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Unione Sindacale di Bergamo

Martedì, 28 Novembre 2017

L’urlo dei lavoratori contro Oriocenter

Con il megafono Alberto Citerio (Segretario Generale Fisascat Cisl Bergamo) Con il megafono Alberto Citerio (Segretario Generale Fisascat Cisl Bergamo)

“Neanche l’Atalanta gioca a Natale….perché io dovrei lavorare”. Questa domanda, stampata su uno striscione che fronteggiava il “palazzo nemico”, e rivolta a uno dei personaggi più “coinvolti”, il presidente nerazzurro Percassi, ha accompagnato tutta la giornata davanti a Oriocenter.

No alle aperture di Natale e Capodanno

Più di 1000 lavoratori hanno partecipato, “a turno”, al colorato presidio del 27 novembre davanti al Centro Commerciale di Bergamo, organizzato da FILCAMS CGIL, FISACAT CISL, UILTUCS UIL per protestare contro la decisione del mall orobico di effettuare aperture anche durante le festività natalizie e di capodanno. Oltre ai dipendenti dei 280 negozi di Oriocenter, all’iniziativa hanno portato solidarietà decine di lavoratori degli altri grandi centri della provincia (Due Torri, Curno, Seriate), rappresentanti della grande distribuzione (Esselunga, Carrefour, Auchan) e alcuni rappresentanti di forze politiche, dal PD a Sinistra Italiana, da Rifondazione a Articolo 1.

”Il Natale è per tutti”

Il presidio ha avuto anche un risvolto a sorpresa, con “l’irruzione” dei lavoratori con bandiere, striscioni e magliette dedicate all’occasione nelle gallerie di Oriocenter, portando colore e trambusto ma soprattutto informazione ai clienti presenti, “perché è Natale per tutti, e tutti dovrebbero dedicarsi agli affetti e al riposo, e nessuno deve essere obbligato a lavorare durante festività di questa importanza”, hanno detto i segretari generale di FILCAM FISASCAT e UILTUCS provinciale (Mario Colleoni, Alberto Citerio e Maurizio Regazzoni).

Una follia che pesa sui lavoratori

C’è tanta rabbia, tanta delusione per questa decisione – proseguono i sindacalisti - Orio fa sempre da apripista e con questa intenzione pone la questione del lavoro festivo già dall’anno prossimo. Vogliamo fermare questa follia che pesa su lavoratori e negozianti, e alla lunga peserà anche sui clienti, in termini di aumento dei prezzi. Un equilibrio migliore è possibile: non ci fermiamo qui metteremo in campo ulteriori azioni, convinti che rivedere questa decisione è senz’altro possibile”. Intanto, prosegue all’interno del Centro Commerciale la raccolta firme, che ha superato la quota di mille lavoratori aderenti alla petizione.