Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri, per inviare messaggi pubblicitari mirati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o alcuni cookie clicca qui.
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie.

Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 21 Settembre 2016 08:36

Uno studio Cisl Bergamo sulla condizione famigliare

Oltre 2500 neonati in meno in cinque anni, 10 mila ultrasessantacinquenni in più. Un’età media che in due lustri si è alzata di più di tre anni. Una vera e propria esplosione delle famiglie monogenitoriali e la crescita costante dei nuclei con un solo figlio. È l’istantanea che la ricerca del Dipartimento Welfare della CISL di Bergamo ha scattato sulla condizione famigliare della nostra provincia con dati ISTAT e locali, e che apre la strada a riflessioni e proposte che il sindacato di via Carnovali ritiene non più rimandabili.

Sbagliata la strategia dei bonus

Negli ultimi anni – dice Francesco Corna, della segreteria provinciale - la Regione Lombardia ha introdotto alcune misure positive nei confronti delle famiglie (il bonus bebè, nidi gratis, il reddito di autonomia) che appaiono il più delle volte degli spot. La situazione delle famiglie, a Bergamo in particolare, che negli anni ha perso molte posizioni su quantità e qualità della composizione familiare, richiede invece una serie di misure strutturate e continue. La “strategia” dei bonus è sbagliata: servono azioni di contrasto alla povertà decentrate sul territorio, gestite direttamente dai comuni, che rappresentano lo spazio privilegiato dove concorrere a costruire politiche inclusive per persone e famiglie in difficoltà economica e sociale, secondo una logica di cooperazione”.

Creare servizi per nuove esigenze

La famiglia è cambiata, sono cambiati i suoi bisogni. È necessario che chi è deputato a amministrare il territorio ne conosca e capisca le nuove necessità – sostiene Gabriella Tancredi, segretaria territoriale della CISL Bergamo, - intervenendo per creare servizi e opportunità più utili alle nuove esigenze. Per questo diventa importante che istituzioni e forze sociali diano vita a un tavolo territoriale per la famiglia, nel quale si investano idee e risorse per dar vita a reti e progetti capaci di soddisfare i “nuovi bergamaschi”.

Natalità crollata in Bergamasca

Qualche numero per dare la consistenza ai fenomeni che in dieci anni hanno ridisegnato la geografica sociale della nostra provincia. L’analisi compiuta dalla CISL sottolinea come la natalità sia crollata dagli 11956 bebè del 2010 ai 9419 registrati nello scorso anno solare. Di contro, l’incidenza “straniera” nei nuovi nati è cresciuta dal 9,47 del 2003 al 23.05 di oggi. In questo stesso lasso di tempo, l’incidenza di dipendenza strutturale (il rapporto tra la popolazione attiva - 15/64 anni – e la non attiva) è passato dal 44.2 del 2002 al 54 del 2016; il rapporto tra la popolazione anziana e quella attiva dal 23% al 30.7; l’indice di vecchiaia dal 108 al 132 (ci sono 3 anziani per ogni bambino) e l’età media della provincia è cresciuta dal 40.7 al 43.3. Il numero medio di componenti delle famiglie è di 2,40. Nel 1971 era di 3,41. Le famiglie composte da una sola persona sono quasi il 30% del totale (5,30% in più in 10 anni). I nuclei monogenitoriali “gestiti” dal padre sono il 2,40% del totale. Quelli con la sola madre l’11,34%.

Ripartire in maniera equa il lavoro di cura

È scontato che una nuova politica familiare debba tener conto di tempi e modi cambiati per il lavoro, per la cura, per il commercio, per la scuola, per tutta la rete dei servizi alla persona – insiste Tancredi. - Una struttura rimasta praticamente inalterata da qualche decennio non può facilitare l’esistenza e la crescita di una popolazione che possa poi competere anche economicamente con altre realtà che questi dati hanno saputo elaborarli prima. L’unione Europea ha licenziato nei giorni scorsi una risoluzione per introdurre nel mercato del lavoro maggiori opportunità di conciliazione vita – lavoro. È la risposta europea alla sfida demografica, che il Tavolo della Famiglia di Bergamo dovrebbe fare propria prendere di mira innanzitutto gli stereotipi di genere e creare le condizioni perché il lavoro di cura sia ripartito in maniera equa tra uomini e donne”.

Il ruolo contrattuale del sindacato

L’avvicinarsi di scadenze “naturali” come la ridefinizione dei piani di zona e la ricomposizione del Consiglio di rappresentanza, secondo Corna, “impongono che si faccia una riflessione seria a livello territoriale su come gestire e impostare le politiche e i confini degli ambiti. Al sindacato compete di riprendere il ruolo contrattuale, e sottolineare le relazioni tra conciliazione e servizi assistenziali”.


Le statistiche elaborate dal Dipartimento Welfare

 

Pubblicato in Comunicati Stampa
Mercoledì, 17 Agosto 2016 00:00

In Bergamasca il welfare è di casa

Siamo alle solite. I trasferimenti dallo Stato diminuiscono notevolmente e i comuni sono costretti a ritoccare le imposte locali. È accaduto anche con il consuntivo 2014, ma l’aspetto positivo della vicenda è che a Bergamo e provincia la spesa sociale, cioè quanto gli enti locali destinano a welfare e assistenza, non ha avuto il tracollo temuto, anzi. Rispetto alla spesa complessiva, i fondi per il sociale hanno mantenuto un livello costante.

Lo studio della Cisl Bergamo

È quanto emerge dallo studio del Dipartimento Welfare del sindacato Cisl Bergamo sui dati del Ministero degli Interni, distribuiti in questi giorni (anche se solo in riferimento al 2014). In tutta la provincia i trasferimenti sono diminuiti del 33%, mentre le tasse e le imposte locali sono aumentate del 19%. La spesa complessiva di comuni e enti sovraccomunali è scesa del 2,82% e quella per i servizi sociali dell’1,99%, ma la “propensione sociale” in terra orobica (è cioè il rapporto tra spesa generale e welfare) è aumentata dello 0,2%, a testimonianza di sforzi e impostazione “politiche” ben radicate sul territorio.

Le differenze sul territorio

Scendendo nel dettaglio, si scopre che la “mazzata” peggiore nei trasferimenti l’ha subita l’ambito di Romano, con una differenza del 44% in meno rispetto al 2013. Più fortunati gli abitanti dell’Alto Sebino, che si sono visti decurtare “solo” il 21% delle entrate “centrali”. Sempre nella zona di Lovere, il minor incremento della tassazione locale (7,52), mentre l’Isola bergamasca ha pagato il 25,23% di imposte in più. Per quanto riguarda l’aspetto della spesa sociale, la differenza maggiore nel 2014 si è registrata nell’ambito di Grumello (-9,98%, con naturali e ovvie differenze tra i paesi che vanno dal -20 al +40%), mentre nell’Isola (a giustificazione della tassazione?) la spesa è stata addirittura incrementata di oltre il 2%. In sostanza, nel corso del 2014, per ogni cittadino bergamasco sono stati spesi, in media, 99,7 euro nel campo sociale, contro i 103.5 euro dell’anno precedente.

Una tendenza destinata a consolidarsi

A Bergamo città, sono stati 155,9 contro i 156,6, nella zona tra Brembo e Adda più di 130 euro contro i 127 del 2013. “Quella della “limatura” delle spese per il sociale, è una tendenza destinata a consolidarsisottolinea Francesco Corna, segretario CISL Bergamo -, dal momento che le previsioni per il prossimo anno non promettono inversioni di tendenza. Dalla Regione, tramite il riparto del Fondo Sociale arriveranno 5 milioni e 681 mila euro, contro gli oltre 6 milioni del 2015 e i quasi 7 milioni e mezzo del 2014”. “Va dato atto ai comuni bergamaschi – continua Corna - di aver mantenuto un livello qualitativo e quantitativo della spesa sociale, nonostante evidenti difficoltà di bilancio. Questo significa anche che l’ente locale riconosce nel welfare, e nel livello di qualità dei servizi assistenziali, importanti strumenti di coesione del territorio”.


Scarica la tabella dei dati

 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Sono solo una cinquantina i comuni bergamaschi che hanno intanto aderito alla misura “Nidi Gratis” della Regione Lombardia. C’è ancora tempo fino alla fine di giugno, una decina di giorni. Invero, questo 20% del numero delle municipalità ospita il 40 % della popolazione, comprendendo il capoluogo e i centri maggiori della provincia.

Comunque, restando così le cose, più della metà dei bergamaschi non potrà usufruire dell’azzeramento della retta di nidi e micronidi (pubblici o privati convenzionati) nell’ambito degli interventi introdotti a sostegno della famiglia e della cura dei bambini nei primi anni di vita per favorire una miglior conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei genitori.

È questa la situazione a due mesi dalla entrata in vigore della delibera regionale emanata tra le misure del “Reddito di Autonomia 2016”, anche a seguito di un serrato confronto sindacale, che permetteva alle famiglie con figli tra i 3 e i 36 mesi, composta da genitori occupati o che fruiscono di politiche attive del lavoro, con un ISEE uguale o inferiore a 20.000 €, di richiedere la frequenza gratuita dell’asilo comunale.

Ebbenesottolinea Francesco Corna, segretario provinciale del sindacato CISL Bergamoquesta possibilità per tanti cittadini viene messa in discussione dalla mancata adesione di molti comuni all’iniziativa. Inoltre, la misura così come è non convince. La “strategia” dei bonus è sbagliata, servono azioni di contrasto alla povertà decentrate sul territorio, gestite direttamente dai comuni".

"I territori rappresentano infatti lo spazio privilegiato entro il quale i diversi soggetti istituzionali (del privato sociale e del mondo associativo) possono concorrere a costruire politiche inclusive per persone e famiglie in difficoltà economica e sociale, secondo una logica di cooperazione. Non si capisce poi come mai così tanti comuni abbiano evitato di intraprendere le azioni utili a sottoscrivere la convenzione”.

Inconcepibile, tra l’altro, in una provincia non certo povera di strutture per l’infanzia: da una recente analisi condotta dalla CISL sull’offerta per i più piccoli e le loro famiglie, risulta infatti che sono 266 i centri (pubblici o privati) a loro disposizione, tra Nidi comunali o convenzionati, Centri prima infanzia, Micronido e Nidi famiglia, con quasi 6000 utenze registrate nel 2015.

Infine, rispetto al bonus, la CISL esprime perplessità “per l’accesso – continua Corna - riservato esclusivamente alle famiglie con residenza continuativa di un genitore (da almeno 5 anni) in Lombardia. Questa misura, per il fatto di prevedere un limite ISEE di 20.000€ , dovrebbe dare opportunità uguali a tutti i cittadini - conclude il sindacalista bergamasco. - La CISL Bergamo mette a disposizione le strutture del proprio CAF per l’elaborazione del documento ISEE, ricordando comunque che spetta solo ai comuni la compilazione della domanda”.

Pubblicato in Comunicati Stampa

Pubblicata la Circolare Agenzia delle Entrate n. 28/E del 15 giugno 2016 che fornisce chiarimenti relativamente alla disciplina dei premi di risultato e welfare aziendale di cui all’articolo 1 commi 182-190 legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016).

In particolare, la Circolare, redatta dall’Agenzia d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, illustra l’agevolazione introdotta per i premi di produttività, facendo riferimento anche ai precedenti di prassi che risultino ancora attuali, date le analogie tra la agevolazione in commento e quelle preesistenti, prorogate fino al 2014.

Sono inoltre esaminate le nuove disposizioni in materia di benefit, anche al fine di delineare il quadro delle erogazioni detassate che possono essere corrisposte in sostituzione delle retribuzioni premiali ed è chiarito l’ambito entro il quale è consentita la sostituzione tra le due componenti.


La circolare

Pubblicato in Welfare

Contrattazione e welfare: un binomio possibile. È la tesi che il sindacato Cisl Bergamo offre alla Fiera della Contrattazione (edizione 2016), l’iniziativa promossa dalla CISL Lombardia nella sua tappa in terra orobica, programmata per venerdì 10 giugno, dalle 9 alle 13, nel salone Riformisti della sede di via Carnovali 88.

L’estensione del welfare nella contrattazione di secondo livellosostiene Giacomo Meloni, segretario provinciale CISL - necessita anche al nostro interno di una forte e decisa promozione culturale e formativa, perché a fianco di accordi innovativi e positivi, abbiamo anche occasioni non messe adeguatamente a frutto. Penso in particolare all’accordo con Confindustria firmato il 5 Aprile scorso, sulla proroga della sperimentazione per il 2016 dell’accordo di welfare territoriale, che è esigibile presso le imprese associate a patto che lo promuoviamo tramite la Federazione di categoria o le RSU".

Un lavoro di promozione anche tra gli addetti ai lavori, quindi, tra le intenzioni di questa edizione della “Fiera”, che metterà attorno a una tavola rotonda Gigi Petteni, della Segreteria CISL Nazionale, Luciano Pero, del Politecnico di Milano, Emmanuele Massagli per l’Adapt, Luciano Consolati dell’Università "Marconi" di Roma, Roberto Perhat di Confartigianato Bergamo e Stefano Malandrini per Confindustria Bergamo: con ognuno si indagheranno le volontà di presentare e strutturare nuovi progetti e strategie affinché il welfare entri di diritto nella contrattazione territoriale e, anzi, ne rappresenti una parte sostanziale.

D’altronde, la CISL  Bergamo e le sue categorie hanno sempre affidato al welfare un’importanza fondamentale. Infatti, gli accordi di secondo livello a Bergamo nel 2015 sono in totale 126, con un forte incremento rispetto ai 68 del 2014 e ai 62 del 2013. Di questi, 60 riguardano l’industria, 35 il Pubblico impiego, 16 il commercio e sevizi, 15 le costruzioni. Tra le categorie CISL, la FEMCA è risultata la più attiva con il 40% degli accordi, la FIM il 22%, FISASCAT e FILCA il 16,66%, FAI, FISTEL e FIT 5%.

Negli accordi del pubblico impiego gli istituti contrattuali più ricorrenti, sono l’orario di lavoro e la banca delle ore, l’indennità di funzione e la formazione. Più articolati i contenuti degli accordi di secondo livello per industria, costruzioni e servizi; il salario è contenuto in 70 accordi ( erano 49 nel 2014) dei 90 pervenuti, (il 77% ) 11 trattano di Welfare, ( 15,71%) 9 Sicurezza, 7 relazioni industriali e orario di lavoro, 5 la formazione, 3 la Previdenza complementare 2 la stabilizzazione del contratto di lavoro.

Quest’anno, la Fiera orobica presenterà e indagherà gli accordi raggiunti a livello regionale per l’applicazione del WILA, (welfare di sostegno sia sanitario che sociale per i dipendenti delle imprese artigiane) che si integra con le provvidenze del fondo SANARTI, e prevede la copertura dei ticket e degli interventi chirurgici, il rimborso per l’ospedalizzazione domiciliare per i genitori dei dipendenti; e a livello locale i contratti alla ARDITI (con l’ anticipo aziendale di 12 mesi del versamento per la Previdenza complementare e il contributo all’istruzione per i figli dei dipendenti); all’ATB (un fondo aziendale sanitario integrativo compartecipato azienda-lavoratori e il sostegno al diritto allo studio) e alla TAV di Caravaggio , nel quale è previsto il rimborso delle rette dell’asilo nido per i figli dei dipendenti, il rimborso dei libri di testo, l’incremento del contributo aziendale al fondo COMETA (previdenza integrativa) e Mètasalute (fondo sanitario).

Sono tre esempi di contrattazione aziendale, non i soli a Bergamo e provincia, che dimostrano in modo tangibile che, Contrattazione e welfare sono un binomio possibile. Ricordo fra gli altri gli accordi di welfare e conciliazione alla Alfa Laval, Lucchini rs, alla Brembo, Robur, e alla San Pellegrino”.

E’ sempre tempo di nuove sfide per chi fa della contrattazione il suo mestiere.Come ci ha indicato Giorgio Caprioli, la sfida è quella di rinnovare il modello contrattuale, rinnovarne i contenuti, ridare forza alla contrattazione decentrata, dare più spazio al welfare contrattuale, come capacità di dare risposte più dirette ai lavoratori. Noi dobbiamo impegnarci per migliorare la lettura dei bisogni dei lavoratori nelle imprese, e ripensare l’aggregazione degli interessi anche in tema di welfare, ricomporre le risorse, pubbliche e private del territorio, estendere le tutele delle persone che vivono nel territorio, a prescindere dal proprio rapporto di lavoro o contratto di lavoro.  La strada del Welfare è ancora lunga, ma è quella giusta”.


Scarica la locandina

Pubblicato in Comunicati Stampa

Confindustria, CGIL CISL UIL hanno siglato un’intesa concernente il welfare territoriale, la cui prima fase sperimentale si è conclusa nel 2015. Le parti garantiscono un criterio di ripartizione di un fondo per finanziare il welfare aziendale, premiando maggiormente quelle aziende dove ci sia stato, nel corso del 2016, un saldo occupazionale attivo, soprattutto se collegato all’inserimento di lavoratori “anziani”. Comunicato.

 

Pubblicato in Archivio News

Confindustria, CGIL CISL UIL hanno siglato un’intesa relativa al Protocollo firmato il 10 marzo del 2014 relativa al welfare territoriale, la cui prima fase sperimentale si è conclusa nel 2015. In sostanza, con la firma, le parti si sono impegnate a garantire un criterio di ripartizione di un fondo destinato a finanziare azioni di welfare aziendale, premiando maggiormente quelle aziende dove ci sia stato, nel corso del 2016, un saldo occupazionale attivo, soprattutto se collegato all’inserimento di lavoratori “anziani”.

È sicuramente positiva la scelta di legare la ripartizione di risorse alla crescita occupazionale, anche di personale ultra 45enne, e che le stesse siano collegate a azioni di welfare aziendale e interaziendaleè il commento di Ferdinando Piccinini e Giacomo Meloni, segretario generale e segretario del sindacato CISL Bergamo. - La creazione di questo fondo, e la sua ripartizione attraverso l’analisi di politiche utili a reinserimenti di personale svantaggiato, infatti, persegue gli obiettivi contrattuali che la CISL di Bergamo da sempre persegue, e dà valore aggiunto al ruolo delle RSU e delle categorie che nella contrattazione aziendale definiranno le modalità di erogazione ai lavoratori del fondo welfare”.


Scarica il protocollo

 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Più di 30.000 occupati, oltre il 10% dei lavoratori bergamaschi, con una rete di circa 12.000 imprese che danno lavoro a una media di 2,7 persone. È la fotografia dell’artigianato bergamasco, settore che, negli anni di crisi e recessione che ha investito il nostro paese dal 2008 in poi, è stato fortemente messo alla prova, e in un certo senso supportato, almeno sul versante della salvaguardia occupazionale, dal ricorso alla cassa integrazione in deroga.

Fortemente voluta dal sindacato che, pur con ritardi a volte intollerabili sui tempi di pagamento, la CIGD ha costituito la garanzia per la salvaguardia del posto di lavoro per i lavoratori del settore e permesso alle imprese di riorganizzarsi.

A Bergamo nel 2015 sono stati fatti circa 900 accordi di cassa integrazione in deroga. Da quest'anno, però, cessa il ricorso alla CIGD e per i lavoratori delle imprese artigiane si avvierà l'FSBA Fondo di Solidarietà Bilaterale Alternativo dell'artigianato, di fatto la cassa integrazione per i dipendenti delle aziende artigiane) per gestire le sospensioni dal lavoro per situazioni di crisi aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili all'impresa e per situazione temporanee di mercato.

Il fondo trae origine dall'accordo sottoscritto a Dicembre 2015 fra le parti sociali e prevede che le aziende, versino a partire dal 1 gennaio 2016 lo 0,45% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, mentre i lavoratori versano lo 0,15 dal 1 luglio 2016.

Questo – spiega Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo - permetterà in caso di sospensione lavorativa nel biennio, due prestazioni alternative tra loro: l'assegno ordinario di 13 settimane o l'assegno di solidarietà di 26 settimane. L'importo massimo mensile è di 971,71 euro. La contrattazione fra le parti sociali e il ruolo della bilateralità artigiana sia regionale che territoriale, hanno determinato nel tempo importanti acquisizioni contrattuali per i lavoratori del settore”. Come il fondo di sanità integrativa SAN.ARTI, al quale sono associati a Bergamo 21.762 lavoratori dipendenti su 5.334 aziende che versano la quota di adesione, (125 euro all'anno per dipendente, e al fondo possono iscriversi volontariamente anche i famigliari), e il fondo FON.TE per la previdenza complementare, un'opportunità per costruire il secondo pilastro per un futuro pensionistico migliore, e che mette a disposizione il contributo aziendale del 1% della retribuzione.

Sono confermate inoltre per il 2016 le provvidenze previste dall' E.L.B.A. Nella fattispecie, l'APA (Anzianità Professionale Aziendale) che prevede rispettivamente dai 170 ai 200 euro in un biennio secondo l'anzianità aziendale, e la SAR ( Sostegno Al Reddito) per i lavoratori che si trovano in cassa in deroga.

L'ultima acquisizione contrattuale in ordine di tempo è il fondo W.I.L.A. per i dipendenti delle aziende che applicano uno dei sette contratti collettivi regionali e che versano al fondo 60 euro l'anno per ogni dipendente le cui prestazioni spettano dal primo febbraio dell'anno in corso”.

Le sette categorie interessate dai contratti regionali sono l'area Meccanica, Legno e Lapidei, Acconciatura Estetica e Centri Benessere, Chimica, Ceramica, Alimentari e Panificazione, Comunicazione, Tessile e Moda, settori che coinvolgono a Bergamo circa 27.400 lavoratori e lavoratrici. Sono inoltre da considerare le quote erogate per il Premio di Produttività, frutto del Contratto regionale di categoria, che per quanto riguarda l'erogazione a luglio 2015 va dai 175 euro del settore acconciatura, ai 425 del settore alimentare e panificazione.

La formazione e la formazione continua tramite FONDARTIGIANATO e l'azione costante svolta dagli RLST nel campo della salute e sicurezza volta alla prevenzione – conclude Meloni -, sono elementi di estrema attenzione da parte della bilateralità e dell'azione sindacale tramite la contrattazione in un settore che non può e non deve essere considerato la cenerentola del mondo del lavoro, ma una risorsa sia per l'economia locale che per l'occupazione”.

Presso la sede CISL di Bergamo è presente per il settore dell'artigianato un operatore in qualità di Rappresentante Sindacale di Bacino (RSB), al quale ci si può rivolgere per ogni informazione inerente l'artigianato e le normative contrattuali. I contatti.

Pubblicato in Comunicati
Giovedì, 07 Aprile 2016 00:00

Tavola Rotonda: "Intorno al lavoro di cura"

L’evento si prefigge di mettere a confronto i diversi soggetti della rete: Famiglie, Assistenti e Collaboratori familiari, Associazioni e Istituzioni. L’obiettivo è quello di promuovere e valorizzare un lavoro poco riconosciuto ma di estrema valenza sociale e avanzare alcune proposte di soluzioni alle diverse problematiche legate al settore del lavoro domestico. Insieme all’Inail e alle Associazioni organizzatrici (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Assindatcolf, Cgil Bergamo, Fisascat Cisl Bergamo, Patronato Acli, Federcolf, UilTucs Bergamo) interverranno alla Tavola Rotonda: Direzione Territoriale del Lavoro, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo. Seguirà dibattito aperto al pubblico.


L'appuntamento è giovedì 7 aprile (9/12.30) nel Salone Riformisti della Cisl Bergamo


 Scarica il programma

Pubblicato in Eventi
Lunedì, 08 Febbraio 2016 00:00

Nuovi spazi al welfare aziendale

C'è il sostegno al diritto allo studio dell’ATB, il buono spesa da 250 euro della Lucchini; il rimborso dell’asilo nido per i dipendenti TAV di Caravaggio e l’avvio dei fondi San.Arti e Wila per l’artigianato. Negli accordi di secondo livello siglati a Bergamo dal sindacato CISL e dalle sue categorie nel corso del 2015, il welfare conquista spazi e importanza non conosciuti in precedenza.

La legge di Stabilità contiene una serie di norme che incentivano ulteriormente il welfare aziendale, cioè quella serie di prestazioni e servizi erogati dalle aziende al posto dei premi monetari unilaterali o contrattati col sindacato e legati ai risultati (produttività, redditività, qualità, eccetera). Si trattadice Giacomo Meloni, della segreteria CISL Bergamo - di un tema importante, non solo perché questo tipo di prestazioni, grazie alla defiscalizzazione, potrebbe estendersi dalle grandi alle piccole e medie aziende, ma anche perché potrebbe trovare lo spazio che merita nella riforma della contrattazione, che dovrebbe impegnare nel 2016 CGIL, CISL e UIL e la Confindustria”.

In un anno, sono stati 25 gli accordi aziendali bergamaschi riguardanti il welfare, nelle sue varie sfaccettature, firmati dalla CISL e dalle sue categorie. Si tratta di oltre il 23% delle intese totali strette in tutta la Regione, e riguardano i temi della Previdenza integrativa, della Assistenza sanitaria e integrativa, della Famiglia e cura, dei Problemi sanitari, della Contrattazione fiscale e sociale e della Promozione di maternità e paternità.

In questo, la parte del leone l’ha fatta la FIM (categoria dei metalmeccanici), che ha sottoscritto più del 40% del totale degli accordi. Poi FEMCA (chimici e tessili) con il 15,6, gli agricoli e alimentaristi della FAI con il 15% degli accordi, FIBA (bancari) con il 7,5.

Tra gli aspetti più interessanti presenti nelle intese firmate nelle varie aziende, spiccano gli innalzamenti del contributo aziendale al fondo pensione; i contributi spese per il diritto allo studio dei figli; varie forme di permessi retribuiti e non per la cura; permessi per visite mediche o cure; la concessione di permessi retribuiti per nascite o accompagnamento e la formazione post-partum, la costituzione di fondi di solidarietà aziendale. Accordi innovativi riguardano laconcessione del part-time e l’adozione del tempo flessibile fino a una certa età del figlio; l’introduzione del telelavoro e dello smart working. Inoltre, decine di accordi introducono il concetto di “carrello della spesa” e del lavaggio o fornitura degli abiti da lavoro.

Gli accordi di welfare – dice ancora Meloni - devono poi sapere andare oltre a livello territoriale, innescando meccanismi virtuosi di contrattazione di fondi territoriali, e/o interaziendali che sappiano e possano intervenire in una logica di sussidiarietà e solidarietà a favore dei  soggetti più deboli ed emarginati, colpiti da anni di grave crisi e recessione”.

 “Grazie alle innovazioni della legge di stabilità, se i premi di produttività in azienda saranno fatti rientrare in un accordo sindacale aziendale o territoriale, un dipendente privato potrebbe trovarsi a fine anno con un mese di stipendio in più. I vantaggi diventerebbero ancor più evidenti se, anziché in denaro, i premi fossero tradotti in welfare. Ora abbiamo un pacchetto d’incentivi molto forti e finalmente di carattere strutturale e non da rifinanziare anno per anno che daranno ancora maggior forza alla contrattazione sulla competitività delle aziende. A Bergamo – continua Meloni - stiamo definendo con Confindustria l'ipotesi di  un’ intesa che proroghi per il 2016 la sperimentazione di welfare aziendale e interaziendale, previsto dal protocollo di marzo 2014”.

Le principali modifiche della normativa sul welfare e contrattazione aziendale contenute nella Legge di Stabilità 2016, prevedono innanzitutto, il ripristino della aliquota al 10% sui premi di produttività contrattati, fino a 2.000 euro, estensibili a 2.500 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro, con redditi lordi non superiori a 50.000 euro e inoltre la possibilità per il lavoratore di scegliere che il premio di risultato  variabile sia pagato in prestazioni di welfare anziché in denaro; la legge amplia a tutte le spese per servizi di educazione e istruzione dei familiari, compresi quelli in età prescolare, la detassazione e la decontribuzione prevista; estende la decontribuzione e la detassazione ai servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti. Infine, viene data la possibilità all'azienda di pagare in voucher l'erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi.

"Sono novità importanti, che sommate ad una graduale ripresa economica che ci auspichiamo si confermi e si rafforzi nel corso del 2016, possono permettere un rilancio della contrattazione di secondo livello nelle aziende, sedi naturali dove ripartire anche sul salario, la produttività e la ricchezza prodotta anche con il contributo fondamentale delle competenze e del lavoro, dei dipendenti.

E' giunto il momento per imprese, sindacato e lavoratori  - conclude Meloni -di lanciare con determinazione e volontà uno sguardo più lungo sul versante delle relazioni industriali e puntare con decisione ad una fattiva strategia di partecipazione,  e responsabilità, sempre più determinanti per imprese che vogliono crescere in qualità e competitività internazionale".  


ACCORDI TERRITORIALI E DI SECONDO LIVELLO nel 2015

ATB (trasporti): accordo 2015, fondo aziendale sanitario integrativo compartecipato azienda-lavoratori. Sostegno al diritto allo studio, 25.000 euro annui.

Lucchini RS:  Buono spesa di 250 Euro. 2 giorni aggiuntivi di permesso retribuito ai lavoratori padri. Permesso retribuito fino a 10 giorni annui ai lavoratori in caso di ricovero ospedaliero superiore a 3 giorni, per i figli di età inferiore ai 12 anni.

ITS SISA di Caravaggio: Permesso  retribuito di 48 ore  nell'arco dell'anno solare per visite mediche specialistiche del lavoratore.

T.A.V. S.p.a: Rimborso delle rette dell'asilo nido per i figli dei dipendenti, limite di spesa 25.000 euro annui. Rimborso dei libri di testo con un limite di spesa di 7.000 Euro annui, da riproporzionare in funzione del numero di richieste dei lavoratori. Incremento dello 0,4 % del contributo aziendale versato al fondo di Previdenza Cometa, e al fondo Mètasalute con limiti di spesa annui rispettivamente di 3.000 e 2.000 annui.

Accordi di welfare per l'artigianato

SAN.ARTI  e WILA, quest'ultimo frutto della contrattazione regionale si integra con le provvidenze del fondo SAN.ARTI , prevede fra gli altri la copertura dei ticket e degli interventi chirurgici, il rimborso per l'ospedalizzazione domiciliare per i genitori dei dipendenti


Scarica il documento della Cisl Lombardia: IL WELFARE AZIENDALE nella Legge di Stabilità

 

Pubblicato in Comunicati Stampa
Pagina 2 di 5