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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 22 Febbraio 2017

Non ci basta la rivoluzione 4.0

“Stay foolish…stay hungry”. Luca Nieri non lo cita. Ma il segretario generale del sindacato FIM CISL Bergamo riporta lo spirito di Steve Jobs all’interno della relazione congressuale, con la quale si è aperta la seconda assise della categoria dei metalmeccanici “Bergamo e Sebino Bergamasco”.

Il Congresso della prima Fim d’Italia

L’accenno alla follia arriva in coda, con una poesia: “abbiamo bisogno dei folli del presente, innamorati della semplicità, amanti della pace, liberi del compromesso, decisi a non tradire mai, obbedienti e insieme spontanei e tenaci, forti e dolci”. La “fame” caratterizza ogni riga della relazione del segretario della categoria “che nel 2016 ha superato i 12.600 iscritti, confermandosi la prima fra le categorie degli “attivi” della CISL di Bergamo e la prima FIM d’Italia”. Sono stati anni complicati per il settore in Lombardia, ora ci aspetta la sfida dell’Industria 4.0, che interessa tutte le realtà produttive ed è già stata colta in alcune fabbriche.

Una cultura partecipativa di pari dignità

Oggi assistiamo a modesti segnali di ripresa, - continua Nieri - anche se il clima di fiducia è molto debole. L’industria manifatturiera occupa, nella provincia di Bergamo, oltre 150.000 persone e , con un valore aggiunto vicino ai 10 miliardi di euro, ci proietta al secondo posto fra le province italiane ed europee. Anche per questo, oggi, opporsi al progresso tecnologico è un po’ come fermare l’acqua con le mani. Un sindacato che ignora questa sfida si renderà complice della sconfitta dei lavoratori e della loro esclusione dai processi produttivi e organizzativi. Diventa quindi prioritario far partire gli osservatori territoriali come elemento strategico di conoscenza del nostro settore nella nostra provincia, dei suoi problemi e delle sue potenzialità, in una cultura partecipativa di pari dignità, indicando e orientando le scelte su strade di prospettiva che ci portino tutti al di là del guado mantenendo un ruolo industriale di primo piano. La partita è aperta ed è tutta da giocare. La FIM è pronta e accetta la sfida, una sfida che deve riguardare tutti, dal mondo imprenditoriale a quello istituzionale”.

Un ruolo da protagonista nella contrattazione

Il 2017 sarà l’anno della contrattazione di secondo livello in varie grandi aziende del settore. Spesso il sindacato si è dovuto concentrare su strategie difensive e su percorsi di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori espulsi dalle aziende. Ma la sua presenza ha permesso di confermare la contrattazione in quasi tutte le realtà industriali. “Nelle prossime settimane prenderà avvio la stagione dei rinnovi contrattuali nelle aziende, tra le quali anche Brembo, Tenaris e Necta. La FIM, anche in questa tornata, saprà giocare un ruolo da protagonista elaborando idee e progettazione per ricercare soluzioni innovative e vantaggiose per le persone che rappresenta. In questi ultimi quattro anni l’attività contrattuale nelle aziende della provincia è stata viva e vivace: abbiamo rinnovato tanti contratti e siamo stati capaci di introdurre per la prima volta la contrattazione in diverse aziende, con un occhio alla tutela dei redditi e l’altro all’innovazione. Sempre più contratti hanno recepito aspetti di welfare, e la contrattazione futura insisterà parecchio su questo capitolo che consente di rispondere alle esigenze diverse delle famiglie e delle persone restando, comunque, sempre all’interno di una cornice contrattuale collettiva”.

La difficoltà di attrarre i giovani

E poi, i giovani, da tempo croce e delizia del sindacato. “La nostra base associativa è fatta da lavoratori sopra i 35 anni. È sempre più difficile per noi attrarre i giovani che, per decenni, sono stati invisibili per il sindacato e per le nostre politiche, dispersi in forme contrattuali precarie e fuori dalla contrattazione aziendale, dalle politiche del lavoro, dal welfare, dalla rappresentanza, dalla partecipazione sindacale. In questi anni si è solo teorizzata la solidarietà intergenerazionale, scaricando in realtà sui più giovani tutte le riforme del welfare, del mercato del lavoro e gran parte dei sacrifici per ripianare il deficit di finanza pubblica. Il risultato è che il nostro non è un Paese per giovani Se non si dà parola e cittadinanza organizzativa e politica a queste generazioni le si consegnerà inevitabilmente al populismo e poi di nuovo al fatalismo e all’indifferenza. Oltre a un serio e radicale intervento politico, noi vogliamo offrire ai ragazzi percorsi di impegno civile e un protagonismo attivo. Il Sindacato oggi si trova davanti a una grande sfida: quella di sapersi rinnovare, rispondendo alle esigenze di una società profondamente mutata e in evoluzione, tenendo insieme il cambiamento con i propri valori tradizionali e la propria storia”.

Il programma delle due giornate

Il congresso FIM continua nel pomeriggio, con la tavola rotonda “Bergamo 4.0? La quarta rivoluzione industriale nella seconda locomotiva d’Europa”, con Mario Barboni, Consigliere PD Regione Lombardia; Gianluigi Viscardi, presidente Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente; Luciano Pero, del Politecnico di Milano; Paolo Agnelli, presidente piccoli imprenditori Confimi, e Ferdinando Uliano, segretario nazionale FIM CISL. Domani, venerdì 24 febbraio, dalle 9, ripresa del dibattito congressuale e elezioni di Consiglio Generale, Segretario e segreteria.


Relazione di Luca Nieri