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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 01 Marzo 2017

Citerio riconfermato alla Fisascat Cisl Bergamo

Alberto Citerio Alberto Citerio

Il Congresso della Fisascat Cisl Bergamo tenuto alle Acciaierie di Cortenuova si è chiuso con la conferma di Alberto Citerio a Segretario generale. Conferma anche per la segreteria,composta da Terry Vavassori e da Diego Lorenzi.

Una crescita costante negli ultimi anni

La categoria ha chiuso il 2016 con 9512 iscritti, in crescita di quasi 600 iscritti rispetto al 2015 confermandosi ormai stabilmente al secondo posto tra le categorie dei lavoratori attivi a Bergamo. “La FISASCAT – ha detto Citerio - è cresciuta costantemente negli ultimi anni, pur in un contesto sempre più difficile caratterizzato dalla crisi delle organizzazioni di rappresentanza, e nonostante, nel nostro territorio, il saldo degli occupati nei settori del terziario e dei servizi abbia registrato un risicato +0,1% nel 2016”.

Il settore Socio-Assistenziale

E' stato il tema forte del Congresso. Si tratta di un settore che in Bergamasca occupa più di 6000 lavoratori caratterizzato da una crescita sia dal punto di vista del numero degli occupati che del fatturato medio, ma sono in calo le ore di lavoro a fronte di una sempre più alta frammentazione di “attori” del settore. “In questo ambito - ha detto Citerio - la storica frammentazione tra contratti collettivi determina un'ingiustificata differenza tra le condizioni contrattuali in settori del tutto simili tra loro”. I servizi alla persona offerti dai comuni e generalmente gestiti dalle Cooperative Sociali, infatti, sono sempre più ridotti nella qualità offerta al singolo cittadino, per accontentare un numero sempre crescente di utenti, rendendo necessario un impiego maggiore di addetti con contratti a part-time sempre più ridotti. Questo fenomeno crea redditi molto bassi e grande flessibilità, rendendo improbabile che il singolo lavoratore possa avere più contratti di lavoro al fine di ottenere un monte ore settimanale prossimo al full-time; inoltre crea delle difficoltà nella gestione delle risorse umane e aumenta i costi che non vengono coperti dalle tariffe determinate dagli appalti che non tengono conto degli spostamenti sul territorio spesso vasto.

Frammentarietà sul welfare contrattuale

Sul fronte della contrattazione, ha insistito Citerio, il punto debole di questi contratti riguarda il welfare contrattuale. “Questa situazione di frammentarietà ed incompletezza sull'importante capitolo del welfare contrattuale va sanato al più presto e vanno trovate sui tavoli negoziali le soluzioni più efficaci ed armoniche tra loro”. Come tutela contrattuale di enorme importanza per le Lavoratrici ed i Lavoratori del settore, “negoziamo da tempo il Contratto Integrativo Territoriale delle Cooperative Sociali: la contrattazione integrativa più importante del nostro territorio che genera da anni importanti tutele sul piano economico e normativo, migliorando di molto alcuni aspetti strategici, come i cambi d'appalto, del Contratto nazionale di lavoro”.

Un sistema di appalti più organizzato

Servirebbe inoltre, è stato detto, un sistema di appalti più organizzato, che sia sviluppato su ambiti territoriali al fine di ottimizzare le risorse e con durata di 3/4 anni al fine di permettere veri investimenti da parte dei gestori, spesso invece vengono fatti appalti di un solo anno con proroghe di 6 mesi che non permettono sviluppi e progetti avanzati.Va ripresa con forza l'iniziativa, di concerto con la Confederazione, sul tema degli appalti pubblici, rilanciando, con il coinvolgimento della Prefettura e delle istituzioni del nostro territorio, il protocollo territoriale degli appalti che indirizzi le amministrazioni pubbliche nella stesura e nell'aggiudicazione degli appalti. Sfugge completamente il fatto che esiste un rapporto diretto tra la qualità del lavoro di chi opera negli appalti e la qualità del servizio offerto”.

La voucherizzazione dei servizi

E' un tema che incombe in parecchi territori (e cioè finanziamenti pubblici destinati, in forma di voucher, alle famiglie per fruire di servizi socio assistenziali) crea una scelta ingannevole dei servizi, spesso non basata sulla qualità offerta ma sulla mera quantità delle prestazioni. “Quello che ci rammaricaha detto Alessandro Locatelli nel suo intervento - è che questi problemi non sono sentiti da diversi comuni, che continuano imperterriti in questa scelta sventolando la bandiera della democrazia e della libertà di scelta, calpestando anni di professione e di impegno degli addetti del settore, creando maggiore precarietà in un settore già molto fragile”.