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Unione Sindacale di Bergamo

Lunedì, 22 Gennaio 2018

Mobilitazione per il contratto delle imprese di pulizie

Ancora la questione del massimo ribasso al centro di una vertenza delle Cooperative di servizi, per le quali le categorie di CGIL CISL UIL stanno trattando il rinnovo del CCNL, scaduto nel 2013. Il fronte sindacale è compatto nella contrattazione che coinvolge i 600mila addetti (oltre 20.000 solo a Bergamo) del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, prevalentemente in regime di appalto.

Al via la campagna informativa

L'attivo unitario nazionale dei delegati FILCAMS CGIL FISASCAT CISL e UILTUCS UIL ha dato mandato di avviare una campagna informativa attraverso la convocazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro per denunciare lo stallo in cui versa la vertenza e alle segreterie nazionali di predisporre l'indizione di tutte le iniziative sindacali utili a sbloccare la trattativa fino alla proclamazione dello sciopero nazionale. Il settore dei “servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi vive una fase di sviluppo costante, con un fatturato pari a circa 135 miliardi di euro annui secondo i più recenti dati di una associazione imprenditoriale del comparto.

Riqualificazione professionale del comparto

È necessario imprimere una svolta al negoziato, in stallo da diversi mesi, volto al rinnovo di un contratto collettivo nazionale e alla riqualificazione professionale dell’intero comparto. “È diritto inalienabile dei lavoratoriprecisa Alberto Citerio, segretario generale del sindacato Fisascat Cisl Bergamo - il rinnovo di un contratto collettivo nazionale che affronti i temi già ampiamente discussi ed approfonditi nel corso delle trattative, rispetto ai quali le organizzazioni sindacali hanno elaborato delle articolate proposte sul cambio di appalto, sull’affidamento di servizio oltre che sui contenuti della contrattazione di secondo livello e sull'importante tema della salute e sicurezza".

Inacettabili gli aumenti da fame

Ma soprattutto incide il problema degli appalti, del cambio appalti e del sistema del massimo ribasso, tuttora in voga tra gli addetti ai lavori. I dipendenti delle cooperative e delle imprese sono addetti che spesso lavorano in appalto, con il futuro appeso ad ogni cambio-appalto, quando ognuno rischia il licenziamento, il demansionamento o l’adeguamento, sempre al ribasso, dello stipendio; lavoratori che chiedono un aumento economico dignitoso, senza retrocessioni sui diritti e tutele e il potenziamento del welfare. Condizioni inaccettabili per i rappresentanti dei lavoratori. “Chi lavora in questi comparti ha infatti le retribuzioni più basse – conclude Citerio - .Siamo al paradosso che adesso viene chiesto a questi addetti di finanziarsi il rinnovo del contratto. Le controparti datoriali propongono aumenti da fame e chiedono arretramenti sulla malattia e vorrebbero non rispettare la clausola sociale nei cambi appalto che garantisce, spesso con fatica, la continuità occupazionale per questi lavoratori”.