglio e Romano. Una settantina di lavoratori, per lo più donne e in regime di part time, a seguito del cambio di appalto operato dalla ASST Bergamo Ovest, si sono visti avanzare la richiesta di riduzione di orario per il 23%, a fronte di un capitolato aumentato, dicono gli operatori di FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL, perché prevede servizi aggiuntivi rispetto a quello precedente.

È una situazione insostenibile

Così si legge nel volantino che invita all’assemblea presidio di lunedì 28, davanti alla portineria dell’ospedale di Treviglio. "I lavoratori delle mense ospedaliere sono assunti con contratti che in media prevedono 20/24 ore settimanali, uno stipendio di 700/800 € netti. Con il taglio previsto dalla MARKAS (l’azienda che subentra nella gestione dell’appalto), il nostro potere d’acquisto si riduce di almeno 200 euro, i nostri contributi pensionistici varranno sempre meno e dovremo lavorare più settimane per arrivare all’anno contributivo intero”. Con questo accordo, “oggi siamo in grande difficoltà a garantire il mantenimento delle nostre famiglie. E comunque, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire il servizio ai pazienti e ai dipendenti, con qualità e professionalità”.

Chiediamo l’applicazione dell’art. 335

È un principio inaccettabiledichiarano Aronne Mangili di FILCAMS e Claudia Belotti di FISASCAT -. Nonostante aumentino capitolato e servizi, compreso anche l’apertura serale della mensa per i dipendenti degli ospedali, si produce un danno ai lavoratori. Chiediamo l’applicazione dell’art. 335, e seguenti, del CCNL, che prescrive il mantenimento del monte ore in assenza di una diminuzione del capitolato”. I rappresentanti sindacali incontreranno nuovamente MARKAS mercoledì prossimo, nella sede della DTL a Bergamo,dove speriamo di trovare disponibilità a rivedere questa proposta”, concludono i sindacalisti.